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l'odore dei soldi , gli sporchi affari sotto l'ulivo di cui latazzi non parla

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Gizeta

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Mar 18, 2001, 1:41:58 PM3/18/01
to
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Sale scommesse in mano a poche famiglie
Agenzie ai parenti per aggirare l'Antitrust. Offerte super per le
concessioni: ora chiedono aiuto allo Stato

MILANO - Adesso che il giocattolo si è rotto, che il castello delle
scommesse all'italiana sembra sul punto di crollare, adesso si lamentano
tutti. Si lamenta il ministero delle Finanze, che vede sfumare centinaia di
miliardi di imposte, si lamenta il Coni, cioè lo sport tricolore, che è sull
'orlo del tracollo finanziario, e infine piange anche l'esercito dei
bookmaker «fai da te», contro cui la Guardia di Finanza si è decisa a usare
il pugno di ferro. Ma in prima fila a denunciare la crisi del settore e a
chiedere aiuti urgenti al governo ci sono loro, ci sono le cinque-sei
famiglie che tengono in mano il mercato delle scommesse in Italia. Gli Ughi
in Toscana, i Bassi in Emilia, Lombardia e Veneto, i Lucchi a Milano e
dintorni, i Corradini a Roma, i Ginestra a Palermo: sono questi i signori
delle agenzie ippiche che due anni fa hanno pilotato con successo la riforma
del settore dei giochi e delle scommesse. Sono loro che associandosi e a
volte intestando le concessioni a mogli,figli, nipoti e parenti vari sono
riusciti ad assicurarsi il controllo di centinaia di agenzie sulle 1.400
totali attive. Il tutto aggirando i limiti antitrust. Sono ancora loro a
controllare la Snai, la società quotata in Borsa che tira le fila dell'80%
dellle puntate ippiche e sportive. Adesso però questi stessi gruppi,
affiancati dalla Spati di Rodolfo Molo, l'imprenditore che ha lanciato il
Superenalotto, devono affrontare una grave crisi finanziaria. Già, perché da
qualunque parte la si prenda, la riforma del settore giochi e scommesse
annunciata nel 1998 e varata l'anno successivo dal governo D'Alema, pare
avere dato risultati di gran lunga inferiori alle attese.

LOBBY IN AZIONE - Per capire le ragioni di questo naufragio bisogna tornare
alla primavera del 1999, nelle settimane convulse che precedettero la gara
per l'assegnazione da parte dello Stato di oltre 1.500 nuove concessioni tra
agenzie ippiche e sale per le scommesse sportive. Per mesi una lobby potente
e organizzata si era mossa con impegno per ottenere quel provvedimento. I
signori dell'ippica nazionale, gli Ughi, i Bassi, i Corradini, i Lucchi, i
Ginestra, ovvero un gruppo di famiglie che da decenni tiene in mano la rete
delle scommesse sui cavalli, vedeva in quelle concessioni una strada per
salvarsi dalla crisi del settore. E le scommesse sportive erano una sorta di
ultima spiaggia anche per il Coni, messo alle strette dal tracollo della sua
tradizionale fonte di finanziamento, cioè le giocate del Totocalcio. E
allora via con la gara, che venne gestita dal ministero delle Finanze per le
agenzie ippiche e dal Coni per le puntate sugli altri sport. Sulla carta era
un concorso a base europea. Di fatto i big internazionali delle scommesse
furono costretti a restare fuori della porta. Sì, perché il bando riservava
la partecipazione alle persone fisiche, oppure alle società direttamente
controllate da persone fisiche individuabili. Proprio il contrario dei
colossi mondiali delle scommesse che spesso sono aziende quotate in Borsa
con migliaia di azionisti. Insomma, nei fatti l'Italia restava un terreno di
caccia degli operatori nazionali, ai quali venne riservato un altro
privilegio. Per circa sei mesi prima della gara, alle 330 agenzie ippiche
già attive in Italia venne data la facoltà di raccogliere scommesse
sportive. In questo modo era possibile testare il mercato. In pratica alle
agenzie veniva offerto un vantaggio rispetto agli altri concorrenti, che
partivano da zero.

