Il 19 aprile 1980 Fauci Girolamo Maria, detto “Jimmy”, impalmava a Londra la
cittadina inglese Shanon Green alla presenza di numerosi invitati tra i
quali si annoveravano i coniugi Adamo Calogero e Spataro Caterina, il dott.
De Luca Gustavo, Teresi Girolamo, detto “Mimmo”, esponente di spicco della
“famiglia” mafiosa palermitana di Santa Maria di Gesù o della Guadagna, gli
imputati Dell’Utri Marcello e Cinà Gaetano, l’architetto Molfettini
Vittorio, Monteleone Filippo e Lucani Antonio.
In ordine a queste nozze ha riferito il collaboratore di giustizia Di Carlo
Francesco, la cui attendibilità intrinseca ed estrinseca il Collegio ha già
positivamente valutato quando ha preso in esame le sue dichiarazioni
relative ad altri fatti oggetto dell’indagine dibattimentale.
Peraltro, sulla vicenda in esame le conoscenze del Di Carlo sono di prima
mano in quanto il collaborante ha partecipato a quelle nozze e, durante la
latitanza trascorsa a Londra, è stato dipendente, sia pure pro forma, della
ditta “Fauci Continental Imports” gestita dal Fauci nella capitale inglese.
Il “compare di anello” Francesco Di Carlo
All’udienza del 16 febbraio 1998 è stato assunto in esame il Di Carlo, il
quale si è dapprima soffermato sugli illeciti “affari”gestiti dal Fauci in
società con Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Cinà Gaetano e Santo
Inzerillo, fratello di Salvatore, capo della “famiglia” mafiosa di Uditore,
e poi ha riferito quanto a sua diretta conoscenza sulle nozze del Fauci con
la cittadina inglese Shanon Green.
Queste le sue dichiarazioni rese al riguardo:
PUBBLICO MINISTERO:
Senta lei, relativamente, tornando un attimo a GIMMI FAUCI, di cui lei ha
gia' parlato come soggetto che trafficava anche con gli stupefacenti,
ricorda altre circostanze in cui vi siete incontrati, parlo chiaramente di
circostanze di un certo rilievo, penso che vi sarete incontrati molte altre
volte, visto che lei lavorava formalmente per la ditta del FAUCI, in
particolare mi riferisco al suo matrimonio.
DI CARLO FRANCESCO:
Si, se non faccio errori si e' sposato nella primavera di... dell'80, 1980
in primavera.
PUBBLICO MINISTERO:
Ma con chi si sposava il FAUCI?
DI CARLO FRANCESCO:
Con una donna inglese.
PUBBLICO MINISTERO:
Con una donna inglese, ricorda il nome di questa donna?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, Shannon GREEN.
PUBBLICO MINISTERO:
Dove si e' svolto il matrinmonio se lo ricorda, e il ricevimento successivo?
DI CARLO FRANCESCO:
Certo, perche' siamo gia' nell'80 e io avevo frequentato di piu' Londra e
cominciavo a conoscere le zone e cose, e si e' sposata nella zona vicino
dove avevano loro i magazzini e l'ufficio, zona Lambert...
PUBBLICO MINISTERO:
Lambert.
DI CARLO FRANCESCO:
E' sud est di Londra.
PUBBLICO MINISTERO:
E invece il ricevimento dove e' stato dato?
DI CARLO FRANCESCO:
Il ricevimento mentre poi e' stato fatto, chi e' andato a Londra mi sembra
che facilmente individua, e' la piazza di Piccadilly all'angolo che si fa
via Rengent Street, c'e' gran caffe' mi sembra, credo che sia
-INCOMPRENSIBILE- ci sono i bandiere italiane percio' si nota sempre,
perche' e' di un italiano, il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO:
Come mai ci sono le bandiere italiane?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma non lo so, anche perche' le origini sue, di questo famoso italo-inglese,
perche' ci hanno dato la cittadinanza...
PUBBLICO MINISTERO:
Come si chiama questa persona, forse non lo abbiamo sentito.
DI CARLO FRANCESCO:
Ford (Forte? N.d.r.), si dovrebbe chiamare, conosciutissimi in Inghilterra,
e' l'unico che la regina ha fatto un italiano Sir.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta lei, quindi, ha partecipato anche al, oltre che al matrimonio, anche
al successivo...
