Francesco Pappalardo , Il Mito di Garibaldi. Una religione civile
per l'Italia, Sugarco 2010, pp. 240, EAN 9788871986029, Euro € 18,50
* * *
Nel suo ultimo saggio Francesco Pappalardo svela il vero volto
dell’“eroe dei due mondi”: uno strumento nelle mani della massoneria,
per realizzare un’Italia laicista e anticattolica
di Antonio Padovano
per L'Ottimista, del 16 Novembre 2010
* * *
Davvero la massoneria pensava di utilizzare il Risorgimento italiano
per cancellare il soglio di Pietro? È vero che Garibaldi mirava a
realizzare una Nuova Italia radical-socialista? Perchè tanto odio contro
la Chiesa cattolica da parte delle élite massoniche? E quali erano i
rapporti tra Garibaldi e la Massoneria? A queste ed altre domande risponde
il libro Il mito di Garibaldi – la religione civile
per una nuova Italia (Sugarco, 2010) di Francesco Pappalardo.
Il volume di Pappalardo è prezioso perché “aiuta a distinguere fra il
programma
dell’unità d’Italia – che era coltivato anche da persone e ambienti
lontanissimi
dalla massoneria – e la modalità con cui l’unità fu realizzata prima e
dopo il 1861,
spesso in effetti secondo programmi massonici che trovarono in Garibaldi
il loro
simbolo. Questi, nel fare l’Italia erano soprattutto interessati a rifare o
a disfare gli italiani, strappandoli alla fede cattolica per inseguire il
mito di una nuova nazione, laicista e relativista, non ritrovata nella
storia e nella vita reale della penisola ma costruita a tavolino nelle
logge”.
L’Ottimista lo ha intervistato.
* * *
Chi era veramente Garibaldi?
Giuseppe Garibaldi è noto presso gli estimatori come combattente di
valore e presso i detrattori come avventuriero senza scrupoli, magari
pure trafficante di schiavi — anche se sul punto la documentazione è
controversa — ma le due definizioni non descrivono a sufficienza una
figura complessa. Il nizzardo ha animato minoranze temprate e fedeli,
disposte a battersi ai suoi ordini in qualsiasi situazione, ma ha anche
ispirato, soprattutto nei due decenni successivi all’Unità, significative
esperienze organizzative e culturali, dal garibaldinismo al radicalismo,
dal libero pensiero all’anticlericalismo, tutte volte alla duplice
aspirazione di completare l’unificazione politica dell’Italia e di
procedere al «rinnovamento» morale degli italiani.
* * *
Garibaldi, quindi, non è stato soltanto un combattente?
Egli riteneva che la lacerazione fra «paese legale» e «paese reale» fosse
la conseguenza del radicamento della cultura religiosa presso la stragrande
maggioranza della popolazione e che, pertanto, occorresse «fare» la
nazione
elaborando una cultura popolare fondata su valori globalmente alternativi
al cattolicesimo e alla sua incidenza politica e sociale. In quest’impresa
si buttò a capofitto, contribuendo a «disfare» gli italiani che,
contrariamente
a quanto sintetizzato nella nota formula di Massimo d’Azeglio, già
esistevano da secoli con un’identità ben definita.
* * *
Quale ruolo ha svolto la massoneria in queste vicende?
Il riferimento alla massoneria non è casuale, perché Garibaldi, iniziato
fin dal 1844 — prima presso una loggia dissidente, quindi in una loggia
riconosciuta dal Grande Oriente di Francia, notoriamente laicista e
anticristiano —, ha sempre considerato la Libera Muratoria il perno di
quel fronte laico e radicale che avrebbe dovuto contribuire a trasformare
il paesaggio sociale e culturale dell’Italia unita. A sua volta, il mito
di Garibaldi ha offerto alle due principali obbedienze massoniche italiane
— di entrambe sarà Gran Maestro — un elemento simbolico unificante e,
talvolta,
popolare. La genericità della sua dottrina, inoltre, gli ha consentito di
rappresentare tutte le posizioni in tema di religione esistenti nelle
logge
massoniche: l’ateismo, il deismo e perfino lo spiritismo.
* * *
Alcuni storici sostengono che Garibaldi era a servizio della massoneria
britannica. È vero? E se sì con quali progetti?
Nei paesi anglosassoni, dove il protestantesimo costituiva un elemento
basilare del giudizio sul Risorgimento italiano, era diffusa la speranza
di una riforma religiosa dell’Italia, sia nella forma moderata di una
trasformazione del cattolicesimo in senso evangelico, sia nella forma
più rivoluzionaria di una distruzione del Papato. Tali aspettative
alimentavano un odio violento contro il «papismo» e un grande entusiasmo
verso Garibaldi, esaltato come spada divina contro il Pontefice. La lunga
frequentazione di ambienti massonici internazionali, soprattutto
britannici,
farà del marinaio di Nizza un «rivoluzionario disciplinato», pronto a
sacrificare tutto all’obiettivo di abbattere il Papato e le antiche
monarchie
italiche. Dopo l’impresa dei Mille egli esprimerà sia ai britannici sia al
Grande Oriente d’Italia di Palermo la sua gratitudine per l’appoggio
ricevuto
nella spedizione.
* * *
A questo proposito, chi finanziò e armò l’impresa dei Mille? Come fece
Garibaldi a sconfiggere le truppe borboniche?
I Mille non costituivano un’accozzaglia pittoresca di patrioti, ma
rappresentavano il nerbo del volontariato garibaldino, cioè esperti
veterani, vero e proprio esercito di quadri pronti ad assumere il comando
di reparti sempre più consistenti e destinati, in molti, a veloci carriere
nell’esercito sardo. Inoltre, questa prima spedizione non va identificata,
come avviene comunemente, con l’impresa garibaldina tout court ma
rappresenta
solo l’avanguardia di un’operazione più vasta e complessa, che portò in
Sicilia
in due mesi circa ventiduemila uomini, in buona parte soldati
dell’esercito sardo
congedati o lasciati disertare.
Se a ciò si aggiungono da un lato la storica animosità, per dire il meno,
della popolazione siciliana in tutte le sue componenti nei confronti del
dominio napoletano e dunque della dinastia borbonica, e dall’altro lato
l’opera di destabilizzazione interna condotta dagli agenti di Cavour con
le
tecniche abitualmente usate dalle potenze europee in un contesto coloniale,
cioè l’invio di agenti provocatori, l’acquisto dei notabili locali e le
promesse di carriera ai quadri militari, non si può rimanere stupiti
dell’esito
della spedizione.
* * *
Dopo questa ricerca qual è il giudizio che si può esprimere su Garibaldi?
Quella di Garibaldi è stata una figura tutt’altro che limpida ed
esemplare,
tanto nella prospettiva religiosa quanto in quella civile e culturale, se
si
considera un valore la continuità identitaria della nostra nazione. Una
figura
che contribuisce a dividere e non, come auspicato, a unire: accettarne
l’icona
equivarrebbe infatti ad accettare un’unità intossicata da una falsa e
ideologica
nozione d’italianità, in contraddizione con le radici più genuine della
civiltà
italica.
* * *
Poteva realizzarsi l’Unità d’Italia senza fare guerra al Papa?
L’abito istituzionale più adatto per l’Italia avrebbe dovuto
essere di carattere federale, nel rispetto delle profonde diversità delle
popolazioni e dei rispettivi governi preunitari, e soprattutto dell’ethos
italiano radicato nel cattolicesimo, ma la soluzione federale — che
contemplava
la sopravvivenza di una base territoriale per garantire la libertà del capo
della Chiesa universale nell’esercizio del suo ministero — non ebbe il
tempo di
maturare. Se l’Unità fu un fatto politico-militare reso necessario dai
mutamenti
politici conseguenti alla Rivoluzione francese e al ventennio napoleonico,
le
modalità di realizzazione non furono affatto rispettose delle differenze
storiche
e culturali presenti nella Penisola, perché l’unificazione fu accompagnata
dal
Risorgimento, cioè un vero e proprio Kulturkampf, un processo di
sovvertimento
che ha imposto una cultura diametralmente opposta a quella, naturale e
cristiana,
di cui gli italiani avevano vissuto e continuavano a vivere, e che ha
prodotto una
crisi d’identità di cui ancora si avvertono drammaticamente le conseguenze.
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Un pezzo di merda che ha distrutto il Sud!
Mica solo il sud... ha fatto danni un po' ovunque...
Non vi sembra di esagerare un po' ?
Interessante. Lo leggero'.
Pero' non mi sembra che ne parli cosi' male, dopotutto.
Mi pare una esposzione equilibrata. Era un uomo con le
sue idee, e bisogna giudicarlo nel contesto storico del
momento.
AFFATTO!
Questa e' STORIA... prova un po' a chiedere al popolo PANAMENSE cosa ne pensa
dell'eroe dei due mondi... prova prova!
Vabe' dai, lascia stare il popolo Panamense, che il danno se uno lo
cerca
lo trova pure con peppone bonaccione, a forza de scava' ... :-)
In Italia senza Garibaldi (con tutti i suoi difetti) la facevamo col
quasi l' unita'.
Ah si'... bravo!
>che il danno se uno lo cerca
>lo trova pure con peppone bonaccione, a forza de scava' ... :-)
Non mi risulta...
>In Italia senza Garibaldi (con tutti i suoi difetti) la facevamo col
>quasi l' unita'.
... cio' non toglie che Garibaldi fosse un comune "mercenario"... assassino ed
anche massone (questa mi mancava).
PLONK, plonkerò chiunque parli male di Garibaldi.
> Questa e' STORIA... prova un po' a chiedere al popolo PANAMENSE
> cosa ne pensa dell'eroe dei due mondi... prova prova!
Il popolo panamense esiste dal 1903 (quando gli USA si sono accorti
che gli serviva un pezzo di terra per fare un canale) e Garibaldi
era morto da 24 anni.
Meno cazzate, grazie.
Bye, bye...
AHAH AHHAH AHAHA AHHAHA HAHA AHHA AHAHAH HAHA AHA
Povera stella!
E quindi??!
>Meno cazzate, grazie.
... stai dicendo che quelle terre PRIMA di chiamarsi Panama erano disabitate??
Bravo! non lo sapevo... grazie per la preziosa informazione.
NON ha potuto fare danni con la popolazione panamense, visto
che prima che se la inventassero gli Stati Uniti non esisteva.
>
> ... stai dicendo che quelle terre PRIMA di chiamarsi Panama
> erano disabitate??
Che mi risulti, Garibalidi e' stato in Brasile, Argentina,
Uruguay, Paraguay. Tutti posti abbastanza distanti dalla
Colombia settentrionale (di cui faceva parte Panama). Se
hai notizie diverse sarei contento di conoscerle.
Grazie, attendo trepidante.
Bye, bye...
... e' stato anche da quelle parti, combattendo per il tiranno locale...
essendo LUI un mercenario!
Le fonti storiche cercatele... oppure chiedi ad un panamense, magari ti sa
rispondere.
> ... e' stato anche da quelle parti, combattendo per il
> tiranno locale... essendo LUI un mercenario!
Cazzo! Neanche un link su Wikipedia?
> Le fonti storiche cercatele...
Anni ed anni su usenet e non hai ancora capito che
_*SEI TU*_ che devi giustificare quello che dici. In
caso contrario sono autorizzato a considerarti un
cazzaro, come un Salvinkia qualunque.
Bye, bye...
>Non mi risulta...
Eppure e' cosi'.
A quanto mi risulta, tutti i personaggi che hanno avuto un peso
nella storia hanno diversi scheletri nell' armadio. E' inevitabile.
>... cio' non toglie che Garibaldi fosse un comune "mercenario"...
Sciocchezze. Era molto di piu'.
>assassino
ROTFL ! Difficile fare le guerre a pallonate di gomma.
> ed anche massone (questa mi mancava).
E allora ? Cosa c'e' di male ad essere massone ?
Molti personaggi importanti lo sono stati.
> ... e' stato anche da quelle parti, combattendo per il tiranno locale...
> essendo LUI un mercenario!
Allora dimostralo,no ?
Oppure ammetti di esserti confuso con la miriade di posti in cui ha
combattuto.
Puo' capitare, mica ti crocifiggiamo. Anzi, almeno di fronte ai miei
occhi
ci faresti una gran bella figura, per quanto poco questo possa
importare.
In ogni caso e molto imho, combattere contro i tiranni non mi pare il
massimo della degradazione morale, No ?
Saluti.
E quindi??!
>> Le fonti storiche cercatele...
>
>Anni ed anni su usenet e non hai ancora capito che
>_*SEI TU*_ che devi giustificare quello che dici. In
IO non devo giustificare proprio nulla... io espongo un fatto storico...
>caso contrario sono autorizzato a considerarti un
>cazzaro, come un Salvinkia qualunque.
... se tu sei ignorante e' un tuo problema... non e' mio dovere/compito sanare
le tue mancanze.
Nasce come mercenario... le sue evoluzioni "guerresche" non m'interessano!
>>assassino
>ROTFL ! Difficile fare le guerre a pallonate di gomma.
... non hai capito un cazzo!
>> ed anche massone (questa mi mancava).
>
>E allora ? Cosa c'e' di male ad essere massone ?
>Molti personaggi importanti lo sono stati.
... sei proprio un poveretto!
Dovrei cercare un vecchio articolo scritto da non so chi nel quale si parlava
di un tizio che andava a Panama... (politico italiano) a fare un discorso e
durante il discorso enfatizzava i meriti "rivoluzionari" di Garibaldi... non
sapendo che Garibaldi da quelle parti era stato al soldo dei tiranni contro cui
si batteva il popolo!!! e non era di certo considerato un eroe!
>Oppure ammetti di esserti confuso con la miriade di posti in cui ha
>combattuto.
Confuso?? ahaha ahha ahahaha
>Puo' capitare, mica ti crocifiggiamo. Anzi, almeno di fronte ai miei
>occhi
>ci faresti una gran bella figura, per quanto poco questo possa
>importare.
Non ho come compito/dovere quello di ISTRUIRE gli ignoranti... ognuno e'
libero di "credere" a cio' che vuole!
>In ogni caso e molto imho, combattere contro i tiranni non mi pare il
>massimo della degradazione morale, No ?
... non CONTRO, PER i tiranni... contro il popolo!!!!
Non sai nemmeno leggere!
>>Sciocchezze. Era molto di piu'.
> Nasce come mercenario... le sue evoluzioni "guerresche" non m'interessano!
Liberissimo.
Ma ignorare gli aspetti positivi e considerare solo quelli negativi
non ha mai
portato ad una visione oggettiva dei fatti.
> ... non hai capito un cazzo!
Dici ? LOL ...
> ... sei proprio un poveretto!
Ripeto : cosa c'e' di male ad essere massoni in se e per se ?
Molti personaggi di rilievo e tutt' altro che deleteri lo sono stati.
P.S.
Insultare e agitarsi senza argomentare non serve, se non a farti
fare la (solita) figuraccia.
Cos'e' la massoneria??
>Molti personaggi di rilievo e tutt' altro che deleteri lo sono stati.
Continui ad ignorare l'essenza della massoneria...
>P.S.
>Insultare e agitarsi senza argomentare non serve, se non a farti
>fare la (solita) figuraccia.
... con i secchi di merda non si discute...
Per niente!
Garibaldi, un pezzo di merda che ha distrutto il Sud!
Non e' che ha distrutto il sud... da abile mercenario e' stato bravo
nell'adempiere al compito che gli era stato assegnato...
Basta togliersi di mente l'idea che fosse un "eroe"!!!
> Non ho come compito/dovere quello di ISTRUIRE gli ignoranti...
Beh perche' no ? Tutti siamo "ignoranti" per qualcosa.
Apposta si interagisce. Almeno, io lo faccio per questo.
Voi non so.
>ognuno e' libero di "credere" a cio' che vuole!
Certo. Ma sapere i fatti aiuta.
>... non CONTRO, PER i tiranni... contro il popolo!!!!
Scusa, mi sono confuso. Hai ragione.
Non ti rimane che dimostrarcelo.
> ... con i secchi di merda non si discute...
Ok.
Ciao.
Appunto. I porci Savoia erano sull'orlo della bancarotta a causa della loro
politica guerrafondaia e pensarono bene di andarsi a fottere la cassa del
Regno delle 2 Sicilie
Mandanti loro
Mano armata: il porco garibaldi.
Una rapina a mano armata, ideata dai porci savoiardi ed eseguita dal massone
bastardo garibaldi.
... ehhhh... con calma e per favore!
> E quindi??!
>
Cominci a puzzare di cazzaro.
>>> Le fonti storiche cercatele...
>>
>> Anni ed anni su usenet e non hai ancora capito che
>> _*SEI TU*_ che devi giustificare quello che dici. In
>
> IO non devo giustificare proprio nulla... io espongo un fatto storico...
Tu non esponi una fava, tu stai dicendo una minchiata sentita
in giro in qualche bar dello sport tra una birra, un rutto e
una stronzata antiunitaria. Ma siccome ultimamente fa figo
spargere merda su chi (sbagliando e anche parecchio) ha messo
insieme questa cazzo di nazione, la racconti anche qui.
Solo che c'e' qualcuno che ti chiede conto di quello che dici
e tu hai due alternative: dimostrare che sono io quello che si
sbaglia, fornendo una fonte certa e verificabile. Farti perculare.
Fino ad ora hai scelto la seconda, Salvinkia ad honorem.
>> caso contrario sono autorizzato a considerarti un
>> cazzaro, come un Salvinkia qualunque.
>
> ... se tu sei ignorante e' un tuo problema... non e' mio dovere/compito sanare
> le tue mancanze.
>
Provaci... Se ha fatto tutti sti disastri, tanto che i panamensi
odierni ne sono ancora shoccati, qualche link ai disastri che ha
combinato non dovrebbe essere difficile trovarlo. Dimostra che
sono io l'ignorante e non tu il cazzaro.
Bye, bye...
> Una rapina a mano armata, ideata dai porci savoiardi ed eseguita dal massone
> bastardo garibaldi.
>
E magari pure pedofilo...
Bye, bye...
> ... ehhhh... con calma e per favore!
Ne con calma ne per favore : dimostralo, e SUBITO, se non vuoi
fare l' ennesima figura di CACCA. ;-)
Secchio di merda (cit.)
oh certo, se lo dici tu!
>una stronzata antiunitaria. Ma siccome ultimamente fa figo
Antiunitaria?? AHAHA AHAHAH HAHAHA HAHAH
>spargere merda su chi (sbagliando e anche parecchio) ha messo
>insieme questa cazzo di nazione, la racconti anche qui.
Sei proprio messo male ehhh!
>Solo che c'e' qualcuno che ti chiede conto di quello che dici
>e tu hai due alternative: dimostrare che sono io quello che si
>sbaglia, fornendo una fonte certa e verificabile. Farti perculare.
