Eccovi la terza parte..:
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Dietro fiduciarie in odore di P2
Milano 2, Milano 3, lo stesso simbolo del "biscione": Berlusconi enfatizza
spesso la "milanesità", l'impronta "meneghina" del suo impero. Peccato solo
che tutto sia stato concepito, progettato, e finanziato, lontano da Milano.
Fino al 1975, Milano è estranea alle iniziative berlusconiane: le stesse
Edilnord e Italcantieri sono infatti società con capitali svizzeri (almeno
ufficialmente). Nella prima, come si è visto, Berlusconi è socio senza
capitali, e per le sue prestazioni viene compensato con l'1 per cento degli
utili; nella seconda, comparirà nominalmente solo nel 1977.
La primissima pietra dell'impero berlusconiano viene posta a Roma, in un
ufficio situato in Salita San Nicola da Tolentino 1/B (una via attigua alla
sede
centrale della Banca Nazionale del Lavoro). Qui, il 16 settembre 1974, nasce
la società immobiliare San Martino spa. L'atto costitutivo viene
sottoscritto
dal banchiere piduista Gianfranco Graziadei per conto della fiduciaria
Servizio Italia spa, e da Federico Pollak (87 anni, dirigente della Bnl fin
dalla
fondazione) per la Saf, Società azionaria fiduciaria spa. Entrambe le
fiduciarie sono società della Bnl Holding (il parabancario del grande
istituto
di credito). E presente alla costituzione della Immobiliare San Martino
anche
Marcello Dell'Utri, il quale della neocostituita società viene nominato
amministratore unico. Si dà il caso che Marcello Dell'Utri sia un
personaggio
in odore di mafia, come rivelerà un rapporto della Criminalpol datato 13
aprile 1981: "L'aver accertato attraverso la citata intercettazione
telefonica il
contatto tra Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua
particolare pericolosità criminale, e Dell'Utri Marcello ne consegue
necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa [società per le quali il
Dell 'Utri svolge la propria attività, [NdA] operanti in Milano, sono
società
commerciali gestite anch'esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per
riciclare il denaro sporco provento di illeciti".
Marcello Dell'Utri (fratello gemello di Alberto Dell'Utri), futuro
amministratore delegato di Publitalia 80 (la potente concessionana di
pubblicità delle reti televisive Fininvest), sarà uno dei più stretti
collaboratori
di Berlusconi. Si dirà che i due siano stati compagni di università (una
circostanza dubbia); né molto è dato sapere sul conto di Dell'Utri, se non
che proviene da un'agiata famiglia palermitana, e che dopo la laurea ha
lavorato presso la sede periferica di una banca siciliana, poco prima di
spiccare il volo alla volta di Milano e dei grandi affari. Tuttavia, secondo
l'avvocato Giovanni Maria De Dola, in un memoriale del costruttore Filippo
Alberto Rapisarda (consegnato al giudice Della Lucia, del Tribunale di
Milano), lo stesso Rapisarda sostiene di avere associato Dell'Utri nelle
proprie attività edilizie in seguito alla pressante raccomandazione" in tal
senso rivoltagli dal boss mafioso Stefano Bontate.
La neocostituita società Immobiliare San Martino rimane mattiva fino alla
metà del 1977, quando eleva il proprio capitale sociale dall'originario un
milione a mezzo miliardo e trasferisce la propria sede a Milano. Poco dopo,
nel settembre 1977, muta la propria denominazione in Milano 2 spa. Il
singolare schema operativo -costituzione, sensibile aumento di capitale,
trasferimento della sede a Milano, e mutamento della ragione sociale - si
ripeterà come una costante per tutte le società del gruppo Fininvest
promosse dal parabancario Bnl. Nello stesso settembre 1977, Marcello
Dell'Utri cessa dalla carica di amministratore unico, e in sua vece subentra
Giovanni Dal Santo, commercialista nato a CaItanissetta ma attivo a Milano.
dove cura interessi vicini alla Bnl Holding.
La romana Immobiliare San Martino, trasformatasi nella milanese Milano 2
spa, ha un ruolo essenziale nella costruzione della omonima "città
satellite".
Il 15 settembre 1977, la società acquista a Segrate (periferia di Milano) i
terreni sui quali sorgeranno 150 appartamenti. La cedente è la Edilnord, che
con tale cessione comincia a trasferire la propria attività al gruppo in
formazione sotto la regia della Bnl Holding. Il 30 gennaio 1978, la Edilnord
cede a Milano 2 spa 350 appartamenti e relativi box in fase di costruzione a
Segrate, del valore di 14 miliardi di lire. Queste compravendite di terreni
e
immobili si articolano in atti notarili tra soggetti diversi, ma gli
interessi
sottostanti hanno una medesima matrice e regia: infatti, la società Milano 2
spa è controllata dalla Fininvest, e la Fininvest è una società costituita
dalle
stesse Servizio Italia e Saf.
