Alla forca!
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questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Alla forca!
"massivan"
Sei dello Stato Pontificio?
La vuoi smettere di lottare gli atei? me li spettini tutti.
--
"Che abbia voce o no, il popolo puo' essere sempre portato al volere dei
capi. È facile. Tutto quello che dovete fare e' dir loro che sono attaccati,
e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e in quanto espongono
il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi."
(Hermann Goering) <<< Sig. heil!
scatenerò un vespaio, come si dice...ma voglio dir la mia sugli "atei"....se
davvero esistono,poi...
Dato per scontato che esista l' ateo vero, totale. Non crede all' esistenza
di nessun Essere Superiore all' Uomo, perchè ateo ciene dal termine greco
a-alfa privativa, teòs -divinità e quindi vuol dire questo, non non credere
alla Rivelazione , alla Genesi, Numeri, Detereunomio, Ecclesiatica, Salmi,
agiografi, Vangeli..ecc..
Spesso le persone fanno una grandissima confusione fra ateo ed agnostico e
ancora..fra credenti di una piuttosto che un'altra religione.
L'ateo vero è colui che non crede che esista una Divinità Superiore e
Assoluta, Monadica e Perfetta al contrario della dualità umana: male-bene,
spirito- materia, fantasia e realtà, maschio femmina ecc, ecc...
Personalmente credo che un ateo sia terribilmente infelice e perennemente
insoddisfatto.
Perchè crede solo, in fondo, nella materia. Corruttibile, spesso ammalata e
nefasta per l' uomo, a qualcosa insomma di estremamente deprimente. E si
deprime o si intorbida in pensieri- che lui fa ovviamente originare solo da
reazioni chimiche cerebrali, sinapsi - con dubbi laceranti, come ho scritto
circa l' Odisseo dantesto e meglio ancora, di Alfred Tennyson, che lo
consumano e lo distruggono e lo rendono impossibilitato a godersi la realtà
e la esistenza in un modo accettabile e, se anche non accade spesso,
positivo.
Finisce di fatto nel nulla...perchè negando D-o, si nega poi tutto...ed è il
nichilismo rovinoso per se stessi e la società.
Io non sono atea. E provo per gli atei umana pìetas.
Luciana Cencioni
No Lucià, non ce ne frega un cazzo.
Molto gentile...grazie!!!!
:-))))
Ma insomma, parla per te. Non di solo mustodario vive il newsgroup :)
>Personalmente credo che un ateo sia terribilmente infelice e perennemente
>insoddisfatto.
Personalmente credo che tu sia una povera demente. Perché qui non si
tratta di "esprimere liberamente le proprie opinioni", come vai sempre
cianciando, ma di esprimere giudizi in merito alla vita di altre
persone basati sul niente. Anzi, sì: basate sulle proprie frègole
pseudoreligiose.
Io sono ateo. Anzi, no: ateissimo. E non sono mai stato così felice e
soddisfatto da quando lo sono diventato. Ho una vita felicissima e
sono soddisfatto delle mie cose. A volte, come tutti, sono triste. Ho
i miei pregi, i miei difetti, le mie paure, i miei dubbi. Ma da tutte
queste cose, Dio, dèi, religioni, "spiritualità", "trascendentalismo"
e tutte queste altre baggianate che rappresentano la più trista
invenzione del genere umano, sono state espulse. Non ci sono più.
Oplà!
So bene che ai cosiddetti "credenti" questa cosa pare impossibile. E,
ti dirò e vi dirò: ne sono anche ben lieto! Perché, vedi, io credo che
un "credente" sia terribilmente, come dire, perverso. Uno che delega
tutta la propria vita ad un essere "soprannaturale", che dovrebbe
guidare i suoi atti, i suoi pensieri, il suo destino; ma che goduria,
accidenti. Non solo: uno che non concepisce che si possa vivere
benissimo senza quel suo "dio", e senza le "morali", i "dogmi", i
"precetti" e quant'altro che vi sono stati costruiti sopra. Non per
niente, la figura dell' "ateo insoddisfatto" è uno dei cavalli di
battaglia dei "credenti".
Vorrei, se possibile, contribuire a togliertelo dalla testa. Ma, del
resto, è notorio che dalla tua testa, un giorno, è stato tolto tout
court il cervello. Prega, vai, grossetana, prega.
--
*Riccardo Venturi* <vent...@katamail.com>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
*0041 78 623 99 86
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io non so perchè ti sei fatta un'idea così negativa sull'ateo...
per me invece sono persone che non credendo a niente di divino
ma su se stessi e nell'umanità (sono fiduciosi...)
quindi non attribuiscono nessuna colpa agli altri ma solo su se stessi
responsabilizzandosi da soli
non hanno bisogno di trovare delle scuse
come i cristiani o gli islamici per fare una guerra
e non è una cosa negativa
Perche' questo scontro tra cristiani e atei? io mi ritengo agnostico (non
so e non posso sapere), credente (anche se non so credo), E ateo
(metticaso che sbagliassi mi cambia poco la vita). Cerco di spiegarmi.
Data per scontata l'indimostrabilita' per definizione del dio cristiano,
in quanto trascendente, ho provato a considerare l'ipotesi che
non esista e a costruirmi un'etica derivante da tale ipotesi.
Infatti, indipendentemente dal perche' si esista e da una eventuale
punizione divina, esiste nella mia testa il concetto di "giusto".
Ora se uno fa a meno di Dio cosa usa come metro di giudizio? Essendo un
organismo vivente, mi concentro sul fenomeno vita. In mancanza di Dio la
vita non puo' essere che una forma di organizzazione della materia,
generata dal caso ed evolutasi nel mostro di complessita' di cui facciamo
parte.