Ho il vago sospetto che ti sfugga la questione in essere.
Io ho semplicemente affermato che il "tuo" eroe quando era in sud-america ha
combattuto AL SOLDO del "tiranno" locale contro il popolo!!!
DOPOTUTTO e' la stessa cosa che ha fatto in Italia... al SOLDO del re del
Piemonte... contro il popolo del sud.
Non ci trovo alcuna stranezza...
>Fino ad ora hai scelto la seconda, Salvinkia ad honorem.
Lo dovremmo chiedere ad un panamense... oppure dovrei ritrovare quell'articolo
che ho letto diversi anni fa...
>> ... se tu sei ignorante e' un tuo problema... non e' mio dovere/compito sanare
>> le tue mancanze.
>
>Provaci... Se ha fatto tutti sti disastri, tanto che i panamensi
>odierni ne sono ancora shoccati, qualche link ai disastri che ha
C'e' un panamense in sala??
>combinato non dovrebbe essere difficile trovarlo. Dimostra che
>sono io l'ignorante e non tu il cazzaro.
... la sai la novita'?? e' un tuo problema.
Io so cosa ho letto... e non faccio alcuna difficolta' a crederci, se tu vuoi
restare con le tue idee risorgimentali... cazzi tuoi.
Non ci dormiro' la notte... giuro!
>Secchio di merda (cit.)
... che sei...
Sto leggendo il Cimitero di Praga di Umberto Eco. Il protagonista e' un
misto tra un Sallusti e un Pio Pompa ante litteram. Produttore di
professione di documenti falsi e ossessionato dagli ebrei e dai massoni, Eco
lo immagina artefice del mito dei Protocolli dei Savi di Sion.
In una delle sue missioni al servizio dei Servizi segreti savoiardi, segue
l'impresa dei mille spacciandosi per giornalista a volte travestendosi da
prete. Nelle conversazioni con i garibaldini si insinua l'idea che lo sbarco
a Marsala sia stato favorito da connivenze con gli inglesi (massoni? Come
pure lo era Mazzini?) oltre che dalla corruzione degli ufficiali della
marina del regno delle due Sicilie prima e dei generali borbonici poi (parla
di Landi, Calatafimi e Lanza) e che i soldi per la corruzione dei militari
siano stati forniti dalla massoneria inglese.
Brano:
"Ma da dove vengono tutti questi soldi?"
- "Reverendissimo Padre! Mi stupisco che a Roma ne sappiate cosi' poco! Ma
e' la massoneria inglese! Vedete il nesso? Garibaldi massone, Mazzini
massone, Mazzini esule a Londra in contatto con i massoni inglesi, Cavour
massone che dalle logge inglesi riceve gli ordini, massoni tutti gli uomni
intorno a Garibaldi. E' un piano non tanto per distruggere il regno delle
Due Sicilie, ma per recare un colpo mortale a Sua Santita', perche' e'
chiaro che dopo le Due Sicilie, Vittorio Emanuele verra' anche a Roma. Voi
credete a questa bella storiella dei volontarii partiti con novantamila lire
in cassa, che non servivano neppure per dar da mangiare per tutto il viaggio
a questa truppa di beoni e ghiottoni, basta vederli come stanno ingoiando le
ultime provviste di Palermo, e spogliando le campagne qui intorno? E' che i
massoni inglesi avevano versato a Garibaldi tre milioni di franchi francesi,
in piastre d'oro turche che possono essere spese in tutto il Mediterraneo!"
- "E chi tiene quest'oro?"
-"il massone di fiducia del generale, quel capitan Nievo, uno sbarbatello di
meno di trent'anni il quale non deve fare altro che l'ufficiale pagatore."
Cosi', ritravestitosi da giornalista simpatizzante dei garibaldini si fa
amico di Ippolito Nievo e scopre che lo stesso tiene una contabilita'
rigorosissima in dei registri di cassa da cui non si separa mai.
Informati i suoi capi a Torino questi si mostrano molto preoccupati di quei
registri e gli ordinano di riuscire ad appropriarsene e di farli sparire.
Lui esagera facendo saltare l'intera nave che sta riportando indietro Nievo
con tutto l'equipaggio e i famosi registri di cassa. Esagera, e cosi' i suoi
capi lo mandano in esilio in Francia dove continua la storia e i suoi
intrallazzi.
Eco mi fa impazzire, e' talmente competente e bravo nello scrivere di storia
che non sai mai dove finisce la fantasia e comincia la realta'.
Non e' che vi ho raccontato troppo del libro? :-(
<CUT>
> oh certo, se lo dici tu!
>
Prove che dimostrino il contrario?
>> una stronzata antiunitaria. Ma siccome ultimamente fa figo
>
> Antiunitaria?? AHAHA AHAHAH HAHAHA HAHAH
Prove che dimostrino il contrario.
>
>> spargere merda su chi (sbagliando e anche parecchio) ha messo
>> insieme questa cazzo di nazione, la racconti anche qui.
>
> Sei proprio messo male ehhh!
Prove che dimostrino il contrario?
> Ho il vago sospetto che ti sfugga la questione in essere.
>
> Io ho semplicemente affermato che il "tuo" eroe quando
> era in sud-america ha combattuto AL SOLDO del "tiranno"
> locale contro il popolo!!!
A te sfugge quello che hai scritto. Ti faccio un disegnino:
- Garibaldi e' stato in Colombia,
- Garibaldi in Colombia ha fatto macelli.
La Colombia NON e' il Sud America e' una parte ben precisa
ed identificabile della stessa. Tanto identificabile, che a
me viene il sospetto che Garibaldi in Colombia NON CI SIA
MAI STATO.
>> Fino ad ora hai scelto la seconda, Salvinkia ad honorem.
>
> Lo dovremmo chiedere ad un panamense... oppure dovrei
> ritrovare quell'articolo che ho letto diversi anni fa...
Bene fai uno sforzo... Finisce che scopri che non ci hai
capito un cazzo.
>> Provaci... Se ha fatto tutti sti disastri, tanto che i panamensi
>> odierni ne sono ancora shoccati, qualche link ai disastri che ha
>
> C'e' un panamense in sala??
Pare di no. Dovrai fare tutto da solo.
> ... la sai la novita'?? e' un tuo problema.
>
No, no... Il problema e' tuo: io ti sto dando del cazzaro, tu non
sai a che santo votarti perche' la smetta di farti fare una figura
di merda.
> Io so cosa ho letto... e non faccio alcuna difficolta' a
> crederci,
Minchia una letteratura che seppellirebbe l'Everest: un
articoletto scritto da non si sa chi, non si sa a proposito
di cosa, di cui non e' noto il contenuto e l'unico che lo
conosce sei tu. Tu sei libero di credere pure alla Befana, a
Biancaneve ed i puffi: quando vieni sul ng a raccontare che
ci sei andato in vacanza assieme, vedi di avere sottomano
almeno un fotografia delle vacanza.
> ... se tu vuoi restare con le tue idee risorgimentali...
> cazzi tuoi.
Ciccio gli "eroi" stanno nel Walhalla. ... E sia la retorica
risorgimentale, sia le minchiate antirisorgimentali, le lascio
alle menti deboli come la tua che si accontentano della prima
stronzata raccontata da un fesso qualunque per rimediare figure
di merda cosmiche.
Bye, bye...
HAHA AHAHAH AHAHAHA mente debole, LA MIA!!!
AHAHA HAHAH AHAHA AHAHAH AHHAHA HAHAH
>stronzata raccontata da un fesso qualunque per rimediare figure
>di merda cosmiche.
... ahhh, quando serve un panamense non se ne trova mai uno...
>> Ciccio gli "eroi" stanno nel Walhalla. ... E sia la retorica
>> risorgimentale, sia le minchiate antirisorgimentali, le lascio
>> alle menti deboli come la tua che si accontentano della prima
>
> HAHA AHAHAH AHAHAHA mente debole, LA MIA!!!
>
Cretino sarebbe stato piu' appropriato. Non ho voluto calcare
la mano.
> AHAHA HAHAH AHAHA AHAHAH AHHAHA HAHAH
'zzo hai da ridere con la figura di merda galattica che stai
rimediando, lo sai solo tu.
>> stronzata raccontata da un fesso qualunque per rimediare figure
>> di merda cosmiche.
>
> ... ahhh, quando serve un panamense non se ne trova mai uno...
A Panama e' pieno.
Bye, bye...
E' una ricostruzione accuratissima.
Ma che caro!!!
>> AHAHA HAHAH AHAHA AHAHAH AHHAHA HAHAH
>
>'zzo hai da ridere con la figura di merda galattica che stai
>rimediando, lo sai solo tu.
Figura di merda PER COSA?!?! per aver riferito una delle tante PORCATE che
avrebbe fatto il tuo eroe?? prendila come un pettegolezzo... ti va bene?!?
>> ... ahhh, quando serve un panamense non se ne trova mai uno...
>
>A Panama e' pieno.
Ecco, buon viaggio!
Fammi sapere ehhh
Niente affatto: per quanto riguarda la Sicilia e la spedizione dei
mille vi fu assolutamente l'appoggio inglese e i loro soldi per
vincere senza neppure combattere.
Questa è verità storica.
Non so , ma bastardo mercenario lo è stato!
Sono state le vere origini della mafia.
Ma i siciliani- popolo- non c'entrano. E' stato tutto deciso dai
baroni e dai gattopardi che hanno venduto la sicilia ed i siciliani,
affamando la gente- complici anche i piemontesi- e rubando tutto,
ogni risorsa, ogni briciola di ricchezza della sicilia, che all'epoca
aveva forzieri ricchissimi ( passati al nord, e al re Savoia).
> Figura di merda PER COSA?!?! per aver riferito una
> delle tante PORCATE che avrebbe fatto il tuo eroe?? prendila
> come un pettegolezzo... ti va bene?!?
Adesso e' diventato un pettegolezzo, neanche 5 post fa affermavi
"io espongo un fatto storico..." (cit.).
Ebbravo PomanteNovella2000.
> Fammi sapere ehhh
>
Io aspetto da te che tu mi illumini sulle "tante PORCATE" che
che avrebbe fatto il "mio" eroe.
Se sono tante, uno straccio di documento affidabidabile, magari
panamense, dovresti riuscire a linkarmelo senza troppe difficolta',
Salvinkia.
Bye, bye...
> Non so , ma bastardo mercenario lo è stato!
>
In compenso tu sei il coglione che fa coppia con
Pomante, non sia mai che dicano che siete monorchidi...
Bye, bye...
Beh, insomma, si desse fede a questo brando tratto da
http://www.comitatosiciliano.org/mollare.htm:
"Il Sud Italia o Ex Regno delle Due Sicilie ed in particolar modo la
Sicilia, è per motivi climatici, strategici e culturali, il territorio più
ricco d'Italia e dell'intero mediterraneo.
Come è possibile allora che l'economia della parte più bella e ricca
d'Italia è oggi a dir poco catastrofica?
Dobbiamo sapere che durante il Regno delle Due Sicilie, l'economia siciliana
era piuttosto florida.
Si contavano numerose industrie e soprattutto l'agricoltura, oggi
inesistente, contribuiva in maniera rilevantissima all'export nazionale.
Le industrie cotoniere di Leonforte e Trapani, producevano un'enorme
quantità di prodotto che veniva venduto in tutta la Sicilia ed era molto
apprezzato anche all'estero.
(vedi documento
http://books.google.it/books?id=xqMAAAAAMAAJ&pg=RA2-PA267&dq=leonforte+cotone )
Ai più forse suonerà strano sapere che durante il Regno delle Due Sicilie, e
finchè esso durò, la Sicilia fosse la prima regione produttrice di cotone.
Ma non solo cotone, anche lino, canapa, riso e seta.
(vedi documento
http://books.google.it/books?id=nZ4BAAAAQAAJ&pg=PA332&dq=cotone+seta+canapa+sicilia&as_brr=1 )
In realtà questi prodotti venivano coltivati da secoli in Sicilia, tant'è
che influenzarono anche la toponomastica e la cucina della nostra regione.
Così abbiamo nei pressi di Zafferana Etnea(CT) un comune che si chiama
"Linera", mangiamo gli arancini di "riso" e la "granita ai gelsi" è una
prelibatezza, ma le foglie di gelso sono nella catena alimentare dei bachi
da seta...
Anche l'industria siderurgica era di primo livello in Sicilia, prova ne è la
Real Fonderia Oretea di Palermo, di proprietà dei Florio, che fino al 1870
dava lavoro a più di 700 operai.
(vedi documento:
http://books.google.it/books?id=PIjl3cHRegUC&pg=PA182&dq=fonderia+oretea&as_brr=0&sig=kFZ-E0hlmRUoXhKNrBNLW0BgdyM )
Nei musei marittimi di tutta Europa è ancora oggi possibile ammirare
manometri, pressometri, pressostati ed altri strumenti di precisione per
macchine a vapore prodotti nella efficiente fonderia palermitana.
E stiamo volutamente sorvolando sulle risorse sulfuree, che facevano della
Sicilia l'Eldorado dell'Ottocento, e che il nostro re Ferdinando II fece di
tutto per proteggere dalle mire straniere (inglesi e francesi) e usare come
fonte di benessere locale.
Se con il Regno delle Due Sicilie l'economia era florida, lo stesso non si
può dire con il Regno d'Italia: tutte le realtà imprenditoriali della nostra
isola, e della parte continentale dell'ex Regno, furono in un modo o
nell'altro contrastate e costrette alla chiusura, a vantaggio del triangolo
industriale del settentrione.
Ecco perché è proprio dopo l'unità d'Italia che inizia la famosa Emigrazione
Meridionale, qualcosa che le nostre terre in 2000 anni di storia mai avevano
conosciuto!
Anzi, il Sud era sempre stato paese di immigrazione, come ci racconta questo
intelligente giornalista svizzero in una sua inchiesta che racconta le
esperienze dei tanti svizzeri che lasciarono la terra elvetica per cercare
fortuna nella dinamica realtà economica del Regno delle Due Sicilie.
E insieme agli svizzeri, altri immigranti con spirito imprenditoriale si
muovevano da tutta Europa verso l'Italia meridionale.
(vedi documento:
http://www.swissinfo.org/ita/primo_piano/detail/Napoletana_Quando_mai_La_pasta_Voiello_e_svizzera.html?siteSect=108&sid=7279252&cKey=1164362791000 )
D'altronde, chi come me è di Catania, conoscerà sicuramente la
prestigiosissima "Pasticceria Svizzera"."
Leggi il pregevole intervento di Mara, mia conterranea. Siamo indietro
da 150 anni, ma per secoli siamo stati la culla della civiltà
mediterranea. Ti dice nulla il soprannome Stupor Mundi? siamo stati la
culla delle civiltà più raffinate e della poesia più struggente.
> Leggi il pregevole intervento di Mara, mia conterranea.
ehm, sono per meta' patana del nord-est e per l'altra meta' umbra :-)
Interessante il tuo senso della democrazia !
Complimenti!
Grazie per il "signorina"
> se cerchi di impressionare qualcuno che la storia la guarda in tv, ce
> la puoi fare.
In effetti sulla storia dell'800 difetto parecchio
> la sicilia, cosi' come il resto del meridione, e' stata spazzata via,
> dopo essere stata si' la culla del mediterraneo, ma sotto federico 2,
> da centinaia d'anni di dominazione spagnola che, se nel nord ha rotto
> qualcosa, nel sud non ha lasciato pietra su pietra.
> avrete pure avuto la rava e la fava del cotone eccetera.
> solo che non ti chiedi per un istante: ma sto cotone chi lo
> raccoglieva? non sai che male fa raccogliere il cotone a mano?
> te lo dico io: lo raccoglievano i miserabili finche' non gli
> sanguinavano le mani.
Certo, come dappertutto in Europa sono state le lotte dei lavoratori a
riconquistare la loro dignita' e i loro diritti, non e' stato regalato loro
mai nulla, mai ... ma volte non ci riescono, vedi Portella della Ginestra.
> personalmente non ho mai visto niente di piu' storicamente abominevole
> della catto bastarda dominazione spagnola, che tanto danno ha fatto
> sia da noi che, soprattutto, nel sud america. con quel rozzo pretismo
> triste ed autoflagellante.
>
> per questo il sud italia era spazzatura. pochi nobili e stop.
> i tuoi avi, se non lo sai, furono sterminati dal bixio
Probabilmente sarebbero stati dalla parte del bixio, dato che erano
industriali della ghisa nel nord-est (le grandi campane, i tombini... anzi
sui piu' vecchi tombini della mia citta' c'e' ancora il mio cognome).
Peccato che mio nonno, socialista, invece di ingraziarsi suo zio andasse con
gli operai in sciopero a tirare i sassi sulle finestre degli uffici della
fabbrica :-( e durante la prima guerra quasi si fa fucilare come disertore,
fortuna che era di buona famiglia e ha potuto permettersi un buon avvocato
senno' non sarei qua a ricordarlo.
perche'
> chiedevano la ridistribuzione delle terre. ora se tutti fossero stati
> compartecipi della culla del mediterraneo, mai avrebbero seguito i
> mille, te par?
non ho capito
> quindi, riprendo: per quattro soldi i vostri baroni si sono venduti il
> culo di tutta l'isola, che era alla fame.
La Sicilia era prospera, difettava di cultura ingegneristica (eccelleva in
quella umanistica) ma le possibilita' non sarebbero mancate. La ricchezza
era malissimo distribuita allora come oggi anche se allora ancor di piu.
Restavano certamente forti retaggi feudali, quelli che hanno rallentato lo
sviluppo, dato impulso alla cultura e alla potenza mafiosa cosi' come la
conosciamo oggi e con cui la politica del nord ha subito fatto accordi
preferendo la struttura clientelare gia bell'e pronta fornitrice di voti
rispetto alla costruzioni di strutture che avrebbero permesso lo sviluppo e
reso migliori le condizioni sociali dei siciliani.
La Mafia (o Maffia) cosi' come la conosciamo adesso si e' dispiegata
all'indomani dell'Unita' d'Italia. Secondo un autore inglese, si potrebbe
addirittura datarne i natali: la prima rappresentazione della Cavalleria
Rusticana a Torino.
> il resto? minchiate.
>
> se la gente ha fame, la culla non vale un cazzo.
INFATTI, per me e' un fatto storico, ma se a te da tanto fastidio... vedilo
pure come un pettegolezzo! tanto non aggiunge nulla di nuovo...
>Io aspetto da te che tu mi illumini sulle "tante PORCATE" che
>che avrebbe fatto il "mio" eroe.
Quel libro non ti basta?!
>Se sono tante, uno straccio di documento affidabidabile, magari
>panamense, dovresti riuscire a linkarmelo senza troppe difficolta',
>Salvinkia.
