IgnazioGSSᅵ ha detto questo lunedᅵ :
E' istinto predatorio, molto presente nel gatto, ma in genere anche in
altre specie non feline, come rettili o anfibi. Metti una mosca morta
davanti alla bocca di un rospo e la troverai nella stessa posizione
anche a distanza di giorni. Mettine una viva privata delle ali ma
libera di muoversi e dopo un attimo ᅵ diventato cibo.
Il movimento stimola l'aggressivitᅵ o l'istinto predatorio.
Per quanto riguarda il fatto che gli animali non attaccano se non per
difesa ᅵ una regola etologica assodata e con valore scientifico non
presunta, come qualcuno non addentro alla veterinaria, alle scienze
naturali o all'etologia animale suppone.
Ci sono dei meccanismi perᅵ che scatenano certe forme di aggressivitᅵ
ma non sono insiti nell'animale, sempre che questi sia sano e non
soggetto a turbe psichiche, cosa questa piᅵ frequente in creature
tenute in cattivitᅵ o stressati (cani particolarmente aggressivi o
animali tenuti in gabbia - sfido chiunque di noi se addestrato in una
certa maniera o tenuto prigioniero non sviluppi aggressivitᅵ-) bensᅵ
indotti dall'uomo come gesti che possono essere interpretati come
provocazione o odori particolari che indicano all'animale lo stato
emotivo.
I felini mangiatori di uomini non sono una leggenda metropolitana ma
animali ormai vecchi e malandati non piᅵ in grado di cacciare,
ripudiati dal branco che sono stati spinti dalla fame ad attaccare
esseri con scarse possibilitᅵ di difesa. E questo se parliamo dei
felini che colpiscono di piᅵ l'immaginario collettivo mentre si
trascurano statistiche relative alle uccisioni provocate da erbivori,
come l'ippopotamo o il bufalo o il toro. Le stesse tanto proclamate
uccisioni fatte dagli squali sono dsecisamente molto biu basse di una
frazione di quante vittime della stupidaggine ed aggressivitᅵ umana ci
sono. Certo se uno va a fare surf al largo di Cape Town la pellaccia la
rischia eccome, ma perchᅵ l'uomo viene scambiato per un'otaria cibo
preferito da squali e da orche.
E' un campo molto interessante ed istruttivo da studiare per
comprendere meglio quale deve essere la nostra posizione
nell'ecosistema in modo da educare a non vivere da parassitoidi.
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