Quando il corpo del banchiere Roberto Calvi fu ritrovato appeso
all’impalcatura del ponte dei Blackfriars a Londra la mattina del 18 Giugno
1982,
la pista del suicidio fu quella immediatamente seguita dai poliziotti e
detective della city e fu quella obbiettivamente più inverosimile,
Londra dove la polizzia obbedisce agli ordini.
essendo ’dinamicamente’ impossibile, per un uomo dell’età e del peso di
Roberto Calvi, compiere una serie di manovre di alto livello acrobatico,
addirittura nelle ore notturne, per terminare, poi, nell’auto-impiccagione.
E’, inoltre, da aggiungere una serie di comportamenti sospetti che
iniziarono con la frettolosa quanto superficiale preparazione del
certificato di morte da parte del medico legale e proseguirono fino alla
manomissione di oggetti rinvenuti addosso al cadavere (il biglietto da
visita di un notissimo avvocato londinese che non fu mai consegnato alla
Polizia).
Le inchieste giudiziarie, che seguirono al primo verdetto di suicidio da
parte delle autorità inglesi, abbracciarono gli anni ottanta(nel 1983 anche
per Scotland Yard la tesi del suicidio cominciava a vacillare)fino ad
arrivare agli anni novanta quando le indagini ripartirono da zero seguendo
la pista, ormai acreditata da più parti, dell’omicidio del banchiere da
parte della mafia.
Trattandosi di un personaggio come Roberto Calvi, la cui storia si intreccia
con quella dello IOR, la banca vaticana guidata dal vescovo americano Paul
Marcinkus in collegamento con mafia, massoneria e P2, tenere in piedi la
tesi del suicidio sarebbe apparsa una forzatura giudiziaria.
Forse perché senza tante domande la polizia aveva già archiviato come
’suicidio’ la volata della segretaria di fiducia di Roberto Calvi, Graziella
Corrocher, dal quarto piano del palazzo milanese che ospitava la sede del
Banco Ambrosiano proprio il giorno percedente la morte del banchiere?
Graziella Corrocher partecipò all’ultima riunione del consiglio di
amministrazione del Banco Ambrosiano il pomeriggio del 17 Giugno 1982.
Le decisioni che durante quella seduta furono prese nei confronti di Calvi,
accusato di reati valutari, riciclaggio di denaro sporco e bancarotta
fraudolenta, e del Banco, furono drastiche:al banchiere furono revocati
tutti i poteri di presidente e di amministratore delegato , mentre
l’Ambrosiano, messo nelle mani della Banca d’Italia, prese la via della
liquidazione.
Nel biglietto lasciato a giustificare l’estrema decisione di farla finita,
Graziella Corrocher scrisse parole di profonda delusione per la fine così
vergognosa di quella che era stata la banca privata più prestigiosa.
Dunque, per gli inquirenti, l’attaccamento e la stima nei confronti
dell’azienda per la quale si lavora, una volta caduta nel baratro di una
fine ingloriosa, porterebbe al suicidio la segretaria più fedele.
La cronaca, tuttavia, è piena zeppa di casi contrari: il suicidio del
lavoratore che perde il posto di lavoro avrebbe ben altre motivazioni che
sono quelle assai più logiche legate alla perdita del reddito che mantiene
figli e consorte. Si è mai sentito di un cassintegrato della FIAT
suicidatosi per le cattive sorti, non sue, ma di Agnelli & co.? In Italia
chiudono ogni anno, per i motivi più diversi, decine e decine di aziende ma
non si registrano suicidi di segretarie in mobilità affrante dalla
spregiudicatezza finanziaria del loro capo.
Invece Graziella Corrocher, del suo capo è delusa e questa è una ragione
sufficiente per decidere scientemente di saltare da quella finestra senza
che su di lei si svolgesse alcuna indagine, senza che fosse interrogata
dagli inquirenti. Semplicemente si suicida per ’ribellione etica’, potremmo
dire.
