RIGUARDO I PENOSI SCRITTI ANONIMI DI "PAGATO DAI NEO CON"
Salve a tutti voi.
Sono ARIEL S. LEVI di GUALDO, sacerdote cattolico e autore di vari libri, incluso quello oggetto di discussione in questo forum, al quale accedo con una mia risposta attraverso il contatto di un amico che è iscritto, non essendolo invece io.
Premetto anzitutto che chiunque ha il diritto di criticare, contestare, smontare o fare letteralmente a pezzi le opere di qualsiasi autore, però deve farlo in modo credibile e scientifico, ma soprattutto dopo avere non solo letto, ma analizzato con cura il testo; quindi smentendo il testo stesso nel merito di quanto sostiene e asserisce.
Il soggetto che in questa vostra pagina si firma “Pagato dai Neocon” è anzitutto un codardo appartenente a quella schiera di “eroi” che nascosti dietro l’anonimato del computer, sferra attacchi diretti e di rigore personali, interamente costruiti neppure sul sentito dire, ma su autentiche falsità da lui stesso inventate.
Anzitutto vi spiego chi è questo personaggio che, più volte, con questo stile da anonimo diffamatore, mi ha reso oggetto di pesanti insulti in vari forum nel corso degli anni, a partire più o meno dal 2007. Si tratta di un grigio ometto le cui fattezze fisico-estetiche ricordano in tutto e per tutto quelle di Alvaro Vitali, con una sostanziale differenza: Vitali – scoperto dal grande Federico Fellini – a parte i filmetti da cassetta degli anni Settanta/Ottanta, era ed è un attore di teatro, insomma un artista di rispetto. Il nostro anonimo, lungi invece dall’essere un artista, è un soggetto che, il celibato e la castità, non li ha scelti per un atto di fede libera, sentita e motivata, come per esempio il sottoscritto, ma perché le donne, pur con tutta la loro carità cristiana o non cristiana, o comunque col loro laico spirito filantropico, ancora non giungono a certe forme di autolesionismo, ed in specie oggi.
Andiamo comunque al punto della questione, visto che a questo personaggio ho dovuto dare già risposta obbligata sul blog del giornalista Marco Tosatti, a cui rimando chiunque voglia leggerla:
http://www.lastampa.it/2012/06/25/blogs/san-pietro-e-dintorni/e-satana-si-fece-trino-FNLaOl73Z9iL5KMFZclcSO/commenti.html
Tra i suoi vari deliri, invero davvero parecchi, ne prendo solo alcuni.
Costui insiste – e non solo in questo forum – che io mi chiamerei “Balboni”. So da dove ha tirato fuori questa amenità e ve lo spiego: parecchi anni fa ho vissuto un lungo periodo della mia vita a Ferrara, impegnato nelle mie attività e nei miei studi di ricerca tra Bologna e Roma. Nella città estense avevo un piccolo attico in centro, nella palazzina di proprietà di una mia zia adottiva – buonanima – che si chiamava di cognome Baldoni (non Balboni), nome che risultava su uno dei due campanelli di casa, dove in uno c’era il suo: “Baldoni”. Nell’altro il mio: “Levi di Gualdo”.
Non devo certo giustificare né il mio nome né altro, rimando dunque chicchessia ai debiti controlli presso l’ufficio di anagrafe, non omettendo di precisare che negare a una persona il diritto alla dignità del nome è cosa che si configura in tutto e per tutto come reato, così come altre cose, a partire dalla diffamazione tramite scritti pubblicati sulla pubblica rete telematica.
Squallida oltre i limiti della decenza la domanda ripetuta e ossessiva di questo soggetto, riguardo il mio genitore che “non si troverebbe”. Meno male non ha asserito che questo padre “non si trova” e “non c’è”, perché mia madre era la tenutaria di una casa di appuntamenti e che, per comprensibili motivi, stabilire di chi sono davvero figlio è pressoché impossibile.
Come e dove trovare mio padre glielo dico subito: è morto nell’agosto del 1990, stroncato da un tumore a 54 anni, lasciando prematuramente mia madre (48 anni) me (24 anni) mio fratello (20 anni). Se però l’implacabile “Alvaro Vitali” ci tiene così tanto, posso indicargli il cimitero dove è sepolto il mio compianto genitore.
Accusarmi poi di avere millantato di essere stato l’avvocato di Silvia Baraldini, è davvero schizofrenia allo stato brado (!?!). Anche qui diamo una inutile risposta a cose che di per sé non meriterebbero la minima considerazione: tra il 1997 e il 1998 io feci un lavoro di ricerca sul caso di questa cittadina italiana, basato in parte sul diritto penale comparato in parte sull’istituto della estradizione, in rapporto tra Italia e U.S.A. Il tutto collocato nell’ambito dell’analisi sociologica dei vari movimenti terroristici. Nel fornirmi una notevole mole di documenti, oltre agli avvocati americani, mi fu di prezioso aiuto all’epoca l’avvocato Maria Grazia Volo, del foro di Roma, legale rappresentante italiano della Baraldini. Non so dunque dove, come e quando io avrei millantato una cosa del genere, non avendo peraltro mai esercitato alcuna professione forense. Sta di fatto che l’accusa a me rivolta di millantato credito, oltre che falsa è anche molto grave. Pertanto domando: esistono almeno due persone, due soltanto, pronte a farsi avanti con la loro faccia, il loro nome e cognome, dichiarando a tal proposito di avermi udito affermare e sostenere una simile corbelleria?
