"Se i macelli fossero di vetro saremmo tutti vegetariani"
(Massima molto ripetuta)
"Se con qualche marchingegno da fantascienza potessimo ricreare le
scene dei delitti con tanto di audio e video,la gente non si
accontenterbbe della pena di morte,vorrebbe un vero supplizio"
(Massima mai ripetuta)
>Si,perche l'intervento in favore di criminali pluriomicidi,condannati
>con regolari processi pubblici,e a cui vengono immancabilmente
>concessi anni di ricorsi e di pubblicita sui mass media,non mi sembra
>un capolavoro di coerenza,se si riflette sulle performances del
>Vaticano in altri casi recenti e passati.
"Chi salva una vita salva ilmondo intero", massima letta in
Schindler's List:
Credo che quando qualcuno salva una vita sia solo meritevole di stima.
Del resto la sete di sangue di gente come questo Fantoni (Cesira?)
purtroppo e' in aumento e francamente temo che non manchi molto al
giorno che verra' riproposta la pena di morte in Italia. Poi il
taglione, i dazi feudali e poi...
Se il tizio graziato aveva ucciso tre persone, mi chiedo perche' non
accopparne allora tre di assassini...
"A morte gli assassini", massima tautologica, molto ripetuta e anche
molto interessante, se si vuole portare l'umanita' all'estinzione
certa. Forse ce lo meriteremmo pure.
Nessun uomo puo' decidere della vita di un altro uomo, chiunque egli
sia ("Nessuno tocchi Caino", diamine, piu' chiaro di cosi'). Certo e'
dovere della societa' impedire con tutte le forze che si possano
ripetere assassinii, ma la vendetta e' un sentimento veramente
inumano.
Mi chiedo inoltre perche' accusare il papa quando per una volta ne fa
una buona (secondo me non e' la prima, ma certo il tema e'
discutibile) richiamandosi a quelle volte che invece avrebbe
sbagliato. Accusiamolo per quando non difende con forza i valori del
vangelo, questo si', facendo anche attenzione pero' a non dare giudizi
grossolani. In questo caso proprio mi pare che non abbia sbagliato di
una virgola: semmai dovrebbe alzare molto di piu' la voce e insistere
con maggior forza, almeno pari a quella con cui condanna gli aborti:
se difendi la vita "in potenza", ancor piu' dovresti difendere la vita
gia' realizzata...
La coerenza che si chiede al Vaticano e' quella con i Vangeli, non con
sua storia, perche' di errori ne ha fatti tanti (e li riconoscera' in
occasione del giubileo): e' sterile richiamarsi sempre alla nefanda
storia del vaticano.... che poi tutta nefanda non e'...
Prosit!!!!
#### SUPERCIUK! ####
gag...@iperbole.bologna.it
l'acqua fa mal, il vino fa cantar!!!
>
>"Chi salva una vita salva ilmondo intero", massima letta in
>Schindler's List:
Le statistiche,che in questo caso non si prestano molto a distorsioni
(il numero dei delitti non e' certo un'opinione)dicono che dalla
reintroduzione della pena di morte e di altre severe misure il numero
degli omicidi in molte citta USA ha avuto cali impressionanti,
dell'ordine del 20,30%.
Questo significa che molti uomini,donne,bambini
vivono,lavorano,scherzano perche il balordo che potenzialmente avrebbe
potuto ucciderli per motivi vari (rapina,vendetta,vizio, ecc)ha
preferito darsi una calmata.
Sfortunatamente non conosceremo mai i loro volti o i loro nomi per
esibirli in un dibattito,dove il loro peso sarebbe enorme.
Resta il fatto che il loro numero supera nettamente quello dei
giustiziati,per cui il bilancio di vite e' in netto attivo.
QUESTO,per me,significa salvare delle vite.
>Credo che quando qualcuno salva una vita sia solo meritevole di stima.
Io valuto la stima attribuibile ad un gesto come proporzionale allo
sforzo (o al rischio) richiesto dal gesto stesso,e inversamente
proporzionale ai benefici (prevedibili) ottenuti dall'autore.
In questo caso temo che i benefici,in termini di pubblicita',
superino di gran lunga sforzo e rischi (che direi inesistenti.).
Beninteso casi simili abbondano quotidianamente:chi non ricorda la
lacrime di Berlusconi per gli albanesi (ormai asciugate),gli
interventi di parlamentari per O'Dell,le iniziative "benefiche" di uno
stuolo di divi dello spettacolo?
>Del resto la sete di sangue di gente come questo Fantoni (Cesira?)
>purtroppo e' in aumento e francamente temo che non manchi molto al
>giorno che verra' riproposta la pena di morte in Italia. Poi il
>taglione, i dazi feudali e poi...
E poi magari si pretendera che le vittime di delitti commessi da
criminali pluricondannati rimessi in liberta per
licenze,decorrenze,vizi di forma abbiano diritto a risarcimenti come
le vittime della uno bianca,o che addirittura si formino comitati per
loro.
>Se il tizio graziato aveva ucciso tre persone, mi chiedo perche' non
>accopparne allora tre di assassini...
Temo che nei prossimi mesi avverra proprio questo,e non limitatamente
a tre.
L'atteggiamento del governatore del Missouri che concedendo la
grazia(a beneficio del Papa) ha confermato pubblicamente (a beneficio
dell'elettorato) la sua approvazione alla pena capitale,ricorda il re
del Belgio che decise un abdicazione "provvisoria "per non assumersi
la responsabilita di vidimare la liberalizzazione dell'aborto votata
dal parlamento ( e approvata comunque).
E' una consolazione (magra)vedere che certi comportamenti non sono un
nostro monopolio.
>"A morte gli assassini", massima tautologica, molto ripetuta e anche
>molto interessante, se si vuole portare l'umanita' all'estinzione
>certa. Forse ce lo meriteremmo pure.
In questo secolo 2 guerre mondiali e innumerevoli altre minori hanno
ucciso decine di milioni di individui,la maggior parte dei quali non
erano certo assassini,e questo non ha favorito certo
l'estinzione,visto il problema demografico crescente.
Dubito che le esecuzioni in USA (le sole prese in considerazione)
costituiscano una minaccia.
>Nessun uomo puo' decidere della vita di un altro uomo, chiunque egli
>sia ("Nessuno tocchi Caino", diamine, piu' chiaro di cosi'). Certo e'
>dovere della societa' impedire con tutte le forze che si possano
>ripetere assassinii, ma la vendetta e' un sentimento veramente
>inumano.
La vendetta altro non e' che la giustizia degli altri.
>Mi chiedo inoltre perche' accusare il papa quando per una volta ne fa
>una buona (secondo me non e' la prima, ma certo il tema e'
>discutibile) richiamandosi a quelle volte che invece avrebbe
>sbagliato.
Il perche e' molto semplice:
> Accusiamolo per quando non difende con forza i valori del
>vangelo, questo si', facendo anche attenzione pero' a non dare giudizi
>grossolani.
Immagino che molti definiscano "qualunquismo"il notare l'incongruenza
tra l'appello alla modestia contenuto nel Vangelo e ribadito
continuamente da Papa e Clero,e lo sfarzo e il tenore di vita tenuto
da questi ultimi nell'ultimo millennio,sfarzo che alle soglie del 21mo
secolo assume a volte aspetti grotteschi,una critica che in passato ha
provocato reazioni illustri (vedi Lutero,Calvino ...).
Tuttavia non credo che "modernismi"come la costruzione di una piscina
personale,le vacanze sciatorie in localita alla moda,i continui viaggi
intercontinentali di propaganda con seguiti faraonici di giornalisti
abbiano mancato di suscitare perplessita in parecchi osservatori,anche
se il "politicamente corretto"imperante nei nostri mass media ha
bloccato ogni esternazione in tal senso.
>In questo caso proprio mi pare che non abbia sbagliato di
>una virgola: semmai dovrebbe alzare molto di piu' la voce e insistere
>con maggior forza, almeno pari a quella con cui condanna gli aborti:
>se difendi la vita "in potenza", ancor piu' dovresti difendere la vita
>gia' realizzata...
Gia,perche questa incongruenza?
Si potrebbe sostenere che aborti,controllo delle nascite,ingegneria
genetica e altri "tabu" hanno il torto di alleviare,sia pure in tempi
lunghi,problemi millenari ,causa nell'uomo di paure che lo hanno
spinto fin dalla preistoria alla ricerca di"protettori"soprannaturali,
e alla sottomissione ai loro autoproclamatisi rappresentanti terreni.
Se nello Stato Pontificio del primo '800 era vietata la vaccinazione
antivaiolosa,gia diffusa in Europa,non era certo per capriccio.
>La coerenza che si chiede al Vaticano e' quella con i Vangeli, non con
> la sua storia,
Temo di non concordare con questa tesi,sebbene sia indubbiamente
largamente diffusa a livello mondiale.
Io,(come,oso pensare,molti altri) non riconosco A PRIORI nessuno
"status" speciale a individuo ,istituzione o teoria,che devono essere
giudicati in base ai fatti,giudizio che deve sempre rimanere aperto a
revisioni in caso di scoperta di nuovi elementi.
Anche se questo ha sempre trovato molti oppositori,e' la base del
metodo scientifico ormai da secoli.
Le varie chiese sono istituzioni create e gestite da esseri umani
come gli altri,per cui devono rispondere del proprio operato ed
assumersene la responsabilita come qualunque gruppo di potere
politico,economico e militare.
Viceversa ,tratto comune a tutte le chiese e'dichiararsi "umili
rappresentanti" di un potere superiore,dalle motivazioni
imperscrutabili,il cui verbo e' contenuto in sacri testi la cui
interpretazione e' riservata a un ristretta cerchia di eletti,e sulla
cui "unica verita"non e' permesso alcun dubbio.
Peccato che tali verita differiscano da fede a fede, spesso su temi di
fondo:sulla liceita della pena di morte,sul ruolo delle donne,su
prescrizioni alimentari e mediche ,sull'uso della tecnologia,sulla
guerra,e la lista e' lunghissima.
