Uuuh! Allora hai di che divertirti! Altro che "installare un microchip": lo
dovresti interfacciare, e bene bene bene, anche, con una serie di strutture
cerebrali. Cioe': non si tratta di inserire un cosino in un polso; no; c'e'
bisogno di un ricovero e di una delicata operazione neurochirurgica.
Come minimo, si tratta di cablare sistema limbico, talamo, amigdala e forse
l'ippocampo. Giusto per gestire tranquillita'/aggressivita'/passivita'. Poi
senza dubbio l'ipotalamo visto che vogliamo fare qualcosa di fungibile.
Di nuovo, per poter fare una roba del genere, non bastano i progressi avuti
nel campo di MRI e fMRI; ti serve un cospicuo numero di esperimenti in vivo
(altresi' detti "vivisezione") anche solo per rispondere alla domanda base,
"Ma questa roba PUO' FUNZIONARE?".
E sarebbero esperimenti che dovrebbero essere stati svolti negli ultimi, al
massimo, dieci anni; perche' prima, non se ne sapeva abbastanza. Pensa solo
al problema di collegare gli elettrodi senza che il corpo se li magni! O li
incisti, o li espella per rigetto, o ci si suicidi addosso. Per esempio, se
inserisci un elettrodo nel cranio di un poverino, la microglia lo vede e lo
ingloba, dopodiche' inizia a secernere schifezze in grado di corrodere pure
l'acciaio. Se sei stato previdente e l'elettrodo e' di platino o iridio, o,
magari, di ceramiche composite, la microglia - che non "sa" che esiste roba
in grado di resistere alla corrosione - "deduce" che sia invece una qualche
forma di *vita* ostile. E shcatta la viuleeenza, ovvero sono rilasciate una
serie di altre schifezze, che... ammazzano le cellule del cervello, in modo
da formare una "terra di nessuno", intorno all'elettrodo. Gli astrociti nel
circondario colonizzano la terra di nessuno e formano una bella capsulozza,
impenetrabile a quasi tutte le sostanze biologiche, ma, soprattutto, capace
di isolare l'elettrodo.
Le ricerche di materiali in grado di non scatenare la reazione difensiva di
un tessuto che dopotutto s'e' evoluto per svariati milioni di anni fervono:
ma per adesso... il meglio che si riesce a fare e' cinque-dieci anni usando
elettrodi in tungsteno lavorato in modo costosissimo.
E l'energia? Gliela manda il Padreterno, al chip? Per non parlare poi della
possibilita' di controllarlo da remoto. Perche' non basta, controllarlo: lo
devi INDIRIZZARE. Non ci sono abbastanza frequenze, per controllare duemila
persone in una piazza. Devi usarne meno, con un protocollo time-sharing sul
tipo dei telefonini.
E ti serviranno MOLTISSIME antenne. Gia' adesso, se un intero stadio capita
che si mette d'accordo, e tutti insieme nello stesso minuto tirano fuori il
telefonino, QUALSIASI rete cellulare va in collasso (locale).
Poi, il protocollo di controllo deve essere crittografato. Pare nulla... ma
ti ci vuole piu' CPU. E quindi piu' energia. Il ricevitore deve essere piu'
o meno acceso sempre, deve gestire l'handover intercella... proprio come fa
un telefonino.
Ed e' tutta roba che, a livello del chip, non solo non e' stata testata, ma
non e' neanche testabile: su quali frequenze lo faresti? Son tutte prese, e
se vuoi usare quelle militari, devi mandare offline US Army, US Navy... che
non so quanto siano contente.
Ricapitolando.
Per "chippare" un individuo servono, e siamo proprio al minimo minimo!, due
ore di lavoro da parte di una equipe di neurologi, venti giorni-uomo per il
personale infermieristico, e non sto a contare i farmaci e i consumabili, o
il costo di ricerca e sviluppo, o il costo di produzione, che pure dovrebbe
essere compreso fra "spaventoso" e "uimména, mi son caato addosso!".
Per inserire un chip MOLTO piu' semplice concettualmente, e dotato di fonte
di energia esterna (MOLTO piu' economica!), e con un funzionamento MOLTO ma
MOLTO piu' semplice (emette sempre lo stesso segnale) e SENZA alcun tipo di
ricetrasmettitore o controllo remoto...
...e sto parlando di un chip per il controllo del Parkinson...
...il listino sta sui CENTOSETTANTACINQUEMILA dollari.
E non sto a elencare i problemi del chip, tipo quello che per averlo, devi,
anche, farti riaprire la testa ogni dieci anni (non e' un gran problema, in
quanto la maggior parte dei malati muoiono prima comunque).
Ma se chippi un bel ragazzone di vent'anni, devi pensare che *almeno* altri
cinque o sei tagliandi glieli dovrai fare. Un milione di dollari tutto e ti
sto trattando bene.
Diciamo che invece di tutti e duecentocinquanta milioni, si chippi soltanto
un milione di americani.
Ti posso fare un prezzaccio: solo MILLEMILIARDI di dollari IVA inclusa. Non
comprende l'assistenza per problemi ed effetti collaterali.
Non comprende neanche l'infrastruttura per farci qualcosa, con quei chip. I
mille miliardi di dollari sono per fare l'auto: l'autostrada la devi ancora
costruire, e la benzina ce la metti tu.
L'America, del resto, e' mica ben messa, economicamente... ha un debito che
non e' ancora arrivato neanche a diciassette trilioni di dollari, e ciascun
cittadino "sta sotto" di appena cinquantaduemila dollari.
L'idea del "chip" puo' parere plausibile solo a qualcuno che creda di poter
sommare un milione a cinquantaduemila, "tanto piu' o meno siamo li'".
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E avendo da spendere un milione di dollari per cittadino, chi me lo fa fare
di CHIPPARLO? Ma scherziamo?
Tenendo conto di cosa fa la gente in media per du' spicci, con una cifra di
quel genere non solo il cittadino medio diventa mio schiavo: ma magari ogni
tanto viene pure da me con la frusta e mi chiede se gnene posso da' secche.