In mancanza di dio, e forse anche in presenza di un dio che si limita al
big bang, la vita e' semplicemente "quella cosa che tende ad esistere". E'
una tendenza non a priori, e' una caratteristica che deriva dalla
selezione alla quale la materia e' sottoposta dal tempo, mi spiego:
Se ci sono l'accozzaglia di atomi A e quella B, A e stabile B no, chi
delle due ha piu' possibilita' di protrarre la sua esistenza nel tempo? A
Se C e' stabile e rispetto ad A in piu' tende ad espandersi ("crescere"),
come ad esempio un cristallo? "vince" C.
Se D e' come C e in piu' anche i suoi elementi hanno la possibilita' di
espandersi indipendentemente uno dall'altro ("moltiplicarsi")? vince D
Se E e' come D e in piu' gli elementi si replicano in forme lievemente
dissimili, una delle quali puo' esser piu' adatta delle altre a variazioni
ambientali("popolare la Terra")? vince E
Se F e' come D e in piu' ha una "data di scadenza" inerente (la
mortalita') che permette un maggior ricambio generazionale tra gli
individui? vince F
E cosi' via per molte se non tutte le caratteristiche della vita come la
conosciamo.
Questo apparentemente dovrebbe portare alla giustificazione della legge
della giungla. Vinca il migliore e si fotta il peggiore, senza scrupoli.
Pero' questo non e' un vantaggio per il fenomeno vita, ma solo per il
singolo individuo. E' miopia. Oppure e' un caso che altri animali,
guidati da un istinto che si e' raffinato in milioni di anni, si
comportino in un certo modo? Il leone sbrana la preda ma se e' sazio se
ne sta all'ombra a scopare. Insomma la storia e' diversa da quella
ipercompetitiva che viene spacciata per legge della jungla.
Inoltre c'e' un particolare della razza umana che manda totalmente la
legge della jungla in pensione: l'uomo domina grazie a scienza e
tecnologia, che non e' un patrimonio del singolo individuo ma e'
arbitrariamente condivisibile e accrescibile. Non c'e'
quindi nessuna ragione perche' si debba selezionare gli individui "piu'
adatti" in maniera competitiva, ne' in base alla forza, ne' in base alle
capacita' intellettuali. Infatti il prossimo salto tecnologico in avanti
puo' benissimo arrivare dalle intuizioni di un paraplegico dal quoziente
di intelligenza medio. Basta che si applichi e si metta a studiare o che
abbia un colpo di culo come quello che ha permesso la scoperta della
penicillina.
Tornando in topic e mandata in pensione la legge della giungla,
l'obiettivo di me, ateo, organismo vivente, e' di "portare avanti" il
discorso, ovvero di far progredire il fenomeno vita. E' una scelta un po'
arbitraria, ma e' anche quella piu' in armonia con quello che il mio
essere e' programmato per fare da millenni di evoluzione.
La cosa non e' priva di dilemmi, ma in generale l'obiettivo e' quello di
garantire al maggior numero possibile di esseri viventi la possibilita' di
esistere per il tempo piu' lungo possibile. Non mi pare una cosa
incredibile e non l'ho neanche inventata io.
Di qui scaturiscono scelte quotidiane anche banali, che pero' alla fine
non sono quasi mai in contraddizione coi precetti cristiani. Diciamo che
il cristianesimo mette dei limiti in piu', e che il cattolicesimo ne
rimuove alcuni e ne rafforza altri.
Ma ripeto, nella vita quotidiana, come esisteva la civilta' (e che
civilta') prima di Cristo, cosi' i cristiani non possono trincerarsi
dietro un "senza di noi il nulla" anche se ne sono convinti intimamente,
come ne sono convinto io, visto che tutto il discorso che ho fatto e' un
mio percorso personale che non e' necessariamente patrimonio degli altri
atei.
Il dovere primo dei cristiani non e' quello di andare a dire
agli atei se sono depravati o nel giusto o cosa devono fare o no.
Il dovere primo dei cristiani e' annunciare la Resurrezione ed essere
testimoni viventi della loro fede. E' essere il Regno di Dio sulla terra.
Tutto il resto puo' starci, possiamo benissimo permetterci di sparlare su
tutto, ma se ci limitiamo a quello siamo noi i falliti.
PS: se i credenti pensano che tutto questo sia eccessivamente favorevole
agli atei, ricredetevi: ho portato loro la cencioni in xpost.
> Subject: Re: Atei depravati
> From: 3573 bytes free <re...@0.0.0.0>
> Newsgroups: it.politica,it.cultura.ateismo
> User-Agent: Pan/0.14.2.91 (As She Crawled Across the Table (Debian
> GNU/Linux))
>
> On Fri, 26 Aug 2005 19:11:49 +0000, Staff Luci wrote:
>
> Perche' questo scontro tra cristiani e atei? io mi ritengo
> agnostico (non so e non posso sapere), credente (anche se non so
> credo), E ateo (metticaso che sbagliassi mi cambia poco la vita).
Ho capito: tu in realtà, sei un fottuto doroteo...
;-)))))))))
Bye
Il GecKo
--
Quanto più è priva di chiaroscuri la sua visione e quanto più netti
sono i suoi giudizi - e quanto più se li conferma in base a ciò che
vede in altri popoli ed altre religioni - tanto più quella cultura è
esterna a se stessa e immersa nel sonno.
J.Hillman
Un terribile amore per la guerra
Un fulgido esempio di giornalismo peracottaro
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/030515/4et0b.tif
> Perché, vedi, io credo che
> un "credente" sia terribilmente, come dire, perverso. Uno che delega
> tutta la propria vita ad un essere "soprannaturale", che dovrebbe
> guidare i suoi atti, i suoi pensieri, il suo destino; ma che goduria,
> accidenti.
Critichi la trollona e fai come lei?
E poi, cosa intendi per guidare? Puo' orientare come fa un faro, ma la
liberta' al timone e' teologicamente irrinunciabile.
