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FATTI NON FOSTE...

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F. D. B.

unread,
Dec 29, 1996, 3:00:00 AM12/29/96
to

FATTI NON FOSTE ...

La conoscenza e' un valore primario. Puo' essere inquietante come talora
la si persegue, o l'uso che se ne fa, ed e' necessario sorvegliare, ma
non ha senso fuggirne via per questo.
Proprio non capisco: non si rinuncia per un giorno ad acqua calda,
phoen (asciugacapelli), aspirina, automobile e tivu, ne' ad un volo ai
Caraibi alla prima occasione, ma guai ad esultare per Internet,
l'ingegneria genetica, o comunque per il progresso : "... realta'
virtuale: alienazione reale .... manipolazione genetica : Hitler e
il dr. Frankenstein ", sono le equazioni della paura, e chi piu' ne ha
piu' ne metta .
E cos'e', una novita', che una diga puo' fare le ventimila vittime
del Vajont, che l'elettricita' puo' finire nella sedia elettrica, che
le medicine sono anche veleni, l'automobile puo' diventare carro
armato, la televisione pornografia , e l'aeroplano bombardiere ?
E allora ? Cosa aggiunge questo al "lato oscuro della forza " , che
gia' non sia nelle cose ? Forse che se cessassero gli usi perversi del
progresso si smetterebbe di soffrire e di morire ?
Certamente no ! Al contrario, invece: persino la bomba atomica puo'
essere utilizzata positivamente - per esempio contro un asteroide in
rotta di collisione con la terra - e il dato di fatto e' che oggi,
nonostante le camere a gas, al "lato oscuro" si sopravvive fino a
ottanta e passa anni, grazie alla conoscenza.
Essa non "introduce" i mali dell'uomo nella realta' nota: ci sono
gia'; invece puo' spostarne l'incursione nella vita piu' avanti o piu'
indietro nel tempo : il limite concettuale del primo caso essendo
l'autoestinzione della specie, del secondo l'immortalita'.
Quasi tutti riteniamo la sopravvivenza della specie piu' importante di
quella del singolo, al punto di essere spesso capaci, se necessario,
di sacrificare per essa la nostra vita, perche' ?
Evidentemente e' una percezione istintiva e la ragione, se esiste, non
e' in noi. Per quel che ne sappiamo, infatti, non c'e' alcun motivo
che debba essere cosi': se la specie fosse, come sembra, null'altro
che l'insieme degli individui che la compongono, poiche' questi ,
singolarmente, sono destinati tutti a perire, non farebbe differenza
che cio' avvenisse in simultanea o no.
Per noi invece la differenza c'e', ed e' profonda; il che puo' voler
dire solo due cose: o che siamo costruiti per sentire in questo modo
senza ragione, oppure che la collettivita' ha effettivamente maggior
valore del singolo . Ma nulla puo' valere piu' di un uomo, se non "
e' " di piu' di un uomo, e cos'e', questi, se non coscienza ? Quindi
l'umanita' potrebbe anche essere il corpo di qualche forma di coscienza
superiore, come l'insieme delle cellule di un organismo complesso.
Bene, ma chi glielo fa fare, agli uomini, di arrivare fino al
sacrificio di se' per la comunita' ? Potranno anche albergare degli
esseri superiori , in essa, degli angeli, degli "Uomini", ma che gliene
frega a quelli con la "u" minuscola, se, come sembra, possono scegliere
? Se la vita e' il sommo bene, perche' rinunciarvi per degli alieni ?
L'unica risposta sensata e' che dalla sopravvivenza di questi esseri
superiori, angeli, Uomini o Uomo che sia, piu' o meno consapevolmente si
attende la nostra vita eterna, la nostra immortalita' ...
Ma finora, lungo tutti i secoli , solo la conoscenza e' riuscita a
respingere indietro la morte.
Percio', se la sopravvivenza della specie non ha senso, non importa
neppure che in fondo alla strada della conoscenza possa esserci
l'autodistruzione dell'umanita', perche' comunque essa non aggiungerebbe
nulla ai mali del mondo, proponendosi viceversa come un tentativo di
sconfiggerli; se invece un senso ce l'ha , la conoscenza ne e' lo
strumento, il successo di quel tentativo : in ogni caso essa si impone
come obiettivo primario dell'umanita'.
Il problema, quindi, non sta nel decidere se perseguire o no la
conoscenza, come si vorrebbe talora, ma COME FARLO, e , poi, COSA
FARNE.


