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Più inquietante di... di niente, ormai: cosa può sorprenderci ancora?

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Fluck

unread,
Feb 12, 2010, 5:30:28 PM2/12/10
to
> Ciancimino, rivelazioni su Moro
> nuovo pizzino con nome Berlusconi
> 'Mio padre intervenne per non farlo liberare'. E' una delle dichiarazioni rese da Massimo Ciancimino al processo Dell'Utri confluito a Milano. Nuovi verbali nuovi verbali sugli investimenti mafiosi in Milano 2 con la mediazione eccellente di Roberto Calvi. Il tutto corredato da nuovi verbali di interrogatorio e da due nuovi pizzini in uno dei quali, oltre a quello di Marcello Dell’Utri, compare anche il nome di Berlusconi. "Berlusconi-Ciancimino-Marcello Dell’Utri Milano truffa e bancarotta. Ciancimino-Alamia- Dell’Utri Alberto"
> di Alessandra Ziniti
> Palermo - Nuove rivelazioni sul rapimento di Aldo Moro e nuovi verbali sugli investimenti mafiosi in Milano 2 con la mediazione eccellente di Roberto Calvi. Il tutto corredato da nuovi verbali di interrogatorio e da due nuovi pizzini in uno dei quali, oltre a quello di Marcello Dell’Utri, compare anche il nome di Berlusconi. "Berlusconi-Ciancimino-Marcello Dell’Utri Milano truffa e bancarotta. Ciancimino-Alamia- Dell’Utri Alberto".
>
> Eccolo uno dei nuovi "pizzini" consegnati da Massimo Ciancimino ai pm della Dda di Palermo Antonio Ingroia e Nino Di Matteo e depositati oggi al processo d’appello contro Marcello Dell’Utri dove, per la seconda volta, il pg Antonio gatto ha chiesto di sospendere la requisitoria e di ascoltare in aula Massimo Ciancimino. Una deposizione che, nei mesi scorsi, la corte aveva respinto ritenendo le sue dichiarazioni vaghe e che ora l’accusa torna a chiedere dopo la produzione di materiale che si ritiene indispensabile per la decisione finale. La difesa di Dell’Utri ha chiesto quindici giorni per esaminare le nuove carte e il processo è stato rinviato al 26 febbraio.
>
> Secondo il racconto di Massimo Ciancimino, nel 1970 suo padre investì 150 milioni di lire in società riconducibili ai costruttori Buscemi e Bonura. I frutti dell’operazione, un miliardo e mezzo di lire, vennero prima depositati alla banca rasini e poi investiti nella Edilnord per la costruzione di Milano 2. Ciancimino aggiunge che anche i boss mafiosi Bontade e Teresi, per il tramite di Dell’U tri, investirono 3 miliardi e mezzo nella stessa operazione. sarebbe stato poi il banchiere Roberto Calvi a consegnare a Vito Ciancimino 3 miliardi, parte del profitto, poi investiti in brillanti.
>
> Agli atti del processo è finito anche un verbale reso da Ciancimino ai pm di Roma. "Nel 2000 mio padre mi disse che i cugini Salvo e l'on. Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana, si erano rivolti a Salvo Lima dicendo di essere in grado di dare indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro. In seguito a mio padre era stato chiesto di impedire la liberazione dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio Ruffini. Mio padre disse a Pippo Calò che non si sarebbe più dovuti intervenire per la liberazione".
>
> (12 febbraio 2010)

massivan

unread,
Feb 12, 2010, 5:44:04 PM2/12/10
to
> "Fluck"

> "Nel 2000 mio padre mi disse che i cugini Salvo e l'on.
> Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana, si erano rivolti a
> Salvo Lima dicendo di essere in grado di dare
> indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro. In seguito
> a mio padre era stato chiesto di impedire la liberazione
> dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio
> Ruffini

> Mio padre disse a Pippo Cal� che non si sarebbe pi� dovuti intervenire per
> la liberazione".

> (12 febbraio 2010)

"massivan"

Ora che sei pronto a tutto leggi
perch� Moro "doveva" tacere...