Ma vai a cagare... coglione!
Che ci vuoi fare?! se gli tocchi Garibaldi s'incazza... sara' massone pure
lui!!!
Mah, io amo semplicemente la mia terra, e moltissimo. Come Mara ti ha
ben spiegato, per tornare al topic, i forzieri siciliani prima di
Garibaldi e dell'Unità d'Italia erano ricchissimi. Non solo ci è stato
rubato tutto ( e questo credo riguardi tutto il regno delle due
Sicilie ), ma ancor peggio è stato impedito lo sviluppo e il lavoro
autonomo dei siciliani. Ancora oggi, in molti ricordi dei vecchi, i *
piemontesi* restano l'invasore odioso. Questo soprattutto perchè
veniva impedito ai siciliani di lavorare, agli artigiani di prosperare
con le loro arti, e a tutti i lavoratori di progredire con i loro
talenti.
Qualunque cosa potesse fare un siciliano, c'era un piemontese, che per
legge veniva preferito e favorito.
Le angherie subite dal potere centrale savoia e l'impoverimento che la
popolazione ne ebbe a subire furono i prodromi del brigantaggio prima
e della mafia poi.
Questo solo per dire che un grande popolo se lo si tiranneggia,
trasforma i suoi talenti enormi, in un'enorme forza distruttiva, ma
certamente potente, e spaventosa .Questo è accaduto al mio popolo,
all'isola araba dei giardini, derubata da un'Italia ancora non nata e
da un eroe che eroe non era.
Incazzarsi per cosa poi?
Per la realtà storica sotto gli occhi di tutti, per l'aggressione dei savoia
contro il popolo del sud senza dichiarazione di guerra?
E per il solo intento di depredarne le risorse a scopo di salvataggio del
bilancio dello stato savoiardo sull'orlo della bancarotta?
Vabbè essere faziosi, ma difendere un bastardo responsabile dei mille
problemi derivati al sud da quella aggressione, da quella guerra non
dichiarata..... Mah!
> INFATTI, per me e' un fatto storico,
No, ciccio un fatto storico e' un fatto storico per tutti.
Essere andati in Colombia e' un fatto storico. Pomante dice
che qualcuno e' andato in Colombia e' un fatto storico se lo
dimostri altrimenti e' una cazzata, Salvinkia in do minore.
> Quel libro non ti basta?!
>
A me basta un link sulle porcate che Garibaldi ha
fatto in Colombia. Ma saranno 50 volte che lo chiedo...
Ho paura che anche se te lo chiedo per altre 50 volte
non otterro' una beata fava, cazzaro.
>
> Ma vai a cagare... coglione!
Tutti i giorni e con soddisfazione. Tu sei forse stitico?
Deve essere per questo che le stronzate ti escono dalla
bocca invece che dal culo.
Bye, bye...
> Interessante il tuo senso della democrazia !
> Complimenti!
C'entra un cazzo la democrazia: se uno e' un coglione lo
e' sia in democrazia che in dittatura. L'essere coglioni
e' uno stato fisico non una condizione sociale.
Bye, bye...
> Incazzarsi per cosa poi?
Sei tu che pensi che io sia incazzato. Io sono in uno
stato diciamo... giuggiurellonico: trovo un fesso che
spara cazzate e mi ci diverto. Dove sarebbe l'incazzatura,
solo tu lo sai.
> Per la realt storica sotto gli occhi di tutti,
La realta' storica e' che un sacco di gente e' morta
per unire l'Italia. E l'Unita' d'Italia (notare unita'
con la U maiuscola) per me e' un valore. Siamo stati un
popolo a cui hanno cagato in testa per piu' o meno 1'500
anni perche' eravamo divisi ed a me stanno sul cazzo sia
i lecchisti che i neoborbonici, che non vedono l'ora di
far tornare gli italiani una massa di pecoroni, peggio di
quello che gia' sono.
Sicuramente l'Unita' d'Italia non e' stata fatta nella
maniera pura e nobile come la voleva Mazzini (che era
un massone) e come la voleva pure Garibaldi. Ma nessuna
unificazione eì stata fatta nella maniera pura e nobile.
In Spagna hanno scannato centinaia di migliaia di musulmani,
ebrei e cattolici non proprio ortodossi. In Francia hanno
fatto 100 anni di guerre, scannato Ugonotti e fatto le peggio
porcate. ecc., ecc., ecc.
Le unificazioni sono state fatte sempre perche' qualcuno
voleva espandere i propri possedimenti e l'Italia non ha
fatto eccezione.
Questi sono i fatti. Storicamente accertati e verificabili
da qualunque pirla abbia il sussidiario della terza elementare.
Le stronzate che andate raccontando, almeno abbiate la decenza
di documentarle: tu sostieni che Garibaldi fosse un mercenario?
A me non risulta che chi si e' arruolato con Garibaldi (e
Garibaldi stesso) combattessero esclusivamente per portare
la "pagnotta a casa", motivo per cui combattono i mercenari.
Ma, incredibile ma vero, anche Garbaldi mangiava e pertanto
veniva pagato... Come un qualsiasi soldato.
Gia'... Perche' quello che fa la differenza tra un soldato
ed un mercenario (differenza alquanto sottile) e' che un
mercenario combatte esclusivamente per soldi e si vende
al miglior offerente. Garibaldi dubito che si sarebbe
venduto ai Borbonici.
Sono anche pronto a ricredermi su questo punto, ma qualche
straccio di documentazione vuoi fornirla, o bisogna crederti
per la tua sconfinata fede neoborbonica?
L'altro coglione sostiene che Garibaldi abbia fatto sfaceli
in uno stato che e' nato 60 anni dopo che se ne era andato
da Sud America: un cazzo di link lo vuole fornire o gli si
deve credere per la sua chiara fame e la sua carriera
accademica?
Disperando di essere accontentato, vi saluto.
Bye, bye...
Veramente dici?? un po' come lo sterminio degli Armeni... allora non diciamo
nulla ai turchi, ok??
>Essere andati in Colombia e' un fatto storico. Pomante dice
>che qualcuno e' andato in Colombia e' un fatto storico se lo
>dimostri altrimenti e' una cazzata, Salvinkia in do minore.
Si stava parlando di Panama... comunque ehhh!
>> Quel libro non ti basta?!
>
>A me basta un link sulle porcate che Garibaldi ha
>fatto in Colombia. Ma saranno 50 volte che lo chiedo...
Leggiti il libro... che vuoi da me??
>Ho paura che anche se te lo chiedo per altre 50 volte
>non otterro' una beata fava, cazzaro.
A casa mia esistono ancora I LIBRI... il giorno in cui un link diventera' una
fonte attendibile... non e' ancora arrivato!
>> Ma vai a cagare... coglione!
>
>Tutti i giorni e con soddisfazione. Tu sei forse stitico?
>Deve essere per questo che le stronzate ti escono dalla
>bocca invece che dal culo.
... hai per caso una effige del tuo eroe sul lettino??
> >No, ciccio un fatto storico e' un fatto storico per tutti.
>
> Veramente dici?? un po' come lo sterminio degli Armeni...
> allora non diciamo nulla ai turchi, ok??
I turchi negano che sia stato un genocidio. Ma che siano morti
migliaia di armeni neanche loro lo negano. Oltre a Topolino, leggi
qualcosa di piu' impegnato. Passa a Focus.
> Si stava parlando di Panama... comunque ehhh!
>
Nazione nata nel 1903. Prima c'era la Colombia: neanche
wikipedia sei in grado di leggere?
> Leggiti il libro... che vuoi da me??
>
Quale libro? Il Italia ogni anno si pubblicano 60'000 titoli
diversi: sono un discreto lettore, ma 60'000 libri l'anno sono
troppi.
> A casa mia esistono ancora I LIBRI... il giorno in cui
> un link diventera' una fonte attendibile... non e' ancora
> arrivato!
Smettila di frequntare youporn. Va bene anche un titolo o un
ISBN: contento?
>
> ... hai per caso una effige del tuo eroe sul lettino??
No. Ho l'angioletto della buona notte.
Bye, bye...
Che e' UN FATTO STORICO!!!!
> Ma che siano morti
>migliaia di armeni neanche loro lo negano.
E quindi?? come sarebbero morti?!
>Oltre a Topolino, leggi
>qualcosa di piu' impegnato. Passa a Focus.
... mi passi tu gli arretrati??
>> Si stava parlando di Panama... comunque ehhh!
>
>Nazione nata nel 1903. Prima c'era la Colombia: neanche
>wikipedia sei in grado di leggere?
AHAH AHHAHA HAHAHA AHAHAH ... ha fatto il precisino del cazzo, il nostro
idolatra!
>> Leggiti il libro... che vuoi da me??
>
>Quale libro? Il Italia ogni anno si pubblicano 60'000 titoli
>diversi: sono un discreto lettore, ma 60'000 libri l'anno sono
>troppi.
Non fare il disonesto. Questo 3d e' nato su di un libro sul tuo mito!
>> A casa mia esistono ancora I LIBRI... il giorno in cui
>> un link diventera' una fonte attendibile... non e' ancora
>> arrivato!
>
>Smettila di frequntare youporn. Va bene anche un titolo o un
>ISBN: contento?
Sparati.
>> ... hai per caso una effige del tuo eroe sul lettino??
>
>No. Ho l'angioletto della buona notte.
... e lo chiami peppino, vero??
> E quindi?? come sarebbero morti?!
>
Si parlava di Garibaldi. Attieniti al 3D: capire cos'e'
un genocidio e' al dispora delle tue possibilita'.
>
> AHAH AHHAHA HAHAHA AHAHAH ... ha fatto il precisino del cazzo,
> il nostro idolatra!
Cambia un cazzo: se Garibaldi non e' mai stato in Colombia,
non e' mai stato neanche a Panama. Una connessione troppo
complicata per un fesso a cottimo.
> Non fare il disonesto. Questo 3d e' nato su di un libro sul tuo mito!
>
Scusa, ma FiFino non leggo, a meno che non abbia voglia di
percularlo. Mi garantisci che si parla degli sfaceli che
Garibaldi ha fatto in Colombia?
> >No. Ho l'angioletto della buona notte.
>
> ... e lo chiami peppino, vero??
No. Si chiama angelo.
Bye, bye...
Beh allora visto che la metti sulla maleducazione, mi perdonerai se farò
altrettanto.
Brutto testa di cazzo che non sei altro, ho cercato di farti notare la tua
cafonaggine senza entrare nel merito, perchè come vedono tutti sei di una
tale maleducazione, che mi verrebbe solo di plonkarti e spedirti perciò nel
killfile dei soggetti da non cagare!!
Quello che pensi tu è solo ciò che partorisce la tua mente bacata da anni di
letture "conformi" alla storia del vincitore.
Perchè , come saprai brutto testa di cazzo, la storia la scrivono i
vincitori!
E quelle merdacce dei savoia purtroppo hanno solo trovato i denari del
Regno offertigli da quel bastardo di Garibaldi su un piatto d'argento.
Ora se non la pensi così, a me nu me pò fregà de meno!
Ma esordire alla coglionazzo come te, non fa onore nè alla storia nè alla
tua figura da pusillanime!
>Bye, bye...
bye bye a sto emerito cazzo, coglione!
Capra garibaldina!
> bye bye a sto emerito cazzo, coglione!
> Capra garibaldina!
Vedo che hai scelto di rispondere al post semplice. Fesso
a cottimo, hai qualche problema a citare la fonte delle famose
letture "non allineate" di cui cianci, neoborbonico di sta
minkia?
Bye, bye...
>trovo un fesso che spara cazzate
Quali di grazia , emerito coglione?
Quelle che il Sud è stato depredato e impoverito grazie all'opera di quel
bastardo di garibaldi , mercenario dei savoia che vollero così depredarne
tutte le risorse?
160 anni di che per il Sud? Di prosperità o di povertà ed emigrazione che
dura tutt'oggi?
Pirla!
Prima della vostra venuta nel Regno borbonico , il Sud era prospero e di
gran lunga equiparato alla media delle nazioni europee più progredite!
>La realta' storica e' che un sacco di gente e' morta per unire l'Italia.
Coi risultati sotto gli occhi di tutti!
>Le unificazioni sono state fatte sempre perche' qualcuno
>voleva espandere i propri possedimenti e l'Italia non ha
>fatto eccezione.
Appunto! I savoia erano indebitati fino all'inverosimile per la loro
politica guerrafondaia!
E pensarno bene di RUBARE l'intera cassa del Regno per portarla al nord!
E non soo per puro spirito di "unificare" l'Italia.
A loro dell'Italia non fregava un cazzo!
>Questi sono i fatti. Storicamente accertati e verificabili
>da qualunque pirla abbia il sussidiario della terza elementare.
Povero idiota!
La storia , te lo ripeto idiota, la scrivono i vincitori!
Cosa scrissero i savoia a proposito dei moti dei meridionali oppressi dalla
loro burocrazia e dalle loro tasse dopo l'annessione?
Lo trovi scritto su tutti i sussidiari della tua terza elementare: li
chiamarono BRIGANTI.
E ancora oggi sui tuoi sussidiari trovi scritto che si ribellò alla loro
gestione burocratica e impositiva delo stato era solo un BRIGANTE.
COGLIONE.
>Le stronzate che andate raccontando, almeno abbiate la decenza
>di documentarle
http://www.adsic.it/2000/10/05/uno-stato-prospero-e-autonomo-messo-in-ginocchio/
Nella lettera del 18 luglio 1861, la prima delle due indirizzate al politico
britannico Disraeli, Pietro Ulloa tratta delle finanze del Regno delle Due
Sicilie e della dissipazione attuata dai conquistatori piemontesi.
Ulloa si sofferma anche sul sistema tributario attuato dai Borbone, volto a
"non gravare i popoli di nuovi balzelli e ad alleggerire per quanto
possibile le antiche imposte".
Con la restaurazione furono abolite le nuove tasse imposte dai francesi nel
decennio, che comunque fruttavano all'erario 9.951.692 franchi l'anno.
Pur con le note vicende del 1820/21 e del 1848/49 e le spese impreviste
dovute ai moti di quegli anni, la rendita pubblica era salita dai 64 milioni
del 1815 ai 128 milioni degli ultimi anni del Regno, segno inconfutabile
della prosperità nazionale. La stessa produzione agricola ed industriale era
aumentata, tanto che "tutti i generi di commercio erano divenuti più facili
da reperire, potendosi fra l'altro valutare nel 50% l'aumento della
produzione di cereali dopo il 1815".
Nel periodo 1848/49 il disavanzo, dovuto alla rivoluzione, fu di 62915288
franchi, senza contare le perdite di materiale bellico dello stesso periodo.
Tale deficit fu comunque ripianato senza ricorrere a nuove tasse, anche se
gli interessi del debito pubblico aumentarono di 5 milioni di franchi.
Nello stesso periodo il Piemonte aveva accresciuto il suo debito pubblico di
ben 58611470 franchi.
Dopo il 1849 la situazione finanziaria migliorò ancora, con un notevole
incremento delle entrate, senza variare la pressione fiscale. I titoli di
rendita napoletani erano i più ricercati d'Europa, altamente apprezzati
sulle piazze finanziarie del continente.
L'equilibrio delle finanze era dovuto al costante sviluppo delle forze
produttive ed alla considerevole ricchezza del paese. Sappiamo infatti che
sempre più numerosi erano gli investitori stranieri che si trasferivano nel
Regno, grazie alle favorevoli condizioni loro offerte dal governo,
contribuendo così alla creazione di nuove industrie e nuovi posti di lavoro.
La riscossione delle imposte avveniva con regolarità ed equilibrio,
"avendosi tutti i riguardi per i contribuenti".
All'avvento di Francesco II la situazione finanziaria del paese era ancora
relativamente prospera. Le spese militari del 1859 avevano compromesso in
parte l'equilibrio, il congedo dei reparti svizzeri dopo la rivolta dell'8
luglio costò quasi 4 milioni di franchi, chiudendo comunque l'esercizio "in
perfetto equilibrio".
L'invasione garibaldina mandò a rotoli i piani del governo e le previsioni
di cassa con gravi spese non previste.
La banca Rothschild fu allora incaricata di "vendere i vaglia di rendita",
che le venivano rimessi secondo le necessità, al 5%. "La rendita napoletana
era stata al 115, quando quella del Piemonte non arrivava all'85, e nelle
occasioni in cui il governo napoletano aveva avuto il bisogno di ricorrere
ai prestiti, gli si erano offerti al prezzo di 90, mentre il Piemonte non li
otteneva che all'80".
Pur con le difficoltà del momento, il corso della borsa si manteneva tra 108
e 113, al 4,5%, e la Banca Rothschild non prendeva che i 7/8 sulle
operazioni di vendita.
Il 6 settembre 1860, quasi tutte le risorse disponibili erano ancora
intatte, per un valore di 29.749.256 franchi, pertanto Garibaldi trovò il
tesoro di stato integro e perfettamente in grado di provvedere ai bisogni
del paese e della guerra.
Quasi subito però i conquistatori si lagnarono per la mancanza di fondi,
imputabile "ad un prodigio di dilapidazione e corruzione; si cominciò con l'impadronirsi
delle residenze reali, svuotandole di ogni oggetto senza redigere alcun
inventario". Si mormorava che Silvio Spaventa, direttore di polizia di
Garibaldi, avesse fatto fondere 600 paia di preziosissimi candelieri d'argento
per appropriarsi del metallo.
Sparirono in breve migliaia di dipinti di valore, orologi preziosi, rari
oggetti di pregio, e saccheggiata la stupenda armeria Reale, da dove sparì
anche la famosa e preziosa spada che Francesco I Re di Francia impugnava a
Pavia nella battaglia contro le truppe di Carlo V.
"Si assegnarono 6.000 franchi al giorno per le spese della tavola del
dittatore, che invero viveva con moltissima sobrietà. Ma i suoi vice, i
segretari, gli aiutanti di campo erano abbagliati dalla possibilità di
arraffare ogni ben di Dio".
"Per decreto dittatoriale ci si impadronì dei fondi pubblici appartenenti
alla famiglia Reale, sotto pretesto che ritornavano allo stato, fondi che la
legge fondamentale del diritto pubblico considerava sacri".
"La rivoluzione perfino, che nulla rispetta, li aveva sempre e dappertutto
rispettati".
Questi fondi appartenevano personalmente al Re, come dote di sua madre (una
Savoia!), e formavano anche la dote delle principesse reali, il tutto
valutabile ad oltre 40 milioni di franchi, "ma non se ne confessarono che
24, adducendo la menzogna di dover essere distribuiti ai patrioti che
avevano sofferto per causa della libertà".
Al tempo stesso si sequestrarono i maggioraschi dei Principi, i beni dell'Ordine
Costantiniano e della Chiesa, "sempre in nome della libertà".