Puoi anche vederla come dei limiti in piu'. Quelli, per la verita'
abbastanza poco desumibili dai Vangeli (quante persone ha sposato
Cristo?, per dirne una) alla sessualita' sono in effetti fonte di
frustrazione. Io personalmente salto a pie' pari i discorsi sulla
verginita' (che essendo cosa fisica e irreversibile va contro la liberta'
di perdonare che l'eventuale Onnipotente cristiano ha) e anche quelli sul
quanto si deve scopare, come e con chi. Ritengo necessario e sufficiente
amare chi ci si porta a letto.
Il problema e' che tu vedi limiti dove un cristiano vede conseguenze
necessarie di un sistema di valori. Anche la tua etica ti proibisce di
uccidere indiscriminatamente, presumo. Lo vivi come un limite?
D'altra parte il bigottismo e' obbedienza cieca, e il Cristo dei vangeli
mi pare poco tenero con i farisei.
>Critichi la trollona e fai come lei?
Vedi, ci sono delle cose che hanno notoriamente il potere di farmi
venire il sangue agli occhi. Questa č una di quelle. Che ci sia di
mezzo una trollona o chiunque altro. Ci sono semplicemente delle cose
sulle quali non sono disposto a transigere, da chiunque provengano.
Sul resto delle cose che dici, mi spiace dirti che non mi attengono.
Tutto qui. Ho sicuramente la mia etica. Ho ancor pił sicuramente le
mie contraddizioni. Me le vivo, del resto, come mi pare.
Salut,
--
*Riccardo Venturi* <vent...@katamail.com>
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
So er an īr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
> Sul resto delle cose che dici, mi spiace dirti che non mi attengono.
> Tutto qui. Ho sicuramente la mia etica. Ho ancor più sicuramente le
> mie contraddizioni. Me le vivo, del resto, come mi pare.
>
Ti ripeto, se pensi che il cristiano sia passivamente guidato da Dio,
sbagli. Su tutto il resto puoi avere l'opinione che vuoi.
>Ti ripeto, se pensi che il cristiano sia passivamente guidato da Dio,
>sbagli. Su tutto il resto puoi avere l'opinione che vuoi.
Ritengo che ognuno abbia la libertą assoluta. Anche quella, se vuole,
di farsi guidare passivamente dal suo dio. Basta che non mi rompa i
coglioni, e soprattutto che non mi consideri un "infelice" o un
"insoddisfatto", perché da questo nasce tutta la questione (anche se,
ovviamente, bisogna sempre considerare da chi č provenuta). Per il
resto, mi sta tutto bene a livello di convinzioni personali. Diverso č
il discorso quando si parla di religioni come istituzioni e chiese.
> Il /26 ago 2005/, *3573 bytes free* ha scritto:
>
>> Subject: Re: Atei depravati
>> From: 3573 bytes free <re...@0.0.0.0>
>> Newsgroups: it.politica,it.cultura.ateismo
>> User-Agent: Pan/0.14.2.91 (As She Crawled Across the Table (Debian
>> GNU/Linux))
>>
>> On Fri, 26 Aug 2005 19:11:49 +0000, Staff Luci wrote:
>>
>> Perche' questo scontro tra cristiani e atei? io mi ritengo
>> agnostico (non so e non posso sapere), credente (anche se non so
>> credo), E ateo (metticaso che sbagliassi mi cambia poco la vita).
>
> Ho capito: tu in realtà, sei un fottuto doroteo...
Per stare nella dicci' bisognava essere completamente atei, mi spiace.
> Personalmente credo che un ateo sia terribilmente infelice e perennemente
> insoddisfatto.
> Perchè crede solo, in fondo, nella materia. Corruttibile, spesso ammalata e
> nefasta per l' uomo, a qualcosa insomma di estremamente deprimente.
Non ho mai visto la neve che pianga o il sole che sorride, mentre ho
visto molte persone che si arrabbiavano perchè pioveva e che avevano
incidenti perchè camminavano sulla neve ghiacciata. La materia non è
deprimente, ma è l'idea che tu hai della materia, non ci sono roccie
che ridono o che piangono, nemmeno vallate che arrangiano in un
pomeriggio d'estate una commedia del Goldoni. Io credo che tu abbia
qualche grosso problema di evacuazione mattuttina.
> E si
> deprime o si intorbida in pensieri- che lui fa ovviamente originare solo da
> reazioni chimiche cerebrali, sinapsi - con dubbi laceranti,
Dubbi sulla materia? Se vivi in un terreno arido avrai il dubbio se le
tue azioni saranno corrette per avere delle piante, oppure se l'acqua
che ha dato per inaffiare le piante sarà trattenuta dal terreno, ma
che il terreno intorbidisca i pensieri è solo relativo alle
aspettative che tu vuoi farti della materia.
Tu dai troppa importanza a ciò che sta fuori di te e poca a quella che
invece c'è in te. E' probabile che tu sia una persona logorroica,
incapace di comunicare e nella sua prevaricazione tu non stai bene con
i tuoi pensieri e non sarà certamente la tua bibbia o il tuo rabbino a
tirarti fuori dalla palude delle tue esternazioni.
> come ho scritto
> circa l' Odisseo dantesto e meglio ancora, di Alfred Tennyson, che lo
> consumano e lo distruggono e lo rendono impossibilitato a godersi la realtà
> e la esistenza in un modo accettabile e, se anche non accade spesso,
> positivo.
Ma ti sei sfracellata il cranio adosso a qualche pensiero più grande
di te? Chi ha mai detto che la materia distrugge l'uomo, forse il
contrario, è l'uso della stessa che ne fa l'uomo. Hai mai visto un
leone sbranare 1000 gazzelle e mangiarsele tutte?
