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molto OT ma molto importante: PETIZIONE

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Oct 12, 1999, 3:00:00 AM10/12/99
to

Giro al ng questo messaggio pervenutoci oggi.
Ognuno secondo la propria intelligenza e volontà ne farà ciò che vuole (o
che può).
http://web.tiscalinet.it/obrecon

Il governo dell'Afghanistan e' impegnato in una guerra contro le
donne. La situazione sta degenerando a tal punto che una persona
in un editoriale dei Times ha paragonato il trattamento cui sono
sottoposte le donne a quello subito dagli ebrei nel periodo che ha
preceduto l'olocausto in Polonia.
Da quando i Taliban hanno preso il potere nel 1996, le donne hanno
dovuto indossare il burqua e sono state picchiate e prese a sassate
in pubblico per non avere l'abito corretto, anche se questo vuole dire
semplicemente non avere la maglia che copre il loro volto fino agli
occhi. Una donna e' stata colpita a MORTE da una folla adirata di
fondamentalisti per avere accidentalmente esposto il suo braccio
mentre stava guidando. Un'altra e' stata lapidata per aver tentato di
lasciare il paese con un uomo che non era un suo parente. Alle
donne non e' permesso lavorare ne' presentarsi in pubblico senza
un parente maschio. Le donne professioniste come ad esempio
professoresse, traduttrici, medici, avvocati, artiste e scrittrici sono
state costrette a lasciare i loro lavori ed ad essere segregate nelle
loro case, cosicche' la depressione sta divenendo tanto diffusa, che
ha raggiunto livelli di emergenza. Non e' possibile in una societa'
islamica a tal punto estremista, conoscere con certezza il tasso di
suicidi, ma operatori assistenziali stanno valutando che il tasso del
suicidio fra le donne che non possono trovare adeguata cura e
trattamento per grave depressione e che preferirebbero piuttosto
togliersi la vita, che sopravvivere in simili condizioni, e' aumentato
considerevolmente. Le case dove vi e' una donna, deve avere le loro
finestre dipinte cosicche' che lei non possa mai essere vista
dall'esterno. In casa, esse devono portare scarpe che non facciano
rumore in modo da non essere sentite. Le donne vivono nel terrore
per la loro vita per il minimo sbaglio che possono fare. Siccome non
possono lavorare, le donne che non hanno parenti maschi o mariti,
o fanno la fame, o chiedono l'elemosina sulla strada, anche se sono
laureate. Non vi sono quasi presidi medici disponibili per le donne, e
gli operatori assistenziali hanno quasi tutti lasciato il paese. In uno
dei rari ospedali per le donne,un giornalista ha trovato ancora dei
corpi di donne quasi esanimi che giacevano immobili sui letti,
avvolte nel loro burqua, senza voglia di parlare, di mangiare, o di
fare qualsiasi cosa, ma lentamente deperendo sempre piu'. Altre,
sono impazzite, e sono state viste rannicchiate negli angoli,
dondolandosi o piangendo, la maggior di esse piene di paura. Un
dottore sta considerando la possibilita', quando saranno esauriti i
pochi medicinali ancora disponibili, di lasciare queste donne davanti
alla residenza del Presidente afgano come un pacata forma di
protesta.
Siamo al punto in cui l' espressione 'violazioni dei diritti umani' e'
divenuta una dichiarazione inadeguata e priva di significato. I mariti
hanno il potere di vita e di morte sulle donne loro parenti,
specialmente sulle loro mogli, ma un gruppo di persone arrabbiate
ha tutto il diritto di lapidare o picchiare una donna, spesso a morte,
perche' ha osato esporre qualche centimetro di carne, o di
offenderla in modo molto pesante. David Cornwell ha detto che gli
Occidentali non dovrebbero giudicare gli afgani per un simile
trattamento perche' questo e' un "fatto culturale", ma questo non e'
affatto vero. Le donne hanno goduto una relativa liberta'di lavorare e
vestire generalmente come volevano, guidare l'auto e apparire in
pubblico da sole, solamente fino al 1996. La rapidita' di questo
cambiamento e' la ragione principale della depressione e del
suicidio. Le donne che una volta erano educatori o medici o che
semplicemente usavano le liberta' umane fondamentali, sono ora
severamente limitate e trattate come sotto-prodotto umano nel nome
dell'ala destra dell' Islam fondamentalista.
Non e' la loro tradizione o 'la cultura', ma e' l'esatto contrario per
loro, e costituisce un eccesso anche per quelle culture dove il
fondamentalismo e' la regola. Inoltre, se potessimo giustificare tutto
sul piano culturale, poi noi non dovremmo essere atterriti per i
Cartaginesi che sacrificavano i loro bambini, e che le bambine
vengano circoncise in alcuni paesi dell' Africa e che i negri nel
profondo sud degli Stati Uniti negli anni 1930 furono linciati, e fu
loro proibito di votare, e furono costretti a sottostare alle ingiuste
leggi di Jim Crow. Ognuno ha diritto ad un'esistenza umana
tollerabile, anche se sono donne, in un paese musulmano, in una
parte del mondo che gli Occidentali possono non capire. Se noi
possiamo minacciare la forza militare in Kosovo in nome dei diritti
umani nell' interesse dell' etnia albanese, allora la Nato e l'Occidente
puo' certamente esprimere pacato sdegno di fronte all'oppressione,
all'assassinio e all' ingiustizia commessa dai Taliban contro le donne.

