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Sentenza DELLUTRI condannato a 9 anni per aver fondato FI con Cosa nostra- 2- Svolgimento processo (2)

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Ernesto

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Sep 16, 2008, 8:12:13 PM9/16/08
to
(continua da Svogimento processo)

Nel corso dell’udienza del 10 giugno 2002, tenutasi presso il Tribunale di
Roma, veniva esaminato il collaboratore di giustizia Pennino Gioacchino e
sentito, quale testimone assistito, Guglielmini Giuseppe.
La programmata udienza del 18 giugno 2002 non veniva tenuta a causa
dell’astensione proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane alla
quale avevano aderito i difensori dei due imputati.
La deposizione del prof. Iovenitti proseguiva nel corso delle udienze del 24
e 25 giugno 2002 (in quest’ultima, si avvaleva della facoltà di non rendere
interrogatorio Cantile Giulia, indagata in procedimento per reati collegati)
e terminava il 1° luglio 2002.
Con ordinanza emessa all’udienza del 2 luglio 2002, il Collegio disponeva,
su istanza del P.M., l’ampliamento del capitolato di prova su cui era stato
chiesto e disposto l’esame dell’on.le Silvio Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri.
L’atto istruttorio, il cui espletamento era stato fissato per il g. 11
luglio 2002 presso la sede istituzionale di Palazzo Chigi in Roma ( come
richiesto dall’interessato), non aveva luogo a causa di sopravvenuti ed
indifferibili impegni di governo del premier.
Nel corso dell’udienza del 16 luglio 2000, il P.M. informava le altre parti
dell’espletamento di ulteriore attività integrativa di indagine e chiedeva
l’audizione di 25 testi e la produzione di documenti.
Non tenutesi le programmate udienze del 16 e 17 settembre 2002 per
l’astensione proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, l’8
ottobre successivo il Collegio, dopo avere acquisito il parere delle altre
parti sulle richieste istruttorie avanzate dal P.M. all’udienza del 16
luglio precedente, pronunciava ordinanza con la quale accoglieva dette
richieste sia pure non in toto (v. trascrizione del verbale di udienza
dell’8 ottobre 2002).
Il 14 e 21 ottobre 2002 deponeva il col. dei C.C. Riccio Michele e, nel
corso dell’udienza del 21 ottobre, veniva anche esaminato Pulci Calogero,
indagato in procedimento per reato collegato.
Il 22 ottobre successivo deponevano gli ufficiali di p.g. Cappuccio Giovanni
e Sozzo Giovanni; il 28 ottobre, l’avv.to Carlo Taormina e gli ufficiali di
p.g. Antinoro Elio, Caruana Giuseppe, Faloppa Maurizio, Azzarone Paolo e
Buggiada Gaetano; il 4 novembre 2002, era la volta degli inquirenti Putgioni
Gesuino e Quatra Silvano e del dott. Genchi Gioacchino, il quale veniva
esaminato dal P.M. e contro-esaminato dalle altre parti nel corso della
successiva udienza dell’11 novembre 2002.
Il 12 novembre 2002, il Collegio scioglieva la riserva formulata su alcune
delle richieste avanzate dalle parti decidendo di:
revocare l’ordinanza ammissiva dei testi di riferimento Lo Prete Anton
Giulio, Attilio Capra De Carrè, Di Pietro Antonio e Pacini Battaglia:
rigettare la richiesta, avanzata dal procuratore della costituita parte
civile Provincia Regionale di Palermo, di una nuova audizione del
collaborante Cancemi Salvatore e la richiesta, avanzata dalla difesa di
Dell’Utri, di assumere in esame gli ufficiali di p.g. che avevano effettuato
appostamenti nei pressi dell’abitazione di Chiofalo Giuseppe e di sentire in
dibattimento il teste Pizzetti Edoardo:
consentire alla rinuncia della difesa di Dell’Utri all’esame dei testi di
riferimento Ganci Raffaele e Ganci Domenico:
ammettere l’audizione ex art. 195 c.p.p. di Tuccio Salvatore, Ercolano Aldo
e D’Agata Marcello (v. trascrizione del verbale di udienza).
