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Quei suggerimenti per addolcire il 41 bis...

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Meno male che Silvio c'è

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Mar 25, 2011, 12:02:11 PM3/25/11
to
http://www.iltempo.it/politica/2011/03/25/1245937-quei_suggerimenti.shtml?refresh_ce


Quei suggerimenti per addolcire il 41 bis

Esclusivo TG5: Scalfaro non ricorda. Ecco il racconto di cosa avvenne
veramente in quei giorni. Il documento inedito con cui il direttore del
Dap consigliò nel ’93 al ministro Conso di modificare il carcere duro
ai mafiosi.

Giovanni Conso, allora ministro della Giustizia, sostiene di aver
deciso da solo la revoca del carcere duro, per i mafiosi, e sostiene di
averlo fatto per fermare le stragi. Non ricorda più, però, come sia
giunto a questa conclusione. Carlo Azelio Ciampi, allora presidente del
Consiglio, ricorda il contrario: il mio governo non è mai andato
incontro alle richieste dei mafiosi. Oscar Luigi Scalfaro, allora
Presidente della Repubblica, ha ricordi vaghi, ma suggerisce a Conso
che se proprio fu lui a revocare il carcere duro deve averlo fatto per
ragioni umanitarie. Bene, vediamo se riusciamo a rinfrescare tanto
offuscate memorie, raccontando agli italiani quel che nessuno ha mai
detto loro. Il Tg5 di Clemente Mimun ieri l'ha anticipato. Abbiamo in
mano il documento del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria),
datato 26 giugno 1993, nel quale si suggerisce di alleggerire il
trattamento riservato ai mafiosi. Attenzione, perché le date sono
importanti: Giovanni Falcone era stato ammazzato il 23 maggio del 1992;
Paolo Borsellino subito dopo, il 19 luglio; il 14 maggio del 1993 c'era
stato il fallito attentato di via Fauro, con una bomba esplosa in un
quartiere residenziale di Roma; il 27 maggio una bomba ai Georgofili, a
Firenze, miete 5 vittime. Nicola Mancino, allora ministro degli
Interni, ha poi raccontato che quando arrivò a Firenze, quel giorno,
gli furono chiare due cose: a) la bomba era mafiosa; b) la ragione era
il carcere duro. A fine maggio, dunque, secondo un ministro del governo
Ciampi, la mafia mette le bombe per ottenerne la revoca. Il documento
citato è di fine giugno, ma il ministro Conso temporeggia. Il 27 luglio
una bomba in via Palestro, Milano, costa la vita ad altre cinque
persone.

Il 28 luglio scoppiano due bombe: una a San Giovanni in Laterano,
l'altra a San Giorgio al Velabro, Roma. Nessuna vittima. Ad ottobre ci
sarebbe dovuto essere un attentato allo Stadio Olimpico, ma i pentiti
raccontano che non funzionò l'innesco. A novembre Giovanni Conso decide
di dar seguito al suggerimento del Dap e non rinnovare il regime di 41
bis, dell'ordinamento penitenziario, venendo incontro ad una richiesta
che, poi si saprà, era contenuta nel «papello» di Totò Riina. Il
documento del Dap fa esplicito riferimento alla necessità di non
inasprire il clima e ritiene che quella decisione sarebbe «sicuramente
un segnale positivo di distensione». Il ragionamento, però, è relativo
al sovraffollamento carcerario e alla scarsezza del personale di
sorveglianza. Il che non è del tutto logico, perché la minore
restrittività e afflizione del carcere, in capo ai mafiosi, non
affronta né risolve nessuno di questi due problemi. Comunque, rimane un
mistero: come fa Conso a sapere che con quella decisione si sarebbero
fermate le stragi? Una cosa la sappiamo noi: dopo quel provvedimento le
bombe mafiose tacquero. Conso aveva ragione. Ma è proprio sicuro che
abbia deciso del tutto in solitudine? Altri documenti ci aiutano a
capire. L'appunto del Dap, indirizzato al ministro, è firmato dal suo
direttore generale: Alberto Capriotti. Il quale non si trova in quel
posto da molto, ma è arrivato subito dopo l'allontanamento del
predecessore, Nicolò Amato. Capriotti è stato nominato il 14 giugno, ci
ha messo dodici giorni per giungere a quelle conclusioni, il che
suggerisce l'ipotesi che gli fossero chiare già prima. È bene ricordare
che quando s'è cominciato a parlare di trattative fra lo Stato e la
mafia ed a supporre che un qualche ruolo potrebbe essere stato svolto
dal Dap, se non altro, appunto, nel segnalare l'opportunità di revocare
il regime di 41 bis, Amato ha subito precisato che, di sicuro, non era
stato lui. Infatti, fu il successore. Ed è qui che si apre uno scenario
interessante.

