in realtà il *modello* mediterraneo rientra benissimo nelle partizioni che
lui vuol far sue e quindi non ha inventato nulla:
calorie derivate dai carboidrati: dal 45% al 65% (media: 55%)
calorie derivate dalle proteine: 10% al 20% (media 15%)
calorie derivate dai grassi: 25% al 35% (media 30%)
in generale quello che ho letto sul suo sito è giusto, ma qua fa una serie
dei calcoli senza senso
http://www.albanesi.it/Dietologia/dietaitalianateoria.htm
COPIA/INCOLLA:
*****************************************************
Un esempio
Dovrebbe essere ormai chiaro che i conti esatti sono soggettivi. Infatti
sono soggettivi:
a) Il metabolismo basale
b) Il metabolismo di attività
c) Il fabbisogno sportivo totale
d) La quota proteica di fabbisogno sportivo
e) La quota glicidica di fabbisogno sportivo.
È però possibile ricavare interessanti risultati considerando un caso
particolare e provando a variare poi alcune variabili.
Consideriamo Carlo, un soggetto di 70 kg con massa grassa del 15% che ha 42
anni, svolge un lavoro sedentario, va al lavoro in auto, e dorme nove ore
per notte. Ogni giorno si fa la sua corsettina di sei chilometri a ritmo non
impegnativo. Facciamo i nostri conti.
Il fabbisogno glicidico FG è di 721 calorie, quello proteico FP di 231
calorie. La massa magra di Carlo è di 59,5 kg (70 kg - 15%) e il suo
fabbisogno calorico quotidiano è FCQ=28*59,5+300 (300 è il fabbisogno
calorico stimato dal lavoro, dalle modalità con cui Carlo va al lavoro,
dalle attività che svolge quando torna a casa ecc.) = 1966. Il suo
fabbisogno sportivo è di 420 calorie (FS = 70*6), il suo fabbisogno proteico
sportivo è FPS=70*6*0,1= 42 calorie, mentre quello glicidico è FSG =
70*6*0,7 = 294 calorie.
Quindi il suo FCT (fabbisogno giornaliero totale) è: FCQ + FS = 2386
calorie. Con queste calorie Carlo non diminuirà di peso e potrà svolgere
proficuamente il suo lavoro e la sua attività sportiva. La sua ripartizione
è:
proteine = 231 + 42 = 273 calorie
glicidi = 721 + 294 = 1015 calorie
lipidi = 2386 - 1015 - 273 = 1098 calorie
La ripartizione è 42,5-11,5-46 (cioè 42,5% carboidrati, 11,5% proteine, 46%
grassi). Scioccati per i bassi contenuti di proteine e di carboidrati e
quello alto di grassi? Riflettiamo su cosa non vada nella vita di Carlo dal
punto di vista alimentare-sportivo. Non è certo obeso, ma non è certo magro:
chi pratica attività sportiva sufficientemente intensa riesce ad arrivare a
una massa grassa del 10-12%. Inoltre la sua attività sportiva (mezz'ora di
corsetta ogni giorno) è troppo blanda e per gestirla il corpo ha bisogno
soprattutto di grassi. Ciò comporta che se si aumentano le proteine e si
diminuiscono i grassi come in una dieta (50-20-30), gran parte delle
proteine sarà comunque stoccata come grasso, costringendo il fisico a un
lavoro in più per avere a disposizione il carburante che gli serve.
Sostanzialmente la vita di Carlo è troppo "blanda".
Supponiamo che Carlo decida di movimentarla, mettendosi a dieta, scendendo a
una percentuale di massa grassa del 10% con peso di 66,5 kg e portando la
corsa a 10 km quotidiani (45 minuti) a media intensità. Rifacendo tutti i
calcoli si troverebbe che la ripartizione sarebbe (46,6-13,9-39,5). Se si
portasse l'esercizio fisico a un'ora si arriverebbe a una ripartizione molto
vicina a 50-20-30 tipica della dieta italiana.
Cosa è successo? Dimagrendo e aumentando l'attività sportiva (non solo in
termini di quantità quanto di qualità, cioè di intensità), i fabbisogni sono
diventati più bilanciati.
Il modello teorico ha cioè mostrato che per avere un'alimentazione
bilanciata che soddisfi i reali bisogni del nostro corpo:
il soggetto deve essere magro;
deve svolgere un'attività sportiva continua e di almeno media intensità;
può utilizzare una ripartizione vicina alla semplice 50-20-30.
