Milano nera
L´ATTENTATO di due giorni fa a Jacques Chirac, a pochi mesi dall´exploit
elettorale dell´ultranazionalista Le Pen, dimostra che nel vecchio
continente l´estremismo di destra è latente ma tutt´altro che scomparso.
Come dimostra anche questo viaggio che «viveremilano» ha fatto nella destra
profonda milanese. Forza Nuova ha sede in corso Concordia 8. Come è noto, il
movimento nazionale di Roberto Fiore rappresenta una corrente politica
estremista che non rinnega il fascismo e si nutre di un certo integralismo
cattolico. Le linee guida della formazione comprendono l´abolizione della
legge sull´aborto, un forte accento sulla famiglia e sull´incremento
demografico, il blocco dell´immigrazione e l´avvio di quello che viene
definito «umano rimpatrio». Rinviato a giudizio
Il presidente della sezione lombarda di Forza Nuova si chiama Duilio Canù e
ha sulle spalle un rinvio a giudizio (insieme a Fiore e altri) ad opera del
gup di Roma Andrea Vardaro nel 1999 per il suo ruolo all´interno della
formazione «Hammerskinheads», accusata di comportamenti razzisti e
antisemiti. Tutti gli imputati sono ancora in attesa di processo. Verso la
metà degli anni Ottanta Duilio Canù era un ragazzo rasato di «Azione
Skinheads», formazione disgregatasi dopo la legge Mancino del ´93 contro
l´istigazione all´odio etnico razziale e religioso. All´epoca amava parlare
di destra, tra gli altri, con un amico, Franco Matteo Ilariucci, col quale
frequentava il «giro» del Giambellino. Oggi Ilariucci si occupa anche di
siti web. Fino a pochi mesi fa era socio al 50% con il padre di «Eridanus
srl», una società registrata alla Camera di Commercio per attività di
brokeraggio assicurativo e per servizi informatici. Collegato a questa
società e all´altra di casa Ilariucci (Euroamerica Srl) - entrambe in
liquidazione volontaria da dicembre -, spunta Grifo.net Internet Solutions,
gruppo web il cui sito, è registrato a nome di Franco Ilariucci. Grifo.net
ed Euroamerica.net hanno la stessa homepage. Che, nascosto tra link innucui
dalla grafica rassicurante ne contiene uno che rimanda all´home page della
Decima Mas, l´associazione culturale Milanese di via Valtellina (presidente
onorario: Ivo Ilariucci stesso) che riunisce reduci e neo-devoti di estrema
destra. Nota a Milano come meeting point degli skinhead, piazzale Maciachini
è un centro di ritrovo per teste rasate milanesi, italiane ed europee. Il
punto cruciale è l´intersezione con via Imbonati, dove si trovano «The last
resort», un negozio di abbigliamento. Qui, tra maglie e felpe di buona
qualità, si trovano anche t-shirt con gli stemmi delle Waffen-SS, cappellini
di Forza Nuova, maglie con le scritte «Skinheads», «White power», «L´onore
d´Italia» e accendini con l´effigie di Hitler. A Sovico, in provincia di
Milano, ha sede la Barracuda Records, un´etichetta specializzata
nell´importazione e nella produzione di musica di estrema destra. I gruppi
sotto contratto si chiamano 9eme Panzer Symphonie, 4 Skins, White Law,
Kontatto Estremo, Sturmwehr e Razza Fuorilegge. Tramite il sito, via mail, è
possibile anche ordinare gadget e, soprattutto, le «skinzines», cioè le
fanzine del mondo skinhead. Milano ne produce almeno due: «Fuorilegge» e
«Assalto Sonoro». La baracca degli skin
Via Cannero 7. Una normalissima palazzina di periferia reca sulla facciata
un vivace scambio di scritte politiche estremiste. Non è un caso. Non
lontano da lì ha sede il primo e unico centro ricreativo milanese di estrema
destra. Si tratta di una baracca alla quale si arriva da una strada senza
uscita che parte proprio da via Cannero. Frequentata da skinhead, è sede di
riunioni a metà tra il ludico e il politico e richiama teste rasate un po´
da ogni dove: le scritte sui muri limitrofi indicano il passaggio di skin
marchigiani, veneti, laziali e poi tedeschi, austriaci. A fronte di numerose
segnalazioni del vicinato, le forze dell´ordine sono intervenute più volte.
Gli abitanti della zona ricordano un intervento della Digos con l´impiego di
decine di uomini a volto coperto. Che cos´hanno in comune un locale sui
Navigli e una palestra celebre per l´ottima preparazione nelle più disparate
arti marziali? Un nome: Pasquale Guaglianone. Già schedato come ex esponente
dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, Guaglianone è contitolare del Maya
in via Ascanio Sforza ed ex istruttore di Savate alla palestra Doria.
Intorno a entrambi questi luoghi gravitano numerosi estremisti di destra. Il
10 aprile 1997 il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Davide
«Atomo» Tinelli e due suoi colleghi vengono accoltellati proprio nei pressi
del Maya dove, in quel periodo, lavora come factotum tale Nico Azzi, ex
membro del gruppo eversivo nero «La Fenice» e già condannato per un tentato
assalto dinamitardo a un treno Torino-Roma nel 1973. La Digos punta il dito
su alcuni giovani di estrema destra, alcuni dei quali vengono scagionati
dalla testimonianza di Alessandro Alvarez, anch´egli militante di Fronte
Nazionale. L´inchiesta su Tinelli è archiviata senza alcuna condanna.
