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Alberto Sordi e il fascismo

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donquixote

unread,
Oct 14, 2000, 8:27:41 PM10/14/00
to
Il 15 ottobre,alle ore 23.20,TMC mandera’ in onda un film del 1942,”I
tre aquilotti”, imperniato sulle vicende di tre allievi dell’Accademia
Aeronautica di Caserta.Tra gli interpreti compare anche il
giovanissimo(22 anni)Alberto Sordi,che in una scena del film esibisce un
impeccabile saluto fascista.
Sordi,anni fa,fece scalpore,manifestando la propria simpatia e la
propria ammirazione nei confronti di Mussolini,e affermando,prima di De
Felice,che il fascismo era basato sul consenso degli italiani.
Due anni fa,nel corso di una intervista rilasciata al”Corriere della
Sera”,ha persino ricordato nostalgicamente l’enorme entusiasmo popolare
che accompagno’ la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940:”Non
s’immagina il casino.Un tripudio generale,sembrava la festa de
noartri.....”

Luigi Di Stefano

unread,
Oct 14, 2000, 7:29:39 PM10/14/00
to

donquixote ha scritto:

Sordi e` uno che ha il coraggio delle proprie opinioni e si puo` anche
permettere di dirle.
Tempo fa ho comprato in cassetta "Giarabub", girato nel '42 da Blasetti a
ricordo dell'epica resistenza del nostro fortino nel deserto.
Anche li c'e` Sordi molto giovane, che per giunta recita con il suo vero
nome.
Mi ha stupito, di questo film, l'assoluta mancanza di retorica patriottarda
o di regime, e fra l'altro racconta i fatti esattamente come si sono svolti.

Se non lo hai visto te lo consiglio.

Saluti Luigi

G

unread,
Oct 14, 2000, 9:38:42 PM10/14/00
to
Luigi Di Stefano wrote:

donquixote ha scritto:

...

L > Sordi e` uno che ha il coraggio delle proprie opinioni e si puo`
L > anche permettere di dirle.
L > Tempo fa ho comprato in cassetta "Giarabub", girato nel '42 da
L > Blasetti a ricordo dell'epica resistenza del nostro fortino nel deserto.
L > Anche li c'e` Sordi molto giovane, che per giunta recita con il suo vero
L > nome. Mi ha stupito, di questo film, l'assoluta mancanza di retorica
L > patriottarda o di regime,

Antipatica e sostanzialmente assente anche nei Tre aquilotti.

L > e fra l'altro racconta i fatti esattamente come si sono svolti.
L > Se non lo hai visto te lo consiglio.

Sarà impossibile trovarla. Di Sordi cerco da anni Fumo di Lodra che
é una deliziosa interpretazione dell'Inghilterra dei miei lontanti
tempi di studente. Niente. Non si trova.

Ciao,

g

G

unread,
Oct 14, 2000, 9:30:50 PM10/14/00
to
donquixote wrote:

d > Il 15 ottobre,alle ore 23.20,TMC mandera’ in onda un film del 1942,”I
d > tre aquilotti”, imperniato sulle vicende di tre allievi dell’Accademia
d > Aeronautica di Caserta.Tra gli interpreti compare anche il
d > giovanissimo(22 anni)Alberto Sordi,che in una scena del film esibisce
d > un impeccabile saluto fascista.

Quel film che per l'ennesima volta ho rivisto recentemente su una rete
privata, a prescindere dalla connotazione politica che vuoi dare, é delizioso.

Inutile colorare di fascismo i sentimenti che emergono da quella storia
che commuove il mio animo di vecchio aviatore. Quelli erano i sentimenti
di tutto il popolo italiano dell'epoca. Il fascismo si é innestato su
quei sentimenti e non li ha prodotti. Esaltandoli li ha snaturati
e distrutti.

E' un peccato che l'epilogo del fascismo e della sua sciocca guerra ed
il successivo cattocomunismo, li abbiano guastati. Era bello essere tutti
italiani e non di destra o sinistra, padani o terroni.

g


Veniero Fogliata

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to

"donquixote" <donqu...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:39E8F9...@tiscalinet.it...

Ogni tanto, qualcuno dice la verità.
Grande Sordi.
Saluti
Veniero.

Enrico Piralli

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
Tempo fa G <esfin...@netscape.net> ha scritto:

>Era bello essere tutti italiani e non di destra o sinistra, padani o terroni.

