ecco il codice aggiornato dei predatori d’appartamento.
Le nostre case “schedate” dagli zingari
Cambiano simboli e strategie: nei campi nomadi nascono le scuole di ladri
mirco maggiBIsogna immaginarsi una vera e propria azienda, con tanto di
corsi di specializzazione, un dirigente, sottodirigenti, capi ufficio e
impiegati. E ci sono anche gli apprendisti e gli stagisti: questa è
l’organizzazione degli zingari, o dei rom, o dei nomadi, o come meglio si
desidera chiamarli. Fatto sta che restano zingari, ladri professionisti e
persone che quasi sempre vivono oltre quella linea che demarca l’onestà e la
legalità.Da tempo non si parlava più dei “segni” che gli zingari usavano,
specialmente un po’ di anni fa, per indicare le case e le ville che poi
avrebbero dovuto essere svaligiate. Non se ne parlava più semplicemente
perchè il meccanismo è nuovo, è stato modificato, per usare un termine
attuale è stato “upgradato, proprio perchè ormai era stato scoperto, e di
fatto era diventato obsoleto. Il famoso codice di avviso, il segno tracciato
a matita, o con gessetti colorati, o con piccolissime etichette autoadesive
che prima i rom applicavano vicino ai citofoni delle case individuate per
essere svuotate, ha cambiato “crittologia”, ma soprattutto è cambiata la
strategia. Ora il fatidico segno viene postato a distanza di sicurezza,
proprio per non essere visto o notato dagli interessati. E questo nuovo
sistema ha funzionato, visto che tante persone, almeno tutte quelle che
erano a conoscenza di questa pratica, non vedendo più i segni sui citofoni o
nelle volte dei portoni, si erano rassicurate pensando che i furti in
appartamento non si verificassero più come una volta. Niente di più
sbagliato.I furti sono sempre in aumento e le strategie sempre più raffinate
e collaudate. E’ doveroso fare una distinzione di fondo per capire il modus
operandi di questi professionisti dello scasso e dei colpi in appartamento.
Innanzitutto esiste una vera e propria scuola che si effettua nei campi rom,
naturalmente in quegli stessi campi che lo stato mette a disposizione agli
zingari e dove sempre lo stato, spesso, partecipa alle loro spese di
sussistenza, dove vengono addestrati, sia quelli che in gergo vengono
chiamati le “avanguardie”, e quelli che poi operano nel furto vero e
proprio. Le avanguardie sono zingari che non destano sospetti e che devono
perlustrare le zone. Il loro compito è apparentemente semplice, ma nelle
scuole vengono addestrati soprattutto a sviluppare quel senso di acutezza
per cogliere dettagli e condizioni indispensabili per chi poi attuerà lo
scasso.In pratica queste avanguardie, che quasi sempre sono ragazze
minorenni e donne, devono presidiare con la loro presenza un territorio, una
zona ben precisa, e farsi conoscere da tutti così che nel tempo i residenti
si abituano alla loro presenza e la ritengono innocua. Ma nel frattempo le
avanguardie scrutano, prendono nota dei movimenti, delle macchine che
entrano nei box, dei nuclei familiari, come sono composti, che tenore di
vita ostentano, e riferiscono al capo campo. Questo a sua volta prende nota
di tutto e poi riporta al diretto superiore, lo zingaro più anziano che
dispone di esperienza, sesto senso e di truppe pronte a scendere in campo
con piedi di porco e grimaldelli.E’ lo stesso capo campo che poi fa il
sopralluogo definitivo e applica il segno non più nei pressi
dell’abitazione, ma ad una distanza di circa trenta quaranta metri da essa
con l’indicazione di una freccia per indicare il portone individuato, e
successivamente viene segnato vicino ai tombini o sui corduli dei
marciapiedi corrispondenti alla casa da svaligiare, in posti dove nessuno
guarda mai. Poi la squadra entra in azione e non si limita ad effettuare un
colpo solo, perchè magari nello stesso giorno vengono tentati almeno tre o
quattro colpi.Il furto vero e proprio è portato a termine da minorenni,
perchè in caso di fermo possono disporre di tutele maggiori e quasi sempre
non vengono arrestati, perchè i giudici non convalidano quasi mai i fermi
delle forze dell’ordine quando si tratta di semplici furti ad opera di
zingari minorenni. Gli zingari esperti sfondano invece la porta, eludono i
sistemi di sorveglianza, valutano il perimetro e se esistono pericoli e
soprattutto se la segnalazione delle avanguardie corrisponde al vero. Dopo
