Quando gli ernesti ragliano al cielo, ricordategli un paio di cosette (fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio):
Marco Travaglio - Procedimenti PRESCRITTI (penale) DOPO CONDANNA IN PRIMO
GRADO CONFERMATA IN APPELLO CON RICHIESTA DI 8 MESI DI GALERA:
Nel gennaio 2010 la Corte d'Appello penale di Roma lo ha condannato a 1000
euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo
della stampa, ai danni di Cesare Previti. Il reato, secondo il giudice
monocratico, era stato commesso mediante l'articolo Patto scellerato tra
mafia e Forza Italia pubblicato sull'Espresso il 3 ottobre 2002.
La sentenza d'appello RIFORMA la condanna dell'ottobre 2008 in primo grado
inflitta al giornalista ad 8 MESI DI RECLUSIONE e 100 euro di multa.
In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato
in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela
Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in
favore della vittima del reato, Cesare Previti.
Il 23 febbraio 2011 la CONDANNA per DIFFAMAZIONE CONFERMATA in APPELLO per
il processo Previti cade in PRESCRIZIONE.
QUINDI TRAVAGLIO COME BERLUSCONI: FEDINA PENALE IMMACOLATA PER AVVENUTA
PRESCRIZIONE.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
Ancora:
Travaglio salvato da CERTA condanna PENALE dalla pietà del GRANDE, IMMENSO,
e COMPASSIONEVOLE ANTONIO SOCCI, che lo ha PERDONATO RIMETTENDO LA QUERELA
dopo le PUBBLICHE SCUSE di Marco Travaglio:
Procedimenti PENALI estinti per remissione della querela:
Dal 2004 è stato oggetto di un procedimento penale per il reato di
diffamazione aggravata dal mezzo della stampa, a seguito degli articoli
M'illumino d'incenso e Zitti e Vespa, pubblicati sul quotidiano l'Unità nei
giorni 12 marzo e 6 maggio di quello stesso anno. Il procedimento ai danni
del giornalista si è concluso nel 2008 dopo che la persona offesa, il
giornalista Antonio Socci, ha deciso di rimettere la querela a seguito delle
scuse pubbliche di Travaglio.
ROTFL
Vediamo di seguito Marco Travaglio condannato a risarcire economicamente
Mediaset, Confalonieri, Renato Schifani e perfino Cesare Previti AHAHAHAHAH
(oltre ad altri meno noti) a seguito delle cazzate da lui scritte:
- Sentenze di condanna (civile):
Nel 2000 è stato condannato in sede civile, dopo essere stato citato in
giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo su L'Indipendente, al
risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.
Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a
un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un
errore contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a
Peter Gomez e pubblicato nel 2001; in esso, a pagina 537, si attribuiva
erroneamente all'allora neo-parlamentare di Forza Italia Giuseppe Fallica
una condanna per false fatture che aveva invece colpito un omonimo
funzionario di Publitalia. L'errore era poi stato trasposto anche su
L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui
la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al
gruppo Editoriale L'Espresso. Nel 2009, dopo il ricorso in appello, la pena
è stata ridotta a 15.000 euro.
Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile,
assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di
12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset)
dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e
riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.
Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a
risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26 000 euro, a causa
dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari" pubblicato nella rubrica Uliwood
Party su l'Unità il 16 luglio 2006.
Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile,
assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa
Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per
aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio
servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La
pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della
continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».
Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di
Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno,
Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità
dell'11 maggio 2007.
Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile,
sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice
Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel
libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie
dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente
alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o,
comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della
sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna fosse
definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)».
Il 18 giugno 2010 è stato condannato dal Tribunale di Torino - VII sezione
civile - a risarcire 16.000 ? al Presidente del Senato Renato Schifani (che
aveva chiesto un risarcimento di 1.750.000 ?) per diffamazione avendo
evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa il 10
maggio 2008. Il Tribunale ha invece ritenuto che le richieste di
chiarimenti, da parte di Travaglio, circa i rapporti di Schifani con
esponenti della mafia siciliana rientrino nel diritto di cronaca, nel
diritto di critica e nel diritto di satira.
L'11 ottobre 2010 Travaglio è stato condannato in sede civile per
diffamazione dal Tribunale di Marsala, per aver dato del figlioccio di un
boss all'assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l'accusa
di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto in
forma definitiva. Travaglio è stato condannato a pagare 15.000?