Gaber era un grande.
Uno dei pochi che ragionava con la sua testa.
Ai tempi di "Io, se fossi Dio" fu colpito da una delle + efficaci censure
della storia della repubblica.
Forse la destra avrebbe fatto meglio ad ascoltarlo bene.
Ed anche la sinistra.
Addio, Giorgio
Basileus
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
>Domani chissà che cosa non scriverà
>L'Unità (scommetto che sarà già tanto se riporterà la notizia!)
Gia', son curioso anch'io
[..]
>
> Gia', son curioso anch'io
>
Accontentato:
Se ne va Cerutti Gino. È morto Giorgio Gaber
di Oreste Pivetta
Cerutti Gino non c'è più. Il mago o il drago, come lo stimavano al bar del
Giambellino, non tira più di stecca, al tavolo verde, sotto la luce che sa
di fumo. Giorgio Gaber è morto. Non lo vedremo entrare un'altra volta
aprendo la porta con un'istante di sospensione che richiama l'attenzione del
pubblico. Non lo vedremo alto, magro, con quella incredibile chioma che si
tirava sulla fronte a mitigare l'asprezza del naso. Faccia comica, faccia da
periferia, periferia com'era il Giambellino, che fuori Milano non conoscono,
quartiere popolare di nebbia, di casermoni, d'immigrati e di milanesi
autentici, interisti e un po' bauscia, narratori di poche parole e di secchi
eloquenti gesti, che mimano la vita, il lavoro le donne gli amori il derby a
San Siro e persino i sogni, oltre che i colpi a boccette. Quelle prime
immagini di Giorgio Gaber con la giacca troppo stretta e il maglione
girocollo alto, l'occhio smaliziato, il sorriso beffardo, quell'aria un po'
di mala, se non altro per aspirazione, che danno l'esatta impronta del mago
chiamato Cerutti oppure del Riccardo, un altro tipo da bar e di biliardo,
uomo di grande compagnia, il più simpatico che ci sia. Povero Gaber, così
lontano e così testimone di un tempo che è finito, spazzato via, un tempo
popolare e autoironico, forte e sincero, di straordinaria umanità e,
verrebbe da dire con la paura della retorica, di bontà e di solidarietà,
come capitava in quei luoghi allora un po' meno poveri ma non ancora
travolti dal consumismo, dal benessere materiale, dalle illusioni smarrite e
cancellate e neppure dalle auto. C'era sì la Torpedo Blu, come dice il nome,
non era una macchina, non era aggressiva, non era rumorosa, non inquinava,
era un marchingegno più umano che meccanico, che trasmetteva una sua
nostalgica tenerezza.
Giorgio Gaber, che si chiamava in realtà Gaberscik e apparteneva a una
famiglia di media borghesia, di origini venete, senza agiatezze, con una
casa in via Landonio, al Sempione, era un giovane degli anni sessanta,
cronista della sua generazione, che aveva dietro le spalle la guerra e gli
anni duri della ricostruzione, un po' testoriano, come tanti giovani bulli e
meno bulli di Testori, un "dio di Roserio" riemerso al Giambellino. E di
quella stessa generazione ripercorre la strada: dal biliando e dal bar alla
scuola, fino all'università, dalla politica alle delusioni della politica,
fino a un'ombra di qualunquismo, qualcosa che sa di un'amarezza profonda
perchè le cose non sono andate come si sperava, perchè troppi tradimenti si
devono scoprire in giro, perchè i sentimenti hanno fatto crack, perchè
rimane poco per sperare.
Gaber era nato il 25 gennaio del 1939. A quindici anni aveva cominciato a
suonare la chitarra per curare il braccio sinistro, colpito da paralisi. Si
era diplomato ragioniere, s'era iscritto all'università, economia e
commercio alla Bocconi. Si pagava gli studi suonando al Santa Tecla, un
locale dove incontrerà Adriano Celentano e Enzo Jannacci. Proprio al Santa
Tecla, Giorgio Gaber verrà avvicinato da Mogol, il futuro paroliere di Lucio
Battisti. Mogol gli proporrà di incidere un disco. Andrà alla Ricordi e con
la Ricordi, farà quattro canzoni, una diventata famosissima, "Ciao, ti dirò"
(scritta con Tenco), la canterà anche Celentano, era uno dei primi rock che
si sentivano in Italia e faceva: "Pupa ciao ti dirò, pupa ciao ti dirò...".
Un po' ossessivamente, ma quello era il ritmo. Testo banale, ma allegro, per
ridere e ballare. Eravamo nel 1958. Gli anni Sessanta vedranno crescere la
sua popolarità, parteciperà anche ad alcuni Festival di Sanremo, farà l'
attore cantante nei caroselli, presenterà qualche trasmissione televisiva.
Nel 1965 si sposerà con Ombretta Comelli (futura Colli, futura presidente
per Forza Italia della provincia di Milano e lui dirà: «Ho mia moglie che è
di Forza Italia, ma fisicamente non ce la faccio a essere di destra, ma come
mi fanno incazzare quelli di sinistra...). A Canzonissima 69 il Cerutti Gino
si presenterà con una canzone che è un ritratto della sua città: "Com'e`
bella la citta`", una tra le prime canzoni in cui traspare la sua
sensibilita` sociale. Comincia con un invito: «Vieni, vieni in città, che
stai a fare in campagna, se tu vuoi farti una vita devi venire in città. Com
'è bella la città, com'è grande la città, com'è viva la città, com'è allegra
la città...». Ma poi ripete, ripete ossessivamente e la canzone diventa una
nevrosi, la nevrosi di una città che sempre più grande, sempre più alta,
sempre più rumorosa, una città che cancella il Cerutti, lo nasconde nelle
sequenze quotidiane e anonime, lo annichilisce. Il protagonista di tante
serate al bar, così generoso, così appariscente, si consuma... nella città
«piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce, con tanta gente che
lavora, con tanta gente che produce, con le réclames sempre più grandi, coi
magazzini, le scale mobili, coi grattacieli sempre più alti e tante macchine
sempre di più». Siamo all'inizio di un'altra storia, quella del signor G. E
non sarà una storia più politica dell'altra: Gaber politico alla sua maniera
lo è sempre stato e proprio perchè era capace di raccontare quanto gli
capitava attorno, di capire la gente, di muoversi tra la gente, di sentire
quanto andava mutando. E tanto era mutato e il signor G. era il risultato.