Bisogni ed avidità aumentavano di giorno in giorno, perciò si soppressero i
fondi dei ministeri, si alzò l'interesse della Cassa di sconto dal 5 al 6%
anche per i vaglia di rendita e per il deposito di preziosi alla Banca,
mentre per il caos venutosi a creare a causa della guerra e guerriglia nelle
Province le imposte fondiarie e quelle di registro non poterono essere
riscosse.
"Molti milioni di rendita si vendettero così clandestinamente, ma non
valsero a riempire la voragine, anzi, un mese dopo l'arrivo del dittatore,
non si sapeva più come far denaro".
La rendita pubblica, che sotto i Borbone era giunta anche a toccare 118,
precipitò a 65, segno tangibile della mancanza di fiducia negli avventurieri
sbarcati a Marsala.
Garibaldi incaricò allora una commissione di raccogliere sussidi per Roma e
Venezia, in previsione di un proseguimento della guerra contro lo Stato
Pontificio e l'Austria, ma la contribuzione ebbe scarsissimo successo. Un
garibaldino raccontò anzi "che le poche somme raccolte vennero portate sopra
una nave che, sparita nel giorno appresso", s'ignora dove abbia poi sbarcato
il malloppo, e a chi abbia consegnato quel denaro!
Gaetano Fiorentino
Da "Il SUD Quotidiano" del 17/1/98
>Sono anche pronto a ricredermi su questo punto, ma qualche
>straccio di documentazione vuoi fornirla, o bisogna crederti
>per la tua sconfinata fede neoborbonica?
http://www.youtube.com/watch?v=WE-h12f-Mfs di Alberto Angela RAI1
Ulisse - Il Regno delle Due Sicilie
http://www.youtube.com/watch?v=oLIX-nOKgto di Nicola Zitara - 1860 grande
truffa per il Sud Italia
>Disperando di essere accontentato, vi saluto.
>Bye, bye...
Seh seh .... bye bye.
questo sembra fatto su misura per i tuoi sussidiari
http://www.youtube.com/watch?v=R3RoR4yYC5M
Ragazzo, ricorda, la storia la leggi solo suoi tuoi sussidiari scritti dai
vincitori.
Povero ragazzo senza futuro e senza dignità!
> hai qualche problema a citare la fonte delle famose
>letture "non allineate" di cui cianci, neoborbonico di sta
>minkia?
Sembra fato appsota per le menti poco sveglie e facilmente influenzabili
come le tue :-)
http://www.youtube.com/watch?v=8HDNrJGchfQ Propaganda contro il Regno
delle Due Sicilie
Studialo bene CRETINO, perchè è GARIBALDI stesso che parla , fesso a gettone
che non sei altro
LOL
non ci crederete, ma pare che questo
http://www.youtube.com/watch?v=rnL4EC1m1lU avesse gią avuto a che fare con
'sta capra di T-student :-D
Sembra fatto apposta per le sue letture dei suoi sussidiari ;-D
>> minkia?
>
> LOL
> non ci crederete,
Con chi cazzo parli, neoborbonico? Pensi di essere al circo,
hai problemi a parlare al singolare o ti rivolgi agli altri
colgioni neoborbonici e lecchisti?
> .... ma pare che questo
> http://www.youtube.com/watch?v=rnL4EC1m1lU
Meno male che e' stato il primo che ho visto. Se "Giaccheferru"
e' "quello che sembta fatto apposta per te", evito di guardare
gli altri video: non vali il tempo che impiegherei (ed i video
di Angela non c'entrano un cazzo con a discussione "Garibaldi
era un mecenario").
Se vuoi riprovarci...
Bye, bye...
> Con chi cazzo parli, neoborbonico?
Con te FESSO a gettone :-D
>> .... ma pare che questo
>> http://www.youtube.com/watch?v=rnL4EC1m1lU
> Meno male che e' stato il primo che ho visto. Se "Giaccheferru"
> e' "quello che sembta fatto apposta per te",
E certo coglione! Ti ha appena dimostrato che sei solo un povero demente
sparacazzate
:-D che si "accultura" solo sui sussidiari scritti dai piemontesi magari nel
1861 ;-D
>evito di guardare
> gli altri video: non vali il tempo che impiegherei (ed i video
> di Angela non c'entrano un cazzo con a discussione "Garibaldi
> era un mecenario").
ROTFL
Quando si dice... hai pisciato fuori dal vasino e adesso te la rifai sotto
perchè sei un cazzaro :-D
che è stato appena sgamato per il cazzaro più imbarazzante di usenet.
> Se vuoi riprovarci...
Certo coglione.
Questo potrebbe bastarti :
http://www.vittoriodebattisti.com/artic/artic_garibaldi.pdf
Un estratto, giusto per ricoprirti di merda come meriti, babbeo:
Appena arrivato a Palermo, Garibaldi saccheggiò il Banco di Sicilia di ben
cinque milioni di ducati come fece saccheggiare tutte le chiese e
tutto ciò che trovava sulla sua strada. In una lettera Vittorio Emanuele II
ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del pirata nizzardo
"Come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda
Garibaldi, sebbene - siatene certo - questo personaggio non è affatto così
docile né così onesto come lo si dipinge
, e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come
prova l'affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso
qui, ad esempio l'infame furto di tutto il denaro dell'erario, è da
attribuirsi interamente a lui, che s'è circondato di canaglie, ne ha
seguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una
situazione spaventosa".
Ma erano mille i garibaldini? Certamente. Ma ogni giorno sbarcavano sulla
costa siciliana migliaia di soldati piemontesi congedati dall'
esercito sabaudo per l'occasione dall'altro massone Cavour ed arruolati in
quello del generale nizzardo. Una spedizione ben congegnata,
raffinata, scientifica, appoggiata dalla flotta inglese ed assistita da
valenti esperti internazionali. La massoneria siciliana, da anni,
stava preparando la sollevazione e mise a disposizione di Garibaldi tutto
l'apparato mafioso della Trinacria. A Bronte (5) fece fucilare
per mano di Nino Bixio i contadini che avevano osato "usurpare" le terre
concesse agli inglesi dai Borbone.
Ecco chi era il vero Garibaldi! Amico e servo dei figli d'Albione, assassino
e criminale di guerra per aver fatto fucilare cittadini
italiani a Bronte. Il socialismo, l'uguaglianza, la libertà potevano anche
andare a farsi benedire di fronte allo sporco danaro e al suo
servilismo massonico. Suo fine non era dare libertà alle genti del Sud ma
togliere loro anche la vita. Scopo della sua missione fu quello di
distruggere la chiesa cattolica e sostituirla con quella massonica guidata
da Londra.
Adesso puoi anche andare, coglione.
> Questo potrebbe bastarti :
> http://www.vittoriodebattisti.com/artic/artic_garibaldi.pdf
www.vittoriodebattisti.com->Ricerca
::pagina in costruzione::
Appena trova qualcosa nella sua "Ricerca", fammelo sapere.
Bye, bye...
P.S. Ma tutti del calibro di Giaccheferru, li trovi i tuoi
ricercatori, neoborbonico?
LOL
questo è meglio del lechista francescopc a cui non gli si aprono i link ;-D
Vabbè... ti do una mano , così impari qualcosa capretta delle montagne
piemontesi :-D
Giuseppe Garibaldi "padre della patria"
Pirata, mercenario, negriero, massone e... Chi è?
La cappa ideologica
Dopo le varie cerimonie di commemorazione
il 4 luglio ricorreva il bicentenario della nascita
- e gli sperticati elogi provenienti dal mondo politico, culturale e
dalle più alte cariche dello Stato, è bene ricordare chi sia stato
veramente Giuseppe Garibaldi, il tanto acclamato "padre della patria"
GIUSEPPE GARIBALDI Padre della patria
Giuseppe Garibaldi ci è stato presentato come l'eroe dagli occhi
azzurri, biondo, alto, coraggioso, romantico, idealista; colui il quale
metteva a repentaglio la propria vita per la libertà altrui. Non esiste
città d'Italia che non gli abbia dedicato una piazza o una strada.
Garibaldi non era alto, era biondiccio e pieno di reumatismi, camminava
quasi curvo e dovevano alzarlo in due sul suo cavallo. Portava i
capelli lunghi, si dice nel sud, perché violentando una ragazza questa
gli staccò un orecchio. Questo signore non era un eroe; oggi lo si
chiamerebbe delinquente, terrorista, mercenario. Era alto 1,65, aveva
le gambe arcuate e curava molto la sua persona.
Fra il 1825 ed il 1832 fu quasi sempre imbarcato intraprendendo viaggi
nel Mediterraneo. Nel 1833, durante un viaggio a Taganrog ebbe modo di
conoscere dei rivoluzionari che lo affascinarono all'idea della
fratellanza umana ed universale e all'abolizione delle classi, idee che
si rifacevano al Saint Simon. Cominciò, pertanto, a pensare all'idea
dell'unificazione italiana da realizzare con l'abbattimento di tutte le
monarchie allora dominanti e la fondazione di una repubblica.
Accrebbe codesta convinzione quando incontrò Giuseppe Mazzini nei
sobborghi di Marsiglia e, affascinato dalle idee del genovese, si
iscrisse alla setta segreta "Giovine Italia". Nel dicembre del 1833 si
arruolò nella marina piemontese per sobillare e per praticare la
propaganda della setta tra i marinai savoiardi. Nel 1834 tentò un'
insurrezione a Genova contro il Piemonte; scoperto riuscì a fuggire in
Francia. Processato in contumacia a Genova, fu condannato a morte per
alto tradimento dal governo piemontese. Nel 1835 fuggì in Brasile,
considerato una specie d'Eldorado dagli emigranti piemontesi che in
patria non trovavano lavoro, ed erano tantissimi; da lì e dalle altre
province del nord, ogni anno un milione di emigranti raggiungevano le
terre Sudamericane.
Fra i 28 e 40 anni Garibaldi visse come un corsaro ed imitò i grandi
pirati del passato assaltando navi, saccheggiando e, come dice Denis
Mack Smith a pag. 14 (1) "...si abituò a vedere nei grandi proprietari
delle pampas un tipo ideale di persona delle pampas". Al diavolo la
lotta di classe! il danaro era più importante - diciamo noi. A Rio de
Janeiro si iscrisse alla sezione locale della Giovine Italia. Nel 1836
chiese a Mazzini se poteva cominciare la lotta di liberazione
affondando navi piemontesi ed austriache che stazionavano a Rio.
Il rappresentante piemontese nella capitale brasiliana rapportò al
governo sabaudo che nelle case di quei rivoluzionari sventolava la
bandiera tricolore, simbolo di rivoluzione e sovversivismo. Nel maggio
del 1837, con i soldi della carboneria, Garibaldi mise in mare una
barca di 20 tonnellate per predare navi brasiliane; non a caso fu
battezzata Mazzini.
Quest'uomo, condannato a morte per alto tradimento e poi pirata e
corsaro nel fiume Rio Grande, è il nostro eroe nazionale; anzi, non lo
è più! Ora è eroe della nazione Nord. In Uruguay si batteva per
assicurare il monopolio commerciale all'Impero Britannico contrastando
l'egemonia cattolico-ispanica. Nel 1844, a Montevideo iniziò la sua
vera carriera di massone dopo l'iniziazione avuta con l'iscrizione alla
Giovine Italia del Mazzini. In Italia i pennivendoli di regime
continuano ad osannare le imprese banditesche del pirata nizzardo
offendendo la storia e la dignità delle nazioni Sudamericane.
L'indignazione della gente è racchiusa in un articolo di un giornale,
il Pais che vende 300.000 copie giornaliere e che così si è espresso
il 27-7-1995 a pag. 6: "... Garibaldi. Il presidente d'Italia è stato
nostro illustre visitante...... Disgraziatamente, in un momento della
sua visita, il presidente italiano si è riferito alla presenza di
Garibaldi nel Rio della Plata, in un momento molto speciale della
storia delle nazioni di questa parte del mondo. E, senza animo di
riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott.
Scalfaro che il suo compatriota (ndr, Giuseppe Garibaldi) non ha
lottato per la libertà di queste nazioni come (Scalfaro) afferma.
Piuttosto il contrario". La carriera massonica di Garibaldi culminò
col 33°gr. ricevuto a Torino nel 1862, la suprema carica di Gran
Hierofante del Rito Egiziano del Menphis-Misraim nel 1881.
Il Grande Oriente di Palermo gli conferì tutti i gradi dal 4° al 33° e
a condurre il rito fu mandato Francesco Crispi accompagnato da altri
cinque fra massoni. Il mito di Garibaldi finisce quando si apprende che
la spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese con una
somma spaventosa di piastre turche equivalenti a milioni di dollari in
moneta attuale (2). Con tale montagna di denaro poté corrompere
generali, alti funzionari e ministri borbonici, tra i quali non pochi
erano massoni. Come poteva vincere Francesco II, se il suo primo
ministro, Don Liborio Romano era massone d'alto grado? (3).
Appena arrivato a Palermo, Garibaldi saccheggiò il Banco di Sicilia di
ben cinque milioni di ducati come fece saccheggiare tutte le chiese e
tutto ciò che trovava sulla sua strada. In una lettera Vittorio
Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del pirata
nizzardo (4): "Come avrete visto, ho liquidato rapidamente la
situazione spaventosa".
guidata da Londra.
Garibaldi, questo avventuriero, definiva Pio IX "...un metro cubo di
letame" (6) in quanto lo riteneva - acerrimo nemico dell'Italia e dell'
unità"(7). Considerava il papa "...la più nociva di tutte le creature,
perché egli, più di nessun altro, è un ostacolo al progresso umano,
alla fratellanza degli uomini e dei popoli"(8), inoltre affermò che:
"...Se sorgesse una società del demonio, che combattesse dispotismo e
preti, mi arruolerei nelle sue file" (9). Era chiaro l'obiettivo della
massoneria: colpire il potere della chiesa e con esso scardinare le
monarchie cattoliche per asservirle ad uno stato laico per potere
finalmente mettere le mani sui nuovi mercati, sulle loro immense
ricchezze umane, sulle loro ricche industrie, sui loro demani pubblici,
sui beni ecclesiastici, sulle riserve auree del Regno delle Due Sicilie
, sulle banche.
Con la breccia di Porta Pia finì il potere temporale dei papi con
grande esultanza dei fra massoni. Roma divenne così capitale d'Italia
e della massoneria, come aveva stabilito Albert Pike, designando come
suo successore Adriano Lemmi, massimo esponente del Rito Palladio.
(1) DENIS MACK SMITH: Garibaldi, una grande vita in breve,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1993.
(2) Intervento di Giulio di Vita, pp. 379-80-81 atti di convegno
"La liberazione d'italia nell'opera della massoneria" svoltasi a Torino
il 24-25 settembre 1988, Edizioni Bastogi, Foggia, 1990. .
(3) Bollettino del Grande Oriente del 1867, II, pag. 190.
(4) DENIS MACK SMITH - Garibaldi, una grande vita in breve,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1993, pag. 285.
(5) L'eccidio di Bronte così come è raccontato dal garibaldino Cesare
Abba nel libro
(6) G. GARIBALDI - Scritti politici e militari, Ricordi e pensieri
inediti, Voghera, Roma, 1907, a cura di Domenico Ciampoli, pp. 523-525.
(7) G. GARIBALDI - Scritti e discorsi politici e militari, Ed. Cappelli
1935, vol. II, pag. 397. (8) Ivi, Vol. III, Ed. Cappelli, Bologna, 1937
, pag. 334.
(9) opera citata, pag. 664.
"I SAVOIA e il massacro del Sud" di Antonio Ciano,
Grandmelò, Roma, 1996. Tratto da
http://www.brigantaggio.net/briganta...aribaldi01.htm
> Bye, bye...
>
> P.S. Ma tutti del calibro di Giaccheferru, li trovi i tuoi
> ricercatori, neoborbonico?
Noooooooooooooooo
se vuoi te ne posso trovare a iosa :-D
savoiardo de sta cippa :-D
> LOL
> questo č meglio del lechista francescopc a cui non gli si aprono i link ;-D
Apri sto link e vedi che ti restituisce cretino a cottimo.
http://www.vittoriodebattisti.com/ricerca.htm
O vuoi che ti posti i link dei "work"?
Bye, bye...
P.S. Se non hai ancora capito che dei documenti che trovi
sul sito di uno che ha come "work" ha una Tesina del 2008
ci faccio la birra, forse dovresti farti aiutare da
qualcuno con almeno il QI di un leghista.
LOL
Ti ho detto di aprire questo
http://www.vittoriodebattisti.com/artic/artic_garibaldi.pdf
e se ancora non ce la fai puoi sempre provare con questo
http://www.pinodenuzzo.com/controstoria/garibaldi.htm#
o con questo
http://www.iniziativameridionale.it/index.asp?IdSezione=28&IdArticolo=1441
o anche con questo
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/partiti/varie/41285.html
non hai che l'imbarazzo della scelta :-D
ps
se non ci riesci neppure stavolta.. un consiglio ....... fatti aiutare da
uno bravo ;-D
L'articolo e' di Antonio Ciano su articoli.
Antonio Ciano, fondatore del Partito del Sud, autore, tra altri, del libro
"I Savoia e il massacro del Sud"
http://cronologia.leonardo.it/mondo28g.htm
> non hai che l'imbarazzo della scelta :-D
>
Hai qualcosa di un ricercatore che sia un ricercatore,
e non la morchia di un lecchista fiero della sua tesina
del 2008?
Sai io non ho tempo di verificare tutte le cagate dette
dal primo giaccheferru che ti passa sottomano.
Bye, bye...
>
> http://cronologia.leonardo.it/mondo28g.htm
Ho gia' scritto che l'Unita' d'Ialia e' stata semplicemente
una espansione di Casa Savoia. Che del meridione sia stata
fatta carne da macello mi e' noto. Su fatto che il Sud dei
Borboni fosse questo faro di modernita' ed efficienza ho
qualche perplessita', ma non e' questo in nodo della
discussione.
Il nodo eì che il neoborbonico sostiene che Garibaldi
fosse un semplice mercenario. Opinione "rispettabile",
ma io gradirei che fosse supportata da qualcosa di piu'
delle farneticazioni di uno che fonda "Il Partito del
Sud" o di un pirla lecchista. Anche perche' lo stile
di vita di Garibaldi contrasta fortemente con le minchiate
propinate dal neoborbonico.
E questo non e' scritto sul sussisidario fornito dai
piemontesi: la "villa" di Garibaldi e' a Caprera ed e'
piu' piccola di casa mia: tutti sti millanta miliardi
rubati ai poveri borboni e quello che riesce a realizzare
e' una modesdta casetta nel buco del culo del Regno d'Italia?
