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Grillo e la barca venduta (in realtà affondata) e altre panzane

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Portobello

unread,
Sep 21, 2007, 4:50:33 PM9/21/07
to
2 - SUL SUO BLOG HA SCRITTO DI AVER AVUTO UN INCIDENTE STRADALE NEL 1980
(ERA IL 1981), DI NON AVERE UNA BARCA PERCHÉ L’HA VENDUTA (INVECE SI È
INABISSATA), E DI POSSEDERE SOLO DUE CASE (AL CATASTO NE RISULTANO MOLTE DI
PIÙ)…
Stefano Sansonetti per “Italia Oggi”

Dalle colonne del suo blog, due anni fa, decise di fare un'operazione di
trasparenza. Esattamente la caratteristica che, secondo le vibranti accuse
lanciate in questi anni, manca troppo spesso alla classe politica italiana.
Beppe Grillo, che già nel 2005 si era ritagliato il ruolo di fustigatore dei
costumi del parlamento nostrano, intendeva con quell'atto fugare una volta
per tutte le voci che iniziavano a rincorrersi sul suo conto. «Parlo adesso
e poi basta», annunciò il comico mostrandosi disponibile a vuotare il sacco.
Nella sua confessione on-line, però, come dimostrano le schede che seguono,
si sono persi alcuni dettagli di non poco conto. Lui scrive che ebbe un
incidente d’auto nel 1980, che non ha una barca perché l’ha venduta, e che
ha due case, a Genova e in Toscana. Le cose non stanno proprio così...

1 - LA TRAGEDIA DI CUI NON RICORDA L’ANNO…
L'evento è stato tragico. Una gita in montagna trasformatasi in un dramma
che ha visto la morte di tre persone, tra cui un bambino di 8 anni. Beppe
Grillo, dalle pagine on line del suo blog, nel 2005 ricordò agli internauti
quel terribile evento. Con una imprecisione, però. L'anno in cui fu
protagonista della vicenda che lo avrebbe segnato per sempre, infatti, era
il 1981. E non il 1980, come riferì erroneamente il comico genovese sul suo
sito.

Sta di fatto che il 7 dicembre del 1981, Grillo stava facendo una gita sulle
montagne intorno a Limone Piemonte. Si trovava alla guida del suo
fuoristrada, una Chevrolet Blazer, in compagnia di due amici genovesi,
ovvero i coniugi Renzo Giberti (45 anni) e Rossana Guastapelle (33), e di
uno dei loro due figli, Francesco (8 anni). A un tratto l'autovettura slittò
su un lastrone di ghiaccio facendo perdere del tutto il controllo al comico.
Il fuoristrada precipitò in un burrone causando la morte dei tre componenti
della famiglia Giberti. Grillo riuscì a salvarsi per miracolo, come lui
stesso ha ricordato più volte, saltando fuori dall'abitacolo prima che
l'auto venisse proiettata fuori dalla strada.

L'evento provocò all'attore uno choc tremendo, a cui seguì tutto il periodo
delle indagini e del processo. Grillo, infatti, venne rinviato a giudizio il
14 giugno del 1983 con l'accusa di omicidio colposo plurimo. Il tribunale di
Cuneo, con sentenza del 21 marzo del 1984, assolse il comico genovese per
insufficienza di prove. Venne invece concordato un risarcimento di 600
milioni di lire, per metà pagati dall'assicurazione e per metà rifusi dallo
stesso Grillo, gran parte dei quali messi a disposizione della piccola
Cristina, 9 anni, superstite della famiglia Giberti. Il verdetto, però,
venne capovolto dalla Corte d'appello di Torino il 13 marzo del 1985, con
una decisione che condannò l'attore a un anno e due mesi con il beneficio
della condizionale. Sentenza di condanna che venne confermata dalla
Cassazione l'8 aprile del 1988.

2 – IL SUO PANFILO SI INABISSO’ IN SARDEGNA…
Fu un corpo sommerso, presumibilmente una bombola, a danneggiare la barca di
Beppe Grillo e a causarne l'affondamento nel mare della Costa Smeralda l'8
agosto del 1997. È con questa valutazione che si concluse un'altra inchiesta
che coinvolse il comico 10 anni fa e che lo vide per qualche tempo indagato
per naufragio colposo. Il pubblico ministero, dopo l'esito delle perizie
svolte sullo scafo dalla guardia costiera della Maddalena, chiese però
l'archiviazione e il proscioglimento dell'attore.

Quel giorno sul panfilo «Jo II», il magnum di 12 metri all'epoca di
proprietà di Grillo, si trovavano diverse persone. Oltre al comico c'erano
sua figlia Parvin, la madre Valeria Carlucci, il presentatore Corrado
Tedeschi e la compagna di quest'ultimo, Corinne Sommaruga. A un certo punto,
almeno secondo le ricostruzioni che furono offerte in un primo momento, lo
yacht si incagliò in una secca, nella zona prospiciente l'isoletta di
Mortorio, a largo di Porto Cervo. L'incidente provocò un danno non da poco
allo scafo del «Jo II», costringendo il comico genovese a lanciare
l'allarme. E così gli occupanti vennero soccorsi da una motovedetta della
guardia costiera che li ricondusse a riva. Tra l'altro, proprio al momento
dell'incidente, nei pressi della barca di Grillo si trovava anche il panfilo
«Romantica», di proprietà dell'editore Rusconi.

