On Tue, 15 Apr 2014 20:50:20 +0200, Sklar Hast <
S...@free.de> wrote:
Le verità choc su Casaleggio. Tutto quello che Grillo non dice
http://www.antonioamorosi.it/2013/02/06/le-verita-choc-su-casaleggio-tutto-quello-che-grillo-non-dice/
Boom della nostra VIDEOINCHIESTA su Gianroberto Casaleggio.
Le verità nascoste sul duo (Grillo/Casaleggio) che vuole “moralizzare”
l’Italia. L’inchiesta mostra come il Movimento 5 Stelle sia la
riproduzione del modello di business dell’ex società di Casaleggio e
non il frutto della spontaneità degli attivisti. Con un’intervista
esclusiva a un Project Manager che ha lavorato per anni con “il
cervello di Grillo” e che conosce già l’epilogo dei progetti del
“guru”
E’ Casaleggio che comanda nel Movimento, sostengono tutti gli
attivisti espulsi. Ma del passato del “guru” di Grillo si sa ben poco.
Per l’ex comico è un ottimo manager. Pochi però sanno perché fu
allontanato dalla vecchia società che gestiva, la Webegg spa-Telecom.
Nell’ ‘azienda vigevano dei comandamenti e c’era addirittura una
stanza a forma di uovo spaziale, visibile nella sede di Bologna, dove
il guru si riuniva per sentirsi nel futuro.
Ed ecco dove finiranno i 50 milioni di euro pubblici (ora diventati
81) che arriveranno ai futuri gruppi parlamentari del Movimento 5
Stelle
BOLOGNA – Solo in un monologo di Beppe Grillo ti aspetteresti la
storia di un manager che somiglia ad Angelo Branduardi e che con 15
milioni di euro di buco di bilancio nel pedigree riesce a farsi
passare per “guru”! Ma forse no!
Vi ricordate cosa diceva l’ex consigliere del Movimento 5 Stelle
Giovanni Favia nel Fuori-onda a Piazza Pulita su La7?: Casaleggio è il
“guru” che ha costruito il Movimento di Grillo. E’ lui che comanda. E’
il padre padrone. Prende per il culo tutti.
Quella sera alcuni ex dipendenti della Webegg spa, la società di cui
Casaleggio era amministratore delegato, si ritrovano in internet e
commentano: “Sta succedendo quello che sappiamo già. Finalmente se ne
stanno rendendo conto!”
Ma di cosa dobbiamo renderci conto? Cosa sanno gli ex collaboratori di
Casaleggio che noi non sappiamo? Li abbiamo incontrati. E in parallelo
consultato centinaia di documenti.
Il buco da 15 milioni di euro
Casaleggio a cavallo del 2000 è amministratore delegato di Webegg spa,
società Olivetti. Olivetti ne vende la proprietà nel 2002 al suo
principale cliente, Telecom Spa già di Roberto Colaninno che era anche
precedentemente in Olivetti (quello delle scalate dei Capitani
Coraggiosi ma che aveva anche dato vita sempre nel 2000 a Netikos spa;
nel CdA Casaleggio e Michele Colaninno; Roberto Colaninno lascia
Telecom nel 2001 ). Niente male per Casaleggio che è un semplice
perito informatico! Tutto bene fino a che diventa nuovo azionista di
maggioranza Tronchetti Provera. Infatti subito dopo, nel 2003,
Casaleggio viene mandato via. Guardando i bilanci, la sua gestione
risulta disastrosa come riporta anche la stampa specializzata
(Computerworld online del 15 giugno 2004). La Webegg si ritrova con un
drastico calo del fatturato: - 26% nel 2003. Infatti ci sono buchi di
1milione 932mila euro nel 2001 e di 15 milioni 938mila euro nel 2002,
su un fatturato di 26 milioni di euro. E meno 60% dei ricavi nel 2002
rispetto al 2001 sui clienti del gruppo Telecom. Gli azionisti
definiscono “un piano pluriennale di risanamento” con una “drastica
riduzione dei costi di gestione… e ridimensionamento del budget
rivolto alla comunicazione”, la dismissione delle aziende che
Casaleggio aveva acquisito per costruire un modello particolare di
azienda in rete, oramai non considerato “più strategico e coerente col
core-business della società”. Gli azionisti devono risanare l’azienda
e alla fine venderla, chiudendo anche tutte le società connesse. La
gestione Casaleggio succhia ingenti risorse economiche
Il Beppe Grillo implacabile scopritore di scandali direbbe: Con questi
buchi di bilancio e con un diploma da perito informatico quale impresa
privata ti riprende? E invece no. ll comico genovese che mette alla
berlina i manager fallimentari ed esempi dell’italianità più ridicola
anche nel 2012 in un comizio tra i fans di Pistoia ripete sicuro che
Casaleggio è “un ottimo manager!”