La più recente vicenda del crack PARMALAT, presenta, infatti, un caso che ad
una visione affrettata appare analogo al precedente ma che, al contrario,
mostra caratteristiche completamente differenti da farlo collocare nella
casistica dei suicidi che hanno, come movente, gravi preoccupazioni
personali.
E’ il caso di Alessandro Bassi, collaboratore di Fausto Tonna, braccio
destro di Calisto Tanzi, suicidatosi a Collecchio per scongiurare il suo
arresto (Bassi, che curava la contabilità di tutto il gruppo PARMALAT nel
mondo, da giorni era torchiato dagli inquirenti e dalla Guardia di Finanza
per scoprire i reati della multinazionale) e delle cui preoccupazioni
colleghi ed amici erano al corrente da tempo.
In questo caso il verdetto di suicidio appare verosimile.
Il testo del biglietto della Corrocher è così esplicativo da apparire
pedante. Quasi da sembrare dettato: ’Sarò fedele alle decisioni prese dal
Consiglio, ma non posso rimanere fedele a Calvi, che vergogna fuggire così.
Che sia maledetto mille volte per il danno causato alla banca e all’immagine
del gruppo di cui una volta andavamo così fieri’.
Il suicidio convince poco.
Graziella Corrocher teneva i libri della P2
insieme ai segreti sui rapporti tra Vaticano e massoneria legati a mafia e
personaggi insospettabili. Era sempre lei che informava Calvi quando questi
lasciò l’Italia una settimana prima della morte.
Calvi,abbandonato da tutto il carosello di potenti nei quali credeva di aver
trovato alleati mentre era soltanto la loro patetica marionetta, aveva da
tempo minacciato di rivelare i nomi e i fatti più scabrosi non appena fosse
stato arrestato dalla polizia.
I segreti di cui anche la Corrocher era a conoscenza.
La donna si ’suicida’ il 17 Giugno, Roberto Calvi il 18 Giugno.
Gli stessi segreti, lo stesso verdetto di suicidio, le stesse bocche da far
tacere per sempre.
Poi la riapertura del caso Calvi con la conferma della morte per
omicidio(strangolamento)il 15 maggio 2005. Nessuna riapertura per quello di
Graziella Corrocher sulla cui morte si stende l’ombra lunga di una verità
taciuta.
Saluti
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Gelli con Stefano Delle Chiaie e Francesco Pazienza, è stato coinvolto nel
processo per la Strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, nella quale
furono uccise 85 persone e 200 rimasero ferite. Questo attentato
terroristico era parte della strategia della tensione. Con la sentenza
definitiva di Cassazione sulla strage di Bologna, il 23 novembre 1995, Gelli
viene condannato per depistaggio.
In ogni caso, Licio Gelli fu condannato nel 1994 a 12 anni di carcere, dopo
essere stato riconosciuto colpevole della frode riguardante la bancarotta
del Banco Ambrosiano nel 1982 (vi era stato trovato un "buco" di 1,3
miliardi di dollari) che era collegato alla banca del Vaticano, l'Istituto
per le Opere di Religione (IOR). Affrontò inoltre una sentenza di tre anni
relativa alla loggia P2. Scomparve mentre era in libertà sulla parola, per
essere infine arrestato sulla Riviera francese a Cannes. La polizia rinvenne
nella sua villa oltre 2 milioni di dollari in lingotti d'oro
Alcuni dei piu' noti affiliati alla P2
dott. Vittorio Emanuele di Savoia (Ginevra, 516)
