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Insegnanti e operai

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Micantox

unread,
Jan 24, 2003, 6:37:28 AM1/24/03
to
Salve a tutti,
è il mio primo post su questo NG, volevo porvi un quesito che credo sia già
stato dibattuto in varie occasioni, ma che è comunque di grande interesse
per me.
Ho una madre insegnante, un padre dipendente di azienda farmaceutica,
qualche amico operaio. Voglio premettere (anche se non è importante ai fini
della discussione, ma per una questione di correttezza) di considerarmi
politicamente di sinistra, in realtà molto vicino alle realtà dei forum
sociali, ma mi piacerebbe poter analizzare opinioni e idee di chi,
indipendentemente dal suo credo politico (è possibile?), si sia trovato
seriamente a riflettere sull'adeguatezza o meno del proprio stipendio, in
relazione anche ad altre categorie professionali; scopo della discussione
sarebbe il sempre vivo confronto insegnante-operaio, con tutti gli aspetti
che ne derivano (stipendio, ore lavorative, ferie, etc..). Mi piacerebbe che
a rispondere fossero anche e soprattutto operai ed insegnanti.
Dato che non voglio esprimere la mia opinione e sperando che l'argomento
possa interessare a molti di voi, vi pongo (forse inutilmente) la domanda
diretta:

E' giusto che un insegnante guadagni nella maggior parte dei casi quanto un
operaio? Se no, dovrebbe guadagnare di più o di meno? E perchè?

Ammesso che in ogni categoria di lavoratori esistono i più ed i meno
operosi, vorrei che la discussione prescindesse da questo particolare
aspetto che, troppo spesso, ha finito per condizionare il dibattito ogni
qual volta ho voluto affrontarlo. Ringrazio tutti coloro che vorranno
partecipare al thread.
Un saluto,
Antonio

ToniX

unread,
Jan 24, 2003, 7:07:39 AM1/24/03
to

Micantox wrote:
> Salve a tutti,
[...]


>
> E' giusto che un insegnante guadagni nella maggior parte dei casi quanto un
> operaio? Se no, dovrebbe guadagnare di più o di meno? E perchè?
>

Beh... intanto un operaio lavora molte ore in piu' rispetto ad un
insegnante.

L'insegnante dovrebbe guadagnare di piu'?
Si, ma dovrebbe anche lavorare di piu', e il sistema scolastico dovrebbe
essere totalmente modificato.

Le scuole dovrebbero essere aperte anche il pomeriggio per dare agli
studenti la possibilita' di fare i compiti a scuola, non dover portare
chili di libri sulle spalle.

Bisognerebbe risparmiare risorse cominciando dai testi testi,
introducendo fortemente i libri in formato elettronico stampabile,
introducendo una deroga sulcopyright in questo settore.

Gli studenti dovrebbero poter avere un semplice armadietto dove
tenere le proprie cose (libri, quaderni, etc... cio' accade
normalmente negli Stati Uniti nelle scuole *statali*).

Poi secondo me ci sarebbero altre cose, ma andrei fuori tema.

In definitiva: gli insegnanti guadagnano poco, perche' il
servizio fornito non e' soddisfacente, ma il sistema non li
mette nelle condizioni di offrire un servizio migliore.

> [...]

>
>
>

Lassalle

unread,
Jan 24, 2003, 7:17:33 AM1/24/03
to

"Micantox" <antoLE...@tin.it> ha scritto

> E' giusto che un insegnante guadagni nella maggior parte dei casi quanto un
> operaio? Se no, dovrebbe guadagnare di più o di meno? E perchè?

...prima che perda definitivamente la pazienza davanti al famigerato
confronto tra operaio e insegnante...

...saresti così cortese da dirmi perché il confronto
non possa essere fra insegnante e impiegato?
Oppure tra operaio ed impiegato?
Oppure tra operaio-impiegato-insegnante e attività autonoma?
Oppure tra insegnante ed altri laureati?
Oppure tra insegnante e bidello?
Oppure tra bidello e operaio?

E come mai quando si fa il confronto tra docente ed operaio, non
è mai compreso il docente universitario?

Lassalle


Micantox

unread,
Jan 24, 2003, 7:47:30 AM1/24/03
to
Lassalle wrote:

> ...prima che perda definitivamente la pazienza davanti al famigerato
> confronto tra operaio e insegnante...
>
> ...saresti così cortese da dirmi perché il confronto
> non possa essere fra insegnante e impiegato?
> Oppure tra operaio ed impiegato?
> Oppure tra operaio-impiegato-insegnante e attività autonoma?
> Oppure tra insegnante ed altri laureati?
> Oppure tra insegnante e bidello?
> Oppure tra bidello e operaio?

Ti spiego perche' ho nominato queste due categorie, ma non vedo neanch'io,
se interessa, alcun problema nell'allargare il confronto anche ad altre
categorie. La mia e' un'esigenza nata in tutte quelle occasioni in cui gli
insegnanti hanno scioperato e manifestato esprimendo il loro dissenso nei
confronti di uno stato che non concede loro una retribuzione adeguata, a
fronte di una situazione migliore per i loro colleghi europei, spesso
meglio remunerati. Ebbene, in ciascuno di quei frangenti quegli amici
operai di cui parlo hanno disapprovato tale mobilitazione, o comunque non
hanno mostrato alcun entusiasmo, riferendosi alla loro situazione di 38-40
ore lavorative con poche ferie ed uno stipendio relativamente basso.
omunque ti chiedo di non spazientirti: se poi volessi estendere il onfronto
anche alle categorie da te citate, ti prego di farlo.

> E come mai quando si fa il confronto tra docente ed operaio, non
> è mai compreso il docente universitario?

Io non l'ho certo escluso a priori, ma se tu mi ponessi la domanda che ho
posto io, non avrei certo alcuna esitazione nel risponderti che la paga di
un docente universitario e' esageratamente alta, che essendo io stesso
studente universitario mi rendo conto di quale opinione abbia,
relativamente all'insegnamento, la maggior parte dei docenti universitari
che ho avuto io (insegnamento=perdita di tempo), ma non voglio affrontare
questo aspetto che io stesso ho chiesto di evitare.
Comunque se ti ho in qualche modo offeso, credimi, non era mia intenzione.
Ciao,
Antonio

Lassalle

unread,
Jan 24, 2003, 7:50:45 AM1/24/03
to

"ToniX" <nom...@domain.com> ha scritto

> Beh... intanto un operaio lavora molte ore in piu' rispetto ad un
> insegnante.

...allora con questo criterio un medico (20 ore di ambulatorio) o un docente universitario
(una manciata di ore d'insegnamento da novembre a maggio)
dovrebbero guadagnare la metà di un operaio...

...come dici?

...Che hanno dovuto studiare e che fanno molte altre ore (aggiornamento e
visite i medici, ricerca, esami, studi e altre attività accademiche i docenti?

ah, ecco.

