Rocco Catalano
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raccolgono le olive
Primo Piano
A Hebron i coloni israeliani attaccano palestinesi che raccolgono le olive
novembre 4, 2018
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NOVEMBRE 1, 2018
Ma’an News
31 ottobre 2018
Hebron (Ma’an) �€" Martedì un gruppo di coloni israeliani ha attaccato
palestinesi che raccoglievano le olive nella zona di Tel Rumeida, nella
città di Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata, ed ha cercato di
impedire loro di raccogliere le olive nelle loro terre nei pressi
dell’illegale colonia israeliana di Ramat Yishai.
Le terre sono di proprietà della locale famiglia di Muhammad Abu Haikal;
il proprietario della terra, insieme ad attivisti locali ed
internazionali, è entrato nel terreno nonostante le procedure militari
israeliane.
I raccoglitori di olive hanno continuato [il lavoro] nonostante attacchi
da parte di coloni israeliani in quanto hanno insistito sul fatto di
essere sui propri terreni e di non lasciarli senza protezione.
La scorsa settimana a Tel Rumeida il gruppo “Youth against Settlement”
[“Giovani contro le Colonie”, attivisti palestinesi di Hebron, ndtr.] ha
lanciato una campagna per la raccolta delle olive, con la partecipazione
di organizzazioni internazionali che lavorano per la pace e la giustizia.
Il coordinatore della campagna, Izzat al-Karaki, ha detto: “Stiamo
lavorando per appoggiare la tenacia delle famiglie palestinesi che
subiscono gli attacchi dei coloni israeliani e dell’esercito nelle aree
chiuse della città di Hebron.”
Al-Karaki ha sottolineato che decine di attivisti internazionali e
locali hanno partecipato alla raccolta delle olive.
L’agronomo Murad Amr, coordinatore del gruppo “Youth against
Settlement”, ha detto che la campagna continua nelle zone ad alta
tensione di Tel Rumeida e nelle aree adiacenti alla colonia di Kiryat
Arba, ad Hebron.
Amr ha aggiunto che il suo gruppo ha anche formato un comitato di
sorveglianza notturna per evitare che il raccolto di olive venga rubato
dai coloni israeliani.
La zona di Tel Rumeida è da lungo tempo un punto caldo di tensione tra i
palestinesi e i coloni e l’esercito israeliani, in quanto si trova nei
pressi di colonie israeliane illegali i cui abitanti sono notoriamente
aggressivi verso i palestinesi.
Tel Rumeida è all’interno dell’area della città denominata H2, una zona
che occupa la maggior parte della Città Vecchia di Hebron, sotto totale
controllo militare israeliano e il luogo in cui si trovano cinque
colonie israeliane che si espandono continuamente nei vicini quartieri
palestinesi.
L’area H2, controllata dagli israeliani, è abitata da 30.000 palestinesi
e circa 800 coloni israeliani che vivono sotto la protezione delle forze
israeliane.
Tra i 500.000 ed i 600.000 israeliani vivono nelle colonie di soli ebrei
a Gerusalemme est e nella Cisgiordania occupate in violazione delle
leggi internazionali.
Il governo palestinese non ha giurisdizione sugli israeliani in
Cisgiordania, e azioni poste in atto da coloni israeliani spesso
avvengono in presenza delle forze militari israeliane che raramente
intervengono per proteggere gli abitanti palestinesi.
La maggior parte dei furti commessi contro i palestinesi rimane
impunita, e raramente gli israeliani pagano le conseguenze per tali furti.
Secondo il gruppo israeliano per i diritti umani Yesh Din, solo l’1,9%
delle denunce presentate dai palestinesi contro attacchi o furti da
parte di coloni israeliani porta ad una condanna, mentre il 95,6% delle
indagini per danni agli ulivi viene chiuso per inadempienza della
polizia israeliana.
Secondo gruppi palestinesi e dei diritti umani il principale obiettivo
di Israele, sia delle sue politiche nell’Area C, in cui più del 60% del
territorio palestinese è sotto totale controllo israeliano, che
dell’illegale colonizzazione israeliana, è spopolare la terra dei suoi
abitanti palestinesi e sostituirli con comunità ebraiche israeliane per
manipolare la situazione demografica in tutta la Palestina storica.
B’Tselem afferma che lo spostamento di coloni israeliani che hanno
occupato la terra palestinese e poi cacciato la locale popolazione
palestinese è stato una “costante” della politica israeliana fin dalla
conquista della Cisgiordania e di Gerusalemme nel 1967, sottolineando
che tutte le “istituzioni legislative, legali, di pianificazione, di
finanziamento e di difesa israeliane” hanno giocato un ruolo attivo
nella spoliazione dei palestinesi della loro terra.
B’Tselem sostiene anche che, spacciandola per “occupazione militare
temporanea”, Israele ha “utilizzato la terra come se fosse sua:
rubandola, sfruttando a proprio favore le risorse naturali della zona e
fondando colonie permanenti,” stimando che Israele nel corso degli anni
ha espropriato i palestinesi di circa 200.000 ettari di terre nei
territori palestinesi occupati.
(traduzione di Amedeo Rossi)
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