on. Loris Scricciolo (Chiusi, 125) (ex vicepresidente del Monte dei Paschi
di Siena)
dott. Gustavo Selva (Roma, 623) (ex direttore del GR2, poi deputato di
Alleanza Nazionale)
prof. Augusto Sinagra (Roma, 946)
avv. Michele Sindona (501)
dott. Edgardo Sogno Del Vallino (Torino, 786)
dott. Bruno Tassan Din (Milano, 534)
dott. Giancarlo Elia Valori (Roma, espulso, 283)
col. Antonio Viezzer (Roma, 509)
on. Michele Zuccalà (Roma, 492)
dott. Aldo Spinelli (Milano, in sonno, 80)
on. Gaetano Stammati (Roma, 543)
dott. Angelo Rizzoli (Milano, 532)
dott. Duilio Poggiolini (Roma, 961)
on. Sergio Pezzati (Firenze, 528)
Claudio Pica (in arte: Claudio Villa) (Roma, in sonno, 262)
on dott. Rolando Picchioni (Torino, 808)
avv. Carmine (Mino) Pecorelli (Roma, morto, 235)
on. Mario Pedini (Brescia, 570)
avv. Umberto Ortolani (Roma, 494)
Alighiero Noschese (Roma, morto, 343)
on. Vito Napoli (Roma, 887)
col. Pietro Musumeci (Roma, 487)
gen. Vito Miceli (Roma, 491)
sen Luigi Mazzei (Roma, 48)
amm. Emilio Eduardo Massera (Buenos Aires, 478)-
( membro della giunta militare che rovesciò il governo di Isabelita Peròn
on dott. Enrico Manca (Roma, 864)
gen. Gian Adelio Maletti (Roma, 499)
dott. Jose Lopez Rega (Argentina, 591), capo dell'Allianza Anticomunista
Argentina
on. Pietro Longo (Roma 926)
on dott. Silvano Labriola (Roma, 782)
cap. Antonio La Bruna (Roma, 502)
dott. Roberto Gervaso (Roma, 622)
comm. Licio Gelli (Arezzo, 440)
dott. Artemio Franchi (Firenze, 402)
on. Aventino Frau (Roma, 533)
dott. Beniamino Finocchiaro (Molfetta, 522)
dott. Luigi Fadalti (Treviso, 938)
on. Mario Einaudi (Roma, 552)
dott. Antonio Esposito (Roma, 251)
Massimo Donelli (Napoli, 921) (attuale direttore di Canale 5)
dott. Leonardo Di Donna (Roma, 827)
dott. Franco Di Bella (Milano, 655) (ex direttore del Corriere della Sera)
on. Ferruccio De Lorenzo (Napoli, 25)
on. Massimo De Carolis (Milano, 624)
(Forza Italia, ex presidente del consiglio comunale di Milano
dott. Federico D'Amato (Roma, 554) (Direttore Ufficio Affari Riservati del
Ministero dell'Interno; morto nel 1996)
dott. Enrico Aillaud (Roma, 560) (Ex ambasciatore italiano in Cecoslovacchia
(1960-1962), Polonia (1963-1968), Austria (1970-1973), RDT (1973-1975) e
URSS (1976-1978); coinvolto nel dossier Mitrokhin, ex Presidente
Ass. Italo-Austria, Interbanca e Ispi)
gen. Romolo Dalla Chiesa (Roma, 500)
dott. Maurizio Costanzo (Roma, 626)
on. Fabrizio Cicchitto (Roma, 945)
dott. Roberto Calvi (Milano, 519)
dott. Silvio Berlusconi (Milano, 625)
dott. Antonio Amato (Cagliari, 807)
Ci sono dei veri capolavori di chiese moderniste in Polonia.
Oddio ci sono anche degli obrobri da architettura del Duce.
A Gleiwiz c'e' una chiesa in mattoni forma a vela realmente imponente,
spicca tra il grigiore delle case vicine.
Vicino a Katovice c'e' una chiesa a pianta circolare, forme moderniste da
UFO un gioiellino.
Bisogna vedere e farsi una ragione, commemorare i morti e la memoria.
Non rifugiarsi in cantina a bere birra di nascosto.
Non ci sono teorie, ci sono cadaveri rinvenuti impiccati in posti
impossibili, chiese da milioni di dollari sbucate come funghi, papi morti e
sepolti in tutta fretta, treni saltati in aria in Italia, milioni di dollari
spariti, un prete che gira con un UZI.
Amal a ca nisciuno e' fesso.