> Tanto gentile e tanto onesta appare
> la donna mia quando ella saluta gli altri,
> che ogni lingua diviene, tremando, muta,
> e gli occhi non osano guardarla.
> Danta Alighieri
CONTINUA.....
Nomine pubbliche, la carica di ex deputati e uomini Iri
di Gianni Dragoni
commenti - | | 27 agosto 2007
Primo dei non eletti alla Camera tra i Ds del Lazio nel 2006, l'ex
deputato Pietro Tidei ambiva a una poltrona di consolazione: la
presidenza di Trenitalia, o la guida del porto di Civitavecchia.Il
sessantenne avvocato di Allumiere, in giovent� anche arbitro di calcio,
� stato sindaco di Civitavecchia, dal 2005 � sindaco di Santa
Marinella. Al terzo tentativo � stato soddisfatto. Tidei � il nuovo
presidente di Ferservizi, una societ� delle Ferrovie dello Stato. A
risarcirlo ci ha pensato Mauro Moretti, ingegnere e ferroviere, di
stretta osservanza diessina. Per dieci anni � stato sindacalista Cgil,
infine a.d. della Rfi. Dall'8 settembre 2006 � ammini-stratore delegato
delle Fs. Nato a Rimini nel 1953, � uno degli emergenti nella tornata
di nomine nelle imprese pubbliche fatte dal Governo di Romano Prodi.
Alle Fs Moretti ha un potere assoluto. Ha piazzato i collaboratori
nelle posizioni chiave: Michele Mario Elia a.d. di Rfi, Vincenzo
Soprano e Luigi Lenci a Trenitalia, Nicola Mandarino presidente di Rfi
e Grandi Stazioni. Al nuovo presidente Fs, l'economista Innocenzo
Cipolletta, chiamato dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa- Schioppa
quando era presidente del Sole 24 Ore, sono attribuite solo � dice il
verbale d'assemblea � �oltre alle prerogative previste dallo statuto,
specifiche deleghe su relazioni e comunicazioni istituzionali,
auditing, attivit� statutarie�. Il Governo sta rinnovando i vertici
delle societ� pubbliche con gradualit�, senza forzare lo spoil system
con dimissioni anticipate, ma in maniera sistematica. Se si eccettuano
le dimissioni di Elio Catania dalle Fs, accompagnate da circa nove
milioni di euro tra stipendio e buonuscita, il nuovo Governo non ha
toccato le societ� pi� importanti: Eni, Enel, Finmeccanica e Terna
perch� quotate, poi le Poste. Qui sono ancora in carica i vertici
insediati dal Governo Berlusconi. La scadenza naturale di questi
consigli � con le assemblee che approveranno il bilancio 2007. Tra
maggio e giugno 2008 si profila un ampio ricambio delle poltronissime
che danno il maggior potere, prestigio e gli stipendi pi� alti
nell'industria pubblica (per queste aziende non vale il tetto di
750mila euro all'anno fissato nell'ultima Finanziaria). I manager
scelti dal Polo cercano di riposizionarsi con ogni mezzo. Ma, se
l'attuale maggioranza non si dissolver�, si intuisce che nel 2008 tra i
pochi con possibilit� di essere confermati, o premiati con altri
incarichi (come Eni o Rai), c'� Piero Gnudi, presidente Enel,
bipartisan grazie alla matrice bolognese che lo avvicina a Pier
Ferdinando Casini ( Udc) e a Prodi. Tra i manager che potrebbero
avanzare c'� Vito Gamberale (Eni o Enel), gradito ai Ds, rientrato nel
pubblico alla guida del fondo F2I. Alla Finmeccanica Pier Francesco
Guarguaglini al massimo potrebbe restare solo come presidente. Per le
deleghe di gestione il d.g. Giorgio Zappa, grazie anche al momento
felice della "sua" aeronautica, appare in vantaggio sul pi� giovane
con-direttore Alessandro Pansa. � un derby giocato anche in casa Ds,
dove entrambi godono di considerazione. La prossima campagna potrebbe
riservare nuove soddisfazioni anche a dirigenti dal profilo, raro nel
nostro sistema, di civil servant, come Maurizio Prato e Francesco
Mengozzi.Quest'ultimo, dopo 36 anni nelle imprese pubbliche, da maggio
� passato al settore privato, alla Lehman Brothers. Non vanno
trascurate le chance di risalita di Giuseppe Bono, sacrificato nel 2002
dal Governo Berlusconi, che lo dirott� dalla Finmeccanica alla
Fincantieri per far posto all'�esubero Fiat� Roberto Testore (la
definizione � di Giulio Tremonti). Intanto, l'a.d. dell'Eni Paolo
Scaroni � entrato nel cda delle Generali, dove � presidente del
comitato remunerazioni. Il direttore generale Eni per il settore