DI CARLO FRANCESCO:
Al banchetto.
PUBBLICO MINISTERO:
Al banchetto?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, chiamalo banchetto. Abbiamo mangiato da...
PUBBLICO MINISTERO:
Ricorda chi era presente? Ricorda chi era presente a questo banchetto?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma sia al banchetto e sia in chiesa c'erano le stesse persone, a parte tutto
io sono stato testimone di anello per lo sposo, mentre TERESI era testimone
d'anello per la sposa, percio' ero la'.
PUBBLICO MINISTERO:
TERESI sempre GIROLAMO, TERESI... MIMMO TERESI?
DI CARLO FRANCESCO:
Non ho sentito...
PRESIDENTE:
Chiedeva se era MIMMO TERESI questo...
PUBBLICO MINISTERO:
MIMMO TERESI?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, si, MIMMO TERESI, GIROLAMO TERESI. E dalla chiesa, anche prima che
entrassero in chiesa, che siamo andati la' ad aspettare che arrivasse la
sposa, c'era MIMMO TERESI, io, LILLO ADAMO, questo della concessionaria di
Palermo che io conoscevo cosi pero', con la moglie, MIMMO TERESI con la
moglie, TANINO CINA' ma senza moglie, un certo architetto MOFFOLETTO, una
cosa cosi' si dovrebbe chiamare, MOFFETTINO o MOFFOLETTO...
PUBBLICO MINISTERO:
Puo' essere MOLFETTINI?
DI CARLO FRANCESCO:
MOLFETTINI. Siccome la' a volte capita negli amici stessi che ci modificano
il nome, specialmente che non e' cosa nostra che ci scherzavano e lo
sfottevano anche, a volte uno che non lo conosce tanto non sa come si chiama
realmente. Questo architetto con la moglie, questo sto parlando quelli che
poi si sono seduti nel mio tavolo, perche' poi palermitani ce n'erano
tantissimi che io conoscevo che erano parenti dello sposo, sorella,
fratello, cugini, nipoti, tutti.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi al suo tavolo chi era seduto?
DI CARLO FRANCESCO:
E c'era davanti la chiesa c'era anche MARCELLO DELL'UTRI che ci siamo
risalutati con una stretta di mano, poi con MIMMO TERESI, io MIMMO TERESI e
DELL'UTRI ci siamo appartati un po' e MIMMO TERESI parlando ci ha detto,
dice: tu lo sai che FRANCO - perche' io avevo da 3 mesi che ero latitante
ufficialmente, poi il latitante cercavo di farlo sempre per passare
inosservato, visto il mestiere - ha detto, tu lo sai che e' latitante - lui
mi ricordo ha detto... si, si, perche' non ha un'espressione abbastanza
facile il dottore DELL'UTRI, almeno per me, quello che... e dice: chi sa
viene a Milano, chi sa FRANCO si trova a passare a Milano, mettiti a
disposizione. Dice: si. M'ha dato il numero di telefono, l'ho scritto in
maniera che non... pero'... sia di un ufficio e sia di casa, proprio, MIMMO
mi ha detto: ci ha abitazione, ci ha tutto, ne ha fatto dormire tanti, non
ti preoccupare se... Poi non l'ho usato mai, non ci sono stato mai, anche se
andavo a Milano sapevo dove andare, non andavo da loro, a dormire andavo 'ni
quelli che mi sentivo sicuro, anche perche' siamo nell'80 e si comincia
sotto sotto, che c'era il tarlo che abbiamo detto che era RIINA a camminare
e allora uno stava attento con chi si riuniva, che faceva e tutto.
PUBBLICO MINISTERO:
Comunque le diede il suo numero telefonico, se ho capito bene.
DI CARLO FRANCESCO:
Due telefoni.
PUBBLICO MINISTERO:
Si. Lei come li ha annotati questi telefoni, lo ricorda? Li ha annotati in
qualche agenda in particolare?
DI CARLO FRANCESCO:
In quel modo... io avevo sempre una particolarita' di scrivere i numeri, a
volte i primi 2 numeri li mettevo in coda, percio'... a volte passando del
tempo non capivo nemmeno io piu' -INCOMPRENSIBILE- e poi non mi interessava
molto, infatti nella mia agenda e' venuto difficile quando me l'hanno
sequestrato a Londra, per capire di dov'erano i numeri.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi li scriveva in modo che non potessero essere compresi dagli altri?