Il 18 novembre 2002, deponeva l’ufficiale di p.g. Carrieri Renzo e veniva
sentito ex art. 195 c.p.p D’Agata Marcello mentre Ercolano Aldo si avvaleva
della facoltà di non rispondere.
Nel corso dell’udienza del 19 novembre 2002, il Collegio scioglieva le
riserve formulate su tutte le altre richieste istruttorie avanzate dalle
parti nel corso del dibattimento (v. trascrizione del verbale di udienza).
Il 25 novembre 2002, veniva assunto in esame Tuccio Salvatore ex art. 195
c.p.p.
Il 26 novembre successivo, il Collegio si trasferiva a Roma per procedere
all’esame, nella sede istituzionale di Palazzo Chigi, del Presidente del
Consiglio dei Ministri, on.le Silvio Berlusconi, il quale, avvisato della
facoltà di astenersi dal rendere interrogatorio, in quanto già indagato in
procedimento per reato connesso, dichiarava di volersene avvalere.
Il 3 dicembre 2002, deponeva la teste di riferimento Paoletti Giuliana ed,
il successivo 9 dicembre, Cilona Alberto, altro teste sentito ex art. 195
c.p.p.
Nel corso dell’udienza del 16 dicembre 2002, con l’escussione degli
ufficiali di p.g. Tardo Maurizio e Del Francese Umberto aveva inizio
l’audizione dei testi indotti dai difensori dei due imputati, i quali
avevano comunicato al Collegio che i loro assistiti non intendevano essere
esaminati.
Il 23 dicembre 2002, la difesa di Dell’Utri rinunciava, con il consenso del
P.M., all’audizione degli inquirenti Caracciolo Carmelo e Gaglianone
Francesco e, sull’accordo delle parti, venivano acquisite agli atti le
relazioni di servizio redatte dai due ufficiali di p.g.
Il 7 e 20 gennaio 2003, veniva esaminato il collaboratore di giustizia
Giuffrè Antonino e, nel corso dell’udienza del 20 gennaio, si procedeva
anche all’audizione dei testi Micalizio Salvatore, Zagatti Francesco,
Tumiatti Riccardo e Patrassi Roberto.
Dell’Utri rendeva spontanee dichiarazioni.
Il 21 gennaio successivo, venivano esaminati Canale Carmelo e Spatola
Rosario, imputati in procedimenti per reato connesso.
Il P.M. comunicava che nella sua segreteria erano stati depositati alcuni
verbali di dichiarazioni rese da Lipari Giuseppe, trasmessi dal Procuratore
della Repubblica in sede, ma che non era sua intenzione chiedere al Collegio
l’esame del Lipari.
Il 27 gennaio 2003, deponevano i testi Platania Nando ed Obinu Mario,
colonnello dei C.C. in servizio presso il R.O.S.
L’udienza prevista per il 28 gennaio 2003 non aveva luogo perché alcuno dei
testi della difesa di Dell’Utri era stato citato mentre quelle programmate
per il 3 e 4 febbraio successivi non venivano tenute a causa del
contemporaneo impegno di un componente del Collegio in altro procedimento
penale, pendente davanti la stessa Sezione, a carico di imputati detenuti i
cui termini massimi di custodia cautelare erano prossimi a scadere.
Il 10 febbraio 2003, deponevano i testi Ravidà Nicola, Mele Salvatore e Mele
Riccardo, mentre il successivo 17 febbraio era la volta di Tramandino Marco
e del dott. Miliano Michele, magistrato in servizio presso la D.D.A della
Procura della Repubblica di Lecce.
