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uso prolungato della proxetina

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loretta

unread,
Sep 15, 2003, 8:37:32 AM9/15/03
to
avrei bisogno di sapere quali sono le conseguenze dell'uso prolungato
di paroxetina, se c'è dipendenza, se ci possono essere "crisi di
astinenza" dopo l'interruzione, se i benefici dell'assunzione durano
anche dopo aver smesso, ogni curiosità o racconti di esperienze
vissute
grazie mille

boz

unread,
Oct 5, 2003, 2:58:37 PM10/5/03
to
lorett...@email.it (loretta) wrote in message news:<7db3cf31.03091...@posting.google.com>...

il principio attivo in realtà inganna i recettori della serotonina e
questi dopo un pò capiscono il trucco. per questo motivo non può
funzionare per sempre a meno di aumentare le dosi fino ad un certo
livello poi stop. studi americani davano come possibile una dose
settimanale di mantenimento ma i risultati non coprono che una piccola
percentuale di trattati. inoltre durante l'assunzione dell'anti
depressivo, lo stato di benessere non permette la ricerca
psicoterapeutica delle cause del disagio. sono in cura da sette anni e
il periodo di un anno e mezzo di uso dello seroxat (simile) è stato il
più sereno apparentemente ma anche il più infruttuoso della terapia.
se le cause della depressione sono da ricercare in un evento definito
e recente, l'uso della paroxetina è ideale per rieducare i nostri
recettori. se però le cause sono datate e rimosse, se non si è in
preda ad una crisi depressiva conclamata, sconsiglio il ricorso ad
essa e punterei sulla terapia: attenzione non affidarsi mai ai
neurologi per disturbi di tipo comportamentale. da noi si dice o felè
fa il to mestè.

boz

unread,
Oct 5, 2003, 2:59:20 PM10/5/03
to
lorett...@email.it (loretta) wrote in message news:<7db3cf31.03091...@posting.google.com>...

il principio attivo in realtà inganna i recettori della serotonina e

boz

unread,
Oct 5, 2003, 3:01:47 PM10/5/03
to
lorett...@email.it (loretta) wrote in message news:<7db3cf31.03091...@posting.google.com>...

il principio attivo in realtà inganna i recettori della serotonina e

alessia ricci

unread,
Oct 16, 2003, 10:34:10 PM10/16/03
to
Facile affidarsi a una pillolina:addormenta la tua anima,il dolore,ti
toglie responsabilità...e fa arricchire le case farmaceutiche!Poi se
ti trovi dopo anni come un vecchi demente bavoso,fa
niente...vero?Buttate via tutto,lasciatele ai veri "pazzi",quelli
pericolosi,le pillole!Se non ce la fate a venirne da soli,ESISTONO
ANCHE GLI PSICANALISTI O PSICOTERAPEUTI...più impegnativo della
pasticchina da buttare giù,ma,ragazzi,CON LA PASTICCHINA...vi state
perdendo la vita...LA VOSTRA!!!!Mai sentito parlare di psicoterpia
breve strategica?o psicoterapia cognitiva?o ipnosi o EMDR?
LA droga non è solo quella che si vende per strada illegalmente,la più
pericolosa te la prescrivono con tanto di ricetta medica.

dario

unread,
Oct 19, 2003, 7:37:28 AM10/19/03
to
Allora, la paroxetina e' un ' inibitore selettivo della ricaptazione
della serotonina.
La serotonina e' uno dei neurotrasmettitori implicati nel mantenete
numerose funzioni psichiche come la stabilita' emotiva, la felicita'
ecc... chiaramente sto parlando facilmente non e' possibile
quantificare queste sensazioni, ma sicuramente il deficit di
serotonina e' accompagnato da sintomi quali depressione e ansia.Ora
gli inibitori della ricaptazione della serotonina aumentano la
quantita' di questo neuro trasmettitore riuscendo a curare in parte
depressioni e panico.La percentuale dei casi trattati che sviluppano
una down regulation e' molto bassa questo significa che il trattamento
con paroxetina puo' essere effetuato per un tempo molto lungo senza
variazioni dell' effetto farmacologico.
La paroxetina ha comunque degli effetti collaterali importanti come
calo della libido e disturbi gastrointestinali, lieve sonnolenza,ma
generalmente questi sono modesti e non richiedono la sospensione della
terapia. L' uso prolungato della paroxetina non si associa comunque a
nessun problema di tossicita' del farmaco visto che la dose utilizzata
e' molto bassa rispetto alle concentrazioni che sviluppano un effetto
tossico.(Mi preoccuperei molto di piu' se fossi un fumatore o se
facessi una dieta sbagliata) tuttavia il trattamento con il farmaco
non deve allontanare il paziente da possibili terapie comportamentali
che possano chiarire le genesi del problema e quando sia possibile
correre ad un rimedio.
Dobbiamo cominciare a capire che l' ansia la depressione sono malattie
e come tali devonon essere curate, spesso nascono da problemi vissuti
o esperienze passate ma non sempre e' possibile eliminare la causa e
anche quando la causa sia stata eliminata puo' persistere il sintomo.
La mente va facilmente incontro a variazioni del suo equilibrio la
terapia farmacologica deve mantenere la stabilita' dolcemente e
attentamente qualora questa stabilita' venga persa facendo attenzione
alla giusta dose del farmaco in maniera da permettere al paziente di
riacquistare la capacita' di studiare se stesso e di pensare alla
propria vita con una mente tranquilla.
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