Adele Gambaro è fuori dal M5S, e questo non stupisce, dato che ormai tutti
conosciamo bene quali siano i metodi di Grillo. Quello che stupisce è che,
nonostante il linciaggio mediatico cui è stata sottoposta la senatrice sul
blog, nonostante non le sia stato dato alcuno spazio per difendere le sue
posizioni, nonostante la sentenza già scritta, ben 6761 persone abbiano
votato contro questa espulsione. E, dato forse anco più significativo, quasi
il 60% degli aventi diritto si è astenuto.
Così, questa importante decisione – di per sé illegale, in base alle stesse
regole decise da Grillo – è stata presa da una risicatissima minoranza: meno
del 27% degli iscritti che avevano diritto di voto (quelli di antica
militanza, i duri e puri). Un vero fallimento, dato che Grillo aveva posto
questa questione come un referendum sulla sua persona. Probabilmente molti
si stanno stufando di questo andazzo, e si allontanano.
Rimane tuttavia la gravità di un atto degno di un sistema totalitario: si
viene espulsi per aver espresso una critica al capo del movimento, non per
insanabili contrasti sulla linea politica. Ma, per fortuna, la goffaggine di
queste procedure primordiali sono tali che perfino il popolo italiano – ne
abbiamo già viste troppe – si guarderà bene dal farle proprie a maggioranza.
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