1


Govinda

unread,
Jan 1, 1997, 3:00:00 AM1/1/97
to

dag...@iperbole.bologna.it (Igel) ha scritto (wrote):

> 1 nel senso che dobbiamo aspettarci un altro di questi inutili
>polpettoni?

Caro F.D.B.,
non ti sconcertare,
Igel parla al plurale solo perche` ha dei grossi problemi di
leaderismo frustrato: si dice FIERO di essere un perdente nato, ma in
realta` si consuma dalla voglia di dominare il mondo.

Personalmente non lo trovo affatto un polpettone e mi spiace che
l'arroganza igeliana mi costringa a rispondere prematuramente al tuo
messaggio: anzi non voglio fare quest'errore, preferisco meditarci
ancora su un po', prima di dire la mia. Arrileggerci.
Ciao e buon anno a tutti, ad Igel in particolare. 8-)

** QUI ED ORA ** SONO/SEI/E' ** L'ETERNO INFINITO **

Igel

unread,
Jan 2, 1997, 3:00:00 AM1/2/97
to

dev...@iperbole.bologna.it (Govinda) scrisse:

>Ciao e buon anno a tutti, ad Igel in particolare. 8-)

altrettanto, e buona digestione del polpettone.

----
Igel
----


Govinda

unread,
Jan 3, 1997, 3:00:00 AM1/3/97
to

Caro F. D. B.,
da quanto hai scritto ritengo che tu stia "cercando".
Come tutti, chi piu`, chi meno coscientemente. Chi oggi, chi ieri, chi
domani, chi sempre, tutti ci si domanda questi ed altri "Perche`".
E` quella condizione esistenziale che il romanticismo tedesco
definisce "suchen": cercare, e "der Suchende": colui che cerca.

> FATTI NON FOSTE ...
>
per viver come bruti,
ma per segiur VIRTUTE
e....


>La conoscenza e' un valore primario.

e mi pare che trascuri alquanto la Virtu`, altrimenti tutto il tuo
girare intorno alla Conoscenza sarebbe meno affannoso..

>Proprio non capisco: non si rinuncia per un giorno ad acqua calda,
>phoen (asciugacapelli), aspirina, automobile e tivu, ne' ad un volo ai
>Caraibi alla prima occasione, ma guai ad esultare per Internet,

Inoltre "conoscenza" e tecnologia non sono affatto la stessa cosa..
Dante ed Ulisse (cosi` come Prometeo, Parsifal, Socrate, Cristo,
Budda...) intendono la conoscenza DI SE STESSI, dei propri fini,
scopi, limiti..
Che la ricerca avvenga NEL MONDO e sulle COSE del mondo e` solo
un'inevitabile necessita`: mi posso conoscere, MISURARE, solo
guardandomi agire e manipolare lo spazio che mi circonda, il "se`" e`
definibile solo in relazione al "non se`".
Similitudine: solo guardando lo specchio posso vedere il mio volto.

>Quasi tutti riteniamo la sopravvivenza della specie piu' importante di
>quella del singolo, al punto di essere spesso capaci, se necessario,
>di sacrificare per essa la nostra vita, perche' ?

Questo e` un capisaldo di tutto il tuo ragionamento, la cui
infondatezza (da dove lo deduci? ma quando mai?) sarebbe solo un punto
di stima a tuo favore (se cosi` pensi, vuol dire che sei un
"altruista"), se non fosse per le rovinose conseguenze a cui puo`
portare:
1) Teorica:
>--cut--------.. nulla puo' valere piu' di un uomo, se non "

>e' " di piu' di un uomo, e cos'e', questi, se non coscienza ? Quindi
>l'umanita' potrebbe anche essere il corpo di qualche forma di coscienza
>superiore, come l'insieme delle cellule di un organismo complesso.

Asserzione, questa, che sta alla base di ogni "Fondamentalismo",
(religioso, politico, etc.) che appunto vede l'individuo asservito
alla specie, alla razza, alla collettivita`. L'ideale al di sopra
dell'uomo, con il possibile sacrificio del secondo in nome del primo..

2) Patica:
Quella di vederti (se sei cosi` convinto) come un potenziale futuro
"kamikaze", "uomo-bomba" in un autobus, o alla Coop. Per un
"qualsiasi" nobilissimo ideale.

