Il fatto fece notizia e non poco clamore, ed ancor oggi viene ricordato
come, appunto, "la marcia su Pisa".
Un fatto dai connotati, mi pare di capire, marcatamente politici.
Qualcuno conosce qualche dettaglio al riguardo?
Ho cercato su internet, ma esistono descrizioni e testimonianze per lo pi�
fatte a braccio, per sentito dire o di chi dice di avervi partecipato di
persona.
Non ho trovato organi di stampa ufficiali che descrivono giornalisticamente
l'evento.
Come se se ne volesse cancellare la memoria.
C'� discordanza addirittura su quanto dur�: chi dice una giornata, chi
addirittura cinque.
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> Ho cercato su internet, ma esistono descrizioni e testimonianze per
> lo pi� fatte a braccio, per sentito dire o di chi dice di avervi
> partecipato di persona.
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> Non ho trovato organi di stampa ufficiali che descrivono
> giornalisticamente l'evento.
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Ma se non trovi manco il bischero per pisciare fascista di merda...?
Ti volevo rispondere che la marcia su pisa era dei Livornesi ..lol
Toh e poi tirati l'acqua da solo TROLL..
*plonk*
La Scuola Militare di paracadutismo � stata al centro di numerose
contestazioni a causa di una marcia improvvisata nel centro di Pisa
durante l'epifania del 1981. Tale marcia avvenne in seguito ad un
episodio di teppismo, ovvero il pestaggio di due militari della Brigata
in un bar della citt�; a causa di questo pestaggio i due militari furono
ricoverati. A seguito di tale evento molti militari della brigata (circa
400[1]) sia della Scuola che operativi, sia ufficiali che sottufficiali,
decisero di vendicare l'aggressione dei commilitoni.
Durante le ore pomeridiane venne organizzata una spedizione punitiva,
che nelle intenzioni doveva essere contenuta, nei confronti del gruppo
che aveva aggredito i due militari, ma in poco tempo fuori dalla SMIPAR
erano presenti centinaia di paracadutisti in divisa[2]. Gli ufficiali
presenti (tra i quali non figuravano i vertici del reparto, che non
erano a conoscenza dei fatti come poi si seppe) diedero ordine di
inquadrarsi e spontaneamente, poich� non si trattava di un evento
ufficiale, il reparto si mise in marcia verso il bar nel quale era
avvenuta l'aggressione. I par�, una volta in marcia, iniziarono a
calcare il passo e ad intonare i canti della Brigata oltre all'urlo di
reparto[3]; si rifer� di aver sentito anche canti fascisti, cosa che non
fu mai smentita[4].
Giunti nei pressi del bar alcuni pisani a bordo di ciclomotori o a piedi
iniziarono ad insultare il reparto mantenendosi per� a debita distanza
dalla formazione; in seguito a ci�, le righe si sciolsero
improvvisamente ed i militari si lanciarono verso questi. Solo uno di
questi richiese di essere portato al pronto soccorso date le ferite. Il
reparto si ricompatt� presto e continu� a marciare, ma a quel punto
intervennero le forze dell'ordine. Alla richiesta di fermarsi, i
paracadutisti diedero ben poca importanza, tanto da costringere la
Polizia a richiedere l'intervento dei reparti antisommossa[5]. Si
riferisce che il reparto antisommossa decise di iniziare a caricare
contro il reparto in marcia; alla vista di questo molti dei militari
presenti si sfilarono il cinturone in dotazione e, mimando una
controcarica, fecero arretrare i reparti della Polizia. Il reparto
continu� a marciare e dinanzi a loro le pantere della Polizia poterono
arretrare lentamente per evitare altri disordini con la popolazione.
Ancora non � chiaro il perch�, ma sta di fatto che dopo poco tempo il
reparto rientr� sotto ordine degli ufficiali presenti in caserma[6].
Il giorno seguente i vertici del Reparto e l'ispettore delle armi di
Fanteria e Cavalleria, generale Alvaro Rubeo, decisero di fare visita
alla SMIPAR. Tutti i militari che avevano partecipato all'episodio
furono puniti[senza fonte].
Questo episodio non fu l'unico che vide coinvolti i paracadutisti in
risse con giovani pisani. Nel febbraio 1992, a seguito di un litigio tra
un giovane pisano ed un paracadutista fiorentino nel quale il pisano
avrebbe avuto la peggio, duecento giovani locali il giorno dopo diedero
indiscriminatamente la caccia ai paracadutisti in libera uscita, al
grido di "terroni", "fascisti", "sporchi fiorentini". Il fatto si
stemper� dopo la visita del sindaco dell'epoca, Sergio Cortopassi, che
port� la solidariet� della citt�, espressa anche da numerose telefonate
in caserma, contro quello che defin� "un atto di teppismo".[7]