* * * * * *
* * * * * *
DICHIARAZIONE: Nel firmare questa petizione, noi siamo
d'accordo che il trattamento attuale contro le donne in Afganistan e'
completamente INACCETTABILE e merita appoggio e azione da
parte delle Nazioni Unite e che la situazione corrente in Afganistan
non sara' ulteriormente tollerata. Quello dei Diritti delle Donne non
e' un problema piccolo in nessun luogo, ed e' INACCETTABILE che
nel 1999 le donne siano trattate come sotto-prodotto umano e alla
stregua di una proprieta'. Uguaglianza e decoro umano e' un
DIRITTO, non una liberta', sia che uno viva in Afganistan o in
qualunque altro luogo.

* * * *
1) Massimo Mabilia, Vicenza, Italy
2) Lucina Ciampanelli, Vicenza, Italy
3) Silvia Garziera, Vicenza, Italy
4) Simone Montieni, Vicenza, Italy
5) Andrea D'Ascanio, Vicenza, Italy
6) Massimo Bellanda, Vicenza, Italy
7) Viviana Frisone, Vicenza, Italy
8) Marco Bisaglia, Padova Italy
9) Tomaso Duso, Berlin, Germany
10)Damiano Rossetti, London, England
11) Claudia Marocchi , Roma Italy
12) Monica Cioli, Berlin Germany
13) Elisabetta Schisto, Firenze, Italy
14) Antonella Del Prete, Pisa, Italy
15) Fabio A. Sulpizio, Lecce, Italy
16) Irene Zavattero, Prato, Italy
17) Michela Pereira, Pistoial, Italy
18) Chiara Crisciani, Milano, Italy
19) Maria Teresa Monti, Milano, Italy
20) Mauro De Zan, Crema, Italy
21) Giovanni Carsaniga, Sydney, Australia
22) Mirella Scriboni, New York, USA
23) Mauro Deusebio, Charleroi, Belgium
24) Luciano Rosso, Torino, Italy
25) Lino Armocida, Venaria (TO), Italy
26) Riccardo Neri, Torino, Italy
27) Ermanno Morello, Torino, Italy
28) Anna Totolo, Torino, Italy
28) Marco Antonioli, Milano, Italy
29) Laura Miani, Milano, Italy
30) Luigi Lusenti, Milano, Italy
31) Roberto Nicoletti, Brescia, Italy
32) Agostino L. Peli, Brescia, Italy
33) Salvatore Rodia, Milano, Italy
34) Saya Marimpietri, Formia, Italy

Per favore firmate per solidarizzare, indicando la citta' e la nazione
in cui vivete. Poi copiate e inviate via e-mail al maggior numero
possibile di persone. Se ricevete questo elenco con piu' di 50 nomi
gia' segnati, per favore inoltrate una copia del documento
via e-mail a:
Mary Robinson, Alto Commissario delle Nazioni Unite, UNHCHR,
{HYPERLINK "mailto:webadm...@un.org"}webadm...@un.org <{HYPERLINK "
mailto:webadm...@un.org"}mailto:webadm...@un.org>
e a: Angela King, Consulente Speciale su Problemi del Genere
femminile e l'Emancipazione delle Donne,
presso le Nazioni Unite al seguente indirizzo e-mail: {HYPERLINK "
mailto:d...@undp.org"}d...@undp.org?
<{HYPERLINK "mailto:d...@undp.org"}mailto:d...@undp.org>
<{HYPERLINK "mailto:d...@undp.org"}mailto:d...@undp.org>

Anche se decidi di non firmare, per favore sii rispettoso dei
sentimenti altrui, e non "uccidere" la petizione. Grazie. E' meglio
'copiare e incollare' piuttosto che spedire la petizione.


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