DI CARLO FRANCESCO:
Certo.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, lei ha detto, ha gia' fatto riferimento alle persone che... a un
certo numero di persone dicendo che erano sedute al suo tavolo.
DI CARLO FRANCESCO:
Si.
PUBBLICO MINISTERO:
Ricorda in particolare, io le faccio la domanda per MARCELLO DELL'UTRI e per
TANINO CINA' che sono imputati in questo procedimento, dove gli stessi
fossero all'interno della chiesa, dove fossero posizionati, se chiaramente
si tratta di un posto particolare?
DI CARLO FRANCESCO:
In chiesa?
PUBBLICO MINISTERO:
Si.
DI CARLO FRANCESCO:
In chiesa non l'ho visto perche' io davo le spalle, ero all'altare visto che
ho fatto il testimone e la' era una cerimonia un po' differente, perche' era
fra cattoliche e una protestante, non lo so che cosa hanno combinato la', e
hanno fatto un pochettino differente dell'Italia.
PUBBLICO MINISTERO:
Ho capito, quindi in chiesa non sa dire, e invece...
DI CARLO FRANCESCO:
No, io davo le spalle, perche' ero accanto lo sposo, come testimone e cose,
e anche TERESI, e non l'ho visto in chiesa, mentre a mangiare si l'ho visto,
anche perche' erano nel tavolo con me.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, invece al ricevimento lei ha detto, se ho capito bene, mi corregga
eventualmente, che al suo tavolo erano seduti TANINO CINA', MIMMO TERESI e
la moglie, MARCELLO DELL'UTRI, LILLO ADAMO...
DI CARLO FRANCESCO:
LILLO ADAMO...
PUBBLICO MINISTERO:
... e la moglie...
DI CARLO FRANCESCO:
... e la moglie ...
PUBBLICO MINISTERO:
...l'architetto MOLFETTINI e la moglie, credo. C'era qualcun altro oltre
queste persone?
DI CARLO FRANCESCO:
No, in questo tavolo c'eravamo solo questi.
PUBBLICO MINISTERO:
FILIPPO MONTELEONE dov'era seduto?
DI CARLO FRANCESCO:
No, FILIPPO MONTELEONE, siccome faceva di autista, non mi ricordo se era
seduto pure la', pero' si muoveva sempre perche' sia LUCIANI, sia
MONTELEONE, che lavoravano con GIMMI FAUCI e avevano le due macchine che
guidavano per portare e spostare qualche famiglia, erano sempre in
movimento, non lo so, qualcuno ritardava o non ci capevano in macchina, per
dire, e facevano due viaggia, non posso essere sicuro se era seduto accanto
a me.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, chi altri che lei conosce era presente a questo ... a questo
matrimonio, in particolare volevo sapere da lei se era presente un certo
dottor DE LUCA.
DI CARLO FRANCESCO:
Si, GUSTAVO DE LUCA, medico.
PUBBLICO MINISTERO:
Era anche al vostro tavolo o era in un altro tavolo?
DI CARLO FRANCESCO:
Non mi ricordo preciso, ma di solito GUSTAVO DE LUCA, specialmente che non
era con la moglie e io non ero con la moglie, perche' con GUSTAVO DE LUCA
siamo stati molto amici, era un ragazzo bravo, era... capaci che non mi ha
lasciato mai, non so se era seduto con me.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, io a questo punto le do lettura di quello che lei ha detto il 7 marzo
del '97, perche' specificamente lei ha detto: "ricordo che a un tavolo c'ero
io, GAETANO CINA', la moglie di MIMMO TERESI, MARCELLO DELL'UTRI, lo stesso
TERESI, la moglie di LILLO ADAMO, lo stesso ADAMO, la moglie dell'architetto
MOLFETTINI, il MOLFETTINI e FILIPPO MONTELEONE". E questa e' la prima delle
due cose. La seconda cosa, contemporaneamente: "Al nostro tavolo c'era pure
il dottor GUSTAVO DE LUCA, palermitano" e poi dice tutta una serie di cose
su DE LUCA che io adesso le chiedero'. Ricorda di avere reso queste
dichiarazioni il 7 marzo del 1997?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, si, ricordo, va bene.
PUBBLICO MINISTERO:
Le conferma?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, certo che le confermo, va bene, pero' fattore FILIPPO mi ricordo si
alzava, si muoveva, appunto che aveva il compito di guidare la macchina e
andare a prendere queste persone.