“Alvaro Vitali” mi accusa anche di avere fatto il conferenziere “antisionista”, chiedendo compensi e infine pretendendo cifre esorbitanti.
Assolutamente falso!
Tutte le volte che sono stato invitato per motivi di studio – non certo per parlare contro qualcuno, cosa che non ho mai fatto – non solo non ho mai preso compensi, ma ho sempre pagato di mia tasca anche le spese di viaggio e di soggiorno.
Oggi che sono prete, presto i miei servizi a chiunque ne abbia bisogno, in qualsiasi momento, senza nulla percepire e soprattutto senza mai nulla chiedere. Come prete prendo 800 euro al mese di stipendio dall’Ente Sostentamento Clero e tutti i mesi, la mia famiglia, mi sostiene con una generosa integrazione, perché con un simile importo mensile nessuno può vivere, un prete incluso. Questo per rispondere, sempre coi fatti, all’accusa che con il sacerdozio mi sarei, niente meno che … sistemato (!?!).
“Alvaro Vitali” mi tocca poi in una sfera molto delicata, perché non pago di accusarmi rigo dietro rigo di millantato credito, giunge ad affermare per esempio, riguardo il gesuita Peter Gumpel, mio maestro, queste parole: “ … sostiene di essere allievo di Gumpel; ma, che sappia io, non credo che Gumpel lo abbia mai cacato di striscio”.
Or bene: non trovate singolare il fatto che io, nella mia brevissima biografia pubblica, stampata e quindi distribuita in libri nel mercato librario nazionale, abbia scritto che sono suo allievo? Ma c’è di più: non trovate più singolare ancora il fatto che nel mio ultimo libro – di cui il frustratissimo “Alvaro Vitali” non ha letto manco l’indice, stando appunto agli sproloqui che scrive – io inserisca una affettuosissima lettera personale a Peter Gumpel che inizia con queste parole: “Venerabile Padre e Amato Maestro” e che si conclude con questa frase: “Come figlio e come allievo desidero tributarti profonda gratitudine, per avermi tanto amato e seguito nel corso di questi lunghi anni, ed oggi che cominci a essere avanti con l’età, quantunque dotato d’insolita vitalità fisica e di straordinario vigore intellettuale, desidero dirti che la tua preziosa scuola mi accompagnerà tutta la vita …” (Cit. pag. 280-281, E Satana si fece Trino, Bonanno, 2012).
Non vado oltre perché vi sarebbero da scrivere, rigo dietro rigo, smentite a non finire al florilegio di asserzioni di questo cupo personaggio, palesemente frustrato e cattivo. Una cosa però, all’interessato posso garantirla, anzi quasi prometterla: stia davvero in campana, perché rischia di vedermi arrivare un bel giorno a Milano, in un certo circolo futurista-progressista da lui frequentato, essere preso in pubblico davanti ai suoi consociati e vedersi chiedere conto dinanzi a tutti delle parole infamanti che ripetutamente mi ha lanciato in giro per la rete telematica nascosto dietro l’alto spirito eroico dell’anonimato; e ciò al contrario di me che, quando scrivo o affermo qualche cosa, lo faccio sempre col mio nome, la mia firma e mettendo sempre e comunque avanti la mia faccia, fino a prova contraria pulita. E chi possiede prova contraria ne dia appunto prova, ma ripeto: prova.
Come nella risposta che ho già dato ad “Alvaro Vitali” nel blog di Marco Tosatti, anche in questa sede assicuro a questo povero figlio di Dio che mi accusa di essere uno squilibrato mentale, un caso psichiatrico e un soggetto bisognevole di adeguate terapie, ecc … la mia pastorale carità e la mia paterna benedizione sacerdotale, ringraziandolo non ultimo per il suo ineccepibile equilibrio clinico-psichiatrico ampiamente dimostrato nei suoi scritti, che restano qui, disponibili e analizzabili da chiunque voglia farsi due risate o due pianti su certe porzioni e su certi prodotti di povera umanità frustrata.
Ringrazio infine tutti voi per avere ospitato questa mia rettifica e augurando a tutti i lettori di questo forum un felice inizio di anno 2013, sono certo concorderete, cattolici e non cattolici, laici, miscredenti e persino anticlericali militanti, che non è piacevole, per me come per chiunque, vedersi infangare in modo così barbaro da un "eroico" anonimo.
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Ariel S. Levi di Gualdo
presbitero
http://www.bonannoeditore.com/it/libri_autore.php?id=530