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Italiani Randagi: la bomba e' mia

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Vittorio Colombo

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Jun 24, 1999, 3:00:00 AM6/24/99
to
* Italiani Randagi e' la mailing list/giornale
* degli italiani a Stoccolma

Cari Randagi,
l'estate con i computer non va, non va proprio. Il sole scolorisce la
tastiera, ma nessuna tastiera potrebbe mai scolorire questo incredibile
sole a 360 gradi. Con i colori svedesi: foreste verde che si tuffano
dentro l'acqua, cielo chiare, barche bianche, le bandiere gialle e blu
al vento, casette rosse di guardia nelle radure. Una belleeeeezza, che
dure ormai da settimane: incredibile, una fortuna che pareggia un
poco l'infelicissimo 98.


*****
In questo clima di idillio bucolico non poteva mancare l'incidente.
Quasi un incidente professionale, tipico del colletto bianco assuefatto
alla mensa giornaliera. Dunque a Nacka Strand ci sono un 4-5 ristoranti,
che in questi giorni hanno tutti preparato tavoli fuori. Dalle 11.30,
che e' l'ora di pranzo ufficiale (sigh), sono pieni di gente vociante,
sembra una sagra di paese (che tende a durare moooolto di piu' dei
convenzionali 30 minuti di pausa pranzo... :-)
Un giorno di alcune settimane fa, verso l'una, orario piu' umano, e'
tornata la calma e vado a pranzo con la segretaria (Silviuccia). Poggio
il vassoio sul tavolo, fuori, e rientro a prendere qualcosa...
giusto per scoprire che un gabbiano si e' mangiato mezzo pesce.
Passati i tempi quando i gabbiani si pescavano da soli il loro pesce
in mare: il maledetto lo preferisce pronto, e gia' cotto. Non e' pero'
completamente soddisfatto della salsina gialla di condimento, pare:
la leva diligentemente con la zampina, lordando tutta la sedia.
Ecco che riparte veloce, prima che una raffica terrificante di
bestemmie possa abbatterlo in volo.


*****
E allora stare dentro l'ufficio e' una sofferenza. Fuori di fronte
al porto c'era una flottiglia di catamarani, sullo sfondo il 12 metri
della Nokia - Cap Gemini, traghetti da tutte le parti, e pure una moto
d'acqua in piena acrobazia. Come faccio a pensare di lavorare ? Ho
dovuto chiudere completamente le veneziane per non guardare fuori e
impazzire. Mandatemi a Seveso in un ufficio con vista sull'Icmesa !!
[Icmesa ? rivedetevi le cronache del '76.. N.d.R.]
Come capisco la pazzia che dilaga in questi giorni in tutto il Paese...
C'e' euforia in tutti, e ho persino visto una bionda che muoveva la
testa e sorrideva.

Allineati ai desideri dei loro amati azionisti, i dipendenti Ericsson
si dedicano al cazzeggio, aspettando le vacanze.
Arrivo da poco da un pranzo picnic sulla terrazza dell'ottavo piano:
un posto incredibile, un solarium meraviglioso, giusto a picco sull'
acqua sopra la fontana di Nacka Strand. La vista spazia da Gamla
Stan fino a Lidingoe e Fjaderholmarna. Intanto mangiavamo ciliege
buonissime che si chiamano Vignola anche qui (nostalgia di Piemonte !)

Ignaro, e' arrivato un gabbiano. Stavo per arrostirmelo alla brace.


***
Da me c'e' pausa caffe' (che in svedese si chiama fika, bonta' sua)
ogni circa 20-23 minuti: mi arrivano sorridenti
"Vittorio, time for a coffee break". Ma se uno non lo volesse 'sto
'zzo di caffe'...
Giunge da Silvia che nel loro corridoio c'e' un nuovo servizio:
il computer ti chiama alle 14:25 e ti dice "E' ora del caffe'".

Nel piano 6, da Davide G, hanno comprato un calciobalilla che neanche
passi piu' nel corridoio. E lo usano.

Comunica invece il Costa
>Anche da me c'e l'hockey-balilla... la cosa interessante e' che ci
>giocano spessissimo!

Mentre sono tutti lavoratori da Elisabetta
>ma vaf......o a tutti
>qui al max abbiamo un tondo per freccette e un caffe' all'acqua che
>ti pigli da solo
pare che li' non festeggeranno nemmeno il midsommar.


*****
Cazzeggiamo dunque. Siamo andati a curiosare dentro ai gruppi di
discussione di Internet, in particolare alcuni gruppi spazzatura che
non esploravamo da anni ormai.
Ecco alcune perle che sono saltate fuori. Rigorosamente senza collana.