La Fininvest sri è nata il 21 marzo 1975 al solito indirizzo romano di
Salita
San Nicola da Tolentino 1/B a opera dei soliti avvocato Gianfranco Graziadei
e commendator Federico Pollak; secondo il solito schema, due mesi dopo la
costituzione ha aumentato il capitale sociale dagli originari 200 milioni a
2
miliardi, dopodiché, l'il novembre 197~ si è trasformata da "srI" in spa e
ha
trasferito la propria sede a Milano.
La Fininvest assume il controllo di Milano 2 spa (100 per cento) e di
Italcantieri (nonché di altre società che vedremo in seguito).
L'Italcantieri è
la società "svizzera" che ha in appalto la costruzione della "città
satellite" a
Segrate (cioè Milano 2): in un primo momento il controllo di Fininvest sulla
Italcantieri è dell'80 per cento, ma negli anni successivi diventerà totale.
Anche l'altra società "svizzera", la Edilnord, si dissolverà ben presto
nella
Fininvest. Si sono già viste le mutazioni della Ldilnord: dopo Silvio
Berlusconi
socio senza capitali, e dopo il susseguirsi di parenti e prestanome,
l'ultima
mutazione, alla fine del 1977, vede entrare in scena il commercialista
Umberto Previti (nato a Reggio Calabria nel 1901, romano d'adozione,
operante nel parabancario Bnl). Previti diviene amministi atore unico della
società (che muta così in Edilnord centri residenziali di Umberto Previti
sas),
quindi dispone la sua messa in liquidazione volontaria a far data dal 10
gennaio 1975, e nello stesso mese - lo si è visto - vende a Milano 2 spa, e
quindi alla Fininvest, tutto il costruito e il costruendo della "città
satellite" di
Segrate, compresi le aree a destinazione pubblica e i servizi sociali
convenzionati con il Comune. Sono in ballo ingenti capitali, ma è vano
cercarne traccia nei bilanci della Edilnord; né si comprende quale possa
essere il tornaconto del "socio svizzero" nell'ambito di queste operazioni
tutt'altro che lineari.
L'8 giugno 1978. le due fiduciarie della Bnl - Servizio Italia e Saf - si
ritrovano ancora al n° 1/B della romana Salita San Nicola da Tolentino (dove
entrambe hanno la loro sede sociale) e costituiscono la Fìninvest Roma srì,
con scopo sociale "l'assunzione di partecipazioni azionarie e finanziamenti
in
genere": il capitale sociale è di 20 milioni, sottoscritto in parti uguali
da
Servizio Italia e Saf; amministratore unico della neocostituita Fininvest
Roma è il calabrese Umberto Previti. Ventidue giorni dopo, il 30 giugno
1978, Previti propone di elevare il capitale sociale da 20 milioni a 50
miliardi
di lire, illustrando gli obiettivi dello sbalorditivo megaaumento, parla
degli
insediamenti residenziali di Milano 2 e Milano 3. del centro commerciale
all'ingrosso di Lacchiarella di Tv commerciale, di trasporti aerei di
servizi
finanziari Viene quindi deliberato l'aumento del capitale sociale a 50
miliardi,
ma al momento i due soci ne versano solo 18: l'intera somma viene data iii
finanziamento a "terzi", i quali terzi altri non sono che la Fininvest spa
di
Milano, e utilizzata per acquisire il controllo di Milano 2 spa, di
Italcantieri, e
di altre societa
A conclusione di tutte queste operazioni il 26 gennaio 1979 la Fininvest
Roma srI delibera l'inLorpoI azione pei tusione della Fininvest spa di
Milano
Il successivo 28 giugno la Fininvest Roma srl assume la nuova
denominazione di Finanziaria di investimnto - Fininvest srl e trasferisce la
propria sede sociale a Milano, via Rovani 2- l'atto è del notaio romano
Vincenzo Antonelli numero di repertorio 18758 "In conseguenza della
odierna fusione la Fìninvest Roma, societa a respons ibilita limitata
subentra
nella totalità dei rapporti giuridici attivi e passivi comunque rifcribili
alla
società incorporata che si estingue dalla data odierna Sempre con effetto da
oggi cessano di pieno diritto agli organi sociali dcll i società incorporata
e le
procure dalla stessa conferite...Sempre a seguito della fusione attuata con
quest'atto, la Fininvest Roma nell'approvare tutte le operazioni compiute
dalle società incorporata posteriormente al (ventisette) 27 dicembre
(millenovecentosettantotto) 1978, subentra nella proprieta di tutti i beni
dell'i incorporata, nella titolarità dei diritti, azioni e ragioni di quest
ultima,
come pure nelle obbligazioni e negli oneri sia anteriori che posteriori alla
suddetta data del 27 dicembre 1978. nonchè in tutti i contratti, le
convenzioni, le concessioni, le autorizzazioni e le licenze della società
incorporata... Le parti autorizzano il competente Conservatore del Pubblico
registro automobilistico ad eseguire la voltura d'intest'izione a nome della
incorporante degli automezzi intestati alla incorporata".