Se la maggioranza condanna i Testimoni di Geova per il loro rifiuto di
pratiche mediche ,che ha provocato numerose morti evitabili,non vedo
perche non meriti giudizio analogo l'opposizione del vaticano ad ogni
controllo delle nascite,in un pianeta dove il sovraffollamento sta
diventando un problema esplosivo.
Del resto non e' forse una buona definizione di fede l'obbedienza
assoluta all'autorita superiore,anche contro la propria coscienza,la
propria cultura e il piu elementare buon senso ?
> perche' di errori ne ha fatti tanti
Sono disposto a considerare "errori"certe performances come i genocidi
di intere comunita di eretici intorno al 1200,le
Crociate,l'Inquisizione ,la benedizione dei massacri di Indios da
parte dei Conquistadores,la persecuzione sugli Ebrei,l'uso della pena
di morte fino a Porta pia ecc,ma solo se siamo disposti alla stessa
cosiderazione degli "errori" di Mussolini,Franco,Hitler,Stalin e
soci,come effettivamente e' costume di molta gente pure oggi.
>(e li riconoscera' in
>occasione del giubileo):
Mi si perdoni un certo scetticismo,visti i precedenti:
la revisione del processo a Galileo (dopo 3 secoli)non appare tanto
una iniziativa coraggiosa quanto una risposta non piu rimandabile a
critiche pericolose.
Anche l'appellarsi a "cause storiche contingenti" non appare molto
coerente con la pretesa di rappresentare valori eterni e immutabili.
Ma il punto importante e' un altro: come insegna la Chiesa stessa,la
confessione e' solo il primo passo,cui dovrebbero seguire pentimento
ed espiazione.
La pretesa di mantenere intatto il proprio carisma e il ruolo di guida
autoproclamatasi "infallibile" ,dopo l'ammissione di un passato
spesso tutt'altro che edificante,non va molto in tal senso.
Suggerisce piuttosto un analogia con la pretesa di una classe politica
(la nostra) di mantenere intatti i propri privilegi,per non dire
rafforzarli,dopo uno sputtanamento (non c'e termine
migliore)colossale.
Il guaio e' che entrambe le pretese saranno soddisfatte,e accettate
dal pubblico.
> e' sterile richiamarsi sempre alla nefanda
>storia del vaticano.... che poi tutta nefanda non e'...
Certamente,la storia antica e recente e' piena di personaggi e
iniziative degni di rispetto in questo senso,tuttavia ricadiamo nel
discorso della virtu della necessita (o dell'opportunismo):malgrado la
sua estrema arretratezza culturale,il popolino del medioevo e dei
secoli successivi non avrebbe certo tollerato all'infinito
l'arricchimento smodato del clero (le famose "decime")se in cambio
avesse ricevuto solo giaculatorie.
Di qui le innumerevoli iniziative caritatevoli,dal carattere in gran
parte paternalistico,come la distribuzione di viveri nelle
carestie,iniziative che non hanno certo impegnato a fondo i mezzi a
disposizione.
Iniziative che intaccassero minimamente le basi dell'arretratezza,
come la diffusione dell'alfabetizzazione vennero attivamente
scoraggiate fino a tempi recenti,finche la cresciuta consapevolezza
del pubblico(per merito di altri)rese controproducente tale operato.
Molti personaggi dal valore indiscusso,che spesso pagarono con la
vita,agirono di loro completa iniziativa,tollerati piuttosto che
incoraggiati,per poi essere sfruttati come simboli a posteriori.
La stessa cosa del resto capita nelle istituzioni laiche,ad esempio
gli eserciti in guerra:gli atti di vero eroismo o semplicemente di
vera professionalita non sono certo mancati nelle forze armate
italiane durante il conflitto,ma quasi sempre ai livelli inferiori
(chi non ricorda le imprese dei "maiali"),mentre nelle alte sfere
prevalevano opportunismi e incompetenze piu micidiali di qualunque
tradimento.
In tempi recenti basterebbe citare Dalla Chiesa,Falcone,Borsellino ...
Pensierino conclusivo:
Temo che nessuno di noi due abbia minimamente intaccato le convinzioni
dell'altro,tuttavia questi sfoghi "grafomani" favoriscono senz'altro
la riflessione,migliorano la prosa dello scrivente e chissa',forse
erudiscono un po' i nostri quattro lettori.
Che vogliamo di piu'?
Cin Cin !
Luca Fantoni wrote:
> >
> >"Chi salva una vita salva ilmondo intero", massima letta in
> >Schindler's List:
>
> Le statistiche,che in questo caso non si prestano molto a distorsioni
> (il numero dei delitti non e' certo un'opinione)dicono che dalla
> reintroduzione della pena di morte e di altre severe misure il numero
> degli omicidi in molte citta USA ha avuto cali impressionanti,
> dell'ordine del 20,30%.
Sul lungo periodo sono diminuiti di molto glio omicidi, ma questo è un
fenomeno a carattere nazionale di tutti gli USA, corrispondente ad un forte
sforzo di alfabetizzazione e soprattutto all'ampliamento delle classi
benestanti a discapito di quelle povere.Se escludi però il tasso di
diminuzione media della criminalità da queste statistiche hai un calo molto
meno clamoroso, peraltro compensato da altrettanto poco clamoroso calo
degli omicidi in stati dove la pena di morte è stata abolita.
In parole povere un interessamento alle questioni criminali da parte delle
istituzioni, che passi attraverso l'irrigidimeno o il rilassamento delle
punizioni, provoca un calo della criminalità.
Al di là delle statistiche, comunque, sappiamo benissimo che con sforzi di
livellamento sociale si riuscirebbe davvero ad abbassare il licello di
criminalità, che in America resta ancor oggi scandaloso.
> Questo significa che molti uomini,donne,bambini
> vivono,lavorano,scherzano perche il balordo che potenzialmente avrebbe
> potuto ucciderli per motivi vari (rapina,vendetta,vizio, ecc)ha
> preferito darsi una calmata.
Come ben sai questa non è una risoluzione del problema. Quando fermi la
gente per paura ottieni un risultato valido dul breve periodo, ma poi la
gente ci fa il callo, e poi devi fare molta più paura al "balordo" del caso
per spingerlo a non commettere follie. E allora potresti scoprire che
l'intimidazione non basta, ha un limite insuperabile.
> Sfortunatamente non conosceremo mai i loro volti o i loro nomi per
> esibirli in un dibattito,dove il loro peso sarebbe enorme.
> Resta il fatto che il loro numero supera nettamente quello dei
> giustiziati,per cui il bilancio di vite e' in netto attivo.
> QUESTO,per me,significa salvare delle vite.
>
Qui il problema non è tenere in attivo il bilancio. Le vite vanno salvate
quando si può, non quando ciò può risultare positivo. Intendo che le vite
dei criminali sono vite su cui lavorare molto, non da buttar via.Non credo
che il problema dei criminali americani siano i balordi. Insisto nel dire
che di solito i criminali gravi sono gente più o meno comune che noi
tendiamo facilmente a disumanizzare o a patologizzare per rassicurarci
sentendoci diversi da loro.
> >Credo che quando qualcuno salva una vita sia solo meritevole di stima.
>
> Io valuto la stima attribuibile ad un gesto come proporzionale allo
> sforzo (o al rischio) richiesto dal gesto stesso,e inversamente
> proporzionale ai benefici (prevedibili) ottenuti dall'autore.
> In questo caso temo che i benefici,in termini di pubblicita',
> superino di gran lunga sforzo e rischi (che direi inesistenti.).
Non tieni conto dei giochi diplomatici. Il papa si è esposto molto, se la
sua azione fosse stata un completo flop la sua immagine ne sarebbe stata
molto dannegiata agli occhi del mondo, e per il papa, che è un'immagine,
questo era un rischio molto grave.Il governatore ha corso il rischio di
perdere la faccia davanti agli elettori, perché probabilmente grazie alla
sua isteria è riuscito a farsi eleggere (fatto non raro in America. Più
hanno il panico dei russi, dei terroristi, dei criminali e degli
omosessuali, più vengono votati).
> Beninteso casi simili abbondano quotidianamente:chi non ricorda la
> lacrime di Berlusconi per gli albanesi (ormai asciugate),gli
> interventi di parlamentari per O'Dell,le iniziative "benefiche" di uno
> stuolo di divi dello spettacolo?
>
Non disprezzo queste azioni. So che un vip in più non risolve niente, e non
credo che il Telethon risolva davvero qualcosa. Ma interessa la gente ai
problemi, e questa è una cosa che io trovo molto importante. Infatti credo
che l'ingiustizia sia figlia dell'indifferenza.
> >Del resto la sete di sangue di gente come questo Fantoni (Cesira?)
> >purtroppo e' in aumento e francamente temo che non manchi molto al
> >giorno che verra' riproposta la pena di morte in Italia. Poi il
> >taglione, i dazi feudali e poi...
>
> E poi magari si pretendera che le vittime di delitti commessi da
> criminali pluricondannati rimessi in liberta per
> licenze,decorrenze,vizi di forma abbiano diritto a risarcimenti come
> le vittime della uno bianca,o che addirittura si formino comitati per
> loro.
>
Queste affermazioni lasciano il tempo che trovano. Le vittime di omicidi
non possono quasi mai essere risarcite dal criminale stesso, poiché di
solito questo non ne ha i mezzi.Non è vero comunque che i pluriomicidi
escono per vizi di forma o decorrenze o licenze.
Le norme a questo proposito sono molto chiare, e non permettono ad un
omicida volontario colpevole di mettere un solo piede fuori dal carcere
prima di aver scontato almeno 15 anni. Poi, se dargli licenze o permessi
particolari, decide la loro condotta, che se è buona...
Un problema maggiore credo sia costituito dai microcriminali, eternamente a
"piede libero".