----------------------------------------------

http://www.globalproject.info/art-4317.html


Quando il petrolio sommerse la politica Lo scandalo dei petroli,
scoppiato in Italia nell'autunno del 1980, venne anche definito lo "scandalo
dei duemila miliardi" (una cifra astronomica per l'epoca) che corrispondeva
a quanto fu sottratto all'erario statale. Furono i magistrati di Treviso a
cominciare le indagini, concluse poi dal giudice istruttore Mario Vaudano
con il procedimento 349/81 per contrabbando a carico di diversi petrolieri,
tra cui Bruno Musselli (amico intimo di Aldo Moro), Mario Milani e Carlo
Boatti, e che si concluse il 30 aprile 1987. Anche alti esponenti della
Guardia di finanza (tra cui il generale Raffaele Giudice, iscritto alla P2 e
amico di Andreotti, e il generale Donato Lo Prete, anche lui piduista)
subirono condanne per il reato di corruzione. Come regista di queste frodi
fu indicato dai giudici Sereno Freato, segretario personale di Aldo Moro. Ma
fu tutto il mondo della politica a tremare per quell'indagine: da Antonio
Bisaglia, che perse la poltrona di ministro per le Partecipazioni statali
(di recente � stata riaperta l'indagine della sua morte, archiviata troppo
in fretta come "incidente"), a Salvo Lima, a vari esponenti del Psi, del
Pdsi e della Dc. Furono coinvolti rappresentati del Vaticano, faccendieri,
finanzieri. Si scoprirono conti in Svizzera aperti da esponenti politici
italiani. Poi lo scandalo si spense, con poche condanne tra cui,
paradossalmente, anche quella del pm Vaudano, sottoposto a procedimento
disciplinare per aver aperto i cassetti di alcuni deputati piduisti.

Fluck

unread,
Feb 12, 2010, 6:56:35 PM2/12/10
to
Il 12/02/2010 23.44, massivan ha scritto:
>> "Fluck"
>
>> "Nel 2000 mio padre mi disse che i cugini Salvo e l'on.
>> Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana, si erano rivolti a
>> Salvo Lima dicendo di essere in grado di dare
>> indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro. In seguito
>> a mio padre era stato chiesto di impedire la liberazione
>> dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio
>> Ruffini
>> Mio padre disse a Pippo Calᅵ che non si sarebbe piᅵ dovuti intervenire per

>> la liberazione".
>
>> (12 febbraio 2010)
>
>
>
> "massivan"
>
> Ora che sei pronto a tutto leggi
> perchᅵ Moro "doveva" tacere...

>
> ----------------------------------------------
>
> http://www.globalproject.info/art-4317.html
>
>
> Quando il petrolio sommerse la politica Lo scandalo dei petroli,
> scoppiato in Italia nell'autunno del 1980, venne anche definito lo "scandalo
> dei duemila miliardi" (una cifra astronomica per l'epoca) che corrispondeva
> a quanto fu sottratto all'erario statale. Furono i magistrati di Treviso a
> cominciare le indagini, concluse poi dal giudice istruttore Mario Vaudano
> con il procedimento 349/81 per contrabbando a carico di diversi petrolieri,
> tra cui Bruno Musselli (amico intimo di Aldo Moro), Mario Milani e Carlo
> Boatti, e che si concluse il 30 aprile 1987. Anche alti esponenti della
> Guardia di finanza (tra cui il generale Raffaele Giudice, iscritto alla P2 e
> amico di Andreotti, e il generale Donato Lo Prete, anche lui piduista)
> subirono condanne per il reato di corruzione. Come regista di queste frodi
> fu indicato dai giudici Sereno Freato, segretario personale di Aldo Moro. Ma
> fu tutto il mondo della politica a tremare per quell'indagine: da Antonio
> Bisaglia, che perse la poltrona di ministro per le Partecipazioni statali
> (di recente ᅵ stata riaperta l'indagine della sua morte, archiviata troppo

> in fretta come "incidente"), a Salvo Lima, a vari esponenti del Psi, del
> Pdsi e della Dc. Furono coinvolti rappresentati del Vaticano, faccendieri,
> finanzieri. Si scoprirono conti in Svizzera aperti da esponenti politici
> italiani. Poi lo scandalo si spense, con poche condanne tra cui,
> paradossalmente, anche quella del pm Vaudano, sottoposto a procedimento
> disciplinare per aver aperto i cassetti di alcuni deputati piduisti.
>
>
>


Mi ero dimenticato di Freato, ero fermo al comandante della GdF Giudice,
come personaggio in vetrina.

Il prezzo da pagare furono le vite di Aldo Moro e, forse, di Bisaglia?

Erano i piᅵ indifesi?


massivan

unread,
Feb 12, 2010, 11:52:19 PM2/12/10
to
> "Fluck"

> Il prezzo da pagare furono le vite di Aldo Moro e, forse, di Bisaglia?
>

> Erano i pi� indifesi?


