Nato a Palermo il 1 aprile 1954. Dirigente d'azienda, per undici anni,
presso l’IRFIS – Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie
in Sicilia.
Dirigente di Publitalia ’80 dal 1984. Direttore della sede di Palermo e in
seguito Direttore della sede di Brescia. Dal 1989 alla sede di Milano.
Nel 1993 è promotore della nascita di Forza Italia in Sicilia. Nel 1994 è
chiamato dal Presidente Silvio Berlusconi a ricoprire il ruolo di
Coordinatore Regionale. Nel 2004 gli viene conferito l'incarico di Vice
coordinatore Nazionale.
Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti e della Navigazione
nel 1994.
Nel 1995 è componente della 9^ Commissione permanente - Trasporti, Poste e
Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.
Nel 1996 è componente della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul
fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari.
Nel 1998 è componente della V Commissione permanente - Bilancio della
Camera dei Deputati.
Nel 2001 è componente della XIV Commissione permanente - Politiche
dell’Unione Europea.
Nel 2001 è Viceministro dell’Economia e delle Finanze con delega allo
Sviluppo Economico del Mezzogiorno, alle attività delle Società a
partecipazione pubblica che operano a sostegno dello sviluppo economico
del Mezzogiorno ed ai rapporti con l'Unione Europea e con le Regioni, per
le materie relative.
Nel 2005 è Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale.
Nel 2006 è Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Nel 2008 è Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri con delega al Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica e Segretario del C.I.P.E.
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Le intercettazioni suòl suo conto sono tragiche.
Nel novembre scorso vengono arrestati tra Terrasini e Cinisi quattro
colonnelli di Provenzano.
Uno di questi è Giuseppe Leone, presunto capomafia di Carini (comune a due
passi da Cinisi)
intercettato a lungo dai ROS per conto delle procure i palermo e
Caltanissetta.
Secondo Leone, Miccichè avrebbe una vecchia amicizia con il presunto
boss di Terrasini, Salvatore d'Anna.
Leone lo racconta in automobile al suo braccio destro.
Non solo, il primo aprile 1993, in un villino di santa Flavia, vicino a
Palermo, il
vertice di Cosa Nostra - Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe
Graviano - si riunisce per deliberare le stragi di Firenze, Milano e
Roma.
Il villino è di proprietà di Giuseppe Vasile, figlio del vecchio
capomafia di Brancaccio, già condannato per favoreggiamento nei
confronti dei fratelli Graviano (i nuovi boss di Brancaccio), molto
amico di Guglielmo Miccichè, fratello di Gianfranco, i due sono
accomumati dalla passione per le corse in auto.
Il pentito Fulvio Cannella parla, a questo proposito, di una
"movimentazione di capitali destinata a finanziare l'organizzazione
Cosa Nostra nel 1993".
Il 12 maggio 1993, 48 ore prima dell'attentato a Maurizio Costanzo in
via fauro, avviene un fatto strano: Vasile e il suo amico Agostino
Imperatore entrano nell'agenzia n. 27 del Banco di Sicilia, diretta da
Guglielmo Miccichè, e gli chiedono di cambiare 25 milioni in contanti
in assegni circolari. Gli assegni verranno poi utilizzati per tentare
di affittare una villa in Versilia, per ospitare sotto falso nome tre
latitanti: i fratelli Graviano e Messina Denaro.
L'operazione immobiliare è gestita dall'imprenditore milanese Enrico
Tosonotti, amico di Vasile Imperatore, l'uomo che secondo il
settimanale Sette avrebbe presentato a Marcello dell'Utri la futura
moglie Miranda.
A fine 1994, dopo le stragi, nei giorni della caduta del governo
Berlusconi, Tosonotti incontra Miccichè per tentare di fare ottenenere
a un amico "l'iscrizione all'albo dei fornitori del Ministero dei
Trasporti", come ha ammesso lo stesso Miccichè (a quell'epoca
sottosegretario uscente ai Trasporti).
Tosonotti e Imperatore finiscono sotto inchiesta a Firenze per
favoreggiamento ai Graviano nella strage del 1993.
Di Miccichè parla anche Lorenzo Rossano, un imprenditore in cattive
acque, già fondatore di un club di Forza Italia: "ricordo di aver
capito il peso del personaggio Miccichè dalla deferenza con cui veniva
trattato da persone del calibro di Franco Madonìa, Onofrio Greco,
Bino Catania (...) personaggi di calibro mafioso (...).
Circa il Miccichè ricordo che Pino Mandalari non lo considerava granchè e
diceva testualmente ' è stato voluto da personaggi importanti ma non
vale niente'. Quando dico "personaggi importanti' mi riferisco a
personaggi di spessore mafioso".
Anche su queste deposizioni, che risalgono al 1996 e sono inserite nel
processo dell'Utri, la procura di Palermo sta ancora indagando.
Ma di Miccichè parla anche Miccichè medesimo: quando il PM di Palermo
gli domanda se abbia mai incontrato personaggi poi risultati mafiosi ,
si ricorda di un vecchio pranzo con uno dei Madonìa, poi arrestato per
associazione mafiosa nel 1996.
Miccichè diventa famossisimo perchè usa un certo Martello per farsi portare
la cocaina al ministero:
lo spacciatore ha sempre il "passi" della sua segreteria!
Scandalo in Parlamento! Miccichè è stato registrato
mentre parlava al telefono con un socio di Totò Riina , certo
FECAROTTA, che gli chiedeva agevolazioni per un conto in banca su cui
sarebbero poi affluiti i soldi degli appalti.
Lo scandalo, Per Berlusconi e Forza Italia, però non sta nel fartto che il
sottosegeretario stesse al telfono con un boss di mafia, ma nel fatto
che i magistrati lo abbiano INTERCETTATO!!!!
Ovviamente le forze dell'ordine stavano intercettando il capo nmafia e si
son trovati....
Miccichè!
Sfortunato nelle amicizie anche lui come Berlusconi, come Pisanu, come
d'Alì, come LaLoggia, come Alemanno... tutti al governo!!!!
E beato e tranquillo nel 2008 è Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei
Ministri con delega al Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica e Segretario del C.I.P.E.
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Il coglione continua e a questo punto ho il fondato sospetto che sia un sinistro che vuole provocare. Probabilmente il coglione sfigato che si diverte poi a rispondere a se stesso.
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