Nicolò Amato stava sul gozzo a Scalfaro, appena eletto Presidente della
Repubblica. Quest'ultimo convoca, al Quirinale, monsignor Cesare
Curioni, suo carissimo amico e cappellano prima a San Vittore e poi a
Regina Coeli. Conoscitore del mondo carcerario e dei carcerati, quindi.
Lo intrattiene (come apprendiamo da una deposizione di un altro
prelato, Fabio Fabbri, resa al pubblico ministero Gabriele Chelazzi) su
alcune questioni logistiche e rimprovera il religioso per non averlo
avvertito del suo trasferimento, a cura dell'amministrazione della
giustizia, in un luogo che sarebbe disagiato, ovvero il museo
criminologico. Non lo devono fare, afferma Scalfaro, non possono
toccarvi senza avvertirmi. Poi lo convoca nuovamente e qui, se è vero
ciò che racconta Fabbri, avviene quel che qualcuno deve spiegare,
facendosi tornare la memoria: caro Curioni, gli dice Scalfaro, si metta
a disposizione del ministro Conso e trovate un nuovo direttore del Dap.
E aggiunge: ho qui nel cassetto i nomi dei candidati, ma non vanno
bene. Seguono spiacevolezze varie, all'indirizzo di Nicolò Amato. Il
giorno dopo Curioni, con Fabbri sempre al seguito, si trova nello
studio di Conso, il quale si mette le mani nei capelli e si mostra
angustiato perché, dice, Amato ha fatto bene il suo mestiere, sicché
gli duole mandarlo via. Ma, insomma, si deve. Chi, al suo posto? I due
prelati fanno il nome di Alberto Capriotti, poi firmatario del
documento che propone un miglior trattamento per i mafiosi, e Conso si
fionda sull'annuario, ove si trovano i profili di tutti i magistrati:
si può, molto bene, Capriotti ha ancora due anni di servizio. Preso.
Dunque: Scalfaro chiede a un religioso di trovare un direttore generale
dell'amministrazione penitenziaria (dello Stato italiano, non del
Vaticano), il ministro lo riceve il giorno appresso e accoglie la
candidatura proposta.

Lo stesso ministro che afferma di avere deciso da solo, nel chiuso di
una stanza, di far quel che Capriotti gli aveva suggerito quattro mesi
prima. La stessa cosa che si suppone qualcuno avrebbe fatto per far
contento Riina. La stessa che si vuol rimproverare ai dirigenti di un
partito che non era ancora nato. La stessa per la quale Vito Ciancimino
avrebbe continuato a trattare, non essendosi accorto d'averla già
ottenuta. La stessa per la quale la mafia metteva bombe che scoppiavano
nel vuoto, o mietevano poche vittime o facevano cilecca. Bombe che
Ciampi chiama «stragi», negando che il suo governo abbia mai fatto quel
che è provato abbia fatto. Povero Ciampi, speriamo qualcuno gli
riassuma gli atti del suo governo. Povero Conso, l'autonomo che prende
ordini da due preti, l'uomo che s'immaginava chiuso in un bunker, e,
invece, era inginocchiato in sacrestia. E Scalfaro, l'uomo che divenne
Presidente della Repubblica a seguito della morte di Falcone? L'uomo
che suggerisce a Conso di dire che tolse quei poveri mafiosi
dall'afflizione perché mosso da compassione e umana tenerezza? Sono
convinto che Conso sia uomo retto, sebbene non esattamente coraggioso e
non propriamente uno statista. Suppongo che Ciampi non possa aver detto
una simile bugia consapevole che fosse tale, ritengo che,
effettivamente, certe cose non gliele abbiano raccontate. Il che, però,
dimostrerebbe che il governo era eterodiretto. Che altri governavano al
suo posto.