Lassalle


Gehrig

unread,
Jan 24, 2003, 8:08:42 AM1/24/03
to

"ToniX" <nom...@domain.com> ha scritto nel messaggio
news:3E312C8B...@domain.com...

>
> Beh... intanto un operaio lavora molte ore in piu' rispetto ad un
> insegnante.

Falso. Ma forse te sei fra quelli che pensano che il lavoro dell'
insegnante sia solo le ore che sta in classe.

> L'insegnante dovrebbe guadagnare di piu'?
> Si, ma dovrebbe anche lavorare di piu',

Gli insegnanti seri lavorano già a tempo pieno

> In definitiva: gli insegnanti guadagnano poco, perche' il
> servizio fornito non e' soddisfacente, ma il sistema non li
> mette nelle condizioni di offrire un servizio migliore.

Gli insegnanti guadagnano poco perchè siamo un paese
di bottegai.
--
Gehrig

- There are only 10 types of people in the world:
those who understand binary and those who don't -

Lela

unread,
Jan 24, 2003, 8:01:06 AM1/24/03
to

"ToniX" <nom...@domain.com> ha scritto nel messaggio

> Beh... intanto un operaio lavora molte ore in piu' rispetto ad un
> insegnante.

La genialata che aspettavo.
Manda i tuoi figli a scuola dagli operai, allora.

> L'insegnante dovrebbe guadagnare di piu'?
> Si, ma dovrebbe anche lavorare di piu', e il sistema scolastico dovrebbe
> essere totalmente modificato.

Lavorare di più? Ma cosa consideri tu? Le ore di lezione? E tutto il resto?
Consigli di classe, di istituto, esami, aggiornamenti, collegio docenti
etc., dove li metti?

> Le scuole dovrebbero essere aperte anche il pomeriggio per dare agli
> studenti la possibilita' di fare i compiti a scuola, non dover portare
> chili di libri sulle spalle.

A parte che in certe scuole è così, dipende dal modulo, ma non è certo un
problema degli insegnanti, le cui ore sono comunque quelle e non sono di
numero molto inferiore a quelle degli operai. In più per gli insegnanti non
è prevista la possibilità del lavoro straordinario, che comunque fanno, ma
non viene loro retribuito.


>
> Gli studenti dovrebbero poter avere un semplice armadietto dove
> tenere le proprie cose (libri, quaderni, etc... cio' accade
> normalmente negli Stati Uniti nelle scuole *statali*).

Bel film, e dove studiano se lasciano i libri a scuola? Per quanto possano
stare a scuola fino alle cinque, non tutti e non sempre finiscono i compiti.

> In definitiva: gli insegnanti guadagnano poco, perche' il
> servizio fornito non e' soddisfacente

Ah sì? E in base a quale metro di giudizio? E al giudizio di chi?

ma il sistema non li
> mette nelle condizioni di offrire un servizio migliore.

Bah.


Lassalle

unread,
Jan 24, 2003, 8:39:10 AM1/24/03
to

"Micantox" <antoLE...@tin.it> ha scritto

> Ti spiego perche' ho nominato queste due categorie, ma non vedo neanch'io,
> se interessa, alcun problema nell'allargare il confronto anche ad altre
> categorie. La mia e' un'esigenza nata in tutte quelle occasioni in cui gli
> insegnanti hanno scioperato e manifestato esprimendo il loro dissenso nei
> confronti di uno stato che non concede loro una retribuzione adeguata, a
> fronte di una situazione migliore per i loro colleghi europei, spesso
> meglio remunerati.

Corretto.

> Ebbene, in ciascuno di quei frangenti quegli amici
> operai di cui parlo hanno disapprovato tale mobilitazione, o comunque non
> hanno mostrato alcun entusiasmo, riferendosi alla loro situazione di 38-40
> ore lavorative con poche ferie ed uno stipendio relativamente basso.

...più o meno la stessa disapprovazione del docente che quando chiama
un idraulico e gli lascia 100 euro per meno di un'ora di lavoro, fa il confronto
con i 51 euro che guadagna in un giorno intero di lavoro...

...ma l'idraulico è un autonomo ed il confronto non è più tra stipendiati, direbbe
qualcuno. Bene, allora le cose migliorerebbero se invece di far la guerra tra poveri
mettessimo un operaio a fare il docente ed il docente a fare l'operaio: basterebbe
un mese all'anno, per avere la più formidabile unità tra lavoratori che si sia mai vista
in Italia.
Gli operai scoprirebbero tutto il gravame e la responsabilità che c'è sul lavoro docente
(ivi compresi 8/10 anni di studio in più non remunerati né pensionabili),
del quale le 24 ore (insegnante elementare) di docenza ormai non è che una minima parte,
ed i docenti scoprirebbero cosa vuol dire lavorare in fabbrica, con i tempi ed i ritmi
dettati dal capo e dalle macchine, spesso in condizioni fisicamente e mentalmente
pesantissime. Ambedue scoprirebbero di avere un problema in comune (stipendi da fame),
e ne chiederebbero il conto a chi possiede 11 ville (3 non bastano?), invece
di farlo Presidente del Consiglio, a gioia e gaudio di tutti i ceti medioalti d'Italia, ivi
compresi quelli dei ladri, evasori e grassatori...

...certo che finché un operaio o un docente o un impiegato vanno a votare
al grido di: "Ha fatto i soldi e li farà fare anche a noi..."....

....fessi! Tutti i lorsignori hanno i soldi perché li hanno tolti a voi, incorporando
nei prezzi di ogni cosa che noi compriamo, sì il costo di tutte le mani dalle quali
sono passate le merci, quindi anche i nostri stipendi, ma soprattutto il costo
di tutte le loro ville, yacht, conti miliardari, champagne, auto, pellicce, diamanti,
ristoranti, sarti, agi e tepori di cui si nutrono e di cui si circondano...


> omunque ti chiedo di non spazientirti: se poi volessi estendere il onfronto
> anche alle categorie da te citate, ti prego di farlo.

...basta che dica: cosa cazzo hanno da lamentarsi gli operai quando una badante
lavora il doppio e guadagna la metà? E poi storcere il naso davanti ad un loro
sciopero...

Ed il senso sarebbe già chiaro.
Se non è chiaro rileggere più sopra.

Lassalle


ToniX

unread,
Jan 24, 2003, 9:54:41 AM1/24/03
to
Alcuni argomenti sono un po' preconcetti e pretestuosi, ma e' anche
vero che sono stato troppo sintetico.
(e non spetta a me dire quanto deve guadagnare un insegnante:
quello che deve guadagnare e' deciso dagli accordi sindacati-governo,
io posso solo dare una opinione, che magari e' scontata, ma comunque
e' solo un'opinione)

Allora riformulo il concetto.
C'e' una differenza *qualitativa* riguardo al numero di ore che fa un
operaio e quelle che fa un insegnante: l'operaio fa le sue 8 ore e deve
fare esattamente quelle.