Nasce così il "gruppo Fininvest" nella sua prima struttura. Fino a questo
momento, capitale sociale e aumenti di capitale sono sempre stati
sottoscritti da servizio Italia e Saf. Anche in seguito, ogni ulteriore
aumento
di capitale della Fininvest sarà riservato esclusivamente ai vecchi soci
(come
e' esplicitamente precisato nelle delibere assemblari). Del resto, negli
anni
cruciali durante i quali il gruppo si forma, il "signor 1 per cento Silvio
Berlusconi non possiede certo di suo gli ingenti capitali che vi vengono
investiti.
Invero, le società di 'matrice romana' che gravitano nell'orbita del
parabancario Bnl e che confluiscono nel gruppo Fininvest sono molte altre,
rispetto a quelle citate: con il loro trasferimento a Milano, tutto l'ambito
delle attività si sposta definitivamente al nord.
L'interesse per il settore editoriale e tipografico si manifesta assai
presto.
Già nel 1977. la Fininvest acquisisce una partecipazione del 50 per cento
nell'impresa tipografica Sies di Umberto Seregni, ed entra nella proprietà
del
Giornale nuovo" col 12 per cento (due anni dopo aumenterà al 37 per
cento). Un'attenzione ancora più precoce viene riservata alla televisione:
Telemilano, dopo una lunga gestazione, nel l978 si trastorma
repentinamente da via cavo a via etere, e l'anno successivo comincia
l'attività di emittente commerciale.
Alla fine del 1979, la Fininvest srl annovera due partecipate e ventidue
società controllate alcune delle quali a loro volta detengono partecipazioni
o
il pacchetto di controllo di altre. Il gruppo si articola in nove settori:
progettazione e servizi, costruzioni, immobiliare, trasporti, editoriale e
di
comunicazioni (Tv), finanziario, spettacolo, sport e tempo libero,
ristorazione. E un assetto provvisorio, soggetto a mutamenti e
trasformazioni che si susseguono con grande rapidità.
Ma chi sono in realtà i personaggi e gli interessi clic si muovono dietro e
dentro il gruppo Fininvcst, quale è l'esatta provenienza degli ingenti
capitali
che vi vengono massicciamente investiti?
Il palermitano Marcello Dell'Utri, transitato per primo, nel 1974, in Salita
San
Nicola da Tolentino l/B, all'epoca gravita nel giro degli amici di Vito
Ciancimino, e il suo trasferimento dalla Sicilia a Milano non è certo il
viaggio
dell'emigrante in cerca di fortuna. Quando viene nominato, a Roma,
amministratore unico della Immobiliare San Martino, Dell'Utri è già
residente
a Milano (in via Arcimboldi 2); dunque, la sua altrimenti inspiegabile
presenza a Roma per la costituzione della società testimonia come egli si
trovi in Salita San Nicola da Tolentino I B in rappresentanza di precisi
interessi
Servizio Italia e Saf sono società fiduciarie, e dunque agiscono su mandato
"di terzi coperti dall'anonimato (la formula utilizzata nelle operazioni è "
Per
conto di società enti o persone da dichiarare"); del resto i rispettivi
statuti
vietano loro di acquisire partecipazioni in proprio superiori al 5 per cento
delle società quotate in Borsa e dcl 10 per cento delle società non quotate.
Nel costituire la Immobiliare San Martino, dunque, le due fiduciarie si
muovono in nome e per conto di altri, così come Dell'Utri (attraverso
Rapisarda in contatto col boss Ciancimino) si muove in nome e per conto di
altri. La sua stessa uscita di scena (Dell'Utri il 13 settembre 1977 si
dimette
dall'incarico di amministratore unico risulta analogamente ambigua, quasi
che "il siciliano" abbia condotto in porto un'operazione e abbia così
concluso
il proprio compito...