(…)
PUBBLICO MINISTERO:
Signor DI CARLO, mi scusi se la interrompo, mi faccia capire, quindi DE LUCA
era invitato a questo matrimonio?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, certo che era invitato.
PUBBLICO MINISTERO:
No, siccome lui ha sostenuto di essere capitato li' per caso, lei e' sicuro
del fatto che fosse invitato?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma guardi che Londra e' 14 milioni di persone, per caso mi sembra un po'
difficile trovarci a Londra, io ci sono stato latitante e stavo come un
pascia'.
PUBBLICO MINISTERO:
Lei sa...
DI CARLO FRANCESCO:
Stavo latitante la' e vivevo come un pascia' perche' nessuno mi poteva
trovare. E come si trova una persona a Londra in mezzo a 14 milioni di
persone?
Come un ago nel pagliaio. Senta...
DI CARLO FRANCESCO:
Il DE LUCA ha dormito anche in casa di FAUCI, DE LUCA, va bene, ha dormito
in una stanza vicina a quella mia, perche' lui ha affittato una casetta per
ospitare gli ospiti.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, DE LUCA lei sa se... con chi e' sposato, altre... se conosceva altri
uomini d'onore?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma certo che io conosco DE LUCA con chi e' sposato, perche' ancora nemmeno
era sposato, io conosco la famiglia del professore, prima padre e poi i
figli, uno e' FERDINANDO, LATTERI, va bene, conosco tutta la famiglia
LATTERI, medici, persone educatissime e persone bene, poi DE LUCA si e'
sposato con una figlia del professore LATTERI, fratello di ADELFIO...
sorella di ADELFIO, sorella di FERDINANDO.
PUBBLICO MINISTERO:
E dove lavora, dove lavorava, quanto meno?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma prima lavorava al policlinico alle dipendenze del professore BOSIO in
...in clinica vascolare, anche nel periodo che poi c'e' stato MANGANO mi
sembra ricoverato la', piu' di una volta e mi portava i saluti proprio...
PUBBLICO MINISTERO:
Chi le portava i saluti?
DI CARLO FRANCESCO:
GUSTAVO.
PUBBLICO MINISTERO:
Ah, DE LUCA le portava i saluti di chi?
DI CARLO FRANCESCO:
Di MANGANO.
PUBBLICO MINISTERO:
Di MANGANO VITTORIO?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, mi portava i saluti cosi, perche' lui ci parlava FRANCO DI CARLO e' mio
compare, perche' voleva cresimato un bambino il dottore DE LUCA da me, era
cosi, ma era un buono GUSTAVO, una persona le piaceva essere in mezzo cosi
pero' senza nessuno scopo e senza nessuna cosa. Ma DE LUCA era la' al
matrimonio di GIMMI perche' si conoscevano, perche' erano amici e perche' me
l'ha fatto conoscere a me.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, relativamente alle altre persone che lei ha detto essere al suo
tavolo e per adesso le chiedo specificamente di LILLO ADAMO e della moglie,
lei sa se queste persone erano state invitate o erano li' per caso e se ci
puo' indicare su quali fatti eventualmente basa la sua risposta?
DI CARLO FRANCESCO:
Erano stati invitati e ADAMO e' andato anche perche' era intimo con TERESI,
MIMMO TERESI, perche' le mogli si conoscevano, perche' erano intimi, erano
stati invitati, per caso nessuno c'era la'.
PUBBLICO MINISTERO:
Questo lei lo sa in che modo, cioe' come lo ha appreso?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma perche'? Perche' ho visto chi c'era la' erano tutti invitati di GIMMI, e
sapevo prima chi ci dovevano andare, perche' visto che ci doveva andare uno
latitante che due mesi prima il giornale e la televiosone ne aveva parlato,
GIMMI i dice a me, specialmente la situazione, dice: vedi che ci sono tizio,
tizio, tizio e tizio che ti conoscono. Mi mette al corrente, ecco perche' io
so che non erano stati di passaggio, perche' di passaggio GIMMI non avrebbe
fatto andare a nessuno.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi anche l'architetto MOLFETTINI e la moglie erano invitati?
DI CARLO FRANCESCO:
Si che erano invitati.