>Bene, ma chi glielo fa fare, agli uomini, di arrivare fino al
>sacrificio di se' per la comunita'?

Esatto, ma fortunatamente sono solo pochi esaltati, che per qualche
decennio diventano esempi esecrabili o monumenti di piazza (a seconda
di chi vince), ma che sono in entrambe i casi dimenticati nel volgere
di pochi secoli.

> Potranno anche albergare degli
>esseri superiori , in essa, degli angeli, degli "Uomini", ma che gliene
>frega a quelli con la "u" minuscola, se, come sembra, possono scegliere?

Ecco e` la coscienza dell'assoluta RELATIVITA` del
minuscolo\maiuscolo, che, spero, ti fecondi con il fruttifero seme del
dubbio..
Ciao, Govinda.

Govinda

unread,
Jan 3, 1997, 3:00:00 AM1/3/97
to

Caro F. D. B.,
da quanto hai scritto ritengo che tu stia "cercando".
Come tutti, chi piu`, chi meno coscientemente. Chi oggi, chi ieri, chi
domani, chi sempre, tutti ci si domanda questi ed altri "Perche`".
E` quella condizione esistenziale che il romanticismo tedesco
definisce "suchen": cercare, e "der Suchende": colui che cerca.

> FATTI NON FOSTE ...
>
per viver come bruti,

ma per seguir VIRTUTE


e....
>La conoscenza e' un valore primario.

e mi pare che trascuri alquanto la Virtu`, altrimenti tutto il tuo
girare intorno alla Conoscenza sarebbe meno affannoso..

>Proprio non capisco: non si rinuncia per un giorno ad acqua calda,
>phoen (asciugacapelli), aspirina, automobile e tivu, ne' ad un volo ai
>Caraibi alla prima occasione, ma guai ad esultare per Internet,

Inoltre "conoscenza" e tecnologia non sono affatto la stessa cosa..
Dante ed Ulisse (cosi` come Prometeo, Parsifal, Socrate, Cristo,
Budda...) intendono la conoscenza DI SE STESSI, dei propri fini,
scopi, limiti..
Che la ricerca avvenga NEL MONDO e sulle COSE del mondo e` solo
un'inevitabile necessita`: mi posso conoscere, MISURARE, solo
guardandomi agire e manipolare lo spazio che mi circonda, il "se`" e`
definibile solo in relazione al "non se`".
Similitudine: solo guardando lo specchio posso vedere il mio volto.

>Quasi tutti riteniamo la sopravvivenza della specie piu' importante di
>quella del singolo, al punto di essere spesso capaci, se necessario,
>di sacrificare per essa la nostra vita, perche' ?

Questo e` un caposaldo di tutto il tuo ragionamento, la cui


infondatezza (da dove lo deduci? ma quando mai?) sarebbe solo un punto
di stima a tuo favore (se cosi` pensi, vuol dire che sei un
"altruista"), se non fosse per le rovinose conseguenze a cui puo`
portare:
1) Teorica:
>--cut--------.. nulla puo' valere piu' di un uomo, se non "
>e' " di piu' di un uomo, e cos'e', questi, se non coscienza ? Quindi
>l'umanita' potrebbe anche essere il corpo di qualche forma di coscienza
>superiore, come l'insieme delle cellule di un organismo complesso.
Asserzione, questa, che sta alla base di ogni "Fondamentalismo",
(religioso, politico, etc.) che appunto vede l'individuo asservito
alla specie, alla razza, alla collettivita`. L'ideale al di sopra
dell'uomo, con il possibile sacrificio del secondo in nome del primo..

2) Patica:
Quella di mostrarti (se sei cosi` convinto) come un potenziale futuro


"kamikaze", "uomo-bomba" in un autobus, o alla Coop. Per un
"qualsiasi" nobilissimo ideale.

>Bene, ma chi glielo fa fare, agli uomini, di arrivare fino al
>sacrificio di se' per la comunita'?

Esatto, ma fortunatamente sono solo pochi esaltati, che per qualche
decennio diventano esempi esecrabili o monumenti di piazza (a seconda
di chi vince), ma che sono in entrambe i casi dimenticati nel volgere
di pochi secoli.