La Maddalena neanche oggi mi risulta essere una zona
particolarmente turistica, 150 anni fa era un "biafra"
anche per gli standard dell'epoca.
Forse Garibali non era quel mercenario che il neoborbonico
ed i suoi amichetti lecchisti vogliono far credere e forse
quello che ha fatto non lo ha fatto per riempirsi le tasche.
Forse Garibaldi era veramente quel pirla che fa le cose
perche' ci crede, come vuole "l'agiografia" ufficiale.
Io aspetto ancora che il neoborbonico mi smentisca. Se
il meglio che riesce a fare e' propinarmi Giaccheferru
ed un minus lecchista, ho paura che aspetto da qui
all'eternita'.
Bye, bye...
>Hai qualcosa di un ricercatore che sia un ricercatore,
Per mettere un pietra tombale sul 'mito' Garibaldi
Il 200° anniversario della nascita di Garibaldi, non ha suscitato dibattiti
né analisi sul processo di 'unificazione' dell'Italia.
Questo evento non è diventato occasione per affrontare i nodi della storia
italiana.
Niente di niente.
Neanche gli atenei o le accademie, né ricercatori e né docenti, hanno avuto
il coraggio di affrontare, in modo serio e complessivo, la natura del
processo storico italiano che va dall'Unità ad oggi.
Anzi, il 'General intellect' italiano, a ennesima dimostrazione della sua
subalternità e del suo provincialismo, ha solo prodotto qualche raccolta di
'memorie' dei garibaldini, veri o presunti poco importa,
spacciandola come lavoro storico e di analisi storica.
Nulla di più falso, poiché ogni vero storico sa che la memorialistica è
altamente inaffidabile; e l'Italia è la patria delle 'memorie' scritte per
secondi fini politico-personalis tici.
Inoltre, 'voler costruire' la storia patria raccogliendo le memorie di una
parte sola, che ha una memoria. appunto 'parziale', ha più il sapore
dell'opera di indottrinamento e della retorica,
piuttosto che della onesta e disinteressata ricerca storica.
Capisco che in questi anni di disfacimento nazionale, di contestazione
dell'Italia quale nazione unica, e dell'italianità quale sentimento
'patriottico', alcuni settori ideologicamente
e strumentalmente legati al cosiddetto 'risorgimento' sentano il bisogno di
ravvivare un 'patriottismo nazionale'
che almeno salvaguardi la concezione, attualmente propagandata nelle scuole
e nei media, che si ha della storia italiana.
Soprattutto proprio quella riguardante il periodo della costituzione della
sua statualità unitaria.
Ma il fatto è che, con il riproporsi di schemi patriottardi e di
affabulazioni devianti, non si renda proprio un buon servizio neanche alla
storia dell'Italia.
La figura di Giuseppe Garibaldi, in tal caso, è centrale;
non in quanto super-uomo o eroe di uno o più mondi.
Ma in quanto strumento di 'forze superiori', ma non sto parlando della
Storia con la 'S maiuscola', ma più prosaicamente di mercati, risorse,
capitali, commerci, banche e finanza, ecc.
Insomma, delle regole e dinamiche dettate dai rapporti di forza tra potenze
coloniali, tra i nascenti imperialismi, l'equilibrio tra potenze regionali e
mondiali.
E in questo contesto deve essere inserita, appunto, la figura di Garibaldi.
Lasciamo agli affabulatori e agli annebbianti i raccontini sull''eroe dei
due mondi'.
Partiamo, quindi, dall'analizzare il ruolo e la posizione dell'obiettivo
principe della più notoria spedizione dell'avventuriero nizzardo: la
Sicilia.
La Sicilia, granaio e giardino del Regno , oltre ad avere una economia
agricola abbastanza sviluppata, possedeva una forte marineria, assieme a
quella di Napoli,
tanto da essere stata una nave siciliana, la prima ad inaugurare una linea
diretta con New York e gli Stati Uniti d'America.
Marineria avanzata per sostenere una avanzata produzione agrumicola
destinata al commercio estero, come si è appena detto.
Capitalismo, altro che gramsciana 'arretratezza feudale'.
Ma il fiore all'occhiello dell'economia siciliana era rappresentato da una
risorsa strategica, all'epoca, ovvero lo zolfo.
Lo zolfo e i prodotti solfiferi, erano estremamente necessari per il
nascente processo di industrializzazione.
Lo zolfo veniva utilizzato per la produzione dell'acciaio, per la
preparazione di sostanze chimiche, come conservanti, esplosivi,
fertilizzanti; era insomma il lubrificante del motore dell'imperialismo,
soprattutto di quello inglese.
Con la rivoluzione nella tecnologia navale, ovvero la nascita della
corazzata, e la diffusione delle ferrovie in Europa, ne fanno montare la
domanda e,
quindi, la necessità di sempre maggiori quantità di acciaio, ferro e ghisa.
Quindi i processi produttivi connessi, richiedono sempre più ampie quantità
di zolfo; cosi come la richiedono l'economia moderna tutta, industriale e
commerciale.
Tipo quella dell'Impero Britannico.
La Sicilia, alla luce dei mutamenti epocali che si vivevano alla metà
dell'800, diventa un importante obiettivo strategico.
Difatti l'Isola possedeva 400 miniere di zolfo che, all'epoca, coprivano
circa il 90% della produzione mondiale di zolfo e prodotti affini.
Come poteva, l'Isola, essere ignorata dai centri strategici dell''Impero di
Sua Maestà'?
Come potevano l'Ammiragliato e la City trascurare la posizione della
Sicilia, al centro geografico del Mediterraneo, proprio mentre si stava
lavorando per realizzare il Canale di Suez?
La nuova via sarebbe divenuta l'arteria principale dei traffici commerciali
e marittimi dell'Impero Britannico.
Come potevano ignorare tutto ciò i Premier e i Lord, gli imperialisti
conservatori e gli imperialisti liberali, i massoni e i missionari
d'Albione? Come?
E come potevano dimenticare che, all'epoca, il Regno di Napoli e le
marinerie di Sicilia e della Campania, marinerie mediterranee,
fossero dei temibili concorrenti per la flotta commerciale inglese? Come
potevano?
Il 'General Intellect' dell'imperialismo inglese, il maggiore dell'epoca,
non poteva certo ignorare e trascurare simili fattori strategici. Loro no.
Semmai a ignorarlo è stato tutto il circo italidiota dei laudatori del
Peppino longochiomato e barbuto.
Tutti i raccoglitori di cimeli garibaldineschi, più o meno genuini, non
hanno mai avuto il cervello (il cervello appunto!) di capire e studiare
questi 'trascurabili' elementi.
La Sicilia è terra di schiavi e di africani, barbara e senza storia, non
vale certo un libro che ne spieghi anche solo il valore materiale.
Così vuole la vulgata dei nostrani storici accademici; o di venete
'storiche' contemporanee che, invece delle vicende dell'assolata terra
triangolata, preferiscono dedicarsi alle memorie
della masnada di mercenari vestiti delle rosse divise destinate, non a caso,
agli operai del mattatoio di Montevideo.
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Tralasciando la biografia e gli interessi dei fratelli Rubattino, che
attuarono quella vera e propria 'False Flag Operation' detta 'Spedizione dei
Mille',
giova ricordare che Garibaldi, prima di partire da Quarto, era stato
convocato presso la Loggia 'Alma Mater' di Londra.
Vi fu una festa pubblica, di massa, che lo accolse a Londra e lo accompagnò
fino alla sede centrale della massoneria anglo- scozzese.
'La più grande pagliacciata a cui abbia mai assistito' scrisse un testimone
diretto dell'evento. Un tal Karl Marx.
Giuseppe Garibaldi venne scelto da Londra, poiché si era già reso utile alla
causa dell'impero britannico.
In America Latina, quando gli inglesi favorirono la secessione di Montevideo
dall'impero brasiliano, e la conseguente guerra tra Brasile e Uruguay,
Garibaldi venne assoldato per svolgere il ruolo di 'raider', ovvero
incursore nelle retrovie dell'esercito brasiliano.
Il suo compito fu di sconvolgere l'economia dei territori nemici devastando
i villaggi, bruciando i raccolti e razziando il bestiame.
Morti e mutilati tra donne e bambini abbondarono, sotto i colpi dei fucili e
dei machete dei suoi uomini.
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Il compito svolto da Garibaldi rientrava nella politica di intervento
coloniale inglese nel continente Latinoamericano;
la nascita dell'Uruguay rientrava nel processo di controllo e consolidamento
del flusso commerciale e finanziario di Londra verso e da il bacino del Rio
de la Plata;
la regione economicamente più interessante per la City.
Escludere l'impero brasiliano dalla regione, era una carta strategica da
giocare, perciò Londra, tramite anche Garibaldi, favorì la nascita
dell'Uruguay.
La borghesia compradora di Montevideo era legata da mille vincoli con
l'impero inglese.
Ivi Garibaldi svolse sufficientemente bene il suo compito.
Divenne un 'bravo' comandante militare, solo perché si trovò di fronte i
battaglioni brasiliani costituiti, per lo più, da schiavi neri armati di
picche.
Facile averne ragione, se si disponeva della potenza di fuoco necessaria,
che fu graziosamente concessa dalla regina Vittoria.(*)
L'eroe dei due mondi era stato richiamato a Londra, distogliendolo dal suo
ameno lavoro: il trasporto di coolies cinesi, ovvero operai non salariati,
da Hong Kong alla California.
La carne cinese era richiesta dal capitale statunitense per costruire, a
buon prezzo, le ferrovie della West Coast.
Garibaldi si prodigava nel fornire l''emancipazione' semischiavista agli
infelici cinesi, in cambio di congrua remunerazione dai suoi presunti
ammiratori yankee. (2)
Colui che richiese l'intervento di Garibaldi, in Sicilia, effettivamente fu
un siciliano, Francesco Crispi.
Egli venne inviato a Londra, presso i suoi fratelli di loggia, per dare
l'allarme al gran capitale inglese:
Napoli stava trattando con una azienda francese per avviare un programma per
meccanizzare, almeno in parte, le miniere e la produzione dello zolfo.
Il progettato processo di modernizzazione della produzione mineraria
siciliana, avrebbe alleviato il popolo siciliano dalla piaga del lavoro
minorile semischiavistico delle miniere di zolfo.
Ma i baroni proprietari delle miniere, stante l'alto margine di profitto
ricavato dal lavoro non retribuito, e timorosi che l'interventismo economico
della 'arretrata amministrazione borbonica',
potesse sottrarre loro il controllo dell'oro rosso, decisero di chiedere
l'intervento britannico,
allarmando Londra sul destino delle miniere di zolfo.
Non fosse mai che lo stolto Luigi Napoleone potesse controllare il 90% di
una materia prima necessaria alle macchine e alle fornaci del capitale
imperiale inglese.
Tutto ciò portò alla chiamata alle armi del loro 'eroe dei due mondi'.
E i 'carusi' delle miniere solfifere devono ringraziare Garibaldi, e i suoi
amici anglo-piemontesi, se la loro condizione semischiavista si è protratta
fino agli anni '50 del secolo scorso.
Le due navi della Rubattino, della 'Spedizione dei Mille', arrivarono a
Marsala l'11 maggio 1860.
Ad attenderli non vi erano unità della marina napoletana o una compagnia del
corpo d'armata borbonico, forte di 10000 uomini, stanziata in Sicilia e
comandata dal Generale Lanti.
No.
In compenso era presente una squadra della Royal Navy, posta nella rada di
Marsala, a vigilare affinché tutto andasse come previsto.
I 1089 garibaldini, in realtà, erano solo l'avanguardia del vero corpo
d'invasione, una armata anglo-piemontese di 20000 soldati, per lo più
mercenari, che attuarono, già allora,
la tattica di eliminare qualsiasi segno di riconoscimento delle proprie
forze armate.
Infatti il corpo era costituito, in maggioranza, da ex zuavi francesi che
avevano appena 'esportato' la civiltà nei villaggi dell'Algeria e sui monti
della Kabilya.
Inoltre, erano presenti alcune migliaia di soldati e carabinieri piemontesi,
momentaneamente posti in 'congedo', e riarruolati come 'volontari' nella
missione d'invasione.
Eppoi c'erano i veri e propri volontari/mercenari , finanziati per lo più
dall'aristocrazia e dalla massoneria inglesi.
Il primo scontro a fuoco, tra garibaldini e guarnigione borbonica, si
risolse ufficialmente nella sconfitta di quest'ultima.
Fatto sta che nella breve battaglia di Calatafimi, a fronte delle perdite
dell'esercito napoletano, che ebbe una mezza dozzina di caduti,
i garibaldini vengono letteralmente sbaragliati, subendo circa 100 tra morti
e feriti.
In realtà, nella mitizzata battaglia di Calatafimi, i soldati napoletani che
cozzarono con l'avventuriero Garibaldi dovettero abbandonare il campo,
poiché il comando di Palermo aveva loro negato l'invio di rifornimenti,
soprattutto di munizioni, costringendo la guarnigione borbonica non solo a
smorzare l'impeto
con cui affrontarono i garibaldini, ma anche ad abbandonare il terreno,
quindi, lasciando libero Garibaldi nel proseguire l'avanzata su Palermo.
A Palermo, dopo la scaramuccia presso 'Ponte Ammiraglio', nell'allora
periferia della capitale siciliana, il comandante della guarnigione
borbonica decise di consegnare la città.
Contribuì alla decisione, probabilmente, la consegna da parte inglese di un
forziere carico di piastre d'oro turche. La moneta franca del Mediterraneo.
L'avanzata dei garibaldini, rincalzati dal corpo d'invasione che li seguiva,
incontrò un ostacolo quasi insormontabile presso Milazzo.
Qui la guarnigione napoletana impose un pesante pedaggio ai volontari di
Garibaldi.
Infatti la battaglia di Milazzo ebbe un risultato, per Garibaldi, peggiore
di quella di Calatafimi.
A fronte dei 150 morti tra i napoletani, le 'camicie rosse' subirono ben 800
caduti in azione.
La guarnigione napoletana si ritirò, in buon ordine e con l'onore delle armi
da parte garibaldina!
Ma solo quando, all'orizzonte sul mare, si profilò una squadra navale anglo-
statunitense, con a bordo una parte del vero e proprio corpo d'invasione
mercenario.
Corpo che fu fatto sbarcare alle spalle della guarnigione nemica di Milazzo.
Va sottolineato che i vertici della marina borbonica, come quelli
dell'esercito napoletano, erano stati corrotti con abbondanti quantità di
oro turco e di prebende promesse nel futuro regno unito sabaudo.
Così si spiega il comportamento della marina napoletana, che alla vigilia
dello sbarco di Garibaldi, sequestrò una nave statunitense carica di non
meglio identificati 'soldati' (i notori mercenari),
ma che subito dopo la rilasciò.
Così come, nello stretto di Messina, la squadra napoletana evitò di
ostacolare, ai garibaldini, il passaggio del braccio di mare, permettendo a
Garibaldi e a Bixio di sbarcare sulla penisola italiana.
Da lì fu una corsa fino all'entrata 'trionfale' a Napoli, dove Garibaldi
fece subito assaggiare il nuovo ordine savoiardo:
fece sparare sugli operai di Pietrarsa, poiché si opposero allo
smantellamento delle officine metalmeccaniche e siderurgiche fatte costruire
dall''arretrata' amministrazione borbonica.
Di certo fu che la monarchia borbonica, dopo il disastro della repressione
antiborghese della rivoluzione partenopea del 1799, avviò una politica che
permise il prosperare, nell'ambito della proprio apparato amministrativo e
di governo, degli elementi ottusi, malfidati e corrotti. Condizione
necessaria per poter perdere, in modo catastrofico, la più piccola delle
guerre.
In seguito ci fu la battaglia del Volturno, già perduta dai borbonici,
poiché presi tra due fuochi: i mercenari di Garibaldi a sud e l'esercito
piemontese a nord.
E quindi l'assedio di Gaeta e Ancona, e poi la guerra civile nota come
'Guerra al Brigantaggio' .
Una guerra che costò, forse, 100000 vittime. Prezzo da mettere in relazione
con i 4000 morti, in totale, delle tre Guerre d'Indipendenza italiane.
Solo tale cifra descrive la natura reale del processo di unificazione
italiana.
La Sicilia, in seguito, venne annessa con un plebiscito farsa (3); poi nel
1866 scoppiò, a Palermo, la cosiddetta 'Rivolta del Sette e mezzo',
che fu domata tramite il bombardamento dal mare della capitale siciliana.
Bombardamento effettuato dalla Regia Marina che così, uccidendo qualche
migliaio di palermitani in rivolta o innocenti, si 'riscattò' dalla
sconfitta di Lissa, subìta qualche settimana prima e da cui stava
ritornando.
Tralasciamo di spiegare il saccheggio delle banche siciliane, che assieme a
quelle di Napoli, rimpinguarono le tasche di Bomprini e di altri speculatori
tosco-padani, ammanicati con le camarille di Rattazzi e Sella;
la distruzione delle marineria siciliana; lo stato di abbandono della
Sicilia per almeno i successivi 40 anni (4);
la feroce repressione dei Fasci dei Lavoratori siciliani;
l'emigrazione epocale che ne scaturì.
Infine un novecento siciliano tutto da riscrivere, dall'ammutinamento dei
battaglioni siciliani a Caporetto alle vicende del bandito Giuliano, uomo
del battaglione Vega della X.ma Mas, che fu al servizio degli USA e del
sionismo;
per arrivare alla vicenda del cosiddetto 'Milazzismo' e a una certa
professionalizzazione dell''antimafia' (che va a braccetto con quella di
certo 'antifascismo') dei giorni nostri.
Garibaldi, una volta sistematosi a Caprera, aveva capito che la Sicilia e il
Mezzogiorno d'Italia, non gli avrebbero perdonato ciò che gli aveva fatto.
Alessandro Lattanzio
http://www.aurora03 .da.ru/
http://sitoaurora. altervista. org/
Catania 8/7/2007
Note:
1) Giova ricordare che l'impero inglese, alla metà del XIX.mo secolo, fu
impegnato in una serie di guerre contro determinati stati (Regno delle Due
Sicilie, Paraguay e gli stessi USA), che avevano deciso di seguire uno
sviluppo autocentrato, sviluppando l'industria locale e rafforzando la
propria agricoltura e il proprio commercio tramite l'applicazione dei dazi.