L’udienza del 18 febbraio 2003 non venuta tenuta in segno di partecipazione
al grave lutto che aveva colpito l’avv.to Roberto Tricoli, titolare della
difesa dell’imputato Dell’Utri Marcello insieme all’avv.to Enzo Trantino,
per l’improvvisa dipartita del nipote, on.le Marzio Tricoli.
Il 3 marzo 2003, deponevano Fieramosca Domenico, Puccio Giuseppe, Poliziotto
Giovanna, Cinà Amelia, Cinà Giuseppe, tutti testi indotti dalla difesa di
Cinà Gaetano e veniva esaminato Alamia Francesco Paolo in qualità di teste
assistito.
Il 17 marzo 2003, veniva esaminato il collaboratore di giustizia Cirfeta
Cosimo, già appartenente alla Sacra Corona Unita, associazione criminale
operante in Puglia.
Il 18 marzo successivo, deponeva il teste Palazzo Renato.
Il 24 marzo 2003, si procedeva all’audizione del teste Consolazione Giovanni
mentre l’architetto Todaro Osvaldo, indagato in procedimento per reato
collegato, si avvaleva della facoltà di non rendere interrogatorio.
Il 31 marzo ed il 1° aprile 2003, presso l’aula Bunker 1 di Milano, il
Collegio procedeva all’audizione dei testi Bonandrini Caterina, Gonfalonieri
Fedele, Paraboschi Beatrice, Lacchini Luigi, Buriani Ruben, Galliani
Adriano, Lattuada Ines, Alberi Gabriella, Messina Francesco, Caronna
Marcello, Fede Emilio, Liguori Paolo, Feltri Vittorio, Pesce Daria, Staiti
di Cuddia Tommaso, La Ferla Mario, Di Napoli Gianluigi, Bagnasco Elida,
Ferri Luciano e Nava Maria.
Il 14 aprile 2003 deponevano i testi Letta Gianni, Costanzo Maurizio,
Ferrara Giuliano, Pannella Mrco, Mentana Enrico, Biondi Alfredo, Patrono
Francesco e Capoccia Giuseppe.
Il 22 aprile 2002, venivano escussi i testi Stupino Piera ed l’ispettore
della P.S. Culcasi Giuseppe.
Il 28 aprile successivo, deponevano i testi Geronzi Cesare e Ottolenghi
Vittorio: il 5 maggio 2003 era la volta di Tino Sinibaldo e Comincioli
Romano ad essere escussi dai difensori degli imputati e dal P.M. mentre
l’ing. Dell’Utri Alberto, fratello dell’imputato, si avvaleva della facoltà
di non rispondere.
Nel corso dell’udienza del 12 maggio 2003, deponevano i testi Santoro
Michele e Berlusconi Paolo mentre Papalia Aldo, indagato in procedimento per
reato collegato, si avvaleva della facoltà di non rispondere.
Il 13 maggio 2003 il Collegio disponeva che i testi Pergola Pasquale,
Cartotto Ezio e Comotti Francesco fossero sentiti fuori sede perché
impossibilitati a raggiungere Palermo per le loro condizioni di salute e
fissava a tal uopo le udienze del 26 e 27 maggio 2003 in quanto quelle
programmate per il 19 e 20 maggio 2003 non si sarebbero tenute per
l’astensione dalle udienze proclamata dall’Unione delle Camere Penali
Italiane.
Il 26 maggio 2003, presso l’aula Bunker di Milano, deponevano i testi
Comotti Francesco e Cartotto Ezio: la difesa di Dell’Utri rinunciava
all’audizione dei testi Pergola, De Luca e Rivelli.
Il sen.re Dell’Utri Marcello rendeva spontanee dichiarazioni.
Il 27 maggio 2003, il P.M. faceva riserva di ulteriore attività integrativa
di indagine ed il Collegio disponeva perizia medico-legale sulla persona del
prof.re Traina Francesco, teste indotto dalla difesa di Dell’Utri, al fine
di accertare se lo stesso fosse in grado di deporre al dibattimento.
