> "The Punisher"
> Questa sporca e tremenda idea ottocentesca chiamata comunismo
"massivan"
Eccoti servito per l'ennesima volta, Bagonghi, mi
hai fatto consumare questo copia-incolla, nel tempo,
e ancora non hai capito...
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Il comunismo di Platone
[416 d] [...] prima di tutto nessuno deve avere sostanze personali,
a meno che non ce ne sia necessità assoluta; nessuno deve poi
disporre di un'abitazione o di una dispensa cui non possa accedere
chiunque lo voglia. Riguardo alla quantità di provviste occorrenti ad
atleti di guerra temperanti e coraggiosi, devono ricevere dagli altri
cittadini, dopo [e] averla determinata, una mercede per il servizio
di guardia, in misura né maggiore né minore del loro annuo fabbisogno.
Devono vivere in comune, frequentando mense collettive come se
si trovassero al campo. Per quello che concerne l'oro e l'argento,
occorre dire loro che nell'anima hanno sempre oro e argento divino,
per dono degli dèi, e che non hanno alcun bisogno di oro e argento
umano; e che non è pio contaminare il possesso dell'oro divino
mescolandolo a quello dell'oro mortale: perché numerose sono
[417 a] le empietà che si sono prodotte a causa della moneta volgare,
mentre integra resta quella che portano entro di loro. Anzi a essi soli
tra i cittadini del nostro stato non è concesso di maneggiare e di toccare
oro ed argento, e di entrare sotto quel medesimo tetto che ne ricopra;
né di portarli attorno sulla propria persona né di bere da coppe
d'argento o d'oro. E così potranno salvarsi e salvare lo stato. Quando
però s'acquisteranno personalmente terra, case e monete, invece di
essere guardiani, saranno amministratori [b] e agricoltori; e diventeranno
padroni odiosi anziché alleati degli altri cittadini. E così condurranno
tutta la loro vita odiando e odiati, insidiando e insidiati, temendo molto
più spesso e molto di più i nemici interni che gli esterni; ed eccoli già
correre sull'orlo della rovina, essi e il resto dei cittadini. Per tutto
ciò, continuai, diciamo pure che cosi debbono essere organizzati i
guardiani per quanto riguarda l'abitazione e gli altri bisogni; e siano
queste le nostre leggi. No? - Senza dubbio, rispose Glaucone.
Repubblica, 416d-417b - (Platone, Opere, vol. II, Laterza,
Bari, 1967, pagg. 239-240)