> >"A morte gli assassini", massima tautologica, molto ripetuta e anche
> >molto interessante, se si vuole portare l'umanita' all'estinzione
> >certa. Forse ce lo meriteremmo pure.
>
> In questo secolo 2 guerre mondiali e innumerevoli altre minori hanno
> ucciso decine di milioni di individui,la maggior parte dei quali non
> erano certo assassini,e questo non ha favorito certo
> l'estinzione,visto il problema demografico crescente.
> Dubito che le esecuzioni in USA (le sole prese in considerazione)
> costituiscano una minaccia.
>
Centinaia di milioni. Ma ora abbiamo l'Africa che ci garantisce la
sopravvivenza.Il caro amico non parlava certo delle esecuzioni in America.
"A morte gli assassini" significa uccidere gli assassini, ma uccidendo gli
asssassini essere assassini. E via dicendo, fino all'immancabile estinzione
dell'umanità.
Non credo nemmeno io che finirebbe così, per eliminare l'umanità è molto
più efficace una guerra atomica, certo.
Però l'assunto "a morte gli assassini" mi da fastidio e lo trovo ingiusto.
> >Nessun uomo puo' decidere della vita di un altro uomo, chiunque egli
> >sia ("Nessuno tocchi Caino", diamine, piu' chiaro di cosi'). Certo e'
> >dovere della societa' impedire con tutte le forze che si possano
> >ripetere assassinii, ma la vendetta e' un sentimento veramente
> >inumano.
>
> La vendetta altro non e' che la giustizia degli altri.
>
La vendetta non può essere giustizia. La giustizia si può definire, in
negativo (come diceva Platone nella Repubblica), come un non nuocersi a
vicenda, pur continuando ad avere relazioni.La giustizia può essere portata
sulla terra, ma non sicuramente con l'ingiustizia, cioè nuocendo ad alcuni.
Certo è difficile trovare un metodo per preservare i cittadini
dall'ingiustizia senza commettere ingiustizia contro i vandali. Eppure mi
sembra elementare che la prima cosa da fare è NON reagire allo stesso modo.
Uccidere l'assassino è rispondere al suo atto violento e omicida con un
altro atto violento e omicida. Come se il male, controllato e somministrato
solo ad alcuni, fosse accettabile.
La realtà è che il male non fa altro che generare altro male, e uccidere
una persona è sicuramente male.
> >Mi chiedo inoltre perche' accusare il papa quando per una volta ne fa
> >una buona (secondo me non e' la prima, ma certo il tema e'
> >discutibile) richiamandosi a quelle volte che invece avrebbe
> >sbagliato.
> Il perche e' molto semplice:
>
> > Accusiamolo per quando non difende con forza i valori del
> >vangelo, questo si', facendo anche attenzione pero' a non dare giudizi
> >grossolani.
>
> Immagino che molti definiscano "qualunquismo"il notare l'incongruenza
> tra l'appello alla modestia contenuto nel Vangelo e ribadito
> continuamente da Papa e Clero,e lo sfarzo e il tenore di vita tenuto
> da questi ultimi nell'ultimo millennio,sfarzo che alle soglie del 21mo
> secolo assume a volte aspetti grotteschi,una critica che in passato ha
> provocato reazioni illustri (vedi Lutero,Calvino ...).
Alcune persone del Clero vivono nello sfarzo. Persone come il papa,
Martini, e pochi cardinali europei molto importanti. Non certo i milioni di
preti e missionari di tutto il mondo.La loro scelta è una scelta
d'immagine. Non sarebbe altrettanto ascoltato e importante un papa che giri
senza gente e cose che gli fanno onore.
Davvero vorrei anch'io che il papa fosse più simile a S. Francesco, ma mi
rendo anche conto che per essere importanti come il papa e umili come S.
Francesco bisogna essere troppe cose insieme.
> Tuttavia non credo che "modernismi"come la costruzione di una piscina
> personale,le vacanze sciatorie in localita alla moda,i continui viaggi
> intercontinentali di propaganda con seguiti faraonici di giornalisti
> abbiano mancato di suscitare perplessita in parecchi osservatori,anche
> se il "politicamente corretto"imperante nei nostri mass media ha
> bloccato ogni esternazione in tal senso.
>
Il seguito faraonico di giornalisti non si paga, ed è essenziale per la
credibilità del papa. Se nessuno conosce le sue azioni, a cosa serve? Il
papa è la guida spirituale della chisa dei credenti, come può esserlo in
jeans e maglietta con un paio di giornalisti che lo intervistano ogni
tanto?
> >In questo caso proprio mi pare che non abbia sbagliato di
> >una virgola: semmai dovrebbe alzare molto di piu' la voce e insistere
> >con maggior forza, almeno pari a quella con cui condanna gli aborti:
> >se difendi la vita "in potenza", ancor piu' dovresti difendere la vita
> >gia' realizzata...
>
> Gia,perche questa incongruenza?
> Si potrebbe sostenere che aborti,controllo delle nascite,ingegneria
> genetica e altri "tabu" hanno il torto di alleviare,sia pure in tempi
> lunghi,problemi millenari ,causa nell'uomo di paure che lo hanno
> spinto fin dalla preistoria alla ricerca di"protettori"soprannaturali,
> e alla sottomissione ai loro autoproclamatisi rappresentanti terreni.
> Se nello Stato Pontificio del primo '800 era vietata la vaccinazione
> antivaiolosa,gia diffusa in Europa,non era certo per capriccio.
>
Questa è davvero un'esagerazione.
La Chiesa è un insieme di persone che si sono raccolte attorno alla fede
nella verità del Vangelo.Se il Vangelo contenga o no la verità è ancor oggi
argomento di discussione, e non intendo qui portarla avanti.
Vorrei però spezzare, del tutto gratuitamente, una lancia a favore della
Chiesa. Il suo passato è stato costellato da molti errori, dai quali oggi
ha preso le distanze, non sempre a parole, ma sempre nei fatti. Molto
spesso però si trascura il dettaglio che la vita della Chiesa si snoda per
un paio di migliaia di anni, e ha sempre raccolto persone normali. E'
chiaro che in una storia così lunga non è più nemmeno possibile contare le
nefandezze commesse, ma mi guarderei dal trascurare il fatto che è stata
portatrice, per prima, di un messaggio di uguaglianza contenuto del Vangelo
(che ci ha portato ad essere i primi inventori della democrazia al mondo),
e soprattutto non la disprezzo affatto in questo momento perché è l'unica
istituzione di questa terra che ora, attualmente, si interessa agli ultimi,
manda missionari in Africa, in India, in Asia.... Chi altro lo fa?
> > perche' di errori ne ha fatti tanti
>
> Sono disposto a considerare "errori"certe performances come i genocidi
> di intere comunita di eretici intorno al 1200,le
> Crociate,l'Inquisizione ,la benedizione dei massacri di Indios da
> parte dei Conquistadores,la persecuzione sugli Ebrei,l'uso della pena
> di morte fino a Porta pia ecc,ma solo se siamo disposti alla stessa
> cosiderazione degli "errori" di Mussolini,Franco,Hitler,Stalin e
> soci,come effettivamente e' costume di molta gente pure oggi.
>
C'è una differenza abissale: da una parte della bilancia metti gli errori
commessi dalla chiesa in epoche passate, in cui queste nefandezze non erano
riconosciute come tali, dall'altra parte della bilancia metti criminali
contro l'umanità che per loro scopi personali e di gloria hanno condotto il
loro popolo alla rovina nel modo più aberrante.Ma l'errore fondamentale
credo che sia quello di mettere dell'altro male sull'altro piatto della
bilancia, per "compensare" il tuo. E' lo stesso errore che commetti con la
pena di morte: mettere l'uccisione del prossimo sull'altro piatto,
contrapposto a quello su cui metti l'esecuzione, non ti esenta
dall'ingiustizia. Io credo che la bilancia sia simbolo di equilibrio, ma
non di giustizia.
> >(e li riconoscera' in
> >occasione del giubileo):
> Mi si perdoni un certo scetticismo,visti i precedenti:
> la revisione del processo a Galileo (dopo 3 secoli)non appare tanto
> una iniziativa coraggiosa quanto una risposta non piu rimandabile a
> critiche pericolose.
> Anche l'appellarsi a "cause storiche contingenti" non appare molto
> coerente con la pretesa di rappresentare valori eterni e immutabili.
La Chiesa si appella a valori immutabili, messi in atto da uomini.Il
processo a Galileo è ormai talmente vecchio che non capisco che scopo abbia
rivisitarlo ancora. Sarebbe come se Scalfaro rendesse omaggio a
Vercingetorige.
> Ma il punto importante e' un altro: come insegna la Chiesa stessa,la
> confessione e' solo il primo passo,cui dovrebbero seguire pentimento
> ed espiazione.
E' ciò che ha intenzione di fare la Chiesa nel Giubileo.Ma quello che
vorrei capire è: chi deve espiare per fatti come il processo a Galileo? Il
vescovo di Pisa?
Approvo molto di più una presa di posizione sul presente di una confessione
e pentimento per i crimini delle crociate.
> La pretesa di mantenere intatto il proprio carisma e il ruolo di guida
> autoproclamatasi "infallibile" ,dopo l'ammissione di un passato
> spesso tutt'altro che edificante,non va molto in tal senso.
Sì, infatti l'"infallibilità" della Chiesa è rimasta al 'non expedit' di
Paolo nonmiricordocosa quando Roma fu annessa all'Italia.
> Suggerisce piuttosto un analogia con la pretesa di una classe politica
> (la nostra) di mantenere intatti i propri privilegi,per non dire
> rafforzarli,dopo uno sputtanamento (non c'e termine
> migliore)colossale.
Ma la Chiesa non è una classe politica, è l'assemblea dei credenti.Lo
'sputtanamento colossale' è connesso di solito al passare dei tempi. La
faccenda comincerà a riguardarti quando fra vent'anni i favorevoli alla
pena di morte verranno visti come bruti barbari incivili, incartapecoriti
difensori di una morale di violenza in tempo di pace.