L'insegnante nominalmente fa meno ore, ma e' chiaro che ci sono altre
necessita': tra il preparare prima una lezione, il correggere i compiti,
aggiornarsi etc... alla fine finisce per fare magari anche piu' ore,
che comunque ha la possibilita' di organizzarsi come vuole.

Non c'e' nessun controllo coatto su questo, ne' si auspica che ci sia.
E' semplicemente un dato di fatto, ed e' connaturato alla natura
della sua professione.
In questo senso la "quantita' di lavoro" di un insegnante e quella di un
operaio non sono confrontabili.

(e la cosa vale anche per tante altre professioni, come gia' detto
da altri in questa discussione)

Gli insegnanti in media in Europa guadagnano di piu' (che in Italia) ma
poi si puo' dire che anche gli operai in media
guadagnano di piu' in Europa (la parte occidentale dell'Europa):
questo dato eviterebbe una sorta di contrapposizione interna tra
corporazioni di mestieri che sono entrambi utili per la societa'.

Credo che ci sono situazioni mortificanti per la professionalita'
di un insegnante: se questi e' particolarmente attivo e preparato
nessuno lo premia (se non la sua soddisfazione personale), e viene
+ o - riconosciuto quanto un
altro che magari fa poco piu' delle ore richieste di "presenza", che
corregge i compiti superficialmente, o non si aggiorna etc... e magari
sfrutta il tempo "libero" cosi' guadagnato per fare altre attivita',
e ce ne sono tanti cosi'.

Ma non e' questo il punto: quello che volevo dire, in base un po'
alla mia esperienza e al confronto con altri paesi (conosco un po'
il caso della Svezia per esempio, ed ho sentito qualcosa sugli Usa)
credo che il sistema sia organizzato in modo deludente e mortificante
per gli studenti e per gli insegnanti, e che con buone idee ed un
po' di coraggio le cose potrebbero cambiare (anche prendendo in
considerazione quello che ho detto, senza cercare di rispondere
in modo cosi' inutilmente "caricaturale": ho copiato le parole dell'ex
premier Giuliano Amato, che parlava dell'esperienza dei suoi figli
che pare abbiano frequentato anche la scuola pubblica negli Usa.
Inoltre ti comunico, ma lo sai gia', che c'e' un allarme sanitario sulla
questione degli "zaini baule" sulle spalle di ragazzini anche tra i 10 e
i 13 anni): hai qualche proposta su questa questione "banale"?

Quindi la polemica sull'armadietto, e la caricatura che si fa di questa
proposta ("in che film l'hai visto"), perdonami, mi pare un po' di basso
livello.
Se si cercasse di ridicolizzare ogni "novita'" (!) non si andrebbe mai
da nessuna parte.

Vogliamo dire allora che va tutto bene tranne sul fatto che gli
insegnanti sono pagati troppo poco, e che se c'e' qualcuno che dice
"ma", come ho fatto io, bisogna subito dargli addosso?

Secondo me non basta vedere i problemi della scuola (e dell'istruzione)
solo in modo cosi' riduttivo.

Secondo me invece per migliorare il "prodotto" istruzione occorrono
una serie di cose che non si risolvono con polemiche "contabili" su
questioni ovvie sulle ore di lavoro dell'una o dell'altra categoria.

Poi la contrapposizione corporativa ("manda i tuoi figli dagli operai")
e' un altro modo scadente di entrare nel dibattito.

Saluti.

Lela

unread,
Jan 24, 2003, 10:31:59 AM1/24/03
to

"ToniX" <nom...@domain.com> ha scritto nel messaggio
> Non c'e' nessun controllo coatto su questo, ne' si auspica che ci sia.
> E' semplicemente un dato di fatto, ed e' connaturato alla natura
> della sua professione.
> In questo senso la "quantita' di lavoro" di un insegnante e quella di un
> operaio non sono confrontabili.

Ed è falso. Non ci siamo capiti: gli insegnanti *devono* andare il
pomeriggio ai consigli, ai collegi, ai corsi, agli scrutini, ai colloqui con
i genitori. C'è il controllo coatto e le ore sono perfettamente
quantificabili.

> Credo che ci sono situazioni mortificanti per la professionalita'
> di un insegnante: se questi e' particolarmente attivo e preparato
> nessuno lo premia (se non la sua soddisfazione personale), e viene
> + o - riconosciuto quanto un
> altro che magari fa poco piu' delle ore richieste di "presenza", che
> corregge i compiti superficialmente, o non si aggiorna etc... e magari
> sfrutta il tempo "libero" cosi' guadagnato per fare altre attivita',
> e ce ne sono tanti cosi'.

Questo comporterebbe il serio rischio di creare una "classifica" basata su
"presunti" meriti che lederebbe non poco il diritto e la libertà
d'insegnamento. Non sono assolutamente d'accordo.

> Inoltre ti comunico, ma lo sai gia', che c'e' un allarme sanitario sulla
> questione degli "zaini baule" sulle spalle di ragazzini anche tra i 10 e
> i 13 anni): hai qualche proposta su questa questione "banale"?
>
> Quindi la polemica sull'armadietto, e la caricatura che si fa di questa
> proposta ("in che film l'hai visto"), perdonami, mi pare un po' di basso
> livello.
> Se si cercasse di ridicolizzare ogni "novita'" (!) non si andrebbe mai
> da nessuna parte.

E chiamiamole novità: ma perchè accidenti dobbiamo sempre *copiare* gli
americani? Ma chi l'ha detto che i loro sistemi sono migliori dei nostri?
Troviamo un modo *nostro* di risolvere il problema: l'armadietto sarà anche
coreografico, ma lasciare i libri a scuola è, oltre che praticamente, anche
psicologicamente deleterio. I ragazzi non devono perdere il *contatto* con
lo studio, non devono, ora ci vuole, andare a scuola come se fossero operai:
una volta fuori si spegne il cervello e ci si pensa domani!

> Poi la contrapposizione corporativa ("manda i tuoi figli dagli operai")
> e' un altro modo scadente di entrare nel dibattito.

A me sembra molto più scadente il tuo atteggiamento: oltre alle ore
lavorative c'è da considerare anche la qualità della prestazione, manuale o
intellettuale.


ToniX

unread,
Jan 24, 2003, 11:53:55 AM1/24/03
to
Lela wrote:
> "ToniX" <nom...@domain.com> ha scritto nel messaggio
>
>>Non c'e' nessun controllo coatto su questo, ne' si auspica che ci sia.
>>E' semplicemente un dato di fatto, ed e' connaturato alla natura
>>della sua professione.
>>In questo senso la "quantita' di lavoro" di un insegnante e quella di un
>>operaio non sono confrontabili.
>
>
> Ed è falso. Non ci siamo capiti: gli insegnanti *devono* andare il
> pomeriggio ai consigli, ai collegi, ai corsi, agli scrutini, ai colloqui con
> i genitori. C'è il controllo coatto e le ore sono perfettamente
> quantificabili.
>


Ma se e' su questo terreno che volessi discutere (e non lo voglio)
allora potrei semplicemente rispondere che pur contando queste
ore "coatte"-extra di lavoro *comunque* non si arriva a 40 ore
settimanali.