Ma in cosa e perché spendeva l’Amministratore Delegato Casaleggio? Ce
lo mostrano le testimonianze del Project Manager Mauro Cioni (che ha
lavorato in tutta la compagine per 10 anni) e di altri dipendenti che
non sono voluti apparire. Ma soprattutto i documenti dell’epoca.
La strategia di Casaleggio. Fidelizzare i giovani
La strategia aziendale di Casaleggio in Webegg è il modello Web
company americana, con quelle classiche formule del marketing “made in
Usa”. Casaleggio assume giovani, fa la parte del “capo amico di
tutti”, ma c’è sempre lo psicologo, nei ritiri in monastero per
affiatare il gruppo. Nell’impresa non esiste una differenza tra il
tempo libero e quello lavorativo. Lui è oltre. Ha un modo diverso di
concepire la vita: bisogna fare qualcosa che ti piace, in cui credi e
dai il massimo…all’azienda però. Per vendere di più del prodotto devi
essere quel prodotto e non semplicemente promuoverlo. Insomma se avete
mai preso in mano un manuale americano di marketing o motivazionale ne
trovate a iosa di questa roba. I giovani, come dichiara nell’articolo
“Dolce Vita” su Logica Interview, sono guidati da qualcosa di più dei
soldi; bisogna dar loro la possibilità di partecipare al cambiamento,
di avere responsabilità e se una persona è motivata e felice questa
rende di più. Quindi il successo per l’azienda è garantito. E allora
Casaleggio cosa fa? Prende anche giovani inesperti e dà loro grandi
responsabilità e ottimi stipendi. Vi ricorda qualcosa del Movimento 5
Stelle!? Ma andiamo avanti.
La Webegg è rappresentata da un uovo. Casaleggio fa costruire
all’interno delle tre sedi della società,
Milano, Torino e Bologna proprio una stanza a forma di uovo, stile
“Star Trek” come dice lui stesso nelle riviste di settore. Con
pavimento d’acciaio, colonnina comandi tutta metallica con pulsanti
colorati, la tecnologia è completamente occultata e attivata con i
raggi infrarossi “per dare fin dal primo impatto la sensazione della
proiezione nel futuro”: stile navicella spaziale del capitano Kirk;
tutti dentro, lui, i dipendenti, i clienti e la stampa.
E Casaleggio? L’amministratore delegato di una società che lavora con
banche, assicurazioni e la Telecom, per sentirsi nel futuro si chiude
in una stanza a forma di uovo!? “Drogarsi come tutti gli altri no?!”
direbbe il Grillo che conosciamo. Ma invece il comico genovese sembra
molto sicuro o facilmente incline alla bufala quando parla del “guru”
che lo ha portato al centro della scena mediatica italiana. Sempre a
Pistoia ripete ai suoi fans che dubitano su Casaleggio. “Lui gestiva
la Olivetti, l’informatica di Telecom, 10mila persone sotto. Non è
mica l’ultimo arrivato!” Olivetti? Telecom? Non risulta affatto. E dai
bilanci emerge anche nero su bianco che di dipendenti Casaleggio ne
abbia avuti, a seconda dei periodi, da un minimo di 200 persone a un
massimo di pochi più di 718 persone (al 31 dicembre 2002) ! Non di
più!
Mentre Webegg perde 15 milioni di euro l’impresa ha anche una squadra
di calcio aziendale. E La gestione Casaleggio con trattamento da
sceicco affitta voli charter per dipendenti e familiari, tutto gratis
ovviamente per loro, per recarsi a Praga e nel resto d’Europa, per il
torneo aziendale “Logica world cup”.