Il 19 giugno 1978 - cioè una settimana dopo la costituzione di Fininvest
Roma srI da parte delle due fiduciarie Bnl vengono costituite ben 22
holding, denominate Holding Italiana Prima Holding Italiana Seconda,
Holding Italiana Terza, e così via fino a Holding Italiana Ventiduesima. Gli
intestatari di questa singolare "collana" societaria sono due prestanome:
tali
Armando Minna (nato a Lecce nel 1937, commercialista) e sua moglie Nicla
Crocitto (nata a Bari nel 1935, casalinga), entrambi residenti presso la
berlusconiana Milano 2. Lo scopo sociale delle holding è, genericamente,
"assunzione di partecipazioni in altre società o imprese, nonché ogni
operazione relativa ai titoli ed alle partecipazioni societarie"; socio di
maggioranza di ciascuna holding, col 90 per cento del capitale sociale di 20
milioni, è la casalinga Crocitto, mentre suo marito Armando Minna risulta
intestatario del restante 10 per cento; la sede sociale delle 22 holding
viene
eletta a Milano, al n° 7 di via Santa Maria Segreta (recapito presso H quale
Minna trasferisce anche la propria residenza).
Il successivo 9 ottobre, il capitale sociale di ciascuna delle 23 Holding
Italiana viene elevato a 1 miliardo, e con l'occasione si insedia un
collegio
sindacale formato dai signori Giovanni Dal Santo, Fabrizio Gusmitta, Pier
Luigi Gusmitta, Viera Emilia Manicone, Armando Minna. Nel giro di pochi
mesi (e cioè entro il successivo 1979), tutte le 22 Holding italiana vengono
trasformate in società per azioni, "con la contestuale emissione di
obbligazioni convertibili in capitale Fininvest per un importo pari al
capitale
sociale a un tasso del 12 per cento, cedole pagabili semestralmente, con
scadenza il primo giugno 1999".
Nel gennaio 1982, Minna perde la vita in un incidente stradale, e sua moglie
Nicla Crocitto torna nell'ombra (dei due coniugi-prestanome nelle Holding
italiana non vi sarà più traccia); amministratore unico delle 22 "scatole
cinesi" viene nominato Luigi Foscale (pensionato Fiat, e zio di Berlusconi),
il
quale conserverà tale carica ("per i soli poteri di ordinaria
amministrazione")
negli anni futuri, anni nel corso dei quali le Holding Italiana Prima-
Ventiduesima diverranno il vero, oscuro e impenetrabile "cuore" dell'impero
Fininvest.
Nel momento in cui lascia la Immobiliare San Martino, Marcello Dell'Utri
riveste da quasi tre anni un altro incarico societario: dal dicembre 1974
risulta essere amministratore unico della Imniobiliare Romano Paltano spa,
società proprietaria delle tenute agricole Muggiano e Romano Paltano nel
comune di Basiglio. a sud di Milano è su questi terreni che sorgerà Milano
3.
Benché fondata a Milano, la Immobiliare Romano Paltano spa aveva sede a
Ciriè (Torino); è con la nomina di Dell'Utri ad amministratore che la sede
sociale viene riportata a Milano. presso lo studio del commercialista Walter
Donati, in via Sacchi 3 -mentre in via Donati 12, a Torino, rimane attiva
ancora per qualche tempo una sede secondaria. Questo strano "giro di
sedi". e la loro stessa ubicazione, richiama assai da vicino prassi
analogamente strane d~ parte di varie società appartenenti al boss Vito
Ciancimino, le quali fanno la spola tra Milano, Torino e altre località
piemontesi minori - qualcosa di più di una semplice coincidenza, e del
resto,
la stessa presenza di Dell'Utri segnala attendibilmente i sottostanti
interessi
di don Vito, il quale peraltro ammetterà di avere "molta carne al fuoco
[tra]
Milano, Lecco, Como. fino a Torino da una parte, e al Lago di Garda
dall'altra".
A Ciriè la Immobiliare Paltano risulta essere inattiva; evidenzia nei suoi
bilanci 25 milioni di immobili (terreni e cascine), che dati in affitto le
rendono 5 milioni l'anno. Quando nel 1975, con la nomina di Dell'Utri viene
riportata a Milano, muta il suo scopo sociale: "La società ha per oggetto
l'acquisto, la costruzione, la vendita, l'amministrazione di beni immobili"
(il
trasparente riferimento è al nuovo centro residenziale berlusconiano che
sorgerà col nome di Milano 3). L'anno successivo, il capitale sociale viene
elevato da 12 a 500 milioni, e il Monte dei Paschi di Siena rilascia una
fideiussione di 3 miliardi a favore del Comune di Basiglio per garantire le
opere di urbanizzazione promesse dalla società. Il 25 maggio 1977 si
registra un nuovo aumento di capitale: 1 miliardo di lire. L'anno dopo, il
12
maggio 1978, la società muta nuovamente: si trasforma in Cantieri riuniti
milanesi, con la sede trasferita in via Rovani 2, quartier generale della
Fininvest: è a questo punto che, di nuovo, Marcello Dell'Utri esce di scena,
per comparire subito dopo, in prima persona, nell'ambito di alcune delle
società di Vito Ciancimino e dei suoi amici palermitani.