Ma avete ragione voi in ogni modo: non e' su quello (anzi non e'
*solo* su quello) che bisogna ragionare.
Ho sbagliato a far credere che per me fosse l'unico criterio (nel mio
primo post).


>
>>Credo che ci sono situazioni mortificanti per la professionalita'
>>di un insegnante: se questi e' particolarmente attivo e preparato
>>nessuno lo premia (se non la sua soddisfazione personale), e viene
>>+ o - riconosciuto quanto un
>>altro che magari fa poco piu' delle ore richieste di "presenza", che
>>corregge i compiti superficialmente, o non si aggiorna etc... e magari
>>sfrutta il tempo "libero" cosi' guadagnato per fare altre attivita',
>>e ce ne sono tanti cosi'.
>
>
> Questo comporterebbe il serio rischio di creare una "classifica" basata su
> "presunti" meriti che lederebbe non poco il diritto e la libertà
> d'insegnamento. Non sono assolutamente d'accordo.
>

Ma infatti se si dovesse risolvere il problema che espongo nel modo che
*tu* indichi la cosa avrebbe i lati
negativi che tu dici, per cui non andrebbe bene.

Ci vuole una soluzione, non so quale, ma penso che non puo' essere solo
l'aumento dello stipendio, ne' il confronto diretto con l'operaio, e
comunque qualunque soluzione avra' sempre dei lati negativi da mettere
sull'altro piatto della bilancia (compreso anche un eventuale impegno
formale maggiore da parte degli insegnanti).

Ma il sistema in generale andrebbe migliorato, e se fosse migliore
allora cio' aiuterebbe gli insegnanti a prendere la cosa come una
"missione" (giusto per usare una parola grossa) quale infondo essa
e'.

>
>>Inoltre ti comunico, ma lo sai gia', che c'e' un allarme sanitario sulla
>>questione degli "zaini baule" sulle spalle di ragazzini anche tra i 10 e
>>i 13 anni): hai qualche proposta su questa questione "banale"?
>>
>>Quindi la polemica sull'armadietto, e la caricatura che si fa di questa
>>proposta ("in che film l'hai visto"), perdonami, mi pare un po' di basso
>>livello.
>>Se si cercasse di ridicolizzare ogni "novita'" (!) non si andrebbe mai
>>da nessuna parte.
>
>
> E chiamiamole novità: ma perchè accidenti dobbiamo sempre *copiare* gli
> americani?

Non bisogna nemmeno cercare di essere per forza originali!
E poi quello non e' solo una cosa "americana".

(tra parentesi: per altri motivi sappiamo che il loro sistema di
istruzione e' abbastanza superficiale. Lo ricordo giusto per farlo
sapere a chi ha in mente di obiettarmi questo)

> Ma chi l'ha detto che i loro sistemi sono migliori dei nostri?
> Troviamo un modo *nostro* di risolvere il problema: l'armadietto sarà anche
> coreografico, ma lasciare i libri a scuola è, oltre che praticamente, anche
> psicologicamente deleterio. I ragazzi non devono perdere il *contatto* con
> lo studio, non devono, ora ci vuole, andare a scuola come se fossero operai:
> una volta fuori si spegne il cervello e ci si pensa domani!
>


Io invece penso che una volta a casa, senza stimoli adeguati da parte
dei genitori (spesso), e con il rischio di rimanere annoiati o peggio
presi da problemi vari, magari si finisce di fronte al televisore e il
cervello magari subisce danni ben peggiori.

Non tutti hanno lo spazio fisico o altre "facilities" (compresa
l'atmosfera culturale, psicologica etc...) in casa loro.

Magari non deve essere un fatto obbligato, ma deve essere comunque una
scelta consentita (secondo me almeno), e le esperienze di altri paesi
dimostrano che e' possibile, e personalmente direi che io quando potevo
ho sempre preferito poter stare a scuola anche di pomeriggio.

E poi si puo' fare un po' e un po'. Mica detto che vi deve essere una
svolta radicale ed abolire del tutto i "compiti a casa".

Prendiamo l'esempio dell'universita': all'universita' uno scopre che vi
sono degli spazi aperti sempre, vi sono esercitazioni facoltative
pomeridiane e la possibilita' di usare quegli spazi *pubblici* per lo
studio di gruppo.
Non c'e' niente di straordinario eppure se la cosa la si pensa per gli
studenti delle scuole superiori improvvisamente sembra tabu' (o quasi)!

Chiaro: non ci sono gli armadietti (tranne che per i ciellini :p) ma
quello e' solo un problema logistico (come probabilmente vi sarebbe
anche nelle superiori).

Nessuno pero' ha fatto commenti sull'idea dei libri in formato
elettronico, con possibilita' della stampa delle pagine della lezione
che interessa, derogando alle leggi sul copyright se si tratta della
scuola: per me la spesa per i libri e' una spesa eccessiva, assurda ed
inutile in questo senso.

>
>>Poi la contrapposizione corporativa ("manda i tuoi figli dagli operai")
>>e' un altro modo scadente di entrare nel dibattito.
>
>
> A me sembra molto più scadente il tuo atteggiamento: oltre alle ore
> lavorative c'è da considerare anche la qualità della prestazione, manuale o
> intellettuale.
>

Infatti la cosa va presa su *tanti* aspetti, di cui anche l'orario, e il
tipo e qualita' della prestazione, e' solo una delle questioni in gioco.

giuliano R.I.

unread,
Jan 24, 2003, 1:07:30 PM1/24/03
to

"Micantox" <antoLE...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:Yz9Y9.102183$AA2.4...@news2.tin.it...

> E' giusto che un insegnante guadagni nella maggior parte dei casi quanto
un
> operaio? Se no, dovrebbe guadagnare di più o di meno? E perchè?

un insegnante è un lavoratore come gli altri dovrebbe essere pagato secondo
la sua qualifica e il suo rendimento
la sua qualifica è (rispetto a un operaio) alta, di conseguenza lo stipendio
dovrebbe riflettere questa situazione, il rendimeto è soggettivo e va
valutato singolarmente
per quello che ne so io, la situazione in italia non è buona, la scuola nel
suo complesso è scadente, produce troppi insegnati e di scarsa qualità,
scelte politiche sconsiderate hanno prodotto un eccesso di personale con
conseguente impossibilità sia di farli lavorare adeguatamente che di dargli
uno stipendio adeguato, sempre per scelta politica non si è voluto
riconoscere nessun sistema di meritocrazia dando spazio ai nullafacenti e
(di conseguenza) punendo i capaci

> Ho una madre insegnante, un padre dipendente di azienda farmaceutica,

la loro opinione?

Micantox

unread,
Jan 24, 2003, 1:30:46 PM1/24/03
to
giuliano R.I. wrote:

>[.]cut

>> Ho una madre insegnante, un padre dipendente di azienda farmaceutica,
>
> la loro opinione?

