Toby Burns
unread,Dec 14, 2016, 8:35:04 AM12/14/16You do not have permission to delete messages in this group
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Un espressione che viene usata, di solito, per sottolineare e
stigmatizzare un tipico atteggiamento umano, opportunista e ipocrita,
esibito da alcune persone, alcuni italiani ma direi una larga fetta di
italiani.
Il difetto dell'italiano medio, ben rappresentato nel cinema della
commedia all'italiana, da Totò ad Alberto Sordi, fino alla commediaccia
di De Sica e Boldi.
Se si fanno certi film è perché agli italiani, in fondo, piace farsi
rappresentare così.
Indro Montanelli ebbe a dire, proprio citando il chiagne e fotte,
qualcosa su quello che ha rappresentato l'icona del chiagne e fotte
degli anni recenti: Silvio Berlusconi.
Disse: "Berlusconi, cui nulla riesce tanto bene quanto la parte di
vittima e perseguitato. «Chiagne e fotte» dicono a Napoli dei tipi come
lui. E si prepara a farlo per cinque anni di seguito »
Eppure Silvio Berlusconi ebbe un seguito di consenso mai così altro
nella storia della Repubblica, cui tutto o quasi veniva perdonato, al
quale anzi andava l'ammirazione dei suoi elettori e l'invidia di chi
non lo detestava.
Renzi, appena entrato in scena, con il suo modo di fare iniziale da
ragazzo della parocchietta in stile boy scout, suscitava ilarità ma
poi, anche lui si è calato nel ruolo del chiagne e fotti, assumendo
l'atteggimento da opportunista ed ipocrita, menefreghista e determinato
a conquistare record, come voleva fare Berlusconi ma non avendo il suo
livello di presenza scenica, inevitabilmente ha finito scontrandosi con
la dura realtà di un popolo, troppo abituato alla cultura del chiaghe e
fotti, che dopo aver chiagnuto troppo voler fotte qualcosa e non
haavuto tempo per aspettare di fotte e ha fottuto lui o almeno ha
creduto di far ciò. :D
Citando dalla rete, c'è anche il giudizio di Umberto Eco, che disse la
sua sul chiagne e fotte applicato alla politica italiana.
Citando sempre dalla rete:
La politica italiana del chiagne e fotte ....fatta di una dose sapiente
di vittimismo, di cui hanno dato esempi paradigmatici Palmiro
Togliatti, Marco Pannella (che, denunciando una congiura del silenzio
nei confronti delle iniziative dei Radicali Italiani, attirava
l'attenzione costante dei mass media), lo stesso Silvio Berlusconi (con
le sue dichiarazioni sulla presunta persecuzione ordita ai suoi danni
da magistratura, televisioni, e giornali), ma anche Beppe Grillo (nella
campagna elettorale del Movimento 5 stelle per le elezioni politiche
del 2013), il quale, nonostante l'attenzione costante guadagnatasi dai
mezzi di comunicazione di massa, non ha smesso di denunciare il
presunto ostracismo che questi ultimi avrebbero messo in atto nei
confronti del suo progetto politico:
« Una dose di vittimismo è indispensabile per non galvanizzare gli
avversari. Grillo ha fatto una campagna da vincente, ma è riuscito a
dare l'impressione che lo escludessero dalla tv e dovesse rifugiarsi
nelle piazze - e così ha riempito i teleschermi prendendo le parti
delle vittime del sistema. Ma sapevano piangere Togliatti, che
presentava i lavoratori come tenuti fuori dalla stanza dei bottoni
dalla reazione in agguato; Pannella che, lamentandosi sempre che i
media ignorassero i radicali, riusciva a monopolizzare l'attenzione
costante di giornali e televisioni; Berlusconi, che si è sempre
presentato come perseguitato dai giornali, dai poteri forti e dalla
magistratura, e quando era al potere si lamentava che non lo
lasciassero lavorare e gli remassero contro. È dunque fondamentale il
principio del "chiagne e fotti", ovvero, per non esprimerci in modo
troppo volgare, quello del "keep a low profile", tieni sempre un
"profilo basso". »
(Umberto Eco, in un articolo sull'Espresso del 14 marzo 2013)
Ma in fondo l'italiano medio, ben lungi dal vergognarsene, assume su di
se questi difetti. Gli stranieri guardano all'Italia come ad un paese
di guasconi, indisciplinati, gaudenti, fregnoni, mammoni, furboni,
incuranti delle regole, casinari, etc; l'italiani medio sembra che
accetti ben volentieri questa deformazione caricaturale.
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Toby Burns