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«Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!»

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ernesto

unread,
Jan 17, 2011, 3:47:03 PM1/17/11
to
MILANO - «Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!». Non solo reclutare e
selezionare ragazze per le feste di Berlusconi ad Arcore, ma anche
addestrarle, istruirle su cosa vedranno e faranno a casa del premier:
dalle intercettazioni telefoniche appare questo il compito di Nicole
Minetti, l’ex igienista dentale di Berlusconi e per poco ballerina tv
a Colorado Café imposta dal premier ed eletta nel «listino bloccato»
di Formigoni alle elezioni per il Consiglio regionale lombardo, e la
notte tra il 27 e 28 maggio 2010 preannunciata al telefono dal
Cavaliere alla Questura di Milano come «delegata per la presidenza del
Consiglio» a prendere in carico la minorenne marocchina Karima «Ruby»
el Marough prima che la 17enne straparlasse magari delle otto notti
trascorse ad Arcore fra febbraio e maggio.

Nel settembre 2010 Minetti invita una sua amica riminese, studentessa
universitaria della quale era stata compagna di scuola, a una delle
cene di Arcore. Non è una felice idea: la studentessa uscirà assai
infastidita dalla serata con Berlusconi e il gruppo di altre ragazze,
dalle richieste del premier, dalle scene alle quali assiste.
E nei giorni successivi se ne lamenterà al telefono con le amiche. Per
questo, a posteriori, diventa di qualche rilievo un passaggio di una
telefonata della fase invece iniziale della storia: quella nella quale
l’intercettata Minetti, nel preparare l’amica alla serata di Arcore,
le si rivolge con una espressione di slang aziendal-meneghino tratta
dal marketing d’impresa: «Ti devo briffare, ne vedrai di ogni!», dove
il neologismo briffare, brutto calco italiano dell’inglese briefing,
significa comunicare sommariamente le richieste di un cliente su una
determinata commessa, fare una riunione per aggiornare informazioni e
istruzioni necessarie a un progetto. Una marocchina come Ruby ma non
si conoscono
Una reazione psicologica identica a quella della studentessa amica
della Minetti, e una analoga descrizione delle scene che nelle feste
del premier ad Arcore si sarebbero svolte determinando appunto quella
reazione, sono state testimoniate anche da una ragazza interrogata
appena l’altro ieri per la prima volta dai pm Ilda Boccassini e
Antonio Sangermano, come persona informata sui fatti.
È una giovane marocchina come Ruby, ma non si conoscono. È una
ballerina di danza del ventre. È stata ingaggiata per una delle serate
del premier ad Arcore, dove dunque è stata come Ruby ma in epoca
successiva a Ruby.

È insomma di un «giro» diverso da quello di Ruby e delle sue amiche
intercettate. Eppure del modello di quella serata la ballerina
marocchina ha riferito gli svolgimenti imbarazzanti, al punto da
dirsene letteralmente «disgustata», proprio negli stessi termini già
appresi dagli investigatori attraverso i racconti intercettati di
altre ragazze in altri periodi.

E la deputata si raccomandò:«Però a mezzanotte tutti a letto» La
natura delle feste del premier ad Arcore, specie nella parte che segue
l’iniziale cena per mutarsi in spettacolo sceneggiato e sfociare
infine nella scelta delle ospiti ammesse a trascorrere la notte in
villa, è stata del resto poco a poco ricostruita dall’indagine
attraverso quella parte di dichiarazioni di Ruby prese con le molle
dai pm che sono state invece indirettamente confermate dalle
intercettazioni di altre partecipanti.

Sui loro cellulari intercettati sono state captate anche conversazioni
con l’europarlamentare Licia Ronzulli e la deputata pdl Mariarosaria
Rossi riguardo alle feste di cui ma sempre solo nella fase iniziale
della cena l’una sarebbe stata ospite in una occasione e l’altra
qualche volta in più.

Le telefonate compaiono nell’invito a comparire a Berlusconi perché
per l’accusa indirettamente dimostrano che nelle feste del premier
c’erano di norma dopocena molto vivaci a notte inoltrata: sicché
sembra evocare una eccezione la telefonata in cui l’onorevole Rossi
alla ribalta delle cronache estive per avere organizzato al Castello
di Tor Crescenza due cene politiche di donne parlamentari pdl in onore
di Berlusconi nei giorni della crisi con Fini alla vigilia di una
delle serate di Arcore scherza con una delle ragazze e, in
considerazione di un impegno ufficiale l’indomani con il presidente
del Senato Schifani, si raccomanda: «A mezzanotte, però, stavolta
tutti a letto!».

Niente uso di intercettazioni nel caso di parlamentari Le
intercettazioni delle ragazze con le due parlamentari sono utilizzate
solo verso terzi, quali gli asseriti reclutatori di ragazze come
Minetti-Mora-Fede.

Del resto la scelta della Procura è stata quella di non utilizzare
quali fonti di prova nei confronti di parlamentari come l’onorevole
Berlusconi alcun dato che richiedesse autorizzazioni delle Camere:
quindi niente uso di intercettazioni né trascritte né sunteggiate, o
anche solo di tabulati o celle telefoniche.
La giurisprudenza di Corte costituzionale e Cassazione, ammettendo nei
confronti dei terzi non parlamentari la captazione casuale di
conversazioni tra un parlamentare e l’utenza intercettata di un non
parlamentare, è infatti severa nel sanzionare il magistrato che però
poi faccia il furbo continuando a contrabbandare per «casuale»
l’ascolto di relazioni telefoniche invece prevedibili con un
parlamentare. Per questo, ad esempio, quando l’intercettato Fede nel
settembre 2010 ha avuto una conversazione con l’onorevole Berlusconi,
non soltanto la telefonata non è stata utilizzata, ma da quel momento
le intercettazioni di Fede sono state totalmente sospese.
Così come nell’invito a comparire a Berlusconi non è riportata alcuna
telefonata del premier, tantomeno con Nicole Minetti.
La perquisizione tentata nell’ufficio di Spinelli Nel videomessaggio
diffuso ieri da Berlusconi, intanto, spunta una importante
informazione con la quale il premier conferma la matrice individuata
ieri su queste colonne della perquisizione tentata dalla polizia
nell’ufficio a Milano Due di Giuseppe Spinelli e bloccata dal
consiglio dell’avvocato Ghedini con la motivazione che l’ufficio
sarebbe «di pertinenza» della segreteria politica dell’onorevole
Berlusconi.

L’impressione era che lo scopo della perquisizione fosse accertare i
«rapporti economici» intuiti dalle intercettazioni attorno al milione
e mezzo di euro tra Berlusconi l’«utilizzatore finale» delle
prostitute e l’impresario tv Lele Mora indagato per favoreggiamento
della prostituzione quale «convogliatore» ad Arcore delle ragazze
tramite Spinelli, l’uomo di fiducia del Cavaliere e storico gestore
del suo «portafoglio» personale, non indagato ma indicato dall’accusa
come mero pagatore delle prostitute con buste di denaro da 500 euro di
taglio e con disponibilità di alloggi.

E in effetti ieri, a sorpresa, pur senza dettagli sulle ragioni e
sull’entità di una erogazione qualificata come «prestito» ancora non
restituito, proprio il presidente del Consiglio ha ammesso di aver
finanziato Mora: «Lo conosco da molti anni per il suo eccellente
lavoro a Mediaset, e ho aiutato Mora in un momento di grande
difficoltà economica e di salute. Sono orgoglioso di averlo fatto e so
che, quando potrà, mi restituirà quanto gli ho prestato». Luigi
Ferrarella, Giuseppe Guastella]

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