PUBBLICO MINISTERO:
Lei che cosa mi sa dire di questo architetto MOLFETTINI?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma siccome appena mi ha detto MOLFETTINI, e sapevo che erano in societa' la'
al Foro Italico non so che ci avevano con persone di cosa nostra, MIMMO
poi... mi ha detto MIMMO TERESI dice: No, e' una persona di nostri, poi era
stato poveraccio in galera, infatti mi sembra nei miei ricordi che nel
passaggio alla frontiera di Fiumicino hanno avuto problemi perche' questo
doveva ancora esisteva nelle carte che doveva scontare 3 mesi mentre se
l'aveva fatto e non l'avevano cancellato, ci avevano avuto dei problemi,
ritardo, perdita di aerei e tutto.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta, e per finire quindi, l'imputato MARCELLO DELL'UTRI, per quello quindi
che le disse o il FAUCI o per quello che lei e' venuto a conoscenza
direttamente al matrimonio, era invitato al matrimonio o era capitato li'
per caso?
DI CARLO FRANCESCO:
Ma certo che era invitato, ma a parte tutto che le dico che GIMMI, lo
ripeto, mi aveva detto chi c'erano, va bene, e questo erano nomi che mi
potevano vedere, non erano persone che ci sa avrebbero cominciato a parlare
l'abbiamo visto la' o non l'abbiamo visto la' oppure che avrebbe fatto lo
sbirro, come si suol dire. Tutte persone che... ah, poi con DELL'UTRI anche
c'eravamo visti prima, come le dicevo, da TANINO e non mi ricordo se dopo mi
ha visto anche un'altra volta di latitante, percio' non mi ricordo, pero'
non erano di passaggio, passaggio non siamo in Svizzera. In Inghilterra si
ci va apposta, dopo...
PUBBLICO MINISTERO:
Signor DI CARLO, questa pero' e' una deduzione, io voglio sapere se lei ha
dei fatti, cioe' si puo' basare... le venne detto da GIMMI FAUCI oppure le
venne detto dallo stesso DELL'UTRI...
DI CARLO FRANCESCO:
Mi e' stato detto perche' c'era il motivo particolare, perche' se non ero
latitante magari lui non mi avrebbe detto niente, ci sono la' e non mi
interessa, ma giusto che mesi prima, perche' io sono stato latitante
ufficialmente e' uscito in televisione il 6 febbraio , quella me la ricordo
la data, 6 febbraio, poi lui si sposa mi sembra in aprile percio' c'e'
nemmeno 2 mesi che so...
PUBBLICO MINISTERO:
Ho capito, quindi le venne detto...
DI CARLO FRANCESCO:
La memoria la possono avere fresca le persone che hanno visto in
televisione, che se ne parlava tanto.
PUBBLICO MINISTERO:
Si. Signor DI CARLO, quindi le e' stato detto da GIMMI FAUCI questo fatto?
DI CARLO FRANCESCO:
Si.
PUBBLICO MINISTERO:
Che era invitato?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, si.
PUBBLICO MINISTERO:
E le venne detto quanto tempo prima rispetto al matrimonio? O allo stesso
matrimonio, non ho capito?
DI CARLO FRANCESCO:
No, no nello stesso matrimonio, prima che io andassi la', con GIMMI ci
eravamo visti qualche due settimane prima, anche tre settimane prima. Ci ho
detto: chi c'e' in questo matrimonio? Anzi ci doveva andare anche
l'avvocato, sarebbe fratello di STEFANO BONTATE, lo chiamavamo l'avvocato,
che poi era avvocato mi sembra, procuratore legale.
PUBBLICO MINISTERO:
GIOVANNI...
DI CARLO FRANCESCO:
GIOVANNI BONTATE con la moglie doveva andare e non c'e' potuto andare
all'ultimo minuto.
PUBBLICO MINISTERO:
E come mai STEFANO BONTATE non era presente?
DI CARLO FRANCESCO:
STEFANO?
PUBBLICO MINISTERO:
Si.
DI CARLO FRANCESCO:
Ma non lo so, ma era stato invitato pure.
PUBBLICO MINISTERO:
Ricorda in particolare di discorsi che vennero fatti in quella circostanza?
Discorsi chiaramente che siano rilevanti per questo dibattimento, perche' di
chiacchiere non ci interessa, discorsi che possono rilevare in questo
processo.