Vi sono anche società che nascono "gemelle' e procedono appaiate: la
Immobiliare Paltano, ad esempio, è affiancata dalla Immobiliare Coriasco
spa, anch'essa con sede a Ciriè (dove si era trasferita da Milano), e
anch'essa intestataria di tcrreni e cascine a sud di Milano e dati in
affitto.
Per molti anni, amministratore unico di entrambe le società è stato tale
Alessandro Fornas. I certificati penali dei componenti il collegio sindacale
della Immobiliare PaItano non sono tra le carte societarie; in loro vece vi
è
un appunto: "Sono nell'incartamento Coriasco spa al Tribunale di Tonno" -
una riprova di quanto stretti siano i legami tra le due società, e di quanto
analoghi siano gli interessi che le sostanziano.
La Immobiliare Coriasco, tra l'altro, possiede nel Comune di Lacchiarella
(15
chilometri a sud di Milano) un'estesa area agricola che il piano di
fabbricazione comunale ha destinato a sviluppo industriale e terziario: la
Fininvest se ne assicura la proprietà per costruirvi il centro all'ingrosso
"Il
Girasole" (una città commerciale con relativi servizi e attrezzature per
un'estensione di 650 mila metri quadrati), e in cambio offre alla Coriasco e
ai suoi anonimi detentori la partnership nell'iniziativa.
La Immobiliare Coriasco è annoverata tra le partecipazioni Fininvest già nel
1975 (anche se risulta ancora domiciliata a Ciriè). Nel bilancio del 1975,
risulta controllata dalla Fininvest al 100 per cento, con il valore
dell'acquisizione indicato in 370 milioni. Nel bilancio del 1976, la sede
della
Coriasco risulta essere stata trasferita a Milano, in via Mercato 5; il
controllo
da parte della Fininvest è ancora totale, con il capitale sociale elevato da
10
a 200 milioni e interamente sottoscritto dalla Fininvest infatti, a bilancio
il
valore della Coriasco è indicato in 560 milioni. Nel 1979 si registra un
ulteriore aumento di capitale (a 2 miliardi e 200 milioni), ma a questo
punto
la partecipazione della Fininvesì scende al 9,09 per cento, pur rimanendo
immutato, a 560 milioni. il valore a bilancio: il progetto del centro
commerciale "Il Girasole" è di imminente attuazione, e il nuovo assetto
azionario lascia posto ai vecchi e anonimi proprietari dell'area
interessata.
Si è visto come le due fiduciarie Servizio Italia e Saf, fonte originaria
del
futuro gruppo Finìnvest, facciano capo alla Banca Nazionale del Lavoro.
Negli anni Sessanta la Bnl è il maggiore istituto di credito italiano di
diritto
pubblico (nono nella graduatoria mondiale); l'avvento del centrosinistra
apre
il suo consiglio di amministrazione anche al Psi: vi entreranno Aldo Aniasi
(1963), Antigono Donati (1966), Nerio Nesi (1978), Ruggero Ravenna
(l980): Donati e Nesi ne assumeranno anche la presidenza. Nella seconda
metà degli anni Settanta. il colosso creditizio registra evidenti segnali di
crisi, specie nell'importante settore del parabancario, in forte espansione.
Così, le società operanti nel parabancario Bnl aumentano al ritmo di una
decina l'anno - nel l979 - sono una dozzina, e nel giro di un decennio
diverranno 82 (di cui 24 controllate) tutte facenti capo alla Bnl Holding.
L'amministratore delegato della Bnl Holding, Carlo Alhadeff, da tempo in
contrasto con i vertici della banca il 31 marzo rassegna le dimissioni e
diffonde un comunicato-stampa: "Questa mia decisione", spiega, "nasce
dall'esigenza di tutelare la mia credibilità nei confronti dell'esterno e
della
stessa Bnl, alla quale attualmente non mi è più possibile garantire la bontà
della gestione e la correttezza dei risultati della Bnl Holding e delle sue
controllate" - si tratta di una chiara presa di distanze rispetto a quanto
avviene nelle varie società del parabancario Bnl.
La capogruppo del parabancario Bnl risulta essere la Banca Nazionale deI
Lavoro Holding Italia spa: il termine "Italia", come sì vede, è ricorrente
(Servizio Italia, Italcantieri, e tutta una sfilza di Holding Italiana), e
gli
stessi, ricorrenti numeri (Milano 2, Milano 3, Italia 1, Canale 5, Rete 4,
ecc.)
ricordano una qualche fantasiosità da ragionieri di banca. Parabancario
vuole dire tante cose: leasing, factorig, intermediazione finanzi aria,
fondi
comunini gestioni patrimoniali, partecipazioni, recupero crediti,
amministrazione fiduciaria. Nel parabancario Bnl, le fiduciarie sono
soltanto
la Saf e Servizio Italia; esse fanno capo al ristretto comitato esecutivo
della
Bnl Holding, presieduto dallo stesso presidente della banca e formato da
alti
dirigenti interni e dai vertici delle principali controllate.
