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Giovanni Giolitti ...

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Maurizio Pistone

unread,
Dec 31, 2010, 4:20:45 AM12/31/10
to
... più di cent'anni fa disse: non è co pito dello Stato prendere le
parti degli industriali nei conflitti sociali

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

tonto

unread,
Dec 31, 2010, 11:44:44 AM12/31/10
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1jud0pa.gkerkc12fm6ekN%scri...@mauriziopistone.it...

> ... più di cent'anni fa disse: non è co pito dello Stato prendere le
> parti degli industriali nei conflitti sociali

Non sono sicuro di aver capito la tua posizione sull'accordo di Mirafiori.

Mr. X

unread,
Dec 31, 2010, 11:54:04 AM12/31/10
to
On 31 Dic, 17:44, "tonto" <to...@tonto.it> wrote:
> "Maurizio Pistone" <scriv...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggionews:

> > ... pi di cent'anni fa disse: non co pito dello Stato prendere le


> > parti degli industriali nei conflitti sociali
> Non sono sicuro di aver capito la tua posizione sull'accordo di Mirafiori.

è un momento di sbandamento...

Mr. X


tonto

unread,
Dec 31, 2010, 12:15:16 PM12/31/10
to

"Mr. X" <miste...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:7d6e7b80-41e4-4ff6...@p1g2000yqm.googlegroups.com...

> � un momento di sbandamento...

Diciamo pure di rottura di coglioni....

guybonet

unread,
Jan 1, 2011, 3:14:56 AM1/1/11
to

"tonto" <to...@tonto.it> ha scritto nel messaggio
news:HcoTo.19950$7b4....@tornado.fastwebnet.it...


>
> "Mr. X" <miste...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
> news:7d6e7b80-41e4-4ff6...@p1g2000yqm.googlegroups.com...
>

>> � un momento di sbandamento...


>
> Diciamo pure di rottura di coglioni....

Dall'80 in poi � stata una strada in discesa per il movimento sindacale
dei metalmeccanici, settore nel quale lavoravo e del quale posso parlare
per aver vissuto certe esperienze sulla mia pelle.
La parola d'ordine � stata :"scendere a compromessi per avere pi�
lavoro" mentre avanzavano le macchine a CNC che sostituivano il lavoro
specializzato di molti metalmeccanici.
A forza di compromessi ci ritroviamo a discutere ancora di accettare o
no un compromesso .....in discesa spaventosa senza vedere un futuro
promettente all'orizzonte.
Tirate voi le conclusioni.........

Maurizio Pistone

unread,
Jan 1, 2011, 5:01:45 AM1/1/11
to
guybonet <guyb...@virgilio.it> wrote:

> avanzavano le macchine a CNC che sostituivano il lavoro
> specializzato di molti metalmeccanici.

questa è, credo, da sempre la costante in tutti i settori
dell'industria, in particolare nel settore metalmeccanico.

Però evidentemente il lavoro umano continua ad essere necessario;
nessuno ha ancora costruito una fabbrica completamente robotizzata.

Ad ogni fase dell'organizzazione del lavoro corrisponde una modalità
particolare di conflitto sociale; e si esce da quella fase di conflitto
quando cambia l'organizzazione del lavoro.

Forse capiremmo di più di questa fase del conflitto se sapessimo
qualcosa dell'organizzazione del lavoro in fabbrica. Questa è stata la
grande vittoria della destra, convincerci della marginalità della
fabbrica rispetto all'intera società.

La grande riorganizzazione degli anni '80 (che, almeno in Italia, in
gran parte è stata effettivamente una grande deindustrializzazione, con
la scomparsa della maggior parte delle grandi aziende e dei grandi
stabilimenti) è stata spacciata, all'esterno, come la pura e semplice
"estinzione della classe operaia".

Negli anni '60 tutti parlavano di catene di montaggio, reparto presse,
verniciatura, selleria... sembrava che la fabbrica fosse un luogo noto
anche a chi non c'era mai stato dentro. Si discuteva di turni, lavoro
ripetitivo, alienazione... Addirittura si facevano film sui
metalmeccanici in fabbrica. La condizione operaia era un riferimento
culturale per tutti, non solo per la sinistra più o meno militante.

Oggi di quel che succede in fabbrica non si sa nulla, se non che gli
operai si mettono in mutua quando c'è la partita. Al massimo si fa
qualche discorso di bottega, per chi votano gli operai.

guybonet

unread,
Jan 1, 2011, 6:11:52 AM1/1/11
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel
messaggio news:1juewb2.xjzkskbelqf4N%scri...@mauriziopistone.it...

cut

>
> Oggi di quel che succede in fabbrica non si sa nulla, se non che gli
> operai si mettono in mutua quando c'è la partita. Al massimo si fa
> qualche discorso di bottega, per chi votano gli operai.
>

Appunto..."Dividi e impera!"
Dal passaggio alle partite IVA, per tanti operai che si illudevano di
guadagnare di più mettendosi in proprio, in poi c'è sempre molta gente
che pensa di essere più furba degli altri ma che poi si lamenta per la
precarietà del lavoro e degli oneri contributivi che deve pagare......
Ognuno pensa al proprio orticello non pensando che domani potrebbe dover
lavorare in quello del vicino.


