Le stesse frasi sono state espresse da Don Giulio anche il 27/10/2002 presso
la cappella di Mussolini a Predappio durante la Messa (in latino!).
--
Memento Audere Semper
> Nei giorni scorsi nella Cappella funeraria del cimitero di Sondrio si
> è tenuta una cerimonia religiosa in ricordo dei caduti della RSI e di
> Benito Mussolini, presieduta dal religioso don Giulio Maria Tam, che
> nell'orazione ha detto:
> "Da Lepanto, ai volontari di Spagna, alle Brigate Nere: i nostri
> soldati hanno sempre combattuto l'invasione degli islamici e hanno
> cercato di sbarrare la strada al materialismo comunista e liberale.
> I marinai di Lepanto non erano pacifisti, ma guardavano in faccia gli
> islamici prima di morire.
Padre Tam è uno dei pochi sacerdoti cattolici veramene degni di chiamarsi
tali, rimasti in circolazione. Egli, insieme a pochissimi altri, ha il
coraggio, in tempi di buonismo clericale multiculturalista e pseudo-
ecumenico e di melenso e ipocrita conformismo pacifista, di rivendicare i
veri valori di militanza della tradizione cattolica, quelli che hanno
ispirato le crociate e tutte le forme di resistenza agli agenti della
dissoluzione e della distruzione, in nome dell'adesione alla verità e
alla fedeltà a un principio superiore.
--
Se mala cupidigia altro vi grida,
uomini siate, e non pecore matte,
sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!
> Le stesse frasi sono state espresse da Don Giulio anche il 27/10/2002
presso
> la cappella di Mussolini a Predappio durante la Messa (in latino!).
Ripetute anche il giorno 28-X-2002 stesso posto
Saluti Romani
Marco
> Memento Audere Semper
"Chi rinnega il proprio passato non è degno del proprio presente e non
merita futuro"
>
> Le stesse frasi sono state espresse da Don Giulio anche il 27/10/2002 presso
> la cappella di Mussolini a Predappio durante la Messa (in latino!).
Come si dice mitragliatrice in latino?
--
"Il poeta aveva la bocca spalancata per ricevere dalla donna ettolitri
d'amore" Tema sullo stilnovismo, terza liceo.
it.cultura.classica: http://digilander.iol.it/mmanca
Nello stesso, thread, su it.politica.cattolici ti danno torto.
Quoto:
Personalmente vorrei che fosse chiaro che il fascismo e' null'altro che
un'ideologia rivoluzionaria, sopratuttto il fascismo-movimento. Il
fascismo-regime dovette cercare un compormesso con le diverse istanze della
società civile e la Chiesa, attenuando cosi' la sua carica rivoluzionaria.
Un hegelismo casereccio o giu' di li'. Come ha scritto Victor Smirnov, "Il
comunismo e' un fascismo estremista, il fascismo e' un comunismo moderato".
E ancora, riporto da un'intervista di Messori: ' Del Noce avvertiva i
cattolici che per caso ne fossero ancora tentati (così come tanti di loro
avevano effettivamente fatto durante il Ventennio), di non cadere nell'
illusione di pensare al fascismo come a un difensore della tradizione, dei
valori perenni, dunque a un potenziale alleato dell'uomo religioso:
"Checche' ne dicano marxisti e liberals di ogni risma che non vogliono
riconoscere i loro parenti imbarazzanti", non si stancava di ripetere,
"fascismo e nazismo (pur assai diversi tra loro e non assimilabili tout
court) non sono negazioni della modernita': ne sono figli legittimi. Si
situano anch'essi tra le ideologie che hanno decretato l'inesistenza o
almeno l'irrilevanza di Dio, sono un momento come gli altri della
secolarizzazione. Non sono, come hanno cercato di farci credere i
"progressisti", degli errori contro la cultura moderna, sono degli errori
dentro quella stessa cultura" '.
Certo, bisogna evitare di cadere in quel "fascismo al contrario" che e'
l'antifascismo di sinistra che ha cercato di far passare le ideologie "di
destra" come incarnazioni del male assoluto, proponendo se stesso invece
come incarnazione del bene assoluto. Cio' non toglie che il giudizio sul
fascismo in quanto ideologia abbia da essere negativo.