********************************************************
il soggetto dell'esempio che fa un lavoro sedentario e corre
*quotidianamente* in modo blando (jogging) 6 km al giorno, se segue una
dieta bilanciata (vedi modello alimentare mediteraneo), fornendo al suo
corpo le calorie e i macronutrimenti necessari è obbligato, salvo patologie
diverse, a tornare al peso forma.
> il signore in questione vuole vendere una dieta facendola sua solo
> perchè ha abbassato la quota giornaliera di carboidrati: calorie
> derivate dai carboidrati: 50% calorie derivate dalle proteine: 20%
> calorie derivate dai grassi: 30%
Guarda, se vuoi discutere seriamente dovresti cominciare a riportare
le notizie con maggior precisione. Da quel che ricordo, A. non
propone affatto delle percentuali fisse, ma dei range variabili
secondo le diverse situazioni individuali. Inoltre, le percentuali di
macronutrienti sono solo un aspetto di una dieta. Un altro aspetto
non secondario è: come riesco in pratica a rispettare soglie e
percentuali che mi sono preposto in teoria? IMHO Albanesi dà una
risposta abbastanza intelligente a questa domanda, proponendo (sul
suo sito e anche sul sito gemellato www.cibo.360.it ) un ricettario
al tempo stesso gustoso ma saziante. Ciò detto, anch'io muovo delle
critiche ad alcune cose che scrive Albanesi e anche al modo in cui le
dice. Però vedo una fondamentale luce di verità in alcune linee di
fondo.
> in realtà il modello mediterraneo rientra benissimo nelle
> partizioni che lui vuol far sue e quindi non ha inventato nulla:
> calorie derivate dai carboidrati: dal 45% al 65% (media: 55%)
> calorie derivate dalle proteine: 10% al 20% (media 15%) calorie
> derivate dai grassi: 25% al 35% (media 30%)
Questo invece dove l'hai letto? A quale "modello mediterraneo" ti
riferisci? Come è stato discusso molte volte su questo NG, "dieta
mediterranea" può voler dire molte cose e bisogna vedere a quale ci
si riferisce di preciso. Il problema di quelli che parlano della
"dieta mediterranea", nel bene o nel male, è proprio la vaghezza,
visto che per qualcuno qualcuno significa pane pesce e olive, per
qualcun altro vino e salumi da export ;)
Ad ogni modo, se per te le percentuali coincidono con quelle
raccomandate ufficialmente, dov'è il problema?
> in generale quello che ho letto sul suo sito è giusto, ma qua fa
> una serie dei calcoli senza senso
> http://www.albanesi.it/Dietologia/dietaitalianateoria.htm
In quale passaggio di preciso? Comunque, potrei citarti altre pagine
e altre affermazioni di A. che lasciano perplessi, ma a che pro? Qual
è il tuo punto? Di castronerie se ne sentono anche da fonti ben più
"autorevoli", ufficialmente. Nessuno pensa che quello che scrive A.
sia oro colato, ma è anche innegabile che nel complesso il suo sito è
molto ricco di informazioni e spunti di riflessione interessanti.
bravo. visto che non ricordi bene, prima informati e poi rispondi.
> Questo invece dove l'hai letto? A quale "modello mediterraneo" ti
> riferisci? Come è stato discusso molte volte su questo NG, "dieta
> mediterranea" può voler dire molte cose e bisogna vedere a quale ci
> si riferisce di preciso. Il problema di quelli che parlano della
> "dieta mediterranea", nel bene o nel male, è proprio la vaghezza,
> visto che per qualcuno qualcuno significa pane pesce e olive, per
> qualcun altro vino e salumi da export ;)
ti consiglio di informarti bene su cos'è la dieta mediterranea. mi sembra tu
abbia le idee un po' confuse.
> Ad ogni modo, se per te le percentuali coincidono con quelle
> raccomandate ufficialmente, dov'è il problema?
domani dico che la dieta mediterranea è fallimentere perchè ci sono troppi
carboidrati e tiro fuori la "dieta goulu" dove le calorie derivate dai
carboidrati sono il 45% del totale.
scrivo diversi libri rubacchiando nozioni scientfiche e citando studi che
confermano che anche con il 45% delle calorie derivate dai carboidrati si
vive egregiamente.
oggi si fanno i soldi anche così.
>> in generale quello che ho letto sul suo sito è giusto, ma qua fa
>> una serie dei calcoli senza senso
>> http://www.albanesi.it/Dietologia/dietaitalianateoria.htm
>
> In quale passaggio di preciso?
dall'inizio alla fine.
se lo condividi, peggio per te.