Mattia

unread,
Jan 1, 2011, 7:29:27 AM1/1/11
to
Maurizio Pistone wrote:

> ... piů di cent'anni fa disse: non č co pito dello Stato prendere le


> parti degli industriali nei conflitti sociali

Giolitti, avrebbe mai immaginato, che dopo piu' di cent'anni, la
pressione fiscale sarebbe arrivata quasi al 50%?

Noi quando parliamo di conflitti tra operaio e padrone, non ci dovremmo
mai scordare che viviamo in uno !STATO SOCIALE!

tonto

unread,
Jan 3, 2011, 6:19:33 AM1/3/11
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1juewb2.xjzkskbelqf4N%scri...@mauriziopistone.it...

> Però evidentemente il lavoro umano continua ad essere necessario;
> nessuno ha ancora costruito una fabbrica completamente robotizzata.

Il computer non potrà mai sostituire la mente umana!
Era dall'inizio degli anni 80 che non sentivo più questa boiata: da quando
ci sono i pc negli uffici gli impiegati non solo non sono spariti ma sono
pure aumentati.
Forse se negli anni 70 qualcuno avesse approfondito il dibattitto sulla
funzione del lavoro avrebbe chiaro ora che ciò che conta non è quanto
produce l'operaio ma quanto il suo lavoro lo tiene incatenato al suo posto.
Troppo complicato, vero?

Mr. X

unread,
Jan 3, 2011, 6:30:55 AM1/3/11
to
On 3 Gen, 12:19, "tonto" <to...@tonto.it> wrote:
> "Maurizio Pistone" <scriv...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggionews:

> > Per evidentemente il lavoro umano continua ad essere necessario;


> > nessuno ha ancora costruito una fabbrica completamente robotizzata.

> Il computer non potr mai sostituire la mente umana!
> Era dall'inizio degli anni 80 che non sentivo pi questa boiata: da quando


> ci sono i pc negli uffici gli impiegati non solo non sono spariti ma sono
> pure aumentati.
> Forse se negli anni 70 qualcuno avesse approfondito il dibattitto sulla

> funzione del lavoro avrebbe chiaro ora che ci che conta non quanto


> produce l'operaio ma quanto il suo lavoro lo tiene incatenato al suo posto.
> Troppo complicato, vero?

pi� che altro tu mischi delle cose ben diverse...
direi che il lavoro al pc � ben diverso che stare in una catena di
montaggio.
Diciamo che la seconda figura potrebbe persino essere auspicabile che
scompaia, come esigenza lavorativa dell'uomo...

Mr. X


tonto

unread,
Jan 3, 2011, 11:33:11 AM1/3/11
to

"Mr. X" <miste...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:6752c5bf-adc0-4d56...@d8g2000yqf.googlegroups.com...

> più che altro tu mischi delle cose ben diverse...
> direi che il lavoro al pc è ben diverso che stare in una catena di
> montaggio.

Può essere anche peggio, se fai il data entry.

> Diciamo che la seconda figura potrebbe persino essere auspicabile che
> scompaia, come esigenza lavorativa dell'uomo...

Infatti la catena di montaggio è quasi scomparsa e l'Italia esporta sistemi
di automazione.
Ma quando Pistone mi dice che il fattore umano è insostituibile, scusa, ma
gli faccio una pernacchia.
Chi progetta, chi usa e chi compra non può che essere umano ma il resto sono
cazzate da anni 80: roba da "terminator".
Anche quando sento Marchionne cianciare di "mondo globbale" (qualcuno pensa
ancora sia piatto?) mi viene in mente la niù economi del terzo millennio...
dieci anni fa.
Ha scoperto adesso che la terra è rotonda e la competizione internazionale:
la Ford vende in Italia da un secolo...
Ma vzxcvà a laurà, pirletta...

Nello specifico del caso Fiat il fattore umano non è altro che il ricatto
occupazionale che questa azienda è ancora in grado di esercitare per
ritagliarsi un ruolo squisitamente politico mentre dismette il settore auto.
Prendere e togliere lavoratori dalla cassa integrazione per produrre un bene
non deperibile come le auto non ha assolutamente nulla di economico: è puro
esercizio del comando con finalità politiche.

guybonet

unread,
Jan 3, 2011, 12:09:45 PM1/3/11
to

"tonto" <to...@tonto.it> ha scritto nel messaggio
news:ghiUo.20512$7b4....@tornado.fastwebnet.it...

