http://www.la7.it/trasmissioni/puntate_dettaglio.asp?Trasm=victoria&video=34038&prop=adv
andate a partire dal minuto 14:35
commenti?
ellamadonna !!!!!!!!!!!!!!!!!!
cosa credi che stanno a pettinare le bambole ?
Nel numero 42 di Diario della settimana da venerd� 19 a gioved� ottobre
2001, c'� un interessante, tra i tanti, articolo di Giuseppe Baschetto sulla
Eminflex, in cui si tenta di comprendere come l'azienda sia riuscita a
diventare la prima nella produzione di materassi, e se l'ascesa sia legata a
contatti con la mafia.
Le anomalie nella storia di questa strepitosa azienda, non si contano.
Attualmente dichiara un fatturato di circa 300 miliardi con una quota di
mercato intorno al 35/40 %.Complessivamente il mercato italiano dei
materassi vale sui 900 miliardi, diviso per 640 aziende, il che significa
che un materasso su tre � della Eminflex. Da lavoro a 400 dipendenti e ha
tre stabilimenti, a Caserta, Udine e Roma e ha sede a Bologna. Consegna
1200000 materassi l'anno. Ha 400 linee telefoniche e 90 operatrici.
Sembra davvero un miracolo italiano!Grazie alla televendita! Cos� ne spiega
il successo "il capo", Giacomo Commendatore, la cui azienda sborsa 60
miliardi alla Mediaset, l'anno, di commesse pubblicitarie, classificandosi
al terzo posto tra le societ� che spendono di pi� in pubblicit�. Adesso poi
gli appartiene anche la Permaflex!
Questa storia italiana inizia a Catania, il cui simbolo � l'elefante,
assunto poi anche dalla Eminflex.
Gli zii di Giacomo Commendatore, Francesco e Carmelo Commendatore,
iniziarono in questa citt� la vendita di pesce in scatola, per poi passare
alla distribuzione d'articoli casalinghi. In seguito si trasferirono a
Budrio, in Emilia Romagna, proseguendo
l'attivit� di vendita porta a porta. Nel 1974 fondano la Centroflex, societ�
per la costruzione di materassi.
Ma nel 1979, un'intercettatazione telefonica porta all'arresto di Angelo
Pavone, cassiere della Centroflex, accusato del sequestro di Angelo Fava.
Con lui inquisiti i fratelli Commendatore, per aver trasportato con il loro
furgoncino da lavoro, il sequestrato fino a Siracusa, per poi nasconderlo
nel fondo agricolo di Luciano Liggio, grande capo di Cosa Nostra. La vicenda
si conclude con la liberazione di Pavone da parte di un commando di Cosa
Nostra, che lo torturer� e uccider�, e con la condanna a 13 anni per Carmelo
Commendatore, che dopo aver scontato la pena torner� a distribuire
materassi, servendosi di venditori ambulanti abusivi. Francesco sar� assolto
per insufficienza di prove e trasformer� la Centroflex in Eminflex.
In un rapporto del Ministero dell'Interno si legge che la famiglia
Commendatore � riconducibile al clan mafioso di Giacomo Riina, personaggio
che ha lavorato per la societ� Eminflex come contabile, dal 1982.
Giacomo Riina � il nipote di Luciano Liggio, e con la sua banda fu
protagonista, negli anni 40-50, di una delle guerre pi� feroci della mafia,
in cui furono ammazzate 200 persone, conducendo alla vittoria la famiglia
Liggio e le alleate di Bernardo Provenzale e Tot� Riina.
Nel 1964 Giacomo Riina fu arrestato e poi assolto con l'obbligo di
soggiornare in Emilia Romagna, a Budrio. E' qui che gestir� delitti,
composizioni finanziarie, protegger� latitanti, commercer� stupefacenti con
la Turchia e armi con la Croazia, in denaro falso e in esplosivi. E' a lui
che si rivolgevano i fratelli Commendatore per dei consigli. Altri ancora i
legami mafiosi. Con Francesco Bonura, imputato per omicidio e traffico di
eroina; con Vincenzo Porzio, suo amico di fiducia; con Salvatore D'Angelo,
Antonio De Luca e Angelo Pavone autori di rapine a banche, gioiellerie,
negozi utilizzando gli automezzi dei fratelli Commendatore; con Jimmy Miano,
capo dei cursoti milanesi; con Santo Mazzei, capo dei carcagnusi di Catania.