"massivan"

E del fratello (prete) di Bisaglia


http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/bisaglia.htm


ANTONIO BISAGLIA - POLITICO DELLA DC - BIOGRAFIASCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI ANTONIO BISAGLIA


Il "trio" PI-RU-BI

QUEL GIORNO A PORTOFINO
24 GIUGNO 1984 - Muore in circostanze curiose ANTONIO BISAGLIA, 57 anni,
papavero della DC veneta, nella baia di Portofino, a poche centinaia di
metri
dalla scogliera sovrastata dalla villa del re degli elicotteri (gli
Agusta,
poi ereditata dalla vedova Vacca Augusta - morta anche lei in circostanze
misteriose), cadendo e annegando in mare.

L'inchiesta stabil� che Antonio Bisaglia cadde dal panfilo Rosal�, di
propriet� della moglie Romilde Bollati di Saint Pierre, in seguito ad
un'"onda
anomala" mentre veleggiava nel pittoresco golfo.
Ma molti, ancora dopo molti anni si chiedono come mai l'uomo politico
possa
essere rotolato gi� dalla tuga, su cui pare - dopo aver pranzato - si
fosse
sdraiato, in una giornata (si appur� poi) di calma con una mare liscio
come
l'olio; oltretutto Bisaglia non era su una barchetta o su un sandolino, ma
su
un veliero di 22 metri, di stazza particolarmente pesante (50 ton.);
ammettendo pure una qualsiasi onda anomala, questa pu� solo far tintinnare
al
massimo le bottiglie e i bicchieri della cambusa, non scaraventare in mare
un
uomo di 90 chili, che mentre leggeva il giornale (dissero i presenti)
cadde
gi� dalla tuga, atterr� sulla passeggiatina, vi rotol�, travolse un paio
di
candeliere, e fin� in mare. Quindi una scena piuttosto rumorosa che non
dovette passare inosservata.

Eppure si disse che era andata cos�. Anche se, mentre prendeva il sole
sdraiato, non era solo, ma c'erano sei persone a bordo, il veliero non
andava
a cento all'ora come un motoscafo da competizione, ma ad andatura da
"siesta",
e un "giovane" di 57 anni (buon nuotatore), ammettendo che nessuno l'abbia
visto finire in mare, con una nuotata perfino in "stile vacca" poteva
benissimo raggiungere uno scoglio, o fare il morto e salvarsi. Invece - a
quanto pare- and� gi� come un sacco di patate e mor� annegato, scivolato
mentre prendeva il sole. Subito (!) ripescato, era gi� morto. (per morire
affogati, anche un uomo stordito, occorrono 3-4 minuti).

"Quello stesso giorno Francesco Cossiga, allora ministro degli interni,
piomb�
nell'ospedale di Santa Margherita, dove Bisaglia, subito ripescato in
mare, fu
portato gi� morto. Non fu eseguita nessuna autopsia e la sera stessa la
bara
fu portata a Genova, poi con un volo militare direttamente a Roma.
In acqua oltre il cadavere, quello stesso giorno era stata ritrovata la
bandiera dell'imbarcazione, la cui asta era apparsa intatta. Si pens� (ma
chi
lo pens� non si seppe mai) che poteva essere stato quello il corpo
contundente
con il quale qualcuno delle sei persone a bordo del Rosal� avrebbe potuto
assassinare, con o senza premeditazione il nemico giurato di RUMOR & C.,
sul
cui corpo il medico legale aveva riscontrato una profonda ferita
traversale
lacero contusa. Furono avanzate molte ipotesi pi� o meno fantasiose
(persino
quello di un delitto su commissione compiuto da un uomo rana poi fuggito a
nuoto) ma alla fine prevalse la tesi sostenuta fin dall'inizio dalla
difesa".
(il virgolettato in corsivo � del Giornale di Vicenza, articolo del
direttore,
12 gennaio 2000)