di che entrano in azione i minorenni che come automi addestrati sanno cosa
fare, dove andare a cercare e cosa prendere. Nei corsi di perfezionamento
vengono segnalati i posti dove di solito le persone tengono denaro e
gioielli e nascondono le cose di valore. In quattro e quattr’otto, con
destrezza e capacità invidiabile, si impadroniscono di ciò che più interessa
e poi scappano.La maggior parte dei furti viene così portata a compimento e
quando si verificano intoppi è quasi sempre per colpa delle avanguardie che
hanno fatto segnalazioni incomplete o sbagliate. Nel breefing serale nei
campi rom si fa il punto delle operazioni concluse nella giornata, si
spartisce il bottino, si invia al ricettatore la merce e si gratificano gli
operatori e le avanguardie. Ma se il colpo è andato male per colpa loro sono
guai. Una zingara scappata da un campo rom di Milano ha dichiarato che: «Se
qualcuno di noi segnala una cosa sbagliata, se nell’appartamento si trova un
cane o se all’interno c’è gente o peggio, se si tratta della casa di un
carabiniere o di un poliziotto, volano botte e scattano le punizioni: niente
pranzi e cena per giorni, umiliazioni e turni massacranti di elemosina agli
angoli delle strade, che è la cosa più pesante e piu difficile per chi non è
capace o sufficientemente persuasivo». Quando si individuano questi segni
nei pressi delle proprie abitazioni è consigliabile chiamare il 112 e
richiedere un sopralluogo da parte dei Carabinieri.
[Data pubblicazione: 03/09/2006] www.lapadania.it
Padroni in vacanza, zingari all’opera: in manette quattro topi
d’appartamento
Sono due i tentati furti in appartamento ad opera di rom, sventati nella
giornata di ieri. Nel primo caso, i Carabinieri di San Giovanni Lupatoto
(Verona) hanno tratto in arresto una nomade che, insieme ad una ragazza
17enne ed un bambino di circa 10 anni, avevano tentato un furto in
un’abitazione. L’arrestata, nata a Vimercate (Milano), 23enne, era stata
recentemente scarcerata grazie all’indulto e non era quindi piu sottoposta
alla misura cautelare degli arresti domiciliari.I militari sono potuti
intervenire grazie alla testimonianza di una persona che aveva notato le due
zingare, assistite dal bambino che faceva da palo, entrare in una casa.
Grazie alle urla di alcuni abitanti del quartiere, i tre sono stati
inseguiti e accerchiati da alcuni; in breve poi sono potuti intervenire
Carabinieri e Vigili urbani per l’arresto. Il bambino di dieci anni, non
perseguibile, è stato affidato ai parenti e la 17enne deferita, in stato di
libertà, alla Procura della repubblica dei minori.A Milano, invece, due
serbi di 14 e 15 anni sono stati colti in flagranza mentre cercavano di
scassinare la cassaforte in un appartamento di via San Gimignano. I
minorenni, residenti nel campo nomadi di Baranzate di Bollate, dopo aver
messo a soqquadro l’appartamento, stavano tentando di aprire la cassaforte
con diversi attrezzi da carpentieri. A tradirli il sistema di allarme della
casa e il figlio del proprietario che tornando a casa ha notato la luce
accesa. L’intervento dei carabinieri, l’altra sera intorno alle 21.30, ha
permesso di sventare il furto. I nomadi sono stati portati al Beccaria, il
carcere minorile cittadino. Solo due giorni fa gli uomini dell’Arma avevano
bloccato tre minorenni che prima avevano tentato di scippare una ragazza,
poi avevano picchiato una 60enne invalida giunta in suo soccorso. Due rom si
trovano in stato di fermo, mentre il terzo, di età inferiore ai 14 anni, è
stato affidato a una comunità.
[Data pubblicazione: 19/08/2006] www.lapadania.it
arresti in tutta italia.Città deserte, zingari scatenati: appartamenti vuoti
nel mirino
Mentre milioni di italiani si godono le meritate vacanze, nelle città c’è
qualcuno che se la ride. Sono le piccole bande di extracomunitari che
approfittano delle metropoli deserte per tentare qualche “colpo” in più. A
Milano, a finire in manette l’altra sera intorno alle 22.30 tre romeni, due
32enni e un 22enne. Stavano tentando di forzare una finestra di un
appartamento al piano terra in via Degli Apuli a Milano, in zona Porta
Genova, quando l’intervento di una volante della polizia li ha colti in
flagrante. A dare l’allarme una passante che ha notato i malviventi intenti
a scassinare con diversi attrezzi la finestra dell’abitazione. Erano quasi
riusciti a scardinare la tapparella, quando gli agenti li hanno sorpresi.
