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L'Economist stronca il piano per Alitalia

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outis

unread,
Sep 5, 2008, 3:25:48 AM9/5/08
to

Londra | 4 settembre 2008
L'Economist stronca il piano per Alitalia
Alitalia al governo costera' 5 mld

Il piano di salvataggio di Alitalia "e' sbagliato e costoso". La bocciatura
arriva dall'Economist, che nel numero domani in edicola dedica una pagina
alla compagnia aerea italiana.

"Che significa patriottismo?, si chiede il settimanale, spiegando che, "nel
caso Alitalia, la risposta è circa 5
miliardi di euro, pari a 125 euro per ciascuno dei 40 milioni di
contribuenti italiani". Infatti, afferma l'articolo, "anche prima
dell'operazione messa insieme dal governo di Silvio Berlusconi per
preservare l'italianità della compagnia, 3 miliardi di euro di denaro
pubblico erano finiti lì", mentre l'operazione Fenice ne costerà, secondo i
conti dell'Istituto Bruno Leoni riportati dall'Economist, altri 2.
Secondo il settimanale, peraltro, "l'obiettivo dell' operazione era solo
quello di onorare l'affermazione di Berlusconi, che in occasione delle
elezioni di aprile disse di avere una soluzione migliore per Alitalia
rispetto all'offerta di Air France-Klm".

**POMERO**

unread,
Sep 5, 2008, 4:35:44 AM9/5/08
to

"outis" <id...@idem.it> ha scritto nel messaggio
news:48c0dee4$0$40306$4faf...@reader5.news.tin.it...

>
> Londra | 4 settembre 2008
> L'Economist stronca il piano per Alitalia
> Alitalia al governo costera' 5 mld
>
> Il piano di salvataggio di Alitalia "e' sbagliato e costoso". La
> bocciatura arriva dall'Economist, che nel numero domani in edicola dedica
> una pagina alla compagnia aerea italiana.

idea:
appaltiamo il Governo all'economist che sa fare "tutto e bene...."


Luigino Ferrari

unread,
Sep 5, 2008, 9:43:26 AM9/5/08
to
"outis" <id...@idem.it> wrote:

>
>Londra | 4 settembre 2008
>L'Economist stronca il piano per Alitalia
>Alitalia al governo costera' 5 mld
>
>Il piano di salvataggio di Alitalia "e' sbagliato e costoso". La bocciatura
>arriva dall'Economist, che nel numero domani in edicola dedica una pagina
>alla compagnia aerea italiana.

>.
Sono fra quanti di quello che scrive l'Economist, pensa l'esatto
contrario, sicuro di trovarmi in sintonia con la stragrande
maggioranza degli italiani

>"Che significa patriottismo?, si chiede il settimanale, spiegando che, "nel
>caso Alitalia, la risposta è circa 5
>miliardi di euro, pari a 125 euro per ciascuno dei 40 milioni di
>contribuenti italiani". Infatti, afferma l'articolo, "anche prima
>dell'operazione messa insieme dal governo di Silvio Berlusconi per
>preservare l'italianità della compagnia, 3 miliardi di euro di denaro
>pubblico erano finiti lì", mentre l'operazione Fenice ne costerà, secondo i
>conti dell'Istituto Bruno Leoni riportati dall'Economist, altri 2.
>Secondo il settimanale, peraltro, "l'obiettivo dell' operazione era solo
>quello di onorare l'affermazione di Berlusconi, che in occasione delle
>elezioni di aprile disse di avere una soluzione migliore per Alitalia
>rispetto all'offerta di Air France-Klm".

Ciao
Luigino Ferrari
luf...@tin.it

Luigino Ferrari

unread,
Sep 5, 2008, 9:51:37 AM9/5/08
to
"**POMERO**" <Padania...@Federalismo.Fiscale.subito.it> wrote:

Altri la pensano diversamente a proposito riporto:

QUEI GENTLEMEN CHE AGITANO IL FIORETTO CONTRO BERLUSCONI
Leggo:
Sono stato un regolare lettore di The Economist fino a due anni or
sono ovvero per quasi quarant'anni. A proposito di questo settimanale
credo dunque di poter parlare con conoscenza di causa. E in forza di
tale conoscenza di causa dico che, per fastidiosa che sia, la sua
accanita campagna contro Berlusconi, giunta al parossimo nella
corrente settimana, non deve preoccupare. E' soltanto la prova e
contrariis dell'importanza ben piu' che nazionale dello scontro
politico in atto nel nostro Paese.
..................
Pertanto The Economist vede con preoccupazione in Berlusconi
un oltraggio al popolo italiano e al suo sistema giudiziaziaria, e sia
il caso di gran lunga peggiore in Europa di capitalista che abusa
della democrazia nella quale vive ed opera". La maggioranza di
elettori che ha liberamente votato per Berlusconi nella migliore
delle ipotesi e' insomma una sterminata massa di masochisti della
cui perversione The Economist nobilmente si proeoccupa.
Non si ricorda un altro capo di governo straniero o britannico che il
sttimanale - nella sua storia ultrasecolare - lo abbia attaccato con
altrettanta violenza: nemmeno su efferati dittatori e su generali
golpisti latinoamericani ha avuto una mano altrettanto dura.
Perche' un tale accanimento, che sembra prendere in contropiedi anche
diversi tra gli alleati naturali che la rivista ha in Italia ?-
Per capirlo bisogna cominciare a rendersi conto che The Economist
non e' un foro imparziale: E' la voce di un establishment
internazionale al tramonto che non senza ragioni vede in figure come
Berlusconi e in fenomeni politici come la Cdl gli antisegnani di una
nuova economia e di una nuova societa' alternative a quelle che gli
hanno dato per quasi due secoli prestigio e potere.
Malgrado tutte le sue fragilita' e i suoi complessi d'inferiorita'
culturale, malgrado il passo troppo sovente incerto con cui procede
verso gli obiettivi, e' il capofila del "fantasma che si aggira per
l'Europa" del nostro tempo. Al suo passaggio anche i gentlemen di The
Economist, lasciato cadere il fioretto, brandiscono la mazza ferrata,
ma per rotearla nel vuoto.

Altro aggiungo ad un intervento che fa terra bruciata dello storico
settimanale britannico "The Economist" del quale per la verita' in
tempi non sospetti avevo incluso nell'elenco di quanti mi bastava
un loro dir per d'essi pensar tutto l'incontrario.

- Origin: Preferibile perdere il portafoglio che si puo' sempre
rifare che la stima che nessuno ti potra' piu' restiuire.


Ciao
Luigino Ferrari
luf...@tin.it

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