E così mentre l’azienda riduce anche il personale ed aumenta il carico
di lavoro per i dipendenti si racconta l’aneddoto di uno di questi che
abbia posto la domanda ai superiori: “Praga!? Chi paga!?”; ottenendo
come risposta non proprio amichevole. Dulcis in fundo, i grandi eventi
come la “Notte degli oscar”, feste faraoniche a fine anno con
scenografie holliwoodiane, show di comici famosi come la Littizzetto,
Aldo Giovanni e Giacomo, Luttazzi, Bertolino. Casaleggio a fare un po’
il “Pippo Baudo” della serata. E nomination per premiare chi
dell’azienda si era distinto durante l’anno.
I comandamenti del “guru” e il Movimento 5 Stelle
La società di Casaleggio ha addirittura 12 comandamenti, affissi
ovunque nell’azienda in manifesti con le uova. E Casaleggio fa
realizzare un video sui comandamenti e lo distribuisce a tutti i
dipendenti.
Studiandoli in profondità si trovano non poche corrispondenze tra i
comandamenti di Webegg e il Movimento 5 Stelle oggi. Vediamone solo
alcuni, ad esempio il comandamento 9.“Assenza di competitività
interna” molto simile al principio di eguaglianza del Movimento 5
stelle, dove ogni attivista vale uno (il motto “Uno vale uno” ). O il
5 Teamwork, dove si decide che il sistema di lavoro deve essere per
gruppi funzionali, simile al modello di aggregazione dei Meetup dove
le persone lavorano su singoli temi funzionali. O il comandamento
2.Responsabilità sul risultato che ricorda le “Semestrali” dei
grillini quando i cittadini confermano o meno la fiducia ai
consiglieri del Movimento 5 Stelle. Il comandamento 6 Protezione
totale delle persone, che ricorda quando Grillo interveniva in aiuto
dei singoli colpiti da un provvedimento giudiziario ingiusto (cosa che
fa sempre più di rado). O il 4 Il divertimento come forza creativa.
Tutto il Movimento si basa sulla divertente figura di un comico,
Grillo, che usa l’umorismo come registro comunicativo con i cittadini.
Le sue parole ti suscitano delle emozioni che creano il coinvolgimento
e non un ascolto passivo. Al pubblico resta impresso un’emozione
positiva e non semplicemente le parole di un comizio. Una tecnica di
comunicazione ben nota agli addetti ai lavori (usata nella
Programmazione Neurolinguistica)
Nel video i comandamenti vengono sempre rappresentati con un film
(come vedrete nella video-inchiesta). E spicca su tutti il
comandamento 8 L’Invenzione continua del business che il “guru”
rappresenta in un modo del tutto particolare e che da quel tocco in
più di personalità: Con Totò, che nel film “Totò truffa ’62” vende la
Fontana di Trevi ad un credulone!
Chiusa malamente l’esperienza di Webegg Casaleggio continua a portare
le società nel web e diventa un personaggio pubblico nel 2005 quando
fonda il blog di Beppe Grillo, pianifica i V day, organizza i meet up
del Movimento e il Movimento 5 Stelle con la nuova società la
Casaleggio Associati.
Come sostengono molti attivisti il Movimento non nasce spontaneamente
dal basso ma dalle strategie di Casaleggio. Ad esempio anche il Meet
up N°1, la piattaforma di aggregazione del Movimento nella città di
Milano, nasce il 10 giugno 2005 da un ex-dipendente Webegg, Maurizio
Benzi, poi assunto da Casaleggio nella sua nuova azienda, la
Casaleggio Associati, un mese prima che Grillo stesso proponga ai suoi
fans, il 16 luglio 2005, di usare i Meet up come piattaforma di
aggregazione. Lo stesso Benzi oggi è candidato alla Camera per il
Movimento nella circoscrizione Lombardia 3.