minerario, Stefano Cao, che ha le potenzialit� da futuro numero uno, �
stato nominato nel cda di Telecom. All'Eni c'� movimento. � appena
stato sostituito il direttore generale per la raffinazione: Angelo
Caridi, di Snamprogetti, � subentrato ad Angelo Taraborrelli, dirottato
alla Syndial (chimica). All'Italgas l'a.d. Giovanni Locanto ha assunto
anche la presidenza, dopo le improvvise dimissioni di Paolo Caropreso,
in gennaio. Cambiamenti erano gi� avvenuti all'Agenzia giornalistica
Italia (affidata a Daniela Viglione) e alla Servizi Aerei: la
presidenza� stata affidata a Raffella Leone, assistente esecutivo di
Scaroni, nata nel 1962 a La Spezia. Domenico Siniscalco, ex ministro
dell'Economia e d.g. del Tesoro nel Governo Berlusconi, � tornato alla
Fondazione Enrico Mattei dell'Eni. � presidente del comitato
scientifico. Qui pu� confrontarsi con il prodiano Fabio Gobbo,
sottosegretario a Palazzo Chigi, con Geminello Alvi, editorialista del
Corriere della sera e componente del consiglio degli esperti del
ministro dell'Economia. Nelle nomine del centro-sinistra si colgono
queste tendenze: se si eccettuano gli incarichi di gestione, c'� un
ampio reinserimento di ex parlamentari nei posti di presidente o
consigliere, rivalutazione di ex uomini Iri, dove il bolognese Prodi �
stato presidente e il suo sottosegretario Enrico Micheli direttore
generale. Gli schieramenti maggiormente premiati sono prodiani, Ds e
Margherita. Il prodiano Claudio Rovai, nato nel 1945, ha ottenuto due
poltrone. Dall'8 maggio � presidente di Editalia, controllata dal
Poligrafico, dal 20 aprile � presidente della Mars di Napoli,
controllata da Finmeccanica. L'avvocato bolognese Franco Neppi �
diventato presidente di Patrimonio ed � nel cda di Fintecna. Il
prodiano Mario Murri � il nuovo presidente del Poligrafico. L'ex
sottosegretario ai Trasporti Ds Giordano Angelini, nato a Ravenna nel
1939, � entrato il 19 giugno 2006 nel cda di AnsaldoBreda (
Finmeccanica).L'assessore Ds al lavoro del Comune di Genova, Mario
Margini, 64 anni, funzionario di partito, dal 20 aprile � nel cda di
Ansaldo Energia, societ� genovese di Finmeccanica. Chiss� se � uno
scambio di favori. Ma pochi mesi prima il Comune di Genova aveva
nominato Lorenzo Borgogni, direttore relazioni esterne di Finmeccanica,
nel cda di Iride, nata dalla fusione tra le municipalizzate per
l'energia di Genova e Torino. Eccezione allo spoil system � Roberto
Tana, ex Iri. Nonostante le simpatie per An, il navigatore Tana resta
presidente Tirrenia ed � stato nominato in aprile vicepresidente di
Ansaldo Energia. I guai dell'Anas e dell'Alitalia sono stati affrontati
con il ricorso a due dirigenti ex Iri graditi a Palazzo Chigi. Visti i
risultati eccellenti alla Fintecna, a Maurizio Prato � stata affidata
la grana Alitalia. Un anno fa aveva declinato la chiamata all'Anas, a
favore di Pietro Ciucci. Alla Rai Prodi ha richiamato come direttore
generale Claudio Cappon, ex Italstat e Fintecna, preferito ad Antonello
Perricone. Per ora, il premier non � riuscito a inserire Alessandro Ovi
nel cda Rai: Angelo Petroni resiste alla revoca. Il prodiano Filippo
Andreatta, figlio dello scomparso ex ministro dc Beniamino, � stato
nominato nel cda di Finmeccanica.Uscito dalla Magliana, Giancarlo
Cimoli � nel cda di societ� dell'energia (En�a e Enertad). Avrebbe
cercato, con i buoni uffici di Stella Locci, giornalista che aveva
nominato direttore della rivista di bordo Ulisse 2000, di atterrare al
Poligrafico o alle Poste.L'ex europarlamentare Ds Francesco Baldarelli
� presidente dell'Isa, finanziaria agroalimentare. Vicepresidente �
Francesco Samengo (Udc), che ha perso il posto in Sviluppo Italia. Nel
cda Isa il ministro delle Risorse Agricole, Paolo De Castro, ha
nominato anche Riccardo Deserti, suo capo segreteria e, fino a dieci
mesi fa, a.d. di Nomisma, la societ� di ricerche bolognese di cui De
Castro � stato presidente.L'imprenditore Massimo Carraro (Morellato),
nel 1999 eletto eurodeputato indipendente con i Ds, � diventato
vicepresidente Sace. Tra gli ex Alitalia � riemerso Gaetano Galia.
