occupi di medicina preventiva quale sia la probabilita' di infezione e i
provvedimenti da prendere in un caso come il seguente.
Durante interventi chirurgico su paziente HCV e HIV positivo rottura
accidentale guanto in gomma (polpastrello dito indice) a causa di
pinzetta chirurgica. Sotto il guanto in latex c'era un paio di guanti in
filo (di quelli che si mettono proprio per evitare che i tagli eventuali
arrivino alla cute, ma che, per loro stesso natura, non sono certo
impermeabili al sangue). La cute al di sotto e', tutt'ora,
apparentemente integra.
Il chirurgo si lava subito (con sapone chirurgico Ibisrcub per 5
minuti... purtroppo non con amuchina...) e, a distanza di ore (credo
piu'per strizza che per altro), con Betadine chirurgico soluzione.
In un caso del genere qual e' la probabilita' di essersi infettato con
un virus e quale con l'altro, quali provvedimenti prendere? (profilassi
medica, esam
--
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Laura <la...@tiscalinet.it> wrote in message
3918EE3E...@tiscalinet.it...
Ti ringrazio per l'estrema cortesia che hai usato nel rispondermi... essendoti disturbato a sprecare il tuo tempo con siffatta ignorante (io) potevi pero' sfruttare l'occasione anche per raccontarmi un briciolo della tua cultura in materia.
Posto che la prob. di infettarsi mediante ago sporco di sangue di soggetto HIV + non in trattamento e' 1:300 , e posto che in medicina non c'e' cosa piu'deleteria che avere certezze... il porsi un dubbio riguardo al fatto che un tratto di cute possa essere apparentemente integro e non certamente integro mi par cosa legittima.
Transeat...
Mi auguro di cuore che, se sei un medico, io non abbia mai ad aver delle spiegazioni riguardo a qualsivoglia mio problema da te: chi non spiega cio' che sa e chi si permette di giudicare e di aver certezze non l'ho mai amato molto.
laura
Non sono un infettivologo (però infetto sì!) e, nell'attesa che qualcuno dei
nostri medici legga il tuo messaggio, spero possa esserti di qualche utilità
un documento sulle stime di probabilità di contagio che utilizzano a San
Francisco per decidere se avviare una PEP (profilassi post-esposizione).
Puoi trovare una mia vecchia traduzione di questa tabella all'indirizzo:
http://x37.deja.com/%5BST_rn=ps%5D/getdoc.xp?AN=570510078&CONTEXT=957965053.1707474948&hitnum=1
(tutto su una riga sola!).
Nel messaggio è anche contenuto l'indirizzo della fonte, dove potrai magari
dare un'occhiata per maggiori informazioni o eventuali aggiornamenti.
Nel frattempo, andrei di ansiolitici! ;-)
Ciao!
A +
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la...@tiscalinet.it (Laura) ha scritto:
>impermeabili al sangue). La cute al di sotto e', tutt'ora,
>apparentemente integra.
>In un caso del genere qual e' la probabilita' di essersi infettato con
>un virus e quale con l'altro, quali provvedimenti prendere? (profilassi
>medica, esam
Una contaminazione con sangue sulla cute integra in base ai criteri adottati
nelle "precauzioni universali" non e' considerato a rischio, per cui ritengo non
ci si debba allarmare per questo tipo di contatto!
Il rischio per punture profonde o per contaminazioni su cute non integra
(macroscopicamente!) o su mucose e' stimato in letteratura intorno allo
0,2-0,3%.
Per quanto riguarda la profilassi ahime' non c'e' nulla da fare, perche' contro
l'HCV non c'e' niente, e contro l'HIV la terapia antiretrovirali con i
protocolli della PEP (Profilassi Post-Esposizione) vanno applicati entro 4 ore
dall'evento.
Pero'. ripeto, anche entro i limiit di tempo personalmente in un caso come
questo non avrei consigliato comunque la PEP.
Cordiali saluti,
Giuseppe Paraninfo
Spec. Malattie Infettive
http://www.unipoint.it/malinf1/index.html
Non sono medico, sono un Assistente Sociale e lavoro in un Unità Operativa
AIDS. Nel corso della mia attività mi è capitato di entrare in contatto con
situazioni analoghe ... spero quindi di poterti essere utile.