> Potranno anche albergare degli
>esseri superiori , in essa, degli angeli, degli "Uomini", ma che gliene
>frega a quelli con la "u" minuscola, se, come sembra, possono scegliere?

Ecco e` la coscienza dell'assoluta RELATIVITA` del

minuscolo\maiuscolo, che spero ti fecondi, con il fruttifero seme del
dubbio.. :-)

F.D.B.

unread,
Jan 3, 1997, 3:00:00 AM1/3/97
to

In article <32d8945b...@news.iperbole.bologna.it>,
dev...@iperbole.bologna.it says...
Ciao Govinda,
mi dispiace che abbia letto tutte quelle cose orribili nell'articolo: si
vede che mi esprimo proprio malissimo, infatti tra i miei pensieri e cio'
che tu vi leggi ci corre l'infinito; ma a te, io, noi non dovrebbe essere
difficile colmarlo.
- Anche la conoscenza delle cose fa bene: la' fuori c'e' una marea
sterminata che soffre, e intanto che attende il se' liberatorio, sara'
molto felice di poter guarire dal cancro grazie allo sviluppo della
genetica.
- Che nell'economia della natura la specie (non solo umana) venga prima
dell'individuo non e' un assunto nazionalsocialista, ma una strategia di
fatto nell'ordine delle cose, di cui non possiamo che prendere atto, ci
piaccia o no, indipendentemente dalle "follie" dell'eroismo o
dell'altruismo.
- In ogni caso l'altruismo sara' anche padre dell'integralismo, come pare
lo intenda tu, ma come lo intendo io e' figlio dell'amore.
Ciao, e visto che sei, sono siamo l'eterno infinito dispensatore di
grazia, uniamoci nella preghiera per la marea sterminata, che l'infinito
comprende.

Om Sai Ram Fernando
1

superciuk

unread,
Jan 3, 1997, 3:00:00 AM1/3/97
to

Il giorno 29 Dec 1996 01:28:44 GMT, quella vecchia volpe di
vic...@pop.iperbole.bologna.it (F. D. B.) ha scritto (wrote):

Non si capisce bene se ti aspetti una risposta, o cos'altro, di certo
non chiedi poco a chi ti legge. Io solo al terzo tentativo sono
arrivato in fondo, e non capisco sinceramente dove vuoi andare a
parare. Per quanto riguarda la prima parte, direi una banalita', ma
che credo vera: che non esistono mezzi intrinsecamente "cattivi", ma
e' l'uso che se ne fa che puo' diventarlo.

Per quel che riguarda Internet, con amici se ne parla da un po', e
anche ora che sono in casa da solo e non so se usciro', mi chiedo se
non ci sia il rischio di chiudersi in un mondo virtuale, lontano dalla
realta'. Anche se credo che la ragione e soprattutto la conoscenza di
Internet non possano che escludere questa evenienza. Pero' e' sempre
bene tenere alta la guardia.

Per dire, io trovo molto interessante questa inevitabile democrazia,
in cui, a basso rischio personale, perche' in fin dei conti la vita e'
fuori di qui, ognuno e' chiamato a mettersi in gioco, con le sue
risorse, il suo vissuto, le sue esperienze, e corre sempre il rischio
di subire grosse sacagnate (batoste) dagli altri, dall comunita'. Io
per esempio ho cercato di fare a pezzi uno che non so minimamente chi
fosse, chissa' forse un bambino di undici anni, che mi aveva
attaccato, senza saper niente di me...

Cosi' mi interessano gli scontri tra Govinda e Igel per decidere se
uno dei due sta cercando di assumere la liedership del gruppo, o
l'andreottismo di Tremal, che ha una buona parola per tutti, ed e' da
tutti rispettato... Oppure vedere un Bloody Vlad che sputa sangue su
tutto cio' che si muove, ed ha questo personaggio incontrollabile,
perche' non ci sono leggi (al diavolo la netiquette). Oppure vedere
metter all'indice qualcuno che piscia di fuori, come chi va off-topic
(io sto rispondendo, non picchiatemi!!!!) o come quello che voleva una
Mail perche' si sentiva solo...

Tutto questo e' secondo me educativo per chi vi partecipa (problema:
chi puo' effettivamente permettersi di accedere ai News? E' una grossa
selezione natural-economica, che non va dimenticata, per ora), e, se
non si cerca di sostituire questo tipo di socializzazione con quella
reale, puo' essere una buona palestra.