> Finisce di fatto nel nulla...perchè negando D-o, si nega poi tutto...ed è il
> nichilismo rovinoso per se stessi e la società.
Volvi dire negando dio, e dillo sto canile di nome. Prova ad essere
meno schiava di concetti e di formalismi e di capire che i cristalli
molto spesso sono belli da vedere, ma molto fragili.
Inoltre il nichilismo rovinoso non è quello che nega l'esistenza di
dio, ma quella dell'uomo e siccome quest'ultimo è privo, il più delle
volte, perchè coercitivamente privato, della capacità di critica e di
dubbio, allora si è inventato l'esistenza di qualche cosa di esterno a
lui così' da giustificare ogni azione ad opera di un dio...cazzo che
comodo, no? Ogni cosa è opera di dio e anche se ti ammazzo 6milioni di
ebrei è la volontà di dio? Ma che cazzo di ragionamento può essere
mai questo? Anche se squarto qualche migliaio di palestinesi a Shabra e
Shatila è opera di dio, no? Insomma tutte le azioni, belle o brutte
che si voglia sono opera di dio e con questa manfrina da vero impostre,
ti inculo l'intera umanità...alla faccia del dio omnicompresnivo!!!!
Ma dimenticavo che il suddetto grassatore, leggasi mosè, ha definito
che non tutti avranno il castigo di dio...che strano dio è questo, fa
distingui tra le sue creature...mah, misteri delle fedi.
> Io non sono atea. E provo per gli atei umana pìetas.
Anch'io non sono ateo, ma provo ribrezzo per ebrei, cattolici,
mussulmani e per qualsivoglia religione il cui compito sia quello di
sacrificare l'uomo.
Mi fanno tutte schifo e sono ributtanti e non hanno la benchè minima
conoscenza di che misura e in che misura sia possibile essere in
equilibrio con quello al quale tutti apparteniamo ed è proprio in
questa ignoranza che si attua la secolare decimazione dell'uomo.
Pin
> Io non sono atea. E provo per gli atei umana pìetas.
"massivan"
Facciamo la prova del contrario:
secondo te, a dio importerebbe
di essere creduto?
Veramente io son un'artista:pittrice,scrittrice,poetessa e quindi vivo in un
mondo dove l'uomo e la donna "comuni" non hanno accesso,neppure se
scienziati ,commercialisti, politici, medici, avvocati supertitolati
e...ecco a te, se sei in grado, con la tua mente, di capire.
Alle offese di Serg e altri non rispondo più. Me li caco dalla mia
superiorità
Mi pare che troppi politici,quando sono al Governo, invece di esseri sobri e
severi si dedichino con abbandono totale al giocare con le possibilità.
Cos'è la possibilità? Molti concetti. Che si può in senso assoluto, che si
può giocare in ogni modo,senza mai prendere una decisione chiara ,netta,
univoca.
E' insomma come se lor Signori fossero perennemente sospesi,esseri liberi di
avere quindi un potere infinito, un gioco incessante con innumerevoli forme
di esistenza e apparenza.
Posso dire, per far piacere a coloro che usano a sproposito la parola ed il
concetto, che la possibilità esplica il suo potere demoniaco e terribile
nella lotta alla sua antagonista dichiarata: la realtà.
Lo capisco come artista:la possibilità ha un aspetto avvicente, molto più
che la realtà, è esteticamente superiore ad essa ed è la possibilità che
permette all' artista di avere fantasia, inebriarsi e sublimarsi, come
diceva Baudelaire,e far sì che nel mio intimo,da artista, io abbia insieme
inferno e paradiso,partorire una immagine paradisiaca e pure dalla stessa
un'immagine orrida ,deformata,visto che nella possibilità la fantasia ricca
di un artista può creare,inventare tutto ed il contrario di tutto.
Per noi artisti,certe volte, il mondo esterno diviene un occasione, un gioco
contro cui confrontare la nostra possibilità infinita. Tutto il gioco,
allora , nel momento di essere artisti è un poetico, seducente ,intimo
arbitrio che può abbracciare tutto, dalle cose più insignificanti a quelle
più importanti, perchè in fondo per un artista nulla ha vera consitenza
eppure tutto esiste nella possubilità del nostro potere fantastico.
Ma i politici possono permettersi questo gioco della possibilità che per
noi, a volte tanto più pazzo e meglio è per creare??? Perchè il "regno
delle possibilità" si allarga a dismisura, per il nostro io e nulla poi
,senza necessità, senza dover ubbidire a niente, diviene ed è realtà.
Il Politico, il Governante, Il Presidente, L' Amministratore non può -e non
dovrebbe- permettersi il gioco delle possibilità.
Diversamente dall' artista è tenuto, obbligato a restare attinente alla
realtà e prendere decisioni, scegliere fra le poche possibilità che i freddi
numeri o situazioni lasciano, senza abbandonarsi, nè poter farlo, alla
possibilità e alla fantasia. Deve prendere una decisione. Deve dare una
parola, deve stare da una parte.
non può pensare, come invece succede spesso e volentieri, che è possibile
valutare diverse possibilità, che lui ha il potere di farlo, lasciando
sospeso in eterno se stesso di fronte ad una realtà che invece, per
elezione, è perentoriamente chiamato a vedere, rispettare e con la quale
deve confrontarsi direttamente.
Senza lasciarsi andare, per vigliaccheria, opportunismo, ironia,ad essere
emigrante perenne della realtà ,libero di poter esserlo, perchè eletto al
potere, in senso assoluto, di fare tutto ciò che vuole.
Ma questo a me sembra invece che succeda.
Luciana Cencioni
Il resto che scrivi è...idiozia totale, fuori luogo, come al solito.
la mia risposta è sopratutto nell' ultimo concetto del mio articolo.
Chi mi dà della paranoica, chi dell' idiota, chi della mignotta, chi della
malata di mente.
