“Diceva che era tutto normale, che anche la Madonna aveva
partorito Gesù a dodici anni: don Cantini mi ha violentata per
quindici anni e poi la Diocesi di Firenze ha provato a insabbiare
tutto, nonostante le denunce”. Oggi Mariangela Accordi ha 48 anni, è
un’insegnante. È sposata. Ma quando ne aveva 10, don Lelio Cantini, il
prete della parrocchia fiorentina che frequentava, ha cominciato ad
abusare sessualmente di lei. Nel 2005, Mariangela ha denunciato tutto
al vescovo ausiliario di Firenze, monsignor Maniago (vedi articolo qui
sotto). Non successe nulla. E nella Giornata mondiale contro la
pedofilia, Mariangela e le altre vittime si scontrano con monsignor
Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che non le ha mai
ricevuteechehaconfermatoManiago come suo vice.
Mariangela, l’arcivescovo Betori dice che voi vittime non l’avete
mai cercato.
È una risposta ignominiosa. Hanno riscritto il Vangelo: le pecore
devono andare dal buon pastore, tirargli la camicia e dirgli: “Oh, ci
siamo, perfavore!”.Sevoglionosaperecome sono andati i fatti, devono
incontrare le vittime, non evitarle.
Perchésecondoleinonviincontra?
Ha paura che gli chiediamo: perché ha riconfermato Maniago, perché
non andate fino in fondo?
Ieri era la Giornata mondiale contro la pedofilia.
E proprio ieri la Chiesa avrebbe dovuto pensare a noi. Quel poco
che è stato fatto, è solo grazie alla nostra volontà di andare avanti.
Fosse per la curia fiorentina, si sarebbe insabbiato tutto.
Su quali basi lo dice?
Andaiinsiemeconmiopadreemia sorella dal cardinale di Firenze, Ennio
Antonelli, dopo che don Cantini era stato trasferito a Mucciano. Mi
disse: “Io cosa ci posso fare?”.
Perché don Cantini è stato trasferito?
L’hanno mandato a Mucciano, con la scusa di un prepensionamento,
dopo le nostre prime denunce. Gli hanno anche fatto una festa di addio
quando si è ritirato! È andato a rimettere a posto la parrocchia del
luogo, in più d’estate si occupava dei bambini. E nessuno ha
avvertitolefamigliediMuccianodelmotivo per cui era stato trasferito.
Lì agiva ancora più indisturbato di prima.
E quando lo avete saputo, come avete reagito?
Ero incredula. Sono andata a denunciare tutto a monsignor Maniago,
che era già vescovo ausiliario di Firenze: “È tutto qui quello che
riuscite a fare?” gli ho chiesto. Sono andata dandogli fiducia,
sperando che trovandosi davanti una persona che aveva subìto abusi per
quindici anni, avrebbe capito.
Cos’ha risposto?
Che non bisogna essere vendicativi.
Il peccatore che viene perdonato.
Gli ho detto: “Guarda che per me è stato faticoso non credere più a
tutto quello che mi aveva insegnato don Cantini. Io davanti agli occhi
ho gli abusi, tu no, caro Maniago. Te lo sto dicendo in faccia che
queste cose sono successe”. Io ho dovuto ricominciare la mia vita.
L’avevo improntata tutta sugli insegnamenti di don Cantini. A volte
viene veramente la voglia di aprire la finestra e buttarmi giù.
E monsignor Maniago?
Lui volle convincermi che tutto quello che ci aveva insegnato don
Cantini era giusto. Mi disse: “Don Cantini è un mistero”. Disse di
mettere da parte gli abusi e di concentrarsi sul fatto che ci aveva
mostrato come pregare, cos’è la Bibbia, come sentire la parola di
Gesù. Per lui quella era la verità, e il resto era una semplice
debolezza. Don Cantini è stato accusato pure di dominio delle
coscienze. Ma Maniago diceva che era comunque un grande uomo.
Insomma, nessuna azione contro don Cantini. Mi sono congelata.