Servizio Italia è presente in tutte le vicende del bancarottiere mafioso e
piduista Michele Sindona. Della Capitalfin di Nassau (l'esotico "paradiso
fiscale"), una delle "casseforti" sindoniane, presidente è Alberto Ferrari,
ai
tempi anche presidente della Bnl: segretario è Gianfranco Graziadei, che è
anche direttore generale di Servizio Italia - Ferrari e Graziadei
risulteranno
entrambi affiliati alla Loggia segreta P2 . Gli editori piduisti Angelo
Rizzoli e
Bruno Tassan Din operano attraverso Servizio Italia. I maneggi piduisti con
la casa editrice Rizzolì e il "Corriere della Sera" si avvalgono di Servizio
Italia. La miliardaria operazione speculativa con la Savoia Assicurazioni da
parte della Loggia P2 è curata da Servizio Italia, così come i traffici di
Gelli
con 217 mila azioni Italimmobiliare. Il Venerabile maestro della Loggia P2
scrive all'affiliato Tassan Din indirizzando non già al suo domicilio
privato o
presso la Rizzoli, bensì presso la sede di Servizio Italia. Nel luglio 1982,
pochi giorni prima del suo arresto in relazione alla morte del banchiere
piduista Roberto Calvi, il faccendiere Flavio Carboni disporrà
l'intestazione
fiduciaria delle sue società a Servizio Italia... E dunque assodato che
Servizio Italia, formalmente Bnl, è pienamente controllata dalla Loggia P2,
e
che dietro il suo schermo si celano anche società e interessi dì ogni sorta.
Quanto alla Società azionaria fiduciaria, negli anni in cui essa concorre,
con
Servizio Italia, a creare le fondamenta del gruppo Fininvest, l'età media
dei
suoi dirigenti è prossinia agli 80 anni: il vicepresidente è Federico
Pollak,
nato nel 1887; il presidente dcl consiglio di amministrazione, Federico
D'Amico, è del 1908; tra i consiglieri, Silvestro Amedeo Porciani è del
1892,
il colonnello in pensione Anatolio Pellizzetti del 1907. Risulta dunque del
tutto implausibile l'attribuzione a un gruppo di funzionari ottuagenari
degli
ambiziosi e avveniristici progetti che sottendono la nascita del gruppo
Fininvest: progettazione, costruzione commercializzazione di "città
satellite"
e annessi servizi, ma anche trasporti aerei privati, attività parabancarie,
televisione commerciale... E evidente che "la mente", il "centro propulsore"
del grandioso programma "a tutto campo" è altrove, e precisamente nella
Loggia massonica segreta Propaganda 2 e nel suo "Piano" per il controllo
politico-economico del Paese.
Non a caso, la prima banca "infiltrata" dai piduisti, e quella penetrata più
massicciamente e al più alto livello, è il più importante istituto di
credito
nazionale, e cioè la Banca nazionale del Lavoro, con ben nove affiliati alla
Loggia segreta tra i massimi dirigenti - come avrà modo di confermare lo
stesso Licio Gelli, tramite il proprio legale: "Numerose banche italiane
hanno
annoverato negli anni che vanno dal 1975 al 1981 tra i loro massimi
dirigenti appartenenti alla Loggia P2; e meglio, la Banca Nazionale del
Lavoro 4 membri del consiglio di amministrazione, il direttore generale, tre
direttori centrali e un segretario del consiglio..." . Tra i piduisti
insediati ai
vertici della Bnl e agli ordini del Venerabile maestro, sei controllano
tutta
l'attività operativa della banca, e sono Mario Diana (responsabile del
Servizio
titoli e Borsa, tessera P2 1644 col grado di "maestro"), Bruno Lipari
(direttore centrale delle filiali, tessera P2 1919 col grado di "maestro"),
Gustavo De Bac (direttore centrale per gli affari generali. tessera P2 1889
col grado di "apprendista"), Gianfranco Graziadei (amministratore delegato,
e direttore generale di Servizio Italia tessera P2 1912 col grado di
"maestro"), Alberto Ferrari (già direttore generale della Bnl, e infine
responsabile del settore estero. tessera P2 1625 col grado di "maestro"), e
Raffaele Guido (responsabile relazioni esterne).