Io mi faccio belle risate alla faccia vostra e sapete perchè?? Perchè
offende solo la verità...e niente di questi gentili aggettivi sostantivati
che scrivete mi appartiene.
Allora vorrei parlarVi, Signori e Professori, Psicologhe e Avvocati, ecc..di
uno dei miti religiosi dell' Occidente,figlio Zeus, che compì vari prodigi
nella sua vita terrena, discese agli Inferi ed infine ascese all' Olimpo per
sedersi alla destra di Zeus. Sto parlando di Eracle- Ercole per i latini-
tanto somigliante al Gesù dei Vangeli da far dire all' apologista Giustino :
è stato un precusore del Cristo.
Spero che la storia della nascita di Eracle-da Zeus ed Alcmena- ed il
successivo odio geloso di Era-o Giunone latina- che inviò due serpenti nella
sua culla, sia nota a tutti. Come le sue docici fatiche,che portano appunto
il suo nome, simboleggiano lo Zodiaco.
Una delle dodici fatiche fu quella della conquista dei tori di Gerione,un
gigante con tre corpi che regnava in Spagna. Giunto a Gibilterra Eracle
spezzò una montagna in due e segnò così -le famose colonne d' Ercole- i
confini invalicabili per l' essere umano.
Fu Odisseo- Ulisse alla latina- che secondo Dante, riprendendo molto
liberamente una profezia di Tiresia nell' Odissea, a varcare questo confine.
La temerarietà dell' impresa consterà la vita a lui ed i suoi compagni di
viaggio.
Questo finale analogo al dantesco Odisseo fu ripreso nell' Ottocento dal
poeta inglese Alfred Tennyson, nel suo Ulysses. Qui Odisseo scampa alla
morte, ma torna a casa vecchio, provato, stanchissimo fisicamente e
mentalmente.
In tutte le versioni,quindi, Odisseo è l'eroe della conoscenza de" li vizi
umani e del valore",il viaggiatore che tutto vorrebbe sapere e tutto
sperimentare. In Omero è scaltro, sagace, ma trova appagamento nel ritorno
ad Itaca, In Dante e Tennyson, al contrario, ci è proposto quasi come un
fanatico, un posseduto, un incosciente,in fondo, che rischia la propria vita
per una meta impossibile: il raggiungimento del sapere ultimo e totale.
Potrei dire che oggi, nella nostra società-come anche altri,oltre me,
sostengono-l'accademico,il ricercatore che si dedica maniacalmente al
"questo" lavoro è un novello Ulisse dantesco o tennysiano. Perchè come Kant
ha dimostrato- ed anche Godel,voler per forza conoscere le verità ultime
trascendenti o le verità ultime della ricerca porta poi al naufragio
intellettuale,finendo sempre per scendere negli abissi della contraddizione
e sopratutto arrivare al punto maledetto di affondare nel vuoto, logico e
umano.
Fortunatamente alcuni scienziati e accademici "normali" si sono fatti
illuminare da Kant, concentrandosi su lavori specifici e lasciando le
problematiche del trascendente, le analisi del paradosso, la scomposizione e
adattamento di una questione per arrivare all' impossibile conoscenza ultima
solo alle menti dei teòlogi o ,troppo spesso ultimamente, ai ciarlatani in
pessima malafede.
Luciana Cencioni
> Data per scontata l'indimostrabilita' per definizione del dio cristiano,
> in quanto trascendente, ho provato a considerare l'ipotesi che
> non esista e a costruirmi un'etica derivante da tale ipotesi.
> Infatti, indipendentemente dal perche' si esista e da una eventuale
> punizione divina, esiste nella mia testa il concetto di "giusto".
>
> Ora se uno fa a meno di Dio cosa usa come metro di giudizio?
Posso consigliarti di leggere, se non lo hai fatto, Liberazione Animale
di Peter Singer e i suoi libri seguenti (ad esempio Etica Pratica,
Ripensare la vita, La vita come si dovrebbe) che parlano di un'etica
consequenziale (alla sua prima più importante opera) che non ha bisogno
di un dio per funzionare (anzi, forse funziona solo se Dio ed i dogmi
religiosi non esistono - l'anima, per esempio)?
Piero
loro dicono che dio e' un essere di infinita' bonta', come
potrebbe mai punire qualcuno?
--
"La presunzione di alcuni di aspirare ad una vita eterna, dovrebbe gia'
bastare a renderli indegni di essa; certo e', comunque, che basta a
renderli indegni di questa vita." (Giovanni Soriano)
> Mi pare che troppi politici,quando sono al Governo, invece di esseri sobri e
> severi si dedichino con abbandono totale al giocare con le possibilità.
> Cos'è la possibilità? Molti concetti. Che si può in senso assoluto, che si
> può giocare in ogni modo,senza mai prendere una decisione chiara ,netta,
> univoca.
Ma stai parlando a qualche politico?
> Lo capisco come artista:la possibilità ha un aspetto avvicente, molto più
> che la realtà, è esteticamente superiore ad essa ed è la possibilità che
> permette all' artista di avere fantasia, inebriarsi e sublimarsi, come
> diceva Baudelaire,e far sì che nel mio intimo,da artista, io abbia insieme
> inferno e paradiso,partorire una immagine paradisiaca e pure dalla stessa
> un'immagine orrida ,deformata,visto che nella possibilità la fantasia ricca
> di un artista può creare,inventare tutto ed il contrario di tutto.
Confondi in maniera estrema tra possibilità e realtà. Ciò che è
possibile a volte non è reale e ciò che è reale molte volte è
impossibile. Questo perchè c'è differenza tra il possibile e il
reale. Sia l'uno che l'altro sono frutti della nostra immaginazione e
non appartengono al mondo delle cose. Quello che ritieni possibile è
quello che ti permette di arrivare oltre le tue possibilità o oltre
l'immaginazione collettiva, mentre quello che è reale è il più delle
volte tutto ciò che si rietiene di comune visione, ma come già detto,
il più delle volte ciò che consideriamo reale è solo una costruzione
della nostra fantasia materialistica.
