Quanti litri di petrolio ci sono in un barile?
Potrà sembrare una domanda banale ma non lo è. E' più o meno come
chiedere ad un simpatizzante di Alleanza Nazionale quanti zingari (non
nomadi) ci sono a Roma: "tanti!"
Sì, va bene, ma "tanti" quanto?
Mille? Diecimila? Centomila? Un milione?
"TANTI!"
E così è con il barile di petrolio. Tutti ne parlano, tutti dicono che i
forti aumenti della benzina dipendono dal "caro barile"... ma in quanti
sono a sapere quanti litri di petrolio ci sono in un barile?
Dieci? Cento? Duecento?
Se sperate di saperlo da me sbagliate di grosso: anche chi scrive
brancola nel buio più totale; per cui se vogliamo continuare il discorso
non resta altro che fare delle ipotesi.
Supponiamo, allora, che un barile corrisponda a circa 200 litri.
Trentaquattro dollari diviso 200 litri di petrolio fanno circa 374 lire
al litro.
Se invece supponiamo che un barile di petrolio contenga soli 100 litri:
748 lire al litro.
Sin qui, quindi, nulla di nuovo: come già sapevamo, la benzina costa di
gran lunga più del petrolio.
Ma quanto costerebbe in meno la benzina se il barile di petrolio
tornasse ai valori di qualche anno fa?
Gli esperti economici che sentiamo nei telegiornali, e che tanto ci
costano (e sì, qualcuno alla fine li paga, e quasi tutti guadagnano
belle sommette), stimano in circa 20 dollari il giusto prezzo del
barile.
Rifacendo quindi i conti per il prezzo al litro: 220 lire al litro per
200 litri di petrolio in un barile; 440 lire al litro per 100 litri.
In altre parole, la differenza di prezzo al litro del petrolio sarebbe
minima: dalle 154 alle 308 lire.
Ma di quanto è aumentata la benzina nell'ultimo anno?
E qui finiscono i conti "terra terra" del contadino, nella speranza che
anche i contadini non abbiano più perso il gusto, e la necessità, di
sapere quanto grano c'è nel granaio.
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9 settembre (seconda parte)
Dalle pagine del Corriere della sera di oggi (pag. 2) è finalmente
possibile sapere quanti litri di petrolio ci sono in un barile: 159.
Rifacendo quindi i nostri conti si ha una differenza di prezzo, tra
l'attuale caro-barile rispetto agli agognati 20 dollari indicati dagli
esperti, di circa 194 lire al litro.
Ma il Corriere della sera prosegue con altre informazioni utili.
Il prezzo del barile sarebbe passato, nell'ultimo anno, da 10 a 34
dollari al barile!!!
Personalmente non ricordo un prezzo del petrolio così basso, ma se lo
scrive un giornale così autorevole c'è da credergli. Forse è stato fatto
un conto al netto del cambio con il dollaro, sicuramente più favorevole
lo scorso anno; o forse c'è stato un errore tipografico.
Se fosse vero questo dato, la differenza di prezzo salirebbe a circa 332
lire al litro, per cui non facciamoci illusioni: con un prezzo del
barile anche dimezzato (17 dollari al barile), andrà bene se il costo
dei carburanti scenderà di sole 100 lire al litro. La salvezza della
ripresa economica europea vale quindi 100 lire al litro di risparmio sul
costo della benzina.
Il Corriere della sera, infine, ci permette di toglierci un'altra
curiosità: da un barile di petrolio si ricavano circa 55 litri di
benzina; 55 di gasolio; poi catrame, olio, gas.
Facendo alcuni conti con le sole due prime voci, un barile di petrolio
vale, alla pompa, circa 220.000 lire. Tenendo conto delle altre voci,
dovremmo arrivare a circa 260-280.000 lire (ma una vocina mi dice che si
tratta di un conto in forte difetto) rispetto alle circa 74.800 lire del
prezzo del barile grezzo.
In altre parole, i costi di raffinazione, distribuzione e tutto il resto
costituiscono il grosso della spesa. Il che continua a confermare che
gli aumenti della materia prima incidono soltanto marginalmente sul
costo finale; e che il caro-barile è soltanto una scusa per non
affrontare la questione da altri punti di vista.