Tutto quello che ero riuscita a tirare fuori, monsignor
Maniagocercavadi ributtarlo dentro. Cercò di dissuaderla dal
denunciare pubblicamente tutto? Disse : “Attenzione, se parli, se
scandalizzi chi crede nella Chiesa, sei colpevole quanto il pedofilo”.
Poi aggiunse: “Ti conviene davvero perdere la faccia? L’opinione
pubblica non ti capirà”. Per reazione ho deciso di andare ad Annozero.
Le cose hanno incominciato a cambiare solo quando la stampa
nazionale le ha portate alla luce.
E meno male che un’enciclica dice: “La verità vi renderà liberi”.
Non è vero. Loro la verità non la vogliono. Hanno la cultura del
silenzio. Sono terrorizzati dal fatto che l’opinione pubblica
sappia.
Ora che la Chiesa sta cercando di ricostruirsi un’immagine, perché
Betori riconferma monsignor Maniago a vescovo ausiliario di Firenze
nonostante il suo comportamento omertoso?
Glielo chiedo anch io: perché? Dicono di voler ripulire la chiesa,
ma perché non a Firenze? Perché la Chiesa dice ai vescovi di
denunciare i pedofili e poi si tiene stretta una persona come Maniago
che si è comportata nel modo opposto?
Don Cantini abusava solo di lei?
Sono convinta che ci siano passate tutte le altre bambine del
catechismo, anche quelle che non l’hanno detto pubblicamente. Ricordo
le loro facce davanti a me, quando si era in fila e si aspettava.
Quando si aspettava cosa?
Di entrare a colloquio con don Cantini. Mi ricordo quanto tempo
stavano e soprattutto le loro facce quando uscivano. Come la mia.
Abusava di voi in questi colloqui?
Sì, nel suo studio. Quel maledetto studio dove il prete ci
violentava. Ora lo usa il nuovo parroco. Ma come si può continuare a
lavorare in un posto simile?
Quanti anni aveva lei quando gli abusi sono iniziati?
Dopo la comunione: avevo nove, dieci anni.
Come ha fatto don Cantini a convincervi a non raccontare tutto ai
vostri genitori?
È stato un lavoro lungo, con noi e anche con le nostre famiglie: si
è prima guadagnato la stima dei nostri genitori. Con me faceva così:
mi chiamava per darmi lezioni private di catechismo dicendo che ero
speciale. Per me e per altre ragazze questo era un onore. Poi ci dava
ruoli sempre più importanti, per esempio mi aveva nominata
primacoristainchiesa.Nell’ufficio
hacominciatoaprendermisulleginocchia, poi a chiedermi un bacio sulla
guancia. È stata una cosa graduale. Poi ha cominciato a
chiuderelaportaachiave.Midicevachela Madonna ha partorito Gesù a
dodici anni, che faceva tutto quello che il Signore le chiedeva.
Quindi non era fisicamente violento?
Lui non ha usato violenza, o almeno io non l’ho riconosciuta come
violenza per tanti anni. È ben diverso da uno stupro: è cuocere la tua
preda lentissimamente, prenderne via via un pezzetto. Quando mi
faceva bere il suo seme, nei rapporti orali completi, diceva che era
un atto di comunione incredibile, di quelli che avvenivano solo nel
giardino dell’Eden. Era la vera eucarestia, un modo per essere in
comunione perfetta con lui.
Come ha fatto a ribellarsi?
Mi sono sposata, non l’ho più visto. Da quel momento non faccio più
niente se non sono sicura che sia una mia scelta, solo mia.
Il Papa ha ricevuto alcune delle vittime dei preti pedofili a
Malta, vorrebbe incontrarlo ?
Sì, glielo chiedo qui, ora. M’incontri, mi ascolti, conosca la
verità. Sua Santità, faccia chiarezza perché lei si sta dando da fare,
ma altri uomini importanti, dentro la sua Chiesa, chiudono gli occhi.