Bravo!
--
© Enrico
http://www.piralli.it

Enrico Piralli

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
Tempo fa donquixote <donqu...@tiscalinet.it> ha scritto:

>Due anni fa,nel corso di una intervista rilasciata al"Corriere della

>Sera",ha poi ricordato nostalgicamente...

La coerenza gli fa onore. Nella sua posizione è certo facile
bruciarsi, soprattutto con affermazioni controcorrente, ma
evidentemente la cosa non lo tocca più di tanto.
Onore a lui, quindi.
--
© Enrico
http://www.piralli.it

ernesto

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to

Che il duce avesse il consenso egli Italiani è banale, almeno per chi
visse, sia pure da bambino quegli anni. Ma si trattava di un consensso
plagiato: l'EIAR trasmetteva solo inni a Mussolini, parole d'ordine
fasciste, annunciava successi continui e mai un delitto, uno stupro,
un lamento della povera gente. Giornali e muri delle case erano pieni
di enormi tabelloni (ricorda niente????) con la faccia del duce e
slogan assolutamente idioti ma che, ripetuti alla nausea, erano
diventati sacri (LA GUERRA E' IL BANCO DI PROVA DEI POPOLI - CREDERE,
OBBEDIRE, COMBATTERE - E' L'ARATRO CHE TRACCIA IL SOLCCO MA E' LA
SPADA CHE LO DIFENDE - e altre simili colossali sciocchezze ), questo
venne martellato per un ventennio. Le grandi democrazie anglosassoni
erano le plutodemocrazie giudaiche e noi VINCERE E VINCEREMO anche
contro USA e URSS insieme!
Purtroppo il popolo (oggi si dice la gente) è condizionabile: una voce
bene impostata, un po' di cerone, qualche capello disegnato sul
cranietto (e qui il duce era diverso, ammettiamolo, andava fiero, LUI,
della sua pelata virile!), slogan idioti ma assai ripetuti, calunnie
assolutamente ridicole come chiamare tutti gli avversari kkkkomunisti,
e oggi, come tocco di modernità, il culo delle ballerine, il Grande
Fratello, la Zanicchi, un paio di Sgarbi, pancione Ferrara, Straccio
Liguori e leccalecca Fede, il sogghignare da miliardario in vena di
levarsi i residui dai denti per permettere a tutti di godere degli
avanzi del suo grande banchetto.... e vai col "consenso"!!!!

Albertone nostro a fronte di quei due vecchi film ha interpretato poi
100 mitici film dove ha mostrato vizi e difetti degli italiani, mentre
i fascisti ovviamente allucinavano la gente (allora il popolo) con le
comiche virtù d un antico popolo scomparso he era vissuto a Roma
duemila anni prima!

Ernesto
PS: Convengo sul film Giarabub: per la retorica invece avanzerei una
riservina. La canzone diceva:

"Inchiodata sul palmeto
veglia immobile la luna,
a cavallo della duna sta l'antico minareto!
Squilli macchine e bandiere,
cammelliere non sei tu?
In ginocchio pellegrino
è la sagra di Giarabub!

Colonnello non voglio il pane
voglio il piombo pel mio moscehetto
chè la terra del mio sacchetto
per stanotte mi basterà!

Colonnello non voglio l'acqua
voglio il fuoco distruggitore
che col saqngue di questo cuore
la mia sete si spegnerà!

Colonnello non voglio il cambio
qui nessuno ritorna indietro
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!
.......

Colonnello non voglio encomi
sono morto per la mia terra,
ma la fine dell'Inghilterra
incomincia da Giarabub!!!!

Enrico Piralli

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to
Tempo fa ernest...@iol.it (ernesto) ha scritto:

>...e mai un delitto, uno stupro, un lamento della povera gente.

Stupro? Lamento della povera gente?!
Mi sa che hai sbagliato film... :-(
--
© Enrico
http://www.piralli.it

donquixote

unread,
Oct 16, 2000, 8:01:10 PM10/16/00
to
G wrote:
>
> donquixote wrote:
>
> d > Il 15 ottobre,alle ore 23.20,TMC mandera’ in onda un film del 1942,”I
> d > tre aquilotti”, imperniato sulle vicende di tre allievi dell’Accademia
> d > Aeronautica di Caserta.Tra gli interpreti compare anche il
> d > giovanissimo(22 anni)Alberto Sordi,che in una scena del film esibisce
> d > un impeccabile saluto fascista.
>
> Quel film che per l'ennesima volta ho rivisto recentemente su una rete
> privata, a prescindere dalla connotazione politica che vuoi dare, é delizioso.