Come al solito infatti qualche retore facile al giudizio sbraiterà
maledizioni opportunistiche contro persone che hanno pensato cose che
appartenevano al loro tempo. Oggi la pena di morte ci divide, ma un domani
in cui la vita varrà molto di più che adessso, sarà vista come
un'aberrazione disgustosa.
> Il guaio e' che entrambe le pretese saranno soddisfatte,e accettate
> dal pubblico.
>
> > e' sterile richiamarsi sempre alla nefanda
> >storia del vaticano.... che poi tutta nefanda non e'...
>
> Certamente,la storia antica e recente e' piena di personaggi e
> iniziative degni di rispetto in questo senso,tuttavia ricadiamo nel
> discorso della virtu della necessita (o dell'opportunismo):malgrado la
> sua estrema arretratezza culturale,il popolino del medioevo e dei
> secoli successivi non avrebbe certo tollerato all'infinito
> l'arricchimento smodato del clero (le famose "decime")se in cambio
> avesse ricevuto solo giaculatorie.
> Di qui le innumerevoli iniziative caritatevoli,dal carattere in gran
> parte paternalistico,come la distribuzione di viveri nelle
> carestie,iniziative che non hanno certo impegnato a fondo i mezzi a
> disposizione.
> Iniziative che intaccassero minimamente le basi dell'arretratezza,
> come la diffusione dell'alfabetizzazione vennero attivamente
> scoraggiate fino a tempi recenti,finche la cresciuta consapevolezza
> del pubblico(per merito di altri)rese controproducente tale operato.
Infatti. La Chiesa non ha mai portato ammodernamento con pratiche
rivoluzionarie. Si è sempre adattata ai tempi, e per questo ci ha messo
migliaia di anni per arrivare ad affermare che la vita è importante.Ma se
la nobiltà e l'aristocrazia erano contrarie all'istruzione del "popolino",
perché incolpi la Chiesa, che peraltro non ha il ruolo di alfabetizzare?
> Molti personaggi dal valore indiscusso,che spesso pagarono con la
> vita,agirono di loro completa iniziativa,tollerati piuttosto che
> incoraggiati,per poi essere sfruttati come simboli a posteriori.
Molti personaggi hanno agito in modo lodevole all'interno della Chiesa e
non vedo nessun problema se se ne fanno a posteriori dei simboli da
seguire.Don Milani in tempi moderni, S. Francesco in tempi passati, possono
essere entrambi personaggi simboli positivi di come la Chiesa dovrebbe
essere.
> La stessa cosa del resto capita nelle istituzioni laiche,ad esempio
> gli eserciti in guerra:gli atti di vero eroismo o semplicemente di
> vera professionalita non sono certo mancati nelle forze armate
> italiane durante il conflitto,ma quasi sempre ai livelli inferiori
> (chi non ricorda le imprese dei "maiali"),mentre nelle alte sfere
> prevalevano opportunismi e incompetenze piu micidiali di qualunque
> tradimento.
> In tempi recenti basterebbe citare Dalla Chiesa,Falcone,Borsellino ...
>
Come sempre la storia è fatta di persone e i movimenti sono fatti di
persone, alcune sono buone, altre cattive. Sono più favorevole ad una
distinzione individuale degli atti dei singoli da quelli del gruppo.
> Pensierino conclusivo:
> Temo che nessuno di noi due abbia minimamente intaccato le convinzioni
> dell'altro,tuttavia questi sfoghi "grafomani" favoriscono senz'altro
> la riflessione,migliorano la prosa dello scrivente e chissa',forse
> erudiscono un po' i nostri quattro lettori.
> Che vogliamo di piu'?
>
> Cin Cin !
--
Ciao
Alessandro
>> QUESTO,per me,significa salvare delle vite.
>>
>
>Qui il problema non è tenere in attivo il bilancio. Le vite vanno salvate
>quando si può, non quando ciò può risultare positivo. Intendo che le vite
>dei criminali sono vite su cui lavorare molto, non da buttar via.
Dietro un criminale, come dietro un tossico, o dietro ad altri
personaggi che ci spaventano, quasi sempre (vorrei dire sempre, ma
forse esagererei) ci sono bambini nati nel momento sbagliato in
famiglie sbagliate... (Lo ha scritto un tale su una bella lettera di
Repubblica). Credo che a voler essere veramente giusti, bisognerebbe
cominciare a risalire alle VERE cause che portano i criminali ad
uccidere (sai per inciso quanti sono gli assassini minorenni all'epoca
dei fatti che vengono mandati al patibolo?)
Per cui sotto processo andrebbe TUTTA LA SOCIETA', che invece, guarda
il caso, preferisce ELIMINARE il problema alla superficie,
nasconderlo, far finta di niente, e dormire tranquilla. Oh, e' morto
l'assassino, nessuno ci fara' piu' male... E' un po' come curarsi i
foruncoli con le creme quando invece si ha il cancro, non so se mi
spiego...
Per il resto mi sono trovato in singolare sintonia con Alessandro, e
tengo per buone le sue risposte (finalmente un respiro di sollievo,
c'e' ancora qualcuno tra quelli che scrivono che la pensa come me!).
Da parte mia aggiungo solo che, per quanto riguarda i genocidi per
motivi religiosi ai quali accennavi, non credo che tu abbia il diritto
di condannarli, nel momento che invochi la pena di morte. E' la stessa
identica cosa. Per la forma mentale di allora, l'eresia meritava la
morte, allo stesso modo di un assassinio.
Per concludere, ti vorrei invitare a pensare al come il pensiero
dell'uomo, la morale, principi che si credono incrollabili, siano in
verita' in continua trasformazione: non si puo' giudicare con la
mentalita' di oggi l'uomo di secoli fa. E non si puo' considerare
infallibile la nostra scala di valori: e' semplicemente la nostra, ma
non e' detto che tra trent'anni non sara' tutta diversa..
In questo processo certamente la chiesa e' piu' lenta a trasformarsi,
ma non vive fuori dal mondo, perche' e' fatta di uomini.
LA vita e' il presupposto indispensabile per parlare delle cose
dell'uomo: per usare una metafora ludica, la vita e' un grande gioco:
possiamo metterci qui a giocare insieme, e possiamo mettere tutte le
regole che vogliamo perche' il gioco venga meglio, ma non possiamo
smettere di giocare, non possiamo volere la fine del gioco nelle
nostre regole.
>> Pensierino conclusivo:
>> Temo che nessuno di noi due abbia minimamente intaccato le convinzioni
>> dell'altro,tuttavia questi sfoghi "grafomani" favoriscono senz'altro
>> la riflessione,migliorano la prosa dello scrivente e chissa',forse
>> erudiscono un po' i nostri quattro lettori.
>> Che vogliamo di piu'?
>>
>> Cin Cin !
Questa e' una grande verita' sempre vera nei NG, e giova tenerla a
mente... Comunque dire la propria e' sempre importante, coltivare la
propria autocoscienza (...a proposito: la CHIESA dice espressamewnte
che il PRIMO e piu' autorevole criterio di scelta nella morale risiede
nella propria coscienza: quindi non esiste proprio che, come dici tu,
la chiesa inviti i fedeli ad operare contro la propria coscienza...)
BTW, omaggi e saluti (e no alla pena di morte, non foss'altro per
quella sola e financo unica volta che hanno accoppato un
innocente....)
>> QUESTO,per me,significa salvare delle vite.
>>
>
>Qui il problema non è tenere in attivo il bilancio. Le vite vanno salvate
>quando si può, non quando ciò può risultare positivo. Intendo che le vite
>> Pensierino conclusivo:
>> Temo che nessuno di noi due abbia minimamente intaccato le convinzioni
>> dell'altro,tuttavia questi sfoghi "grafomani" favoriscono senz'altro
>> la riflessione,migliorano la prosa dello scrivente e chissa',forse
>> erudiscono un po' i nostri quattro lettori.
>> Che vogliamo di piu'?
>>
>> Cin Cin !
Questa e' una grande verita' sempre vera nei NG, e giova tenerla a
>Al di là delle statistiche, comunque, sappiamo benissimo che con sforzi di
>livellamento sociale si riuscirebbe davvero ad abbassare il licello di
>criminalità, che in America resta ancor oggi scandaloso.
Sarebbe come sostenere ,durante una epidemia micidiale in qualche
paese del terzo mondo,( favorita naturalmente dall'arretrarezza),che
per combattere l'epidemia occorre combattere l'arretratezza stessa
costruendo case,scuole,ospedali e posti di lavoro.
Motivi sacrosanti per questo ce ne sono piu che a sufficenza senza
tirare in ballo l'epidemia,che richiedera misure contingenti e di
efficacia rapida,come vaccini e antibiotici,(e anche spiacevoli come
l'isolamento delle persone infette)mentre realisticamente lo sviluppo
sociale si misura in termini di anni,per quanta possa essere la buona
volonta.
>> Questo significa che molti uomini,donne,bambini
>> vivono,lavorano,scherzano perche il balordo che potenzialmente avrebbe
>> potuto ucciderli per motivi vari (rapina,vendetta,vizio, ecc)ha
>> preferito darsi una calmata.
>
>Come ben sai questa non è una risoluzione del problema. Quando fermi la
>gente per paura ottieni un risultato valido dul breve periodo, ma poi la
>gente ci fa il callo, e poi devi fare molta più paura al "balordo" del caso
>per spingerlo a non commettere follie. E allora potresti scoprire che
>l'intimidazione non basta, ha un limite insuperabile.
Pretendere una soluzione perfetta ,"finale"per qualunque problema e'
pura utopia,si tratta solo di ottenere risultati apprezzabili ad un
prezzo tollerabile.
Non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei criminali non e'
spinta da fanatismi che li rendano inclini al sacrificio ne' tantomeno
al martirio,e non mostra certo un coraggio naturale superiore alla
media.