AFFARI DI FAMIGLIA - Quando le buste vennero aperte, il 22 luglio del 1999,
qualcuno si era già preparato per tempo in modo da sfruttare gli ampi
margini di manovra concessi dal bando. Come? Per scoprirlo si può fare una
capatina a Mantova, dove tra il 5 e il 20 maggio, un mesetto prima della
gara, il notaio Massimo Bertolucci deve avere avuto un gran da fare. Presso
il suo studio nell'arco di pochi giorni vengono costituite una dozzina di
società con le ragioni sociali più diverse: Ciro bet, Euganea betting, Adria
bet, Mondial bet, Arcobaleno, Simon, Play time, Bmmc net, Sama bet. Tutte
sono destinate ad aggiudicarsi concessioni. E tutte appaiono a vario titolo
collegate alla famiglia del mantovano Sandro Bassi, un personaggio di prima
fila nel mondo dell'ippica, nonché allibratore in proprio. A volte Bassi
partecipa alla gara in proprio, ma non sempre è possibile, c'è il rischio di
sforare i limiti antitrust fissati dal bando. Così, per esempio, nella
provincia di Mantova su cinque concessioni, due vanno a Bassi personalmente,
mentre altre due vengono assegnate alla Mondial bet, una società costituita
da Patricia Bassi, figlia di Sandro. A Cremona le nuove agenzie da assegnare
erano tre. Due di queste vanno alla famiglia Bassi. Per l'occasione scendono
in campo la società Sport e scommesse di Patricia Bassi & C., che però fino
a giugno del 1999 si chiamava Sport e scommesse di Sandro Bassi & C. Un'
altra concessione viene invece attribuita all'Agenzia ippica Cremona, che fa
capo a Iole Paglione, ovvero la moglie di Bassi. Ma non basta, perché
tramite diverse società la famiglia di Bassi si è assicurata un gran numero
di agenzie anche nelle province di Rovigo, Padova, Belluno e Parma.

COMANDA UGHI - In Toscana si scopre invece che molte agenzie sono gestite da
membri della famiglia Ughi. E Maurizio Ughi, numero uno della Snai, è l'uomo
immagine del mondo delle scommesse, il manager che ha tessuto la trama dei
rapporti tra gli allibratori e il governo. La lista dei vincitori della gara
comprende anche altri nomi di peso. Circa 200 concessioni vanno alla Spati
di Molo. E un gruppo di altri allibratori (Lucchi, Corradini, Ginestra) si
associano sotto la sigla Sis conquistando decine di agenzie. Resta un
sospetto, però. E cioè che qualche operatore, tramite famigliari o altre
partecipazioni azionarie, abbia tentato di aggirare i limiti antitrust
fissati dal bando.

Dal CdS
>>

Gianni

unread,
Mar 18, 2001, 2:18:26 PM3/18/01
to
la tua mamma ha il culo rotto


Gizeta

unread,
Mar 18, 2001, 4:16:34 PM3/18/01
to

"Gianni" <gia...@gte.net> ha scritto nel messaggio news:

> la tua mamma ha il culo rotto

Te l'ho già detto , non ho fratelli comunisti .

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah .....

gianni , pigliati un tavor che viene l'ictus ah ah ah ah ah ah ah ah ah
....


GZ


Gianni

unread,
Mar 18, 2001, 6:21:13 PM3/18/01
to

Gizeta wrote in message ...

Tutta la sezione "Comandante Che Guevara" si e' trombata la tua mamma a
ripetizione e a piu' riprese. Il segretario di sezione le ha anche chiesto
prestazioni contronatura (che tra l' altro lei trovava perfettamente
naturali, mi dicono). Questo era il senso profondo (!) del mio messaggio
precedente. Spero non vorrai ignorare la circostanza di essere stato
generato da una intera sezione comunista marxista-leninista. La tua mamma
non lo ha fatto.


2S

unread,
Mar 18, 2001, 6:55:27 PM3/18/01
to

"Gianni" <gia...@gte.net> wrote:

[niente]
>
>.............. fatto.
>
>

Se non hai niente da dire......stai zitto.
Questa netiquette, dal vago gusto sinistro,
non è gradita.

2S


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