Ancora romeni in manette nella giornata di ieri. Durante un controllo in via
Triboniano, nel campo nomadi vicino al cimitero Maggiore, alcuni agenti del
commissariato Bonola hanno arrestato due persone. Un 53enne che per un
cumulo di pena dovrà scontare tre anni di carcere e una donna che, invece,
non era in possesso del permesso di soggiorno. A Roma, invece, un episodio
di delinquenza è stato messo in atto da slavi. I tre hanno tentato di rubare
attrezzi da giardinaggio in un giardino di un palazzo, ma sono stati
bloccati dai Carabinieri. In manette sono finite due donne e un minore. I
malviventi si sono introdotti all’interno di un cortile condominiale in Via
Chiabrera, zona San Paolo. Dopo aver forzato il portone con grossi
cacciaviti, hanno tentato di asportare degli attrezzi da giardinaggio da un
magazzino. Il pronto intervento di due gazzelle dei Carabinieri giunte
grazie alla segnalazione di alcuni condomini, ha consentito di bloccarli e
di assicurarli alla giustizia. In carcere sono finite due donne di origine
slava di cui una in stato interessante, mentre l’altra con un bimbo di
appena sei mesi al seguito e un quattordicenne, tutti domiciliati presso un
campo nomadi della Capitale. Arrestato anche un rom di 30 anni autore di un
furto di schede telefoniche all’interno di un phone center a Roma. Lo
straniero si è introdotto nell’esercizio con la moglie e i 3 figli dicendo
di voler telefonare ma si è subito avvicinato alla cassa e ha rubato circa
100 schede prepagate, allontanandosi poi di corsa. Il titolare si è accorto
del furto e ha chiamato il 112. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno
bloccato il ladro e recuperato l’intera refurtiva. La moglie è stata
denunciata mentre il marito è stato arrestato. Era uscito dal carcere solo 3
giorni prima beneficiando dell’indulto.
Torinesi in vacanza lontano da casa, zingari “al lavoro” negli appartamenti
Nella Torino che giorno dopo giorno si svuota e si ferma per le ferie
d’agosto c'è chi, al contrario, si mette al lavoro. Sono i cosiddetti topi
d’appartamento che approfittano del periodo di vacanza per ripulire case e
alloggi e soltanto nella giornata di oggi sono cinque le giovanissime ladre,
tutte zingare, arrestate dalla polizia e dai vigili urbani.Le prime a finire
in manette sono state due donne di 16 e 20 anni che sono state notate da una
pattuglia del commissariato Centro mentre uscivano da uno stabile con aria
sospetta. Gli agenti hanno quindi deciso di controllarle scoprendo che
avevano effettivamente appena compiuto un furto, nascondendo poi la
refurtiva, qualche gioiello, nei reggiseni.Sono invece stati gli uomini
della terza sezione circoscrizionale della Polizia municipale ad arrestare
altre tre zingare, due italiane e una romena, che, dopo aver scassinato il
nottolino del portone di un condominio, si erano introdotte nell’androne
dell’edificio. Alcuni inquilini, però, se ne sono accorti e hanno dato
l’allarme ad una pattuglia di vigili che stava passando proprio lì davanti e
che ha fermato le giovani prima che svuotassero qualche appartamento.A
Milano, invece, un 32enne stava per essere derubato da uno zingarello.
L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio, poco prima delle 18. Stava
passeggiando in via Pergolesi in direzione di corso Buenos Aires quando un
passante lo ha avvisato che aveva il marsupio aperto. Si è girato giusto in
tempo per evitare che la piccola mano afferrasse il portafoglio. Ha cercato
di bloccare il bambino, ma è riuscito a divincolarsi. A fermarlo una volante
della polizia. Il bambino, un romeno di 10 anni, vive con la sorella nel
campo nomadi di via Barzaghi. I genitori, ha raccontato, si trovano in
Romania. E’ stato affidato ad una comunità.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
anche questo te l'hanno insegnato a scuola ...? non ci posso credere
(bella copia..?)