DI CARLO FRANCESCO:
Discorsi dove, al ristorante?
PUBBLICO MINISTERO:
Al ristorante o immediatamente prima, o immediatamente dopo, comunque in
quella occasione.
DI CARLO FRANCESCO:
Ma nel ristorante posso parlare solo... in un altro ristorante, non in ...
PUBBLICO MINISTERO:
Come, signor DI CARLO?
DI CARLO FRANCESCO:
Ho sentito un'altra voce che si... In un altro ristorante, poi io ho cenato
con le stesse persone in un altro ristorante, ma dopo che si era sposato o
prima non mi ricordo se c'e' stato un'altra cena in una -INCOMPRENSIBILE-,
chi conosce Londra sono... -INCOMPRENSIBILE-, vicino quella piazza che ho
indicato prima, in un ristorante italiano di origine, pero' una bettola,
veramente, una taverna, e ho trovato... sono andato la', io avevo un
puntamento, a che ero la' vicino l'ho salutati tutti e l'ho trovati seduti
in questa trattoria e c'erano le stesse persone, se vuole di nuovo le
menziono tutti.
PUBBLICO MINISTERO:
No, le menzioni tutte perche' di questo episodio non aveva parlato prima, e'
una novita'.
DI CARLO FRANCESCO:
E c'era LILLO ADAMO con sua moglie, MIMMO TERESI con sua moglie, c'era GIMMI
FAUCI con sua moglie, o gia' veniva moglie o... tanto non c'e' differenza,
avevano convissuto assieme per tanti anni, comunque o era prima o era dopo,
FILIPPO MONTELEONE, non so se c'era pure LUCIANI con la moglie, ANTONIO
LUCIANI con sua moglie, TANINO CINA' e come si chiama non c'era, DELL'UTRI,
allora era dopo per non ci essere, comunque non c'era, e mi sono seduto la'
assaggiando qualcosa perche' io dovevo andare a cena, infatti vengono
persone e poi io me ne vado dopo un'ora. Mi ricordo i discorsi che c'era
ADAMO, parlando di STEFANO BONTATE, apprezzamenti e cose, che era un
principe di qua, aristocratico, insomma si parlava e io lo sfottevo
dicendoci ma chi e', un campagnolo, un raccoglitore di arance e mandarini.
Insomma si scherzava questo. Questi erano i discorsi, percio' LILLO ADAMO
era legatissimo a BONTATE e a MIMMO TERESI e a tutti quelli che
frequentavamo.
PUBBLICO MINISTERO:
Si, e che cosa le venne detto in quella circostanza? Le venne fatto un
discorso in particolare che riguardava il DELL'UTRI?
DI CARLO FRANCESCO:
Ah, ma no, quello e' stato... c'e' un discorso che ho saltato prima, quando
mi sono dati i numeri di telefono, dopo io parlo con TERESI, pero' da solo,
perche' ecco quando vengono discorsi di cosa nostra si fanno da soli, dopo
di avermi dati in numeri di telefono, non e' in questo ristorante, dottore
GOZZO, non so io se ho potuto fare confusione...
PUBBLICO MINISTERO:
Lei stava parlando sempre del matrimonio?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, del matrimonio, stiamo parlando ancora... siamo mi sembra davanti alla
chiesa, quando mi vengono dati i numeri di telefono e poi siamo un po' soli,
ci prepariamo per andare all'altare con TERESI, comunque e siamo appartati,
mi dice: un bonu picciottu. In gergo cosa nostra si capisce un bonu
picciottu e' che -INCOMPRENSIBILE- a disposizione una persona di qua, me ne
parla bene, dice noi con STEFANO abbiamo intenzione di combinare a
DELL'UTRI, e allora io... tu che ne pensi, tu che l'hai conosciuto? Chi ci'
puteva diri? Ma io vedo che una parola non la spiccica mai o simpatia non me
ne fa? Non lo so. Ci ho detto: ma voialtri lo conoscete meglio di me, ma
poi, ci ho detto, combinarlo voialtri, questo dove e' nato, gli ho detto?