Non sono io che "voglio dare”al film una connotazione politica:e’ un
film girato durante il fascismo,con i mezzi messi a disposizione dal
fascismo,che propone temi e atteggiamenti propri del fascismo,con uno
stile cinematografico che era proprio dei film fascisti di quel
periodo,e realizzato,guarda caso,su soggetto di Vittorio Mussolini,
figlio del Duce.
Che il film abbia anche una chiara connotazione politica lo hanno capito
pure i responsabili di TMC,o chi per loro,che hanno tagliato,tra
l’altro,la scena da me preannunciata,che vedeva Alberto Sordi e Galeazzo
Benti(che nel film interpreta la parte dell”inguaiato”)eseguire il
saluto fascista(che pure altri interpreti del film eseguono,ma di
sfuggita).E’ nel contempo ridicolo e patetico che si ricorra all’uso
della censura,in un’epoca nella quale essa viene demonizzata e
stigmatizzata pressoche’da tutti,e che essa debba riguardare un semplice
gesto simbolico, che,evidentemente,persino in una societa’ in cui tutto
e’ lecito a tutti,ancora colpisce e “scandalizza”(e questo,in un certo
senso,mi fa piacere).
Il film,che e’un prodotto diretto dell’intervento del regime in campo
cinematografico(si possono ricordare,tra le molteplici
iniziative,l’istituzione del Festival di Venezia,la costruzione di
Cinecitta’,la creazione del Centro Sperimentale di
Cinematografia,ecc.)si inserisce,in una forma “minore”e semplificata,in
quel filone che verra’piu’ tardi ribattezzato “neorealista”e che nasce
quindi in epoca fascista,molto prima del celeberrimo”Roma,citta’
aperta”di Rossellini.In questo filone si possono inserire ad esempio
film quali”Uomini sul fondo””Alfa-Tau””Orizzonti di sangue””Il treno
crociato”,e,soprattutto,”Ossessione”di Visconti,che fu visionato e
lodato da Mussolini in persona.
Lo stesso Rossellini,prima di scoprirsi “resistenzialista”(in senso
strettamente cinematografico,si intende....)aveva gia’ girato sotto il
fascismo film neorealisti, quali “La nave bianca”,”Un pilota
ritorna”(con supervisione di Vittorio Mussolini)e il
clerico-fascista”L’uomo della croce”.


> Inutile colorare di fascismo i sentimenti che emergono da quella storia
> che commuove il mio animo di vecchio aviatore. Quelli erano i sentimenti
> di tutto il popolo italiano dell'epoca. Il fascismo si é innestato su
> quei sentimenti e non li ha prodotti. Esaltandoli li ha snaturati
> e distrutti.

A parte il fatto che il protagonista del thread,Alberto Sordi,non
sarebbe d’accordo con te,bisogna chiarire alcune cose.Che certi
sentimenti,quali l’amore per la Patria e il senso dello
Stato,esistessero in Italia prima del fascismo,puo’ essere in parte
vero.Il punto e’ che essi costituivano il patrimonio di una
ristrettissima parte della popolazione.L’unita’ d’Italia,come e’ noto,fu
realizzata da una “elite”minoritaria,che si rendeva perfettamente conto
che”fatta l’Italia bisognava fare gli italiani”.Prima del fascismo,ad
esempio,non sentivano pienamente la propria appartenenza allo Stato
italiano gran parte delle masse cattoliche.Il merito di aver superato
questa situazione spetta proprio a Mussolini,che,stipulando il
Concordato nel 1929,riusci’ a risolvere definitivamente la sessantennale
“questione romana”.Ma,soprattutto,non sentivano la loro appartenenza
alla Patria e allo Stato,per motivi differenti,le grandi masse contadine
e operaie,che furono integrate nella realta’ nazionale proprio dal
fascismo(De Felice,ad esempio,spiega molto bene come il fascismo riusci’
nella difficile impresa di mobilitare,coinvolgere e integrare nella
Nazione le grandi masse italiane,che ad essa, sotto il regime
liberale,erano sempre rimaste estranee).