Sono in buona parte d'accordo con te (non entro nel merito del discorso
perchè è abbastanza vecchio e non ho neanche la voglia di farlo), cose
dubbie ne ho lette parecchie (ovviamente non solo nel suo sito, per
carità), la cosa snervante è che quello che scrive lo scrive come fosse
legge, si vede ad esempio dal tono in cui risponde alle "e-Mail"
ricevute. Sono del parere che un ignegnere debba fare l'ingegnere...
> non entro nel merito del discorso perchè è abbastanza vecchio e non ho
> neanche la voglia di farlo
ti capisco ;)
[....]
> dall'inizio alla fine.
> se lo condividi, peggio per te.
Interessante.
> la cosa snervante è che quello che scrive lo scrive come fosse
> legge, si vede ad esempio dal tono in cui risponde alle "e-Mail"
> ricevute.
Questa è una critica che gli faccio anch'io. Specie uno che non è un
addetto ai lavori dovrebbe avere un atteggiamento di maggiore
prudenza e forse umiltà, specialmente di fronte a questioni dove non
ci sono vere e proprie certezze neanche nella letteratura
scientifica..
Un altro difetto, a parte alcune questioni di merito su cui si
potrebbe discutere, è nel metodo polemico che usa verso le altre
diete: cerca un aspetto criticabile e da lì conclude che se è
sbagliato quell'aspetto allora deve essere sbagliato l'intero
"sistema". Il che però non è sempre vero.
> Sono del parere che un ignegnere debba fare l'ingegnere...
Mah, in un mondo ideale sicuramente. In un mondo ideale la
divulgazione nutrizionale sarebbe ricca e approfondita sui siti
ufficiali e dei nutrizionisti, mentre gli ingegneri si dedicherebbero
solo a progettare ponti :DDD
Nel nostro mondo reale, però, ci sono alcuni noti nutrizionisti che
paiono lo spot dei gelatieri, dei vinai o dei salumieri, ci sono
associazioni di medici che danno il loro bollino alle uova
all'azienda x o y chissà perché... e ci sono siti ufficiali piuttosto
burocratici e carenti di informazioni, e se non ci fosse il sito
dell'ing. Albanesi con le sue brave schede sugli alimenti e varie
riflessioni interessanti, pur con alcuni difettucci, sarebbe un
peccato, IMHO.
La dieta mediterrana non esiste, è semplice.
E' una teoria americana che ha ipotizzato un regime alimentare basato
sui prodotti tradizionali dell'area mediterranea (Italia, Spagna e
Grecia in primis).
Poi è stata "fatta nostra" e adesso per molta gente pare che la dieta
mediterranea sia il modo di mangiare tipico dei nostri nonni, e che
andrebbe seguito come ideale di alimentazione; e se ne fanno vanto "ma
noi in Italia mangiamo bene perché abbiamo la dieta mediterranea". Poi
ti guardi in giro e vedi gente che va a piadina, prosciutto, cappelletti
e cotechino, e stazza dai 100 kg in su, ma del loro sovrappeso danno la
colpa agli extraterrestri visto che loro seguono "la dieta mediterranea"...
Il tutto dimenticando due cose:
a) i nostri nonni andavano a stufati, legumi, polenta, pane e tante
altre cose che non hanno niente a che vedere con la "dieta mediterranea"
secondo i canoni odierni;
b) facevano 10 ore di lavoro nei campi, che è il vero ingrediente
"segreto" delle diete di una volta...
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
LOL
> Il tutto dimenticando due cose:
> a) i nostri nonni andavano a stufati, legumi, polenta, pane e tante
> altre cose che non hanno niente a che vedere con la "dieta mediterranea"
> secondo i canoni odierni;
i miei nonni piemontesi sicuro. non usavano l'olio di oliva, ma non vorrei
dire una cagata, panetti di strutto, poi c'era la polenta bigia ed il pane
nero. il pesce non sapevano nemmeno cosa fosse :)
la dieta mediterranea nasce sulle coste dell'italia, nei paesini peninsulari
e insulari. lì si mangiava bene: cereali, frutta, verdura, latticini, olio
d'oliva ed il pesce qualche volta alla settimana.
non penso che il sig. Ancel Keys si sia inventato tutto di sana pianta.