Il pieno controllo della maggiore banca pubblica italiana consente alla
Loggia P2 di procedere celermente nell'attuazione del suo "Piano di
rinascita", del quale il gruppo Fininvest parrebbe costituire uno dei
principali
bracci operativi formato attraverso la piduista Bnl, il gruppo viene poi
consolidato con ingenti finanziamenti erogati dalle altre banche infiltr ite
dai
piduisti. 18 miliardi per il primo aumento di capitale della Fininvest, e 19
miliardi che il gruppo ha in deposito fiduciario presso la società Compagnia
fiduciaria nazionale spa; incidentalmnte sono "30/40 miliardi" i capitali
preventivati dal "Piano' piduista per assumere l'occulto controllo dei
gangli
vitali del Paese...
Nel bilancio 1980 della Fininvest risulta una partecipazione di 19 miliardi
nella Compagnia fiduciaria nazionale spa: "Titoli in deposito fiduciario,
nostra partecipazione 50 per cento". L'ingente somma - che costituisce
quasi la metà di tutte le partecipazioni del gruppo fino a quel momento -
evidenzia una larga disponibilità finanziaria quando invece il gruppo risul~
avere un'estrema necessità di finanziamenti. 119 miliardi in deposito
fiduciario presso la Compagnia fiduciaria nazionale concorreranno all'ultimo
aumento che porterà il capitale sociale della Fininvest a 52 miliardi,
contribuendo così a completare la prima struttura del gruppo.
La Compagnia fiduciaria nazionale spa, con sede a Milano in Galleria De
Cristoforis 3, è una vecchia società nata nel 1925 a opera del Credito
italiano e della Banca commerciale italiana, e poi passata in altre mani.
Nel
periodo in cui si forma il gruppo Fininvest, cioè tra il 1978 e il 1980, la
Compagnia trae i maggiori proventi da Bot e Cct - l'attività fiduciaria che
svolge è di tutto riposo: amministra titoli, meglio se di Stato. Fino a
tutto il
1979, ha un capitale sociale di soli 6 milioni, che nell'80 viene elevato a
200
milioni in ottemperanza al capitale minimo imposto per legge alle società
per azioni: ha lì dipendenti. Mezzi e dimensioni sembrano riservare alla
minuscola Compagnia un futuro modesto, ma il suo amministratore
delegato, Luigi Aldrighctti, si dà molto da fare: in breve tempo cumula le
cariche di presidente del consiglio di amministrazione, di amministratore
delegato, e di direttore generale.
All'indomani della sua prima nomina a consigliere delegato nella Compagnia,
nel 1967, Aldrighetti era divenuto anche amministratore unico della Sofim
(Società finanziaria immobiliare). Costituita a Milano, Corso Matteotti 12,
proprio in quello stesso 1967 la Sofim aveva trasferito la propria sede
sociale a Casale Monferrato, mentre dal 1973 veniva riportata nel capoluogo
lombardo, stavolta domicitiata al numero 25 di via Turati: l'apparentemente
inspiegabile andirivieni è analogo a quello affrontato da altre finanziarie
con
interessi siciliani - lo stesso Aldrighetti ènato a Palermo nel 1935.
Nel 1978, la Compagnia fiduciaria nazionale partecipa, nella persona del suo
boss Luigi Aldrighetti, alla trasformazione da sri in spa di una finanziaria
di
Milano, la Cofim, e all'aumento di capitale della stessa da 200 milioni a 2
miliardi. Il 7 novembre dell'anno successivo, Aldrighetti viene nominato
amministratore della Cofim.
Tra le società controllate dalla Cofim nel 1979 vi è la Intercontinentale
assicurazioni spa, iscritta a bilancio col valore di 12 miliardi e 900
milioni di
lire, le cui origini appaiono inquietanti: nel luglio 1977 la società romana
Flaminia nuova (legata al noto Fiorenzo Ravello [alias Florent Lay Ravello,
NdA] e coinvolta nello scandalo Italcasse) se ne era assicurata il pacchetto
di controllo; ma prima ancora, l'intercontinentale era servita all'ing.