>In altre parole, i costi di raffinazione, distribuzione e tutto il resto
>costituiscono il grosso della spesa. Il che continua a confermare che
>gli aumenti della materia prima incidono soltanto marginalmente sul
>costo finale; e che il caro-barile è soltanto una scusa per non
>affrontare la questione da altri punti di vista.
>
Ho letto un po' distrattamente tutto questo messaggio però c'è da dire
che proprio perchè non vale l'equazione 1 barile di petrolio= 1 barile
di benzina i costi di raffinazione sono molto influenzati dal prodotto
grezzo.
Per cui scusami ma questo discorso mi sembra un po' demagogico.
Franco Ragusa ha scritto:
> 8 settembre (prima parte)
>
> Quanti litri di petrolio ci sono in un barile?
mi pare 159.......
Luigi Di Stefano ha scritto:
Hai letto solo il titolo :-)
> Ho letto un po' distrattamente tutto questo messaggio però c'è da dire
> che proprio perchè non vale l'equazione 1 barile di petrolio= 1 barile
> di benzina i costi di raffinazione sono molto influenzati dal prodotto
> grezzo.
> Per cui scusami ma questo discorso mi sembra un po' demagogico.
Io ho provato a fare due conti. Possono certamente essere confutati, ma per
l'appunto, prima di dire "demagogico" si dovrebbe tentare di ... confutare.
>8 settembre (prima parte)
>
>Quanti litri di petrolio ci sono in un barile?
Ma chi sei,Raffaella Carrà?
:-)
d8c8
24!
Allora confutiamo: poniamo che il petrolio costasse 5 a litro, in precedenza
(la valuta è ipotetica). Ora ne costa 17 (anche a me risulta una differenza
del genere).
Però per fare un litro di benzina ci vogliono (approssimativamente) 3 litri
di petrolio. Quindi per ogni litro di benzina non spendi solo 12 in più, ma
36.
Tutte le differenze che hai trovato, quindi, moltiplicale per 3.
MaxArt
> Allora confutiamo: poniamo che il petrolio costasse 5 a litro, in precedenza
> (la valuta è ipotetica). Ora ne costa 17 (anche a me risulta una differenza
> del genere).
> Però per fare un litro di benzina ci vogliono (approssimativamente) 3 litri
> di petrolio. Quindi per ogni litro di benzina non spendi solo 12 in più, ma
> 36.
> Tutte le differenze che hai trovato, quindi, moltiplicale per 3.
Dove hai letto che per fare un litro di benzina occorrono 3 litri di
petrolio?
L'ho già scritto ma è il caso che lo ricordi:
> "Il Corriere della sera, infine, ci permette di toglierci un'altra curiosità: da un barile di petrolio si ricavano circa 55 litri di benzina; 55 di gasolio; poi catrame, olio, gas."
Della serie: non si butta nulla!
Tant'è che ho anche aggiunto:
> "Facendo alcuni conti con le sole due prime voci, un barile di petrolio vale, alla pompa, circa 220.000 lire. Tenendo conto delle altre voci, dovremmo arrivare a circa 260-280.000 lire (ma una vocina mi dice che si tratta di un conto in forte difetto) rispetto alle circa 74.800 lire del prezzo del barile grezzo."
In altre parole, se per ipotesi il costo del barile si dimezzasse, il
risparmio di circa 32.000 mila lire inciderebbe soltanto in minima parte
sul costo finale dei prodotti finiti.
Ah, ecco, avevo capito male. In effetti, rifacendo i conti, ti sarebbe
venuta una differenza di 900 lire o giù di lì... un po' tanto.
Però il problema si fa più complesso. Per semplificarlo, inizialmente
poniamo che da 1 litro di petrolio si ricavi 1 litro di benzina. Supponiamo
che quando la benzina costava 1800 e rotte lire un barile costasse 10 $ col
dollaro a 2000 lire. Ne viene che la materia prima per un litro di benzina
costa 125.786 lire. Oggi, la benzina costa 2260, il petrolio è a 34 $ al
barile col dollaro a 2260. La materia prima ora costa 483.27 lire, con una
differenza di 357.484 lire.