Non si è inventato nulla, solo che ha messo insieme gli elementi
migliori delle abitudini alimentari di vari paesi dell'area
mediterranea: in questo senso la "dieta mediterranea" non è mai
esistita, cioè non è l'abitudine alimentare /reale/ di una particolare
zona o paese, ma un insieme delle abitudini migliori.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
ICQ:4005815
Skype: crononauta <ulib...@infinito.it>
> i miei nonni piemontesi sicuro. non usavano l'olio di oliva, ma non
> vorrei dire una cagata, panetti di strutto, poi c'era la polenta
> bigia ed il pane nero. il pesce non sapevano nemmeno cosa fosse :)
> la dieta mediterranea nasce sulle coste dell'italia, nei paesini
> peninsulari e insulari. lì si mangiava bene: cereali, frutta,
> verdura, latticini, olio d'oliva ed il pesce qualche volta alla
> settimana. non penso che il sig. Ancel Keys si sia inventato tutto
> di sana pianta.
No, non si è inventato tutto di sana pianta. Ovviamente c'è anche del
vero. Credo anch'io che i consumi di pesce e di olio d'oliva e
verdure, tutti ottimi alimenti di cui anzi consumiamo troppo poco in
Italia IMHO, e aggiungiamoci anche legumi e noci ecc., erano
superiori al Sud rispetto al Nord... Ma nel complesso le masse cosa
mangiavano? Il Keys non si è accorto di soppressate e caciocavalli,
non ha assaggiato la mozzarella di bufala di Battipaglia?, non è
entrato nelle cucine dove lardo e strutto si usavano a piene mani
anche al Sud, essendo più economici dell'olio di oliva, non ha visto
uova, salumi, polli, tanti farinacei (a chili!, per i poveri era
l'alimento principale), tanto vino per darsi energia, frittura e
soffritti come diffuse tecniche di cottura, frutta non certo fresca
tutto l'anno, magari conservata nell'armadio o in marmellate...?
Insomma, mi sta valorizzare certe tradizioni, per carità, ma se
guardiamo alla fotografia storica la situazione non è la cartolina
idealizzata che viene descritta a volte. Dici bene: sulle coste. Ma
nell'interno? Concordo con te, poi, che diversa era la situazione in
altre Regioni, e soprattutto ben diversa la situazione di oggi
rispetto a cinquant'anni fa. All'epoca giocavano anche le
ristrettezze del Dopoguerra e l'alimentazione era meno "ricca" per
necessità, non certo per scelta salutista. In altre epoche, peraltro,
"grasso" era bello, da persone benestanti, i poveracci erano magri.
L'Italia, poi, si è industrializzata in ritardo rispetto ad altri
Paesi europei e agli americani, dunque il lavoro fisico e l'attività
doppia o tripla, specie tra contadini e pescatori del Sud, rispetto a
oggi cambiano completamente il contesto.... A Creta, poi, altra
"culla" della dieta mediterranea secondo Keys, i grassi aliementari
arrivavano attorno al 40%, anche lì con i fritti, e oggigiorni (l'ho
visitata pochi anni fa) appena possono mangiano abbacchi e
grigliate... come la mettiamo? Forse il segreto è che anche loro,
cinquanta anni fa, facevano ben altra vita, più povera e stentata ma
per certi aspetti più sana. Eppure alcuni nutrizionisti ufficiali ci
raccontano che la vera dieta mediterranea si può gustare oggi in
Italia, magari nelle trattorie di Parma!, usano disinvoltamente la
canzoncella della "dieta mediterranea" per promuovere soprattutto
vino, pizza, salumi e formaggi da export (mentre legumi, pesce e
verdure fanno sempre la fine delle cenerentole) e raccomandano
percentuali di macronutrienti calcolate non si sa bene in base a cosa
(se senti Giorgio Calabrese, parla del 60-70 percento), ma senza
tener conto che i fabbisogni di allora erano completamente diversi
dagli attuali, tanto che ognuno se ne esce con percentuali
"mediterranee" diverse (per questo ti chiedevo dove hai letto quelle
percentuali, e per questo troverai scettiscismo quando si parla di
"dieta mediterranea" come se fosse un'indicazione chiara e precisa.
Pensa che anche persino il dottor Sears (non ufficiale ma alla moda,
generalmente considerato semi-low carb) paragona la sua dieta a Zona
alla dieta mediterranea, se vuoi ritrovo l'articolo! Insomma, è una
"giacca" che ognuno tira dove fa più comodo. Personalmente preferisco
precisare alcuni alimenti e chiamarli per nome e cognome. :)
> E' una teoria americana che ha ipotizzato un regime alimentare basato
> sui prodotti tradizionali dell'area mediterranea (Italia, Spagna e
> Grecia in primis).