Il fratello sacerdote di Bisaglia - Mario Bisaglia- si era messo sulle
tracce
della misteriosa morte. Non era convinto della tesi della disgrazia. Ma
non
sappiamo cosa appur�, ma sappiamo che qualche tempo dopo fu rinvenuto
cadavere
(affogato anche lui) in un laghetto alpino del Bellunese, con le tasche
piene
di sassi. Strana fine per un prete, fra l'altro impegnatissimo a fare
luce
sulla morte del fratello.
Il sacerdote, assistente diocesano - fu ritrovato cadavere il 17 agosto
alle
ore 20,30 galleggiante nelle acque del lago di Centro di Cadore, nei
pressi di
Domegge. Era partito il 14 agosto da Rovigo per Calalzo (forse, secondo
alcuni, per raggiungere il Papa, in quei giorni in soggiorno a Lorenzago).
Nessuno l'ha mai visto arrivare n� a Calalzo n� a Domegge, zona del lago.
Ma
secondo gli inquirenti doveva incontrarsi con due giornalisti: Daniele
Vimercati del Giornale e Michele Brambilla dell'Unit�, ai quali avrebbe
voluto
raccontare qualcosa (!?) sulla morte del fratello.
Portato all'obitorio, l'esame fatto sul cadavere, accert� che nei polmoni
non
c'era acqua. Fra l'altro c'� da dire che in quelle acque vi � una presenza
massiccia di diatomee, un microrganismo. E dato che il cadavere era in
stato
di decomposizione, era quanto meno strano che non ci fosse nessuna
presenza di
tale microrganismo nell'apparato respiratorio. Salvo pensare che prima si
era
lui stesso stordito con delle pietre, che fece in tempo a mettersele in
tasca,
e poi si butt� in acqua.
Ce n'era abbastanza per inviare un'inchiesta a tutto campo, ma che si
risolse,
alla fine, con l'archiviazione.
Nonostante, non uno ma molti misteri e tantissimi elementi dei due
"gialli"
che non quadravano, i magistrati di Chiavari avevano gi� concluso mesi
prima
che la morte di Bisaglia era "dovuta a disgrazia" e quelli che si
occuparono
della morte del prete, confermarono il proposito (!?) "suicida" del prete.
Amen per tutti e due!
----------------------------------------

MA CHI ERA ANTONIO BISAGLIA ?

La carriera di Bisaglia, padovano, era iniziata accanto a Mariano Rumor,
il
potente democristiano veneto di Vicenza. Questo figlio di un ferroviere di
Rovigo, ex seminarista (ambiente che gli verr� poi utile) 25 enne, Rumor
se lo
era allevato in casa quando zelante gli comparve davanti nel 1952. Due
anni
dopo, lo zelo pag�: � nominato presidente della Cassa mutua di Rovigo. Nel
1956 entra nel Consiglio provinciale del partito. Alle elezioni politiche
del
1963 raccoglie 35.000 voti; Bisaglia a 37 anni entra in Parlamento.

Un territorio quello Veneto, dove Rumor grazie al suo nome dominava
"parrocchie" e "parrocchiani", e non per nulla fu soprannominato il "Pio
Mariano". A capo letto di molti vicentini, accanto all'immagine della
Madonna
di Monte Berico, c'era la sua. E se in Italia c'era stato "un" miracolo
economico", nel vicentino Rumor ne fece una successione continua di
miracoli.
A bizzeffe!! Una miriade di artigiani trasformatisi in imprenditori.

Rumor astro nascente nei governi De Gasperi, nel '51 era stato nominato
sottosegretario all'Agricoltura, e in seguito ministro. Uno dei dicasteri
di
maggiore impatto e influenza sociale (proprio nei paesi di campagna, del
Veneto in particolare) tanto che la Democrazia Cristiana non ne ha mai
lasciato la guida ad esponenti degli altri partiti alleati.

Il giovane deputato Bisaglia 37 enne, � il luogotenente di una fetta del
"feudo" rumoriano, la provincia di Padova. Si distingue in sottomissione
pi�
degli altri "cortigiani" e Rumor nel 1968 lo ricompensa: lo nomina
sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Con il suo "maestro" vive
gli
anni d'oro della famosa corrente "dorotea"; per il Veneto � una manna, e
nel
Trentino pure, con l'altro "doroteo" Piccoli. I tre per il Nord-Est sono
quasi
una cosa sola, PI-RU-BI: un sodalizio forte, che costruisce nella regione
un
regno, un impero democristiano. Canoniche, banche, giornali, piccole e
grandi
industrie, agricoltori, che hanno bisogno di un appoggio, alla diarchia
devono
rivolgersi se volgiono "progredire".
Bisaglia inizia per� ad essere il maggior referente. Alle elezioni
politiche
del 1972, da 35mila, sale a 138.000 preferenze.

Un impero che � formato anche dalla campagna; e Rumor proprio dentro la
sua
"agricola fortezza" fa entrare Bisaglia. Lo troviamo infatti ministro
dell'Agricoltura nel V Governo Rumor varato il 14 marzo 1974 (attenzione
alle
date).
Il governo Rumor del marzo '74 cade dopo pochi mesi, il 10 giugno (inutile
un
nuovo governo V Rumor Bis) lo rimpiazza cinque mesi dopo, il 23 novembre,
un
governo Moro (Moro IV) e qui - abbandonando al suo destino il suo
"maestro-
troviamo Bisaglia al dicastero della Partecipazioni statali. Che negli
anni
Settanta era un vero e proprio "impero nazionale", altro che provincia! E
se
il suo capo aveva fatto i "miracoli" nelle campagne e nei piccoli
artigiani
veneti, lui inizia a fare i"miracoli" dentro i piccoli imprenditori, in
pochi
anni diventati tutti industriali di questo o quel settore. Gare di
"beneficienza", facendo concorrenza, ma anche l'ingrato, con chi fino
allora
l'aveva fatta per lui, per fargli scalare il Monte-citorio.