Silvio
Bonetti per spericolate operazioni che gli procureranno una incriminazione
da parte della magistratura. Nella sentenza-ordinanza del 4 dicembre 1987,
il giudice istruttore Felice Isnardi, del Tribunale di Milano, rinviava a
giudizio
Bonetti per come aveva gestito, negli anni Settanta, la Intercontinentale e
altre compagnie di assicurazione:
"La gestione", scrive il magistrato, "avveniva secondo una tecnica diretta
alla spoliazione del relativo patrimonio... secondo le seguenti modalità:
predisposizione di un meccanismo consistente nella costituzione, attraverso
prestanomi, di società a responsabilità limitata e l'impiego delle stesse
per
acquistare immobili che poi venivano rivenduti a prezzi di gran lunga
superiori alle compagnie di assicurazione; distrazione in proprio favore
della
differenza tra il valore degli immobili e l'importo pagato dalle compagnie,
nonché eventualmente degli importi risultati versati a titolo di Iva e dei
rimborsi effettuati dall'erario"; nello stesso procedimento penale, Bonetti
veniva accusato di "aver partecipato ad una associazione per delinquere [la
cosiddetta "mafia dei colletti bianchi" NdA] costituita tra numerosissime
persone ed avente per scopo la commissione di una serie indeterminata di
reati, fra i quali... falsi, truffe, estorsioni... riciclaggio di somme
compendio
dei predetti delitti, del traffico di sostanze stupefacenti... ed altro". In
campo assicurativo, Bonetti agiva col concorso di noti esponenti della
malavita organizzata, come Carmelo Gaeta, Pasquale Pergola e altri, a loro
volta legati ai fratelli Bono. Simili personaggi e simili frequentazioni non
potevano certo risultare sconosciuti agli operatori del settore, come la
stessa Cofim.
Sul versante Fininvest intanto, Luigi Aldrighetti contribuisce al
completamento delle strutture del gruppo. Il 14 maggio 1980 crea la
Finanziaria Alta Italia srI, attraverso la quale transitano ingenti flussi
di
denaro. La società nasce "in famiglia", al numero 3 di Galleria De
Cristoforis,
a Milano (dove vi è la sede sociale), e la costituiscono Aldrighetti per
conto
della Compagnia fiduciaria nazionale, e un dipendente della stessa, il
ragionier Paolo Marchi, il quale sottoscrive 50 mila lire (!) del capitale
sociale di 20 milioni, e che funge chiaramente da prestanome. Le successive
vicende dimostrano come la funzione ultima della Finanziaria Alta Italia sia
quella di immettere nella Fininvest i 19 miliardi "parcheggiati" presso la
Compagnia fiduciaria nazionale: infatti, l'ingente somma compare quale
versamente infruttifero dei soci, e viene impiegata per acquisire la società
Avilla (che detiene i terreni di Olbia 2), e liquidare la parte di proprietà
del
faccendiere Flavio Carboni.
Nella milanese Galleria De Cristoforis 3 ha sede anche la Finanziaria
immobiliare commerciale sri, della quale è amministratore unico Luigi
Aldrighetti. Costituita con un capitale sociale di 20 milioni, nel novembre
1980 la società lo eleva a 2 miliardi. Essa detiene il 99 per cento della
Nuove iniziative romane sri, una società del gruppo Fininvest, alla quale si
aggiungerà qualche anno dopo l'immobiliare Buonaparte III, altra società
che gravita nello stesso gruppo Fininvest. La Finanziaria immobiliare
commerciale è inoltre una consociata dell'istifi (Istituto italiano di
finanziamento e investimento), società del gruppo Fininvest alla quale
accorda cospicui finanziamenti: a sua volta, è partecipata al 50 per cento
della Cifi (Compagnia italiana finanziaria immobiliare) appartenente al
gruppo Fininvest. In seguito (maggio 1985), la Finanziaria immobiliare
commerciale si fonderà con la Immobiliare Buona-parte III, e la società che
ne risulta si fonderà a sua volta (luglio l985) con la Saci (Società
attrezzature commerciali e industriali spa), cioè la società che realizza
Milano 3.
Il sindoniano balletto di società che nascono, si associano. si fondono e si
trasformano, ha trovato nuovi e ancora più audaci imitatori.
Qual è l'identità (di coloro che hanno sottoscritto i mandati fiduciari
conferiti
a Servizio Italia e Saf le due società della Bnl Holding che pongono le basi
del futuro gruppo Fininvest? Mistero.
Interrogativi e perplessità circa la reale proprietà della Fininvest
emergono
penodicamente sulla stampa. e vengono puntualmente (e laconicamente)
smentite da foiìti berlusconiane. Così, quando Marco Borsa (ex direttore di
"Italia Oggi") scrive: "La Fininvest è teoricamente di propietà della
famiglia
Berlusconi, ma nessuno lo sa con precisione" gli replica Fedele
Confalonieri,
nella sua veste di amministratore delegato della Fininvest Comunicazioni:
"La Fininvest appartiene alla famiglia Berlusconi in modo effettivo e
totale" -
un'affermazione tanto perentoria quanto accuratamente priva di riscontri.
Risulta del resto evidente come non sia stato Berlusconi a creare la
Fininvest, ma come sia stata la Finin-vest delle fiduciarie e delle banche
piduiste a imporre il piduista Berlusconi alla ribalta dell'imprenditoria
nazionale.