Vuoi contare i dipendenti della Fiat in rapporto alla capacità
produttiva ora e nell'80?

guybonet

unread,
Jan 3, 2011, 12:15:55 PM1/3/11
to

"tonto" <to...@tonto.it> ha scritto nel messaggio
news:iTmUo.20639$7b4....@tornado.fastwebnet.it...

cut

> Infatti la catena di montaggio è quasi scomparsa e l'Italia esporta
> sistemi di automazione.

cut

Chiudiamo gli occhi per un momento e pensiamo che il progresso sia
giunto ad eliminare l'uomo dalle fasi produttive come lo sarà (fra pochi
o molti anni non ha importanza).
Come dovrà essere la società di allora?
Certamente non come l'attuale dove questo processo non fa che
rimpinguare i conti in banca di pochi a discapito dei tanti che si
trovano su una strada senza prospettive per il futuro.
Forse è meglio iniziare a costruire la società del futuro già da ora.
Come?
Alla Robin Hood.

tonto

unread,
Jan 6, 2011, 11:34:48 AM1/6/11
to

"guybonet" <guyb...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:4d2202e1$0$10572$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Vuoi contare i dipendenti della Fiat in rapporto alla capacità produttiva
> ora e nell'80?

No, a meno che la mia prospettiva politica sia il luddismo.
Voglio capire se quelli rimasti sono lavoratori o ostaggi.

guybonet

unread,
Jan 6, 2011, 4:40:36 PM1/6/11
to

"tonto" <to...@tonto.it> ha scritto nel messaggio
news:UamVo.21559$7b4....@tornado.fastwebnet.it...


>
> "guybonet" <guyb...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
> news:4d2202e1$0$10572$4faf...@reader1.news.tin.it...
>

>> Vuoi contare i dipendenti della Fiat in rapporto alla capacit�

>> produttiva ora e nell'80?
>
> No, a meno che la mia prospettiva politica sia il luddismo.
> Voglio capire se quelli rimasti sono lavoratori o ostaggi.

Mirafiori non � mai stata un problema per il padronato e la Fiat in
generale.
Forse Marchionne st� facendo da apripista a tutto il settore!
Le grosse fabbriche sono state smembrate e nelle piccole si ha paura del
padrone, guai a farsi sentire parlare di diritti.
La realt� � questa, ....tutti a prendere lo stipendio con le mani dietro
la schiena!

Maurizio Pistone

unread,
Jan 16, 2011, 5:38:32 AM1/16/11
to
Maurizio Pistone <scri...@mauriziopistone.it> wrote:

> [Giovanni Giolitti] ... più di cent'anni fa disse: non è compito dello


> Stato prendere le parti degli industriali nei conflitti sociali

questo avevo scritto parecchi giorni prima del referendum, e l'esito mi
sembra che mi dia ragione.

Non è compito dello Stato, a maggior ragione non è compito di una forza
di sinistra che intende candidarsi al governo dello Stato e conservare
il governo della città di Torino.

È chiaro che una forza di sinistra deve avere un occhio particolarmente
attento nei confronti del mondo del lavoro, ma questo non la obbliga
necessariamente a prendere una posizione riguardo ad una vertenza
sindacale. Di fronte alla vertenza Fiat, anche prendendo atto che la
CGIL non è il sindacato di riferimento del PD, sarebbe sicuramente stato
più saggio mantenere un prudente silenzio.

Purtroppo anche in questo caso molti non hanno saputo resistere alla
tentazione di farsi dare dalla destra patenti di "riformismo". In una
vicenda che ha drammaticamente spaccato il fronte delle grandi
confederazioni sindacali, che in ogni caso lascerà pesanti straschichi
negli anni a venire, bastava dire "tocca ai lavoratori decidere".

Non so che cosa avessero Fassino e Chiamparino da guadagnarci esprimendo
in modo così clamoroso un appoggio a UIL e CILS, ma mi sembra che fosse
abbastanza facile capire (se l'ho capito perfino io, perdiana!) che
c'era parecchio da perdere a sconfessare la CGIL.

Insomma, la cosa da evitare nel modo più assoluto era proiettare la
vicenda Fiat, e la prevedibile spaccatura del voto operaio, sulla vita
interna dei partiti del centro-sinistra. Creare il fantasma di un
"Partito FIOM" di cui nessuno in questo momento sente il bisogno.
Aggiungere alla difficoltà della prossima campagna elettorale il peso di
parole che sicuramente verranno usate per mostrare ancora una volta lo
scollamento del mondo della politica, anche della politica di
centro-sinistra, dai lavoratori.

http://blog.mauriziopistone.it/2011/01/16/giovanni-giolitti/

Mr. X

unread,
Jan 16, 2011, 12:20:38 PM1/16/11
to
On 16 Gen, 11:38, scriv...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone)
wrote:
> Maurizio Pistone <scriv...@mauriziopistone.it> wrote:

> Insomma, la cosa da evitare nel modo più assoluto era proiettare la
> vicenda Fiat, e la prevedibile spaccatura del voto operaio, sulla vita
> interna dei partiti del centro-sinistra. Creare il fantasma di un
> "Partito FIOM" di cui nessuno in questo momento sente il bisogno.

ah, mi sembrava di averlo scritto...

Mr. X

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