Il giovane "portaborsa" ha gi� fatto un salto di qualit� senza il suo
"padrino". Motivo: i voti, le tessere e quindi la regola del manuale
Cencelli
pagano. Lui era un convinto sostenitore delle tessere. E di voti e di
tessere
Bisaglia ne ha fatto incetta battendo in lungo e in largo le campagne
Venete;
prima roccaforti di Rumor, che in breve tempo diventano sue.

Bisaglia nei cinque mesi con Rumor V, morde il freno, il governo Moro �
ancora
lontano (a Novembre). Lui non ha ancora il dicastero (che gli verr� poi
dato
da Moro) , ma interviene (sta per scoppiare il caso Sindona- 13 settembre
'74)
al cambio della guardia alla Banca d'Italia. Prima delle ferie di agosto
ha
subito voluto comunicare a tutti il suo fururo riordino gi� in gestazione.
Parla perfino delle nuove nomine ai vertici delle grandi aziende
pubbliche.
"All' ENI e all'Efim" ecc. -dice- e aggiunge: "...e anche a molte altre,
come all' IRI, ma ci penser� dopo le vacanze". Che stile! Da vero potente!
Prima le mie vacanze! E sa gi� che andr� a quel ministero: le
partecipazioni
statali.

Politico rampante? Scalata alla segreteria DC? macch�. Rimase famosa una
sua
intervista nella quale disse: "Non far� mai il segretario della Dc. Ma
sar�
sempre uno dei pochi che lo decidono".

Sentendosi l'allievo molto forte, Bisaglia ha iniziato non solo nel
padovano
ma nel vicentino (dove Rumor prendeva i voti) a fare il suo giro negli
istituti religiosi (dove Rumor proprio l� dentro aveva la sua forza - da
una
vita ha in mano una tipografia pontificia che stampa santini; suo padre
era
del resto a inizio secolo uno dei fondatori dell'Opera dei Congressi).
Bisaglia da Padova da poco diventato un suo feudo, grazie a Rumor, cosa
fa?
Sconfina e comincia a lasciare a preti e monache del vicentino il suo
"santino-immagine" di "protettore". Insomma, infastidendo il suo padrino
"in
casa". "A soffiargli sul collo"!! A congiurare!!!

E ci riesce da l� a poco! Infatti il 26 luglio del 1975 (lui � dal 23 nov
'74
dentro il governo Moro IV) al consiglio nazionale della DC si verifica una
frattura nella corrente dei dorotei; il leader (e fondatore!) Rumor viene
posto in minoranza proprio dal suo ex luogotenente Antonio Bisaglia
assieme al
trentino Flaminio Piccoli. Cio� si rompe il famoso trio sodalizio
PI-RU-BI
(Piccoli TN, Rumor VI, Bisaglia PD) della "Balena Bianca" del Veneto. (sta
per
nascere il famoso "preambolo" con tanta acqua per il mulino CAF)
(a rimetterci fu la famosa locale autostrada PD-VI-TN. Concepita dai tre
potenti, poi in lite, questa rimase incompleta. E lo � ancora! Ma il nome
molto "allusivo" gli � rimasto; cioe la "PI-RU-BI". Un progetto la cui
realizzazione costava 100 ma sal� poi a 1000, e nonostante ci� rimase poi
a
met�, incompleta. Anzi peggio, ancora oggi non serve a nulla!!! Termina
improvvisamente in un paese dimenticato da Dio e dagli uomini. Cio� fra i
sassi della Valdastico. E' l'autostrada che in Italia nessuno conosce,
salvo
qualche contadino che scende in citt� alla fiera delle vacche una volta
all'anno. Quando la si percorre se s'incontra un'altra auto la si saluta
con
la mano. Gi� a mezzanotte non si vede pi� anima viva, la percorrono solo i
fantasmi. Ma dalle ore 24 alle 6 del mattino nemmeno quelli).

Lo ritroviamo Bisaglia (senza pi� il suo protettore-maestro - ha fatto
ormai
amicizie "nazionali" e non pi� "provinciali") ancora ministro delle
Partecipazioni il 12 febbraio 1976 nel V Governo Moro. Alla stessa
poltrona lo
troviamo nel Governo Andreotti V, varato il 21 marzo 1979.
Il giorno prima - 20 marzo - � stato assassinato PECORELLI; e sempre nello
stesso giorno viene incriminato negli Usa, Sindona per il fallimento della
sua
banca - la Franklin National Bank; scoppia lo scandalo alla Banca d'Italia
e
tre giorni dopo � arrestato il governatore Baffi con il suo vice
Sarcinelli;
poche settimane dopo, l'11 luglio � assassinato Ambrosoli il liquidatore
di
Sindona.