>> Sfortunatamente non conosceremo mai i loro volti o i loro nomi per
>> esibirli in un dibattito,dove il loro peso sarebbe enorme.
>> Resta il fatto che il loro numero supera nettamente quello dei
>> giustiziati,per cui il bilancio di vite e' in netto attivo.
>> QUESTO,per me,significa salvare delle vite.
>>
>
>Qui il problema non è tenere in attivo il bilancio.
Invece lo e',come sempre quando occorre agire in maniera concreta per
problemi reali.
Ogni anno le vittime di errori o negligenze negli ospedali USA sono
decine di migliaia,secondo l'autorevole Time,e sebbene si possa far
molto in tal senso non sara certo possibile ridurle a zero.
Anche le porcherie dell'industria farmaceutica non sono certo
ignote,chi non ricorda il Talidomide?
Tuttavia nessuno si sognerebbe di abolire la chirurgia,le terapie e i
farmaci,malgrado i rischi inerenti,perche il numero di vittime sarebbe
ben superiore.
Occorre anche accettare la responsabilita di sporcarsi le mani:
due settimane di bombardamenti NATO in Bosnia interruppero il massacro
di Sarajevo ,che tre anni di appelli progressisti non avevano nemmeno
influenzato.
Anche allora si tratto di accettare vittime contro molte piu vittime.
Manco dirlo,a cose fatte il vaticano si affretto,appena cessato il
pericolo,a prendersi la sua parte di merito con l'immancabile visita
papale.
> Le vite vanno salvate
>quando si può, non quando ciò può risultare positivo. Intendo che le vite
>dei criminali sono vite su cui lavorare molto, non da buttar via.
Il problema e' che l'uomo responsabile ha "la pieta che puo'
permettersi date le circostanze."
Ancora oggi molte tribu primitive abbandonano i malati gravi e gli
anziani inabili,non per particolare crudelta',ma semplicemente perche
la ristrettezza delle loro condizioni gli impedisce di occuparsene
senza mettere a repentaglio il resto della comunita.
Il progresso ha allargato enormemente i nostri limiti,ma continuano ad
esistere problemi per i quali e' materialmente impossibile una
soluzione ottimale,si puo' solo scegliere la meno ripugnante.
Ci sono davvero i mezzi,la volonta (reale e non ostentata) e le
capacita necessarie per il recupero di criminali pericolosi ,quando
mancano tuttora i mezzi per assistere milioni di cittadini normali?
E' assurdo minimizzare il fatto che la Chiesa,nei secoli in cui il
"potere temporale" la obbligava ad affrontare direttamente il problema
dell'ordine pubblico e della criminalita comune,non ha mai saputo
trovare mezzi diversi da quelli in uso negli stati laici,mostrando
semmai spesso una rigidita molto superiore.
(Furono giustiziati molti semplici ladri nella Roma papalina dell'
800)
In diversi stati Italiani la pena capitale fu
abolita,spontaneamente,diversi anni prima di Porta Pia.
Pretendere di criticare ora l'operato degli altri da una torre
d'avorio che non impone nessuna decisione diretta (con relative
responsabilita)limitandosi a dichiarazioni di principio stereotipate
senza essere in grado di fornire proposte concrete attuabili e'
pura demagogia.
>Non credo
>che il problema dei criminali americani siano i balordi. Insisto nel dire
>che di solito i criminali gravi sono gente più o meno comune che noi
>tendiamo facilmente a disumanizzare o a patologizzare per rassicurarci
>sentendoci diversi da loro.
Alcuni considerano la pena capitale come l'espressione della cattiva
coscienza dell'opinine pubblica.
Io paradossalmente credo invece che essa si manifesti spesso proprio
in certe forme di "tolleranza"ostentata.
Tutti i benpensanti conoscono le sacche di miseria esistenti nei paesi
progrediti,e l'incentivo alla criminalita che ne deriva,ma eliminarle
e' impegnativo ,richiede mezzi,dedizione,tempo.
Molto piu comodo offrire ai derelitti un "contentino" di questo
genere:"Case,istruzione,lavoro,assistenza sanitaria non possiamo
darvele,ma se rubate,ammazzate ,violentate (fra di voi beninteso)
chiuderemo un'occhio."
Soluzione economica,facile,politicamente corretta.
Gia,perche molti dimenticano che buona parte delle vittime di
criminali di basso ceto sono pure loro di basso ceto.
>> >Credo che quando qualcuno salva una vita sia solo meritevole di stima.
>>
>> Io valuto la stima attribuibile ad un gesto come proporzionale allo
>> sforzo (o al rischio) richiesto dal gesto stesso,e inversamente
>> proporzionale ai benefici (prevedibili) ottenuti dall'autore.
>> In questo caso temo che i benefici,in termini di pubblicita',
>> superino di gran lunga sforzo e rischi (che direi inesistenti.).
>
>Non tieni conto dei giochi diplomatici. Il papa si è esposto molto, se la
>sua azione fosse stata un completo flop la sua immagine ne sarebbe stata
>molto dannegiata agli occhi del mondo, e per il papa, che è un'immagine,
>questo era un rischio molto grave.
Non direi proprio.
I "giochi diplomatici" in quanto tali si praticano in sordina,e si
rendono pubblici solo a cose fatte,nascondendo o minimizzando gli
insuccessi,e questo vale per il Papa come per i capi di stato.
Prova ne sia che negli stessi giorni il governatore del Texas ha
autorizzato una esecuzione senza che la notizia,citata dai giornali
con enfasi ridotta,creasse problemi.
L'appoggio e la riverenza riservati al Pontefice dai mass media
(specie i nostri)assume talvolta aspetti grotteschi:nelle riprese
televisive e' comune da parte del commentatore l'espressione "Il Papa
e' apparso in ottime condizioni",quando ogni spettatore puo' vedere
coi propri occhi un uomo in condizioni fisiche (e probabilmente
mentali)disastrose,a cui qualunque medico serio proibirebbe simili
viaggi con relativi sforzi.
E' spontaneo il dubbio se essi siano realmente dovuti alla volonta
papale contro l'opinione dei membri della Curia,o piuttosto a questi
ultimi,decisi a sfruttare fino all'ultimo un simbolo
utilissimo,approffittando (cinicamente) di una volonta indebolita.
>Il governatore ha corso il rischio di
>perdere la faccia davanti agli elettori, perché probabilmente grazie alla
>sua isteria è riuscito a farsi eleggere (fatto non raro in America. Più
>hanno il panico dei russi, dei terroristi, dei criminali e degli
>omosessuali, più vengono votati).
Se e' stato eletto significa che il suo operato rispecchia il volere
della maggioranza dell'elettorato,che,a differenza del nostro,non e'
disposto a tollerare di essere tradito dai propri rappresentanti.
(vedi i referendum nostrani sul finanziamento ai partiti e
sull'immunita parlamentare elegantemente disattesi).
Quanto all'elettorato USA non credo che il nostro sia il piu indicato
a dar lezioni a chicchessia,visti i risultati.
>> Beninteso casi simili abbondano quotidianamente:chi non ricorda la
>> lacrime di Berlusconi per gli albanesi (ormai asciugate),gli
>> interventi di parlamentari per O'Dell,le iniziative "benefiche" di uno
>> stuolo di divi dello spettacolo?
>>
>
>Non disprezzo queste azioni. So che un vip in più non risolve niente, e non
>credo che il Telethon risolva davvero qualcosa. Ma interessa la gente ai
>problemi, e questa è una cosa che io trovo molto importante.
O piu esattamente consente alla gente di soddisfare la propria
coscienza con una piccola offerta,come la classica monetina nel
cappello,che non risolve assolutament niente.
>Infatti credoche l'ingiustizia sia figlia dell'indifferenza.
Esatto,pero',come ogni altro problema ,e' spesso figlia
dell'ingenuita, e del fanatismo (fare distinzione tra politico e
religioso e'una sciocchezza),e della mancanza di cultura.
>> >Del resto la sete di sangue di gente come questo Fantoni (Cesira?)
>> >purtroppo e' in aumento e francamente temo che non manchi molto al
>> >giorno che verra' riproposta la pena di morte in Italia. Poi il
>> >taglione, i dazi feudali e poi...
>>
>> E poi magari si pretendera che le vittime di delitti commessi da
>> criminali pluricondannati rimessi in liberta per
>> licenze,decorrenze,vizi di forma abbiano diritto a risarcimenti come
>> le vittime della uno bianca,o che addirittura si formino comitati per
>> loro.
>>
>
>Queste affermazioni lasciano il tempo che trovano.
Hai perfettamente ragione,malgrado a farle ormai siano miglioni di
Italiani.
Del resto dubito che i nostri onorevoli si lascino impressionare dalle
parole,se non li impressionano i cadaveri.L'unica eccezione fu
rappresentata dal "cadavere eccellente di Moro",la cui foto diffusa
abusivamente provoco' brividi salutari nella nostra classe politica
fossilizzata,e la sconfitta del terrorismo che ne derivo fu
sorprendentemente rapida,dimostrando il reale valore del tanto
vituperato "decisionismo".
> Le vittime di omicidi
>non possono quasi mai essere risarcite dal criminale stesso, poiché di
>solito questo non ne ha i mezzi.
Infatti le vittime della uno bianca dovrebbero essere risarcite dallo
Stato Italiano secondo le richieste dei tanti "comitati"Evidentemente
le altre valgono meno.
>Non è vero comunque che i pluriomicidi
>escono per vizi di forma o decorrenze o licenze.
In questo caso il leggendario Corrado Carnevale,l'"ammazzasentenze
"che arrivo' a scarcerare 50 mafiosi in un colpo "applicando la legge"
(e applicando anch'essi la legge altri magistrati li reincarcerarono
il giorno dopo,quelli rimasti beninteso)e' una invenzione dei nostri
giornali.