Ciò avrebbe permesso lo sviluppo economico, pur restando al di fuori
dell'influenza bancario-finanziaria e, quindi, politica di Londra. L'impero
britannico reagì, a tali comportamenti, creando operazioni tipo 'Falsa
Bandiera'. In Italia meridionale con Garibaldi e la sua 'spedizione' . Negli
USA reclutando gli 'abolizionisti' estremisti di John Walker, i quali, nel
1858, prima di iniziare una loro propria 'spedizione' su Harper's Ferry,
dove vi era il maggiore arsenale statunitense, vennero addestrati da un
misterioso ufficiale inglese che si faceva chiamare Forbes. Egli, poco prima
della fallimentare 'spedizione', scomparve nel nulla. Il Paraguay, durante
gli anni della guerra civile statunitense, venne a sua volta aggredito da
una coalizione di stati latinoamericani chiaramente legati agli interessi
britannici: Uruguay, Argentina e un Brasile addomesticato. Questa guerra si
risolse con la distruzione, fisica, del Paraguay e della sua popolazione
maschile. Alla fine si ebbe un rapporto di otto donne per ogni uomo.
2) C'è chi va blaterando di un Garibaldi bramato da Abramo Lincoln,
presidente degli USA, durante la Guerra Civile statunitense. Secondo la
leggenda, Washington cercava un abile condottiero, un Garibaldi appunto, che
dirigesse l'Armata del Potomac che si trovava in serie difficoltà
nell'affrontare la ben più smilza 'Armata della Virginia' guidata dal grande
Generale Robert E. Lee. Della presunta richiesta non ci sono in giro che
voci e illazioni, nulla di più. Eppoi, perché mai Lincoln doveva affidare il
suo esercito ad un avventuriero che non ha mai diretto che qualche centinaio
di sbandati? I bravi generali nordisti non scarseggiavano: Halleck, Sherman,
Grant, Sheridan, ecc. Insomma, il solito provincialismo incolto e fanfarone
italico con cui s'insegna la storia nelle nostre università!
3) Si trattò della massima dimostrazione di malafede e inganno nei confronti
dei contemporanei e dei posteri. Il plebiscito di svolse nelle seguente
modalità: due schede, una con un NO e l'altra con un SI stampati sopra; chi
votava NO doveva mettere la relativa scheda in una determinata urna, chi
votava per il SI, doveva mettere, a sua volta, la relativa scheda su
un'altra urna. Potete capire come venisse 'tutelata', in quel modo, il
diritto alla libera espressione del voto. E con tanto di soldati piemontesi
presenti nei seggi elettorali! 667 furono i siciliani che votarono NO al
plebiscito. Non c'è bisogno di dire che, subito dopo la 'consultazione' ,
tutti costoro dovettero abbandonare la loro terra.
4) Il primo traghetto sullo stretto di Messina venne inaugurato nel 1899!
Ti è noto? :-D
LOL
Ma se è da giorni che vai dicendo che è grazie a *eroi* come garibaldi che è
stata *fatta l'unità* :-D
>Su fatto che il Sud dei
>Borboni fosse questo faro di modernita' ed efficienza hoqualche
>perplessita'
Eppure basta documentarsi ... è stato fatto anche un ottimo lavoro in tal
senso da Alberto Angela (un noto "meridionalista" :-D ) di quellio che non
interessano a te :-D
Lo trovi qui:
http://www.youtube.com/watch?v=WE-h12f-Mfs di Alberto Angela RAI1
Ulisse - Il Regno delle Due Sicilie
>Il nodo eì che il neoborbonico sostiene che Garibaldi
>fosse un semplice mercenario.
Certo!
Il fatto che egli sia stato ASSOLDATO dalla Gran Bretagna per il lavoro
sporco in Uruguay e America latina cosa ti dovrebbe far capire?
Che lui lo abbia fatto solo perchè era un fautore della *libertà* dei
popoli?
O meglio del loro asservimento alla causa e agli interessi dell'impero
britannico?
Giuseppe Garibaldi venne scelto da Londra, poiché si era già reso utile alla
causa dell'impero britannico.
In America Latina, quando gli inglesi favorirono la secessione di Montevideo
dall'impero brasiliano, e la conseguente guerra tra Brasile e Uruguay,
Garibaldi venne assoldato per svolgere il ruolo di 'raider', ovvero
incursore nelle retrovie dell'esercito brasiliano.
Il suo compito fu di sconvolgere l'economia dei territori nemici devastando
i villaggi, bruciando i raccolti e razziando il bestiame.
>Opinione "rispettabile",
LOL rispettabile adesso dici?
Alla faccia del voltagabbana che stai dimostrando di essere !
Ma se appena l'ho detto, tu non hai fatto altro che attaccarmi,
apostrofandomi con gli epiteti cari a chi frequenta bettole e osterie.
Mavalà, voltagabbana!
>E questo non e' scritto sul sussisidario fornito dai
>piemontesi:
Nooooo, e quando mai chi vince una guerra, si attiene alla storia , quella
VERA, ;-D piuttosto che a qualche raccolta di 'memorie' di garibaldini,
veri o presunti poco importa,
spacciandola come lavoro storico e di analisi storica.?? :-D
>Forse Garibali non era quel mercenario che il neoborbonico
>ed i suoi amichetti lecchisti vogliono far credere
Nooo, infatti un Uruguay e nell'America Latina ci è andato perchè teneva
alla libertà di quei popoli ;-D
Così come fece col popolo meridionale, che prima del suo arrivo non
conosceva cosa fosse l'emigrazione e la povertà, e MAGICAMENTE e grazie a
lui
dovette iniziare a EMIGRARE.
Grazie garibaldi, lo dovrebbero dire i milioni di morti causati dal suo vile
attentato alla libertà di uno Stato SOVRANO, peraltro vigliaccamente e
codardamente attaccato senza dichiarazione di guerra.
>Io aspetto ancora che il neoborbonico mi smentisca.
Ma che cosa vuoi essere smentito te, che credi ciecamente alla storia
scritta dai savoiardi assassini di merda.
Tu che credi ciecamente a ciò che ti propina il sussidiario di casa savoia.
Nulla di più falso, poiché ogni vero storico sa che la memorialistica è
altamente inaffidabile; e l'Italia è la patria delle 'memorie' scritte per
secondi fini politico-personalistici.
Inoltre, 'voler costruire' la storia patria raccogliendo le memorie di una
parte sola, che ha una memoria... appunto 'parziale', ha più il sapore
dell'opera di indottrinamento e della retorica,
piuttosto che della onesta e disinteressata ricerca storica.
Ci troverai mai scritto, in quel sussidiario, che chi si ribellò alla
dominazione e ai soprusi dei piemontesi savoiardi era solo un brigante ?
;-D
Stammi bene , patriottardo indottrinato da 160 anni di memorie dei
garibaldini, fatte passare per STORIA :-D
> Ti è noto? :-D
>
Che c'e' neoborbominkia, pensi di essere l'unico a saper leggere?
> LOL
> Ma se è da giorni che vai dicendo che è grazie a *eroi* come garibaldi che è
> stata *fatta l'unità* :-D
Sticazzi, qualcosa hai capito...
> Eppure basta documentarsi ... è stato fatto anche un ottimo lavoro in tal
> senso da Alberto Angela (un noto "meridionalista" :-D ) di quellio che non
> interessano a te :-D
Tu ti sei documentato su i sacri testi del fondatore del Partito
del Sud?
> Lo trovi qui:
> http://www.youtube.com/watch?v=WE-h12f-Mfs di Alberto Angela RAI1
> Ulisse - Il Regno delle Due Sicilie
L'ho visto. Non spiega come mai i contadini siciliani e pugliesi
vivessero con le pezze al culo in uno stato cosi' bene amministrato,
ma a Castellammare e' stato fabbricata la prima nave ad elica.
>> Opinione "rispettabile",
>
> LOL rispettabile adesso dici?
Ti servono un paio di lenti per vedere gli apici? Certo che sei
sveglio, percio' ti fai pigliare per culo dalle stronzate del
fondatore del Partito del sud e da un lecchista raccattato su
Internet.
> Alla faccia del voltagabbana che stai dimostrando di essere !
Puppa, cretino.
> Nooo, infatti un Uruguay e nell'America Latina ci è andato perchè teneva
> alla libertà di quei popoli ;-D
C'e andato perche' in "Italia" lo volevano impiccare, cretino a
cottimo. E li ha fatto quello che gli riusciva meglio: il mazziniano.
>
>> Io aspetto ancora che il neoborbonico mi smentisca.
>
> Ma che cosa vuoi essere smentito te, che credi ciecamente alla storia
> scritta dai savoiardi assassini di merda.
Di un po' mistificatore del cazzo: su tutti i millanta miliardi
rubati ai borboni, con cui si e' costruito solo una modesta
casetta nel buco del culo del Regno d'Italia, hai sorvolato
perche' il fondatore del partito del sud ed il lecchista tuo
amico non ti hanno ancora dato spiegazioni esaurienti?
Bye, bye...
Senti brutto pezzo di merda secca, se sei così coglione e deficiente di
farti bacare il cervello dalla retorica patriottarda che leggi sui
sussidiari della tua scuola
non è colpa tua! E' proprio che sei nato così deficiente!
Prima scrivi, forse slegando il cervello (dubito però visto che non ne hai
uno funzionante) dalle dita,
---------------------------------------------
. Che del meridione sia stata
fatta carne da macello mi e' noto
---------------------------------------------
e poi definisci *eroe* proprio il diretto responsabile di quel macello.
Converrai, verme da esca, che c'è qualcosa nel tuo cranio che non gira per
il verso giusto!
>> Lo trovi qui:
>> http://www.youtube.com/watch?v=WE-h12f-Mfs di Alberto Angela RAI1
>> Ulisse - Il Regno delle Due Sicilie
> L'ho visto.
E non c'hai capito un cazzo..... ovvio sei un minus habens! Cretino, somaro
, pirla
>Non spiega come mai i contadini siciliani e pugliesi
> vivessero con le pezze al culo in uno stato cosi' bene amministrato,
> ma a Castellammare e' stato fabbricata la prima nave ad elica.
Tua sorella viveva con le pezze al culo, brutto testa di cazzo mistificatore
e cazzaro!
Leggi CAZZARO
Gaetano Fiorentino
>> Nooo, infatti un Uruguay e nell'America Latina ci è andato perchè teneva
>> alla libertà di quei popoli ;-D
> C'e andato perche' in "Italia" lo volevano impiccare, cretino a
> cottimo. E li ha fatto quello che gli riusciva meglio: il mazziniano.
STRONZONEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE e cazzarooooooo c'è andato perchè PAGATO dai
britannici, FESSO!
E lì ha fatto ciò che gli riusciva meglio: sterminare popolazioni inermi per
assicurare a Londra il dominio su quelle terre e per gli interessi della
corona inglese.
In America Latina, quando gli inglesi favorirono la secessione di Montevideo
dall'impero brasiliano, e la conseguente guerra tra Brasile e Uruguay,
Garibaldi venne assoldato
per svolgere il ruolo di 'raider', ovvero incursore nelle retrovie
dell'esercito brasiliano.
Il suo compito fu di sconvolgere l'economia dei territori nemici devastando
i villaggi, bruciando i raccolti e razziando il bestiame.
Morti e mutilati tra uomini donne e bambini inermi abbondarono, sotto i
colpi dei fucili e dei machete dei suoi uomini.
Il compito svolto da Garibaldi rientrava nella politica di intervento
coloniale inglese nel continente Latinoamericano; la nascita dell'Uruguay
rientrava nel processo di controllo e consolidamento del flusso commerciale
e finanziario di Londra verso e da il bacino del Rio de la Plata;
Londra, tramite anche Garibaldi, favorì la nascita dell'Uruguay. La
borghesia di Montevideo era legata da mille vincoli con l'impero inglese. E
Garibaldi svolse sufficientemente bene il suo compito. Divenne un 'bravo'
comandante militare, solo perché si trovò di fronte i battaglioni brasiliani
costituiti, per lo più, da schiavi neri armati di picche. Facile averne
ragione, se si disponeva della potenza di fuoco necessaria, che fu
graziosamente concessa dalla regina Vittoria.*L'eroe dei due mondi era stato
richiamato a Londra, distogliendolo dal suo ameno lavoro: il trasporto di
coolies cinesi, ovvero operai non salariati, da Hong Kong alla California.
La carne cinese era richiesta dal capitale statunitense per costruire, a
buon prezzo, le ferrovie della West Coast. Garibaldi si prodigava nel
fornire l''emancipazione' semischiavista agli infelici cinesi, in cambio di
congrua remunerazione dai suoi presunti ammiratori yankee.
>su tutti i millanta miliardi
> rubati ai borboni, con cui si e' costruito solo una modesta
> casetta nel buco del culo del Regno d'Italia, hai sorvolato
Ma vaffanculo pezzo di merda senza cervello! vaffanculo te e quel gran
pezzo di merda di garibaldi, il tuo eroe assassino e savoiardo al servizio
di sua maestà.
E con questo ti mando affanculo, grandissimo asinaccio, somaro!
Studia la storia sul tuo sussidiario, ebete senza cervello!
E poi vedi di andarti a impiccare come avrebbe meritato il tuo coglione di
riferimento.
Pirla.
> Ma vaffanculo pezzo di merda senza cervello!
Ho capito: non ti hanno ancora scoreggiato nel cervello
il come mai un mercenario, assoldato dalle piu' grandi
potenze europee dell'epoca, saccheggiatore del regno piu
ricco d'europa, conquistatore di mezza Italia, sia finito
nel buco del culo del Regno d'Italia con una casetta da
impiegato del catasto.
Che vuoi farci: sono sempre i dettagli che ti fregano.
Bye, bye...
>Ho capito:
ROTFL
se avessi *capito* anche una porzione minima di quello che dovresti studiare
al di fuori del tuo sussidiario della prima elementare ortodossa-sabauda,
adesso saresti quasi umano ..... invece guarda come ti sei ridotto :-D
A scimmiottare , e per una banana nel di dietro, la "storiografia ufficiale"
del sabaudo vincitore, o *meglio* a propagandare per storia (ROTFL) una
raccolta di 'memorie' di garibaldini,
veri o presunti poco importa... ;-D
>come mai un mercenario, assoldato dalle piu' grandi
>potenze europee dell'epoca, saccheggiatore del regno piu
>ricco d'europa, conquistatore di mezza Italia, sia finito
>nel buco del culo del Regno d'Italia con una casetta da
>impiegato del catasto.
O povero demente, ancora co' sta storia che leggi sui tuoi sussidiari da
prima elementare?
Guarda, siccome tengo alla tua cultura (visto che finora hai dimostrato che
ti informi solo sui sussidiari-rotfl in uso a casa savoia), ti consiglio di
leggere il LIBRO di VITTORIO MESSORI "PENSARE LA STORIA"
a.. Titolo: Pensare la storia
b.. Autore: Vittorio Messori
c.. Editore: SugarCo
d.. Data di Pubblicazione: 2006
e..
**********************************************************
Vittorio Messori, nel suo "Pensare la storia", smentisce la presunta
povertà di Garibaldi che sin dal 1854 disponeva del capitale sufficiente
a comprare parte dell'isola di Caprera,
dove la sua azienda agricola poteva contare su una trentina di dipendenti,
500 capi di bestiame ed un panfilo.
Avrebbe potuto vivere da benestante, solo che i figli, Ricciotti e Menotti,
si misero a speculare sul boom edilizio di Roma divenuta capitale,
partecipando a quel "sacco urbanistico" che in pochi anni distrusse la
vecchia Roma, e ci rimisero le penne.
Fu a quel punto che le difficoltà economiche di casa Garibaldi furono
risolte dal Governo che deliberò
un "Dono di gratitudine nazionale" di 50.000 lire l'anno per tutta la vita,
pari alla rendita di due milioni di lire-oro.
Da qui l'"Eroe dei Due Milioni" inventato dalla rivista dei padri gesuiti
"La Civiltà Cattolica".
Proprio grazie agli articoli apparsi su questa prestigiosa rivista
(meritoriamente raccolti in volume dalla
casa editrice "il Giglio") nel decennio successivo all'unificazione,
possiamo conoscere molte cose di quel periodo, compreso il milione di morti
che la repressione dei cosidetti "briganti"
(in realtà patrioti che si ribellavano al dominio dei savoia) comportò
(proprio Garibaldi autorizza la strage di Bronte ordinando di inviare una
forza militare per sopprimere immediatamente i disordini che minacciano le
proprietà inglesi).
*******************************************************************
>Che vuoi farci: sono sempre i dettagli che ti fregano.
Già .. ROTFL I dettagli come quelli del grande scrittore Vittorio Messori?
VERO CAPRA di uno t-student ? :-D
Ma quella t sta per *tonto o per tordo* student? :-D
FESSO, il libro di MESSORI costa meno di 20 euro e lo trovi in qualsiasi
libreria.
FESSO da primato!
ps
se non li hai, per la tua cultura, sono disposto anche a iniziare una
colletta :-D
CAPRONE e IGNORANTE che non sei altro.
>Che vuoi farci: sono sempre i dettagli che ti fregano.
E già , prima Vittorio Messori e adesso pure lo studioso e ricercatore
Giulio Di Vita ti sputtanano per il cazzaro quale sei in realtà... caro il
nostro tonto-student
Il segreto dei Mille
di Vittorio Messori da "Pensare la storia
"Messori documenta il ruolo chiave del denaro straniero nella spedizione dei
Mille contro il Regno delle Due Sicilie"
Per alcuni è ancora una tradizione passare a Caprera la prima domenica di
giugno, giorno in cui si celebra la festa della Repubblica. Caprera, si sa,
vuoi dire Garibaldi: per un giorno, nei quindici chilometri quadrati di
quell'isola, si medita su colui che qualcuno ancora chiama "l'Eroe dei Due
Mondi".
"Eroe dei Due Milioni"
In realtà, la polemica cattolica aveva storpiato quel nome, trasformandolo
in "Eroe dei Due Milioni", alludendo alla pingue rendita assegnatagli dallo
Stato italiano. Non mancarono, in effetti, polemiche sulla "povertà" di
colui che (stando a quanto si leggeva nei libri edificanti) "donò un Regno
ai Savoia senza nulla chiedere per sé". Ma, proprio adesso, nuove ricerche,
con relativi documenti sinora sconosciuti, gettano una luce inquietante sul
mito "francescano" del Nizzardo (o, meglio, fatta salva la sua personale
integrità, su quello dei suoi collaboratori diretti), e possono aprire nuove
prospettive sui retroscena dell'epopea risorgimentale. Ci sono brutte
novità, insomma, per i superstiti devoti dell'Eroe in capelli biondi,
camicia rossa e poncho bianco.