Poi ancora Bisaglia lo troviamo nel I e II Governo Cossiga del 5 agosto
1979
e del 5 aprile 1980 come ministro dell'Industria, poi anche in quello
di....
Forlani varato il 18 ottobre 1980 in una circostanza molto singolare, i
franchi tiratori "impallinarono" brutalmente Cossiga nella faccenda della
cessione Alfa ai giapponesi con forte opposizione degli Agnelli (vedi il
relativo anno e mese). (Ma ora, attenzione alle date!)

Pochi giorni dopo il varo del governo Forlani, (il 24 ottobre 1980)
scoppia
(sotto una diabolica regia) lo "scandalo dei petroli". Bisaglia � chiamato
in
causa dal senatore missino Pisan� di essere LUI il "padrino dei petrolieri
&
C".
Lo scandalo cos'era? 2000 miliardi (di allora, cio� nel 1974-1980) finiti
nelle tasche di alcuni funzionari, politici, industriali, falsificando le
bollette d'importazione. La denuncia era stata fatta inutilmente da un
onesto
funzionario molti mesi prima, cio� in piena crisi petrolifera, al suo
generale
(che poi risult� essere proprio lui l'artefice di tutta la truffa) e al
presidente della sezione finanze e tesoro Remo Segnana (DC) che dopo una
ulteriore denuncia (in altre sedi) di altre due onesti funzionari,
scoppiato
poi lo scandalo, si giustific� del proprio silenzio, dicendo di aver
tenuto il
dossier nel cassetto (!?), perch� credeva (!?) fosse un documento segreto.

Altro che segreto! BISAGLIA � chiamato in causa da Pisan� per i fondi dati
a
Pecorelli (che guarda caso prima di essere assassinato pochi settimane
prima,
stava rivelando sulla sua OP proprio la grande truffa del petrolio:
"....13
(tredici) milioni di barili di benzina spariti, mentre gli italiani vanno
a
piedi e le industrie sono in piena crisi energetica" -cos� scrisse
Pecorelli
nella sua "pettegola" rivista OP, promettendo nel successivo numero, altre
rivelazioni: cio� nomi e cognomi (ma non fece in tempo! fu ammazzato
prima!
Uno dei tre colpi, proprio in bocca! Chiaro? )

Implacabile PISANO' (Msi) sullo scandalo petroli tir� in ballo pure la
buon'anima di Aldo Moro. La DC reag� su Il Popolo del 28 ottobre con
sdegno,
affermando che "...� un torbido tentativo dissacratore nei confronti di
chi ha
scritto le pagine pi� limpide della storia d'Italia". E' insomma scandalo,
indignazione, disgusto. Che per� dur� solo un mattino. Tra gli accusati e
incriminati figurava Sereno Freato, il segretario privato vicentino (di
Camisano) fedelissimo collaboratore di Aldo Moro. Musselli il petroliere
chiamato in causa come corruttore, non sment� i legami finanziari con
Freato
esibendo degli assegni della sua societ� svizzera "Sipca" da lui firmati
a
favore di Freato e dallo stesso Freato in Svizzera incassati. Salt�
dunque
fuori un conto segreto in Svizzera dello statista DC. Il 20 aprile del '83
saranno entrambi (Freato e Musselli) arrestati e rinviati a giudizio poi
condannati.
(Nota: le sentenze furono poi annullate dalla prima sezione penale della
Cassazione presieduta da Corrado Carnevale (chiamato "l'ammazza
sentenze");
il Freato fu definitivamente assolto dall'accusa di aver favorito
attraverso
la ricerca di protezioni politiche il contrabbando di petroli.

"Quei fondi -sostenne l'agguerrito avvocato difensore di Freato- erano
null'altro solo dei rientri di un "conto svizzero" della corrente
morotea". -
(Ma che strano, un grande statista e "moralista" come Moro che per
cautelare i
suoi capitali (pardon i capitali della sua corrente) li deposita in
Svizzera e
non in Italia!).