In realta' credo di poter dire che mia madre appartenga a quella categoria
di insegnanti che lavorano seriamente (non credo che siano esemplari cosi'
rari come spesso si vuol far credere) - orari tipo 2 di notte per terminare
tutto quello che ha da fare sono piuttosto frequenti - e mio padre avendo
vissuto 25 anni accanto ad un'insegnante di questo tipo non ha mai dubitato
che le lotte condotte per salari piu' alti da parte del corpo docente
fossero assolutamente legittime.
D'altra parte mi rendo conto che e' impossibile giudicare l'operato di un
insegnante su base oraria dal momento che le ore ufficiali lavorative
ammontano a 18 settimanali piu' un monte ore di 80 annuali tra attivita' di
collegio, scrutinio, consigli di classe, eccetera, ma io per primo mi rendo
conto che mia madre ne effettua molte ma molte di piu'. Se poi la
discussione volge verso la qualita' del lavoro, beh, e' un discorso a parte
che io non voglio affrontare.
Ciao,
Antonio

Lassalle

unread,
Jan 24, 2003, 2:25:04 PM1/24/03
to

"Micantox" <antoLE...@tin.it> ha scritto

> In realta' credo di poter dire che mia madre appartenga a quella categoria
> di insegnanti che lavorano seriamente (non credo che siano esemplari cosi'
> rari come spesso si vuol far credere) - orari tipo 2 di notte per terminare
> tutto quello che ha da fare sono piuttosto frequenti

...mi pare eloquente.


>- e mio padre avendo
> vissuto 25 anni accanto ad un'insegnante di questo tipo non ha mai dubitato
> che le lotte condotte per salari piu' alti da parte del corpo docente
> fossero assolutamente legittime.

Perfetto.

> D'altra parte mi rendo conto che e' impossibile giudicare l'operato di un
> insegnante su base oraria dal momento che le ore ufficiali lavorative
> ammontano a 18 settimanali piu' un monte ore di 80 annuali tra attivita' di
> collegio, scrutinio, consigli di classe, eccetera, ma io per primo mi rendo
> conto che mia madre ne effettua molte ma molte di piu'.

Pura verità.

Se poi la
> discussione volge verso la qualita' del lavoro, beh, e' un discorso a parte
> che io non voglio affrontare.

Permettimi di dire qualcosa io: il reclultamento fa acqua da tutte le parti.
Troppo precariato da una parte, mancanza di criteri edi modalità efficaci
di selezione dei docenti, dall'altra.
Conclusione: reclutamento severo, stipendio maggiorato e stima sociale per un lavoro
che richiede tutto di sé ad una persona.

Lassalle


CptKirk

unread,
Jan 24, 2003, 4:17:26 PM1/24/03
to
Micantox ha scritto:

> E' giusto che un insegnante guadagni nella maggior parte dei casi quanto un
> operaio? Se no, dovrebbe guadagnare di più o di meno? E perchè?

Quella che non hai detto! E' l'operaio che dovrebbe guadagnare di più, ma
non dell'insegnante ma di quanto fà ora e strettamente legato alla
produttività obbiettiva (perchè di nullafacenti "amiconi" dei responsabili
c'è ne sono tanti anche nel privato)!
Purtroppo grazie alla furbizia di destra e del buonismo ingenuo di
sinistra gli operai oggi sono stati messi ad un passo dalla povertà e
dall'incertezza nel futuro (prova a sentire quanto prende un apprendista
oggi [c'è una forte separazione anche nella stessa categoria])!

> Ammesso che in ogni categoria di lavoratori esistono i più ed i meno
> operosi, vorrei che la discussione prescindesse da questo particolare
> aspetto che, troppo spesso, ha finito per condizionare il dibattito ogni
> qual volta ho voluto affrontarlo.

L'operosità è un particolare? Un Particolare!!!!?
Sei propio di sinistra :-)!
Vedi, si dice che il lavoro è un diritto e secondo me é una stupidata!
Una vità dignitosa è un diritto mentre è un dovere rendersi utile
(sentirsi utile è anche piacevole)! Oggi il lavoro spesso non risponde ai
due requisiti o ad uno dei due (anzi spesso più è inutile [in pratica, non
nel sistema] e più paga]) sia nel pubblico che nel privato!
Per quanto riguarda gli insegnanti ci sono troppi punti che stonano
rispetto al lavoro di un operaio e questa forma di dibattito non è la più
adatta ad una discussione così complessa!
Una forma di verifica dell'operato dovrebbe essere utilizzata sicuramente
e ciò per incentivare i portati e eliminare gli scarsi che possono
arrecare grossi danni agli studenti (oltrettutto gli studenti stessi
dovrebbero essere "studiati" per utilizzare i metodi d'insegnamento più
adatti alla loro naturale predisposizione [con l'elettronica e una buona
dose d'intelligenza si può fare facilmente])! L'ultima parte è una
bestemmia per la sinistra ma le conseguenze poi le pagano gli studenti
che iniziano ad odiare la scuola perchè non li "coinvolge" o li "emoziona"
cioè non "parla" con la "lingua" del loro cervello (tutto cio che è
virgolettato và interpretato!)!

In altre risposte ho letto che tua madre spesso fà le due! Perchè?
La risposta più cattiva è che di giorno aveva da fare gli affari suoi
e che come gli studenti si ritrova all'ultimo momento!
Naturalmente senza offesa, però non capisco come si possa arrivare a fare
quell'ora calcolando da quando esce di scuola!
Per quanto riguarda le ore impiegate forse (la butto lì) si potrebbe
davvero fare tutto a scuola e quindi aggiungendo le ore compiti (mentre i
ragazzi li fanno sui banchi lei prepara i successivi in collaborazione con
altre o li corregge) cioè dichiara quante ore utilizza delle propie e
rimane a scuola lo stesso tempo (o un po' meno visto che può collaborare
con altri) ovviamente a pari stipendio (che sarà trattativa futura)! Non
sò perchè ma mi sà che non accetterebbero :-)!

> Ringrazio tutti coloro che vorranno
> partecipare al thread.

Di niente!
thread = discussione, dibattito, ecc. (visto che c'è una traduzione ...)

Non mi sento italiano (G. Gaber) ma diventare americano mi fà più
schifo (CptKirk)!

Ciao!


--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


CptKirk

unread,
Jan 24, 2003, 4:30:17 PM1/24/03
to
ToniX ha scritto:

> Bisognerebbe risparmiare risorse cominciando dai testi testi,
> introducendo fortemente i libri in formato elettronico stampabile,
> introducendo una deroga sulcopyright in questo settore.

Sai perchè i libri vengono cambiati tutti gli anni nonostante i libri
siano molto simili ed aggiornati in maniera discutibile?
E tu vuoi mandare sul lastrico un intero settore? Molto meglio costringere
i genitori a tirare fuori i soldi :-)! Per fortuna la stampa è stata
creata prima della scuola attuale altrimenti gli studenti andrebbero a
scuola con pezzi di creta incisi nell'interesse dei produttori!


