VICE SEGRETERIA MFL
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Ho letto nel vostro giornale una lettera a firma «dott.ssa Silvia Antonucci,
Roma», che sotto il titolo «Fermate quel prof» mi chiama in causa. Vi si
afferma che il sottoscritto «nega la Shoah e insegna ai suoi studenti che
l'Olocausto non è mai esistito». Ringrazio la dott.ssa Antonucci per il
credito che mi attribuisce, ma non sono uno storico e quindi qualsiasi mia
affermazione in merito avrebbe ben poco valore. Sono un insegnante di Storia
che ha il grave torto di documentarsi e di informare i suoi allievi delle
varie posizioni della storiografia, anche le più scomode per il pensare
comune. Gli studenti sono dotati di cervello e possono quindi confrontarle
tra loro e farsi un'idea propria. «Quella della negazione della Shoah è una
tesi risaputa - continua la lettera - ampiamente smentita dai documenti e
dalle testimonianze oculari dei sopravvissuti ai campi di sterminio».
Domando: quale è la tesi «risaputa» e soprattutto da chi è risaputa? I testi
«revisionisti», molti dei quali consultabili in Internet, sono svariate
decine e non sempre in pieno accordo tra loro. Sono comunque tutti
argomentati, essendo il frutto di anni di lavoro e di ricerche sul campo:
possono essere discussi e criticati come ogni altro testo storico, ma vanno
prima conosciuti, anche dagli studenti. In Italia (ma anche all'estero) sono
sicuro che sono ben pochi gli studenti che ne hanno una conoscenza di prima
mano, e forse meno ancora gli insegnanti.
Per quanto riguarda le testimonianze e il valore che esse hanno per lo
storico, rinvio la dott.ssa Antonucci all'Intervista sull'Olocausto di Carlo
Mattogno (Edizioni di Ar)* che mette a punto questa e altre questioni. Le
ricordo che il capostipite del revisionismo, Paul Rassinier, era un
socialista, arrestato dalla Gestapo, deportato a Buchenwald e a Dora e
torturato dalle SS tanto da rimanere invalido al 95%. Sarei anche curioso di
sapere cosa pensa la scrivente dei tanti rabbini Haredim che sostengono che
la Shoah è stata una punizione divina meritata dagli ebrei per i loro
peccati di modernità. Io a questo non sono arrivato. Infine le sottopongo
(gliele invierò privatamente) le semplici domande che Jurgen Graf ha rivolto
agli sterminazionisti e che, a quanto ne so, attendono ancora risposta.
«Da tempo studenti, insegnanti e genitori di quella scuola protestano, ma
sono ignorati dalle autorità scolastiche». Chissà come fa la dott.ssa
Antonucci, da Roma, a sapere quello che nemmeno io, sul posto, sapevo. Non è
vero, naturalmente. Con gli studenti e con le famiglie l'armonia è totale,
con punte di entusiasmo che posso documentare e come l'ispezione ha
puntualmente riscontrato. Di ispezioni ne ho subite tre in tre anni e
nessuna ha trovato elementi a mio carico. Infine la studentessa nel tema
«incriminato» non ha espresso «il disagio suo e della classe», ma un
turbamento strettamente personale per il contrasto tra ciò che sentiva da me
e ciò che le era sempre stato raccontato. Forse aveva capito che fino ad
allora le avevano propinato frottole.
Franco Damiani