Il giudice Vaudano che inizi� le indagini e condusse anche tutto il
processo
dello "scandalo petroli", del resto lo aveva gi� annunciato alla
conclusione
del processo: "Non si � potuto andare fino in fondo sul filone delle
coperture
politiche. E stata la prima esperienza di un'indagine su vasta scala
contro la
corruzione dei pubblici poteri... e quindi qualcosa pu� esserci sfuggito
(...)
"Sono state molte le difficolt� incontrate nel fare le ricerche in
Svizzera,
cio� seguire le tracce di centinaia di milioni dati dai petrolieri
coinvolti
ad alcuni partiti di maggioranza" (Torino, Comunicato Agenzia Ansa, del 30
maggio 1992, ore 13,48)
Insomma si disse che "le coperture politiche non vi furono, che la frode
fu
gestita interamente dai petrolieri e dai finanzieri corrotti" (Ib. ore
17,01).
Cio� dai mariuoli di provincia! Amen!!

PISANO' lesse durante quella famosa seduta in Parlamento una lettera
chirografa di PECORELLI indirizzata a BISAGLIA in cui il giornalista
chiedeva
gli arretrati di pagamenti gi� concordati (!?). Entr� anche in scena
Rosita
Pecorelli, la sorella del giornalista ammazzato, che conferm� di aver
consegnato a Pisan� la lettera da lui esibita in Parlamento e che era
stata
indirizzata da suo fratello a Bisaglia per richiedere "altri"
finanziamenti.
("Altri" ?! Ma allora, ce n'erano stati anche prima !!!)
Perch� e con quale scopo Bisaglia dava un "obolo" a quella "penna al
vetriolo"
di Pecorelli? per far star zitto uno che sapeva troppo? o per usare la sua
"penna" per mandare messaggi criptici ai suoi avversari? La tesi pi�
probabile
era che la Dc prendeva finanziamenti da Sindona, e Pecorelli lo sapeva
molto
bene- come vedremo pi� avanti)

In sostanza (e nel 1980 questo conveniva) si inizi� ad accusare Bisaglia
di
aver finanziato ambiguamente l'agenzia e la rivista OP di Pecorelli. Le
ragioni non si approfondirono. Non c'era nulla di male finanziare una
rivista, lo fanno tanti. Eppure l'esponente DC replic� che era tutto falso
(ma
poi perch� si dimise (!? o "buttato a mare") da ministro?) appellandosi a
un
Giur� d'onore.
Il Giur� d'onore emise una sentenza salomonica (!?). "I finanziamenti non
sono
provati. La lettera s�, � autentica, ma non prova che Bisaglia l'abbia
mai
ricevuta" (Ovvio, di sicuro non gli conveniva a Bisaglia di confermare di
averla ricevuta. N� Pecorelli era in grado di confermare al giur� di
averla
inviata, lui era gi� morto ammazzato, quindi non poteva parlare).

Ma il vero e proprio scandalo sui petroli non era ancora scoppiato, perch�
Pecorelli non aveva fatto in tempo a rivelarne il retroscena, era morto e
sepolto il 21 marzo 1979. Esplose solo il 24 ottobre 1980. Gli arresti
iniziarono con la cattura -fra gli altri- del generale della GF. Venne
cos�
fuori la "truffa dei 2000 miliardi" ai danni dello Stato; con 300 miliardi
di
imposte evase all'Erario.

La truffa era semplicissima: nella crisi del petrolio, quando gli italiani
furono costretti andare a piedi, un gruppo di petrolieri importava gasolio
per
fare benzina facendolo passare come gasolio per autotrazione e
riscaldamento,
cos� intascava la differenza tra le due imposte. Ovviamente perch�
l'operazione avesse successo era indispensabile la complicit� degli uffici
Utif e di personaggi di altissimo livello, finanzieri, petrolieri e
ovviamente
di politici del ministero dell'industria. E Bisaglia come abbiamo visto in
quel ministero c'era: dal 1974 fino al 1980.
E 13 milioni di barili non sono sciocchezzuole di un disonesto funzionario
di
periferia controllato da un altrettanto anonimo maresciallo o capitano, ma
cose d'alto bordo, cose da alti papaveri dentro i ministeri; i ministeri
giusti!

Perch� venne fuori il 24 ottobre 1980? Perch� nello studio di Pecorelli
ammazzato pochi mesi prima, fu trovata (da chi si precipit� a casa sua
appena
morto a perquisirla) una copia del fascicolo "Mi-Fo-Biali" (ma si dice
anche
la famosa lista dei 500 di Sindona) da cui partir� (forse per vendetta)
lo
scandalo petroli, cio� a scoppio ritardato con chiss� quali secondi fini.
Pochi giorni prima di essere ammazzato, Pecorelli aveva avuto un incontro
con
AMBROSOLI (liquidatore della banca privata di Sindona) alla presenza del
generale VARISCO.
Ambrosoli fu assassinato poche settimane dopo Pecolrelli, l'11 luglio, e
Varisco due giorni dopo il 13 luglio. Mentre il maresciallo del Sid
Augusto
CIFERRI che aveva eseguito le intercettazioni telefoniche relative al caso
Mi-Fo-Biali" mor� anche lui il 12 ottobre in uno strano "incidente".
Mentre il
5 giugno del '81 il colonnello della G.di Finanza Luciano ROSSI si
"suicid�"
(!?). Quest'ultimo con il colonnello FLORIO (morto poi anche lui in uno
strano
incidente d'auto) avevano steso insieme -ancora nel '78- tre note
informative
dopo la denuncia dei due impiegati onesti che avevano parlato.

