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SENATORE LEGHISTA FRANCESCO MORO PROFFESIONISTA

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PADANO 2002.IT

unread,
Oct 16, 2002, 6:19:10 PM10/16/02
to
Senato della Repubblica
Francesco Moro

Regione di elezione: Friuli-Venezia Giulia - Collegio: 4 (Alto Friuli)

Nato il 21 settembre 1948 a Arta Terme (Udine)
Residente a Arta Terme (Udine)
Libero professionista

Elezione in data 13 maggio 2001
Proclamazione in data 15 maggio 2001
Convalida in data 12 giugno 2002

Presidente del gruppo LP

Membro della 5ª Commissione permanente (Bilancio)

Segretario della Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione


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Inviato via http://usenet.libero.it

sergio

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Oct 17, 2002, 8:14:18 PM10/17/02
to
Lo sciopero generale della Cgil. L’Italia si ferma, per i diritti e il
lavoro
di Angelo Faccinetto

Diritti, Fiat, occupazione, Finanziaria, immigrazione, scuola, giustizia.
Guerra, anche. C’è un intreccio fitto di motivazioni dietro lo sciopero
generale proclamato per venerdì 18 dalla Cgil. Un intreccio che si è andato
allargando - e rafforzando - in queste settimane. E di cui la crisi del più
grande gruppo industriale privato italiano è un po’ la sintesi.
Il quadro che si presenta, in questo inizio autunno 2002, è inquietante. Il
miracolo economico promesso da Berlusconi e dal suo governo si sta
traducendo in posti di lavoro in pericolo - 280mila, ha denunciato giovedì
Guglielmo Epifani -, in un’economia che parla il linguaggio della
recessione, in un’industria nazionale sempre più povera e sempre più a
rischio colonia, in uno stato sociale in discussione, in progetti di
sviluppo dimenticati. Al Sud e non solo. Così, lanciata d’estate per dire no
a un Patto per l’Italia che cancellava diritti e non garantiva la crescita,
la protesta acquista una valenza più ampia. E si fa portatrice di interessi
ed istanze davvero generali.La stessa Cgil, partita isolata, si trova
accanto sempre più numerosi, e talvolta inattesi, compagni di lotta.

Venercì si fermeranno le fabbriche, i trasporti. Stop ai treni dalle 9 alle
17, 275 voli cancellati, bus, tram e metropolitane bloccati per otto ore
secondo modalità stabilite a livello locale. Chiuderanno le banche, gli
uffici. Scuole e poste funzioneranno a singhiozzo. Nei servizi pubblici
saranno garantiti solo i servizi essenziali. E ci saranno manifestazioni in
tutte le città d’Italia, questa mattina. Centoventi, ha fatto sapere
l’ufficio organizzazione di corso d’Italia. Forse saranno di più. A molte
parteciperanno gli studenti delle medie superiori che, su invito dell’Uds,
diranno «no» alla riforma Moratti e «sì» a una scuola pubblica aperta a
tutti. E - soprattutto è il caso di dire - parteciperanno anche molti
delegati sindacali di Cisl e Uil oltre a Rsu al completo, cioè unitarie. Le
adesioni sono numerose. Nonostante le due confederazioni abbiano continuato
ad insistere, ancora ieri, sull’inopportunità dello sciopero. Sulla sua
pericolosità, addirittura. Tanto che mentre loro, delegati e lavoratori
cislini, sfileranno accanto alle bandiere della Cgil (a Ventimiglia, anzi,
50 lavoratori sono passati armi e bagagli dalla Uil alla confederazione di
Epifani), Pezzotta ed Angeletti parteciperanno a Modena ad una tavola
rotonda in difesa del Patto per l’Italia. Con Confindustria e rappresentanti
del governo.

Di intreccio di motivazioni, si parlava. Ed è proprio questo intreccio che
renderà particolari molte delle manifestazioni. Da Torino a Milano, da
Napoli a Palermo, da Brescia a Venezia a Roma.
Sarà Torino, la città più colpita dalla crisi della Fiat, il simbolo della
protesta. Per questo, là, la manifestazione sarà regionale (sono annunciati
più di duecento pullman da tutto il Piemonte e la diretta radiofonica di
Popolare Network). E per questo in piazza San Carlo parlerà il numero uno
della Cgil, Guglielmo Epifani. Mentre i metalmeccanici della Fiom
parteciperanno ai due cortei in programma - da piazza Statuto e da corso
Marconi - con altrettanti striscioni che saranno un po’ la parola d’ordine
della giornata: «In lotta per il futuro, no alle zero ore». Perché la
produzione dell’automobile, sostengono le tute blu torinesi, ha ancora un
futuro e continua ad essere strategica per Torino e per tutto il paese. E
perché la cassa integrazione a zero ore altro non sarebbe che un velo per
mascherare i licenziamenti e determinerebbe nuove rotture nel tessuto
sociale della città. Un «no» che va oltre Torino. Il piano Fiat, per la
Cgil, è inaccettabile. Nel capoluogo piemontese come in tutte le altre città
in cui il Lingotto ha i propri stabilimenti. E come nel resto d’Italia.
Esattamente come unificanti sono gli altri temi al centro della protesta
Cgil. A Milano, dove parlerà Paolo Nerozzi e sfilerà, come semplice «quadro»
della Pirelli, Sergio Cofferati, a Napoli, dove prenderà la parola, Carlo
Ghezzi, a Palermo dove ci saranno Titti Di Salvo e i lavoratori di Termini
Imerese, a Roma dove la manifestazione sarà chiusa da Nicoletta Rocchi, a
Bologna, a Firenze, a Genova, a Bari (dove l’attore Paolo Rossi aderirà allo
sciopero mettendo in scena non uno, ma due spettacoli coi cachet devoluti ad
Emergency), a Venezia. Difesa dell’articolo 18, un diritto «indisponibile»
che va di pari passo con la difesa dell’occupazione, soprattutto in un
momento difficile per l’economia come questo. Difesa del sistema
pensionistico pubblico, contro ogni ipotesi di decontribuzione che
affosserebbe il sistema. Difesa del diritto alla salute e all’istruzione,
che tagli e riforme mettono in pericolo. Sviluppo del Mezzogiorno, che la
legge Finanziaria, e tutta la politica economica del centrodestra hanno
dimenticato. Sostegno al federalismo che rischia di venir cancellato con la
compressione della finanza locale. E «no» alle scelte sul fisco, costruite
per cercar di mascherare la gigantesca redistribuzione avviata a favore dei
contribuenti più ricchi. Ragioni condivise, tra gli altri, anche da
Magistratura democratica, che ieri ha inviato una lettera di adesione alla
Cgil nazionale.

PADANO 2002.IT

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Oct 18, 2002, 5:04:01 AM10/18/02
to
Senato della Repubblica
Francesco Moro

Regione di elezione: Friuli-Venezia Giulia - Collegio: 4 (Alto Friuli)

Nato il 21 settembre 1948 a Arta Terme (Udine)
Residente a Arta Terme (Udine)
Libero professionista

Elezione in data 13 maggio 2001
Proclamazione in data 15 maggio 2001
Convalida in data 12 giugno 2002

Presidente del gruppo LP

sergio

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Oct 18, 2002, 5:14:03 AM10/18/02
to
Il 18 Ott 2002, 11:04, PADANO 2002@PADANO 2002.IT (PADANO 2002) ha scritto:
> Senato della Repubblica
> Francesco Moro

servo del piduista mafioso di arcore

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