Allora ti racconto la mia esperienza con la medicina
sovietica. In un primo tempo avevo avuto un'ottima
impressione. Mia mamma aveva da anni un basalioma sul viso,
conseguenza della sua mania per l'abbronzatura.
Era stata da 4 o 5 dermatologi, tutti dicevano
la stessa cosa: tumore benigno, non degenera quasi mai
ma si ingrandisce lentamente, non esistono cure diverse
dalla chirurgia ma nel suo caso aveva parecchie controindicazioni.
La vede questa mia amica russa medico e fa arrivare
dalla russia un tubetto di una crema, mi dice a base di erbe.
Dopo un paio di mesi di applicazioni, incredibile,
la lesione era sparita e la pelle perfettamente
normale senza nessuna cicatrice e cosi' e' rimasta
da quasi un anno.
Successivamente pero' la mia fede nella medicina
russa ha iniziato a vacillare, prima con la storia
di curare le ferite facendole leccare ai cani,
poi con le affermazioni della mia amica circa il
morbo di Alzheimer che da loro non esiste. Per forza,
la speranza di vita da loro e' di 70 anni e qui e'
di 83, cioe' crepano prima di sviluppare la demenza senile!
Infine una volta mi chiede di accompagnarla a cercare
un amaro farmaceutico che sa che da noi costa meno.
In farmacia non sanno cosa sia.
Alla fine lo troviamo al supermercato, l'amaro Unicum,
una roba tipo fernet a 60 gradi. In effetti
e' confezionato in una boccia con una grossa croce
sull'etichetta ma penso che abbia un significato piu'
tombale che sanitario.
Comunque ne compra una ventina di questi boccioni
da litro e mi spiega che lo spedisce a una sua amica
collega che lavora in ospedale e li' lo somministrano
al mattino ai pazienti come una panacea per il fegato.
Quindi permetti che abbia qualche dubbio sulla
scienza medica sovietica. Oltretutto, gli anni di
aspettativa di vita dei russi indicano pure qualcosa.