Piccola precisazione: più che altro sulle aree costiere mediterranee
(mari interni compresi) di queste nazioni (e della Francia).
--
Nico
"Haec immatura a me iam frustra leguntur oy"
> Basta aprire un qualsiasi libro
> di cucina napoletana per disperdersi all'interno. Una pasticceria
> che insieme a quella siciliana non ha rivali nel mondo.
Apriamo, un ricettario di pasticceria napoletana :)
http://www.gennarino.org/sfogliatelle.htm
LE SFOGLIATELLE RICCE
La ricetta che segue è tratta da "Il grande libro della pasticceria
napoletana" di Piero Serra e Lya Ferretti, Salvatore di Fraia Editore.
...
Ingredienti:
Per la pasta:
Farina 1 kg.
strutto 300 gr.
Acqua 300 gr.
Sale fino 20 gr.
Miele 30 gr.
Per il ripieno:
Semolino 250 gr.
Ricotta 250 gr.
Zucchero a velo 275 gr,
Uova due
Acqua 7 dL e 1/2
Cedro e scorzette d 'arancia canditi 75 gr.
Vaniglina due/tre bustine
Essenza di cannella due gocce
Sale q. b.
http://www.gennarino.org/pastiera.htm
LA PASTIERA DI GRANO
(o pastiera napoletana)
Ingredienti per il ripieno:
300 gr di grano già cotto,
400 ml di latte,
un cucchiaio di strutto o di burro,
un cucchiaio di zucchero,
1 bustina di vanillina
400 gr di ricotta di pecora,
300 gr di zucchero,
5 uova,
50 gr di acqua di fior d'arancio o millefiori naturale (o, in
mancanza una fialetta di aroma),
2 limoni,
150 gr di cedro, zucca e altri canditi misti (tagliati a tocchetti
piccoli),
150 gr di zucchero a velo.
Ingredienti per la pasta esterna:
500 gr di farina,
3 uova,
200 gr di zucchero,
200 gr di strutto,
la buccia grattugiata di un limone.
LE ZEPPOLE
Ingredienti:
Un chilo di farina oo,
300 gr di burro,
200 gr di zucchero,
5 uova,
250 gr di latte,
un pizzico di sale,
essenza di vaniglia,
un cucchiaino raso di cannella in polvere, un paio di etti di
zucchero per spolverizzare,
un cubetto di lievito e mezzo di lievito di birra.
[...]
friggerle in abbondante olio o strutto bollente
LE GRAFFES
Ingredienti:
500gr farina forte
100gr latte
100gr burro
3 uova medie
200gr patate lessate e schiacciate
80gr zucchero
15gr lievito di birra
8gr sale
buccia grattugiata di un limone
[....[
Riscaldiamo a 170° abbondante olio di arachidi (devono gallegggiare),
immergiamo poche per volta dal lato che era in alto. Non appena
finisce di gonfiare giriamo e portiamo a cottura.
GLI CHOUX AL CIOCCOLATO
Ingredienti
500 gr di crema ganache
(250 gr di cioccolato fondente 250 gr di panna fresca rum o altro
liquore a piacere )
un paio di dozzine di bignè già pronti
100 gr circa di cioccolato fondente.
IL BABA'
Ingredienti per una ventina di babà:
220 grammi di farina di forza
12 grammi di lievito di birra
3 uova (se molto grandi, sono sufficienti due uova e un tuorlo)
70 grammi di burro
30 grammi di zucchero
un pizzico di sale
farina e burro per gli stampini
Per la bagna:
500 grammi di acqua
200 grammi di zucchero
la buccia di un limone non trattato
GLI STRUFFOLI
Ingredienti:
Farina 400 gr ,
Uova 4 ,
zucchero 2 cucchiai ,
burro o, preferibilmente, strutto 25 gr,
1 bicchierino di anice,
Scorza di mezzo limone grattuggiata
Scorza di mezzo arancio grattuggiata
Sale un pizzico
olio o strutto per friggere
[...]
Durante la frittura, stare bene attenti alle bolle di schiuma che si
formano nell'olio caldo ...
LA BRIOCHE
Ingredienti:
Farina (al cinquanta per cento di manitoba) g 500
burro g 100
zucchero g 80
latte g 40
lievito di birra g 15
5 tuorli
buccia gratt. di un'arancia o di un limone
farina e burro per la spianatoia e lo stampo
un pizzico di sale
e per finire, facciamo una gita ad Amalfi a bere il Limoncello :)
Ingredienti
Buccia di sei limoni (sfusato amalfitano). Altrimenti, aumentare i
limoni a dodici.
