Claudio non lo so, io il lexotan l'ho preso la prima volta a 8 anni perche'
soffrivo d'insonnia. POi ho smesso di prenderlo, poi l'ho ripreso contro
l'ansia...eppure ti garantisco che il mio malditesta va e viene come gli
pare.
Certo che se il tuo malditesta da tensione dipende dal fatto che sei un
ansioso...allora il Lexotan mi sembra un'idea ottima.
Domandina da Brava Casalinga: ma tu ci riesci, a togliere la puzza di
lexotan dai bicchieri? La mia nonna prende il lexotan e ogni volta butto un
bicchiere per non vomitare!
Ciao
LaurA
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Claudio Linetti <@ntt.it> scritto nell'articolo <7br42m$1e...@w2.ntt.it>...
> Soffro di cefalee da tensione da più di ventanni ormai, e oltre la
causa
> principale (che finora nessuno è riuscito a diagnosticarmi) ...
> Ultimamente però, grazie al mio medico, ho scoperto che è possibile
in
> un colpo solo sopperire a tutte queste cose con un farmaco che mi ha dato
la
> possibilità di ricominciare a vivere (in un certo senso).
> Grazie al LEXOTAN che prendo a gocce, infatti, sono passato nell'arco
di
> un paio d'anni, da un crisi ogni due giorni di media, ad avere il mal di
> testa solo verso fine settimana...
> Ho comunque abbandonato le quantità industriali di CAFERGOT e di
> DIFMETRE che prendevo prima e comunque non lo ritengo certamente un
> traguardo...
Certamente Cafergot (ma anche in parte difmetre) non sono farmaci efficaci
nelle cefalee tensive!
L'uso delle benzodiazepine ha invece un importante significato, sia per gli
indiscussi efetti miorilassanti (in modo particolare del diazepam ossia
valium o en per capirci) che per la correlazione importante tra cefalee
tensive e tutta quella serie di "disagi" emotivi che sono stati motivo di
altri precedenti chiacchierate.
Attualmente, oltre alla conoscenza personale del proprio "intimo", sempre
consigliabile, l'approccio terapeutico dispone in maniera sufficentemente
efficace di tre classi di farmaci: Le BDZ (come valium e lexotan), gli
antidepressivi (soprattutto laroxyl) o alcuni miorilassanti (flexiban per
es.).
Ma, come ha avuto modo di appurare, la cosa più importante è capire quale
tensioni o disagi o ansie generino gli attacchi, come sempre dico il
muscolo è la "voce" dell'anima e l'essere "tesi" può generare contratture
dolorose che riescono a confondersi con molte patologie.
Un saluto
--
Dr. Francesco Maria Andreozzi
Anestesia Rianimazione Terapia del Dolore
Ambulatorio Cefalee e Dolore Neuropatico
ASL RMH Osp. Civ. Genzano
fra...@tin.it