Dice: No, a Palermo, sai per Palermo non c'e' bisogno, lo combiniamo da
STEFANO. Ho detto: ma se e' intimo con TANINO CINA' e questo a TANINO CINA'
come un grande uomo, non so da quanto si conoscono, se combinate a DELL'UTRI
e a TANINO no, so che a TANINO non lo potete combinare, a meno che lo
combinano a Cruillas, che fate? Poi quello ci perde d'immagine, ci perde di
tutto. Allora o i combinate tutti e due o niente, poi siete voialtri,
vedete. Poi mi hanno detto che non l'hanno combinato, almeno in quella
occasione. E mi ripete, dice: ma tu lo sai che cosa ci e' successo a TANINO,
dice, c'e' il fratello messo fuori famiglia percio' viene piu' difficile
ancora combinarlo in questo momento. Questi sono stati i discorsi, dottore
GOZZO.
PUBBLICO MINISTERO:
Senta lei sa se successivamente TANINO CINA' e' stato combinato?
DI CARLO FRANCESCO:
Veda, a me non mi sento di parlare di cose che non l'ho avuto diretto o
presentato diretto, cose per sentito non mi e' piaciuto mai, per delicatezza
, voglio essere molto delicato su questo, perche' non mi piace che chi sa la
gente dice parla per cose sentite dire, io ho parlato sempre proprio nella
situazione cose dirette.
PUBBLICO MINISTERO:
Si, signor DI CARLO, io capisco perfettamente quello che dice lei, io non so
che deve dire, ma se lei ha comunque saputo delle cose anche de relato come
si dice in gergo giuridico, lei deve comunque riferirla, o si avvale della
facolta' di non rispondere.
DI CARLO FRANCESCO:
Io telefonavo di la' e di quelli piu' intimi chiedevo, c'e' stato qualche
altra cosa che avevo bisogno di TANINO, ho fatto chiedere e mi ha risposto
in un modo che io come cosa nostra... pero' poi l'avvocati dicono ma come ha
capito? In cosa nostra si capisce tutto e si fa tutto, volendo, dovrei dire
si l'hanno combinato, pero' e' una mia capire, e m'ha fatto capire per
telefono che io dico telefonavo di la'.
PUBBLICO MINISTERO:
Lei ci dica in che modo l'ha capito.
DI CARLO FRANCESCO:
Pero' non lo posso dire perche' non l'ho avuto mai presentato.
PUBBLICO MINISTERO:
Certo, quindi non e' una cosa che lei ha avuto sotto la sua personale
percezione, questo l'abbiamo capito, dico, ma esattamente che cosa le venne
detto e da chi, perche' non ci ha detto da chi le venne detto.
DI CARLO FRANCESCO:
E questa e' la cosa piu' principale, che non mi piace fare il nome di chi ha
... perche' non voglio mettere a repentaglio la vita degli altri.
PUBBLICO MINISTERO:
Signor DI CARLO, io glielo devo chiedere, chi le fece questo nome?
DI CARLO FRANCESCO:
Il nome?
PUBBLICO MINISTERO:
Chi le fece... chi le disse queste cose?
DI CARLO FRANCESCO:
Dottore GOZZO, mi avvalgo su questo, veramente non voglio toccare una
persona mi e' troppo intima.
PUBBLICO MINISTERO:
Quindi e' inutile anche chiedere il resto, non sapendo...
PRESIDENTE:
Cioe' si avvale della facolta' di non rispondere a questa domanda, signor DI
CARLO?
DI CARLO FRANCESCO:
Si, la persona e' troppo intima e non vorrei che ci succeda qualcosa,
perche' sono cose che si conservano in cosa nostra, che ascolta...
PRESIDENTE:
E appunto, e' una sua facolta' non rispondere”.
Dalla viva voce del collaborante si è appreso, quindi, che:
durante il ricevimento successivo alla cerimonia religiosa, al suo stesso
tavolo erano seduti, oltre a Marcello Dell’Utri, gli invitati palermitani
Adamo Calogero, Teresi Girolamo, Molfettini Vittorio, De Luca Gustavo,
accompagnati dalle rispettive consorti, e Monteleone Filippo, dipendente del
Fauci;
tutte queste persone erano state invitate dallo sposo, circostanza di cui il
collaborante è certissimo perché, essendo stata data notizia della sua
latitanza dai mezzi di informazione televisivi, si era fatto dire dal Fauci
quali persone avesse invitato e ciò allo scopo di evitare spiacevoli
“inconvenienti”;
non erano tra i presenti, sebbene invitati, i fratelli Bontate Stefano e
Giovanni, inteso l’“avvocato”, perché impossibilitati ad intervenire.
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