---------------------------------
>> Se sei di bella presenza, ti piace il mare, il sole, in poche parole
>> ami l'avventura... allora monta in sella alla mia moto....
>> Mi chiamo Pancrazio ed ho 26 anni ... ed il mio numero e' (..)
>> Chiamami al piu' presto che l'estate ci aspetta!
>
> Caro Pancrazio, fai rima con prepuzio, che non guasta, ma sei un
> coglione, che e' un controsenso...
> ...DECIDITI!!!


-----------------------------------
>>Il piacere di vedere la propria moglie o compagna che si toglie
>>qualche soddisfazione con uno sconosciuto e' un piacere sottile ma
>>altamente gratificante. Se lei ti ha espresso questo desiderio o se
>>tu hai voglia di vederla al centro delle attenzioni (tue e mie) allora
>>approfitta della mia proposta. Ho 35 anni, salute dimostrabile
>> (...)
>
> uhuhahah!!!!!! troppo forte, basta muoio dal ridere!!!! Adesso vado
> subito da mia moglie e gli faccio la proposta! ahahaha!!!!


----------------------------------
>>SE SEI UNA DONNA DI QUALSIASI ETA', E VUOI INSTAURARE UN RAPPORTO
>>D'AMICIZIA, CON EVENTUALI SVILUPPI, SCRIVIMI...
>>IO HO 23 ANNI E SONO DI PALERMO...
>>(no prostitute)
>
> E' per evitare rapporti incestuosi?!?!?
> Ma daiiiiiii


*****
E Duc... duc... duc... etci'... Duccio dicevo e' tornato a Stoccolma
>senti un po' che novita':
>simonetta ed io aspettiamo un bambino!!!
>che storia incredibile eh?
>nascera' a settembre(..)
>poi migriamo tutti insieme a gennaio!

i Randagi han cominciato a moltiplicarsi. E a invadere la Svezia
con tanto di famiglie. E finita !


****
E' tornato anche Enrico superorganizzatore, naturalmente.
Ma lui per adesso e' privo di bambini.


*****
Intanto Stefano R. e' a Instanbul per diverse settimane (anche se
rincasa oggi per alcuni giorni). Fara' per i turchi una rete di
GSM. "Cosa fa un turco con un GSM in mano ?". Non lo so.
Chiedetelo a Stefano, che scrive oggi

>Ciao amici belli,
>mi trovo qui ad Istanbul pronto a ritornare temporaneamente a
>Stoccolma. Mercoledi’ prossimo saro’ di nuovo qui e questa volta
>rimarro’ almeno fino alla fine di luglio.
>In questi giorni mi sono veramente divertito tanto, Istanbul e’
>bellissima, ci sono un sacco di posti da vedere, fa caldo, in ufficio
>mi trovo bene con i colleghi e il lavoro e’ interessante.(..)
>Il giorno dopo il mio arrivo mi hanno dato una macchina, e non vi dico
>il casino a guidare anche perche’ mi sono perso due volte e mi sono
>trovato in mezzo ad Istanbul senza cartina a girare come un matto.
>Pero’ adesso ho imparato bene la strada dall’hotel al lavoro, e con la
>cartina alla mano vado dappertutto ed il traffico non e’ piu’ un
>problema. Il codice della strada non esiste, uno fa un po’ quel che
>gli pare, ma c’e’ un reciproco rispetto che fa si’ che con il buon
>senso ci si riesca sempre a districare.
>Fortunatamente il posto di lavoro e’ nella parte asiatica ed io vivo
>in quella europea, mentre la stragrante maggioranza delle persona vive
>in quella asiatica e lavora in quella europea. Ci sono solo due ponti
>che collegano le due parti (una decina di anni fa c’erano solo i
>traghetti) e se pensi che qui vivono circa quindici milioni di abitanti
>ti puoi immaginare che traffico ci possa essere su quei due ponti.
>Tutte le mattine e sere mi vedo nell’altro senso di percorrenza delle
>code chilometriche. Percorro il mio tragitto in circa mezz’ora, gli
>altri ci mettono due ore. Percio’ questi poveretti si fanno dalle tre
>alle quattro ore di coda tutti i giorni per andare e venire dal lavoro.
>In ufficio la maggiorparte dei colleghi turchi viene da Ankara e
>percio’ durante la loro permanenza qui ad Istanbul durante la settimana
>si sentono come turisti e cosi’ escono tutte le sere. Infatti ho sempre
>avuto qualcosa da fare durante queste serate passate qui. Qualche volta
>pero’, preso dalla stanchezza dei giorni precedenti, me ne sono stato
>in hotel a riposare e a guardarmi Rai 1.