> E' un peccato che l'epilogo del fascismo e della sua sciocca guerra ed
> il successivo cattocomunismo, li abbiano guastati.

A determinare la”morte della Patria”non e’ stato affatto il
fascismo,ma,come viene ormai pressoche’unanimemente riconosciuto,il
dramma dell’8 settembre.A uccidere il sentimento nazionale non sono
certamente le guerre perdute(che possono,anzi,contribuire a
rafforzarlo),ma le modalita’ con cui le guerre si concludono.Il modo
concreto in cui Vittorio Emanuele III e Badoglio(che avevano deciso di
esautorare Mussolini),preoccupati unicamente della propria sopravvivenza
personale e istituzionale,hanno gestito il voltafaccia nei confronti
dalla Germania e il passaggio armi e bagagli nel campo dei nemici del
giorno prima,e’ stato contemporaneamente vile,demenziale e criminale(al
riguardo,Sordi ha interpretato un altro bellissimo film:”Tutti a casa”).
Riguardo al tuo accenno al “cattocomunismo”,e’ evidente che i tre filoni
politici prevalenti nel dopoguerra in Italia si sono posti in maniera
critica,denigratoria o indifferente nei confronti dei concetti di Patria
e Nazione.
Semplificando un po',si deve rilevare che i comunisti,che si rifanno al
pensiero di Marx,sono esplicitamente internazionalisti,e proclamano,come
un vanto,che”i proletari non hanno patria”.Non a caso,il loro referente
politico e ideale era sempre riposto in altre Nazioni,nelle quali essi
si illudevano si sarebbe potuta incarnare la fata morgana del comunismo
realizzato:l’Unione Sovietica(ricordo la buonanima di mio nonno,che,
tornando dalle visite alla locale “Festa dell’Unita’”,rigurgitante di
bandiere rosse fregiate dalla falce e dal martello,ripeteva
invariabilmente:”Non espongono nemmeno una bandiera italiana.Neanche
una!”)la Cina,Cuba,la Romania,la Corea del nord,il Vietnam,la
Cambogia....
I liberal-liberisti(che pure,contradditoriamente,strumentalizzano a
proprio favore,quando possono,e quanto piu’ possono,le risorse degli
Stati)sono,in senso lato,“cosmopoliti”,propongono“Diritti dell’Uomo”,da
loro stessi “elaborati”, che non tengono alcun conto delle culture e
delle specificita’ nazionali e locali,condannano generalmente
gli”impedimenti”che gli Stati e le Nazioni oppongono al dispiegarsi del
libero mercato globalizzato,e sono praticamente convinti che”la patria
e’ dove si sta bene”(cioe’ dove ci sono meno tasse,e piu’ vantaggiose
possibilita’ di investimenti economici).Anche per loro,il referente
ideale stava all’estero:prima in Inghilterra,in seguito negli Stati
Uniti(e Sordi ha giustamente sbeffeggiato in due suoi film,”Un americano
a Roma”e “Fumo di Londra”,che tu hai richiamato in un altro
messaggio,questa esterofilia ridicola e provinciale).
I “democristiani”,cioe’i cattolici impegnati in politica possono amare
sinceramente la propria Patria,ma debbono pure apertamente proclamare
che la loro vera patria e’in cielo,e,in caso di contrasti morali
fondamentali e insanabili,debbono necessariamente far prevalere,almeno a
livello soggettivo,magari pagando di persona,i propri convincimenti
religiosi sulle leggi dello Stato(problema di Antigone).Anche per loro
poi,il referente ideale e politico consisteva in un’entita’estera e
sopranazionale:lo Stato del Vaticano.

Era bello essere tutti
> italiani e non di destra o sinistra, padani o terroni.