Tutto quindi fa pensare che questo Movimento sia la riproduzione del
modello di business dell’ex società di Casaleggio. E non sia nato
dalla rete, da cittadini che spontaneamente si sono messi insieme. I
cittadini si aggregano su un modello già pianificato e proposto dall’
alto. Infatti Casaleggio e Grillo fanno credere che la loro rete di
attivisti sia il luogo dell’orizzontalità e della libertà assoluta,
esente da censure. Ma nella realtà il Movimento comunica sul loro sito
e non su un piattaforma aperta, i commenti possono essere omessi o
anche manipolati dalla società al vertice, come sostengono tantissimi
attivisti. E come in ogni azienda se non accetti le regole sei fuori
da ogni consesso, come è successo a molti di loro.
La comunicazione, il potere, il denaro
Oggi la Casaleggio Associati, ultimo bilancio consultabile 2011, ha un
passivo di circa 57mila euro ripianato dai soci. Con il supporto di
analisti di bilancio abbiamo messo a confronto l’azienda passata, la
Webegg spa e quella presente, la Casaleggio Associati srl, con imprese
del settore, ma in attivo, come la Accenture spa (capofila del settore
ICT). Le aziende del “guru” hanno sempre gli stessi problemi, spese
sproporzionate per il personale e le materie prime, in percentuale
così alta da determinare un buco di bilancio. A conferma che la
gestione Casaleggio richiede sempre ingenti risorse economiche.
Portare una società nel web infatti non vuol dire creare solo un sito
ma un “ambiente internet” intorno a quella società e ai suoi prodotti.
La discussione dovrà alimentare centinaia se non migliaia di altre
discussioni, in grado di influenzare i consumatori e l’opinione
pubblica. Quindi c’è bisogno di risorse e uomini che muovano questo
consenso.
La comunicazione è potere e da la possibilità di essere visibili.
Magari riciclando le strategie di Webegg-Telecom, come abbiamo visto.
Ed è Grillo stesso che ci dice in un filmato (guarda la Video
inchiesta) quale possa essere il fine manageriale di Casaleggio: visto
il miracolo che gli è riuscito con il Movimento adesso nasce la
possibilità di avere altri clienti.
Cosa già sperimentata in politica da Casaleggio, come ci ha raccontato
il penalista ed ex esponente dell’Idv Domenico Morace che ha seguito
la gestione della Casaleggio e le spese dell’Italia dei valori di
Antonio Di Pietro dal 2006. Con l’avvento di Gianroberto Casaleggio il
bilancio dell’Italia dei Valori del 2006 riporta la spesa Internet
aggregata ad altre voci per un ammontare totale di 1milione 305mila
euro. Nel 2007 la voce siti Internet è unica: 469.173 euro. Lievita
ancora nel 2008 ed arriva a 539.138 euro
“La Rete è politica” sostiene ancora più esplicitamente Casaleggio in
un”intervista del passato (Data Manager 2001) ma ”per apprezzare la
rete bisogna darle una dimensione culturale, solo in un secondo
momento si può cominciare a fare business” perché “da la possibilità
di cambiare gli equilibri”.
Quegli equilibri che possono darti potere e portarti in Parlamento. Ed
è anche denaro. Quale? I 10 milioni l’anno destinati ai gruppi di
Camera e Senato del Movimento 5 Stelle. Pochi sanno infatti che gli
attivisti per candidarsi alle prossime elezioni politiche hanno dovuto
sottoscrivere un accordo al buio. Come dal regolamento di Grillo: in
sostanza sarà una società di comunicazione decisa da Grillo stesso a
parlare per i Deputati e i Senatori del Movimento. Gestirà circa 10
Milioni di euro l’anno (6,3 alla Camera; 3,7 al Senato; i dati sono
calcolati sui numeri ufficiali delle due Camere), che diventano 50
milioni di euro per una legislatura completa, visti i circa 100
parlamentari attribuiti al Movimento, oltre ai loro singoli stipendi.
Non sappiamo ancora quale sarà il nome ufficiale della società che
gestirà tutte queste risorse. Ma di certo sappiamo che con 50 milioni
euro la forza di convinzione e di trasformazione degli equilibri può
alimentare molto altro denaro.
Sarà per questo che in Italia è sempre meglio fondare un partito che
gestire un’azienda!