La benzina nel frattempo è aumentata di poco più di 400 lire.
Contando che comunque una parte di petrolio la si butta, mi risulta che più
o meno ci stiamo, con gl'incrementi. Quindi, non è affatto vero che il
rincaro del petrolio ha inciso in minima parte.
Tra parentesi, hanno inciso anche le tasse, eh!
MaxArt
> Però il problema si fa più complesso. Per semplificarlo, inizialmente
> poniamo che da 1 litro di petrolio si ricavi 1 litro di benzina. Supponiamo
> che quando la benzina costava 1800 e rotte lire un barile costasse 10 $ col
> dollaro a 2000 lire. Ne viene che la materia prima per un litro di benzina
> costa 125.786 lire. Oggi, la benzina costa 2260, il petrolio è a 34 $ al
> barile col dollaro a 2260. La materia prima ora costa 483.27 lire, con una
> differenza di 357.484 lire.
> La benzina nel frattempo è aumentata di poco più di 400 lire.
Vista la cosa nel breve periodo è così. Nel lungo periodo, però, ci sono
stati altri momenti nei quali il petrolio è costato di gran lunga oltre
i 17 dollari (vedi la guerra del Golfo, ad esempio. Se non ricordo male
si viaggiava intorno ai 30 dollari al barile).
Ma come mai soltanto ora l'aumento della materia prima si riproduce
velocemente, direttamente e in misura superiore sui prodotti finiti, in
modo particolare su benzina e gasolio?
A questi valori di prezzo, quali sono i margini di profitto delle
compagnie petrolifere? Chi li conosce?
Come mai mezza Europa ha iniziato a protestare contro gli aumenti dei
carburanti... prendendosela con le compagnie petrolifere?
Non è che forse qualcuno ha fiutato qualcosa?
Di sicuro c'è che la voce materia prima è certamente la meno onerosa e
che, anziché tentare una politica di contenimento delle voci che
maggiormente pesano, raffinazione, distribuzione e tasse, la politica
adottata è stata quella di chiedere aumenti di produzione della materia
grezza al fine di provocare la caduta del prezzo della sola materia
prima. Il tutto con gli esiti pratici che è facile ricavare fracendo due
banalissimi conti.
Insomma, i conti non tornano se la caccia alle streghe si riduce al
troppo facile alibi dell'alto costo del petrolio.
Teniamo presente che che i carburanti, nell'attuale sistema di vita,
sono da considerare un bene essenziale del quale non si può fare a meno
(e per l'appunto, non sarebbe male pensare un modello di sviluppo meno
affamato di energia o, quanto meno, meno affamato di energia che oltre a
costare inquina).
Il che significa, ad esempio, che le compagnie petrolifere non hanno la
necessità di scannarsi perché la domanda è in ogni caso assicurata quale
che sia il prezzo. Basti pensare che nonostante i forti aumenti
dell'ultimo anno la domanda è scesa di pochissimo.
E non a caso, ripeto, i camionisti hanno iniziato a prendersela con le
compagnie petrolifere. Per vivere non possono fare a meno di comprare
carburante; ma se comprano carburante di fatto contribuiscono a
mantenerne alto il prezzo ...
A me risulta diversamente: incremento di 31 lire su verde e super, di 29 sul
gasolio.
Lo sconto fiscale è un'altra cosa: le tasse ci sono sempre, ma il governo
consente di non pagarle.
> La cosa più divertente è che, nonostante tutti gli utenti di Internet
> abbiano almeno un excel piratato, e tutte le possibilità di informarsi,
poi
> si danno "i numeri".
Che c'entra Excel?
> Per chi ha voglia di fare conti seri: un barile corrisponde a 158.99
litri.
> Il prezzo ideale di un barile di petrolio è 28 dollari (mai stato a 10).
"Prezzo ideale"... c'è chi lo fissa a 20, chi a 18, chi a 24... ora tu
arrivi e dici "28"... Mah!