Il 3 giugno successivo, il prof. Paolo Procaccianti, perito d’ufficio,
relazionava sulle condizioni di salute del prof. Traina assicurando che il
predetto era in condizione di deporre in dibattimento.
Il 9 giugno successivo, deponevano Montaperto Giuseppe ed il prof. Traina.
Nel corso dell’udienza del 16 giugno 2003, venivano escussi i testi Federico
Orlando e Resinelli Giuseppe.
Il 17 giugno successivo, i difensori dei due imputati avanzavano richieste
istruttorie ex art. 507 c.p.p.: il P.M. si opponeva al loro accoglimento ed
il Collegio si riservava di provvedere in merito.
Il 30 giugno 2003, veniva esaminato il collaboratore di giustizia Vara Ciro:
il P.M e la difesa di Dell’Utri avanzavano ulteriori richieste istruttorie.
Il 1° luglio successivo, il Collegio ammetteva l’esame del collaboratore di
Giustizia Contorno Salvatore, richiesto dalla difesa di Dell’Utri, ed il
col. Sergio Bonafiglia, perito nominato dal Tribunale, depositava le
trascrizioni delle intercettazioni telefoniche ed ambientali effettuate
nell’ambito del proc. pen. a carico di Amato Antonio.
Nel corso dell’udienza del 7 luglio 2003 aveva luogo l’esame di Contorno
Salvatore.
All’udienza dell’8 luglio successivo, tutte le parti intervenivano
esprimendo il loro parere sulle richieste istruttorie dalle stesse avanzate
ed il Collegio si riservava di provvedere in merito.
La programmata udienza del 27 luglio non aveva luogo a causa di concomitanti
impegni parlamentari del sen.re Dell’Utri Marcello.
Il successivo 28 luglio, il Collegio emetteva ordinanza con la quale
decideva sulle richieste avanzate dalle parti e conferiva incarico al
perito, sig.ra Lidia Cannatella, di trascrivere le conversazioni telefoniche
ed ambientali intercettate nell’ambito di altri procedimenti penali ed
acquisite agli atti nel corso del dibattimento.
Le programmate udienze del 16, 22, 23 settembre non avevano luogo in quanto
il perito trascrittore non aveva ancora adempiuto all’incombente commessogli
all’udienza del 28 luglio, avendo chiesto ed ottenuto una proroga sino al 28
settembre 2003.
Le udienze del 29 e 30 settembre 2003 non venivano tenute per l’assenza di
un componente del Collegio, impegnato in un corso a Roma indetto dal C.S.M.,
e quella del 6 ottobre successivo non aveva luogo per l’assenza di altro
componente del Collegio, in congedo ordinario.
Nel corso dell’udienza del 7 ottobre 2003, il Tribunale informava le parti
dell’avvenuto deposito delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche
ed ambientali effettuate nell’ambito delle indagini preliminari del
procedimento denominato “Ghiaccio 2”.
Il P.M. chiedeva di produrre documentazione e le difese delle altre parti si
riservavano di esprimere il loro parere.
Le programmate udienze del 13 e 14 ottobre 2003 non venivano tenute per
l’astensione dalle stesse proclamata dalla Unione delle Camere Penali.
Nel corso dell’udienza del 20 ottobre 2003, la difesa del sen.re Dell’Utri
eccepiva la inutilizzabilità delle trascrizioni delle conversazioni
ambientali acquisite nell’ambito del procedimento c.d. “Ghiaccio 2”
argomentando che non le era stato possibile acquisire, presso il P.M.
titolare di quella inchiesta, la trascrizione di tutte le altre
conversazioni ambientali intercettate in quanto coperte dal segreto
istruttorio.