Con il "signor G.", Giorgio Gaber raggiunse nel 1970 il palcoscenico del
Piccolo Teatro. L'aveva voluto addirittura Paolo Grassi. "Il Signor G" Sarà
il primo di una lunga serie di spettacoli musicali portati in teatro,
spettacoli dove canzoni e monologhi si alternano e lo spettatore vedrà
consumarsi davanti a sè un materiale che dice tante cose assieme, con l'
ambizione di rappresentare la vita nelle sue vicissitudini, nei suoi
tramonti, anche nella sua forza: Gaber, in questo poco, nella smisurata
resistenza del signor G, schiacciato dall'universo che si incombe, sopra,
sotto, di lato, parlerà di politica, cercherà di parlare alle coscienze
dello spaesamento comune in una società, così che esalta la merce su tutto e
non tiene gran conto dell'uomo e delle sue debolezze.
Si può dire che era passato il Sessantotto, che erano passate le cose
migliori del Sessantotto e che Gaber le aveva viste e le aveva anche viste
morire e che aveva partecipato con la saggezza di una generazione già adulta
che aveva già fatto le prove della sue speranze e delle sue delusioni al bar
del Giambellino.
Dalla prima prova al Piccolo Teatro, quasi ogni anni per Gaber sarà un
incontro nuovo con il pubblico e ogni volta dirà qualche cosa di più della
sua amarezza, talvolta un po' sentenzioso.
A Milano ci vive fino all'inizio degli anni ottanta, quando comincia la
Milano da bere, quasi un colpo, l'ultimo colpo prima di scegliere appunto la
campagna, la Toscana, dove è morto. Ogni tanto doveva tornare, per il suo
lavoro, ma confessava che gli veniva la stretta al cuore: non riconosceva
più nulla di una città che nel ricordo continuava ad amare. Nuovi spettacoli
e poi una riapparizione, che sapeva un po' di bilancio, un album che diceva:
"La mia generazione ha perso". Allora, un anno fa, se ne discusse, si fecero
polemiche e ci si chiese se quella generazione aveva davvero perso. Qualcuno
rispose che quella generazione aveva perso, ma aveva venduto molti dischi.
Le vittorie o le sconfitte si misurano ovviamente secondo i punti di vista.
In una canzone, "Destra-sinistra", Gaber scriveva e cantava: «Tutti noi ce
la prendiamo con la storia/ ma io dico che la colpa è nostra/ è evidente che
la gente è poco seria / quando parla di sinistra o destra./ Ma cos'è la
destra cos'è la sinistra.../ Ma cos'è la destra cos'è la sinistra.../Fare il
bagno nella vasca è di destra/ far la doccia invece è di sinistra/ un
pacchetto di Marlboro è di destra /di contrabbando è di sinistra...». E
avanti così. La canzone forse non era bella, ma esprimeva il disagio di chi
non sapeva più a che santo voltarsi. Disorientati, confusi, però sinceri.
Sarà qualunquismo? Un'altra volta aveva scrityto: «Sì, qualcuno era
comunista perchè, con accanto questo slancio, ognuno era come più di se
stesso. Era come due pertsone in una. Da una parte la personale fatica
quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva
spiccare il volo per cambiare veramente la vita... E ora? Anche ora ci si
sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa
ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, dall'
altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perchè ormai il
sogno si è rreattrappito. Due miserie in un corpo solo».
All'Unità una volta spiegò: «Credo che il pubblico mi riconosca una certa
onestà` intellettuale. Non sono nè un filosofo nè un politico, ma una
persona che si sforza di restituire, sotto forma di spettacolo, le
percezioni, gli umori, i segnali che avverte nell'aria».
L'Unità attacca Giorgio Gaber
ALLORA, GABER, SE L'ASPETTAVA QUESTO PUTIFERIO VENT'ANNI DOPO "POLLI D'
ALLEVAMENTO"?
Devo dire che sono rimasto molto sorpreso. Già in altre occasioni l'Unità mi
aveva attaccato, ma mi dispiace quando si fa della dietrologia. Ho la
sensazione che il non-allineamento dia fastidio. Forse gettano su di me la
"colpa" di mia moglie Ombretta Colli, eletta al Comune di Milano nelle file
di Forza Italia (è assessore ai Servizi Sociali, ndr), ma questo significa
che c'è un pregiudizio sbagliato.
VENIAMO ALLE ACCUSE DI CANALI: L'ELOGIO DELLA DITTATURA, IL REVISIONISMO
SULLA RESISTENZA, L'ATTACCO A ULIVO-DI PIETRO-MANI PULITE...
Ci mancherebbe altro che fossi a favore della dittatura... Nel corso dello
spettacolo, faccio un paradosso sull'uomo che lotta con gioia per liberarsi
dalle catene e si annoia una volta diventato libero, perché sono sostenitore
di un'evoluzione permanente, non bisogna mai pensare di fermarsi a un punto
d'arrivo. Ecco perché dico: "La lotta per la libertà fa bene, la libertà fa
malissimo". Non capisco poi perché dovrei essere contro la Resistenza...