1,2 litri di acqua
1 litro di alcool
400 o 500 grammi di zucchero (dipende dai gusti)
> Crononauta wrote:
>
> > E' una teoria americana che ha ipotizzato un regime alimentare
> > basato sui prodotti tradizionali dell'area mediterranea (Italia,
> > Spagna e Grecia in primis).
>
> Piccola precisazione: più che altro sulle aree costiere
> mediterranee (mari interni compresi) di queste nazioni (e della
> Francia).
La Francia non è terra di carni e di burri?
> No, non si è inventato tutto di sana pianta. Ovviamente c'è anche del
> vero.
[ultra cut]
come in ogni discussione da ng, mi sfugge il problema principale...
è dare delle percentuali di macronutrimenti più precise?
capire chi esattamente l'ha inventata e dove è nata?
denunciare chi, come le trattorie di parma, è convinto (o gli conviene) che
dieta mediterranea significhi mangiare ogni giorno piatti unti e poco
digeribili?
colpevolizzare i vecchi fabbisogni calorici che sono più elevati rispetto a
quelli dei nostri nonni che facevano lavori più manuali?
> come in ogni discussione da ng, mi sfugge il problema principale...
Il problema è la vaghezza. Se dici solo "dieta mediterranea", ognuno
è libero di intendere qualcosa di diverso. Meglio precisare cosa si
intende di preciso, imho, per esempio quali cibi, cucinati come, ecc.
> è dare delle percentuali di macronutrimenti più precise?
Le percentuali di macronutrienti sono solo un aspetto.
> capire chi esattamente l'ha inventata e dove è nata?
Beh, non è secondario capire se riguardava solo le zone costiere del
Mezzogiorno di cinquant'anni fa, in abbinamento a uno stile di vita
più spartano, oppure se è il modo di mangiare "all'italiana" di oggi
come qualcuno ama credere.
> denunciare chi, come le trattorie di parma, è convinto (o gli
> conviene) che dieta mediterranea significhi mangiare ogni giorno
> piatti unti e poco digeribili?
No, che la dieta mediterranea si possa assaggiare a Parma non lo
dicono le trattorie di Parma, ma un autorevolissimo nutrizionista, il
prof. Giorgio Calabrese.
> colpevolizzare i vecchi fabbisogni
> calorici che sono più elevati rispetto a quelli dei nostri nonni
> che facevano lavori più manuali?
Non si tratta di colpevolizzare, ma di contestualizzare. :)
Ovvero, la dieta del contadino dell'epoca precedente ai trattori
potrebbe non essere l'ideale per l'impiegato di oggi.
non è prorpio correto parlare di dieta nel senso stretto del termine.
ma di semplici abitudini alimentari.
è chiaro che si possono adattare diversi modi di cucinare e divere
proporzioni tra i macronutrimenti.
la piramide alimentare da cmq un'idea piuttosto chirara senza ricorrere alla
calcolatricedi quali sono gli alimenti da preferire e con periodicità
consumarli.
>> capire chi esattamente l'ha inventata e dove è nata?
>
> Beh, non è secondario capire se riguardava solo le zone costiere del
> Mezzogiorno di cinquant'anni fa, in abbinamento a uno stile di vita
> più spartano, oppure se è il modo di mangiare "all'italiana" di oggi
> come qualcuno ama credere.
qui ti sei risposto da solo.
>> denunciare chi, come le trattorie di parma, è convinto (o gli
>> conviene) che dieta mediterranea significhi mangiare ogni giorno
>> piatti unti e poco digeribili?
>
> No, che la dieta mediterranea si possa assaggiare a Parma non lo
> dicono le trattorie di Parma, ma un autorevolissimo nutrizionista, il
> prof. Giorgio Calabrese.
tu ami puntare il dito. forse sei un po' arrogante, non credi?
il prosciutto di parma è un insaccato e come tale va moderato.
non penso che il prof. Calabrese consigli di consumare il prosciutto
quotidianamente (la parmacotto sicuramente, sì).
non avrà un posto privilegiato come il pesce, ma anche il prosciutto di
parma può essere inserito 2 o 3 volte al mese nella dieta di tutti.
ciò non toglie che ognuno è libero di privarsene, così come può eliminare
molti alimenti e rinunciare a molti sapori.
che tristezza...
>> colpevolizzare i vecchi fabbisogni
>> calorici che sono più elevati rispetto a quelli dei nostri nonni
>> che facevano lavori più manuali?
