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Il comunismo è una malattia mentale

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L'Elevato

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Feb 17, 2020, 8:15:46 AM2/17/20
to
Vladimir Bukovskij disse molto tempo fa che non può esistere un
comunista intelligente e in buona fede: se è in buona fede, è un
cretino, se è intelligente ha interessi personali sufficientemente
loschi per esserlo. Il grande dissidente russo non era a conoscenza di
un’altra variabile, oltre alla sua condivisibile interpretazione.

La terza alternativa veniva proposta nel 1996 dal professor Raffaele
Vizioli, ordinario di Neurologia all’Università “La Sapienza” nonché
vive-presidente della Società italiana di Psichiatria biologica, in un
saggio dal titolo “Psicopatologia del comunismo”. Al di là delle
specificazioni didattiche, e valutando soltanto il comportamento
verbale e non verbale dei vari comitati antifascisti e pacifisti, si
può facilmente arrivare ad una diagnosi di psicosi paranoide con
ragionevole certezza.

Il pensiero del comunista è organizzato su uno schema esclusivamente
emotivo, che nega qualsivoglia parametro di realtà e che agisce sugli
strati pulsionali e primitivi del sistema rettile del cervello.

Il meccanismo psicopatologico è facilmente comprensibile con alcuni
esempi. “Il comunismo ha sempre combattuto per la democrazia, la
libertà e il benessere dell’uomo”. Ora, c’è qualcuno che possa
documentare questa affermazione in un qualunque paese del mondo – dalla
Rivoluzione di ottobre ad oggi? C’è qualche popolo che possa
testimoniare sulla prosperità ottenuta e sui diritti individuali
esercitati in un potere comunista? Nessuno.

I disastrati apologeti ti risponderebbero che quello non era il “vero”
comunismo, e che il vero comunismo è altro e altrove. “Il comunismo è
il difensore delle minoranze e delle ragioni personali”. Dove? In
Italia, dove il PCI espelleva l’omosessuale Pasolini per indegnità
morale? In Spagna, paese europeo che ha conosciuto la più sanguinaria
eliminazione degli anarchici alleati? All’Est? Dove in nome
dell’ateismo di Stato vennero imprigionati e soppressi decine di
migliaia di cristiani e le chiese trasformate in granai?

“Il comunismo è per la pace tra i popoli”. È un po’ difficile da
sostenere questa tesi da parte di una ideologia che ha procurato oltre
cento milioni di morti, a meno che per pace non si consideri quella
eterna cimiteriale di tutti gli oppositori attivi, e quella della
censura poliziesca che ha riempito carceri e gulag di dissidenti di
ogni tipo.

Gli esempi potrebbero continuare, ma una domanda sorge spontanea: se
questa è una malattia, quale potrebbe essere la cura? È qui che la
questione si fa scottante.

Il problema clinico è talmente grave che rientra in quei disturbi che
vengono considerati non solo incurabili, ma addirittura intrattabili.
L’ideal-tipo comunista è un narcisista talmente invischiato nella
propria falsa identità che non può tollerare un confronto con la
realtà.

I suoi meccanismi difensivi sono quelli primitivi: la negazione, che
allontana ogni responsabilità e presa di coscienza, e la proiezione,
che rinvia ad altri ogni causa dei fallimenti e delle frustrazioni.
Mentre da un lato c’è una percezione inconscia, e inammissibile
razionalmente, del fallimento personale e politico, dall’altro subentra
una compensazione patologica per affrontare il senso di impotenza e di
delusione.

La sua debolezza, la sua incompetenza e la sua disgrazia esistenziale
scatenano delle reazioni eccessive che, alla fine, diventano un vero e
proprio abito mentale ed una struttura caratteriale. Il comunista non
accetta l’incertezza, quindi la dialettica ragionata, ma vive e si
relaziona con l’altro e il mondo circostante solo attraverso il filtro
del sospetto e della diffidenza, perché le sue difese psicotiche –
fondamentali per sostenere una pur distorta immagine idealizzata di sé
– gli impediscono di confrontarsi con punti di vista altrui, di
accettare un livello di fiducia, di condividere ipotesi e prospettive.

Il mondo comunista è una “pseudocomunità paranoide”, cioè un sistema
immaginario dentro al quale c’è la verità e la giustezza, mentre fuori
prevale un dispositivo persecutorio e cattivo.

Tale stato psichico comporta necessariamente un unico sentimento:
l’odio. In altre parole, se tutto è interpretato contro di lui, tutto è
nemico, quindi da odiare e da distruggere. All’interno di questa logica
perversa e regressiva, il contraddittorio non può essere tollerato e
l’unica azione possibile è tacitare chiunque sia percepito come un
pericolo per la propria identità contraffatta e malata.