Nel corso delle udienze del 21 e 28 ottobre 2003, le difese esprimevano il
loro parere in ordine alla richiesta di produzione documentale avanzata dal
P.M. il 7 ottobre antecedente ed il Tribunale dava lettura della ordinanza
con la quale decideva sulla richiesta del P.M. e sulla eccezione formulata
dalla difesa di Dell’Utri il 20 ottobre precedente.
Le udienze del 3 e 10 novembre 2003 non venivano tenute per l’assenza
dell’imputato dell’imputato Dell’Utri Marcello, ricoverato in una struttura
sanitaria di Milano per accertamenti come da certificazione richiesta dal
Tribunale e fatta pervenire via fax dalla direzione sanitaria del luogo di
cura.
Nel corso delle udienze del 17 e 24 novembre 2003, il P.M. e la difesa di
Dell’Utri avanzavano richieste istruttorie ed esprimevano il loro parere su
quelle proposte dalla controparte.
All’udienza del 25 novembre 2003, il Collegio dava lettura dell’ordinanza
con la quale provvedeva in ordine alle richieste formulate dalle parti il 17
e 24 novembre antecedenti mentre manteneva ferma la riserva formulata in
ordine ad una delle richieste avanzata dalla difesa di Dell’Utri all’udienza
dell’8 luglio 2003.
Si procedeva, quindi, all’audizione del teste Damiano Antonino.
Il 1° dicembre successivo veniva assunto in esame l’on.le Gianfranco
Miccichè la cui testimonianza era stata ammessa, a richiesta della difesa di
Dell’Utri, quale prova a discarico sui fatti costituenti oggetto della prova
a carico costituita dal contenuto di alcune conversazioni ambientali
intercettate nel corso delle indagini preliminari del procedimento c.d.
“Ghiaccio 2”.
Nel corso della udienza del 9 dicembre 2003, il Tribunale pronunciava
ordinanza con la quale scioglieva le riserve formulate sulle richieste
avanzate dalla difesa di Dell’Utri alle udienze dell’8 luglio e del 1°
dicembre 2003.
Il 15 dicembre successivo, il Tribunale emetteva ordinanza con la quale
dichiarava inutilizzabili i tabulati telefonici sequestrati nel corso delle
indagini preliminari e l’elaborato redatto dal consulente tecnico nominato
dal P.M., dott. Gioacchino Genchi, acquisito agli atti dopo la sua
deposizione.
Nel corso dell’udienza del 22 dicembre 2003, il sen. Marcello Dell’Utri
prestava il suo consenso all’acquisizione agli atti del dibattimento dei
tabulati telefonici e della consulenza tecnica redatta dal dott. Genchi,
oggetto della ordinanza emessa dal Collegio all’udienza del 9 dicembre
precedente; il P.M., preso atto del consenso prestato dall’imputato,
chiedeva, in via preliminare, la revoca dell’ordinanza emessa il 9 dicembre
antecedente dal Collegio e, in via subordinata, sollevava l’eccezione di
incostituzionalità degli artt. 4, 6 e 7 della legge 20 giugno 2003 n. 14.
per violazione degli artt. 3, 24, 25, 68, 97, 101, 111 e 112 della
Costituzione.
Il difensore della costituita parte civile Provincia Regionale di Palermo
aderiva alla richiesta formulata dal P.M. in via principale.
Il difensore dell’imputato Cinà Gaetano si rimetteva al Tribunale ed anche i
difensori del sen. Dell’Utri, condividendo in toto la richiesta del loro
assistito, si affidavano al giudizio del Collegio.
Al termine dell’udienza, i difensori dei due imputati avanzavano richieste
istruttorie ex artt. 493, 495 e 507 c.p.p. sulle quali il Collegio formulava
riserva di provvedere in attesa che il P.M., il quale aveva chiesto un
termine per esaminare le richieste, esprimesse il suo parere.