Questo non è uno spettacolo politico: ho messo una serie di titoli di
giornali - uno anche sul Mugello - in una canzone, ma non mi possono
accusare di fare discorsi politici. Anche se, personalmente non ho fiducia
nei politici, che comunque non considero peggio di noi italiani.
COSA RISPONDE ALL'ACCUSA DI QUALUNQUISMO?
Penso che sia una critica legittima e personale. Ma io esprimo soltanto
quello che penso. Oggi è molto più facile essere a favore dell'Ulivo; non ho
mai fatto spettacoli con il pugno chiuso e non li faccio certo oggi. Mi
coinvolgono in un gioco di potere, del quale chi non fa parte deve essere
emarginato.
SENTE ARIA DI "REGIME"?
Al di là del mio caso, ho una certa sensazione, se arriviamo a tappare la
bocca a chi fa spettacolo. La sinistra non è mai stata tollerante con chi è
critico, ha sempre visto la critica come antagonismo, non esiste possibilità
dialettica. Io mi ritengo di sinistra, ma non mi riconosco nella sinistra
dei partiti né di oggi né di ieri. Sono dalla parte dell'individuo, non so
se questo può essere considerato di destra. Oggi poi i valori della sinistra
non sono più quelli di una volta: per esempio, non mi sento apparentato con
la grande industria. Noi di sinistra viviamo una grossa contraddizione in
questo momento: siamo contro il mercato, però abbiamo capito che senza
mercato saremmo più poveri. Eppure sappiamo che il mercato annulla le
coscienze, ci rende più stupidi. Gli spettacoli servono anche a far crescere
la consapevolezza delle proprie contraddizioni, dei propri malesseri.
PER CHI VOTA?
Non voto dal '74, ma alle comunali di Milano ho votato per mia moglie.
È VERO, COME SCRIVE L'UNITÀ, CHE OGGI CERUTTI GINO SAREBBE MORTO DI OVERDOSE
E L'UOMO DELLO SHAMPOO SI SAREBBE SUICIDATO?
Cerutti non lo so, ma io mi sono fatto molti shampo per noia e non mi sono
suicidato.
ma va, regime sarebbe criticare lo spettacolo di Gaber? Mentre cacciare
Santoro e Biagi dalla TV è libera democrazia....
ll
Mah ! io riporto parole di Gaber, che si definisce, nell'intervista uomo di
sinistra ( a modo suo ) .
Clas
Leggo che la curiosità te l'hanno levata e anche che ti sei rimediato molte
volte di bischero anche su questo argomento.
Pomero
>
>Leggo che la curiosità te l'hanno levata e anche che ti sei rimediato molte
>volte di bischero anche su questo argomento.
Pomero : io ho solo usato il mio diritto di dire una cazzata.
Va bene ?
Cesare Simonetti
PS
Il primo che risponde che cazzate ne dico cento al minuto vince il
"Bischerino d'Oro "
>>
>
>
"Cesare Simonetti" <hal90...@libero.it> ha scritto
> Il primo che risponde che cazzate ne dico cento al minuto vince il
> "Bischerino d'Oro "
Novantanove...
Lassalle
Lassalle
Io rispetto il tuo diritto, ma una è una ne dici molte di più e questo
ti qualifica,
Riposati
Nooooooo!!!! se lo sono gia fatto uno dei suoi, ma tent'e' ormai il
buon Giorgio se ne andato.
- Origin: Le bugie hanno le 'hambe 'horte dicono i toscani.
Ciao
Luigino Ferrari
luf...@tin.it
> Origin: Le bugie hanno le 'hambe 'horte dicono i toscani.
E 'i Berlusconi gli ha 'i nnaso dimorto lungo
-- -----------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
> Luigino Ferrari <luf...@tin.it> wrote:
>
> > Origin: Le bugie hanno le 'hambe 'horte dicono i toscani.
>
>
> E 'i Berlusconi gli ha 'i nnaso dimorto lungo
L'importante č che abbia solo due narici :)
> Luigino Ferrari <luf...@tin.it> wrote:
>
> > Origin: Le bugie hanno le 'hambe 'horte dicono i toscani.
>
>
> E 'i Berlusconi gli ha 'i nnaso dimorto lungo
Con due narici però :)
Luigino Ferrari <luf...@tin.it> wrote:
>
> > Origin: Le bugie hanno le 'hambe 'horte dicono i toscani.
>
>
> E 'i Berlusconi gli ha 'i nnaso dimorto lungo
L'importante č che abbia solo due narici :)
>Luigino Ferrari <luf...@tin.it> wrote:
>
Felice Mastronzo sta esagerando. L'imbecille blasfemo parla di Giorgio
Gaber!!!!!
Senza aver mai capito nulkla, senza averlo conosciuto, senza
cconoscere le sue infinite canzone a sfondi sociale, il coglione dice
che Gaber era....di destra!!!! La scelta immonda fatta da Ombretta
Colli divise i coniugi, Giorgio abitava ormai in Toscana e Ombretta
faceva la sua immonda figura alla provincia!
Giorgio era amareggiatissimo: diceva che la sua generazione, quella di
sinistra, quella del Sessantotto, quella che sperava di cambiare il
mondo AVEVA PERSO! Ormai siamo nella merda berlusconiana, una fine
davvero immonda.
Felice Mastronzo č un bestemmiatore.
Ernesto, amico di Giorgio
Borghezio sta coi Baschi, Berluskatz con le Coppole.
>ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>
>>Luigino Ferrari <luf...@tin.it> wrote:
>>
>Felice Mastronzo sta esagerando. L'imbecille blasfemo parla di Giorgio
>Gaber!!!!!
