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CULTURA GENERALE: in Africa il tasso di natalità diminuisce lentamente

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ernesto gastaldi

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Apr 21, 2023, 8:14:57 AM4/21/23
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Meno nascite e più scuola: la doppia sfida dell’Africa
Di Emilio Sacerdoti

Nel 2050, la popolazione dell’Africa sarà raddoppiata rispetto al 2019. Perché il tasso di fecondità scende molto lentamente. Ma una forza lavoro in costante aumento e ben poco scolarizzata difficilmente potrà trovare impiego senza investimenti massicci.

Tendenze demografiche in Africa

L’equilibrio climatico e le misure necessarie per evitare sviluppi che potrebbero essere catastrofici sono oggi al centro dell’attenzione. Molto meno interesse viene riservato invece a un’altra situazione che può avere conseguenze esplosive sugli equilibri economici e sociali: le tendenze demografiche in Africa.

Il continente si avvia a raddoppiare la popolazione: da 1,25 miliardi nel 2019 a 2,5 miliardi nel 2050 (2,1 miliardi per l’Africa subsahariana) e a 4,5 miliardi nel 2100. Al contempo, le capacità di assorbimento della nuova forza lavoro sono assai incerte, stante il basso livello educativo delle persone che si affacciano al mercato del lavoro.

A differenza di quanto accade in altre regioni del mondo, il tasso di fecondità in Africa diminuisce molto lentamente: è sceso da 6,8 nati vivi per donna nel 1970-1975 a 4,8 nel 2015-2019 (tabella 1), mentre nel Sud Est asiatico la flessione è stata da 5,5 a 2,2, in America Latina e Caraibi da 4,9 a 2,1 (dati della UN Population Division, World Population Prospects 2019). Anche l’India ha recentemente annunciato di aver raggiunto un tasso di fecondità pari a 2. Paesi come Iran, Vietnam, Bangladesh, che nel 1970-1975 avevano tassi di fecondità fra 6 e 7, vicini a quelli africani, registrano nel 2019 tassi fra 2 e 2,1.

Le proiezioni delle Nazioni Unite con orizzonte 2100 sono fatte con tre varianti. La variante media assume che i paesi ad alto tasso di fecondità evolveranno verso un suo più rapido declino nel medio termine, sulla base dell’esperienza della transizione demografica in paesi che si sono sviluppati nel passato. E dunque, il tasso di fecondità in Africa subsahariana dovrebbe scendere a 3,2 nel 2050 e a 2,1 solo nel 2100.

Con tassi di crescita della popolazione elevati (2,3 per cento previsto nel 2025 per tutta l’Africa), il numero di abitanti dei paesi più popolosi raggiungerebbe livelli molto alti nel 2050: 410 milioni in Nigeria (da 180 milioni nel 2015), 180 milioni in Etiopia (da 100 milioni), 140 milioni in Tanzania (da 53 milioni), 106 milioni in Uganda (da 40 milioni).

I fattori che incidono sul tasso di fecondità

I demografi hanno studiato le determinanti dell’evoluzione del tasso di fecondità. Le principali sono il livello di reddito, il tasso di urbanizzazione, l’abbassamento della mortalità infantile che fa aumentare la distanza fra le nascite, il tasso di occupazione delle donne e il livello di educazione femminile, in particolare quello di scuola secondaria. In altre regioni l’occupazione femminile ha un forte impatto sulla fecondità, ma non in Africa, data la prevalenza della famiglia estesa che si occupa dei figli piccoli. Una variabile significativa è invece il livello di educazione. Alcune analisi econometriche su questi temi si trovano in John Bongaarts, “The causes of education differences in fertility in sub Saharan Africa”; The Population Council; Jean Pierre Guenguant e John May, “African Demography”.
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