L'unico uomo nuovo e' quello che viene dal Vangelo, non facciamoci paladini
di messianismi politici gnosticheggianti.
Ciao a tutti
Vi ha risposto Luca Logi su it.cultura.religioni.cristiani
In prima istanza pensavo di lasciar perdere, non volendo sollevare
ulteriori polemiche, ed in effetti lo stesso moderatore del newsgroup in
questione si e' in un certo senso dissociato.
Se pero' devo intervenire, lo farei con la memoria di un parrocchiano
della mia chiesa, Onorio Coletti Perucca, studente di ingegneria, ed
appartenente ad una famiglia piuttosto agiata. Richiesto di arruolarsi
nelle truppe della Repubblica Sociale (RSI), oppose rifiuto. Fu fucilato
alla caserma di Rovezzano il 28 aprile 1944, insieme a Luigi Ferro,
sottotenente, e Alfredo Ballerini di Empoli, contadino. I valorosi
combattenti ex lepantini intesero cosi' dare un segnale che si
intendevano colpire tutte le classi sociali che si opponessero
all'arruolamento nelle loro file, e a nulla valsero gli sforzi della
famiglia Perucca per salvare la vita ai condannati.
Il padre Carlo Naldi di S. Firenze, cappellano delle carceri, assiste' i
tre giovani nelle loro ultime ore. Coletti Perucca, arrivando sul luogo
della fucilazione, gli disse: "Padre, non e' bello morire a venti anni,
ma non farei a cambio con chi ha ordinato la mia morte".
Racconta ancora il p. Naldi: "La morte dei tre giovani e' stata
commovente. Svegliati alle ore cinque, ascoltarono la Messa, fecero la
comunione e l'offerta a Dio della vita. Specialmente sereno per la fede
il Coletti Perucca. Durante il tragitto dal carcere al luogo
dell'esecuzione hanno sempre pregato. Uno domanda: - che strada
facciamo? E l'altro: - che importa? Andiamo in Paradiso. E senza un
turbamento e senza una debolezza vanno alla morte."
Nel 1952 la famiglia Coletti Perucca per ricordare il sacrificio del
figlio fece erigere nella chiesa di S. Lucia sul Prato il fonte
battesimale. A pochi metri dall'organo dove suono tutte le domeniche.
Se volessi offrire un modello al popolo cristiano, io offrirei il
Perucca. Dei combattenti della RSI, mi si perdoni l'espressione, non me
ne frega un tubo. Come modello, poi...
Il discorso non è peregrino e pone in campo questioni piuttosto serie.
Secondo me questa analisi è vera e non è vera a un tempo. E' vera nel
senso che il fascismo è figlio della modernità, non ci sarebbe potuto
essere, senza rivoluzione francese, liberalismo, socialismo,
industrializzazione, borghesia. Però a mio parere del fascismo si può
dire lo stesso che del romanticismo: fenomeni sì scaturiti dalla
modernità, ma di critica della modernità, di reazione ad essa e di
tentativo di superamento di essa.
Dire che il fascismo è un comunismo moderato è una distorsione grave
della realtà, che impedisce di coglierne l'essenza. Il comunismo è solo
una conseguenza logica e una radicalizzazione della rivoluzione borghese
e del pensiero liberale, è la radicalizzazione del materialismo e
dell'internazionalismo borghese. Il fascismo invece nega materialismo e
internazionalismo a un tempo, nega e supera la dialettica borghese e
riafferma in forme nuove valori del mondo tradizionale. Il fascismo non è
un tradizionalismo, non vuole un puro e semplice ritorno all'Ancien
Régime, semmai esso pretende di andare non al di qua, ma al di là della
modernità e della civiltà borghese, negandola però con la stessa energia.
Il discorso ha implicazioni metastoriche e filosofiche complesse, che non
è questa la sede per affrontare. Mi limito a dire che in ogni caso il
fascismo e il nazionalsocialismo sono accomunati da un richiamo a una
tradizione etnica e nazionale di matrice indoeuropea (romana per il
fascismo, germanica ma anche classica per il nazionalsocialismo) che
risale a ben prima dell'epoca che avevano presente De Maistre e compagni.