Stravolgimento della realtà, negazione della stessa e presunzione di
verità assoluta da imporre con ogni mezzo. Questa è la dinamica
paranoica e comunista. Si racconta da parte di Trockij che di fronte ad
un progetto velleitario e inconcludente Lenin questi abbia risposto:
“Se il mio piano contrasta con la realtà, peggio per la realtà”. Lenin
ha fallito, il comunismo è miseramente finito, l’unica cosa certa – al
di la dell’impossibile dialogo – che questi relitti rimasti moriranno
pazzi.

Albert

unread,
Feb 17, 2020, 8:20:37 AM2/17/20
to
Brutta malattia

Fa allungare il naso.

ernesto

unread,
Feb 17, 2020, 12:23:18 PM2/17/20
to
On Monday, February 17, 2020 at 2:15:46 PM UTC+1, fRANCESCO eDOARDO SACCA' DETTO PGNETTA NON TROVANDO UN MONTAROZZO PER SENTIRSI ELEVATO CIT AUTORI A SPROPOSITO per sentirsi Elevato
> Vladimir Bukovskij disse molto tempo fa che non può esistere un
> comunista intelligente e in buona fede: se è in buona fede, è un
> cretino, se è intelligente ha interessi personali sufficientemente
> loschi per esserlo. Il grande dissidente russo non era a conoscenza di
> un’altra variabile, oltre alla sua condivisibile interpretazione.

UNo che si fa seghe da mattina a sera non ha tempo nè cervello per legge un ponderoso testo di economia come IL CAPITALE di KArl Marx e del comunismo conosce qualche nefandezza staliniana che bera un nazista rosso che aveva fato un'alleanza col nazista nero: ma il nazista nero, comem lo scorpione del fiume, l'aveva punto.

Ovviamente per coloro che leggono è oovvio che il comunismo marxistas doveva esere solo il tempo breve delal rivoluzione per poi diventare un socialismo basato sulal regola " A CIASCUNO SECONDO IL SUO BISOGNO".

mA NON PERDIAMO TEMPO CON SEGAIOLI.

MEMO: tutti i boss della destra italiana sono criminali da galera
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La Lega nasce APOSTATA, rifiuta la religione cristiana e abbraccia quella celtica: adora il DIO PO e la SACRA AMPOLLA: imbecilli come ZAIA e SALVINI ricevono il blasfemo battesimo celtico e abiurano.

Capitòn BAuscia, roteatore di rosari di cui non conosce il significato, con quel povero ebreo inchiodato sulla croce è stato punito e mandato in confusione: per i credenti è stato il Sacro Cuore Immacolato di Maria, per gli intellettuali è la stata la hubris greca, per tutti la coglionaggine di Salvini.

La Sinistra lotta a fianco del Papa cristiano per salvare i bambini che arrivano dall'Africa e quel che è successo a Bibbiano di vergognoso è stata la strumentazione dei maiali umani legaioli e bimbiminchia, tant'è vero che la gente di Bibbiano HA VOTATO IN MASSA PARTITO DEMOCRATICO, incazzata contro le buffonate della Lega a spese dei bambini.

MA LA DETSRA FASCISTOIDE PIDUISTA E MASSONE ITALIANA E' LA FECCIA DEL MONDO
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Parla GRAVIANO: la destra è coplpevole delle stragi, complice il massone piduista BERLUSCONI!

La strage di Bologna finanziata dal massone fascista LICIO GELLI.

Le bombe alla Banca dell'Agricoltura e a Piazza della Loggia messe dalla destra fascista di Freda e Ventura.

A Roma viene eletto sindaco il fascista ALEMANNO e subito fa combriccola con la BANDA DELLA MAGLIANA: è MAFIA CAPITALE!

Tutti i boss di destra sono avanzi di galera, nessuno dei capi della sinsitra!

BERLUSCONI 4 ANNI
BOSSI 2,5 ANNI
FINI accusato di ricilcaggio
FORMIGONI 8 ANNI
GALAN 5 ANNI
DELLUTRI 7 ANNI
PREVITI 8 ANNI
MATACENA 5 ANNI
non se ne salva uno!

Anche MARONI e SALVINI hanno avuto pene detentive minori.

La destra è formata da bande per delinquere, da assassini stragisti che ammazzano la gente a casaccio solo per far paura, è gente di merda che fuoriesce dalle fogne hitleriane.

https://www.ernestogastaldi.com

Albert

unread,
Feb 17, 2020, 1:32:40 PM2/17/20
to
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> > Stravolgimento della realtà, negazione della stessa e presunzione di
> > verità assoluta da imporre con ogni mezzo. Questa è la dinamica
> > paranoica e comunista. Si racconta da parte di Trockij che di fronte ad
> > un progetto velleitario e inconcludente Lenin questi abbia risposto:
> > “Se il mio piano contrasta con la realtà, peggio per la realtà”. Lenin
> > ha fallito, il comunismo è miseramente finito, l’unica cosa certa – al
> > di la dell’impossibile dialogo – che questi relitti rimasti moriranno
> > pazzi.
>
> Brutta malattia
>
> Fa allungare il naso.

Guarda come e' ridotto il coglionazzo.

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