Scusate la prolissita'. ciao.
PROSIT!

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#### #### *******************************
##SUPERCIUCK!## ° c/o: mignimogni sbirignao °
##### ##### ° dag...@iperbole.bologna.it °
######___###### ° °
############### *******************************

F.D.B.

unread,
Jan 4, 1997, 3:00:00 AM1/4/97
to

In article <32d06d0c...@news.iperbole.bologna.it>,
dag...@iperbole.bologna.it says...

>
>Il giorno 29 Dec 1996 01:28:44 GMT, quella vecchia volpe di
>vic...@pop.iperbole.bologna.it (F. D. B.) ha scritto (wrote):
>
>Non si capisce bene se ti aspetti una risposta...
..... direi una banalita', ma >che credo vera: che non esistono mezzi
intrinsecamente "cattivi", ma e' l'uso che se ne fa che puo' diventarlo.
>


>> Vorrei che Internet esplodesse come un'atomica, e con essa la
democrazia, la giustizia, e la conoscenza.
Quanto alla banalità: può darsi che lo sia, ma spesso serve più una
saggia massima delle più raffinate masturbazioni intellettuali.

>Per dire, io trovo molto interessante questa inevitabile democrazia,
>in cui, a basso rischio personale, perche' in fin dei conti la vita e'
>fuori di qui, ognuno e' chiamato a mettersi in gioco, con le sue
>risorse, il suo vissuto, le sue esperienze, e corre sempre il rischio
>di subire grosse sacagnate (batoste) dagli altri, dall comunita'. Io
>per esempio ho cercato di fare a pezzi uno che non so minimamente chi
>fosse, chissa' forse un bambino di undici anni, che mi aveva
>attaccato, senza saper niente di me...
>

>>Sì, è democrazia vera, e spero che non se ne accorgano quelli che di
"democrazia" si riempiono la bocca....
Non ti preoccupare, non l'hai "fatto a pezzi" :è là fuori che questo si
fa sul serio, e noi qui possiamo cominciare a smettere, perchè siamo
costretti ad imparare a contare fino a dieci prima di reagire, e fino a
mille dopo averlo fatto: come è capitato a te.


>Cosi' mi interessano gli scontri tra Govinda e Igel per decidere se
>uno dei due sta cercando di assumere la liedership del gruppo, o
>l'andreottismo di Tremal, che ha una buona parola per tutti, ed e' da
>tutti rispettato... Oppure vedere un Bloody Vlad che sputa sangue su
>tutto cio' che si muove, ed ha questo personaggio incontrollabile,
>perche' non ci sono leggi (al diavolo la netiquette). Oppure vedere
>metter all'indice qualcuno che piscia di fuori, come chi va off-topic
>(io sto rispondendo, non picchiatemi!!!!) o come quello che voleva una
>Mail perche' si sentiva solo...


>>Anch'io mi diverto sugli spalti di questa arena: proprio perchè le
regole non ci sono, ma nello stesso tempo essa sta al Circo Massimo come
"Platoon" sta alla guerra in Vietnam. Ed effetttivamente è educativo.
>
>Scusa la fretta, ma è tardi: ho sonno.
Ciao.

> PROSIT!

Fernando
>


Blatt

unread,
Jan 4, 1997, 3:00:00 AM1/4/97
to

R. Dawkins sostiene la teoria del "gene egoista".
La sopravvivenza delle specie (compresa quella umana), cioè la
perpetuazione dei propri geni, è assicurata dall'egoismo del gene.
Per l'autore noi siamo "...macchine per la sopravvivenza, programmate
ciecamente per conservare i geni egoisti..."
Per le specie non umane l'altruismo non è che la manifestazione di
questo egoismo genetico. Il sacrificio per la specie è messo in atto
solo se il bilancio finale è positivo. Il motore del gene essendo la
irriducibile volontà di replicarsi. Cioè di perpetuarsi.
Ora il dilemma è:
Noi umani, siamo completamente determinati geneticamente o esiste il
libero arbitrio?
Secondo l'autore è la cultura (Virtute&Conoscenza) che ci permette di
superare il dilemma:
"Abbiamo il potere di andare contro ai nostri geni egoisti e al [ai
"memi" del] l'indottrinamento. Possiamo addirittura coltivare
deliberatamente l'altruismo disinteressato e puro - qualcosa che non
trova posto in natura, qualcosa che non è mai esistito nell'intera
storia del mondo.
Siamo stati costruiti come macchine dei geni e coltivati per
trasmettere cultura, ma abbiamo il potere di ribellarci ai nostri
creatori. Noi, unici sulla terra, possiamo ribellarci alla tirannia
dei replicatori egoisti."