Cosa c'entri questo con quanto scritto nel post precedente, non lo so.
> Il resto che scrivi è...idiozia totale, fuori luogo, come al solito.
E' probabile che guardi molti argomenti dal buco della tua sessualità
anzichè con la tua femminilità, se ce l'hai.
Pin
3573 bytes free wrote:
>
> On Fri, 26 Aug 2005 19:11:49 +0000, Staff Luci wrote:
>
> Perche' questo scontro tra cristiani e atei? io mi ritengo agnostico (non
> so e non posso sapere), credente (anche se non so credo), E ateo
> (metticaso che sbagliassi mi cambia poco la vita). Cerco di spiegarmi.
>
> Data per scontata l'indimostrabilita' per definizione del dio cristiano,
1° obiezione:
Dio non è discendente dal fatto di una etichetta apposta da qualcuno
Né la dimostrabilità è impossibile.
Se non ne fossi convinto ... chiedimi pure la forma matematica.
> in quanto trascendente,
2° obiezione:
Dove hai letto che è (solo) trascendente?
Se fosse semplicemente (solo) "trascendente" gli mancherebbe qualcosa,
la sua possibilità di essere -per esempio- anche immanente! Quindi non
sarebbe né completo, né onnipotente.
> ho provato a considerare l'ipotesi che
> non esista e a costruirmi un'etica derivante da tale ipotesi.
3° obiezione:
E' una soluzione di ripiego.
Se infatti fossi certo che esiste, non sarebbe uno strano teatro, il
tuo?
> Infatti, indipendentemente dal perche' si esista e da una eventuale
> punizione divina, esiste nella mia testa il concetto di "giusto".
4° obiezione:
Ciò ti fa onore. Visto che dai per scontato che accedi al concetto di
giusto. Ma non ti poni "giusto rispetto a che"? Basterebbe dire "giusto
rispetto al vero"!
D:
Ma quando si ha il vero?
R:
Quando si sanno tutti i fatti!
D:
E come si fa a sapere tutti i fatti?
R:
Bisogna ipotizzare un ente (O-mega) riconoscibile tramite la procedura
di includere ogni ente (O-micro).
Ho seguito con attezione il tuo ragionamento "free"
La verità ti farà libero, continua a cercarla!
"A chi bussa infatti sarà aperto e a chi chiede sarà dato".
Sono parole apparentemente usurate dal tempo, il fatto di bussare etc,
ma prova ad applicarle e avrai delle sorprese ...
: - )
L
>> Infatti, indipendentemente dal perche' si esista e da una eventuale
>> punizione divina, esiste nella mia testa il concetto di "giusto".
>
> loro dicono che dio e' un essere di infinita' bonta', come
> potrebbe mai punire qualcuno?
Premetto che quello che intendevo dire e' che non ci si puo' fare domande
sull'etica solo in funzione della punizione divina, ovvero comportarsi
bene solo perche' senno' si finisce all'inferno. Anche i credenti
presumono che sia necessaria una convinzione intima.
Altra premessa, credendo per fede ad un Dio infinitamente buono (e
giusto), e a un figlio che, nuovo testamento alla mano, dice "Non
giudicate e non sarete giudicati", mi pare che i cristiani tendano troppo
spesso a elucubrare sulle punizioni che solo Dio puo' determinare,
peccando in questo modo di superbia. Sarebbe meglio limitarsi a far notare
alla gente perche' si ritiene che stia commettendo un peccato.
Detto questo, quello a cui penso io e' che componendo l'infinitamente
buono e l'infinitamente giusto l'ipotetico Dio cristiano potrebbe
allontanare (metafisicamente) da se' solo chi lo rifiuta una volta
conosciutolo. Una forma di rispetto della liberta' di chi non accetta la
sua autorita'. Ovviamente chi si trova nella posizione di non poter mai
sconfiggere il Dio suo nemico, non credo sara' mai sereno...
NB: il non riconoscere Dio non vuol dire essere atei o buddisti.
Ho anche un'altra teoria in parziale contraddizione, sulla possibilita'
che la "vera vita" non sia una possibita' insita in tutti gli uomini.
Ovvero che esistano esseri incapaci di far parte di qualunque cosa sia il
Paradiso. In questo caso negare loro il paradiso vuol dire non dare la
vita eterna a chi gia' non e' veramente vivo. (per capire cosa significhi
essere veramente vivo bisognerebbe essere reduci dal
paradiso quindi non azzardo ulteriori spiegazioni).
Indipendentemente dalla bonta', non "si cava sangue dalle rape".
> Per un nonnulla, per 4 finocchi
> infiltrati della chiesa date
> dei depravati a noi che culturalmente
> lottiamo gli atei perchè sono depravati
> specie se finocchi.
> Alla forca!
Ti vedo meglio nel combattimento contro la lingua italiana,
sinceramente.
saluti
marco minardi
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Chissa' perche', ho la sensazione che lui cerchi da un pezzo e sappia cosa
cercare, e tu invece creda di aver trovato.
--
Jolly
Eppure, dal suo punto di vista, fa bene a parlare in quel modo.
Essere convinti della Verita' non vuol dire necessariamente imporla agli
altri, sbagliando.
>> Data per scontata l'indimostrabilita' per definizione del dio cristiano,
>
> 1° obiezione:
> Dio non è discendente dal fatto di una etichetta apposta da qualcuno
Infatti io parlo della definizione del dio cristiano, essere trascendente.
Non puoi avere esperienza di alcunche' di trascendente o non sarebbe
trascendente. O no?