Per chi difende i libri (perchè profumano di carta e scrichiolano quando
sono nuovi!):
I libri? Nell'era del computer? Dei programmi che ti fanno ascoltare,
vedere, leggere, partecipare, capire, chiedere, rispondere, .......ecc,
i libri? Ok, facciamoci del male!

Antonio

unread,
Jan 25, 2003, 3:10:26 AM1/25/03
to

"CptKirk " <Cpt...@estranet.it> ha scritto nel messaggio
news:b0sals$2di$1...@news.newsland.it...
>[cut]

> > Ammesso che in ogni categoria di lavoratori esistono i più ed i meno
> > operosi, vorrei che la discussione prescindesse da questo particolare
> > aspetto che, troppo spesso, ha finito per condizionare il dibattito ogni
> > qual volta ho voluto affrontarlo.
>
> L'operosità è un particolare? Un Particolare!!!!?
> Sei propio di sinistra :-)!

Naturalmente intendevo che la discussione non avrebbe dovuto soffermarsi su
un particolare docente la cui nullafacenza non è punita in alcun modo da uno
stato troppo protezionista nei suoi confronti,etc,etc. Intendevo affrontare
un discorso di principio che, per quanto possibile, potesse essere
indipendente dalla possibilità di ritmi oziosi di cui un docente poco
volenteroso può senza problemi approfittare.
..
[cut]
...


> In altre risposte ho letto che tua madre spesso fà le due! Perchè?
> La risposta più cattiva è che di giorno aveva da fare gli affari suoi
> e che come gli studenti si ritrova all'ultimo momento!
> Naturalmente senza offesa, però non capisco come si possa arrivare a fare
> quell'ora calcolando da quando esce di scuola!

Beh, d'accordo forse detta così può essere fraintesa, certo non posso dire
che dal momento in cui esce da scuola alle due di notte pensa solo alla
scuola; e', forse rischiando di essere banale, che credo che sia impossibile
prescindere dagli impegni in più "necessari" che deve affrontare (pulizie,
cucina, spesa, ...) tanto che spesso facendo le due non riesce a finire il
lavoro nonostante il fatto che un minimo tre ore di lavoro a casa ogni
giorno dia un'idea piuttosto precisa della quantità in più di tempo dedicato
alla scuola rispetto al monte ore ufficiale.

[cut]...

> > Ringrazio tutti coloro che vorranno
> > partecipare al thread.
>
> Di niente!
> thread = discussione, dibattito, ecc. (visto che c'è una traduzione ...)
>
> Non mi sento italiano (G. Gaber) ma diventare americano mi fà più
> schifo (CptKirk)!

Chiedo venia, soprattutto di fronte a Gaber:)

> Ciao!

Ciao,
Antonio


^Mara^

unread,
Jan 25, 2003, 3:56:45 AM1/25/03
to

"CptKirk " <Cpt...@estranet.it> ha scritto nel messaggio
news:b0sbdv$3r8$1...@news.newsland.it...

> Per chi difende i libri (perchè profumano di carta e scrichiolano quando
> sono nuovi!):
> I libri? Nell'era del computer?
> Dei programmi che ti fanno ascoltare,
> vedere, leggere, partecipare, capire, chiedere, rispondere, .......ecc,
> i libri? Ok, facciamoci del male!

Saro' anche all'antica, ma non riuscirei a rinunciare ai libri, anche se e'
verissimo che li cambiano troppo spesso perche' questo sia giustificabile.
I libri li puoi portare dove vuoi e ci puoi studiare ovunque tu sia.
Non so, una soluzione potrebbe essere, anziche' l'armadietto delle scuole
statali americane come suggeriva Tonix, libri a casa e un computer su ogni
banco con il supporto magnetico dei testi usati nell'anno. Non si diceva le
tre I ?
See, figurati.
Ciao
Mara

^Mara^

unread,
Jan 25, 2003, 4:01:05 AM1/25/03
to

"Lassalle" <lass...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:b0rfjk$sksup$1...@ID-53526.news.dfncis.de...

> ...più o meno la stessa disapprovazione del docente che quando chiama
> un idraulico e gli lascia 100 euro per meno di un'ora di lavoro, fa il
confronto
> con i 51 euro che guadagna in un giorno intero di lavoro...[...]

> > omunque ti chiedo di non spazientirti: se poi volessi estendere il
onfronto
> > anche alle categorie da te citate, ti prego di farlo.
> ...basta che dica: cosa cazzo hanno da lamentarsi gli operai quando una
badante
> lavora il doppio e guadagna la metà? E poi storcere il naso davanti ad un
loro
> sciopero...
> Ed il senso sarebbe già chiaro.
> Se non è chiaro rileggere più sopra.

grande post, complimenti.
Mara


Go

unread,
Jan 25, 2003, 4:50:35 AM1/25/03
to

"Lassalle" <lass...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> ....fessi! Tutti i lorsignori hanno i soldi perché li hanno tolti a voi,
incorporando
> nei prezzi di ogni cosa che noi compriamo, sì il costo di tutte le mani
dalle quali
> sono passate le merci, quindi anche i nostri stipendi, ma soprattutto il
costo
> di tutte le loro ville, yacht, conti miliardari, champagne, auto,
pellicce, diamanti,
> ristoranti, sarti, agi e tepori di cui si nutrono e di cui si
circondano...

ma allora sei un comunista! :-)
salute
marco


Robinik

unread,
Jan 25, 2003, 6:58:53 AM1/25/03
to
On Fri, 24 Jan 2003 14:39:10 +0100, "Lassalle" <lass...@libero.it>
wrote:

>...ma l'idraulico è un autonomo ed il confronto non è più tra stipendiati, direbbe
>qualcuno. Bene, allora le cose migliorerebbero se invece di far la guerra tra poveri
>mettessimo un operaio a fare il docente ed il docente a fare l'operaio: basterebbe
>un mese all'anno, per avere la più formidabile unità tra lavoratori che si sia mai vista
>in Italia.
>Gli operai scoprirebbero tutto il gravame e la responsabilità che c'è sul lavoro docente
>(ivi compresi 8/10 anni di studio in più non remunerati né pensionabili),
>del quale le 24 ore (insegnante elementare) di docenza ormai non è che una minima parte,
>ed i docenti scoprirebbero cosa vuol dire lavorare in fabbrica, con i tempi ed i ritmi
>dettati dal capo e dalle macchine, spesso in condizioni fisicamente e mentalmente
>pesantissime.