"I risultati di una ricerca per un convegno massonico"
La sconcertante rivelazione viene dal convegno "La liberazione d'Italia nell'opera
della Massoneria", organizzato a Torino nel settembre del 1988 dal Collegio
dei Maestri Venerabili del Piemonte, con l'appoggio di tutte le Logge
italiane. Di recente sono stati pubblicati gli Atti, a cura dell'editrice
ufficiosa dei massoni. Una fonte sicura dunque, visto il culto dei
"fratelli" per quel Garibaldi che fu loro Gran Capo. Un breve intervento -
poco più di due paginette, ma esplosive - a firma di uno studioso, Giulio Di
Vita, porta il titolo Finanziamento della spedizione dei Mille. Già: chi
pagò? Come riconosce lo stesso massone autore della ricerca: "Una certa
ritrosia ha inibito indagini su questa materia, quasi temendo che potessero
offuscare il Mito. Quanto viene solitamente riferito è un modesto
versamento - circa 25.000 lire fatto da Nino Bixio a Garibaldi in persona
all'atto dell'imbarco da Quarto".
"Tre milioni di franchi francesi per "alleggerire" la resistenza borbonica"
E invece, lavorando in archivi inglesi, l'insospettabile Di Vita ha scoperto
che, in quei giorni, a Garibaldi fu segretamente versata l'enorme somma di
tre milioni di franchi francesi, cioè (chiarisce lo studioso) "molti milioni
di dollari di oggi". Il versamento avvenne in piastre d'oro turche: una
moneta molto apprezzata in tutto il Mediterraneo. A che servì quell'autentico
tesoro? Sentiamo il nostro ricercatore: "È incontrovertibile che la marcia
trionfale delle legioni garibaldine nel Sud venne immensamente agevolata
dalla subitanea conversione di potenti dignitari borbonici alla democrazia
liberale. Non è assurdo pensare che questa illuminazione sia stata
catalizzata dall'oro".
Anche perché ai finanziamenti segreti se ne aggiunsero molti altri (e
notevolissimi, palesi) frutto di collette tra tutti i "democratici" di
Europa e America, del Nord come del Sud.
"La resa di Palermo - mille contro centomila - diventa meno inspiegabile"
Sarebbero così confermate quelle che, sinora, erano semplici voci: come, ad
esempio, che la resa di Palermo (inspiegabile sul piano militare) sia stata
ottenuta non con le gesta delle camicie rosse ma con le "piastre d'oro"
versate al generale napoletano, Ferdinando Lanza. Con la prova dei molti
miliardi di cui disponeva Garibaldi si può forse valutare meglio un'impresa
come quella dei Mille che mise in fuga un esercito di centomila uomini (tra
i quali migliaia di solidi bavaresi e svizzeri), al prezzo di soli 78 morti
tra i volontari iniziali.
"La sparizione della documentazione sui fondi"
Ma c'è di più: il poeta Ippolito Nievo se ne tornava da Palermo a Napoli al
termine della spedizione. Il piroscafo su cui viaggiava, l"'Ercole", affondò
per una esplosione nelle caldaie e tutti annegarono. Si sospettò subito un
sabotaggio ma l'inchiesta fu sollecitamente insabbiata. Le cose possono ora
chiarirsi, visto che il Nievo, come capo dell'intendenza, amministrava i
fondi segreti e aveva dunque con sé la documentazione sull'impiego che nel
Sud era stato fatto di quei fondi. Qualcuno evidentemente non gradiva che le
prove del pagamento giungessero a Napoli: non si dimentichi che recenti
esplorazioni subacquee hanno confermato che il naufragio della nave del
poeta fu davvero dovuto a un atto doloso.
"Lo sponsor fu il governo inglese"
Si cominciava bene, dunque, con quella "Nuova Italia" che i garibaldini
dicevano di volere portare anche laggiù: una bella storia di corruzioni e di
attentati Ma Nievo portava, pare, solo ricevute: dove finirono i miliardi
rimasti, e dei quali solo pochissimi capi dei Mille erano a conoscenza?
In ogni caso, era una somma che solo un governo poteva pagare. E, in
effetti, la fonte del denaro era il governo inglese (non a caso lo sbarco
avvenne a Marsala, allora una sorta di feudo britannico, e sotto la
protezione di due navi inglesi; e proprio su una nave inglese nel porto di
Palermo fu firmata la resa dell'isola).
"Il piano britannico"
Come riconosce il "fratello" Di Vita, lo scopo della Gran Bretagna era
quello già ben noto: aiutare Garibaldi per "colpire il Papato nel suo centro
temporale, cioè l'Italia, agevolando la formazione di uno Stato protestante
e laico". Le monarchiche isole pagarono cioè il repubblicano Eroe perché
distruggesse un Regno, quello millenario delle Due Sicilie, purché anche l'Italia,
"tenebroso antro papista", fosse liberata dal cattolicesimo.
http://www.documentazione.info/article.php?idsez=2&id=425
Alloraricapitolando
- Il fondatore del Partito del Sud;
- un lecchista d'accatto;
- Messori;
- Giulio Di Vita (chicazze' si puo' sapere o e' un
ricercatore perche' lo dici tu)?
Se ci metti pure Giacobbo fai una scala reale e mi stendi.
Ti sei fatto scoreggiare in testa come mai il
mercenario dei due mondi, assoldato dalla piu'
grande potenza dell'epoca, svaligiatore di
millantamila miliardi del banco di Napoli e
conqistatore di mezza Italia, ha finito i suoi
giorni nel buco del culo del Regno d'Italia in
una casa da impiegato del catasto?
Gabriele Rapagnetti con un libro di poesie, un volo in
aereo e un po' di ammuina in Dalmazia si e' fatto il
Vittoriale (oltre che la Duse).
Bye, bye...
>Alloraricapitolando
>- Il fondatore del Partito del Sud;
>- un lecchista d'accatto;
>- Messori;
>- Giulio Di Vita (chicazze' si puo' sapere o e' un
> ricercatore perche' lo dici tu)?
>Se ci metti pure Giacobbo fai una scala reale e mi stendi.
LOLLONE sei così scemo da confutare studiosi e scrittori :-D del calibro
di Messori e Di Vita,
e magari anteponendo il tuo sussidiario di realcasasavoia che usavi alle
elementari?
LOL
LOL
Per stendere un pirla come te, bastano e avanzano Alberto Angela, Vittorio
Messori e Giulio Di Vita.
Chi sono? LOL
sì, tre autori ,scrittori e studiosi che ti stanno sputtanando e alla
grande, per il pirla cazzaro che sei :-D
Buona lettura del sussidiario, BEOTA patriottardo :-D
> LOLLONE sei così scemo da confutare studiosi e scrittori :-D del calibro
> di Messori e Di Vita,
Senti idiota. Messori NON e' uno scrittore "cattolico" e' un papalino:
il giudizio di Messori su Garibaldi ha lo stesso valore del giudizio
di Fiore sulla resistenza. A voler essere buoni: non vale un cazzo.
Quanto a Di Vita, ti ho chiesto chi cazzo sia questo esimio
ricercatore,
visto che con google, il massimo che si trova e' una sua citazione in
un
PDF che vale tanto qualto la carta igienica usata.
Mi sai dire:
- chi e';
- che fa;
- quale e' il suo campo di ricerca;
- in quale universita' insegna;
- titoli e pubblicazioni.
Insomma, stiamo parlando di "Di Vita", mica di Dennis Mack Smith:
sono anche autorizzato a non sapere chi cazzo sia questo carneade
del XXI secolo.
> Buona lettura del sussidiario, BEOTA patriottardo :-D
Ma vai a fare in culo: tu capisci di ricercatori quanto capisci di
figa.
Bye, bye...
>> LOLLONE sei così scemo da confutare studiosi e scrittori :-D del calibro
>> di Messori e Di Vita,
>Senti idiota.
Ancora non hai avuto abbastanza SCHIAFFI in faccia? Pezzo di cretino
matricolato?
>Messori NON e' uno scrittore "cattolico" è un papalino
E tu un vero e perfetto CRETINO :-D
>Quanto a Di Vita, ti ho chiesto chi cazzo sia questo esimio
>ricercatore, visto che con google, il massimo che si trova e' una sua
>citazione in
>un PDF che vale tanto qualto la carta igienica usata.
LOL non vali un cazzo manco col PC ;-D
>Mi sai dire:
>- chi e';
>- che fa;
>- quale e' il suo campo di ricerca;
LEGGI EMERITO CRETINO :-D E scopri da te chi sia De Vita , CIUCCIO SOMARO.
In realtà, la polemica cattolica aveva storpiato quel nome "Garibaldi eroe
dei due mondi" , trasformandolo in "Eroe dei Due Milioni", alludendo alla
pingue rendita assegnatagli dallo Stato italiano. Non mancarono, in effetti,
polemiche sulla "povertà" di colui che (stando a quanto si leggeva nei libri
edificanti) "donò un Regno ai Savoia senza nulla chiedere per sé".
Ma, proprio adesso, nuove ricerche, con relativi documenti sinora
sconosciuti, gettano una luce inquietante sul mito "francescano" del
Nizzardo (o, meglio, fatta salva la sua personale integrità, su quello dei
suoi collaboratori diretti), e possono aprire nuove prospettive sui
retroscena dell'epopea risorgimentale. Ci sono brutte novità, insomma, per i
superstiti devoti dell'Eroe in capelli biondi, camicia rossa e poncho
bianco.
Prima di venire a quelle novità, vediamo ciò che già si sapeva: come se la
passava, economicamente, Garibaldi? Era davvero così povero come vorrebbe il
mito?
Va detto che sin dal 1854 aveva abbastanza denaro per comprare almeno parte
di un'isola come, appunto, Caprera. Quando vi si ritirò, dopo la spedizione
contro siciliani e napoletani, la sua azienda agricola contava una trentina
di dipendenti e altre decine di persone (tra cui i membri della numerosa
famiglia) ne vivevano. I capi di bestiame superavano i 500 e, in una rada,
era ancorato un grande panfilo regalatogli da un ammiratore.
Poiché le abitudini di Garibaldi erano frugali (e poiché ciò che gli
interessava era la "gloria" e non il denaro), avrebbe potuto vivere da
benestante, non fosse stato per i figli - Ricciotti e Menotti - che si
misero a speculare sul boom edilizio di Roma divenuta capitale italiana. Una
storia poco edificante, anche dal punto di vista patriottico: i due, cioè,
parteciparono a quel "sacco urbanistico" che, in pochi anni, distrusse la
vecchia Roma, divenuta terra di conquista di speculatori che crearono
orribili quartieri "da rendita" dove erano splendidi parchi, rovine antiche,
palazzi medievali e rinascimentali. Già ne parlammo. Ricciotti e Menotti
finirono però per lasciarci le penne e, disperati, ricorsero, per soccorso,
al famoso padre.
Sparsasi la voce delle difficoltà in cui si trovava la famiglia Garibaldi,
il Governo (sempre pronto a tenere buono un uomo dei cui colpi di testa
diffidava: e non a torto) deliberò un "Dono di gratitudine nazionale" di ben
50.000 lire l'anno vita natural durante. Una somma enorme, pari alla rendita
di due milioni di lire-oro. Da qui il beffardo nomignolo cattolico di "Eroe
dei Due Milioni" inventato dall'implacabile "Civiltà Cattolica".
Garibaldi cercò di salvare le forme: sulle prime respinse la rendita con
sdegnate parole; poi ci ripensò e finì coll'accettarla, approfittando del
fatto che al governo era salito Agostino Depretis, uno dei Mille. E pensare
che, poco più di un anno prima, saputo che il Parlamento aveva votato la
legge che lo faceva ricco "rentier", aveva gridato: "Cotesto governo, la cui
missione è impoverire il Paese per corromperlo, si cerchi dei complici
altrove!". Ma, si sa, si deve pur campare.
Anche se si tratta di un episodio che mal si inquadra con il mito, tra le
tante riserve cui la storia quella "vera" - obbliga davanti a Garibaldi, non
c'è più quella di avidità di denaro. Le grandi somme da lui dilapidate
furono inghiottite da una torma di familiari, profittatori, parassiti, oltre
che dalla sua nullità come amministratore di se stesso.
Adesso, ecco la sconcertante rivelazione. Viene dal convegno "La liberazione
d'Italia nell'opera della Massoneria", organizzato a Torino nel settembre
del 1988 dal Collegio dei Maestri Venerabili del Piemonte, con l'appoggio di
tutte le Logge italiane. Di recente sono stati pubblicati gli Atti, a cura
dell'editrice ufficiosa dei massoni. Una fonte sicura dunque, visto il culto
dei "fratelli" per quel Garibaldi che fu loro Gran Capo.
Un breve intervento -poco più di due paginette, ma esplosive- a firma di uno
studioso, Giulio Di Vita, porta il titolo "Finanziamento della spedizione
dei Mille".
Già: chi pagò? Come riconosce lo stesso massone autore della ricerca: «Una
certa ritrosia ha inibito indagini su questa materia, quasi temendo che
potessero offuscare il Mito. Quanto viene solitamente riferito è un modesto
versamento -circa 25.000 lire- fatto da Nino Bixio a Garibaldi in persona
all'atto dell'imbarco da Quarto».
E invece, lavorando in archivi inglesi, l'insospettabile Di Vita ha scoperto
che, in quei giorni, a Garibaldi fu segretamente versata l'enorme somma di
tre milioni di franchi francesi, cioè (chiarisce lo studioso) «molti milioni
di dollari di oggi». Il versamento avvenne in piastre d'oro turche: una
moneta molto apprezzata in tutto il Mediterraneo.
A che servì quell'autentico tesoro? Sentiamo il nostro ricercatore: «È
incontrovertibile che la marcia trionfale delle legioni garibaldine nel Sud
venne immensamente agevolata dalla subitanea conversione di potenti
dignitari borbonici alla democrazia liberale. Non è assurdo pensare che
questa illuminazione sia stata catalizzata dall'oro». Anche perché ai
finanziamenti segreti se ne aggiunsero molti altri (e notevolissimi, palesi)
frutto di collette tra tutti i "democratici" di Europa e America, del Nord
come del Sud.
Sarebbero così confermate quelle che, sinora, erano semplici voci: come, ad
esempio, che la resa di Palermo (inspiegabile sul piano militare) sia stata
ottenuta non con le gesta delle camicie rosse ma con le "piastre d'oro"
versate al generale napoletano, Ferdinando Lanza. Con la prova dei molti
miliardi di cui disponeva Garibaldi si può forse valutare meglio un'impresa
come quella dei Mille che mise in fuga un esercito di centomila uomini (tra
i quali migliaia di solidi bavaresi e svizzeri), al prezzo di soli 78 morti
tra i volontari iniziali.
Ma c'è di più: il poeta Ippolito Nievo se ne tornava da Palermo a Napoli al
termine della spedizione. Il piroscafo su cui viaggiava, l'"Ercole", affondò
per una esplosione nelle caldaie e tutti annegarono. Si sospettò subito un
sabotaggio ma l'inchiesta fu sollecitamente insabbiata. Le cose possono ora
chiarirsi, visto che il Nievo, come capo dell'Intendenza, amministrava i
fondi segreti e aveva dunque con sé la documentazione sull'impiego che nel
Sud era stato fatto di quei fondi. Qualcuno evidentemente non gradiva che le
prove del pagamento giungessero a Napoli: non si dimentichi che recenti
esplorazioni subacquee hanno confermato che il naufragio della nave del
poeta fu davvero dovuto a un atto doloso.
Si cominciava bene, dunque, con quella "Nuova Italia" che i garibaldini
dicevano di volere portare anche laggiù: una bella storia di corruzioni e di
attentati. Ma Nievo portava, pare, solo ricevute: dove finirono i miliardi
rimasti, e dei quali solo pochissimi capi dei Mille erano a conoscenza?
In ogni caso, era una somma che solo un governo poteva pagare. E, in
effetti, la fonte del denaro era il governo inglese (non a caso lo sbarco
avvenne a Marsala, allora una sorta di feudo britannico, e sotto la
protezione di due navi inglesi; e proprio su una nave inglese nel porto di
Palermo fu firmata la resa dell'isola).
Come riconosce il «fratello» Di Vita, lo scopo della Gran Bretagna era
quello già ben noto: aiutare Garibaldi per "colpire il Papato nel suo centro
temporale, cioè l'Italia, agevolando la formazione di uno Stato protestante
e laico". Le monarchiche isole pagarono cioè il repubblicano Eroe perché
distruggesse un Regno, quello millenario delle Due Sicilie, purché anche l'Italia,
«tenebroso antro papista», fosse liberata dal cattolicesimo.
Hai capito adesso CHI è Di Vita, coglione? Ancora non hai trovato le parole
che ti sputtanano per il cretino che stai dimostrando di essere ? :-D
>Ma vai a fare in culo: tu capisci di ricercatori quanto capisci di figa.
Infatti, prova a chiedere a tua madre... o in alternativa a tua sorella ;-D
ROTFL
Chi è Di Vita , ancora dice sto mbecille ;-D
Ma quanti schaiffi vuoi prender ancora, mbecille ligure?
Illudersi fa bane.
> >Messori NON e' uno scrittore "cattolico" un papalino
>
> E tu un vero e perfetto CRETINO :-D
>
Noto che non ci provi nemmeno a smentirmi.
>
> LOL non vali un cazzo manco col PC ;-D
>
> >Mi sai dire:
> >- chi e';
> >- che fa;
> >- quale e' il suo campo di ricerca;
>
> LEGGI EMERITO CRETINO
Io so leggere.
>... :-D E scopri da te chi sia De Vita ,
E' uno che sa scrivere. Che non scriva solo cazzate e' compito
tuo dimostrarmelo. Chi e', che fa, dove cazzo lavora e' il minimo
e tu non sei capace di indicarmelo.
> >Ma vai a fare in culo: tu capisci di ricercatori quanto capisci di figa.
>
> Infatti, prova a chiedere a tua madre... o in alternativa a tua sorella ;-D
Ma guarda... l'incapace che tenta l'insulto "ad parentam"
> Chi Di Vita , ancora dice sto mbecille ;-D
Se vuoi te lo ripeto.
> Ma quanti schaiffi vuoi prender ancora, mbecille ligure?
Scolta idiota, prova con quacosa di piu' semplice: WHOIS non e' per
te.
Specie se scambi l'indirizzo che ha registrato per una classe di
indirizzi
un provider nazionale con la localita' di dove posto.
Prova con IP locator, magari sbagli solo di 300 km. Per adesso siamo
ad
oltre 800.
Bye, bye...
P.S. Resta inteso che se vuoi puoi continuare ad illuderti che io sia
ligure:
non ho niente contro i liguri, neoborbonico di sta ceppa di
minchia.
>Noto che non ci provi nemmeno a smentirmi.
LOL
Eppure dovresti dedurre...... senza aiutini..:-D , credo che tu abbia
superato la licenza elementare, o no? ;-D
Toh, guarda si parla di "Studioso" e di "ricercatore" :-D
>>... :-D E scopri da te chi sia De Vita ,
>E' uno che sa scrivere. Che non scriva solo cazzate e' compito
>tuo dimostrarmelo. Chi e', che fa, dove cazzo lavora e' il minimo
>e tu non sei capace di indicarmelo.