>
Didascalia disintossicante
Ah!!! ancora il buggiardino, il falsicatore di post e di firme
colui che entra in thread da altri aperti non per discettar o
esprimere la propria diversa opinione,bensi' per aggredir diffamando
i referenti dei propri interlocutori, che vergognandosi di presentarsi
in rete con il proprio nome, sceglie di volta in volta pseudonimi
diversi. Ultimamente potrebbe essere arrivato all'infamia anzi
illegalita' da codice penale - sono in corso accertamenti - ( anzi e'
gia' partita denuncia contro ignoti), di mettere in rete due post a
mio nome "falsi" perche' il sottoscritto non li ha mai scritti.
Nel merito non spetta a lui o ad altri dare la qualifica di coglione o
ASdi furbante al sottoscritto - come non spetta al settimanale
londinese
The Economist,(che da oggi andro' ad ogni suo riferimento a cogliere a
rovescio) dire se Berlusconi abbia o meno le prerogative - capacita',
sperienze, dignita' - per governare il popolo italiano.
Per quanAto mi riguarda e so di tanti altri connazionali - ho fatto la
scelta di campo - per questo primo passaggio elettorale del III*
millennio quello del 13 maggio - piu' Silvio Berlusconi sara'
attaccato, demonizzato, criminalazzato (dai poteri cosiddetti forti o
tradizionali, italiani o esteri che siano) e piu' riterro' ch'egli sia
l'uomo giusto per tantare quel cambiamento storico, epocale,
copernicano di cui il paese abbisogna quanto:
- l'aria che respira.
- la pioggia che ristora.
- il sole che riscalda.
- la verita' che illumina.
- il coraggio che fortifica.
- l'impengo che gratifica.
- il ......
Origin: C'e' un tempo per farle ed un tempo per doverne rispondere.
Ciao
Luigino Ferrari
luf...@tin.it
> La scelta immonda fatta da Ombretta
> Colli divise i coniugi,
E' per questo che Gaber, per sua stessa dichiarazione, voto' per la moglie.
> Giorgio abitava ormai in Toscana e Ombretta
> faceva la sua immonda figura alla provincia!
E sarebbe interessante anche capire perche' la Colli farebbe una figura
immonda alla provincia.
> Giorgio era amareggiatissimo: diceva che la sua generazione, quella di
> sinistra, quella del Sessantotto, quella che sperava di cambiare il
> mondo AVEVA PERSO!
Neanche per idea, la sua interpretazione al riguardo ere molto piu'
complessa, e molto diversa.
Sosteneva che, a differenza della generazione dei suoi genitori, che aveva
dato valori riconoscibili e certezze alla sua generazione (sovroliamo sulla
eventuale fallacia, vacuita' ed inconsistenza di tali certezze e valori, che
non ci interessa), la sua generazione non era riuscita a fare altrettanto
con i suoi figli, ossia con la mia generazione (e non sono d'accordo neppure
su questo, ma non importa), mentre proprio la massa di valori e convinzioni
della sua generazione (ma di *tutti* i colori, non solo quelle di
espressione di sinistra, non solo quelle sessantottine - che poi il '68 ha
dato la stura anche al movimentismo nero, ricordiamocelo) si andava
sgretolando per mano della modernita'.
> Ormai siamo nella merda berlusconiana, una fine
> davvero immonda.
Potresti almeno usare un aggettivo diverso, in un unico post, no?
> Felice Mastronzo č un bestemmiatore.
Mi pare si sfiori il delirio
> Ernesto, amico di Giorgio
Un amico non tirerebbe mai la giacca di Gaber addirittura da morto.
Hai fatto la stessa, speculare, operazione di Luigino.
No, peggio, sei andato oltre, visto che lui contestava il fatto che Gabero
fosse ascrivibile sic et simpliciter alla sinistra, mentre tu te ne appropri
della memoria.
Eppure Gaber, che si dichiarava nato e vissuto di sinistra, era per sua
stessa ammissione un individualista, attento alle istanze del singolo piu'
che a quelle del corpo sociale votato a dettare le regole al singolo.
Era un liberale; di sinistra. E per questo forse un po' di destra.
Molto piu' semplicemente, era Gaber, mio faro e mentore fin dall'eta' della
ragione.
Una persona di estremo buon senso e di smaliziata visione del mondo, di
destra, centro, sinistra, nord e sud..
Sii fiero della tua opera di cooptazione postuma.
Saluti.
--
----
§ - Da un legno storto come quello di cui e' fatto l' uomo , non si puo'
costruire niente di perfettamente dritto - Immanuel Kant
----
^^SpAwN^^
Un voto dato per amore non vuol dire credere nella idea politica
tant'è che Gaber s'era trasferito in pianta stabile in Toscana dopo
aver vissuto a Milano tutta la vita
>
>> Giorgio abitava ormai in Toscana e Ombretta
>> faceva la sua immonda figura alla provincia!
>
>E sarebbe interessante anche capire perche' la Colli farebbe una figura
>immonda alla provincia.
Mah,ha bloccato progetti di tramvie già avviate,con ovvia incazzatura
dei sindaci dei comuni interessati,in compenso s'è presa una Chevrolet
come macchina di rappresentanza
Queste sono solo le prime 2 che mi vengono in mente ma non dubito
che di fregnacce di questo tenore ce ne siano altre
Tolto alcune operazioni di facciata come il nuovo ufficio di
collocamento la Colli di utile per la provincia di Milano non
ha fatto alcunchè
>
>
>E sarebbe interessante anche capire perche' la Colli farebbe una figura
>immonda alla provincia.
Tutto quello che è berlusconico è immondo. Ombretta ovviamente sa che
il cavaliere ha ricilato soldi "strani", che ospitava killer di mafia,
che è amico degli amiic, che ha falsificato bilanci, che ha giurato il
falso: quindi poichè si appoggia a lui per coprire cariche a cui
dubito sia davvero adeguata, è immonda. nel senso di moralmente
sporca.