All’udienza del 12 gennaio 2004, il Tribunale pronunciava ordinanza con la
quale, revocando il provvedimento emesso il 9 dicembre 2003, dichiarava
utilizzabili ai fini della decisione i tabulati relativi a contatti
telefonici di utenze comunque riferibili all’imputato Marcello Dell’Utri e
la deposizione del dott. Gioacchino Genchi, consulente del P.M., nelle parti
concernenti lo sviluppo dei tabulati stessi.
Il rappresentante della Pubblica Accusa esprimeva il suo parere in ordine
alle richieste istruttorie avanzate dalle parti nel corso delle udienze del
17 giugno e 22 dicembre 2003 ed il Collegio formulava riserva che scioglieva
nel corso della successiva udienza del 13 gennaio 2004 rigettando tutte le
richieste avanzate dalle parti ad eccezione della disposta audizione del
giornalista francese Jean Claude Zagdoun e del dirigente dell’Ufficio di
Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Catania in servizio nell’anno 2000.
All’udienza del 19 gennaio 2004, il P.M. chiedeva l’esame del collaboratore
di giustizia Giusto Di Natale ex art. 517 c.p.p. ed il Tribunale, sentito il
parere delle altre parti nel corso dell’udienza del 26 gennaio successivo,
disponeva in conformità alla richiesta istruttoria del P.M. ed ammetteva
altresì l’audizione dell’imputato di reato connesso Aragona Salvatore
richiesta ex art. 507 c.p.p. dalla difesa del sen.re Dell’Utri.
Nel corso della stessa udienza il Tribunale revocava l’ordinanza con la
quale era stata ammessa l’audizione del giornalista francese Zagdoun per la
impossibilità da parte della difesa dell’imputato Dell’Utri di citarlo a
comparire in udienza e disponeva che, a cura della cancelleria, fosse citato
il funzionario dell’Ufficio di Polizia di Frontiera dell’aeroporto di
Catania, non comparso all’udienza del 19 gennaio precedente perché ammalato.
Il 2 febbraio 2004, non aveva luogo l’esame in video-conferenza del
collaboratore di giustizia Giusto Di Natale per indisposizione fisica dello
stesso mentre veniva assunta in esame la dott. ssa Lorefice, dirigente della
Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Catania; all’esito della sua
audizione, il Tribunale disponeva, su richiesta delle parti, l’esame di due
sottufficiali della Guardia di Finanza ai quali aveva fatto riferimento la
dott.ssa Lorefice.
Nel corso dell’udienza del 3 febbraio 2004 veniva assunto in esame il dott.
Salvatore Aragona, indagato del reato p. e p. dagli artt. 110 e 416 bis c.p.
nel procedimento penale denominato “Ghiaccio 2”.
Il 17 febbraio 2004, veniva assunto in esame il m.llo della Guardia di
Finanza Marino Giuseppe, in servizio presso l’aeroporto di Catania, e veniva
disposta visita medica del collaboratore di giustizia Di Natale Giusto al
fine di accertare se le sue attuali condizioni fisiche gli impedissero di
essere esaminato in video-conferenza.
Nel corso dell’udienza del 23 febbraio 2004, testimoniava il m.llo della
Guardia di Finanza in pensione Iacono Antonino, in servizio presso
l’aeroporto di Catania dal 1990 al 1994, e veniva disposto l’accompagnamento
coattivo del collaboratore di giustizia Di Natale Giusto per essere
esaminato dalle parti, avendo il medico, che l’aveva sottoposto a visita,
constatato la sua capacità di deporre in udienza.
All’udienza del 1° marzo 2004, veniva assunto in esame ex art. 210 c.p.p. il
Di Natale e la difesa dell’imputato Marcello Dell’Utri avanzava richiesta
istruttoria in ordine alla quale, acquisito il parere delle altre parti, il
Tribunale formulava riserva di provvedere.