Il tuo riferimento all’assenza di destra e sinistra mi fa sospettare che
tu rimpianga il partito unico.......
E’ bene ricordare che il fascismo e’ sempre stato(e ancora
e’)fondamentalmente differenziato e pluralistico,e che durante il
ventennio,all’interno del partito, esistevano diverse “destre”e
diverse”sinistre”,facenti capo ai vari gerarchi,che contribuivano,nel
loro complesso,a determinare la politica nazionale.
Riguardo ai “padani”e ai“terroni”,vorrei ricordare che nel 1909 Giuseppe
Prezzolini,il direttore della”Voce”,la piu’ prestigiosa rivista
filosofico-letteraria del primo anteguerra,alla quale collaborarono i
piu’ illustri intellettuali dell’epoca
(Croce,Gentile,Papini,Slataper,Boine,Serra ecc.)scopri’ il talento di
Mussolini,e insistette perche’ pubblicasse articoli sulla
stessa.Prezzolini aveva infatti intuito,attraverso il semplice dialogo
epistolare,sia il genio politico,che il genio letterario di Mussolini.
Proprio in una lettera scritta il primo ottobre 1909,e indirizzata a
Prezzolini, Mussolini gia’ delineava e prefigurava quell’opera politica
e spirituale che egli stesso avrebbe portato a compimento pochi anni
dopo: “Ottima l’ultima iniziativa della”Voce”: far conoscere l’Italia
agli Italiani.Accanto all’unita’ politica che va lentamente, sì,ma
progressivamente consolidandosi,bisogna formare l’unita’ spirituale
degli italiani.Opera difficile,data la nostra storia e il nostro
temperamento,ma non impossibile.Creare l’anima “italiana”e’ una missione
superba.E’necessario conoscersi,dal nord al sud,per
temperare,armonizzare le nostre differenze, e amarci.”
Cordiali saluti.

ernesto

unread,
Oct 17, 2000, 3:00:00 AM10/17/00
to
no....@tin.it (Enrico Piralli) wrote:

>Tempo fa donquixote <donqu...@tiscalinet.it> ha scritto:
>

>>Due anni fa,nel corso di una intervista rilasciata al"Corriere della

>>Sera",ha poi ricordato nostalgicamente...
>
>La coerenza gli fa onore. Nella sua posizione è certo facile
>bruciarsi, soprattutto con affermazioni controcorrente, ma
>evidentemente la cosa non lo tocca più di tanto.
>Onore a lui, quindi.
>--
>© Enrico
>http://www.piralli.it

Ma quale coerenza???? Uno che fosse stato fascista negli anni 30 e 40
e lo fosse stato ancora negli anni 50 non sarebbe stato coerente,
sarebbe stato malato oppure aveva vissuto sempre all'estero.
Domenica è morto Rodolfo Sonego, partigiano comunista di Belluno, che
di Sordi è stato l'anima e la musa.
Rodolfo Sonego, un nome che dirà poco a molti, eppure Rodolfo era una
buona metà del successo di Albertone Sordi.
Nel nostro cinema chi scrive i testi non è destinato ad essere noto al
grande pubblico. Eppure Rodolfo ha scritto memorabili sceneggiature e
dovrebbe essere noto almeno come lo fu Pirandello o lo è Dario Fo. Ma
uno scrittore di cinema non ha mai preso il Nobel per la letteratura.
Ricordate "Una vita difficile"? Un capolavoro.


ernesto

unread,
Oct 17, 2000, 3:00:00 AM10/17/00
to
no....@tin.it (Enrico Piralli) wrote:

>Tempo fa ernest...@iol.it (ernesto) ha scritto:
>
>>...e mai un delitto, uno stupro, un lamento della povera gente.
>
>Stupro? Lamento della povera gente?!
>Mi sa che hai sbagliato film... :-(

Magari!!!!! Chiunque si interessi di politica dovrebbe conoscere un
poco il passato: durante il fascismo sui giornali non apparivano mai
notizie di omicidi, di suicidi, eccetera. Entra in un emeroteca e
leggi, oppure compra le raccolte in copie fotostatiche.
E.
PS: naturalmente i treni arrivavano in orario..... mi ricordo un
viaggio Bialla-San Remo fatto nel luglio 1942 in cui si impiegammo 12
ore avendo la bellezza di 7 ore di ritardo ma nessun giornale di
regime ne parlò mai. se vince il socialpiduista avrà tutte lee reti TV
e , vedrai, finalmente sapremo che TUTTO ANDRA' SEMPRE NEL MIGLIORE
DEI MODI E CHE VIVREMO NEL MIGLIORE DEI MONDI.... ahahahahah!!!!


Giorgio Torrieri

unread,
Oct 18, 2000, 6:23:47 PM10/18/00
to
Donquixote wrote:

:Due anni fa,nel corso di una intervista rilasciata al"Corriere della
:Sera", [Sordi]
:ha poi ricordato nostalgicamente l'enorme entusiasmo popolare che


:accompagno' la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940:"Non
:s'immagina il casino.Un tripudio generale,sembrava la festa de
:noartri....."