Gaber era davvero disperato negli ultimi anni di vita: può ancyhe
darsi che abbia votato per la moglie.
>> Giorgio era amareggiatissimo: diceva che la sua generazione, quella di
>> sinistra, quella del Sessantotto, quella che sperava di cambiare il
>> mondo AVEVA PERSO!
>
>Neanche per idea, la sua interpretazione al riguardo ere molto piu'
>complessa, e molto diversa.
>Sosteneva che, a differenza della generazione dei suoi genitori, che aveva
>dato valori riconoscibili e certezze alla sua generazione (sovroliamo sulla
>eventuale fallacia, vacuita' ed inconsistenza di tali certezze e valori, che
>non ci interessa), la sua generazione non era riuscita a fare altrettanto
>con i suoi figli, ossia con la mia generazione (e non sono d'accordo neppure
>su questo, ma non importa), mentre proprio la massa di valori e convinzioni
>della sua generazione (ma di *tutti* i colori, non solo quelle di
>espressione di sinistra, non solo quelle sessantottine - che poi il '68 ha
>dato la stura anche al movimentismo nero, ricordiamocelo) si andava
>sgretolando per mano della modernita'.
Si vede che non hai seguito le opere di Gaber, le hai solo orecchiate.
Stassera La7 ne ha dato una buona campionatura e sopratutto medite le
parole del suo testamento spirituale quando invita i genitori a non
insegnare la loro morale ai figli.
Gaber da giovane era impegnatissimo ccon l'estrema sinistra di Lotta
Continua, anche se ha sempre ironizzato su certi "borghesi
rivoluzionari".
>> Ormai siamo nella merda berlusconiana, una fine
>> davvero immonda.
>
>Potresti almeno usare un aggettivo diverso, in un unico post, no?
"merda" è la parola scelta da Gaber per definire questa situazione.
La uso in sua memoria.
>Un amico non tirerebbe mai la giacca di Gaber addirittura da morto.
>Hai fatto la stessa, speculare, operazione di Luigino.
ERRORE: Luigino (felice Mastronzo) parla per sentito dire dagli
altoparlanti di Arcore. Io Giorgio l'ho conosciuto di persona e ci ho
lavorato.
>No, peggio, sei andato oltre, visto che lui contestava il fatto che Gabero
>fosse ascrivibile sic et simpliciter alla sinistra, mentre tu te ne appropri
>della memoria.
>Eppure Gaber, che si dichiarava nato e vissuto di sinistra, era per sua
>stessa ammissione un individualista, attento alle istanze del singolo piu'
>che a quelle del corpo sociale votato a dettare le regole al singolo.
ESATTO. Gaber era diventato individualista perchè disgustato da certa
sinistra. Vero anche che la sua arte si rivolgeva all'individuo (non
conosco artista che non lo faccia!!!) ma la sua disperazione per il
fallimento è nei suoi versi, come quando piange per aver creduto di
poter cambiare il mondo...
Stanotte hanno mandato in onda una sua canzome sugli americani che
sembrava scritta ieri, e quella su Kossiga, Andreotti e Craxi pure,
mentre quella sull'uomo che si è fatto tutto da solo e puzza di merda
è perfetta per Berlusconi.
>
>Era un liberale; di sinistra. E per questo forse un po' di destra.
>Molto piu' semplicemente, era Gaber, mio faro e mentore fin dall'eta' della
>ragione.
>Una persona di estremo buon senso e di smaliziata visione del mondo, di
>destra, centro, sinistra, nord e sud..
Ma per carità! Gaber era un uomo disperato, intellettualmente
disperato. Nessuna visione smaliziata, nessun liberismo di destra o di
sinistra. Riascolta le sue canzoni famose, come Shampoo, o come Il
Suicidio o come POadri e Figli, oppure l'ultimo sul "giro giro tondo
che cambia il mondo..."
>Sii fiero della tua opera di cooptazione postuma.
Io non sono ma stato di sinistra nel senso marxista come lo fu Gaber
per i primi vent'anni della sua carriera, quindi non coopto un bel
nulla.
ciao
ernesto
"Non ci sarà mai un premier della P2" - Giuda Bossi -Ansa del 7/3/94
>"?rnesto" <ernest...@libero.it> ha scritto nel messaggio news:3e15b49a...@powernews.libero.it...
>
>> La scelta immonda fatta da Ombretta
>> Colli divise i coniugi,
>E' per questo che Gaber, per sua stessa dichiarazione, voto' per la moglie.
>
>> Giorgio abitava ormai in Toscana e Ombretta
>> faceva la sua immonda figura alla provincia!
>
>E sarebbe interessante anche capire perche' la Colli farebbe una figura
>immonda alla provincia.
Condiviso quesito.
>> Giorgio era amareggiatissimo: diceva che la sua generazione, quella di
>> sinistra, quella del Sessantotto, quella che sperava di cambiare il
>> mondo AVEVA PERSO!
Piu' che perso - visto come e' conciato il nostro Paese - direi
fallito.
>Neanche per idea, la sua interpretazione al riguardo ere molto piu'
>complessa, e molto diversa.
Punti vista non c'e' dubbio.
>Sosteneva che, a differenza della generazione dei suoi genitori, che aveva
>dato valori riconoscibili e certezze alla sua generazione (sovroliamo sulla
>eventuale fallacia, vacuita' ed inconsistenza di tali certezze e valori, che
>non ci interessa), la sua generazione non era riuscita a fare altrettanto
>...