Torniamo a Bisaglia. Torniamo al 25 dicembre del 1980. Lui � sempre un
"mamma
santissima", ma caduto in disgrazia (il 24 ottobre con l'arresto del
comandante della GF & C.) la DC (allarmata dalla cattiva immagine) lo
"processa" e lo "scarica". ("caro Bisaglia, fatti da parte" - la stessa
cosa
dissero a Rumor per l'altro famoso scandalo Loockeed" ("...ero stato
scaricato, defenestrato, ignorato, evitato come un lebbroso....Gli amici
della
Dc, mi telefonavano tutti, ma per dirmi - lo sappiamo che sei innocente,
ma
dobbiamo votarti contro per disciplina di partito- ( vedi biografia di
RUMOR)
Ma a Pecorelli - come abbiamo visto sopra- gli era gi� capitato di peggio:
con
queste rivelazioni e dell'altro ("lettere di Moro") era stato gi�
ammazzato
il 20 marzo 1979. E una bocca cucita non parla pi�.

La Dc quando fu accusata di aver ricevuto finanziamenti da Sindona (questo
appunto voleva rivelare Pecorelli su Op), s'indign�, protest�, Forlani
(era
appena approdato al governo - vedi anno 1980) si infuri�; non bastava aver
emarginato e "liquidato" Bisaglia? No, perch� il 24 marzo il suo
collega
Piccoli ammise di aver ricevuto alcuni miliardi da Sindona. Nello stesso
giorno a Forlani gli arrivava dai giudici che indagavano su Sindona la
famosa
Lista dei 962 della P2, che per� lui trattiene nel cassetto (ci sono nella
lista alcuni nomi della Dc! e nomi eccellenti) e non informa il governo
che
presiede. Il 20 maggio scoppia lo scandalo, la lista uscita da chiss� dove

gi� in mano ai giornalisti e quindi va sulle pagine dei giornali. Forlani
deve
dimettersi per reticenza. Lo stesso giorno arrestano Calvi. Due giorni
dopo
Gelli fugge all'estero. I 962 piduisti vanno alla gogna. Quelli dei 500 di
Sindona invece non dormono pi� la notte sapendolo in carcere (ma lui
morir�
avvelenato con un caff� al cianuro - non sapremo mai chi erano i
"cinquecento"). Quelli di Calvi pure (lui lo troveranno poi appeso sotto
un
ponte di Londra). Imperi editoriali si sfaldano, una grande banca
fallisce, la
borsa nel luglio '81 crolla del 30% e viene perfino chiusa per otto
giorni,
quando riapre perde un altro 20%. Met� patrimonio nazionale va in fumo in
solo
otto giorni!
Collegati alla grande "tempesta" borsistica e giudiziaria, saltano fuori
che
gli stessi nomi della P2 sono coinvolti in molte inchieste su stragi e su
alcuni omicidi politici, 37 dentro l'unit� di crisi del rapimento Moro.

Ma la lingua di Bisaglia (scaricato, messo da parte, infangato, umiliato,
"buttato a mare" metaforicamente) non si mosse pi�? Non parl� pi�?
Soprattutto
quando inizi� il processo dello "scandalo petroli" nel 1983? Era solo lui
il
sospettato "mariuolo" di cui parlava (e minacciava di raccontare tutto)
Pecorelli?

Bisaglia non fece in tempo n� a parlare n� a chiarire nulla, si butt� da
solo
in mare (pardon, "scivol�" in mare, ma non in quello metaforico, in quello
vero).

Come accennato all'inizio, il fratello prete con ostinazione indagher� su
questa morte per alcuni anni, e forse inizi� a scoprire qualcosa; ma
anche
lui morir� - sempre in acqua - in circostanze ancora pi� misteriose di suo
fratello.
Cos�, la "storia Bisaglia 1" e "storia Bisaglia 2" fin� l�. In un laghetto
di
montagna con un prete morto anche lui affogato. "Scivolato" anche lui?
Forse,
ma aveva in tasca delle pietre.

E con il peso delle pietre in tasca � molto facile scivolare!!
Si scivola come su un panfilo !

Francomputer

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