A ogni buon conto il giorno successivo, il 5 agosto del 1997, iniziarono le
operazioni di recupero del magnum dell'attore genovese che nel frattempo si
era inabissato nel fondale di otto metri. Di qui partì una girandola di
perizie, prima da parte della stessa guardia costiera, poi da parte della
commissione amministrativa d'inchiesta sui sinistri navali. Quello che
emerse, secondo quanto riferì il pm di Tempio Pausania nella richiesta di
archiviazione e di proscioglimento, fu appunto che lo scafo era stato
danneggiato dall'urto di un corpo sommerso, presumibilmente una bombola.

3 – I SUOI MATTONI, DA AOSTA E RIMINI…
Altro che due case. Basta fare un salto negli archivi del catasto per vedere
che quella del mattone, per Beppe Grillo, se non è una passione poco ci
manca. Che abbia una casa in Toscana, come ha riferito dalle colonne del suo
blog nel 2005, non ci sono dubbi. E che casa. Il comune è Bibbona, in
provincia di Livorno, e lì si erge una villa di 21 vani, per una superficie
catastale complessiva di 379 metri quadri, con relativa rimessa di 70 metri
quadri e terreno di 5.600. Poi si passa a Rimini. In questo caso al comico
genovese risulta intestata un'abitazione di sette vani con annesso garage di
16 mq. Dal mare alla montagna.

Si arrivi dritti in Valle D'Aosta dove Grillo ha un garage, o comunque una
rimessa di 14 metri quadri. Chissà, probabilmente utilizzata per riporre gli
sci dopo il weekend sulla neve. Il fatto è che non finisce qui. Perché
l'attore, insieme al fratello Andrea, risulta titolare di una società
immobiliare che ha in pancia un bel po' di cosette, tra case, uffici e
negozi. La società in questione si chiama Gestimar, e in essa Beppe Grillo
fece il suo ingresso l'8 aprile del 1997, quando di fronte al notaio Rosetta
Gessaga di Genova venne perfezionato l'atto di cessione con cui Andrea
cedeva al fratello una quota pari al 9% del capitale sociale della società.

Il tutto a un prezzo complessivo di 348 milioni di lire. Successivamente
Beppe è salito in cattedra all'interno della srl, di cui oggi controlla il
99% del capitale. Se si dà un'occhiata al bilancio della Gestimar, però, si
scopre che alla srl sono intestati diversi immobili. Ce ne sono tre nel
villaggio di Marineledda-Golfo Aranci e uno a Porto Cervo. Poi seguono un
piccolo appartamentino di due vani a Genova con annesso garage, quattro
uffici e quattro cantine in uno stesso stabile sempre nel capoluogo ligure e
un negozio da 160 mq a Caselle (Ge). Infine figura ancora un negozio da 11
vani sempre all'ombra della lanterna.

Dagospia 21 Settembre 2007


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Cino

unread,
Sep 21, 2007, 5:16:20 PM9/21/07
to
Che tristezza non disgiunta da nausea che in Italia si possa dar spazio ad
idee giuste propugnate solo da un guitto di tal fatta, quando ci vorrebbe
una vera rivolta della massa a propugnarle.
Ma gli italiani sono un popolo vigliacco e succube di chi,per propri
interessi,fiuta l'aria della rivolta che non potrebbe mai esserci,per poi
rimanere delusi e scornati.
Siamo un popolo di merda !

cino


"Portobello" <p...@irloni.it> ha scritto nel messaggio
news:141Z76Z45Z35Y1...@usenet.libero.it...

Paolo_cnv

unread,
Sep 21, 2007, 5:56:48 PM9/21/07
to

"Cino" <cin...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:KwWIi.586$5f3...@tornado.fastwebnet.it...

> Che tristezza non disgiunta da nausea che in Italia si possa dar spazio ad
> idee giuste propugnate solo da un guitto di tal fatta, quando ci vorrebbe
> una vera rivolta della massa a propugnarle.
> Ma gli italiani sono un popolo vigliacco e succube di chi,per propri
> interessi,fiuta l'aria della rivolta che non potrebbe mai esserci,per poi
> rimanere delusi e scornati.
> Siamo un popolo di merda !
>
> cino
>

cosa ghi verrebbe in tasca con il V-day ?


Cino

unread,
Sep 21, 2007, 6:27:30 PM9/21/07
to
QUOTE
"Paolo_cnv" <paol...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:46f43e21$0$21211$5fc...@news.tiscali.it...

UNQUOTE

WAIT AND SEE

saluti,
cino
>
>


Cip$Ciop

unread,
Sep 22, 2007, 5:47:41 AM9/22/07
to
Cosa c'č di male se uno lavora un po di piů, rischia un po' di piů, guadagna
e possiede un po' di piů?

Solo i plebei sono sostenitori del tutto per tutti.

Io stesso, dopo 3 anni all'estero mi sono ritrovato con una casa a mio nome
quale non conoscevo neanche l'esistenza e quale sono finito poi nei guai
causa mancati pagamenti tasse. Che ne puň fregare a uno di una zia di x
generazione che, da morta ti lascia qualcosa? Tanto sei gia registrato...

Poi, un indicende in macchina, caro mio, non č fatto apposto come le č la
corruzione, truffa e delinquenza varia.

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