Ora, a quanto capisco, tu affermi essere la Virtù piuttosto che la
Conoscenza lo strumento fondamentale di questo affrancamento dalle
nostre egoistiche "propensioni biologiche":


>Dante ed Ulisse (cosi` come Prometeo, Parsifal, Socrate, Cristo,
>Budda...) intendono la conoscenza DI SE STESSI, dei propri fini,
>scopi, limiti..

Ma è davvero possibile separare Conoscenza e Virtù?
Secondo me, no.
Riflettere su sé stessi poggiandosi su basi fragili, su un'idea
dell'uomo astratta (una volta si sarebbe detto ideologica) non
confermata, né confermabile, da prove certe (o scientificamente
plausibili) rischia di farci costruire un castello di carte.

Converrai che c'è una bella differenza, nell'idea di sé, se si ritiene
che la carie sia causata dall'azione corrosiva degli zuccheri
piuttosto che una punizione del dio che muove i cieli.
E non credi anche tu che la scoperta, ad esempio, del DNA, sia stata
una tappa fondamentale per la conoscenza di noi stessi, dei nostri
fini, scopi, limiti?
E scoprire che la pelle di colore diverso dipende esclusivamente da
geni favoriti dalla selezione, di quanto ci ha fatto avvicinare alla
Virtù?
Io tendo a pensare, forse semplificando, che sia proprio la Conoscenza
la massima Virtù.

Ma mi sorge un dubbio. Il dilemma Conoscenza-Virtù è davvero così
decisivo per le sorti dell'umanità o è solo il classico specchietto
per le allodole?
Alla fin fine, noi desideriamo davvero sapere come siamo o ci
tranquillizza di più appiccicarci addosso delle etichette
(altruisti-egoisti, buoni-cattivi, fedeli-infedeli, mansueti-violenti,
ecc. ecc.) più o meno virtuose?
Vogliamo davvero avere quelle risposte su noi stessi o preferiamo
continuare ad aggrapparci a queste supreme semplificazioni?

Ora, quella di Dawkins è solo un'ipotesi. Scientifica.
L'altra ipotesi è l'illuminazione. Il soffio divino.
La terza è che noi si vaghi per l'universo senza alcuno scopo.
E chissà quante altre ne scordo...
Io mi sento più vicino alla prima: siamo un accidente del caso che si
ribella al proprio destino. Anche a prezzo della propria estinzione.
Forse è tutto qui, in questo destino beffardo, il gusto assurdo di
vivere.
Ma questa è una considerazione personale del tutto trascurabile.
Blatt.


Govinda

unread,
Jan 4, 1997, 3:00:00 AM1/4/97
to

VIC...@IPERBOLE.BOLOGNA.IT (F.D.B.) ha scritto (wrote):

(nota "tecnica": hai inutilmente quotato tutto il mio articolo
precedente)

>Ciao Govinda,
>mi dispiace che abbia letto tutte quelle cose orribili nell'articolo: si
>vede che mi esprimo proprio malissimo, infatti tra i miei pensieri e cio'
>che tu vi leggi ci corre l'infinito; ma a te, io, noi non dovrebbe essere
>difficile colmarlo.

E no, cacchio! Io mi ci sono messo d'impegno a capire.. va bene che tu
ora ammetta di esserti espresso male (si vedeva la confusione, ma
anche lo sforzo di tirare fuori qualcosa, per questo mi sono a mia
volta sforzato di comprendere!), ma poi cerchi di cavartela con una
battutella fuori del seminato.. non passa!

>- Anche la conoscenza delle cose fa bene: la' fuori c'e' una marea
>sterminata che soffre, e intanto che attende il se' liberatorio, sara'
>molto felice di poter guarire dal cancro grazie allo sviluppo della
>genetica.

e se anche? Forse che allora si smettera` di morire?