Beh, Sordi non ha certo scoperto l'America se ha detto che quando
il Duce dichiaro' la guerra c'era "tripudio".
Se poi ,come sembra da questa "nostalgia", non ha capito nulla
sulla vera natura e profondita' di questo tripudio... beh, ha
perso una grande occasione.

Forwardo un'articolo di uno che in quella "festa de noartri" c'e stato,
ma che ha imparato qualcosa.

Il compleanno
LUIGI PINTOR

da Il Manifesto 10 giugno


Soltanto qualche anziano signore si ricorda del 10 giugno del 1940. E'
un passato remoto con pochi testimoni. Peccato, è una data importante
della
storia nazionale, che andrebbe celebrata. Bandiere alle finestre e
vacanza
nelle scuole (se sono ancora aperte). Proiezioni di documentari in
televisione, ce ne sono di bellissimi, piazza Venezia quel giorno
meritava
di essere immortalata.
C'è una pagina del diario di un giovane di 20 anni, che morirà tre anni
dopo
nella Resistenza, dov'è descritta la piazza gremita di folla come oggi
può
essere solo a San Pietro, le ovazioni che coprivano la voce degli
altoparlanti, la dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra
che
a stento giungeva alle orecchie del popolo accalcato nelle vie
adiacenti.
Una giornata radiosa. Solo qualche donna previdente, la sera, si
preoccupò
di proteggere i vetri delle finestre con strisce di carta gommata,
contro le
vibrazioni dei bombardamenti che non avrebbero risparmiato le retrovie.
Molto previdente: quella guerra non durò tre mesi ma cinque anni,
inaugurando una nuova era militare
nella quale tutt'ora viviamo. C'era poca gente, piccole minoranze in
galera o in esilio, che non era d'accordo. Si chiamavano antifascisti,
qualcuno perfino si diceva comunista,
parole che oggi suonano come numidi o traci, reperti preistorici, una
classificazione zoologica o botanica di specie estinte, roba darwiniana.
Penso che si sentissero desolati e
impotenti, assistendo a una tragedia che la più parte viveva con
eccitazione o con frivolezza. Capita ancora oggi, su
scala ridotta, che qualcuno avverta la stessa solitudine di fronte alla
riabilitazione della guerra come principio salvifico e umanitario,
oltreché
modo di risoluzione delle controversie internazionali.
Non facciamo confusione, per carità. Ma fa uno strano effetto, a
distanza di
sessant'anni, la banalità della geografia e della nomenclatura:
Albania, Jugoslavia, Somalia, Eritrea, Etiopia... . Uno torna ad avere
quindici anni,
sempre gli stessi rumori, non sono ricorsi storici ma anagrafici e
perciò è
impossibile sbarazzarsene. Che posso farci? Non so vedere, per conto
mio,
una rottura di continuità tranquillizzante tra il 10 giugno del 1940 e
il 10
giugno del 2000. E mi basta una parata militare per alimentare il
dubbio che
anche un'altra data, il 25 aprile del 1945, non sia stata una cesura ma
una
parentesi.
Paradossi, per carità. Non è però un paradosso che le nostre classi
dirigenti siano orgogliose di aver sorvolato l'Adriatico in armi. Non è
un
paradosso che a farlo non sia stato D'Annunzio ma un cognome
democratico altrettanto apostrofato. E non sarebbe un paradosso ma un
atto educativo celebrare questo
sessantesimo compleanno nelle scuole: statali e parificate.

A differenza di tanti di voi io c'ero.
Il ricordo e sempre vivo, si sapeva che il duce doveva parlare e il sig
Enzo
l'unico del casamento che aveva un Radiomarelli ci informò
dell'avvenimento
e aprì la radio a tutta valvola.
C'erano una quindicina di persone.
Io non capì quasi niente ma quando da Piazza Venezia il boato delle
persone
coprì la voce del duce, il Sig Enzo disse viva il duce: è la guerra, io
intonai Faccetta nera.
Dissi solo faccetta il nera rimase fulminato da due labbrate(che a
Firenze
sono sonori schiaffi) uno di mio padre combattente decorato di medaglia
della guerra '15 - '18 l'altro di mia madre profuga friulana che aveva
visto
la sua casa e la sua terra distrutta.
So cosa provò S. Paolo (il paragone e irriverente) quando rimase
folgorato
sulla via di Damasco.
Il giorno dopo mi spiegarono tante cose che ho imparato bene e le ho
portate
per tutta la vita.