> Nel periodo considerato, quindi, il costo della materia prima dei prodotti
> petroliferi, in Europa, è aumentato di circa il 40%, mentre tutti gli
altri
> costi sono rimasti pressoché costanti.
Quel 40% da dove l'hai tirato fuori? Dai dati che hai detto?
> In questo paese, con tutti gli impianti di riscaldamento che possono
essere
> convertiti a metano (e il 36% della spesa viene rimborsata, senza nessuna
> pratica particolarmente difficile) l'alto prezzo del gasolio potrebbe
essere
> come la manna, per l'economia e per l'ambiente.
Ah, beh... se il 36% viene rimborsato... da chi? Dal Padreterno?
MaxArt
Ehm... chi ha parlato di 17 dollari?
> Ma come mai soltanto ora l'aumento della materia prima si riproduce
> velocemente, direttamente e in misura superiore sui prodotti finiti, in
> modo particolare su benzina e gasolio?
Piuttosto, domandati perché sarebbe dovuto accadere il contrario.
> A questi valori di prezzo, quali sono i margini di profitto delle
> compagnie petrolifere? Chi li conosce?
> Come mai mezza Europa ha iniziato a protestare contro gli aumenti dei
> carburanti... prendendosela con le compagnie petrolifere?
> Non è che forse qualcuno ha fiutato qualcosa?
No, è che la gente a volte protesta contro chi capita. Siccome sono le
compagnie petrolifere a decidere gli aumenti, le proteste sono contro di
loro.
> Di sicuro c'è che la voce materia prima è certamente la meno onerosa
Se è la meno onerosa è perché i carburanti sono oberati di tasse. Se ci
fosse un'imposizione fiscale come quella americana, a quest'ora la rivolta
sarebbe stata molto più consistente.
> che, anziché tentare una politica di contenimento delle voci che
> maggiormente pesano, raffinazione, distribuzione e tasse, la politica
> adottata è stata quella di chiedere aumenti di produzione della materia
> grezza al fine di provocare la caduta del prezzo della sola materia
> prima. Il tutto con gli esiti pratici che è facile ricavare fracendo due
> banalissimi conti.
Ma scusa, credi che le compagnie petrolifere, se ne avessero il potere, non
abbasserebbero le tasse dei loro carburanti? Non migliorerebbero i processi
di raffinazione e il sistema di distribuzione?
Il fatto è che ciò che è aumentato è la materia prima, né più né meno.
> Insomma, i conti non tornano se la caccia alle streghe si riduce al
> troppo facile alibi dell'alto costo del petrolio.
Ma neanche se non si sa contro chi inveire.
> Teniamo presente che che i carburanti, nell'attuale sistema di vita,
> sono da considerare un bene essenziale del quale non si può fare a meno
> (e per l'appunto, non sarebbe male pensare un modello di sviluppo meno
> affamato di energia o, quanto meno, meno affamato di energia che oltre a
> costare inquina).
Hai voglia te... un sviluppo meno affamato di energia...
Attualmente è impensabile: per quanto possiamo progredire nella direzione
del risparmio energerico, la domanda sarà sempre maggiore. Il risparmio
energetico è solo un palliativo.
A questo aumento di richiesta si può rispondere solo con l'aumento di
produzione energetica. E per questo a me non va per niente che si debba
chiedere aiuto al petrolio.
La risposta è una sola, al momento: nucleare.
> Il che significa, ad esempio, che le compagnie petrolifere non hanno la
> necessità di scannarsi perché la domanda è in ogni caso assicurata quale
> che sia il prezzo. Basti pensare che nonostante i forti aumenti
> dell'ultimo anno la domanda è scesa di pochissimo.
E allora?
> E non a caso, ripeto, i camionisti hanno iniziato a prendersela con le
> compagnie petrolifere. Per vivere non possono fare a meno di comprare
> carburante; ma se comprano carburante di fatto contribuiscono a
> mantenerne alto il prezzo ...
Scusa, ma secondo te cos'hanno fatto di male le compagnie petrolifere?