>
> Non si tratta di colpevolizzare, ma di contestualizzare. :)
> Ovvero, la dieta del contadino dell'epoca precedente ai trattori
> potrebbe non essere l'ideale per l'impiegato di oggi.
a parte diminuire gli introiti calorici, cosa c'è di sbagliato?
Oddio, 2-3 volte al mese... ma che sarà mai questo prosciutto di Parma?
Non sarà mica cancerogeno?
Suvvia, questo è terrorismo alimentare, c'è gente che non c'è giorno
che non assume insaccati e campa 100 anni... Il problema è sempre
quello, la "quantità". Ovviamente non consiglio di mangiare ogni giorno
il prosciutto, ma di qui a dire 2-3 volte al mese mi sà che ce ne
passa...
non voglio fare assolutamente terrorismo alimentare, ma è consigliabile
limitare insaccati e carne rossa:
http://www.dietameridionale.it/pics/piramidepiccola.gif
poi anche se lo mangi una volta la settimana non succede niente di grave (io
penso di mangiare insaccatti settimanalmente:)
[...]
> il prosciutto di parma è un insaccato e come tale va moderato
> non penso che il prof. Calabrese consigli di consumare il
> prosciutto quotidianamente (la parmacotto sicuramente, sì).
> non avrà un posto privilegiato come il pesce, ma anche il
prosciutto > di parma può essere inserito 2 o 3 volte al mese nella
dieta di
> tutti. ciò non toglie che ognuno è libero di privarsene,
Privarsene? Non sia mai!, secondo l'esimio professore, che pare avere
studiato scienza della nutrizione sui depliant della pro loco di
Parma ;)
"...L’abolizione del prosciutto cotto dalla dieta implicherebbe una
privazione di importanti sostanze per l’organismo. "
http://acerbinews.blogspot.com/2008/07/parmacotto-presenta-perfecto.html
"... Questa è la Dieta Mediterranea ! Non si tratta di una anonima
lista di alimenti comuni, infatti, quando i miei colleghi scienziati
dell'Authority Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) vengono a
Parma, sede europea di questa istituzione comunitaria, apprezzano
particolarmente i nostri piatti che non trovano nel Nord-Europa e in
Oriente e capiscono le ragioni della migliore qualità di vita, della
grande area mediterranea."
http://www.dietamediterranea.it/la%20dieta%20scippata.htm
> Oddio, 2-3 volte al mese... ma che sarà mai questo prosciutto di
> Parma?
Concordo con te. Però mi fa sorridere l'esaltazione del made in Parma
come alimento imprescindibile da parte dell'esimio professore.
> "...L’abolizione del prosciutto cotto dalla dieta implicherebbe una
> privazione di importanti sostanze per l’organismo. "
>
> http://acerbinews.blogspot.com/2008/07/parmacotto-presenta-perfecto.html
>
> "... Questa è la Dieta Mediterranea ! Non si tratta di una anonima
> lista di alimenti comuni, infatti, quando i miei colleghi scienziati
> dell'Authority Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) vengono a
> Parma, sede europea di questa istituzione comunitaria, apprezzano
> particolarmente i nostri piatti che non trovano nel Nord-Europa e in
> Oriente e capiscono le ragioni della migliore qualità di vita, della
> grande area mediterranea."http://www.dietamediterranea.it/la%20dieta%20scippata.htm
ROTFL
Questo fuma roba cattiva, i tlo diso mi (comunque roba di Parma)
> La Francia non č terra di carni e di burri?
Provenza e Costa Azzurra sono molto piů vicine ad un'alimentazione
"mediterranea" di Lombardia o Trentino A.A.. :)
Albanesi crede di essere uno scienziato, ma non ha idea: è un dilettante.
Mi piacerebbe vedere il risultato che otterrebbe se inviasse qualche suo
scritto ad una rivista scientifica internazionale...
Mi permetto di fare critiche del genere perchè io, nel mio settore
dell'ingegneria, pubblico su riviste internazionali.
Un'esempio di argomento ridicolo è quello delle critiche alla dieta a zona,
che probabilmente sarà criticabile, ma non certamente come fa lui.
In pratica, prima conteggia le calorie ESATTAMENTE in base ai blocchi,
dimostrando che sono troppo poche, poi afferma che "È impossibile calcolare
una ripartizione esatta dei macronutrienti su blocchi e miniblocchi."