E questo è il limite di fondo delle posizioni tradizionaliste di stampo
cattolico e legittimista, e cioè il fatto di riferirsi a una tradizione,
spesso ricondotta al medioevo (ma non più indietro) e che di fatto risale
al massimo alla controriforma e all'assolutismo monarchico. In
quest'operazione culturale, che ha molti motivi di fascino e contiene
molti elementi validi di critica alla civiltà borghese, c'è il vizio di
appiattire un'epoca complessa in una prospettiva atemporale, nella quale
ci sono i re e i papi sempre e da sempre identici a sé stessi, un bel
giorno però arriva l'Illuminismo ed essi vengono detronizzati da
giacobini, massoni e liberali. Il fatto è che la tradizione, sia come
dato fattuale che come consapevolezza, esiste da molto prima del
cristianesimo, se è riconoscersi nella tradizione cattolica è una
posizione non solo legittima ma di grande dignità culturale, non è però
legittimo identificare tout court con essa la tradizione in generale.
Tantomeno quindi respingere come antitradizionali quegli orientamenti che
si richiamano esplicitamente a tradizioni ad essa precedenti.
> "Iapige" <peuk...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>> Nei giorni scorsi nella Cappella funeraria del cimitero di Sondrio si
>> è tenuta una cerimonia religiosa in ricordo dei caduti della RSI e
Finché si parla di cultura va bene. Se si cade nell'aneddotica, è un
altro conto. Cosa replicare a un intervento del genere? Se non fosse che
ho troppo rispetto per i cattolici per metterli sullo stesso piano di
partigiani, rossi, disertori comuni e altra canaglia, direi che sembra di
sentire la solita lacrimevole storia dell'ebreo ucciso dalla barbarie
nazionalsocialista, del partigiano eroico fucilato dalle brigate nere e
altre stucchevoli storielle la cui morale però è più criminale che
stucchevole, è cioè quella di fra passare per eroi i vili e i traditori e
viceversa.
Semmai, non in risposta al raccontino fintamente edificante del nostro
amico, ma come considerazione circa il rapporto fra Chiesa, fascismo e
post-fascismo, mi preme far rilevare che lo stato italiano, nato dalla
breccia di Porta Pia come stato anticattolico e rivoluzionario, è stato
legittimato davanti alla Chiesa solo dal fascismo, con il concordato del
'29 e che semmai lo stato postfascista, con mezzo secolo di governi
democristiani, ha laicizzato in tutto l'Italia, non solo nel costume e
nella società, ma nella legge (aborto, divorzio), nelle forme e negli
stessi principi informatori, fino all'abrerrazione del concordato
dell''84, che stabilisce non essere più il cattolicesimo nemmeno
religione di stato. D'altra parte con l'ultimo concilio, nella nuova
temperie, già la Chiesa aveva abdicato alla cattolicità, trasformandosi
in una ibrido fra una setta protestantoide e una società filantropica,
democratica, multireligiosa e sincretistica. Non è un caso che
all'interno del clero, proprio chi è geloso della tradizione millenaria
della Chiesa Cattolica, con la sua dottrina e la sua liturgia, oggi stia
volentieri con i fascisti, visto che non è stato durante l'Italia
fascista che la Chiesa stabiliva che tutte le religioni sono da mettere
sullo stesso piano, che siamo in comunione con i nostri fratelli (sic!)
protestanti, che gli Ebrei uccisori di Cristo sono nostri fratelli
maggiori (dall'errore alla bestemmia!), che bisogna chiedere scusa a
questo e a quell'altro delle colpe storiche (quali poi...) della Chiesa;
non è stato durante l'Italia fascista che si è legalizzato l'aborto e il
divorzio, che si è scardinata la famiglia, che sono dilagati l'edonismo
di massa, l'anarchia sessuale, il pubblico concubinato, la pederastia
pubblica, la pornografia libera, il tutto con la benedizione dello stato
e l'accettazione più o meno implicita del Vaticano. Semmai l'Italia del
ventennio era quella in cui si diceva ancora la messa in latino, girati
verso l'altare, con venerazione, solennità e rispetto, in cui la famiglia
tradizionale, col rispetto verso il padre, gli anziani ecc., nelle
campagne ma anche nelle città, era ancora la struttura portante della
società, in cui c'era oggettivamente più moralità pubblica e privata, il
tutto non per merito del fascismo, però fu solo col fascismo che il
matrimonio celebrato in chiesa divenne automaticamente legale per lo
stato, che finì una persecuzione generalizzata verso il clero e verso la
militanza cattolica, che insomma lo stato italiano ruppe con decenni di
anticlericalismo e laicismo istituzionale.