Ma allo Scalfaro ingenuo o distratto non credo. No, non è il tipo.
Stava giocando una partita, l'ha giocata fino in fondo. Forse varrebbe
la pena, con rispetto, di chiedergliene conto. Ho l'impressione che a
qualcuno debba tornare la memoria. Che si debba ancora scrivere la
storia di quel biennio oscuro e terrificante. Noi non ci rinunciamo,
alla memoria. Sappiamo che un essere umano intento a negare il proprio
passato, a nasconderlo, corromperlo e capovolgerlo, è un disonesto, o
un pazzo. Sappiamo che un Paese spinto su quella stessa strada è
condannato a vivere il presente come eterno regolamento dei conti del
passato, così rinunciando al futuro. Questa, per tanti aspetti, è
l'Italia nella quale viviamo, da troppo tempo. Un'Italia in cui s'è
logorata la classe dirigente, s'è adulterata la coscienza collettiva,
s'è premiato il tartufismo e il servo encomio, cui segue sempre il
codardo oltraggio. Usciamo da quest'incubo, ma per farlo occorre
recuperare la memoria.


Vento

unread,
Mar 25, 2011, 12:02:28 PM3/25/11
to
Il 25/03/2011, Meno male che Silvio c'è ha detto :
> http://www.iltempo.it/

> Esclusivo TG5

Ahahah


Meno male che Silvio c'è

unread,
Mar 25, 2011, 12:08:06 PM3/25/11
to
Vento ha spiegato il 25/03/2011 :
> Il 25/03/2011, Meno male che Silvio c'ᅵ ha detto :

>> http://www.iltempo.it/
>
>> Esclusivo TG5
>
> Ahahah

Un TG che fa informazione. "Stranamente" ne' repubica, ne' il pacco
quotidiano, ne' l'unitᅵ riportano la sconvolgente notizia.
Chissᅵ mai perchᅵ...


Vento

unread,
Mar 25, 2011, 12:08:36 PM3/25/11
to
Il 25/03/2011, Meno male che Silvio c'è ha detto :

> Un TG che fa informazione.

Buahahah. Una cricca di servi stipendiati dal capo mafioso per
nascondere le notizie e inventare merda contro gli avversari politici.


Eugene Upperwood

unread,
Mar 25, 2011, 12:09:20 PM3/25/11
to
Eugene Upperwood scrive:

> Vento ha spiegato il 25/03/2011 :
>> Il 25/03/2011, Meno male che Silvio c'è ha detto :
>>
>> Ahahah

> Un TG che fa informazione. "Stranamente" ne' repubica, ne' il pacco

> quotidiano, ne' l'unità riportano la sconvolgente notizia.
> Chissà mai perché...

UN tg... di parte... l'unico che oggi fa informazione equidistante è il
Tg7.

--
EU®


Angelo7r

unread,
Mar 25, 2011, 12:19:58 PM3/25/11
to
Meno male che Silvio c'è <silv...@gmail.com> wrote:

> Quei suggerimenti per addolcire il 41 bis

Perché con tutti i problemi che si hanno , provi a spostare l'attenzione
su cose di 20 anni fa ? False o vere che siano cosa vorresti dimostrare
? Forse l'incapacità a governare di questa combriccola di malfattori
dipende da quel che fece o non fece Scalfaro ?
--
Angelo

Meno male che Silvio c'è

unread,
Mar 25, 2011, 12:23:58 PM3/25/11
to
Dopo dura riflessione, Vento ha scritto :

ROTFL

Hai descritto benissimo i fogliacci di sinistra.


Vento

unread,
Mar 25, 2011, 12:23:34 PM3/25/11
to
Meno male che Silvio c'è ha usato la sua tastiera per scrivere :

> Hai descritto benissimo i fogliacci di sinistra.

Fino a prova contraria "ilROtolo" e il "Tg5" sono pagati da Berlusconi,
non dalla sinistra.


bogie

unread,
Mar 25, 2011, 12:24:55 PM3/25/11
to
Meno male che Silvio c'è ha scritto:
> http://www.iltempo.it/politica/2011/03/25/1245937-quei_suggerimenti.shtml?refresh_ce

> L'appunto del Dap, indirizzato al ministro, è firmato dal suo direttore
> generale: Alberto Capriotti.

lo stesso aveva fatto poco tempo prima il suo predecessore Nicolò Amato

Il quale non si trova in quel posto da
> molto, ma è arrivato subito dopo l'allontanamento del predecessore,
> Nicolò Amato.

esatto.