Sul fatto che anche nel cristianesimo si parli di una certa immanenza,
salterei il discorso a pie' pari, vedi sotto.
> Né la dimostrabilità è impossibile.
> Se non ne fossi convinto ... chiedimi pure la forma matematica.
Son curioso.
>> in quanto trascendente,
>
> 2° obiezione:
> Dove hai letto che è (solo) trascendente?
Infatti non lo implicavo. Basta che sia Anche trascendente.
> Se fosse semplicemente (solo) "trascendente" gli mancherebbe qualcosa,
> la sua possibilità di essere -per esempio- anche immanente! Quindi non
> sarebbe né completo, né onnipotente.
Premesso che da quello che capisco Dio e' in effetti anche immanente, la
tua giustificazione mi sembra forzata. Onnipotenza significa poter fare
tutto, non fare tutto. Oppure io posso dire che un dio che e' solo amore e
non anche odio invidia etc e' un dio ne' completo ne' onnipotente.
>> ho provato a considerare l'ipotesi che
>> non esista e a costruirmi un'etica derivante da tale ipotesi.
>
> 3° obiezione:
> E' una soluzione di ripiego.
Certo! Se non credi a un punto di riferimento assoluto l'etica che
costruisci e' relativa, a te, al percepito buon senso, etc.
D'altra parte, visto che e' un'etica che devo principalmente applicare a
me stesso, non mi pare scandaloso che sia relativa.
Sulle conseguenze sociali che etiche autocostruite possono avere non
inizio neanche il discorso, visto che si parla di ipotesi praticamente mai
avvenute nella storia umana.
> Se infatti fossi certo che esiste, non sarebbe uno strano teatro, il
> tuo?
Infatti, Credere mi pare diverso dall'esser certo.
Ma anche se fossi certo, cosa mi impedisce di comparare sistemi etici di
origine diversa per esaminarne differenze e parallelismi?
>> Infatti, indipendentemente dal perche' si esista e da una
eventuale
>> punizione divina, esiste nella mia testa il concetto di "giusto".
>
> 4° obiezione:
> Ciò ti fa onore. Visto che dai per scontato che accedi al concetto di
> giusto. Ma non ti poni "giusto rispetto a che"? Basterebbe dire "giusto
> rispetto al vero"!
Il concetto e' infatti relativo a quello che il mio personale encefalo
osserva come giusto o meno.
> D:
> Ma quando si ha il vero?
>
> R:
> Quando si sanno tutti i fatti!
>
> D:
> E come si fa a sapere tutti i fatti?
>
> R:
> Bisogna ipotizzare un ente (O-mega) riconoscibile tramite la procedura
> di includere ogni ente (O-micro).
Eh pero' dire "Bisogna" mi sembra un po' forte. Senza sapere "com'e'
implementato" l'universo non si puo' sapere come e' possibile sapere
tutto. D'altra parte la tua e' un'ipotesi, e quindi ci sta.
> Ho seguito con attezione il tuo ragionamento "free"
> La verità ti farà libero, continua a cercarla!
>
> "A chi bussa infatti sarà aperto e a chi chiede sarà dato".
>
> Sono parole apparentemente usurate dal tempo
> ma prova ad applicarle e avrai delle sorprese ...
Da credente non mi sorprendo affatto ;)
3573 bytes free wrote:
>
> > Né la dimostrabilità è impossibile.
> > Se non ne fossi convinto ... chiedimi pure la forma matematica.
>
> Son curioso.
>
Ecco la esposizione, ti cito il post:
(così puoi anche vedere il 3d su google)
Subject: Re: Evoluzione [la quadratura del cerchio ...]
Date: Tue, 03 May 2005 22:11:22 GMT
From: L <parmeni...@yahoo.it>
Organization: [Infostrada]
Newsgroups: it.cultura.religioni
VR wrote:
> >Se ti consola pensare che non è una dimostrazione matematica
> >dell'esistenza di Dio ...
>
> Non mi consola. Solo che non e' che "latiti" la dimostrazione
> matematica... e ce ne siano altre. E' che non ce ne sono punto neanche
> una. Matematica o no.
>
> >Ma non questo si affermava:
> >Si affermava che il fatto che la realtà "evolva" -> non è una
> >dimostrazione della inesistenza di Dio!
>
> Questo e' un altro conto. Ma non e' minimamente una dimostrazione
> della sua necessità, ergo della sua esistenza.
>
> >Difatti abbiamo glissato su _come mai_ "evolva" ...
>
> Io no. Dove ho glissato?
>
> >: - )
>
> ;-)
>
> >> E chi ne sostiene l'esistenza deve dimostrarla lui.
>
> >Già fatto.
> >Te la sei persa?
> >Se ti manca te la riposto.
> >No problem.
>
> Riposta.. grazie.
... a gentile richiesta:
Lucky Luke wrote:
>
> Dio esiste?
Ip: Se Dio = YHWH
Tesi: la risposta è yes
> Si può dimostare la sua esistenza?
Yes, vedi[1]
> Cosa dimostrerebbe la sua esistenza?
La teoria degli insiemi ed Esodo 3,14 (la quadratura del cerchio ...)
> Cosa dimostrerebbe la sua inesistenza?
Essendo verificabile la precedente, tale ipotesi è infondata.
> Grazie.
[1]
Teorema dell'esistenza di Dio
Ipotesi 1: Sia Dio = YHWH, quindi <COLUI CHE E'>=L'ESSERE.
Ipotesi 2: Sia L'esistere un sottoinsieme dell'ESSERE.
Note def.:
(vedi vocabolario Zingarelli:
def.1: esistere
"da ex-sistere, 'levarsi (sistere) fuori (ex)', manifestarsi, apparire"
def.2: ESSERE
"ogni ente si dice che 'è' sia nel caso che si manifesti, sia nel caso
che non si manifesti nelle forme dell'esperienza quotidiana, ma a un
esame più approfondito".