MaxArt
E tu che dici, che di quello "sconto fiscale" ne potremo godere in eterno?
> > Che c'entra Excel?
> E' un programma col quale si fanno dei conti, e si vede che succede se...
E ho bisogno di Excel per fare due conti??? Faccio prima a mente!
> > "Prezzo ideale"... c'è chi lo fissa a 20, chi a 18, chi a 24... ora tu
> > arrivi e dici "28"... Mah!
> Non lo so neanch'io, è il prezzo, da quel che leggo, al quale gli
americani
> vorrebbero farlo scendere.
Ho letto la stessa cosa per 20$, 18$ e 24$.
> > Quel 40% da dove l'hai tirato fuori? Dai dati che hai detto?
> Si, usando Excel (se i dati sono altri, ben vengano, e in un minuto si
> rifanno i conti).
Sono proprio curioso di sapere come hai fatto.
Scendi pure nei dettagli... non preccuparti, sono iscritto in Matematica.
> > Ah, beh... se il 36% viene rimborsato... da chi? Dal Padreterno?
> Informati: alcuni milioni di condomini, in Italia, quando fanno il 730,
> ... Potrei essere meno criptico, ma
> con chi critica roba che non conosce non ne ho voglia.
Certo che potresti essere meno criptico, anche perché non ce ne era alcun
bisogno. La sostanza è quella: quei soldi vengono dallo "Stato"...
Ma chissà chi è che rifornisce di quattrini lo Stato!!!
La storia è quella: se cambiassimo tutti gli impianti il 36% dovrebbe essere
rimborsato da uno Stato che non ce la può fare, e che dovrà rifarsi da
qualche altra parte. E noi così ce la metteremo in c**o ma saremmo contenti,
credendo di aver risparmiato il 36%!
MaxArt
Ma che valori hai preso? A me risulta un incremento prossimo al 300%...
> Se la formula è sbagliata, correggila pure.
C'eri quasi.
x = (B2*S2/(B1*S1)-1)*100
A me risulta:
x = (35*2260/(10*2000)-1)*100 = 295.5
MaxArt
>Matteo" <mat...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>news:Onjx5.38099$XZ4.4...@news.infostrada.it...
>> x= ([(B2*S2)/(B1*S1)]-1)/100
>> Se la formula è sbagliata, correggila pure.
>Me la correggo da solo:
>x= [(B2*S2)/(B1*S1)]*100-100
>oppure
>A= B1*S1
>B= B2*S2
>B/A=x/100
>da cui: x=B*100/A
>Sottraendo 100 si ottiene l'incremento percentuale.
Aho'..ma va su it.scienze.matematica..
.
FB wrote:
> >A= B1*S1
> >B= B2*S2
> >B/A=x/100
> >da cui: x=B*100/A
> >Sottraendo 100 si ottiene l'incremento percentuale.
> Aho'..ma va su it.scienze.matematica..
troppo difficile per te. lo sappiamo.
> Il prezzo ideale di un barile di petrolio è 28 dollari (mai stato a
10).
Che cazzo c'entra il prezzo ideale??
Si paga il reale!!
E se non credi che il barile costasse due lire allora eri all'asilo
quando c'è stata la crisi finanziaria asiatica!!
Parliamo del 1997/98.
> Il vero problema è che, mentre la domanda di energia è rigida,
Forse l'offerta, non la domanda.
> Alla borghesia, anche piccola e piccolissima, le leggi del mercato
piacciono
> finché il portafoglio è quello di un altro.
Poche idee, ben confuse.
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
> Questa è chiara. Il giorno che nel Trentino pagherò un mediocre caffè
£
> 1.200, cioè come uno buono al sud, invece che £ 1.700, la cambierò.
Meglio un caffè a 1.200 con il 25% della disoccupazione o un caffè a
1.700 e disoccupazione al 5%??
Non si può avere tutto.....
> E anche sulla concorrenza, mi sembra che le idee siano un po'
influenzate da
> quell'opinione per cui la liberalizzazione del commercio è un
esproprio
> proletario.
Torna a giocare con le figurine Panini che è meglio.