Anzi come anzidetto, quando si fara' un straccio di onesta cronostoria
si sara' costretti a riconoscere che con i primi governi di centro
sinistra: le nazionalizzazioni, il '68, il 6 politico, il posto
sicuro, il salario quale variabile indipendente, i compromessi
storici, alle convergenza parallele, al tutto si aggiusta da se', alle
riforme mancate, e via, via sino ai girotondi ed agli scioperi
strumentali se non politici per dire, che se il nostro Paese
riuscira' a schivare la fine dell'Argentina lo dovra' lo potra' per
l'entrata sulla scena politica di un preciso personaggio per non
confonderci di nome Silvio Berlusconi.
E cio' scrivendo ne resto a confronto con il tempo ed il riscontro
degli eventi che verranno
>> Ormai siamo nella merda berlusconiana, una fine
>> davvero immonda.
>
>Potresti almeno usare un aggettivo diverso, in un unico post, no?
>> Felice Mastronzo č un bestemmiatore.
>Mi pare si sfiori il delirio
>> Ernesto, amico di Giorgio
>Un amico non tirerebbe mai la giacca di Gaber addirittura da morto.
>Hai fatto la stessa, speculare, operazione di Luigino.
Piu' di una obiezione a riguardo ma lasciamo perdere.
>No, peggio, sei andato oltre, visto che lui contestava il fatto che Gabero
>fosse ascrivibile sic et simpliciter alla sinistra, mentre tu te ne appropri
>della memoria.
In primo lugo sempre considerato Giorgio un galantuomo
>Eppure Gaber, che si dichiarava nato e vissuto di sinistra, era per sua
>stessa ammissione un individualista, attento alle istanze del singolo piu'
>che a quelle del corpo sociale votato a dettare le regole al singolo.
Era anzitutto un uomo vero.
>Era un liberale; di sinistra. E per questo forse un po' di destra.
>Molto piu' semplicemente, era Gaber, mio faro e mentore fin dall'eta' della
>ragione.
Mi associo.
>Una persona di estremo buon senso e di smaliziata visione del mondo, di
>destra, centro, sinistra, nord e sud..
Quello che mi augurerei fossimo in tanti.
- Origin: Chi non e' vissuto senza onor il mori presto mai saria.
Ciao
Luigino Ferrari
luf...@tin.it
che se il nostro Paese
>riuscira' a schivare la fine dell'Argentina lo dovra' lo potra' per
>l'entrata sulla scena politica di un preciso personaggio per non
>confonderci di nome Silvio Berlusconi.
La merda scambiata per cioccolata o Infelice Mastronzo!
SILVIO BERLUSCONI - rapporto
Questo individuo è essenzialmente fastidioso, a giudicare dal
materiale video nel quale lo si vede ai vertici politici o in
occasioni mondane più frivole.
In realtà il suo comportamento è identico negli uni e nelle altre
occasioni, finge sempre di essere l'anfitrione,(per dire, anche se si
trova in Canada...) anche quando è solo un ospite.
Quando incontra altri capi di governo, si capisce che si sente un
intruso, ed è il suo atteggiamento disinvolto e allegro - e, ribadisco
come se fosse l'anfitrione o il baedecker ovunque - a tradire la sua
insicurezza ultima; è come se temesse che in un qualsiasi momento
possa entrare un ciambellano e sussurrargli all'orecchio, con
discrezione, che è stato commesso uno spiacevole errore e che deve
lasciare il salone, l'ufficio, il pranzo, il vertice, il ballo.
La sua eterna soddisfazione e disinvoltura sono eccessive, vere
sottolineature in rosso.
Sembra che gli vengano spontanee e non è così: compie uno sforzo
permanente (alleggerito soltanto dalla forza dell'abitudine) e recita
sempre.
Il suo sorriso impazzito perchè costante, la sue barzellette, le sue
piccole pagliacciate, i suoi abbracci e le sue pacche e la sua
iperattività triviale quanto superflua sono tremendamente
involontarie.
E' come se stesse dicendo in ogni momento ai suoi colleghi politici,
alle telecamere, ai fotografi, ai telespettatori e sopratutto a se
stesso "vedete come mi trovo a mio agio, come mi districo, come
converso, come influenzo, come mi muovo, come intrigo, come appartengo
a questo mondo delle decisioni mondiali?"
Quest'uomo non ci crede per intero, in realtà non se ne capacita ed è
per questo che deve metter sempre in chiaro, in modo gridato, che si
trova nel suo elemento.
Egli ritiene che la sua simpatia (che lui tale considera) gli renda
enormi servigi: si considera una persona accattivante, irresistibile,
persuasiva, anche se non osa giudicarsi seduttore nell'accezione
sessuale del termine.
Con questa simpatia è convinto di poter ottenere molte cose e di poter
convincere persino i più potenti.
Se i suoi potenti colleghi non fossero in maggioranza gente di così
scarsi lumi (illuminano poco, appena una penombra tutti quanti
insieme) si renderebbero conto che quella professionale simpatia è
solo il modo di Berlusconi di chiedere permesso, di farsi perdonare,
di allungare il collo per non essere coperto nelle foto.
Mi risulta che in un periodo della sua gioventù sia stato crooner o
cantante confidenziale (come si dce nella sua lingua), vale a dire
intrattenitore che allietava le crociere dei ricchi, o qualcosa del
genere.
Come si sa, gli artisti dello spettacolo, per famosi che essi siano (e
lui non lo era), sono nella considerazione dei ricchi più vicini alla
servitù che agli invitati, cosicchè quel periodo gli deve essere
servito da allenamento per staccarsi, per allontanarsi dai domestici e
dai camerieri (ora si mostra persona alla mano con loro ma li detesta
e li vuole lontano, come se potessero di nuovo contaminarlo) e per
mischiarsi ai potenti più scemi, a quelli che ci cascano e che sono
più sensibili alle lusinghe.
