Colpa dei mangimi contaminati dati ai salmoni, a quanto pare...
Secondo alcune ricerche sarebbe prudente non mangiare salmone
d'allevamento dell'Atlantico troppo spesso: non più d'una volta al
mese. In testa alla classifica della contaminazione sarebbe il salmone
scozzese...
Più pulito, invece, il salmone selvaggio del Pacifico.
Un altro studio parla addirittura di limitare il salmone allevato
nord-europeo a una volta ogni cinque mesi, per evitare l'accumulo di
sostanze cancerogene: "one meal every 5 months in order to not exceed
an elevated risk of cancer of more than 1 in 100,000".
Gli allarmi anti-salmone però sono stati criticati come eccessivi,
perché i conti dell'inquinamento (su cui sono basate le
raccomandazioni di non mangiare salmone troppo spesso) sarebbero solo
teorici.
Le sostanze inquinanti infatti si concentrano soprattutto nella pelle
e nelle strisce di grasso laterali, che di solito non si mangiano...
http://www.pubmedcentral.gov/articlerender.fcgi?artid=1281301
Tuttavia, la distribuzione degli inquinanti dipende dalle specie e
dalle sostanz - rispondono i ricercatori - quindi non è così semplice
evitarle.
Resta il fatto, in ogni caso, che i salmoni selvaggi del Pacifico sono
meno contaminati di quelli d'allevamento europei, e che un pesce
apparentemente così benefico per il contenuto di grassi omega3 può
nascondere dei rischi, specie per le mamme in attesa...
Maledetto inquinamento! ...
===
http://www.pubmedcentral.gov/picrender.fcgi?artid=1257546&blobtype=pdf
Environ Health Perspect. 2005 May; 113(5): 552-556.
Risk-Based Consumption Advice for Farmed Atlantic and Wild Pacific
Salmon Contaminated with Dioxins and Dioxin-like Compounds
[...]
Meal frequencies are lowest for salmon with the highest DLC
concentrations, such as those from European farms. For example, meal
frequencies for farmed salmon from Scotland, the Faroe Islands, and
Norway, as well as farmed salmon sold in European markets, is < 1
meal/month. Only wild Pacific salmon can be consumed at rates of = 4
meals/month (1 meal/week), with consumption rates for the least
contaminated wild salmon > 16 meals/month (4 meals/week).
[...]
girls and young women (IOM 2003) who are exceptionally vulnerable to
DLC-associated adverse effects because of their long half-life in the
human body and because these compounds have serious adverse effects on
the developing fetus.
[...]
These studies demonstrate that removal of skin (and associated fat,
lateral line, and belly flap) and some cooking methods do, in some
cases, reduce contaminant levels in fish. However, the amount of
contaminant reduction is highly variable within species, among
species, and among contaminants.
===
Environ Res. 2005 Sep 28;
Consumption advisories for salmon based on risk of cancer and
noncancer health effects.
Huang X, Hites RA, Foran JA, Hamilton C, Knuth BA, Schwager SJ,
Carpenter DO.
Department of Biometry and Statistics, School of Public Health,
University at Albany, Rensselaer, NY 12144, USA.
The levels of dioxins/furans, polychlorinated biphenyls (PCBs),
and chlorinated pesticides were determined in farmed salmon for eight
regions in Europe, North America, and South America, in salmon fillets
purchased in 16 cities in Europe and North America, and in five
species of wild Pacific salmon. Upon application of US Environmental
Protection Agency (USEPA) methods for developing fish consumption
advisories for cancer from mixtures of all of these substance for
which USEPA has reported a cancer slope factor, the most stringent
recommendation, for farmed salmon from northern Europe, was for
consumption of at most one meal every 5 months in order to not exceed
an elevated risk of cancer of more than 1 in 100,000. Farmed salmon
from North and South America triggered advisories of between 0.4 and
one meal per month. Retail market samples, in general, reflected
levels found in regionally farmed fish, although much of the US salmon
comes from Chile, which had somewhat lower contaminant levels than the
North American farmed samples. Upon consideration of all of these
organochlorine compounds as a mixture, even wild Pacific salmon
triggered advisories of between one and less than five meals per
month. The advisories are driven by the nondioxin-like PCBs and
pesticides and not by dioxins/furans and coplanar PCBs. For noncancer
effects for contaminants where USEPA has provided a reference dose
only endrin and PCBs triggered any significant advisory. For both of
these in the worst case, farmed salmon from northern Europe, the
advice was not more than three meals per month.