Punto di riferimento di quest'ultimi due, Carmelo Commendatore.
Giacomo Commendatore, ora imprenditore della Eminflex, dichiara di non avere
pi� rapporti con lo zio Carmelo da tanti anni. Ma secondo il Gico, gruppo
antimafia della Guardia di Finanza, ci sono invece stretti legami d'affari.
Oltre alla Eminflex, la famiglia Commendatore, ha altre 23 societ�, 18
ancora attive, secondo l'ultimo dato disponibile risalente al 1995. Alcune
impegnate nella produzione, commercializzazione e vendita porta a porta di
materassi (F&R Eminflex, Sormi, Giskard, Permaflex.); altre dedite all'import-export
di legnami, costruzioni edili, o attivit� immobiliari( Cria, Fria, Mila).
Secondo la Commissione parlamentare antimafia e la Banca d'Italia, queste
aziende servirebbero per il riciclaggio di denaro sporco. Due imprese, la
Mila e la Fria, infatti, sarebbero state ricapitalizzate attraverso societ�
di Milano, la Curdisio spa e la Afis spa, depositando cifre superiori al
miliardo, tra il 1989 e il 1991. Un'anomalia considerando che in quegl'anni
il fatturato della Eminflex non superava il miliardo, e la Cria e l'Afis non
avevano ricavi. Altra stranezza � il fatturato notevole di queste piccole e
grandi societ� che non hanno dipendenti.
Tornando alla Eminflex, secondo il Gico della Guardia di finanza, �
singolare come sia passata da un fatturato di 14 miliardi, nel 1990, a 118
miliardi, nel 1994, con un incremento del 694%, in un periodo di crisi
economica, di crescente disoccupazione, in cui il settore dei materassi, in
generale, cresce del 3,7%. Inoltre nel 1994, afferma Massimo Mezzetti,
segretario dei DS di Modena, risulta un indebitamento di 31 miliardi, ma
solo 36 milioni verso le banche, il resto verso fonti non identificabili,
che applicano un interesse passivo minore all'uno per cento.
Queste discrepanze e la sproporzione tra dichiarato e accertato, porteranno
nel 1993, al sequestro dei beni della famiglia Commendatore, ordinato dal
magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Bologna.
Oltre alla gestione patrimoniale, altri sospetti destano la mancanza di un
sindacato, nonostante i sindacati locali abbiano provato a creare delle
rappresentanze. Sembra per� che i dipendenti fossero intimiditi dai membri
della famiglia e dai lavoratori a loro vicini. Allora si continua a lavorare
in condizioni disagiate e con una retribuzione inferiore alla media.
Gli interrogativi avanzano di fronte al fatto che la Eminflex non � iscritta
a Confindustria e la giustificazione adottata � il che questa non abbia
risposto alla loro iscrizione.
Potrebbe esserci un complicato intreccio tra l'ascesa clamorosa della
Eminflex e Marcello Dell'Utri, ex presidente di Publitalia, a cui vengono
contestati circa 900 episodi legati a conoscenze mafiose, numeri di
telefono, cene, incontri, mediazioni e aperture politiche. L'ipotesi si
formula considerando che negli anni 80 la Eminflex � una piccola impresa,
sconosciuta, impossibilitata a sostenere le spese pubblicitarie, a fronte di
un fatturato, dichiarato, minore al miliardo.
L'originale storia della famiglia Commendatore � raccontata in "Quaderni di
Citt� sicure" dai ricercatori Raimondo Catanzaro, Francesco Cossentino,
Davide Bertacci, Massimo Patarini, Gianluca Baldoni e Gianfranco Celli,
attuale sindaco di Budrio. La famiglia ha subito querelato gli studiosi, per
diffamazione, ma il giudice Arnaldo Rubichi di Bologna, nel 2000, gli ha
assolti, non avendo i Commendatore fornito mai, una spiegazione sulle somme
reperite per la televendita.
,m.
Ricordavo gi� di averlo sentito dichiarare un po' di anni fa di essere
contentissimo di fare le televendite perch� guadagnava un pacco di soldi.
In effetti si potrebbe anche essere portati a pensare "eh, poverino, � un
po' caduto in disgrazia: una volta era un presentatore di successo invece
adesso deve adattarsi a vendere materassi in tv pur di lavorare".
Saluti
BS