Alvarez viene ucciso con tre colpi di pistola il 3 marzo 2000. Il 13 maggio
dello stesso anno, accanto al carcere Beccaria, è ritrovato carbonizzato in
un´auto il corpo di Francesco Durante, un altro 28enne che frequentava il
Fronte nazionale. Un altro che, come Alvarez, si era visto spesso alla
Doria. In via Legnone 79, nei locali dell´Associazione culturale Limes
(niente a che vedere con la rivista di geopolitica) aveva sede fino a pochi
anni fa la sezione milanese del Fronte Nazionale di Adriano Tilgher. Di
ispirazione antisemita, apparentemente evoliana, l´associazione ha tentato,
tempo fa di organizzare una «giornata della memoria» in ricordo
dell´olocausto. Ma il progetto venne bloccato dalla questura. Alla guida
dell´associazione c´è Franco Terracciano tuttora relatore di geopolitica in
conferenze organizzate dal Fronte Nazionale. In via Plinio 32 ha sede la
libreria «La bottega del fantastico», cui sono associate la rivista Orion e
la Società Editrice Barbarossa, fondate da Maurizio Morelli, già condannato
per aver ucciso un poliziotto nel 1973 nel corso di una manifestazione della
«maggioranza silenziosa». Il catalogo Barbarossa segnala titoli come «Tre
aspetti del problema ebraico» di Julius Evola, celebre filosofo e teorico
della razza. Da segnalare anche la libreria «L´isola del sole» in via
Pollaiolo 5, ben fornita di edizioni contigue all´estrema destra (Edizioni
di Ar, Settimo Sigillo, Herrenhaus Ed.). Sabato sera al Binario Zero di Pero
(è la versione estiva del locale, quella usuale è in via Porro
Lambertenghi). Fra i molti trentenni in pista ne spicca uno: balla da solo,
è alto, magro e porta un ciuffo alla Hitler sulla fronte. Rifiuta però il
fuhrer quale modello politico o comportamentale. «Noi siamo nazionalisti
europei - spiega - direi quasi imperialisti asburgici». Occorre più di
un´ora per capire bene la sua posizione. Renato ha 32 anni, lavora
all´anagrafe di Genova ma frequenta spesso Milano perché nel capoluogo
lombardo vive la maggior parte delle persone che la pensano come lui. «Siamo
cinquanta a Milano, venti a Genova, centinaia in Europa. Il nostro è un
movimento ideologico e culturale. Possiamo definirlo neo-folk, o folk
apocalittico. Crediamo che il sistema socio-economico basato sulla
democrazia stia per finire. Noi assecondiamo questo crollo e ci prepariamo a
ricostruire il sistema dopo la fine». I neo-folk (o nazi-folk, come li
chiamano in rete) si riuniscono ogni anno al Festival della Musica Gotica di
Lipsia, o in rete, su siti come suburbiamagazine.net. Citano i modelli
matematici sul collasso dei sistemi ideati da Renè Theom. Non si riconoscono
negli skinhead («Troppo violenti, anche quando non serve») né in Forza Nuova
(«E´ la vecchia destra, ormai finita»). Sciorinano testi di riferimento: da
«Gli adelfi della dissoluzione» di Blondet, a «Archeofuturismo» di Faye,
fino a «Le particelle elementari» di Houellebecq. Ascoltano musica
eterogenea, dai Death in June alla musica antica fino ai gruppi italiani
come i Camerata Mediolanense. Quando siamo ai saluti, Renato mi ripete: «Noi
crediamo che una comunità debba reggersi su un sistema di valori, non su un
sistema economico». Camicia nera e libertà
Sul sito ufficiale il gestore Giuseppe Martorana annota che «il movimento
politico nazionale Fascismo e Libertà, legalmente costituito con atto
notarile in data 25 Luglio 1991, ha ottenuto il riconoscimento di liceità
con la propria denominazione e il simbolo del Fascio Repubblicano, dalle
sentenze di archiviazione e/o piena assoluzione di supposti reati di
ricostituzione del disciolto partito fascista e di apologia di fascismo»
(Legge Scelba) emesse ripetutamente da diversi tribunali italiani. Con sede
in piazza Chiaradia 9, il movimento mussoliniano, che ha partecipato anche a
manifestazioni skinhead in veneto, affigge saltuariamente manifesti con
l´effigie del duce per le strade di Milano, con regolare versamento della
quota dovuta al comune. La sera andavamo al cimitero
Il campo 10 è il settore del Cimitero Maggiore dove si riuniscono gli
esponenti milanesi dell´estrema destra in occasione di Ognissanti per
commemorare alcune centinaia di caduti della Repubblica sociale italiana. In
particolare il campo 10 conserva, tra gli altri, i resti di 9 esponenti
italiani delle SS, la 29ma divisione agli ordini diretti di Hitler; 116
soldati della Legione autonoma mobile Ettore Muti, un corpo di polizia
fascista; 40 della X Mas; 159 delle Brigate Nere. Al di là della già citata
Decima Mas (via Valtellina 6), particolare menzione merita a Milano anche la
nostalgica Unione Nazionale Combattenti Repubblica Sociale Italiana, un
gruppo di reduci con sede in via delle Erbe. C´è chi giura di averli visti
più di una volta all´inizio di novembre dalle parti del Campo 10 del
Cimitero Maggiore con tanto di elmetto in testa...
ALESSANDRO CALDERONI