PMID: 16198332 [PubMed - as supplied by publisher]
===
Science. 2004 Jan 9;303(5655):226-9.
[...]
European-raised salmon have significantly greater contaminant loads
than those raised in North and South America, indicating the need for
further investigation into the sources of contamination. Risk analysis
indicates that consumption of farmed Atlantic salmon may pose health
risks that detract from the beneficial effects of fish consumption.
===
In questo studio, anzi, anche i salmoni allevati americani (e non solo
quelli selvaggi) sono risultati meno inquinati di quelli degli
allevamenti europei.
E invece no! Sembra che questi residui vengano utilizzati per fare gli
integratori agli omega3 venduti a peso d'oro nelle farmacie ed aggiunti ad
alcuni prodotti alimentari 'arricchiti'.
Le ragioni per cui il salmone dei mari nordici è così ricco d'inquinanti
stà, piuttosto che nei mangimi, nella qualità delle acque dei mari del Nord
e Baltico ricchi di inquinanti come le diossine, per cui anche tutto il
pesce pescato in questi mari è a rischio.
Le diossine sono inquinanti cancerogeni che si concentrano nelle parti
grasse e si accumulato lungo la catena alimentare.
Nelle parti grasse dei pesci dei mari del nord Europa, si concentrano i
famosi grassi benefici omega3, ma tali parti grasse ospitano anche la
pericolosissima diossina, e la purificazione degli olii di pesce resta una
cosa abbastanza aleatoria visto che la diossina ha una rilevante tossicità
anche in poche parte per milione.
> Secondo alcune ricerche sarebbe prudente non mangiare salmone
> d'allevamento dell'Atlantico troppo spesso: non più d'una volta al
> mese. In testa alla classifica della contaminazione sarebbe il salmone
> scozzese...
Io sapevo che sarebbe meglio evitare quello allevato in Norvegia perché
pieno di antibiotici... (me l'hanno detto più di un prof. e io sono
medico veterinario). La Norvegia non è membro UE quindi non segue le
direttive UE. Riesce a mettere sul mercato salmone a prezzi
concorrenziali grazie a enormi rese di pesce per metrocubo. E riesce ad
avere queste rese con massiccio uso di antibiotici (che nei paesi UE non
è consentito usare).
Cmq se si guarda tutto, non si potrebbe mangiar niente... >:o>
Come dice il mio prof. di tossicologia dei residui: "meglio mangiar poco
di tutto, così si assumono piccole dosi di un po' tutti i contaminanti"
(se invece si mangiano sempre le solite cose, assumiamo massicce dosi di
pochi contaminati -> maggiori rischi per la salute)
ciao :)
--
Brina
il sito ufficiale di idac: http://www.millenniumdogs.net/
In genere i pesci più piccoli stanno alla base della catena alimentare e
contengono meno inquinanti. Per il pesce fresco pescato nel Mediterraneo non
ci sono problemi. Con sardine e acciughe spesso ci si riferisce a diverse
specie di piccoli pesci, che variano da paese a paese, quasi tutte le
sardine e le acciughe in scatola sono prodotte in Marocco e pescate nei mari
di quella nazione.
> Come dice il mio prof. di tossicologia dei residui: "meglio mangiar poco
> di tutto, così si assumono piccole dosi di un po' tutti i contaminanti"
A proposito di tossicologia di residui:
E' vero che i farmaci somministrati agli animali da allevamento restano
residui solo nel grasso e non nel muscolo? Sgrassando la carne se ne
eviterebbe quindi gran parte?
Cosa ne pensi del fegato come taglio di carne, trattiene molti più additivi
rispetto al muscolo?
Sai qualcosa a proposito di residui di farmaci nelle uova di gallina,
esistono dati su questo argomento?
ciao!!!