Come pure e' una invenzione che dopo avere ucciso i genitori e
dilaniato i cadaveri un giovane ligure con "problemi psichici"ha
avuto,in virtu di essi ,non solouna pena modesta ma anche il diritto
di ereditarne il patrimonio miliardario.
>Le norme a questo proposito sono molto chiare, e non permettono ad un
>omicida volontario colpevole di mettere un solo piede fuori dal carcere
>prima di aver scontato almeno 15 anni. Poi, se dargli licenze o permessi
>particolari, decide la loro condotta, che se è buona..
.
Cioe' se e' dichiarata tale dal direttore del carcere che naturalmente
sara insensibile a mazzette e soprattutto minacce.
In pratica bastera che non abbia commesso altri omicidi davanti a
testimoni.
Basti pensare al terrorista della strage di fiumicino,uscito in
licenza per buona condotta (poi risultata pessima),subito
fuggito,riacciuffato in Spagna,con ennesima figuraccia internazionale
dell'Italia.
>"A morte gli assassini" significa uccidere gli assassini, ma uccidendo gli
>asssassini essere assassini. E via dicendo, fino all'immancabile estinzione
>dell'umanità.
L'uccisione per legittima difesa e' ammessa perfino dalla
Chiesa,quindi in linea di principio e' accettata l'idea che una
uccisione possa essere giustificabile.
>
>> >Nessun uomo puo' decidere della vita di un altro uomo, chiunque egli
>> >sia ("Nessuno tocchi Caino", diamine, piu' chiaro di cosi').
E chi l'ha detto?
L'idea di affidarsi ciecamente ai sacri testi per questioni morali
senza tener conto della realta presente e' assurda come insegnare
fisica con i testi di Aristotele.
> Certo e'
>> >dovere della societa' impedire con tutte le forze che si possano
>> >ripetere assassinii, ma la vendetta e' un sentimento veramente
>> >inumano.
Al contrario,solo un essere dotato di ragione puo' provare odio e
vendetta,negli animali essa e' sconosciuta.
>>
>> La vendetta altro non e' che la giustizia degli altri.
>>
>
>La vendetta non può essere giustizia. La giustizia si può definire, in
>negativo (come diceva Platone nella Repubblica), come un non nuocersi a
>vicenda, pur continuando ad avere relazioni.La giustizia può essere portata
>sulla terra, ma non sicuramente con l'ingiustizia, cioè nuocendo ad alcuni.
Ennesima versione del principio della "Botte piena e moglie ubriaca".
Vorrei un solo esempio nella storia passata e presente di uno stato
(reale e non iperuranio)che sia riuscito ad applicarlo.
>Uccidere l'assassino è rispondere al suo atto violento e omicida con un
>altro atto violento e omicida. Come se il male, controllato e somministrato
>solo ad alcuni, fosse accettabile.
Senza offesa,questi sono luoghi comuni estremamente ritriti,che non
rispondono alla domanda:se la tua vita,o di chi ti e' caro fosse
minacciata da un nemico spietato ,e l'unica difesa fosse l'uso di
mezzi mortali,davvero ti sacrificheresti (e con te altri)?
Per favore evitiamo fughe tipo "Occorre cercare un'altra via".
L'unica risposta puo essere un si' o un no.
>La realtà è che il male non fa altro che generare altro male, e uccidere
>una persona è sicuramente male.
Nessuno si sogna di dire che uccidere sia piacevole se non per un
pervertito.
Anche amputare un'arto non era cosa di cui felicitarsi ,ma fino a
tempi recenti era la soluzione meno dannosa,perche non esistevano
materialmente alternative per fermare infezioni.
Talvolta e' necessario anche ora,rifiutarsi sarebbe solo uno scarico
di responsabilita.
>> >Mi chiedo inoltre perche' accusare il papa quando per una volta ne fa
>> >una buona (secondo me non e' la prima, ma certo il tema e'
>> >discutibile) richiamandosi a quelle volte che invece avrebbe
>> >sbagliato.
Per il semplice motivo che fare la "cosa buona" solo in certe
circostanze e non in altre rende spontaneo il dubbio che se era buona
l'azione ( o lo sembrava) erano meno edificanti le motivazioni.
>> > Accusiamolo per quando non difende con forza i valori del
>> >vangelo, questo si', facendo anche attenzione pero' a non dare giudizi
>> >grossolani.
>>
>> Immagino che molti definiscano "qualunquismo"il notare l'incongruenza
>> tra l'appello alla modestia contenuto nel Vangelo e ribadito
>> continuamente da Papa e Clero,e lo sfarzo e il tenore di vita tenuto
>> da questi ultimi nell'ultimo millennio,sfarzo che alle soglie del 21mo
>> secolo assume a volte aspetti grotteschi,una critica che in passato ha
>> provocato reazioni illustri (vedi Lutero,Calvino ...).
>
>Alcune persone del Clero vivono nello sfarzo. Persone come il papa,
>Martini, e pochi cardinali europei molto importanti. Non certo i milioni di
>preti e missionari di tutto il mondo.La loro scelta è una scelta
>d'immagine.
Temo che tu pecchi di ottimismo.
Da secoli il sacerdozio e' stato per moltissimi una via di fuga unica
dalla miseria,e' lo e' ancora in moltissimi paesi,dove i religiosi
godono di un tenore di vita che ,basso rispetto alla nostra media, e'
ben migliore della media locale.
Il guaio e' che senza una personalita' dotata di notevole altruismo e
abnegazione,come pure di comprensione umana,il sacerdozio diventa un
comodo rifugio senza responsabilita, e senza recare aiuti agli altri.
Chi nonricorda la figura di Don Abbondio?.
I funzionari al di sopra del semplice prete,poco noti alle masse ma
dal tenore di vita lussuoso sono poi ben piu' dei cardinali,e il loro
comportamento ha ben poco di diverso mediamente da quello dei politici
laici.(Chi no ricorda Marcinkus e soci?)
>Non sarebbe altrettanto ascoltato e importante un papa che giri
>senza gente e cose che gli fanno onore.
In altre parole (ed io concordo)la pompa e le apparenze contano piu'
della sostanza,specie se di sostanza ce n'e' poca.(almeno di quella
che conviene rivelare).
Del resto sotto la vernice della convenienza diplomatica dubito molto
che i "Grandi" della terra ne restino molto impressionati.
Semplicemente salvare le apparenze conviene ad entrambe le parti.
>Davvero vorrei anch'io che il papa fosse più simile a S. Francesco, ma mi
>rendo anche conto che per essere importanti come il papa e umili come S.
>Francesco bisogna essere troppe cose insieme.
Non direi,Komeini viveva nella massima semplicita ed otteneva
ugualmente seguito mondiale.
Giovanni XXIII suscito scalpore abolendo la sedia gestatoria e
camminando come ogni essere umano,eppure oggi cio' appare
normalissimo.
Questo modo di ragionare tradisce un notevole disprezzo della maturita
del pubblico (del resto forse giustificato nel nostro caso,meno per
altri paesi)
>
>> Tuttavia non credo che "modernismi"come la costruzione di una piscina
>> personale,le vacanze sciatorie in localita alla moda,i continui viaggi
>> intercontinentali di propaganda con seguiti faraonici di giornalisti
>> abbiano mancato di suscitare perplessita in parecchi osservatori,anche
>> se il "politicamente corretto"imperante nei nostri mass media ha
>> bloccato ogni esternazione in tal senso.
>>
>
>Il seguito faraonico di giornalisti non si paga, ed è essenziale per la
>credibilità del papa. Se nessuno conosce le sue azioni, a cosa serve? Il
>papa è la guida spirituale della chisa dei credenti, come può esserlo in
>jeans e maglietta con un paio di giornalisti che lo intervistano ogni
>tanto?
Se e' per questo un Papa in tenuta da sci ( e questo si e' verificato
davvero)non ispira sentimenti particolarmente mistici, e le sue
vacanze in localita alla moda sono difficilmente un contributo
all'evangelizzazione.
Non dimentichiamo che per secoli Castelgandolfo ha costituito una
villeggiatura soddisfacente ,e non credo che limitarsi a questo
avrebbe costituito un sacrificio eccessivo.
Quanto a credere che i giornalisti (come altri)non ottengano favori
dalla Curia (ripagati ),questa e' davvero FEDE.
>> >In questo caso proprio mi pare che non abbia sbagliato di
>> >una virgola: semmai dovrebbe alzare molto di piu' la voce e insistere
>> >con maggior forza, almeno pari a quella con cui condanna gli aborti:
>> >se difendi la vita "in potenza", ancor piu' dovresti difendere la vita
>> >gia' realizzata...
>>
>> Gia,perche questa incongruenza?
>> Si potrebbe sostenere che aborti,controllo delle nascite,ingegneria
>> genetica e altri "tabu" hanno il torto di alleviare,sia pure in tempi
>> lunghi,problemi millenari ,causa nell'uomo di paure che lo hanno
>> spinto fin dalla preistoria alla ricerca di"protettori"soprannaturali,
>> e alla sottomissione ai loro autoproclamatisi rappresentanti terreni.
>> Se nello Stato Pontificio del primo '800 era vietata la vaccinazione
>> antivaiolosa,gia diffusa in Europa,non era certo per capriccio.
>>
>
>Questa è davvero un'esagerazione.
Davvero?
E le continue critiche all'ingegneria genetica(unica speranza contro
il cancro),alla fecondazione in vitro,all'uso di placente per
confezionare medicinali,non sono forse un adattamento di quel
divieto,imposto da un pubblico piu smaliziato?
L'opposizione alla pianificazione responsabile delle nascite con
metodi artificilai e' poi un classico dell'ipocrisia:il cosiddetto
metodo naturale,approvato dalla Chiesa,ha esito finale identico,con
distruzione di ovulo e spermatozoi,salvo affidabilita tutt'altro che
certa,( cosa su cui forse si conta),e costrizioni lesive del piacere e
della dignita della coppia,( ma questo non e' certo cosa nuova).
>(che ci ha portato ad essere i primi inventori della democrazia al mondo).