ROTFL :-D
-convegno "La liberazione d'Italia nell'opera della Massoneria", organizzato
a Torino nel settembre del 1988 dal Collegio dei Maestri Venerabili del
Piemonte
-intervento a firma di uno *studioso*, Giulio Di Vita, porta il titolo
"Finanziamento della spedizione dei Mille"
-Come riconosce lo stesso **massone autore della ricerca**:
Ma guarda: ci trovi scritto che è un massone, studioso e che fa ricerca ;-D
ROOOOOOOOOTFL
> LOL
> Eppure dovresti dedurre...... senza aiutini..:-D , credo che tu abbia
> superato la licenza elementare, o no? ;-D
Ti frega molto?
> Toh, guarda si parla di "Studioso" e di "ricercatore" :-D
>
Un titolo non lo si nega a nessuno, specie se vanta interviste
con John Paul II. Questo non me lo rende piu' credibile come
storico. Sepcie su fatti che fanno venire ancora il travaso di
bile a qualunque rispettabile curato di campagna.
> Ma guarda: ci trovi scritto che un massone, studioso e che fa ricerca ;-D
Ce la fai a dirmi dove cazzo lavora? In quale unoversita', intendo, o
devo ciedertelo qualche altro centinaio di volte?
>
> ROOOOOOOOOTFL
Rotfla su sta ceppa di minchia. Quando hai finito, muovi il culo e
dammi
il curriculum di sto cazzo di "ricercatore".
Bye, bye...
>> Eppure dovresti dedurre...... senza aiutini..:-D , credo che tu abbia
>> superato la licenza elementare, o no? ;-D
>Ti frega molto?
No, nu me pò fregà de meno che stare dietro a un cazzaro del tuo livello che
non sa neppure riconoscere di riportare una caterva di stronzate , fatte
passare per STORIA ;-D dal vincitore sabaudo.
LOL
>> Toh, guarda si parla di "Studioso" e di "ricercatore" :-D
>Questo non me lo rende piu' credibile come
>storico.
LOLLONE ... x storici intendi quelli che tu leggi sui tuoi sussidiari vero?
Quelli che riportando le *memorie* di certi garibaldini, hanno sempre
descritto l'eroe garibaldi invece del mercenario al soldo della Gran
Bretagna, prima in america e poi anche in Europa :-D
> >Ma guarda: ci trovi scritto che un massone, studioso e che fa ricerca ;-D
>Ce la fai a dirmi dove cazzo lavora? In quale unoversita', intendo
Ah perchè, uno *studioso* o un ricercatore deve per forza condurre ricerca
solo in ambito universitario? :-D
Il termine indica genericamente un lavoratore che svolge attività di
ricerca.
In Italia, esistono figure professionali (espressamente denominate
ricercatori) sia nell'Università che negli enti di ricerca.
Anche in alcune aziende, per favorire l'innovazione, si promuove attività di
ricerca.
In pratica ogni centro di attività di un certo rilievo, pubblico o privato,
ha al suo interno un centro di ricerca e i propri ricercatori.
E cos'è la massoneria oggi? ;-D
In Italia i massoni si richiamano alle loro radici storiche. Credono nei
valori dell'illuminismo quali la libertà, la fratellanza universale, l'uguaglianza
nel rispetto delle diversità, nella laicità, il progresso economico e
scientifico, l'amore per il prossimo. La diffusione della cultura è un altro
punto cardine.
Le logge propagandano la loro cultura con conferenza ed assemblee.
La maggior parte delle volte ciò avviene sul piano interno, quindi diretta
solo agli affiliati, più raramente rivolta anche verso l'esterno.
Altro grande mito massonico sono i suoi gloriosi affiliati del passato. Su
tutti Giuseppe Garibaldi ;-DDD
Pensa te! GARIBALDI :-DDDD
Eppure, uno che ha come mito garibaldi, riesce a condurre indagini e a
produrre DOCUMENTI che affermavo che egli fosse un MERCENARIO e soprattutto
che NON era povero ( il tuo *dettaglio* che mi fregava )
ROTFL :-DD
Babbeo :-D
>
> LOLLONE ... x storici intendi
Quelli che un minimo la storia la conoscono. Messori non e' tra
questi.
> Ah perch , uno *studioso* o un ricercatore deve per forza condurre ricerca
> solo in ambito universitario? :-D
Se non altro questo elimina i ricercatori della domenica
che fondano il partito del sud per portare a casa la pagnotta
a spesse dei fessi come te.
> Eppure, uno che ha come mito garibaldi, riesce a condurre indagini e a
> produrre DOCUMENTI che affermavo che egli fosse un MERCENARIO e soprattutto
> che NON era povero ( il tuo *dettaglio* che mi fregava )
Non ho mai detto che fosse povero. Se non ricordo male, e' stato
senatore del Regno,
questo gli garantiva una vita dignitosa. Il dettaglio che ti frega
(non fregava)
e' che lo stile di vita di Garibaldi stride con quello di mercenario
in
guerra solo per soldi. Stride con lo stile di vita di uno che ha
rapinato
24 milioni di non ricordo quale valuta, su un totale di 60 presenti
nel
Banco di Napoli... E suppongo non fossero proprio bruscolini (altra
minchiata
che hai citato) e via discorrendo.
>
> Babbeo :-D
Finora il babbeo te l'ha messo in culo. Tu al massimo te lo sei
parato citando un cretino con la 5 elemetare che si definisce
"ricercatore".
Bye, bye...
>> LOLLONE ... x storici intendi
>Quelli che un minimo la storia la conoscono. Messori non e' tra questi.
Ma allora non è che reciti la parte del fesso, è che sei davvero un fesso.
Ancora non hai capito che i TUOI rotfl-storici riportano per STORIA :-D le
memorie dei garibaldini ;-D ????
E che nessuno ha ancora smentito i documenti trovati da De Vita
negli archivi della Gran Bretagna?
E da lui prodotti nella conferenza?
>> Ah perch , uno *studioso* o un ricercatore deve per forza condurre
>> ricerca
>> solo in ambito universitario? :-D
>Se non altro questo elimina i ricercatori della domenica
E già, adesso tutti quegli STUDIOSI che vanno contro le tue stronzate su
Garibaldi, sono della domenica ;-D
LOL , la storia dei savoiardi vincitori... AHAHAHA
E poi cosa ci trovi scritto qui?
http://www.documentazione.info/article.php?idsez=2&id=425
Ma TU GUARDA ;-D è proprio scritto
********************************************
"I risultati di una ricerca per un convegno massonico"
********************************************
RICERCA ;-DDD ?????? LOL
Aspe, mò chiamiamo e diciamo che tu vuoi precisare che è una ricerca della
domenica eh? AHAHAHAHAHAHAHAH
E anche
**************************************************************
E invece, lavorando in **archivi inglesi**, l'insospettabile Di Vita ha
scoperto
che, in quei giorni, a Garibaldi fu segretamente versata l'enorme somma di
tre milioni di franchi francesi
*************************************************************
ARCHIVI INGLESI???? :-DD
Sì, adesso tu vorrai telefonare e dire che erano ARCHIVI INGLESI della
DOMENICA , vero buffone ? :-DD
>Non ho mai detto che fosse povero.
AH NO? Perchè forse, quando dicevi
------------------------------------
nel buco del culo del Regno d'Italia con una casetta da
impiegato del catasto
cit.
-----------------------------------------------
Intendevi forse che fosse ricco? ;-D
LOL
> Il dettaglio che ti frega
(non fregava)
>e' che lo stile di vita di Garibaldi stride con quello di mercenario
>in guerra solo per soldi. Stride con lo stile di vita di uno che ha
Che ha DILAPIDATO tutto a causa di 2 figli minchioni (e di tutta una serie
di familiari e vicende finanziarie che lo hanno portato al dissesto).
Fesso, nessuno ha MAI smentito i DOCUMENTI portati da De Vita
dall'Inghilterra :-D
Vuoi forse farlo tu?
Dai attendiamo la tua impresa eh? ;-D
> E che nessuno ha ancora smentito i documenti trovati da De Vita
> negli archivi della Gran Bretagna?
> E da lui prodotti nella conferenza?
E che di solito a cretini del genere la gente caga in testa. Fattene
una ragione... O almeno dimmi che cazzo fa il cretino per vivere...
Il dentista, il pensionato, lo spazzino, il mantenuto?
> E gi , adesso tutti quegli STUDIOSI che vanno contro le tue stronzate su
> Garibaldi, sono della domenica ;-D
> LOL , la storia dei savoiardi vincitori... AHAHAHA
Puppa cretino. Appena scopri cosa vuol dire credibilita'. fai un
fischio
>
> E poi cosa ci trovi scritto qui?http://www.documentazione.info/article.php?idsez=2&id=425
>
> Ma TU GUARDA ;-D proprio scritto
> ********************************************
> "I risultati di una ricerca per un convegno massonico"
> ********************************************
>
Cosa non hai capito che messori che parla del risorgimento e'
credibile come un puttana che si dichiara vergine?
>
> >Non ho mai detto che fosse povero.
>
> AH NO? Perch forse, quando dicevi
> ------------------------------------
> nel buco del culo del Regno d'Italia con una casetta da
> impiegato del catasto
>
> cit.
> -----------------------------------------------
>
> Intendevi forse che fosse ricco? ;-D
ntendevo che non HA MAI FATTO LA VITA DI UNO A CUI PASSANO
2 MILIONI DI RENDITA L'ANNO. E' piu' chiaro, o ti serve un
disegnino, neominchionico?
>
> LOL
LOLLA su sto cazzo, neominchionico.
> Che ha DILAPIDATO tutto a causa di 2 figli minchioni (e di tutta una serie
> di familiari e vicende finanziarie che lo hanno portato al dissesto).
Di un po', cretino, quali due figli minchioni hanno dilapidato una
rendita di 2 milioni anno e di 28 milioni rubati al banco di napoli?
> Fesso, nessuno ha MAI smentito i DOCUMENTI portati da De Vita
> dall'Inghilterra :-D
> Vuoi forse farlo tu?
> Dai attendiamo la tua impresa eh? ;-D
I attendo che tu mi dica ancora chi cazzo sia 'sto Di Vita:
ha qualche titolo accademico o devo fidarmi delle citazioni
fatte da una puttana papalina?
Bye, bye...
>> E gi , adesso tutti quegli STUDIOSI che vanno contro le tue stronzate su
>> Garibaldi, sono della domenica ;-D
>> LOL , la storia dei savoiardi vincitori... AHAHAHA
>
> Puppa cretino. Appena scopri cosa vuol dire credibilita'. fai un
> fischio
ROOOOOTFL
E NON sa SMENTIRE :-D
NON SA SMENTIRE i DOCUMENTI che Di Vita ha trovato e PRODOTTO negli archivi
inglesi a EDIMBURGO :-D
Pensa che ha pure PUBBLICATO la sua RELAZIONE :-D **mai smentita** dagli
storici da sussidiario alla tonto student :-D
Sì quelli che DOCUMENTANO il passaggio di denaro a Garibaldi da parte degli
inglesi ;-D
O com' è bello documentare , quando i pirla tonti studenti non sanno
smentire ;-DD
Convegno "La liberazione d'Italia nell'opera della Massoneria", organizzato
a Torino nel settembre
del 1988 dal Collegio dei Maestri Venerabili del Piemonte.
Di recente sono stati **pubblicati** gli Atti, a cura dell'editrice
ufficiosa dei massoni.
Una fonte sicura dunque, visto il culto dei "fratelli" per quel Garibaldi
che fu loro Gran Capo.
Un intervento a firma di uno studioso, Giulio Di Vita, porta il titolo
"Finanziamento della spedizione
dei Mille".
CHI pagò? Come riconosce lo stesso massone autore della ricerca: «Una
certa ritrosia ha inibito indagini su questa materia, quasi temendo che
potessero offuscare il Mito. Quanto viene solitamente riferito è un modesto
versamento -circa 25.000 lire- fatto da Nino Bixio a Garibaldi in persona
all'atto dell'imbarco da Quarto».
E invece, lavorando in ***archivi inglesi*** (mica sui sussidiari in uso al
tonto student) , l'insospettabile Di Vita ha scoperto
che, in quei giorni, a Garibaldi fu segretamente versata l'enorme somma di
tre milioni di franchi francesi, cioè (chiarisce lo studioso) «molti milioni
di dollari di oggi». Il versamento avvenne in piastre d'oro turche: una
moneta molto apprezzata in tutto il Mediterraneo.
Nel processo storico che condusse all'Unità d'Italia, la Massoneria ha
giocato un ruolo da protagonista.
Basterebbe dare uno sguardo ai nomi degli affiliati. Anzitutto l' "eroe",
Giuseppe Garibaldi: già iniziato nella loggia irregolare Asilo della virtù
nel 1844 a Montevideo, nel 1872 fu nominato Gran Maestro onorario a vita del
Grande Oriente d'Italia [l'organizzazione massonica italiana per
eccellenza].
E i "fratelli" non gli fecero mancare l'appoggio, come Fauché, procuratore
dell'agenzia navale Rubattino, che gli concesse le navi a vapori per la
famigerata, spedizione dei Mille,
o come i "fratelli" inglesi, infiltrati nei posti chiave del governo, che
fornirono un aiuto tale che Garibaldi stesso affermò:
"Se non fosse stato per il governo inglese, non avrei mai potuto passare lo
stretto di Messina".
Aveva ragione: gli fornirono la cifra, astronomica per quei tempi, di 3
milioni di franchi francesi (qualcosa come 30 milioni di dollari) che gli
consentirono di corrompere gli ufficiali borbonici:
lo ha **dimostrato, con i documenti ritrovati ad Edimburgo,*** lo studioso
Giulio di Vita.
Oscar Sanguinetti è uno storico del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Recentemente ha fatto il punto sugli studi che si occupano del legame tra la
Massoneria e il Risorgimento.
E ravvisa il ruolo della Massoneria nella capacità di tessere le fila del
movimento risorgimentale , nel fornire appoggi materiali e sostegno ideale
alle varie forze impegnate in esso,
"piazzando" i "fratelli" nei gangli dell'esercito, della finanza e della
politica stessa.
"Ovunque si avverte - scrive Sanguinetti - il digitus di un organismo
potente, diffuso e tenace che sostiene, rianima, accompagna le vittorie,
propaga le idee, raccoglie i consensi e i fondi, trasmette le parole d'ordine,
organizza le cospirazioni, minaccia quando occorre l'avversario, fa
espatriare chi «deve» , importa ciò che è «utile» nel frangente, prepara
uomini e leader politici". Del resto, la Massoneria stessa ha rivendicato in
più occasioni e sottolineato sempre orgogliosamente il suo ruolo-chiave nel
Risorgimento italiano.
L'intervento determinante della Massoneria nel processo risorgimentale è
inequivocabilmente dimostrato, come il finanziamento dato a garibaldi :-D
:-D dagli inglesi :-D
> ntendevo che non HA MAI FATTO LA VITA DI UNO A CUI PASSANO
> 2 MILIONI DI RENDITA L'ANNO.
Abilmente sperperati però da manovre speculative in edilizia dai due figli
incapaci ;-D
> LOLLA su sto cazzo, neominchionico.
AHAHAHAHAHAHAHAH
SMENTISCI I DOCUMENTI DI DI VITA , COGLIONE E CAZZARO :-D
MA NON LO FARAI MAI VERO? ahahahahahahahahahahahah
> I attendo che tu mi dica ancora chi cazzo sia 'sto Di Vita:
Uno che ti ha sputtanato per il cazzaro quale sei in realtà ? :-D
> ha qualche titolo accademico o devo fidarmi delle citazioni
> fatte da una puttana papalina?
E' un ricercatore MASSONE :-D proprio un degno compare di GARIBALDI :-D
quindi non andrà certo a produrgli contro DOCUMENTI compromettenti :-D LOL
Giulio di Vita aggiunge:
"Studi in archivi e su periodici di Edimburgo mi hanno permesso di rilevare
e confermare il versamento a Garibaldi di una somma veramente ingente,
durante la sua breve permanenza a Genova, prima che la Spedizione
sciogliesse le ancore. La somma, riferita con precisione, è di tre milioni
di franchi francesi.
Questo capitale tuttavia non venne fornito a Garibaldi in moneta francese,
bensì in piastre d'oro turche".
La conferma dell'esistenza della cassa segreta della Spedizione viene pure
fornita da una lettera alla sorella di Ippolito Nievo, ufficiale capo della
Intendenza, specialità che allora abbracciava le scorte auree e di valuta di
un'impresa militare.
Il Nievo scrive che, per sicurezza, teneva il cumulo di "sacchetti d'oro"
sotto il suo pagliericcio, nel proprio alloggio.
Questo dettaglio può fornire un interessante spunto alle ipotesi sulla fine
di Ippolito Nievo, e la scomparsa del piroscafo "Èrcole" che lo portava da
Palermo a Napoli. Nievo, al termine dell'epopea dei Mille, tornando al
Quartier Generale dell'Esercito Regio e al Ministero della Guerra, recava
con sé tutta la documentazione finanziaria della Spedizione.
Certamente non potevano mancare precise informazioni sull'uso dell'oro
ricevuto da Garibaldi alla partenza.
Come noto, il piroscafo "Èrcole" affondò durante la breve traversata. Altre
navi nel Tirreno meridionale non avevano incontrato in quelle ore tempeste
pericolose.
Quasi subito si sparse la voce di sabotaggio, che probabilmente aveva
causato un'esplosione nelle caldaie. Pare che ciò sia stato recentemente
confermato da esplorazioni subacquee.
> Bye, bye...
Scappa scappa, cazzaro :-D Scappa e NON smentire (come non lo hanno fatto
MAI i tuoi storici di riferimento :-D AHAHAHAHAHAH
SCAPPA CAZZARO :-D
> Scappa scappa, cazzaro :-D Scappa e NON smentire (come non lo hanno fatto
> MAI i tuoi storici di riferimento :-D AHAHAHAHAHAH
Per smentire, cretino a cottimo, deve esserci qualcosa da smentire.
Fino ad ora ci sono solo le tue farneticazioni sui fantastilioni
sperperati dei minchioni dei figli in speculazioni edilizie in cui
(per quanto mi risulta) non sono mai stati invischiati (e che tu ti
quardi bene dal dettagliare) e le "ricerche" di un esimio sconosciuto
di cui neanche wikipedia ha notizia.
>
> SCAPPA CAZZARO :-D
Puppa, idiota.
Bye, bye...
P.S. E che e' sconosciuto pure all'Universita' di Edimburgo
in cui non risulta ne' professore, ne' studente, ne'
ricercatore.