> Durante interventi chirurgico su paziente HCV e HIV positivo (......) La
cute al di sotto e', tutt'ora,
> apparentemente integra. In un caso del genere qual e' la probabilita' di
essersi infettato con
> un virus e quale con l'altro?
Dai dati che ho in mente io (in particolare esiste un registro nazionale
delle esposizioni accidentali e ricordo articoli pubblicati su un paio di
testi italiani, se vuoi ti posso fornire gli estremi) non mi risulta rischio
per esposizione su cute integra; questo ovviamente per l'HIV, non ho dati
rispetto all'HCV ma ritengo che la situazione sia analoga.
Il rischio grezzo per esposizione accidentale all'HIV viene in quegli
articoli riportato al 0,3% circa (in riferimento ad un totale di alcune
migliaia di segnalazioni)
ma in tutti e 5 i casi accertati in Italia di sieroconversione in operatori
sanitari (dati al 1997) si rilevava o una massiva contaminazione di cute e
mucose (1 caso) o lesione cutanea profonda (tipicamente puntura) con
strumenti/aghi
contaminati (4 casi).
Anche se statisticamente non è significativo, a titolo di esempio nel
servizio dove lavoro si
sono verificate nel corso degli anni almeno tre casi di punture accidentali
con aghi usati per prelievi a persone HIV positive e (fortunatamente) non si
è mai verificata nessuna sieroconversione
> quali provvedimenti prendere? (profilassi medica, esami, ...)
Rispetto alle procedure da adottare in caso di esposizione accidentale
esistono delle linee guida del Ministero della Sanità che riguardano, in
particolare, la profilassi post-esposizione e i relativi protocolli. Per
quanto riguarda la realtà di Brescia (dove lavoro io) la persona dovrebbe
essere inviata alle divisioni di malattie infettive per attivare le
procedure del caso.
Ripeto però che rispetto ad un esposizione limitata su cute integra come
quella che riporti, per quanto ne so io, non credo esista un rischio
significativo.
Ciao
Paolo Zampiceni
Rispetto al rischio derivante da esposizione occupazionale i dati al 1997
sono: (cito da "a")
Esposizione percutanea: 3 sieroconversioni su 1766 esposizioni
Contaminazione mucose: 2 sieroconversioni su 410 esposizioni
Contaminazione cute lesa: 0 sieroconversioni su 496 esposizioni.
Nello stesso lavoro viene proposta la seguente classificazione delle
esposizioni professionali a rischio:
Alto rischio:
1) Ferita profonda per puntura (con sanguinamento spontaneo) con ago cavo
utilizzato per prelievo di materiale a rischio
2) Qualsiasi contaminazione con materiale di laboratorio contenente virus
concentrato
A rischio:
1) Ferita profonda con ago o altro tagliente contaminato da materiale
biologico a rischio
2) Contaminazione evidente di ferita recente e aperta o di congiuntiva
Basso rischio
1) Ferita superficiale *
2) Contaminazione di ferita rimarginata o di mucose diverse dalla
congiuntiva *
3) Contaminazione di vasta area cutanea e/o con contatto prolungato *
4) Ferita da morso *
5) Ferita e/o contaminazione in seguito a collutazione *
Rischio non dimostrato
1) Contaminazione di cute integra
2) Ferita con oggetti non visibilmente contaminati
* Casi anedottici
Sembre nello stesso lavoro ma per quanto riguarda l'HCV ho trovato un
indicazione generale di 11 sieroconversioni in rapporto a 1767 esposizioni a
fonte anti-HCV positiva
Per quanto riguarda le linee guida (che contengono anche i protocolli di
monitoraggio) l'ultimo documento che mi risulta è "Aggiornamento delle linee
guida per la chemioprofilassi con antiretrovirali dopo esposizione
occupazionale ad HIV negli operatori sanitari" Commissione Nazionale per la
Lotta all'AIDS - Ministero della Sanità - Roma, 19/11/96.
La sorveglianza dovrebbe comunque prevedere il test a tempo 0, 6 settimane,
3 mesi e 6 mesi ... ma anche dopo questo ripasso resto dell'idea che in un
caso come quello riportato da te, un eventuale rischio mi sembra molto
remoto.
Ciao,
Paolo Zampiceni
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