Hai colto in qualche righe un grosso problema, anche se io lo vedo con
occhi diversi dai tuoi. Tu la vedi sotto il tema dell'unita' dei
lavoratori. (mi sembra uno slogan anni '70).
Io la vedo come la scarsa flessibilita' dell'insegnamento stesso.
Abbiamo ingegneri che non sono mai stati in fabbrica, docenti che
insegnano cose solo lette e mai provate, dipendenti che nulla
conoscono della buracrazia e della legge fiscale etc...
Questa commistione che hai proposto trova il mio pieno appoggio
proprio per evitare quella conflittualita' fra tutti i ceti produttivi
(compresi autonomi, avvocati, bancari, docenti, operai, agricoltori
etc.).
Se poi l'idraulico ti chiede 100 euro, prova a farlo tu l'idraulico.
Se l'insegnante prende "solo" 51 euro al giorno, puo' sempre pensare
di fare anche un'altra attivita' (ad esempio dar lezioni pomeridiane
con pagamento in nero).
Se l'operaio guadagna poco, puo' sempre cercar di fare il giardiniere
nelle ore libere o cambiar mestiere.


Ambedue scoprirebbero di avere un problema in comune (stipendi da
fame),
>e ne chiederebbero il conto a chi possiede 11 ville (3 non bastano?), invece
>di farlo Presidente del Consiglio, a gioia e gaudio di tutti i ceti medioalti d'Italia, ivi
>compresi quelli dei ladri, evasori e grassatori...
>
>...certo che finché un operaio o un docente o un impiegato vanno a votare
>al grido di: "Ha fatto i soldi e li farà fare anche a noi..."....
>
>....fessi! Tutti i lorsignori hanno i soldi perché li hanno tolti a voi, incorporando
>nei prezzi di ogni cosa che noi compriamo, sì il costo di tutte le mani dalle quali
>sono passate le merci, quindi anche i nostri stipendi, ma soprattutto il costo
>di tutte le loro ville, yacht, conti miliardari, champagne, auto, pellicce, diamanti,
>ristoranti, sarti, agi e tepori di cui si nutrono e di cui si circondano...
>

Queste parole mi sembrano vetero comuniste coperte da invidioso livore
oltre che condite da teoria economicamente errata.
Ricorda anche che quegli yacht, auto, palazzi e vestiti sono stati
spesso fabbricati con mani operaie, edili e tessili, che hanno cmq
ricevuto uno stipendio. Cosa sarebbe loro successo se non avessero
costruito auto, yacht e palazzi?
ciao!

Lela

unread,
Jan 25, 2003, 7:12:21 AM1/25/03
to

"Antonio" <anto...@libero.it> ha scritto nel messaggio

> > In altre risposte ho letto che tua madre spesso fà le due! Perchè?
> > La risposta più cattiva è che di giorno aveva da fare gli affari suoi
> > e che come gli studenti si ritrova all'ultimo momento!
> > Naturalmente senza offesa, però non capisco come si possa arrivare a
fare
> > quell'ora calcolando da quando esce di scuola!
>
> Beh, d'accordo forse detta così può essere fraintesa, certo non posso dire
> che dal momento in cui esce da scuola alle due di notte pensa solo alla
> scuola; e', forse rischiando di essere banale, che credo che sia
impossibile
> prescindere dagli impegni in più "necessari" che deve affrontare (pulizie,
> cucina, spesa, ...) tanto che spesso facendo le due non riesce a finire il
> lavoro nonostante il fatto che un minimo tre ore di lavoro a casa ogni
> giorno dia un'idea piuttosto precisa della quantità in più di tempo
dedicato
> alla scuola rispetto al monte ore ufficiale.

Antonio, ma che cavolo ti giustifichi?
Saranno fatti di tua madre quali e quante ore della sua giornata
extralavorativa vuole dedicare invece al lavoro? Qua non solo si sta a
sindacare sull'orario *ufficiale*, ma vogliono pure mettere bocca sulle ore
extra, sulla *gestione* delle ore extra, nè riconosciute nè pagate! Ma siamo
pazzi? E tu stai pure a perdere tempo a spiegare? Scusami per il tono, ma
certe ingerenze non le sopporto. Ed è ovvio che uno oltre al lavoro abbia
pure una vita, se ci dobbiamo crocifiggere per quattro soldi lo dicano e
chiudiamo il discorso.


CptKirk

unread,
Jan 25, 2003, 8:30:49 AM1/25/03
to
Lela ha scritto:


> Antonio, ma che cavolo ti giustifichi?

State calmi se potete , ma....


Per Lela :-)! Il mio intervento ti ho irritato? Sospetto tu sia parte in
causa, ma io ti rispondero con molta calma e quindi leggi il tutto con un
accento "molto inglese" ;-)!

Non si stava giustificando ma stava rispondendo a una domanda (ci si
giustifica da un'accusa ed io non ho accusato nessuno)!

> Saranno fatti di tua madre quali e quante ore della sua giornata
> extralavorativa vuole dedicare invece al lavoro? Qua non solo si sta a
> sindacare sull'orario *ufficiale*, ma vogliono pure mettere bocca sulle ore
> extra, sulla *gestione* delle ore extra, nè riconosciute nè pagate! Ma siamo
> pazzi? E tu stai pure a perdere tempo a spiegare? Scusami per il tono, ma
> certe ingerenze non le sopporto. Ed è ovvio che uno oltre al lavoro abbia
> pure una vita, se ci dobbiamo crocifiggere per quattro soldi lo dicano e
> chiudiamo il discorso.

L'argomento del tempo extrascolastico lo ha tirato fuori lui alla solita
accusa (non mia!) che di ore a scuola ne fanno poche (personalmente sò che
si può fare un buon lavoro in due ore o schifoso in tre [per vari motivi])!
Io di fatti ho affermato che lo stipendio degli insegnati non era troppo
alto (ma senza poter stabilire un metro di misura dei risultati [a scuola
sono i ragazzi che devono imparare non gli insegnanti che devono insegnare
[si capisce questa?] neanche si può dire che sia troppo basso almeno per
chi [fossè anche uno] non sà insegnare o non lo fà)! La mia ipotesi
(buttata lì) era invece di ottimizzare il lavoro (ovviamente eliminando
la carta del dire : Ma voi non contate il lavoro di preparazione a casa!,
che spesso viene tirata in ballo nel confrontare gli stipendi), facendo sì
che il lavoro extra sia fatto all'interno della scuola (ed in
collaborazione fra insegnanti [liberamente] in modo che occorra meno tempo
e vi siano più idee a confonto) visto che tot ore sono comunque necessarie
(e a questo punto si può realmente quantificare le ore, l'impegno, i
risultati e remunerare il lavoro complessivo).
Se tu fossi un'insegnante coscienziosa, vorresti prendere esattamente
quanto una che se ne frega? Ovviamente i ragazzi sono tutti diversi e
insegnargli non è come fare bulloni, però alcuni parametri sarebbero utili
(sia per pagare l'impegno, sia per applicare il metodo d'insegnamento più
adatto per ogni cervello nell'interesse di chi s'impegna e di chi studia!)

CptKirk

unread,
Jan 25, 2003, 8:44:34 AM1/25/03
to
^Mara^ ha scritto:

> I libri li puoi portare dove vuoi e ci puoi studiare ovunque tu sia.