Si tratta di un individuo che non ha il minimo senso del pudore quando
vuole essere adulatore o addirittura ossequioso.
In un certo senso si potrebbe affermare che ha la mentalità dei vecchi
portinai, quelli che abbondavano nella Spagna franchista e che non
sono ancora spariti del tutto: si prostravano in riverenze coi
proprietari e con gli inquilini facoltosi e trattavano a calci i
fornitori e le domestiche.
Dietro a questa mentalità c'è sempre un senso di risentimento.
Se inoltre si tratta di persona che non teme il ridicolo, allora
l'individuo in questione è pericoloso, come lo è quest'uomo dietro la
sua facciata cordiale, spiritosa, quasi bonacciona, se non fosse che
la bontà - neppure la sua caricatura - è estranea al suo animo.
Il fatto che ogni tanto si emozioni o si intenerisca non c'entra, fare
ciò è alla portata di qualsiasi persona anche semplice e non è
necessariamente segno di bontà o di comprensione.
In realtà è incomprensibile che queste persone possano ingannare
chicchessia, per non parlare di quasi un intero Paese, ed è
incomprensibile che abbia ottenuto la maggioranza alle elezioni, ma
quante volte e in quanti Paesi non è accaduto lo stesso? Misteri!
O forse la gente non ci fa caso, non presta attenzione, guarda e
ascolta soltanto in maniera distratta, com'è abituata a guardare e
ascoltare la TV.
Il soggetto manca di scrupoli e ciò in maniera radicale, poichè questa
carenza è autentica; non è come altri che li conoscono benissimo ma
che hanno deciso di misconoscerli: egli ignora la loro esistenza e non
li considera mai, nemmeno per rifiutarli o bollarli di stupidi e
gravosi bastoni fra le ruote.
Non ne ha mai fatto a meno per il semplice motivo che non li conosce
proprio, non hanno mai fatto parte delle sue nozioni, meno ancora dei
suoi valori.
Tanto gli sono estranei che quando li individua in un'altra persona li
considera soltanto un sintomo di debolezza e li usa per giudicare
quella persona fragile e pertanto assoggettabile.
Di fronte a questo tipo di individuo la maggior parte delle persone è
inerme perchè quasi nessuno è preparato a trattare con una persona
tanto seccante e insistente (una palla al piede che non sta ferma un
secondo, una di quelle persone a cui si dice di sì pur di levarseli di
torno o di fermare il loro sproloquio, di riuscire a farli stare
zitti), formalmente cordiale e persino affettuosa e che allo stesso
tempo non osserva norme o regole di alcun tipo.
Non le considera nemmeno per disattenderle e neanche i pricnipi,
neppure per tradirli: non ha la consapevolezza di stare esagerando o
oltrepassando i limiti o trasgredendo, anche se potrà fingere di
abbracciare momentaneamente delle regole - le ha viste negli altri e
ha imparato a essere mimetico. Ma la cosa più difficile è questa:
quasi nessuno è pronto a trattare con una persona che non sente mai
vergogna di alcun tipo, nè personale, nè pubblica, politica, estetica.
E nemmeno narrativa.
In realtà egli non sa che cos'è.
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> Tutto quello che è berlusconico è immondo.
Ti segnalo che siamo su it.politica, non su it.religioni.dogmatiche.
> Gaber era davvero disperato negli ultimi anni di vita: può ancyhe
> darsi che abbia votato per la moglie.
Questa e' fantastica.
Un rigo sopra si dice che era schifato dalla scelta immonda della moglie
Un rigo sotto che era talmente schifato e qundi sconvolto da aver pure
ptotuto votare per la moglie.
Al che, viene da dire, Gaber appare un cerebroleso.
Davvero un bell'amicone, si'.
> Si vede che non hai seguito le opere di Gaber, le hai solo orecchiate.
Sai 'na sega te cosa seguo io.
Io ho seguito la carriere di Gaber, e ne ho pure lette le interviste.
Che riportano quanto *IO* ho affermato, non la tua fuffa faziosa.
> Ma per carità! Gaber era un uomo disperato, intellettualmente
> disperato. Nessuna visione smaliziata, nessun liberismo di destra o di
> sinistra.
Ora si comprende che tu confondi liberismo e liberalismo, perche' io ho
scirtto liberale, non liberista.
Liberale in senso Mill-iano
Questo dice molto
SAluti.
>Luigino Ferrari <luf...@tin.it> wrote:
> che se il nostro Paese
>>riuscira' a schivare la fine dell'Argentina lo dovra' lo potra'
per l'entrata sulla scena politica di un preciso personaggio per non
confonderci di nome Silvio Berlusconi.
>La merda scambiata per cioccolata o Infelice Mastronzo!
>SILVIO BERLUSCONI - rapporto
>....
>
>"?rnesto" <ernest...@libero.it> ha scritto nel messaggio news:3e176dea...@powernews.libero.it...
>
>> Tutto quello che è berlusconico è immondo.
>
>Ti segnalo che siamo su it.politica, non su it.religioni.dogmatiche.
>
>> Gaber era davvero disperato negli ultimi anni di vita: può ancyhe
>> darsi che abbia votato per la moglie.
>
>Questa e' fantastica.
>Un rigo sopra si dice che era schifato dalla scelta immonda della moglie
>Un rigo sotto che era talmente schifato e qundi sconvolto da aver pure
>ptotuto votare per la moglie.
E' fantastico solo per chi non ha fantasia e non conosce le cose.