Il resto, ripeto, è aneddotica e come tale vale. Onore a Padre Tam e a
tutti i veri cattolici come lui, che, nello sfacelo contemporaneo delle
parrocchie comunistizzate che inneggiano alla multietnicità e del Papa
che bacia il Corano, difendono, soli contro tutti, i valori cattolici.
Tu non sei capace di formulare idee tue?
> Personalmente vorrei che fosse chiaro che il fascismo e' null'altro che
> un'ideologia rivoluzionaria, sopratuttto il fascismo-movimento. Il
> fascismo-regime dovette cercare un compormesso con le diverse istanze
della
> società civile e la Chiesa, attenuando cosi' la sua carica rivoluzionaria.
Personalmente vorrei che fosse chiaro che per chi non è
"controrivoluzionario" la parola "rivoluzionario" non ha necessariamente un
significato negativo.
> Un hegelismo casereccio o giu' di li'.
Visto che più avanti citi Del Noce, mi piace ricordare che egli affermava
che il totalitarismo "non è affatto una continuazione dell'idea hegeliana
dello stato etico, non per nulla criticata da Marx, e infatti sulla base
teorica dei continuatori di questa idea si può giungere a una realtà come il
fascsimo, rispetto al quale pressochè tutti gli storici negano oggi si possa
parlare di totalitarismo in senso proprio".
> Come ha scritto Victor Smirnov, "Il
> comunismo e' un fascismo estremista, il fascismo e' un comunismo
moderato".
Questa profondissima ponzata mi fa venire in mente il recente libro dello
storico inglese Brendon, il quale sostiene che la Chiesa Cattolica e il
fascismo erano "due tirannidi in competizione".....
D'altronde Pio XI dichiarava tranquillamente:"Se c'è un regime totalitario,
totalitario di fatto e di diritto, è il regime della Chiesa, dato che l'
uomo deve appartenerle, perchè l'uomo è la creatura del buon Dio, è il
prezzo della redenzione divina, è il servitore di Dio, destinato a vivere
per Dio qui in terra e con Dio in cielo." Dal che potrei dedurre, ad
esempio, che il cattolicesimo è un totalitarismo estremista, il fascismo un
totalitarismo moderato....
Questo Smirnov mi ricorda un po' il buon Cantoni che, nell'introduzione al
libro di De Oliveira "Rivoluzione e Contro-rivoluzione" per cercare a tutti
i costi di incasellare Gentile in base ai suoi presupposti ideologici, lo
pone nella linea liberale e massonica(?!?!), e manipola addirittura un suo
discorso per gabellare una sua omogeneità teoretica con il comunismo....
Quando si parla poi di grandi "ideologie"(o dottrine politiche, o "visioni
della vita") è facile dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Nell'ambito della destra ha incontrato molto favore la tesi della
sostanziale omogeneità tra comunismo e liberalcapitalismo. Dal punto di
vista storico, poi, le potenze capitaliste e l'Unione Sovietica sono state
alleate durante la guerra. Come mai allora non si parla mai di
"capital-comunismo" o di "liberal-comunismo"?
Si sta ora diffondendo l'interpretazione dell'omogeneità "totalitaria" tra
nazismo e comunismo. Dal punto di vista storico, poi, la Germania nazista e
l'Unione Sovietica hanno dato l'avvio alla seconda guerra mondiale, con l'
alleanza stipulata mediante il patto Molotov-Ribbentropp. Come mai allora
non si parla mai di "nazi-comunismo"?