Adesso stai proprio esagerando.
La Chiesa ha sempre preteso dedizione totale e assoluta dai propri
membri,e anche dal popolo finche ne ha avuto il potere.
Anche esprimere un opinione verbale costituiva un reato di eresia
punibile con la morte.
A questo si aggiunge un misoginia estrema,comune del resto anche ad
altre religioni,il cui motivo ,se ci si riflette ,e' ovvio:
le varie confessioni possono servirsi degli uomini
(padri,mariti,fratelli)per imporre alle donne la sottomissione,a volte
con riti allucinanti,come l'infibulazione e la clitoridectomia dei
musulmani,ma per ovvi motivi non possono fare l'inverso,almeno non con
la stessa efficacia !
L'elezione dei suoi membri non e' certo mai stata soggetta
all'approvazione delle masse,e per avere un dibattito (piu apparente
che reale)pubblico con gli intellettuali laici abbiamo dovuto
aspettare gli ultimi decenni.
Anche la pretesa del celibato e della castita,(che NON e' contenuta
nel Vangelo)e' un pesante mezzo di condizionamento.
Il fatto che tale obbligo sia stato disatteso in tutti i tempi (pare
che nel 1500 un donna su 5 a Roma fosse una prostituta,tanta era la
richiesta)non lo rendeva meno efficace,permettendo se necessario di
far leva sulla coscienza colpevole.
>e soprattutto non la disprezzo affatto in questo momento perché è l'unica
>istituzione di questa terra che ora, attualmente, si interessa agli ultimi,
>manda missionari in Africa, in India, in Asia.... Chi altro lo fa?
Lo fanno numerosissimi gruppi laici,ad esempio e' notissimo "Medicin
sans frontieres".
Lo fanno i gruppi di volontari dediti ad insegnare alle popolazioni
del terzo mondo metodi per migliorare le colture agricole,applicando
la scienza moderna in maniera adattata ai mezzi locali,a controllare
le nascite ecc.
Questo e' molto piu costruttivo della distribuzione di pochi viveri e
dell'insegnamento della dottrina,perche' fa partire un vero
miglioramento,anche se lento.
Anche i programmi di assistenza dei governi occidentali,pur essendo
viziati da enormi intrallazzi e e demagogia,non credo costituiscano un
aiuto inferiore a quello del Vaticano,a parte il fatto che i mezzi del
Vaticano derivano in buona parte da offerte esterne.
>> > perche' di errori ne ha fatti tanti
>>
>> Sono disposto a considerare "errori"certe performances come i genocidi
>> di intere comunita di eretici intorno al 1200,le
>> Crociate,l'Inquisizione ,la benedizione dei massacri di Indios da
>> parte dei Conquistadores,la persecuzione sugli Ebrei,l'uso della pena
>> di morte fino a Porta pia ecc,ma solo se siamo disposti alla stessa
>> cosiderazione degli "errori" di Mussolini,Franco,Hitler,Stalin e
>> soci,come effettivamente e' costume di molta gente pure oggi.
>>
>
>C'è una differenza abissale: da una parte della bilancia metti gli errori
>commessi dalla chiesa in epoche passate, in cui queste nefandezze non erano
>riconosciute come tali, dall'altra parte della bilancia metti criminali
>contro l'umanità che per loro scopi personali e di gloria hanno condotto il
>loro popolo alla rovina nel modo più aberrante.
Io credo che alla gente del medioevo non piacesse la morte sul rogo
piu di quanto ,in tempi recenti ,piacesse quella nei forni di Hitler.
Non credo proprio che Innocenzo III,quando promosse la srage dei
Valdesi nel 1209 applicasse i principi del vangelo.
>Ma l'errore fondamentale
>credo che sia quello di mettere dell'altro male sull'altro piatto della
>bilancia, per "compensare" il tuo. E' lo stesso errore che commetti con la
>pena di morte: mettere l'uccisione del prossimo sull'altro piatto,
>contrapposto a quello su cui metti l'esecuzione, non ti esenta
>dall'ingiustizia. Io credo che la bilancia sia simbolo di equilibrio, ma
>non di giustizia.
La bilancia e' il simbolo di misurare e valutare entita reali,mentre
giustizia e morale resteranno sempre un'opinione.
Ogni azione reale sara sempre frutto di scelte e compromessi,a volte
spiacevoli,a meno naturalmente di rimettere tutto nelle mani della
provvidenza.
>> >(e li riconoscera' in
>> >occasione del giubileo):
>> Mi si perdoni un certo scetticismo,visti i precedenti:
>> la revisione del processo a Galileo (dopo 3 secoli)non appare tanto
>> una iniziativa coraggiosa quanto una risposta non piu rimandabile a
>> critiche pericolose.
>> Anche l'appellarsi a "cause storiche contingenti" non appare molto
>> coerente con la pretesa di rappresentare valori eterni e immutabili.
>
>La Chiesa si appella a valori immutabili, messi in atto da uomini.Il
>processo a Galileo è ormai talmente vecchio che non capisco che scopo abbia
>rivisitarlo ancora. Sarebbe come se Scalfaro rendesse omaggio a
>Vercingetorige.
Il punto e' proprio che la Chiesa abbia impiegato piu' di tre secoli
per ammettere l'ingiustizia.
E se non la riteneva importante,perche' prendersi il disturbo di
farlo?
>> Ma il punto importante e' un altro: come insegna la Chiesa stessa,la
>> confessione e' solo il primo passo,cui dovrebbero seguire pentimento
>> ed espiazione.
>
>E' ciò che ha intenzione di fare la Chiesa nel Giubileo.Ma quello che
>vorrei capire è: chi deve espiare per fatti come il processo a Galileo? Il
>vescovo di Pisa?
>Approvo molto di più una presa di posizione sul presente di una confessione
>e pentimento per i crimini delle crociate.
Approverei molto di piu' un'applicazione del principio,risalente al
Cavour,della "Libera Chiesa In Libero Stato":"Lo Stato ha solo
giurisdizione sugli atti esterni dell'uomo in relazione al benessere
e alla sicurezza della societa,la Chiesa ha giurisdizione solo sulle
coscienze,ed in rapporto alla salute individuale dell'anima di
ciascuno".
Visti i risultati passati,ammettere di avere il diritto di insegnare
la morale ma non di imporla sarebbe una espiazione adeguata.
>> La pretesa di mantenere intatto il proprio carisma e il ruolo di guida
>> autoproclamatasi "infallibile" ,dopo l'ammissione di un passato
>> spesso tutt'altro che edificante,non va molto in tal senso.
>
>Sì, infatti l'"infallibilità" della Chiesa è rimasta al 'non expedit' di
>Paolo nonmiricordocosa quando Roma fu annessa all'Italia.
Si tratto' di Pio IX,nel concilio Vaticano del 1869.
Nello stesso periodo,malgrado suppliche da diversi paesi,fece
giustiziare due autori di un attentato ad un caserma
pontificia,episodio che ispiro' un film di Manfredi,"In nome del Papa
re",se ben ricordi.
Nel 1864 con l'enciclica " Quanta cura", ed il Syllabus accluso,(li
trovi in www.liberliber.it) si era scagliato contro i " maggiori
errori "(un'ottantina) dell epoca moderna,tra i quali la liberta di
culto,di stampa,di opinione,il matrimonio civile,il liberalismo,il
socialismo.
Il governo Italiano,riluttante ne concesse la diffusione,che fu invece
vietata in Francia (tradizionale allleata del papa),e provoco'
reazioni indignate in Inghilterra .In Germania Bismark disse
:"Invitero il Papa,cosi tutti qui diventeranno Luterani!"
>> Suggerisce piuttosto un analogia con la pretesa di una classe politica
>> (la nostra) di mantenere intatti i propri privilegi,per non dire
>> rafforzarli,dopo uno sputtanamento (non c'e termine
>> migliore)colossale.
>
>Ma la Chiesa non è una classe politica, è l'assemblea dei credenti.
Forse non ci intendiamo:per Chiesa io intendo la classe dirigente
installata nel Vaticano (che prende le decisioni),cosi come per
Governo ovviamente si intende l'insieme dei rappresentanti eletti ,e
non la massa dei votanti.
Non vedo come tale Chiesa differisca da qualunque classe politica:
dispone di un potere diretto su un numero enorme di individui (ai
livelli piu bassi,preti,monache e monaci si contano a milioni nel
mondo),controlla direttamente un patrimonio economico colossale nei 5
continenti,e dispone di un influenza indiretta su un numero ben
superiore di individui,e su molte classi politiche ed
economiche(specie in Italia).
Per secoli disponeva inoltre di un potere militare e
giudiziario,amministrato non certo secondo i canoni della pieta
cristiana,strappatole definitivamente solo dalle cannonate di Porta
Pia (le ultime esecuzioni capitali avvennero a Roma poco tempo prima).
Ancor oggi esercita un notevole potere di fatto sulla vita di milioni
di persone per vie indirette,vedi le importantissime questioni
dell'aborto e del divorzio,data l'influenzabilita della nostra classe
politica .
In un paese civile chiunque eserciti un potere deve essere soggetto a
libere critiche,cosa che in Italia per quanto riguarda il Vaticano e'
limitata solo ai gruppuscoli estremisti,mentre tutta l'intelleghenzia
di ogni colore ne ha fatto ormai un soggetto di pura devozione,
(vedi la "folgorazione "di Veltroni)quanto sincera e disinteressata e'
facile immaginare.
>.Lo sputtanamento colossale' è connesso di solito al passare dei tempi. La
>faccenda comincerà a riguardarti quando fra vent'anni i favorevoli alla
>pena di morte verranno visti come bruti barbari incivili, incartapecoriti
>difensori di una morale di violenza in tempo di pace.
Oppure ,se l'esplosione demografica peggiorera,l'opposizione
all'aborto ed alla contraccezione apparira altrettanto irresponsabile
del divieto della vaccinazione.