Ciucci lo ha nominato presidente di Quadrilatero Marche Umbria,
controllata Anas. In ascesa Piergiorgio Cempella, 44 anni, figlio di
Domenico, ex a.d. Alitalia. Commercialista, � sindaco di molte societ�.
Da alcuni mesi � presidente del collegio sindacale di Cemat (merci Fs)
e Cinecitt� Studios, la societ� partecipata dallo Stato e da privati,
di cui � presidente Luigi Abete. Dal 2006 � sindaco della Bacini di
Palermo (Fincantieri) e dell'agenzia Ansa.
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Non spacciate la militanza politica per verita'!
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> Danta Alighieri
CONTINUA II
Prodi e tutti i suoi uomini-ombra Italia
Maurizio Prato, dirigente Iri di lungo corso con reputazione di ottimo
liquidatore e buon risanatore, grazie al Governo Prodi occupa la
poltrona che fu di Giancarlo Cimoli alla guida di Alitalia. Mauro
Moretti, forte dell�amicizia con Massimo D�Alema, � stato messo a capo
delle Ferrovie dello Stato al posto di Elio Catania. Ma a dir la
verit�, Moretti di treni sa davvero tutto, avendo condotto battaglie
contro l'Azienda di Stato. In quale veste? Sindacalista della Cgil.
Dall�alto verso il basso il potere si dirama, e da Fs scendendo in
Federservizi (societ� del gruppo) il 22 maggio scorso viene nominato
presidente l�ex deputato Pietro Tidei, il diessino primo dei non eletti
nel Lazio (politiche 2006). Anche Fabiano Fabiani � un altro ex Iri
(direttore centrale nel 1978) ed � stato indicato come consigliere Rai
al posto di Angelo Maria Petroni. Ma dei compagni d�un tempo, fanno
parte anche Pietro Ciucci, ex direttore generale dell�Iri e oggi
presidente di Anas Spa e Pierpaolo Domined�, nominato amministratore
delegato di Patrimonio dello Stato Spa (presieduto dal prodiano Franco
Neppi). E prodiano � anche colui che siede nella poltrona di Presidente
del Poligrafico e Zecca dello Stato, Mario Murri. Ma nel board
dell�Istituto era gi� entrato, il 25 maggio scorso, anche il dalemiano
, che vanta nel curriculum l�incarico di direttore esecutivo della
Fondazione Italiani Europei, think tank presieduto da Massimo D�Alema e
Giuliano Amato.
Tutti amici del centrosinistra e come tali destinati, dallo stesso
Governo, a ricoprire posizioni di potere, cariche istituzionali o la
titolarit� di uffici pubblici. La lista � lunga, � fatta di manager che
hanno ritrovato la strada del successo e sono tornati a sedersi nei
salotti del potere, quegli �amici� e �amici di amici� di cui tanto si
parla dopo la �scoperta� della Casta. A guardare da vicino la mappa del
potere che Prodi � riuscito a disegnare attorno a s� c�� da rimanere
sorpresi: il controllo si � esteso a macchia d�olio. Forte del buon
rapporto con i sindacati, il Professore di Bologna ha potuto allungare
la mano nel settore pubblico. Poi, uno a uno si � occupato degli asset
del Paese: una fitta ragnatela di interessi che lega il mondo delle
aziende, il comparto bancario e i media a un unico nome, quello del
presidente del consiglio. Ecco allora che con la nomina di Massimo
Massella Ducci Teri a presidente dell�Aran (l�agente negoziale della PA
per i contratti collettivi) al posto di Raffaele Perna, il governo ha
pagato la prima cambiale agli amici dei sindacati del pubblico impiego.
Sotto pressione della Cgil, dopo appena sei mesi - il tempo utile
perch� un nuovo Governo possa sostituire le nomine di quello precedente
� l�Esecutivo ha deciso per il cambio di poltrona. A fare da
contraltare all�indipendenza di Perna, Consigliere parlamentare non
legato a partiti o sindacati, tutti i nuovi vertici dell�Aran. A
partire da Massella Ducci Teri, che oltre ad essere collaboratore
storico e amico di TizianoTreu � anche molto vicino alla Cisl pubblico
impiego. E i consiglieri? Mimmo Carrieri � stato direttore della
rivista culturale della Cgil e Mario Ricciardi � notoriamente vicino a
D�Alema. Ci sono poi Giancarlo Fontanelli, gi� segretario confederale
Uil con delega per il pubblico impiego e Vincenzo Nastasi, vicino alla
Cisl. Come dire, i sindacati sono serviti. Con buona pace di chi non
vorrebbe pi� vedere incongruenze nelle retribuzioni dei pubblici
dipendenti rispetto al settore privato in nome del principio di
trasparenza e autonomia di chi le supervisiona. Vecchia conoscenza di
Prodi � Giovanni Maria Flick, membro della Corte Costituzionale � gi�
ministro della giustizia nell�ex governo Prodi. Sull�amicizia con
Romano Prodi ha invece costruito la sua fortuna Massimo Ponzellini:
dopo essere stato assistente personale del Professore ai tempi del
Governo Andreotti, quando Prodi ricopriva la carica di ministro
dell�Industria, il manager in questione ha occupato sempre posizioni di
potere (ovviamente anche all�Iri, come dirigente).