*****
la nostra pagina del bradipo e' piaciuta. E' finita su uno strano
giornale alternativo (e mezzo vuoto, a dir la verita')
http://macello.hypermart.net/Bradipo/

Vi ricordo che il sito dei Randagi, in quasi definitiva nuova
veste, e' all'indirizzo
http://home.swipnet.se/italiani-randagi/
mentre la pagina del KTH e' vecchia e sara' dismessa.


*****
se amate l'arte, ecco
http://www.giuntimultimedia.com/museo/museo.html
uno dei siti piu' incredibili che abbia visto. Velocissimo, e ricco,
ricchissimo. Un paradiso.


Repubblica 990517
-----------------------------------------
La bici presidenziale. La domenica normale di Carlo Azeglio Ciampi,
tra messa, amici e boccette

E' NERA, e' scolorita, sotto il fanale penzola il filo staccato della
dinamo. E se provi a leggere la marca nemmeno ci riesci: l'hanno
mangiata l'ossido degli anni e la salsedine del Mar Tirreno. E' di
quelle di una volta, con la canna alta e senza il cambio. E' la
bicicletta del Presidente.(..)


Appunti dalla guerra del Kosovo, maggio, Repubblica.
L'autrice e' serba, scrive da Belgrado.
----------------------------
(..)
Al tavola accanto al nostro, un grande gruppo di giornalisti americani
rumorosi e brillanti festeggia qualcosa. Il prezzo del cibo sulla loro
tavola e' piu alto del mio stipendio universitario di un anno. Le
ragazze che stanno con loro sono serbe e ridono alle loro battute. Sono
vestite come le stelline dello spettacolo, cosi' si possono facilmente
confondere con donne da marciapiede. Espongono i loro corpi e i loro
sorrisi agli sguardi degli stranieri ricchi. E loro, cosě arroganti e
con cosi' poco gusto, non vedono quello che veramente rappresentano
in questo momento [la Nato sta bombardando Belgrado N.d.R.]. Mi viene
la nausea quando questi rappresentanti dei grandi media cominciano a
cantare a voce spiegata le sigle dei loro telegiornali. Loro, i nuovi
colonizzatori, mercanti della nostra disgrazia, passano cosi' le loro
giornate, tra un reportage e l'altro sul nostro orrore. Con le ragazze
che si offrono, le stesse che fino a ieri facevano compagnia ai gangster
del regime e adesso hanno optato per i rappresentanti dell'Occidente, i
primi messaggeri della nuova era coloniale.


Ed ecco il titolo di oggi...

Repubblica, martedi'. Rientro in Kosovo
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(..)
L'attesa durava poco. Alle 9.30 sopraggiungeva la prima auto. Una
Zastava. Poi era la volta di una vecchia Jugo. Con a bordo vecchi e
donne soprattutto. Tutti prima di rientrare erano perquisiti
accuratamente dai nostri carabinieri che erano li' per accertarsi che
davvero non introducessero armi. Ma le armi invece c'erano. E tante.
Piu' che profughi sembravano una colonna militare. Visto il campionario
di pistole, fucili e bombe a mano - nascoste dappertutto, sotto un
cuscino, in una valigia, perfino nella borsa della spesa, che si
portavano appresso. Uno sguardo ai documenti e poi partiva la domanda
standard - avete con voi armi? - alla quale seguiva uno scontatissimo
quanto mendace no. Facevano bene i carabinieri a non fidarsi e a
controllare tutti, anche le donne. A una signora di una sessantina di
anni, vestita di nero, l'aria piu' pacifica di questo mondo, venivano
trovate addosso due pistole. E a un'altra un fucile e addirittura una
bomba a mano, che lei non voleva saperne di consegnare: "Il fucile ve
lo do, ma almeno questa - la bomba - lasciatemela".