>- Che nell'economia della natura la specie (non solo umana) venga prima
>dell'individuo non e' un assunto nazionalsocialista, ma una strategia di
>fatto nell'ordine delle cose, di cui non possiamo che prendere atto, ci
>piaccia o no, indipendentemente dalle "follie" dell'eroismo o
>dell'altruismo.

Non e` vero. Premetto che io parlo per me stesso, per cio` che sento
dentro, mica a nome del salmone che, costi quel che costi, risale i
fiumi pur di prolificare, etc. etc. Nella mia ("umana", personale)
percezione, l'istinto di conservazione e` "centrifugo": parte dal
centro e si estende, per fasce, affievolendosi man mano.. a meno che,
non si compia un salto qualitativo di "trascendenza"..ma qui e` fuor
di luogo parlare di questo, resto sul tuo terreno.

>- In ogni caso l'altruismo sara' anche padre dell'integralismo, come pare
>lo intenda tu, ma come lo intendo io e' figlio dell'amore.

Non travisarmi: Nel definirti "altruista" prendevo solo atto delle tue
buone intenzioni, ma l'integralismo (ripeto) nasce dalla visione
dell'individuo "asservito" alla collettivita`, che io non accetto e
che tu non solo consideri giusta (e fin qui..pazienza...sarebbe una
tua opinione, ci sono tanti che la pensano cosi`, tutti gli
integralisti, d'ogni specie politica o religiosa, tutti quelli che
sanno *cos'e` Vero, cos'e` Bene, cos'e` Giusto per Tutti*, per
l'appunto!) ma dici addirittura essere inevitabile e nell'ordine
delle cose!

>Ciao, e visto che sei, sono siamo l'eterno infinito dispensatore di
>grazia, uniamoci nella preghiera per la marea sterminata, che l'infinito
>comprende.

E questo che ci azzecca? Se vuoi discutere la mia signature fallo, ma
a parte! Comunque sei fuori strada: quando io scrivo "Eterno
Infinito", sei pregato di leggere "Eterno Infinito", non quello che ti
passa per la testa. Se a te EVOCA altre cose tipo "grazie dispensate",
"chiese universali", "preghiere" o "riti vudu`" non ci posso fare
niente :-( ....pero`io non centro, sono cose tue.

Nota "tecnica" 2:
mi accorgo solo ora che il flag e` settato su 5 newsgroups, alcuni
manco li conosco e non entro in merito: io rispondo da "*.polemica" e
mi permetto di cancellare dal follow-up almeno "*.cultura.libri",
spero che tu sia d'accordo che non c'entra niente con l'argomento, a
parte il titolo "dantesco".

superciuk!

unread,
Jan 7, 1997, 3:00:00 AM1/7/97
to

Il giorno Sat, 04 Jan 1997 14:52:43 GMT, quella vecchia volpe di
gav...@iperbole.bologna.it (-> RenkyaZ <-) ha scritto (wrote):

>>Per dire, io trovo molto interessante questa inevitabile democrazia,
>>in cui, a basso rischio personale [...]
>
>Guarda, io non direi che e' proprio a basso rischio personale.(...)

Nel mondo di Internet hai ragione tu. Ma appena chiudi il computer,
puoi uscire tranquillamente. E' in questo senso che intendo il basso
rischio. Poi e' vero, la comunita' virtuale e' severa e ha le sue
regole. E mi piace osservare e cercare di capire fino a che punto sia
possibile non tenerne conto. L'uso dei filtri che alcuni amici piu'
esperti di me conoscono e' una possibilita' di "messa all'indice" per
il proprio mondo personale, ma sulla rete rimangono, per tutti gli
altri, i messaggi che si vogliono evitare. E' vero, i filtri fanno
nascere questo nuovo mondo virtuale, in cui e' possibile togliere di
mezzo gli scomodi (altra cosa che potrebbe essere sconveniente nel
mondo reale). Io per me, oltre a non essere capace di usare i filtri,
non credo sia giusto (salvo in caso di mail-bombing), perche' come
palestra alla vita reale vanno affrontati anche gli scomodi.
>
>>Cosi' mi interessano gli scontri tra Govinda e Igel [...] o
>>l'andreottismo di Tremal[...] un Bloody Vlad che sputa sangue su


>>tutto cio' che si muove, ed ha questo personaggio incontrollabile,
>>perche' non ci sono leggi (al diavolo la netiquette).
>

> Cio' che dici appare ai miei occhi quantomeno contraddittorio.