Si stanno organizzando anche per l'informatica (vari strumenti e vari
sistemi)!

> Non so, una soluzione potrebbe essere, anziche' l'armadietto delle scuole
> statali americane come suggeriva Tonix, libri a casa e un computer su ogni
> banco con il supporto magnetico dei testi usati nell'anno.

Penso che lo potrebbe essere (però anche a casa dovrebbe esserci un
computer garantito anche ai più poveri [esistono ancora] per avere sempre
la scelta tra computer e libri [secondo il propio tipo di apprendimento])!

>Non si diceva le tre I ?

Noi chi? :-)! Ah, il Berlusca! Ha troppi impegni, lui!:-)
Di una delle I farei anche a meno (visto che poi dovra essere sostituito
col cinese:-))

CptKirk

unread,
Jan 25, 2003, 9:00:20 AM1/25/03
to
Lassalle ha scritto:

> ....basta che dica: cosa cazzo hanno da lamentarsi gli operai quando una >


badante lavora il doppio e guadagna la metà? E poi storcere il naso
> davanti ad un loro sciopero...

Le badanti che scioperano? In do'!?
Cioè uno fà arrivare dall'estero migliaia di disgraziati senza diritti,
propio perchè così accettano stipendi da fame o condizioni incivili e poi
ti diventano comunisti? Non c'è più religione (quindi il polacco è
rimasto senza lavoro, può interessare? Sà un sacco di lingue e vien via
con due lire :-))!
Perchè i politici accettano che i lavoratori vengano in Italia
(immigrazione di massa) e hanno paura che il lavoro vada all'estero
(Terrorismo economico)? A me operaio non cambia molto (anche perchè poi se
fosse cosi conveniente come vogliono far credere lo farebbero in massa
tutti) sempre meno lavori disponibili e diritti ho! Inoltre se l'acqua
calda si mescola a quella fredda ottengo acqua gradevolmente tiepida
(quindi se alcune imprese si spostano nel terzo mondo, questi attivano la
loro economia e raggiungono i livelli nostri [e il vantaggio per le
imprese svanisce])!

Lela

unread,
Jan 25, 2003, 9:23:02 AM1/25/03
to

"CptKirk " <Cpt...@estranet.it> ha scritto nel messaggio
>
> Per Lela :-)! Il mio intervento ti ho irritato? Sospetto tu sia parte in
> causa

Infatti: sono una metalmeccanica cassaintegrata.


> Non si stava giustificando ma stava rispondendo a una domanda (ci si
> giustifica da un'accusa ed io non ho accusato nessuno)!

La tua "battuta" non era proprio da prendere in considerazione, e lui si è
sprecato a rispondere dando spiegazioni.

> Se tu fossi un'insegnante coscienziosa, vorresti prendere esattamente
> quanto una che se ne frega?

Certo. Mi pare che in nessun altro campo ci sia un tale sistema
meritocratico e personalizzato, ed in tutti i campi c'è chi lavora e chi se
ne frega. Non vedo perchè gli insegnanti dovrebbero essere sottoposti a
questo tipo di valutazione che, da chiunque fosse fatta, tutto sarebbe
tranne che obiettiva.


CptKirk

unread,
Jan 26, 2003, 9:18:51 AM1/26/03
to
Lela ha scritto:

> Mi pare che in nessun altro campo ci sia un tale sistema
> meritocratico e personalizzato, ed in tutti i campi c'è chi lavora e chi >
se ne frega.

Non sò dalle tue parti, ma dalle mie in molte aziende ci sono dei
parametri di produttività. Soprattutto in quelle che poi hanno i conti in
attivo (lo studio di come viene svolto un lavoro permette non solo di
valutare i singoli comportamenti ma anche di migliorarlo)! Per motivi di
lavoro io ho visto il funzionamento di molte aziende e ho visto "ingegneri"
con il metro in mano calcolare le distanze per avere un'idea di quanto
tempo ci vuole per compiere un' azione saputo la distanza. In molti altri
campi più semplicemente si mette un premio produzione a partire da quella
ipotizzata per poi, informati sui risultati, rispostare il minimo a
livelli più alti! Naturalmente è vero che per gli "amici"(ruffiani,
amiconi,quelli che ...,ecc ci sono i posti tranquilli lo stesso (spesso
come responsabili cioè i controllori del lavoro altrui!) ma questo si
chiama Italia!
Ovviamente nessuno si augura questi livelli di controllo, ma dei parametri
accettabili si possono trovare (sò che non sarai d'accordo) stabiliti
scientificamente (cioè creando alcune ipotesi e poi valutarne sul campo i
risultati, eventualmente aggiustandole,per poi scegliere le migliori per i
risultati stessi).

giuliano R.I.

unread,
Jan 26, 2003, 10:56:19 AM1/26/03
to

"CptKirk " <Cpt...@estranet.it> ha scritto nel messaggio
news:b10qt6$f6u$1...@news.newsland.it...

> Lela ha scritto:
>
> > Mi pare che in nessun altro campo ci sia un tale sistema
> > meritocratico e personalizzato, ed in tutti i campi c'č chi lavora e chi
>
> se ne frega.
>
> Non sņ dalle tue parti, ma dalle mie in molte aziende ci sono dei
> parametri di produttivitą. Soprattutto in quelle che poi hanno i conti in
> attivo

anche dalle mie parti
quando ho letto la risposta che ti ha dato lela non sapevo se mettermi a
ridere o a piangere


Lela

unread,
Jan 26, 2003, 11:37:35 AM1/26/03
to
"CptKirk " <Cpt...@estranet.it> ha scritto nel messaggio:

>
> Non sò dalle tue parti, ma dalle mie in molte aziende ci sono dei
> parametri di produttività. Soprattutto in quelle che poi hanno i conti in
> attivo (lo studio di come viene svolto un lavoro permette non solo di
> valutare i singoli comportamenti ma anche di migliorarlo)!

Dalle mie parti si applica la legge dello Stato Italiano, non so dalle tue.
E dalle mie parti, se parliamo del pubblico impiego, di cui fa parte anche
l'insegnamento, la retribuzione è basata sulla quantità e qualità del lavoro
prestato, senza distinzioni circa la produzione. (impiegati, dipendenti
regionali, etc...).
Dalle mie parti, nel privato, la retribuzione può essere a tempo, a cottimo,
a provvigioni, mista. Dalle mie parti, quella a cottimo è basata
esclusivamente sulla produzione. Dalle mie parti possono esservi delle
attribuzioni patrimoniali accessorie *in aggiunta* alla retribuzione normale
minima, come i premi produzione. Dalle mie parti, quindi, solo la
retribuzione a cottimo è basata sulla produzione, gli eventuali *premi
produzione* in aggiunta alla retribuzione a tempo sono qualcosa *in più*,
che nulla hanno a che vedere con il calcolo della retribuzione minima basata
sulla quantità e qualità del lavoro prestato e sufficiente a garantire al
lavoratore un'esistenza libera e dignitosa.


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