> Capriotti è stato nominato il 14 giugno, ci ha messo
> dodici giorni per giungere a quelle conclusioni, il che suggerisce
> l'ipotesi che gli fossero chiare già prima.

gliele avrà illustrate Amato

È bene ricordare che quando
> s'è cominciato a parlare di trattative fra lo Stato e la mafia ed a
> supporre che un qualche ruolo potrebbe essere stato svolto dal Dap, se
> non altro, appunto, nel segnalare l'opportunità di revocare il regime di
> 41 bis, Amato ha subito precisato che, di sicuro, non era stato lui.
> Infatti, fu il successore.

cazzate di Mimum (o di Amato, ma non credo)

ecco cosa diceva a novembre 2010 N. Amato.

''Riscriverei il documento sulla revoca del 41 bis. Mai saputo niente
della trattativa''


Se gli si chiede se oggi riscriverebbe il documento di 17 anni fa,
sorride e risponde serafico: "L'ho riletto proprio pochi giorni fa, dopo
le dichiarazioni del ministro Conso e mi sono detto, 'porca miseria ma
e' scritto proprio bene'. Certo che lo rifarei, ma ho scritto delle cose
che nessuno ha letto e che nessuno ha capito. E' meno comprensibile che
nessuno continui a capire e a leggere ciò cho scritto perché presentare
il documento identificato nelle due righe in cui dico che è opportuno
revocare il 41 bis non è giudizioso, è stato estrapolato da un contesto
più ampio. Ma in Italia fare cose intelligenti è sempre molto complicato".

http://tinyurl.com/4g8m5mf
http://tinyurl.com/4hbpx6t

e qui c'è il documento di Amato del 1933

http://www.ipezzimancanti.it/download/nota%20dap%206%20marzo%201993


bogie
--
Membro del Luigino Fans Club

"La speranza è una trappola inventata dai padroni."
Mario Monicelli, marzo 2010

bogie

unread,
Mar 25, 2011, 12:25:55 PM3/25/11
to
bogie ha scritto:

>
> 1933

ovviamente 1993

bogie

unread,
Mar 25, 2011, 12:31:44 PM3/25/11
to
Meno male che Silvio c'ᅵ ha scritto:

> Un TG che fa informazione. "Stranamente" ne' repubica, ne' il pacco
> quotidiano, ne' l'unitᅵ riportano la sconvolgente notizia.


la sconvolgente notizia (suggerimento di revocare il 41 bis da parte di
N. Amato) ᅵ disponibile sul blog di S. Palazzolo, cronista di
giudiziaria per Repubblica di Palermo, da novembre 2010.

> Chissᅵ mai perchᅵ...

perchᅵ sei un coglione a pagamento?

bogie
--
Membro del Luigino Fans Club

"La speranza ᅵ una trappola inventata dai padroni."
Mario Monicelli, marzo 2010

Meno male che Silvio c'è

unread,
Mar 25, 2011, 12:35:18 PM3/25/11
to
bogie ha spiegato il 25/03/2011 :
> Meno male che Silvio c'è ha scritto:

>
>> Un TG che fa informazione. "Stranamente" ne' repubica, ne' il pacco
>> quotidiano, ne' l'unità riportano la sconvolgente notizia.

>
>
> la sconvolgente notizia (suggerimento di revocare il 41 bis da parte di N.
> Amato) è disponibile sul blog di S. Palazzolo, cronista di giudiziaria per
> Repubblica di Palermo, da novembre 2010.

Ma qui si parlava di Scalfaro, di Ciampi, ecc. non di N. Amato...


PDP-11

unread,
Mar 25, 2011, 12:46:46 PM3/25/11
to
> Nicolò Amato stava sul gozzo a Scalfaro

Forse perchè Nicolo' Amato voleva addolcire
il 41 bis ai mafiosi, nonostante le cazzate che ti
pregi di pubblicare per conto del tuo padrone:

Nicolo' Amato suggeriva al ministro della Giustizia
Giovanni Conso di revocare il carcere duro ai mafiosi.
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sicilia/Mafia-41-bis-nel-93-i-Pm-di-Palermo-vogliono-sentire-lex-Dap-Amato_311255355724.html


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