Infatti le calorie introdotte da chi segue la zona sono maggiori di quelle
conteggiate in base ai blocchi proprio perchè nella determinazione dei
blocchi si TRASCURANO i nutrienti minoritari (ad esempio nella verdura e nei
legumi si trascurano le proteine).
Inoltre, una volta scriveva di avere dimostrato che la dieta a zona è
sbagliata perchè consumando carboidrati PIU' proteine il picco glicemico
risultava maggiore rispetto al caso di assumere SOLO carboidrati, come se
Sears avesse mai scritto da qualche parte il contrario (a parte che il picco
glicemico ha un significato relativo, perchè quello che conta è l'integrale
rispetto al tempo e un ingegnere lo dovrebbe sapere...).
Ora pare che abbia eliminato dal sito una simile sciocchezza...
In definitiva non ha proprio capito i libri di Sears.
Per di più ha letto solo i primi, trascurando successive variazioni.
Bah...
> Albanesi crede di essere uno scienziato, ma non ha idea: è un
> dilettante.
Albanesi sicuramente pecca di presunzione se si crede uno
"scienziato"; ma in diverse occasioni un buon divulgatore. Per essere
un buon divulgatore non serve essere "scienziati", anzi ci sono
alcuni scienziati che divulgano poco e male.
> Mi piacerebbe vedere il risultato che otterrebbe se inviasse
> qualche suo scritto ad una rivista scientifica internazionale...
Penso anch'io, ma a me non interessa l'"uomo" Albanesi. Mi interessa
il suo sito come fonte di informazione. Le sue schede sugli alimenti,
per esempio, possono essere criticabili o non condivisili in qualche
occasione, ma nel complesso forniscono una mole di buona
documentazione divulgativa che purtroppo non si trova né sui siti
"popolari" ma spesso neanche sui siti accademici.
Il ricettario "gustoso ma saziante" del sito collegato, mi pare una
buona idea, più di tante chiacchiere.
Le sue idea di fondo sull'alimentazione, sono fondamentalmente
corrette, almeno così mi sembra.
Poi posso criticarlo e l'ho criticato su alcuni punti specifici, per
esempio vedi le vecchie discussioni sulla Zona, dove Albanesi ha IMHO
preso anzitutto una cantonata metodologica, cioè pensare che basti
criticare un particolare per "smontare" il tutto, come se le diete
fossero sistemi matematici e non invece strumenti empirici che a
volte funzionano anche se certe idee teoriche di chi le propone non
sono tanto fondate!
> Mi permetto di fare critiche del genere perchè io, nel mio settore
> dell'ingegneria, pubblico su riviste internazionali.
Bravo!
> Un'esempio di argomento ridicolo è quello delle critiche alla dieta
> a zona, che probabilmente sarà criticabile, ma non certamente come
> fa lui.
Concordo. Ma anche le osservazioni dei nutrizionisti più blasonati
sulla Zona sono talvolta alquanto superficiali, magari facendo
tutt'erba un fascio di Atkins, Zona e "follie del farmacista"!.
>
> In pratica, prima conteggia le calorie ESATTAMENTE in base ai
> blocchi, dimostrando che sono troppo poche, poi afferma che "È
> impossibile calcolare una ripartizione esatta dei macronutrienti su
> blocchi e miniblocchi." Infatti le calorie introdotte da chi segue
> la zona sono maggiori di quelle conteggiate in base ai blocchi
> proprio perchè nella determinazione dei blocchi si TRASCURANO i
> nutrienti minoritari (ad esempio nella verdura e nei legumi si
> trascurano le proteine).
>
> Inoltre, una volta scriveva di avere dimostrato che la dieta a zona
> è sbagliata perchè consumando carboidrati PIU' proteine il picco
> glicemico risultava maggiore rispetto al caso di assumere SOLO
> carboidrati, come se Sears avesse mai scritto da qualche parte il
> contrario (a parte che il picco glicemico ha un significato
> relativo, perchè quello che conta è l'integrale rispetto al tempo e
> un ingegnere lo dovrebbe sapere...).
Sì, l'IG si basa su un integrale. Alcuni studi mostrerebbero però che
gli "sbalzi" glicemici farebbero male anche a prescindere dai valori
medi.
> Ora pare che abbia eliminato dal sito una simile sciocchezza...
>
> In definitiva non ha proprio capito i libri di Sears.
> Per di più ha letto solo i primi, trascurando successive variazioni.
>
> Bah...
Più che altro, quando scrive di altre diete, si fa prendere dalla vis
polemica più che da un pacato argomentare. Però non è certo l'unico,
anche a livelli ben più autorevoli.