Io sono addirittura ossessionato dalla netiquette!!!
Intendevo che per BLoody (ma poi non e' vero) la netiquette non conta.
In verita' e' un buon interlocutore, oltre asaperne di cinema, ma usa
modi che nel mondo reale potrebbero creargli qualche problema con chi
esige "l'educazione". E su internet e' libero di farlo, senza correre
il rischio di farci figuracce, non so, con il suo datore di lavoro.


>
>>(problema:
>>chi puo' effettivamente permettersi di accedere ai News? E' una grossa
>>selezione natural-economica, che non va dimenticata, per ora)

>......

La tua risposta e' molto giusta, ma credo che la discriminante piu'
che la paura di internet sia il costo di un computer e
dell'attrezzatura relativa....
Per questo dico che va tenuto presente che il popolo di internet e'
"parzialmente scremato", di una certa cultura (in genere il computer
viene acquistato per necessita', e chi usa computer fa lavori di un
certo livello, o utilizzato dagli studenti, mi pare...) e di un certo
reddito.

P.S. ho visitato il tuo sito internet... avrei qualche domanda
relativa al violino, ma scrivero' via mail....

Prosit!!!!

#### SUPERCIUK! ####
dag...@iperbole.bologna.it

Tremal-Naik

unread,
Jan 9, 1997, 3:00:00 AM1/9/97
to

Il giorno del Signore Thu, 09 Jan 1997 14:47:38 GMT, il prode
superciuk scrisse:

>anche il mettersi li'
>a studiarsi imanuali non e' una cosa da poco.

E' una cosa inutile, infatti... Se non hai delle basi e' meglio
lasciare perdere i manuali seri. L'unica cosa e' mettersi davanti al
monitor, con il computer acceso. E poi cominci a provare, provare,
sbagliare, provare, sbagliare, formattare, reinstallare e cosi' via!!
Alla lunga vedrai che comincerai a capire!!

See you later alligator!!
___________ ___________
/__________ \ Tremal-Naik --- The Internet Hunter / __________\
\ _______/\ \ E-Mail: lem...@iperbole.bologna.it / /\_______ /
\ \ \ \ \ \ Hasta la Victoria, Siempre / / / / / /
\ \ \____\_\ \ In girum imus nocte et consumimur igni / /_/____/ / /
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\___________/ Cypherpunk Rules \___________/

superciuk

unread,
Jan 9, 1997, 3:00:00 AM1/9/97
to

Il giorno Wed, 08 Jan 1997 12:16:24 GMT, quella vecchia volpe di

gav...@iperbole.bologna.it (-> RenkyaZ <-) ha scritto (wrote):

>>Per questo dico che va tenuto presente che il popolo di internet e'
>>"parzialmente scremato", di una certa cultura ........
>
> Mi sento un po' un'eccezione! :-) Io non avevo neccessita',
>non sono studente, non faccio un lavoro dove devo utilizzare un
>computer e, per di piu', ho un reddito del cazzo (e continuano a
>tassarmi tutti i governi del mondo, ma questa e' un'altra storia...)!
>Quanto alla cultura, non ho capito a cosa ti riferisci, suppongo alla
>cultura informatica, ma anche quella, quando ho acquistato il
>computer, era praticamente nulla: mi sono informato comprando riviste,
>sforzandomi di capire e alla fine ci sono riuscito. Mi ha guidato la
>passione.

Non si dovrebbe mai generalizzare, per cui e' vero ci sono tante
eccezioni da rendere la norma una delle tante. Ma secondo me
l'utilizzo di un computer non e' cosi' semplice, anche il mettersi li'
a studiarsi imanuali non e' una cosa da poco. Spero di non passare da
razzista, ma c'e' tanta di gente che voglia di faticare ne ha poca ,
di curiosita' ancora meno (ed e' quella che considero di scarsa
cultura) che non accede al mondo virtuale di cui si parla qui.
E' una mia opinione. E anche credo che la spesa di un computer sia
ancora troppo alta (no so dove hai visto tu quei prezzi, ma a comprare
tutto se ne spendono di piu' di soldi, secondo me). Io non riuscirei a
comprarlo con i soldi che ho.

at salut

Prosit!!!!

#### SUPERCIUK! ####
dag...@iperbole.bologna.it

l'acqua fa mal, il vino fa cantar!!!

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