In un recente fantaromanzo di Arthur Clarke la Chiesa ammettera questo
nel 22mo secolo,ma Clarke,si sa ,e' un ottimista inguaribile.
>Come al solito infatti qualche retore facile al giudizio sbraiterà
>maledizioni opportunistiche contro persone che hanno pensato cose che
>appartenevano al loro tempo. Oggi la pena di morte ci divide, ma un domani
>in cui la vita varrà molto di più che adessso, sarà vista come
>un'aberrazione disgustosa.
Altri autori immaginano un inacidirsi della contrapposizione Islam
Occidente ,fino ad uno scontro diretto .
Mi chiedo se la Chiesa in tal caso non appoggera i "falchi"occidentali
di turno contro la minaccia,come Pio XII appoggio piu o meno
passivamente il fascismo e il nazismo contro la paventata minaccia
bolscevica.
Forse anche la pena di morte verrebbe vista con ottica diversa
(chiudere un occhio e magari entrambi).
>> Iniziative che intaccassero minimamente le basi dell'arretratezza,
>> come la diffusione dell'alfabetizzazione vennero attivamente
>> scoraggiate fino a tempi recenti,finche la cresciuta consapevolezza
>> del pubblico(per merito di altri)rese controproducente tale operato.
>
>Infatti. La Chiesa non ha mai portato ammodernamento con pratiche
>rivoluzionarie. Si è sempre adattata ai tempi, e per questo ci ha messo
>migliaia di anni per arrivare ad affermare che la vita è importante
IIl punto e' proprio questo,la Chiesa non ha mai portato alcun
ammodernamento alla cultura,all'evoluzione sociale,alla
tecnologia,alla morale,e' sempre stata lei ad ammodernarsi in ritardo,
e sotto l'incalzare della convenienza.
Leone XIII nella sua enciclica Rerum novarum del 1891ammise la dignita
dei lavoratori,nel contempo esortandoli al rispetto dei
padroni,prendendo atto, sessant'anni dopo la nascita del socialismo,
delle grandi questioni sociali in sviluppo.
Dire che ha impiegato migliaia di anni per riconoscere il valore della
vita non e' cero un complimento.
>.Ma se la nobiltà e l'aristocrazia erano contrarie all'istruzione del "popolino",
>perché incolpi la Chiesa, che peraltro non ha il ruolo di alfabetizzare?
Semplicemente perche nei libri di storia si legge che uno degli
strumenti piu famigerati della Controriforma,a partire dal 1571, fu il
Tribunale dell'Indice,incaricato di impedire la diffusione di
qualunque libro pericoloso per le dottrine ortodosse,cioe' quasi
tutti.
La diffusione del Luteranesimo limito la sua influenza in Europa,ma In
Italia l'effetto fu disastroso,e si fa sentire pure ora:il pubblico
italiano non ha mai brillato per amore dei libri.
Di QUESTO pero non si vede segno di pentimenti.
A me sembra piuttosto voler evitare di assumersi responsabilita
nascondendosi dietro giri di parole virtuose che in realta sono
lapalissiane:e' ovvio che dietro ogni criminale c'e' una combinazione
di aberrazioni innate ( per cui lo chiamiamo malato) e di influenze
nefaste dell'ambiente(per cui diventa un a vittima della societa).
Tolti questi fattori che altro resta?L'influsso degli astri?
Queste giustificazioni (se tali fossero )si applicano a
chiunque,nessuno escluso:Hitler,Stalin,Pol Pot,i fratelli Savi,
Toto Reina,Vittorio Sgarbi.
L'attacco alla pena di morte (almeno qui da noi) e' solo l'ennesimo
pretesto per demolire il concetto di responsabilta individuale,e
garantire impunita di fatto a reati che,se non comportano direttamente
spargimenti di sangue ,provocano danni enormi alla societa,che li
favoriscono comunque.(vedi tangentopoli).
Quanto a eliminare le cause,e' davvero tanto facile come si dice?
Abbiamo tanta gente pronta a dedicarsi anima e corpo all'assistenza ai
tantissimi disadattati,e se si cos'e' che la trattiene dal farlo?
Saremmo davvero tanto disposti al perdono se il crimine ci colpisse
direttamente?E in tal caso saremmo disposti al perdono se la punizione
dipendesse solo dalla nostra decisione insindacabile,anziche essere
affidata a personaggi per i quali l'opinione della vittima conta come
una cacca di mosca?
Della virtu ( e del perdono)della necessita sono piene le fosse come
del senno del poi.
Quando (e se) le cause della criminalita saranno ridotte in maniera
ragionevole si potra rinunciare ai mezzi piu estremi,e non prima.
Sarebbe come se prima della disponibilta di antibiotici et similia si
fossero proibite le amputazioni di arti infetti,in attesa di "mezzi
piu soddisfacenti",con conseguente moltiplicarsi di cancrene.La
politica del "campa cavallo"non e' certo una novita,ma ha solo
provocato guasti.
Sui bambini nati nel posto sbagliato sono daccordissimo,e' una causa
fondamentale,ma in questo non e'certo la Chiesa che ci aiuta,con la
sua irresponsabile opposizione alla contraccezione e all'aborto.
>Da parte mia aggiungo solo che, per quanto riguarda i genocidi per
>motivi religiosi ai quali accennavi, non credo che tu abbia il diritto
>di condannarli, nel momento che invochi la pena di morte. E' la stessa
>identica cosa. Per la forma mentale di allora, l'eresia meritava la
>morte, allo stesso modo di un assassinio.
C'e' solo il piccolo particolare che la forma mentale allora era solo
quella del Papa con relativo codazzo di vescovi ( in buona parte suoi
parenti)tesi a proteggere il loro potere da potere dalla minima
critica,dato che le grandi masse erano totalmente escluse da
qualunque decisione.( ed erano spesso anche all'oscuro della natura
dell'eresia commessa,dato che i processi,con annesse torture,non erano
certo pubblici).
Erano pubbliche le escuzioni naturalmente per dare il buo esempio al
popolino.
In USA,(l'unico posto dove i movimenti abbiano possibilita di
epressione)la pena di morte e' il risultato dell'espressione del voto
popolare,e scavalcare tale voto anziche rivolgersi all'opinione
pubblica cercando di convincerla con argomenti ,come hanno fatto il
Papa e altri,e non solo sulla pena di morte ma per esempio
sull'aborto,costituisce innanzitutto una offesa al suo diritto di
decisione.
>Per concludere, ti vorrei invitare a pensare al come il pensiero
>dell'uomo, la morale, principi che si credono incrollabili, siano in
>verita' in continua trasformazione: non si puo' giudicare con la
>mentalita' di oggi l'uomo di secoli fa. E non si puo' considerare
>infallibile la nostra scala di valori: e' semplicemente la nostra, ma
>non e' detto che tra trent'anni non sara' tutta diversa..
Temo che la paura per l'incolumita propria e dei propri cari non sia
un valore soggetto a mode,ma un istinto atavico ,comune del resto agli
animali,come l'istinto sessuale ,la gelosia,e il desiderio di
possesso.
Tutti i movimenti laici e religiosi che hanno agito contro tale
principio hanno combinato solo grossi guasti,
basta pensare ai risultati economici del comunismo,alle delusioni del
principio hippie del libero amore e delle perversioni o frustrazioni
che spesso derivano dall'obbligo della castita ecclesiastica.
Finche i motivi di tale paura non saranno ragionevolmente ridotti la
grande massa accettera anche mezzi estremi per combatterli,
e non saranno gli appelli del papa a cambiare le cose.
Del resto gli stessi "accorati"appelli rivolti a mafia e criminalita
non risulta abbiano sortito risultati,a parte la solita gratuita
pubblicita.
Visto l'andazzo dell'ordine pubblico in Italia ,dove dilaga un delirio
paranoico di garantismo (chiamiamolo cosi)demente,non credo proprio
che ci stiamo muovendo nella direzione giusta,rischiamo di innescare
lo stesso desiderio di "ordine ad ogni costo" su cui costrui la sua
fortuna il fascismo.
>LA vita e' il presupposto indispensabile per parlare delle cose
>dell'uomo: per usare una metafora ludica, la vita e' un grande gioco:
>possiamo metterci qui a giocare insieme, e possiamo mettere tutte le
>regole che vogliamo perche' il gioco venga meglio, ma non possiamo
>smettere di giocare, non possiamo volere la fine del gioco nelle
>nostre regole.
In ogni gioco c'e' un prezzo da pagare.
Chi uccide conosce le regole del gioco,e deve accettarle,dato che
nessuno lo ha costretto a farlo,altrimenti non sarebbe per definizione
un omicidio.
Del resto si legge che numerosi condannati rifiutano gli appelli e
chiedono essi stessi un rapida conclusione.
Un pedofilo plurirecidivo ( e pluriscarcerato) ,divenuto
pluriomicida,arrivo' ad autodenunciarsi e pretendere l'mpiccagione.
Forse aveva finito con l'ispirare piu' disgusto a se stesso di quanto
evidentemente ne ispirava ai garantisti.
Paradossalmente,mentre film e romanzi tengono a dipingere il
condannato,pur se colpevole,come migliore del mondo che lo
condanna,forse costoro sono migliori di certo mondo che si ostina ad
assolverli o a rimetterli comunque in circolazione.
>In questo processo certamente la Chiesa e' piu lenta a tresformarsi,
>ma non vive fuori dal mondo perche e' fatta di uomini.
Se ammetti (come me)che la Chiesa e' piu lenta della societa,che
incontra gia essa enormi difficolta ad assumere mentalita adatte ai
nuovi problemi,
e' un controsenso pensare che la Chiesa possa fare da guida.
Sarebbe come se l'Iran volesse insegnare modernizzazione al Giappone.
Proprio perche ' e' fatta di uomini non puo' pretendere di godere di
una considerazione speciale rispetto a qualunque organizzazione
umana,e non ne conosco una sola che non sia soggetta a pesanti
critiche,fondate o no che siano.