> E ancora, riporto da un'intervista di Messori: ' Del Noce avvertiva i
> cattolici che per caso ne fossero ancora tentati (così come tanti di loro
> avevano effettivamente fatto durante il Ventennio), di non cadere nell'
> illusione di pensare al fascismo come a un difensore della tradizione, dei
> valori perenni, dunque a un potenziale alleato dell'uomo religioso:
Io penso che il fascismo sia stato ANCHE difensore della tradizione e di
certi valori perenni, e sia stato un alleato attuale dell'uomo religioso.
Ho una grandissima ammirazione per Del Noce, ma non posso fare a meno di
rilevare che egli ha sostanzialmente identificato il fascismo con l'
attualismo gentiliano, cosa che, non solo dal punto di vista filosofico, ma
pure dal punto di vista storico, non è sostenibile, poiché, con i Patti
Lateranensi, il fascismo ha praticamente sostituito le Stato Etico
gentiliano con uno Stato Etico di impronta cattolica, e lo stesso Gentile da
quel momento è diventato progressivamente una figura sempre più secondaria
nell'ambito del regime.
> "Checche' ne dicano marxisti e liberals di ogni risma che non vogliono
> riconoscere i loro parenti imbarazzanti", non si stancava di ripetere,
> "fascismo e nazismo (pur assai diversi tra loro e non assimilabili tout
> court) non sono negazioni della modernita': ne sono figli legittimi.
Il fatto che il fascismo sia ANCHE figlio della modernità, non implica
affatto che sia strettamente imparentato con il comunismo e il
liberalismo.....
Si
> situano anch'essi tra le ideologie che hanno decretato l'inesistenza o
> almeno l'irrilevanza di Dio, sono un momento come gli altri della
> secolarizzazione.
Questa affermazione non mi sembra fondata, né dal punto teoretico, né dal
punto di vista storico.
Il fascismo non solo non ha decretato l'inesistenza o l'irrilevanza di Dio,
o incentivato la secolarizzazione, ma ha anzi difeso e valorizzato una
concezione spiritualistica della vita, i valori etici, la fede religiosa in
generale e la Chiesa Cattolica in particolare.
Non sono, come hanno cercato di farci credere i
> "progressisti", degli errori contro la cultura moderna, sono degli errori
> dentro quella stessa cultura" '.
> Certo, bisogna evitare di cadere in quel "fascismo al contrario" che e'
> l'antifascismo di sinistra che ha cercato di far passare le ideologie "di
> destra" come incarnazioni del male assoluto, proponendo se stesso invece
> come incarnazione del bene assoluto. Cio' non toglie che il giudizio sul
> fascismo in quanto ideologia abbia da essere negativo.
Certo, se il fascismo fosse riducibile a una "ideologia", il giudizio su di
esso potrebbe anche essere negativo.
> L'unico uomo nuovo e' quello che viene dal Vangelo, non facciamoci
paladini
> di messianismi politici gnosticheggianti.
Non credo proprio che il fascismo sia un messianismo politico
gnosticheggiante.....
Cordiali saluti.
P.S.: sei pure tu un, come l'autore del post che hai riportato, un cattolico
"tradizionalista" e "controrivoluzionario"?
Tu non sei capace di formulare idee tue?
> Durante il tragitto dal carcere al luogo
> dell'esecuzione hanno sempre pregato. Uno domanda: - che strada
> facciamo? E l'altro: - che importa? Andiamo in Paradiso.
Mi sembra di ricordare che la presunzione della salvezza costituisca un
peccato, e nemmeno tanto lieve. Mi auguro che il Coletti Perucca se ne sia
reso conto nei minuti seguenti, e lo abbia confessato al sacerdote, o che
abbia almeno compiuto un atto di perfetta contrizione.....
> Se volessi offrire un modello al popolo cristiano, io offrirei il
> Perucca.
Ogniuno ha i modelli che si merita....
> Dei combattenti della RSI, mi si perdoni l'espressione, non me
> ne frega un tubo.
Di quello che tu pensi dei combattenti della RSI, mi si perdoni l'
espressione, non me ne frega un tubo.
> Come modello, poi...
Stai tranquillo, č un modello del quale non potresti mai essere degno...
Cordiali saluti.
La messa era in latino, non la predica!
Saluti Romani
--
Memento Audere Semper