Ancora: il prodiano Filippo Andreatta, figlio dello scomparso ex
ministro dc Beniamino, � stato nominato nel cda di Finmeccanica. L'ex
europarlamentare Ds Francesco Baldarelli � presidente dell'Isa,
finanziaria agroalimentare. Pare che nel cda Isa il ministro delle
Risorse Agricole, Paolo De Castro, abbia nominato anche Riccardo
Deserti, suo capo segreteria e, fino a dieci mesi fa, ad di Nomisma, la
societ� di ricerche bolognese di cui De Castro � stato presidente.
L'imprenditore Massimo Carraro nel 1999 eletto eurodeputato
indipendente con i Ds, � diventato invece vicepresidente di Sace,
societ� italiana di assicurazione dei crediti.
Nel mondo della comunicazione, la distribuzione del potere ha
riguardato in primo luogo il servizio pubblico. In Rai l�Unione ha
ottenuto la nomina a direttore generale di Claudio Cappon (anch�egli ex
Iri, ovviamente) doppiando cos� le poltrone di peso in capo alla
maggioranza (il diessino Petruccioli era stato nominato presidente gi�
dal Governo Berlusconi). Ma nella tv di Stato a rendere tranquilli i
sonni di Prodi ci sono il direttore del Tg1 Gianni Riotta (di simpatie
uliviste), quello di Rai Educational Giovanni Minoli e quello di Rai
International Piero Badaloni. Del resto, come abbiamo messo in evidenza
nell�inchiesta sulle presenze del centrosinistra nel piccolo schermo,
nei telegiornali delle tre reti Rai il governo e l�Unione hanno
raggiunto il 63.1 per cento del tempo complessivo. Mentre al
centrodestra � andato il 30.8.
Dai manager ai sindacalisti, dai giornalisti ai banchieri, gli amici
certo non mancano. Alfonso Iozzo, per esempio, rientra nella top ten
dei protetti. Sebbene lasciare la vicepresidenza di Intesa San Paolo
nel momento in cui tutti parlavano del nuovo gigante del credito figlio
della fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi non deve essere stato
facile, al �san paolino� amico di Prodi � comunque andata una posizione
di tutto rispetto. Che fino a quel momento era di Salvatore Rebecchini.
Stiamo parlando della Cassa depositi e prestiti, la cassaforte di
Stato per eccellenza. Una societ� che, tra le altre cose, ha in
portafoglio il 35% di Poste italiane, il 9,99% di Eni, il 10% di Enel e
il 29% di Terna. Ma � proprio in Intesa Sanpaolo, il secondo istituto
di credito italiano pi� importante, che Romano Prodi pu� contare pi�
amici: da Giovanni Bazoli (presidente del consiglio di sorveglianza), a
Enrico Salza (presidente del consiglio di gestione), passando per
Corrado Passera (amministratore delegato) e Pietro Modiano (direttore
generale e marito del ministro Barbara Pollastrini). Di amicizia vera e
propria non si pu� parlare ma non sono un segreto le frequentazioni
politiche dell�amministratore delegato di Unicredit Group Alessandro
Profumo, che vanno verso la sinistra di Prodi, Rutelli e D'Alema.
Insieme con Bazoli, una delle amicizie pi� importanti � quella con
Fabrizio Palenzona (politicamente vicino alla Margherita). Che �
presidente di Aiscat, l�Associazione Italiana Societ� Concessionarie
Autostrade e Trafori, ma siede anche nel consiglio d�amministrazione
della pi� importante banca d�affari italiana, Mediobanca ed �
vicepresidente del maggior istituto di credito, Unicredit. E da qualche
mese � anche presidente di Aeroporti di Roma, societ� che gestisce gli
scali di Fiumicino e Ciampino. Quattro poltrone di peso insomma, che ne
fanno uno degli uomini pi� importanti della finanza italiana. Per il
bene del Governo, che non potendo contare su una stabilit� interna alla
maggioranza cerca di posizionarsi nei punti chiave dell�economia
nazionale adottando alla lettera i principi dello spoil system. Posti
da occupare comunque se ne trovano sempre, avanti il prossimo. Purch�
Prodiano.