amaryllide
unread,Jan 1, 2010, 9:24:50 PM1/1/10You do not have permission to delete messages in this group
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Un’ora prima dell’arrivo del nuovo anno, l’ultimo reattore della
centrale nucleare di Ignalina si spegnerà per sempre. La Lituania
realizza così l’impegno preso al momento della sua adesione all’Unione
europea, ma ad un costo altissimo: Ignalina assicurava il 70 per cento
del fabbisogno elettrico del Paese, che ora diventa completamente
dipendente dalle importazioni.
“E’ un dato di fatto – dice il direttore della centrale Viktor
Shevaldin – che l’economia lituana non è pronta a rinunciare
all’energia atomica. Speriamo di non rimanere del tutto senza
elettricità. Parte dell’energia verrà dalle centrali termiche che
bruceranno gas proveniente dalla Russia e un’altra parte dovrà essere
acquistata all’estero”.
Il sacrificio più grande sarà chiesto ai cittadini, che vedranno
aumentare la loro bolletta del 30 per cento; in un momento in cui la
crisi economica sta mettendo in ginocchio il Paese, che conosce, tra
l’altro, una riduzione demografica epocale.
La chiusura, richiesta per motivi di sicurezza, lascia increduli molti
cittadini.
“E’ troppo presto per spegnerla – dice Viktorija Svirskij -. Non ce
n’era bisogno. Ma com‘è possibile? La centrale era la gallina dalle
uova d’oro, perché chiuderla proprio ora? Dovrebbero lasciarla in
funzione”.
La centrale era della stessa generazione di quella ucraina di
Cernobyl, che esplose nel 1986. Ora il governo di Vilnius sta
potenziando le centrali termiche esistenti.