Punishment
unread,Oct 14, 2009, 3:42:22 PM10/14/09You do not have permission to delete messages in this group
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Ancora oggi quando ripenso a Fabrizio Quattrocchi mi commuovo, per la sua
morte iniqua, per il suo coraggio che ha reso orgogliosi gli italiani
migliori, non � da tutti guardare in faccia la morte e dire: �Vi faccio
vedere come muore un italiano�.
Perch� Fabrizio era in ginocchio ma la sua forza non � stata piegata,
perch� era legato ma � morto da uomo libero, perch� aveva gli occhi bendati
ma la sua anima guardava lontano, al Paese che non avrebbe mai pi� rivisto.
Mi commuovo per il vilipendio alla sua memoria, per le infami ingiurie e
prese in giro che hanno calpestato non solo il suo ricordo, ma anche il
dolore dei suoi familiari; uno spettacolo ripugnante portato avanti da
vigliacchi che hanno attaccato chi non poteva pi� difendersi dai loro veleni
(e perch� poi? per la pace? Sono gli stessi che hanno votato e votano per D'Alema,
responsabile dei bombardamenti italiani sui civili di Belgrado).
Sono quindi felice della sentenza che riabilita la memoria Fabrizio,
stabilendo che non fu un mercenario: �Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e
Umberto Cupertino, svolgevano, hanno affermato i superstiti, attivit� di
security: non azioni di guerra ma sicurezza personale. Non mercenari ma
guardie del corpo. Il servizio, hanno detto, si svolgeva all'interno dell'albergo
Babylon o come guardie del corpo nelle trasferte. Per definire i mercenari,
soldati senza divisa al soldo di uno Stato estero, la legge italiana indica
alcuni requisiti, come, ad esempio, quello di partecipare a "incursioni
dirette a mutare l'ordine costituzionale di un Paese"�.
Svolgeva un lavoro, pericoloso quanto si vuole, ma un lavoro di protezione,
non ha mai ucciso nessuno, non ha mai nemmeno sparato contro nessuno eppure
� stato giustiziato dai terroristi islamici.
Non si meritava la fine che ha fatto e men che men gli insulti alla sua
memoria.
Vorrei tanto che i parenti di Fabrizio, sapessero che la maggioranza di
questo paese lo ricorda come un eroe. Perch� � un eroe chi saluta la morte
onorando la Patria, chi la saluta insegnando agli integralisti islamici che
anche un "infedele" pu� morire con dignit� e coraggio.
E mai dimenticheremo di ringraziare Fabrizio per quella bellissima frase che
in pochi secondi ha colmato il vuoto di decenni di insulse baggianate
ideologiche, di falso pacifismo, di fariseo buonismo.
Le parole della minoranza ipocritamente corretta non contano, sono le parole
di chi applica la regola della "doppia moralit�": una per gli amici e una
per i nemici.
Fuffa e nulla pi