Repubblica, ieri. Un racconto famoso.
[E' dal diario di una serba: la guerra e' finita, sta scrivendone
l'ultima pagina. Amara, anche l'ultima. N.d.R.]
----------------------------------------
(..)
Una volta in un regno antico venne introdotta una legge che stabiliva
che la terra va distribuita in base al seguente principio: ognuno
otterra' la quantita' di terra che sara' in grado di percorrere in un
giorno, dall'alba fino al crepuscolo. Un uomo che desiderava tanta
terra all'alba ha iniziato la conquista. Ha camminato facendo un giro
sempre piu' grande, ha camminato sapendo che prima del crepuscolo doveva
tornare proprio nel punto da cui era partito. La terra era molto bella,
attraente e lui diceva: "Ancora un po', solo questo prato, ancora quel
boschetto, solo questo pezzetto..." e si allontanava sempre di piu'.
Quando e' iniziato il crepuscolo l'uomo si e' affrettato a tornare. Per
chiudere il cerchio con i suoi passi, come prescriveva la legge,
altrimenti sarebbe rimasto senza la terra promessa. Camminava e
camminava, sempre piu' veloce, correva, e proprio prima della sera ha
visto il punto dove doveva arrivare e i suoi governanti, ricchi e
oziosi, che si divertivano a guardarlo. L'uomo ha corso con le sue
ultime forze, per superare il sole ed e' arrivato. E' arrivato proprio
in tempo per vedere i governanti ridergli in faccia e "generosamente"
regalargli il pezzo di terra conquistato. E' arrivato in tempo, ma
esausto, stanco, stremato dalla conquista della terra.
Tanto da potersi soltanto sdraiare su di essa e morire. Mentre lo
seppellivano con qualche pugno di terra nera, l'uomo ormai morto ha
capito la verita': ecco di quanta terra ha bisogno un uomo. Tanta
quanto basta per coprire il corpo e dimenticare l'anima sotto di essa.
(..)
Oggi finisco di scrivere questo diario e mi dispiace veramente. Oggi
dico addio a tutti e sono veramente triste. Perche' scrivendo questo
diario mi sono mantenuta in vita. Per giorni, solo per scrivere il
diario, sono rimasta con la mente sana. Quando era piu' difficile,
prendevo la scrittura sul serio, come una missione. Con la forza di
questi sentimenti decidevo di vivere.
(..)
Avevo la paura della morte, paura delle rappresaglie perche' parlavo
pubblicamente, avevo paura che la mia paura mi potesse accecare. E
adesso che tutto questo e' passato, ho solo paura del'indifferenza.


Repubblica, 6 maggio
----------------------------------
Ruba al boss, mani mozzate. Messina, il giovane abbandonato in un
fossato. E' morto dissanguato

MESSINA (f.c.) - Hanno usato la legge del taglione per punire un
ladruncolo che aveva osato rubare molto probabilmente a un intoccabile.
Lo hanno sequestrato, lo hanno portato in una zona inaccessibile e dopo
avergli mozzato entrambe le mani lo hanno scaraventato in un fossato
profondo cinque metri e lo hanno lasciato morire dissanguato. I clan
che controllano Barcellona Pozzo di Gotto non perdonano chi sgarra.
Ma, soprattutto, fanno capire gli inquirenti, la brutale eliminazione
del giovane deve servire da monito per gli altri.


Repubblica, maggio
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[In omaggio a Bompiani, morto a maggio N.d.R.]
di LAURA LILLI
(..)
Sono trent'anni che Umberto Eco non appare in tv. E' uno degli
scrittori italiani piu' famosi al mondo, e non e' certo timido. Anzi sa
tenere la scena da consumato seduttore di platee. Inoltre come ben
sappiamo e' tutt'altro che ostile alle comunicazioni di massa e all'
industria culturale con le sue tecnologie-megafono. Ma teme che la tv
possa inflazionare e banalizzare l' immagine di uno scrittore.
(..)
con questo patron gran signore [Bompiani N.d.R.], animato dalla mistica
del lavoro e "capace di scenate omeriche che terrorizzavano anche chi
sapeva che le faceva a freddo".
(..)
Le copertine erano un dramma ricorrente nella vita della casa editrice.
Di prima mattina, si aggirava negli uffici ancora vuoti con forbici
e colla e manometteva spietatamente, facendone quattro o cinque
varianti, i bozzetti dei grafici che impallidivano ma tacevano.
Sottoponeva queste varianti anche a impiegati d'amministrazione
("quello che piace a loro di sicuro non va bene"). Perdonava i ritardi
"solo se si ammetteva di essere andati a passeggiare nei boschi".
Eco era sempre in ritardo, e spesso trovava sulla scrivania il lavoro
del giorno prima distrutto e rifatto. Protestava. "Ma lei dov'era
stamani alle 8?", gli chiedeva l'editore. "A passeggiare nei boschi,
naturalmente", rispondeva Eco. L'altro sorrideva.(..)

Vittorio Colombo

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Jun 24, 1999, 3:00:00 AM6/24/99
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* Il giornale degli italiani a Stoccolma

sorrisi agli sguardi degli stranieri ricchi. E loro, così arroganti e

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