Il 2 marzo 2004, il Tribunale scioglieva la riserva rigettando la richiesta
avanzata dalla difesa di Marcello Dell’Utri e rinviava l’udienza a quella
del 15 marzo successivo nel cui corso, rigettate le ultime richieste
istruttorie avanzate dalla difesa di Dell’Utri, il Collegio dichiarava
chiusa l’indagine dibattimentale indicando gli atti utilizzabili ai fini
della decisione e disponeva procedersi alla discussione finale.
All’udienza del 5 aprile 2004 aveva inizio la requisitoria del P.M. che
proseguiva in quelle del 6, 19, 20, 26 aprile, 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 31
maggio, 1 e 7 giugno 2004; nel corso della successiva udienza dell’8 giugno,
il rappresentante della Pubblica Accusa concludeva la sua requisitoria
chiedendo l’affermazione della penale responsabilità dei due imputati in
ordine ai reati loro contestati e la condanna di Dell’Utri Marcello alla
pena di anni undici di reclusione e di Cinà Gaetano alla pena di anni nove
di reclusione nonché di entrambi in solido al pagamento delle spese
processuali, del Cinà anche a quelle del suo mantenimento in carcere durante
la custodia cautelare, di ciascuno dei due imputati alle pene accessorie ed
al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili.
Nel corso dell’udienza del 15 giugno 2004, i procuratori delle costituite
parti civili Provincia Regionale di Palermo e Comune di Palermo adottavano
le loro conclusioni chiedendo l’affermazione della penale responsabilità dei
due imputati in ordine ai reati contestati e la loro condanna alla pena
detentiva che sarebbe stata ritenuta equa dal Tribunale ed al risarcimento
dei danni ed alla rifusione delle spese di costituzione come da comparsa
contestualmente depositata.
Il 28 giugno aveva inizio l’arringa dei difensori dell’imputato Dell’Utri
Marcello e proseguiva nel corso delle udienze del 29 giugno, 5, 6, 12, 13 e
19 luglio 2004.
Dopo l’interruzione dovuta al periodo feriale, l’arringa difensiva
proseguiva nel corso delle udienze del 20, 21, 26 e 27 settembre, 11, 12,
18, 19 (mattina e pomeriggio), 25, 26 (mattina e pomeriggio) ottobre, 2 e 8
novembre 2004; al termine di quest’ultima udienza la difesa del sen.re
Marcello Dell’Utri concludeva la sua arringa e chiedeva di poter formulare
le richieste definitive all’inizio dell’udienza programmata per il 15
novembre successivo.
All’udienza del 9 novembre 2004, prendeva la parola il difensore del
prevenuto Gaetano Cinà e, al termine dell’arringa, concludeva il suo
intervento chiedendo l’assoluzione del suo assistito dalle imputazioni
contestategli con l’ampia formula liberatoria “perché i fatti non
sussistono”.
All’inizio dell’udienza del 15 novembre 2004, la difesa del sen.re Marcello
Dell’Utri adottava le sue definitive conclusioni chiedendo che il Tribunale
assolvesse il suo assistito dalle imputazioni contestategli con la formula
ampiamente liberatoria “perché i fatti non sussistono”.
Il Collegio dava, quindi, lettura dell’ordinanza con la quale provvedeva
sulle richieste istruttorie avanzate dalla difesa di Marcello Dell’Utri e
dal P.M. alle udienze del 29 settembre e 12 ottobre 2004 (v. verbali di
causa ed ordinanza allegata al verbale del 15 novembre 2004).
Aveva, quindi, inizio la replica del P.M., che proseguiva nel corso
dell’udienza del 16 novembre successivo.
Nel corso delle udienze del 22 e 29 novembre 2004 replicava la difesa
dell’imputato Marcello Dell’Utri, il quale prendeva la parola per ultimo nel
corso della stessa udienza del 29 novembre 2004.
Dichiarato chiuso il dibattimento, il Collegio si ritirava in camera di
consiglio per deliberare.
L’11 dicembre 2004 il Tribunale dava lettura del dispositivo della sentenza.

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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