Gaber ERA SCHIFATO DALLA SINSITRA perchè non aveva fatto il suo
dovere: non aveva fatto le riforme e sopratutto non aveva garnatito
all'Italia quel minimo di regole ddi alute democratica vigenti in
tutti gli altri Stati europei: ossia NESSUNO PUO' AVERE PIU' DI MEZZA
RETE TV e CHI CE L'HA NON PUO' CANDIDASRSI A NULLA:
Gaber era schifato dagli inciuci, dal fatto che anche a Sinistra si
boicottassero i magistrati che venivano chiamati "comunisti" da
immondi piduisti mafiosi ma non erano difesi da nessuno e da tante
altre cose che non andavano.
Moretti l'ha urlato solo dopo la sconfitta, Gaber lo cantava da tempo.
Ecco perchè poteva benissimo aver deciso di votare per la moglie. Non
per Berluconi, per la moglie. Come fatto privato. Gaber si sentiva
sconfitto definitivamente, devi pensare che era partito da militante
di LOTTA CONTINUA.
>Al che, viene da dire, Gaber appare un cerebroleso.
>Davvero un bell'amicone, si'.
Non dare il tuo agli altri, amico. Se tu non capisci, il
ragiuonamento, stringato epr forza di cose, ti può ssembrare
incongruente, ma non lo è affatto.
>> Si vede che non hai seguito le opere di Gaber, le hai solo orecchiate.
>
>Sai 'na sega te cosa seguo io.
Risentiti all'ora quella intitolata ODORE: sembra profetica per
Berlusconi.
>Io ho seguito la carriere di Gaber, e ne ho pure lette le interviste.
>Che riportano quanto *IO* ho affermato, non la tua fuffa faziosa.
>
>> Ma per carità! Gaber era un uomo disperato, intellettualmente
>> disperato. Nessuna visione smaliziata, nessun liberismo di destra o di
>> sinistra.
>
>Ora si comprende che tu confondi liberismo e liberalismo, perche' io ho
>scirtto liberale, non liberista.
>Liberale in senso Mill-iano
>Questo dice molto
Sì dice molto, purtroppo. Dice sopratutto che non hai afferrato il
senso profondo della disperazione di Giorgio Gaber.( ah, per tua
informazione Mill era un liberista della stessa scuola di Adam Smith e
Ricardo, e la differenza tra le due parole è in gran parte solo
semantica, legata al succedersi delle cose. Il liberalismo è lo sbocco
storico-politico del liberismo, politico perchè oltre all'economia
combatteva anche privilegi, dispotismi eccetera. Ma tu certo lo sai,
vero? e allora che CAZZO c'entrava il discorso con Gaber? Bo!)
Saluti.
e.
Peccato che a Norimberga non ci fosse la Cirami!E quando li avrebbero impiccati!
> ( ah, per tua
> informazione Mill era un liberista della stessa scuola di Adam Smith e
> Ricardo, e la differenza tra le due parole è in gran parte solo
> semantica, legata al succedersi delle cose. Il liberalismo è lo sbocco
> storico-politico del liberismo, politico perchè oltre all'economia
> combatteva anche privilegi, dispotismi eccetera. Ma tu certo lo sai,
> vero?
Questa e' fanstastica.
Pare quansi si trattasse di economisti che portavano avanti una teoria
economica ben chiara ed ormai definita, che poi avrebbe dato sbocco ad un
fiorire di estensioni di se stessa in altri ambiti non prettamente
economici, originando il liberalismo.
Risulta invece che di *economistico* nell'opera di Mill e Smith ci sia
davvero poco (meno per Ricardo), magari due formulette in croce di
pochissimo conto, mentre e' poderosa la loro produzione filosofica che
prende come assunto la liberta' di scelta dell'individuio, e la sua
capacita' di essere il miglior giudice di se stesso e delle proprie
esigienze, richieste, bisogni. Da questo concetto generale discende *anche*
il liberismo economico, ma i due si configurano come compiuti filosofi
liberali e non certo come compiuti economisti liberisti.
Otretutto, per un motivo molto semplice: l'armamentario matematico ed
econometrico a disposizione dei due era tale per cui sarebbe stato per loro
impossibile dedicarsi compiutamente allo sviluppo di teorie economiche da
sottoporre alla verifica del mercato.
> e allora che CAZZO c'entrava il discorso con Gaber? Bo!)
Lo chiedo a te, tu hai tirato in ballo i liberisti, mica io, sai?
Saluti.
Guarda che è la tua idea di Mill ha essere fantastia. Non è che ti
confondi con suo padre vero? Io dico di John Stuart Mill quello che
scrisse PRINCIPI DI ECONOMIA POLITICA e L'UTILITARISMO, forse di lui
tu conosci un poco LA LIBERTA' e basta.
Non è questo il luogo ma insomma Mill si appoggià all'utilitarismo di
Bentham con unavisione ottimistia del progresso, sostenne anche che
le ingiustizie non erano frutto obbligato delle leggi economiche
perchè il GOVERNO PéOTEVA INTERVENIRE (un pizzico di socialismo ante
litteram).
Ah, guarda che Adam SNITH il fondatore della teoria liberista è
vissuto CENTO ANNI PRIMA di Mill! LA matematica usata da Smith nella
sua teoria è elementare (vista oggi) ma più he sufficiente perchè
trattavi di una teoria semplice e sbagliata. Il suo valore-lavoro era
un'idea semplicistica. E quando sviluppo' la teoria del prezzo di
equilibrio usò equazioni lineari più che sufficienti alle sue idee.
La sua idea del "prezzo naturale" era di una semplicità tragica. I
suoi concetti accumulazione e di automatismi de mercato si sono
dimostrati falsi.
>> e allora che CAZZO c'entrava il discorso con Gaber? Bo!)
>
>Lo chiedo a te, tu hai tirato in ballo i liberisti, mica io, sai?
Solo genericamente, per dire ch
ciao
E.
e Gaber partì dall'estrema sinistra marxista.
1-B.lancia le riforme istituzionali! 2-le micidiali armi di DISTRAZIONE di massa