GT


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ernesto

unread,
Oct 19, 2000, 3:00:00 AM10/19/00
to
luno...@hotmail.com ("Giorgio Torrieri") wrote:

>Donquixote wrote:
>
>:Due anni fa,nel corso di una intervista rilasciata al"Corriere della
>:Sera", [Sordi]
>:ha poi ricordato nostalgicamente l'enorme entusiasmo popolare che
>:accompagno' la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940:"Non
>:s'immagina il casino.Un tripudio generale,sembrava la festa de
>:noartri....."

"de noantri" per pignoleria...

>Beh, Sordi non ha certo scoperto l'America se ha detto che quando
>il Duce dichiaro' la guerra c'era "tripudio".
>Se poi ,come sembra da questa "nostalgia", non ha capito nulla
>sulla vera natura e profondita' di questo tripudio... beh, ha
>perso una grande occasione.

Ovvio che c'era il tripudio quasi generale: erano 20 anni che c'era
uno solo al potere e dominava tutti i media dell'epoca blaterando che
eravamo eredi di Cesare, salutando romanamente, e che "Vincere,
Vincere e Vinceremo" e che "vince sempre chi più crede e chi più a
lungo sa patir", e la generazione dei giovani aveva giurato di
"eseguire gli ordini del duce" anche a costo del proprio sangue!!!

Quando si permette ad UN UOMO SOLO di avere il dominio dei mezzi di
comunicazione è DITTATURA. A quel punto il consenso popolare non è più
libero ma è FORZOSO. E queindi non ha alcun valore democratico,
permette però al POPULISTA di fare tutte le stronzate che gli sembrano
gran furbate.

Per questo nelle democrazie si ha estrema cura per impedire che un
cittadino possa disporre di mezzi di comunicazioni atti a distorcere
il consenso democratico. E anche si impedisce che un tizio domini un
mercato o una tecnologia: Gates insegna.


CUT

>A differenza di tanti di voi io c'ero.
>Il ricordo e sempre vivo, si sapeva che il duce doveva parlare e il sig
>Enzo l'unico del casamento che aveva un Radiomarelli ci informò
>dell'avvenimento e aprì la radio a tutta valvola.
>C'erano una quindicina di persone.
>Io non capì quasi niente ma quando da Piazza Venezia il boato delle
>persone coprì la voce del duce, il Sig Enzo disse viva il duce: è la guerra, io
>intonai Faccetta nera.
>Dissi solo faccetta il nera rimase fulminato da due labbrate(che a
>Firenze sono sonori schiaffi) uno di mio padre combattente decorato di medaglia
>della guerra '15 - '18 l'altro di mia madre profuga friulana che aveva
>visto la sua casa e la sua terra distrutta.
>So cosa provò S. Paolo (il paragone e irriverente) quando rimase
>folgorato sulla via di Damasco.
>Il giorno dopo mi spiegarono tante cose che ho imparato bene e le ho
>portate per tutta la vita.

Bellissimo questo finale! Rende proprio l'idea di quel giorno! Io
avevo 6 anni e a me purtroppo le labbrate non me le diede nessuno.
Ascoltai, senza capire, il roboante annuncio che ormai il boss aveva
decisono per tutti di dichiarare la guerra alle plutodemocrazie o roba
del genere che mi facevano sentire un senso di schifo... il veleno del
plagio fascista era ovviamente già dentro di me, piccolissimo.
Tutti gli italiani allora schifavano la plutodemocrazia che spesso era
anche giudaica! Il duce aveva detto così per anni e anni e il duce
aveva, per forza, sempre ragione! Nessuno poteva contraddirlo, nessuno
poteva spiegarci che era una menzogna ignobile, che la democrazia era
l'unica forma accettabile di governo, che era il boss l'anomalia,
l'orrore, quello che decideva per tutti. Nessuno ci spiegava che
parlare di "razza italiana" era una stronzata colossale, che riferire
poi noi agli antichi romani era una corbelleria comica e sopratutto
che con gli M14 e i fuciloni modello '91 ci saremmo sì fatti amamzzare
come ci avevano insegnato a cantare e a giurare ma avremmo dovuto
piangere PERDERE,PERDERE E PERDEREMO IN CIELO IN TERRA E IN MARE!!!

Ernesto


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