Esempio: raggi nell'infrarosso invisibili ad occhio nudo, ma misurabili,
quindi essenti, anche se non appaiono ai sensi ordinari).
Tesi:
In Ipotesi 1 & 2 (sopra citate) -> Dio esiste.
Dimostrazione:
Dal concetto di insieme e di inclusione di un insieme in un altro,
discende la tesi.
Infatti:
se sono vere le ipotesi 1 & 2 sopra citate è confermata la tesi,
essendo l'esistenza un sottoinsieme dell'ESSERE.
cvd.
Il 29/8/05 01:15, nell'articolo pan.2005.08.29....@0.0.0.0,
"3573 bytes free" <re...@0.0.0.0> ha scritto:
Il 29/8/05 05:02, nell'articolo BF384775.C31F%rmcl...@blueyonder.co.uk,
"Riccardomustodario" <rmcl...@blueyonder.co.uk> ha scritto:
chi ha creato questa parola in italiano?.
e te che scavi nelle os cosa sei?.
sei un oste!
finalmente si magna direbbe il canniBBAlo!
--
Tra Woodoo dei Preti Cinesi e Leghisti noi del Sud stiamo proprio messi male
qualora volessimo proporre qualcosa d'originale.
face&Bene
rimudaSirePope
AdoremusComputerLuceInTerraStellare una realtà per far rinascere i morti
'Nhuè 'nhuè voglio a mammà & papà 'Nhuè 'nhuè DNA
> se sono vere le ipotesi 1 & 2 sopra citate è confermata la tesi,
Che e' una versione fatta male (perdonami) della piu' classica di
Godel/sant'Anselmo(agostino? al momento non ricordo) sulle perfezioni.
''Essere'' contiene ''esistere'' quindi e' un insieme. Mi dai la
definizione di questo insieme?
Ciao R.
vabbhe :) il mondo cmq non è a tua immagine e somiglianza... ne conosco
parecchi diveri atei
>
> Dato per scontato che esista l' ateo vero, totale. Non crede all'
esistenza
> di nessun Essere Superiore all' Uomo, perchè ateo ciene dal termine greco
> a-alfa privativa, teòs -divinità e quindi vuol dire questo, non non
credere
> alla Rivelazione , alla Genesi, Numeri, Detereunomio, Ecclesiatica, Salmi,
> agiografi, Vangeli..ecc..
>
> Spesso le persone fanno una grandissima confusione fra ateo ed agnostico e
> ancora..fra credenti di una piuttosto che un'altra religione.
>
> L'ateo vero è colui che non crede che esista una Divinità Superiore e
> Assoluta, Monadica e Perfetta al contrario della dualità umana: male-bene,
> spirito- materia, fantasia e realtà, maschio femmina ecc, ecc...
>
> Personalmente credo che un ateo sia terribilmente infelice e perennemente
> insoddisfatto.
io lo credo per i cristiani :D
> Perchè crede solo, in fondo, nella materia. Corruttibile, spesso ammalata
e
> nefasta per l' uomo, a qualcosa insomma di estremamente deprimente.
beh, noi siamo materia... deduco che tu non ti piaccia molto ;)
E si
> deprime o si intorbida in pensieri- che lui fa ovviamente originare solo
da
> reazioni chimiche cerebrali, sinapsi - con dubbi laceranti, come ho
scritto
> circa l' Odisseo dantesto e meglio ancora, di Alfred Tennyson, che lo
> consumano e lo distruggono e lo rendono impossibilitato a godersi la
realtà
> e la esistenza in un modo accettabile e, se anche non accade spesso,
> positivo.
>
> Finisce di fatto nel nulla...perchè negando D-o, si nega poi tutto...ed è
il
> nichilismo rovinoso per se stessi e la società.
O_o marooo' ma che sarebbe sta frase?!?!?
negando DIO cosa nego??? cosa cambia nella mia vita? considerazioni uguali
per un agnostico o per religiosi non cristiani per altro.
>
> Io non sono atea. E provo per gli atei umana pìetas.
topola è bello che tu provi pieta per gli altri, ma non ti incazzare se gli
altri non ne provano per te. Sei totalmente autoreferenziale, addirittura
nei post successivi arrivi a dire praticamente di "essere la verita";
insomma io al tuo posto comincerei a capire cosa gli altri mi vogliono dire
piu che continuare a dire di essere la migliore se non l'unica.
guarda che essere artisti NON è che ti da la Verita... al massimo te ne da
una soltanto, quella che qualsiasi cacasenno potrebbe avere
baci
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Ciao Roberto,
Nel caso dell'insieme ESSERE, secondo il matematico Gianbruno Guerrerio
(la matematica ufficiale), si ha il *collasso delle modalità*,
nell'articolo su Godel tu ben conosci.
Quindi non è possibilile passare dal generale al particolare, condizione
-questa- necessaria e sufficiente per avere il concetto di definizione
in forma chiusa.
Come si può operare?
Si opera per induzione: dal particolare al generale.
definizione in "forma aperta" (per induzione):
YHWH="L'ente che include ogni altro ente".
(Anselmo direbbe "Colui di cui non vi è il maggiore")
Però la tentazione di fissarsi sulla impossibilità di possedere Dio a
causa del nostro non potere abbracciarlo in forma chiusa potrebbe essere
troppo forte.
Forse è la scappatoia di poter scegliere di rimanere senza Dio (atei)
salvando anche la scienza.
Con il gessetto infatti la scienza fissa i suoi confini e limiti anche
se deve derogarvi per accedere all'eureka!
: - )
L
Ah, questo relativismo dilagante... Signora mia, siamo arrivati al punto che
la gente non crede più nemmeno all'esistenza degli atei!
--
Cingar
>
>
>
Come darti torto.